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  • Romani Capitolo 13

    Romani Capitolo 13

    Introduzione al capitolo 13

    Il capitolo 12 è stato un capitolo molto intenso, in cui Paolo ha spiegato che, come cristiani, dobbiamo ottenere il rinnovamento della nostra mente e solo attraverso questo processo potremo rendere il nostro corpo, la nostra carne, sottomessa a Dio. Solo attraverso il rinnovamento della mente non saremo conformati alle vie del mondo e solo attraverso il rinnovamento della mente possiamo essere trasformati nell’immagine di Cristo e solo attraverso questo processo possiamo arrivare ad avere la mente di Cristo e di conseguentemente cambiare il nostro comportamento mondano in un comportamento divino e giusto.

    Solo attraverso il rinnovamento della mente si può conoscere la volontà di Dio ed accettarla così com’è, buona e perfetta per noi. Questo è molto importante perché questo processo è ciò che è necessario per poter obbedire alle seguenti esortazioni che Paolo ha dato ai cristiani romani ed anche a noi, in altre parole il comportamento che dobbiamo avere con gli altri nella Chiesa e come dobbiamo compiere il nostro ministero cristiano ed i nostri doveri di credenti.

    Il capitolo 13, invece, esibisce un cambiamento di ritmo, Paolo inizia questo capitolo esortando e comandando i cristiani a sottomettersi alle autorità di governo terreno, troviamo questo insegnato nei versetti da uno a sette.

    Questi comandamenti sono molto importanti e molto fraintesi nella Chiesa oggi giorno, quindi faremo chiarezza biblica su ciò che Paolo e quindi Dio ci stanno dicendo riguardo a questo concetto molto importante.

    Paolo prosegue esortando i cristiani a capire come dobbiamo relazionarci e comportarci con gli altri ed anche con il nostro prossimo, in altre parole anche con chi non è salvato. Questo Paolo lo insegna nei versetti da otto a quattordici.

    Immergiamoci adesso nel testo di Romani 13 ed impariamo ciò che Dio ci sta insegnando.

    Romani Capitolo 13

    Romani 13:1 Ogni persona stia sottomessa alle autorità superiori; perché non vi è autorità se non da Dio; perchè le autorità che esistono sono stabilite da Dio.

    Questo primo versetto è forse uno dei versetti molto più fraintesi nella chiesa, specialmente oggi.

    Vediamo qui come Dio nella Sua parola delinea questo concetto. La prima cosa che traiamo dal versetto è che Dio si aspetta che ogni singola persona, credente e non, si sottomettano alle autorità governative. Le cosiddette autorità superiori menzionate qui sono i governi terreni e le forze dell’ordine. Dio vuole che tutti gli uomini, inclusi i cristiani, si sottomettano alle leggi umane ed ai governi umani.

    Ci sono due modi sbagliati che questo è compreso nella chiesa. Una percentuale di credenti nella chiesa dice che il governo umano è tutto malvagio e che quindi non ha alcuna autorità nella vita di credenti.

    Un altra percentuale di credenti invece crede ed insegna che i cristiani devono obbedire sempre e comunque a tutte le leggi umane e che i credenti per questo non possono mai protestare il governo ed usano questo versetto per sostenere la loro interpretazione.

    In realtà entrambe le interpretazioni sono parzialmente sbagliate ma anche parzialmente giuste e impareremo perché.

    Basti dire intanto che per tutti i cristiani è molto importante obbedire questo comandamento. Comunque non è solo per i cristiani, infatti il versetto dice che tutti gli esseri umani indipendentemente dalla loro condizione spirituale sono tenuti da Dio a sottomettersi al governo e alle autorità umane.

    Come è che Dio vuole che questo sia praticato? La risposta è nella parte successiva del versetto, dobbiamo, devono, sottomettersi alle autorità superiori ed al governo perché queste sono ordinate da Dio. In altre parole sono create e stabilite da Dio stesso.

    Questo concetto è in realtà uno schaiffo in faccia a tutti coloro che credono ed affermano erroneamente, che perchè tutto il governo umano e tutte le autorità umane sono tutte corrotte e malvagie che in realtà sono stati stabilite da Satana e non da Dio.

    In realtà, ciò che vediamo scritto qui è che questi hanno assolutamente torto ad affermare questo fatto perché il versetto afferma chiaramente che il governo e le autorità sono ordinate da Dio e che tutto il governo umano è infatti stabilito da Dio, infatti il versetto dice che non ci sono autorità che che non sono stabilite da Dio.

    La gente ancora si opporrà a questo dichiarando che visto che i governi e le autorità spesso agiscono in modi che non sono divini e giusti e che molte leggi ed ordinanze che essi approvano non sono in linea con la parola e la legge di Dio, che come credenti non dobbiamo dar credenza alle autorità.

    Bene, quello che la parola di Dio dice invece è che il governo è ordinato e creato da Dio proprio come dice il versetto e sappiamo che anche la chiesa è ordinata e creata da Dio.

    Tuttavia, se usassimo la filosofia di queste persone, potremmo anche giungere alla loro conclusione che, poiché la chiesa, che sappiamo essere ordinata e creata da Dio, ha malvagità in essa o che non si conforma sempre perfettamente alla parola di Dio che anche questa sia malvagia e quindi creata da Satana.

    Sappiamo però che non è così. Sappiamo comunque che tutti gli esseri umani sono intrinsecamente malvagi e alla fine corromperanno e diffonderanno la loro malvagità ovunque essi vadano ed in tutto ciò che fanno. Questa è la situazione perché anche la chiesa non ubbidisce perfettamente a Dio e perché in molti casi il male possa esistere anche all’interno della chiesa.

    In altre parole, sappiamo che quanti più empi e malvagi fanno parte del governo, tanto più il governo sarà malvagio ed empio. Questo significa anche che se molte leggi nei governi umani sono giuste, la corruzione sicuramente può essere ancora abbondante e quei governi possono ancora essere infine controllati da Satana.

    Che Dio abbia creato e ordinato il governo è evidente dal fatto che la Bibbia ci mostrerà che è così, tuttavia comprendiamo anche che Dio ha ordinato il governo umano per il fatto che in esso troviamo ancora molte leggi che riflettono la legge divina.

    I Dieci comandamenti sono la legge morale di Dio data a Israele, ma Dio fin dall’inizio ha posto la Sua legge nel cuore di tutti gli uomini, la parola di Dio dice proprio così:

    Romani 2:14-15 Perché quando i Gentili, che non hanno la legge, fanno per natura le cose contenute nella legge, questi, non avendo la legge, sono una legge a se stessi: 15 Che mostrano l’opera della legge scritta nei loro cuori, la loro coscienza anche testimoniando, ed i loro pensieri mentre si accusano o si scusano l’un l’altro;

    Come vediamo la legge di Dio è scritta nel cuore dell’uomo e questo è esattamente il motivo per cui prima di tutto tutti gli uomini sono senza scusa quando si tratta di aver infranto la legge di Dio e non possono usare la scusa che non lo sapevano, in secondo luogo in questo contesto stesso ci rendiamo conto che è proprio per questo fatto che tutti i governi stabiliscono molte delle loro leggi che sono quasi tutte basate sui principi della legge divina.

    In Esodo 20 Dio ha dato la Sua legge al Suo popolo Israele e all’interno di queste leggi troviamo molti comandamenti che sono rispecchiati nelle leggi umane e non solo ed esclusivamente nella nazione di Israele.

    Diamo un’occhiata ad alcuni di questi comandamenti e confrontiamoli con la legge umana.

    Esodo 20: 1-17

    7 Non pronunciare il nome del Signore tuo Dio invano; poiché l’Eterno non lo riterrà innocente, che invoca il suo nome invano.

    Lo sapevate che una volta bestemmiare in pubblico il nome di Dio era in realtà contro la legge e intendo la legge umana?
    Poi ci sono questi:

    13 Non uccidere.

    14 Non commetterai adulterio.

    15 Non rubare.

    16 Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.

    Vediamo chiaramente che nella legge divina si trovano anche molte delle leggi stabilite dai governi umani.

    “Non uccidere”, sappiamo che l’omicidio è proibito in praticamente tutte le nazioni e governi. Questo, senza entrare nel vivo dei dettagli riguardanti l’omicidio, sappiamo che è una pratica proibita da tutte le nazioni.

    “Non rubare” è un altro dei comandamenti di Dio che viene applicato come legge umana.

    “Non renderai falsa testimonianza” Anche se la menzogna generica non è di solito contro la legge umana, eppure in molte circostanze persino la legge umana, condanna la falsificazione di giuramenti, di documenti e lo spergiuro e ci sono alcune situazioni e circostanze in cui anche la menzogna è contro la legge umana.

    Ho incluso adulterio perchè anni fa in molti paesi quando si commetteva adulterio questo era in violazione della legge umana non solo la legge divina. Purtroppo, mentre le società e le culture occidentali stanno diventando prevalentemente prive di Dio, questo non è più considerato contro la legge umana, anche se ricordiamoci che la legge di Dio non è mai abolita, sebbene la legge umana possa abolire leggi giuste e divine.

    Infatti, sebbene non menzionato nel Decalogo ma menzionato nella legge che Dio diede a Mosè, oltre ai Dieci Comandamenti, troviamo che anche il peccato dell’omosessualità e questo nemmeno molto tempo fa, in molti paesi era contrario alla legge terrena.

    Quindi, come vediamo in molte nazioni per molti, molti anni ed ancora oggi molte delle loro leggi rispecchiano la legge divina.

    Questi stessi fatti determinano che infine Dio è Colui che ha ordinatoi governi e le autorità.

    È interessante notare le parole di John Adams, il secondo presidente degli Stati Uniti, quando disse:

    La nostra Costituzione è fatta solo per un popolo morale e religioso. È del tutto inadeguata per il governo formato da qualsiasi altro tipo di persone.

    È interessante inoltre notare che il governo e la Costituzione degli Stati Uniti per esmpio, sono stati fondati su principi giusti ed anche divini, ma è evidente che oggi la società Americana sta diventando sempre meno morale e meno religiosa e che l’incessante richiesta da parte del popolo di creare leggi per la nazione meno e meno giuste è letteralmente assordante. Quindi John Adams aveva ed ha ancora oggi perfettamente ragione dichiarando tale cosa.

    Ciò tuttavia è in parte vero in ogni nazione e cultura, in altre parole, che le società e le culture in cui i governi sono più divini le leggi sono di conseguenza più rette e man mano che le società diventano sempre più empie e pagane, così anche i governi e le leggi diventano tali.

    Questo è il motivo per cui è un termine improprio e di grande errore dire che deve esserci una separazione tra chiesa e stato. Lasciatemi ribadire che la separazione dovrebbe effettivamente esistere, ma dovrebbe essere da parte del governo, il che significa che il governo non dovrebbe mai interferire con i diritti religiosi della gente, ma che i cristiani non dovrebbero in alcun modo essere ostacolati a prendere posizioni di compromesso nella pratica della loro fede e persino a sostenere e approvare leggi rette che riflettono la legge di Dio.

    Sfortunatamente, nella cultura odierna, la separazione tra chiesa e stato significa separazione di stato da Dio, come se lo stato e il governo non dovessero rispondere a nessuno se non a se stessi – come se il governo non dovesse rispondere a Dio.

    Dio però controlla i governi ed è in realtà sovrano su tutti i governi umani; Dio li solleva e Dio li abbassa, Dio li stabilisce e Dio li rimuove come pare e piace a Lui, secondo il Suo disegno per quei popoli.

    Ogni governo umano è invece responsabile nei confronti di Dio ed è responsabile a mantenere i suoi affari con giustizia e con rettitudine. Quando il governo non agisce più giustamente e non protegge più la vita e sanziona gli aborti, per esempio, allora è compito della chiesa essere la voce profetica e richiamare lo stato a pentirsi e a fare ciò che Dio comanda di fare.

    Un governo civile non sarà mai una teocrazia a meno che Dio non ne fosse davvero il vero capo in un senso fisico o che una determinata religione incluso il Crisitianesimo fosse tutto il governo stesso. Questo in effetti accadde nell’Impero Romano ed anche oggi negli stati Musulmani.

    Tuttavia, nel corso degli affari umani, sebbene Dio sia e rimanga sovranamente capo sugli affari dell’uomo, il governo non è di solito diretto da un leader religioso, da un tale come il Papa o da un capo di una religione confessionale, qualunque essa sia. Lo stato non è la chiesa né la chiesa il governo queste linee di separazione esistono e dovrebbero esistere, almeno fino a quando Gesù verrà a regnare sulla terra.

    Di fatto, per esempio, i padri fondatori degli Stati Uniti non volevano che il governo fosse governato da una specifica denominazione o religione come era stato per oltre un millennio in Europa, con la religione romana e nel caso Inglese, la chiesa Anglicana.

    Avere cristiani nel governo che possono influenzare il governo a mantenere e ad approvare leggi giuste ed in linea con leggi divine non è sbagliato e non dovrebbe essere proibito, in realtà questo sarebbe il desiderio di Dio in quanto è il desiderio di Dio che un governo imponga leggi giuste.

    Sfortunatamente, specialmente oggi, gran parte della chiesa ha inconsapevolmente operato per il diavolo per molti anni, questo lo ha fatto nel modo in cui ha creduto le bugie del diavolo che chiamano i credenti a rimanere separati dal governo e persino ad evitare di diventare coinvolti nel governo e nella politica.

    Tutto ciò ha causato un grave disservizio alla società in cui vive la chiesa. La chiesa ha così abdicato alla sua responsabilità datagli dal Signore Gesù stesso quando disse questo in:

    Matteo 5:13-16 «Voi siete il sale della terra; ma, se il sale diventa insipido, con che lo si salerà? Non è più buono a nulla se non a essere gettato via e calpestato dagli uomini. 14 Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può rimanere nascosta, 15 e non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente; anzi la si mette sul candeliere ed essa fa luce a tutti quelli che sono in casa. 16 Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli.

    Influenzare la società in cui Cristiani vivono diffondendo la pietà in tutti i suoi aspetti è come vediamo scritto qui un mandato dato ai credenti dal Signore Gesù stesso, quindi no, non è sbagliato per i cristiani essere coinvolti nel governo, infatti sembrerebbe che Dio desideri che lo siamo.

    In effetti, essere sottoposti alle autorità superiori potrebbe voler dire anche diventare una parte attiva e integrante delle stesse in modo che il governo rimanga aperto al Vangelo e affinché leggi giuste e divine permeino la società in cui vive la chiesa.

    Dio infatti richiede che ogni essere umano sia soggetto al governo che è responsabile delle loro nazioni.

    Ogni persona, come abbiamo detto prima, significa proprio questo, cioè che nessuno è al di sopra della legge. Lasciatemi dire che nessuna persona e nessun governo è al di sopra della legge di Dio. Questo concetto è essenziale per comprendere correttamente questo intero argomento delineato nella lettera di Paolo ai Romani.

    Quindi Dio, ha Lui stesso ordinato le autorità governative umane e quindi Egli si aspetta che gli esseri umani si sottomettano alla loro autorità e che rispettino quelle autorità e Dio vuole anche che i governi siano giusti e retti nel modo in cui governano e giusti nelle loro leggi.

    Autorità terrene; governano sugli altri per mantenere la società stabile e ordinata. Solo Dio, tuttavia, è il sovrano su tutti.

    Quando i governi umani si elevano al di sopra di Dio, questi vanno oltre alla loro legittima funzione nella società e quindi vanno oltre alla loro legittima funzione datagli da Dio.

    Gesù stesso affermò e confermò che i governi sono ordinati da Dio quando disse questo a Pilato:

    Giovanni 19:11 Gesù rispose: Tu non potresti avere alcun potere contro di me, tranne quello che ti è stato dato dall’alto: perciò colui che mi ha consegnato a te ha il peccato più grande.

    I governi sono e rimangono legittimi fino a quando non assumono il ruolo che è riservato solo a Dio come ha giustamente affermato Gesù in:

    Marco 12: 13-17 E gli mandarono alcuni dei Farisei e degli Erodiani per intrappolarlo con le sue parole. 14 E quando furono venuti, gli dissero: Maestro, noi sappiamo che tu sei fedele e non ti prendi cura di nessuno; poiché non guardi alla persona degli uomini, ma insegni la via di Dio in verità: è lecito dare tributo a Cesare, o no? 15 Dobbiamo darlo o non darlo? Ma lui, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: Perché mi tentate? portatemi un denaro, che lo possa vedere. 16 E glielo portarono. Ed egli disse loro: Di chi è questa immagine e soprascritta? E gli dissero: Cesare. 17 E Gesù, rispondendo, disse loro: Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio le cose di Dio. E si meravigliarono di lui.

    Quindi vediamo che in entrambi questi casi Gesù dà legittima autorità al governo umano, sebbene Dio sia l’autorità suprema ed è Colui che consente ai governi di avere la loro autorità. Nulla accade senza il permesso di Dio.

    Gesù insegnò che i governi terreni esistono per il volere di Dio, Giovanni 19:11 e sono legittimi finché non assumono il ruolo riservato solo a Dio come abbiamo visto in Marco 12: 13-17.

    Romani 13 parla del governo umano ordinato e creato da Dio. Apocalisse 13 d’altra parte, lo descrive come completamente degenerato e demoniaco.

    I cristiani vivono costantemente in una tensione temporale creata dal fatto che i governi possono essere giusti come afferma Romani 13, cioè come sono progettati ad essere, o malvagi come descrive Apocalisse 13, descrivendo il governo come un governo globale Anticristo ed AntiDio.

    Quando i governi promuovono il bene e sopprimono il male, adempiono la loro funzione datagli da Dio come i seguenti versetti in questo stesso capitolo ed anche 1 Pietro 2: 11-12, descrivono.

    Tuttavia, se il governo si esalta come sovrano sulla vita di tutti, allora il governo ha oltrepassato i suoi limiti ed il suo scopo datogli da Dio e diventa un servo del male.

    C’è una cosa ironica riguardo a quanto malvagi o quanto giusti i governi possano o debbono essere perché in realtà questo dipende da due fattori ed oggi tutto questo è comunque definito dal permesso di Dio e dalla Sua volontà sovrana.

    Tutto questo è influenzato dal comportamento dei credenti nella società in cui vivono. Questo era vero sia nell’Antico Testamento che nella storia del Nuovo Testamento in cui viviamo anche oggi.

    Come funziona è interessante. Funziona così:

    Dio può stabilire un governo buono e giusto, lo ha fatto con Israele per esempio. Cominciando da Mosè e dando la Sua Legge nella quale Dio stabilì anche come il popolo Ebraico avrebbe dovuto governare nel loro governo. Doveva essere un governo giusto e retto non solo dal punto di vista religioso ma civile.

    Tuttavia, sappiamo che le persone sono peccatori e quando e se le persone malvagie entrano in posizioni di potere, di conseguenza eventualmente anche il governo diventa malvagio ed ingiusto.

    Questo accade perché è il popolo di Dio in realtà che abbandona Dio e di conseguenza, anche il loro governo diventa più peccaminoso e malvagio proprio per questa ragione.

    Come possiamo vedere, tutto ciò è consequenziale per le persone in quella società che diventa meno divina e sempre più malvagia.

    Questo divenne evidente per esempio dopo la morte di Mosè e di Giosuè a cominciare da tutto ciò che è descritto nel libro dei Giudici.

    Israele divenne sempre più idolatra e malvagio e Dio diede loro nelle mani di popoli ancora più malvagi di loro, infatti in Giudici la parola di Dio afferma che: non vi era alcun re in Israele ed ognuno faceva ciò che era giusto ai loro occhi.

    Questo fatto è sempre vero, anche quando c’è un governo, quando il popolo e conseguentemente il governo diventano empi, idolatri e fuori legge, a quel punto prevale l’anarchia, in altre parole ognuno fa ciò che è giusto ai propri occhi, che alla fine è puramente agire in modo malvagio, e quindi anche il governo non è più interessato a far rispettare leggi giuste perché esse non sono più rilevanti per nessuno e quindi pervade l’illegalità.

    Questo concetto è chiaramente descritto nella vita del popolo di Israele anche dopo la divisione del Regno del Nord e quello del Sud, vedi 1 Re 11: 29-37.

    Fino a quando Davide e Salomone rimasero re del Regno unificato di Israele, il popolo e il governo in Israele rimasero giusti.

    Con Salomone allontanatosi dalla legge di Dio verso la fine della sua vita questo questo in effetti causò la divisione del regno e vediamo il tuffo del Regno del Nord in aperta ribellione ed idolatria e sia il popolo che i re, quindi il governo divennero malvagi.

    Lo stesso accadde più tardi nel Regno meridionale, anche se il Regno meridionale spesso fluttuava tra il bene e il male come i suoi re e le persone che fluttuavano tra il seguire Dio e gli dei pagani ed i popoli empi.

    Quindi cosa significa tutto questo? Significa che nella maggior parte dei casi Dio dà una nazione il governo che si merita in base alla fedeltà del Suo popolo a Lui.

    Fondamentalmente un governo è più o meno malvagio in base alla quantità di idolatria che pervade in quella nazione e se o no il popolo di Dio segue l’unico e vero Dio ed osserva leggi che sono giuste.

    Un governo malvagio ed ingiusto è un segno del giudizio di Dio su quella nazione e sì anche i credenti in quella nazione sono fortemente influenzati dalla malvagità di quel governo.

    Tuttavia, è anche evidente che Dio è Colui che ha ordinato ogni governo umano, non è una idea dell’uomo, è una idea di Dio!

    La Scrittura afferma chiaramente che è Dio che ha la sovranità assoluta sugli affari dell’umanità e che è Dio che colloca persone, re, governanti e governi al potere come ritiene opportuno Lui.

    Dopo che Dio diede a Daniele il significato del sogno di Nabucodonosor, Daniele loda Dio per avergli dato il significato e nella lode afferma questo:

    Daniele 2:20-21 Daniele prese a dire: «Sia benedetto il nome di Dio per sempre, eternamente, perché a lui appartengono la sapienza e la forza. 21 Egli muta i tempi e le stagioni, depone i re e li innalza, dà la sapienza ai savi e la conoscenza a quelli che hanno intendimento

    Daniele afferma chiaramente che è Dio che depone i re e li mette al potere, questo significa che è Dio che pone le autorità di governo sul posto come ritiene opportuno e come rimuoverle. Questo ai nostri giorni ed età significa che quando le persone votano ed eleggono governanti non accade mai senza il consenso di Dio, in realtà è la Sua volontà che è stabilita.

    È ironico che oggi nella Chiesa molti credenti non capiscano e non accettino questo fatto. La sovranità di Dio è grossolanamente fraintesa nella chiesa anche perché questa dottrina ed attributo divino non sono quasi mai insegnati o se insegnati non lo sono correttamente.

    Capisco come i cristiani e non solo loro, abbiano difficoltà a capire come un dittatore come Hitler o qualsiasi altro dittatore o re o governante malvagio possa essere al potere attraverso la volontà e il permesso di Dio.

    Dobbiamo comprendere però che Dio è completamente separato dal male, Dio trascende ogni male, non c’è alcun male in Dio.

    1 Giovanni 1:5 Or questo è il messaggio che abbiamo udito da lui, e che vi annunziamo: Dio è luce e in lui non vi è tenebra alcuna.

    Giacomo 1:13 Nessuno, quando è tentato dica: «Io sono tentato da Dio», perché Dio non può essere tentato dal male, ed egli stesso non tenta nessuno.

    Romani 9:13-14 come sta scritto: «Io ho amato Giacobbe e ho odiato Esaù». 14 Che diremo dunque? C’è ingiustizia presso Dio? Così non sia.

    State certi che non c’è assolutamente alcun male in Dio, neppure Dio crea o promuove il male. Tuttavia, Egli permette che esista e lo usa per giudicare le persone ed anche il Suo popolo stesso.

    Questo fatto è chiaramente delineato nella Scrittura.

    La storia del popolo di Dio è piena di esempi di come Dio ha usato governi malvagi ed imperi crudeli per giudicare e castigare il Suo popolo.

    Esistono troppi esempi riguardo a questo concetto, ma siamo onesti, nella chiesa sembriamo pensare che Dio abbia fatto una cosa simile nei giorni dell’Antico Testamento e con Israele solamente, ma che in realtà non farebbe lo stesso con la chiesa oggi.

    Infatti, persino il Nuovo Testamento conferma che Dio permette a Satana e alle sue forze demoniache di castigare e giudicare anche i cristiani e la chiesa.

    Nell’Antico Testamento troviamo molti esempi dove Dio usa persone malvagie per giudicare il Suo popolo.

    C’è un passo particolare che spiega questo concetto molto bene e lo troviamo in:

    Abaccuc 1:1-13 Profezia che il profeta Abaccuc ebbe in visione. 2 Fino a quando, o Eterno, griderò, senza che tu mi dia ascolto? Io grido a te: «Violenza!», ma tu non salvi. 3 Perché mi fai vedere l’iniquità e mi fai guardare la perversità? Davanti a me stanno rapina e violenza, c’è contesa e cresce la discordia. 4 Perciò la legge non ha forza e la giustizia non riesce ad affermarsi, perché l’empio raggira il giusto e la giustizia ne esce pervertita. 5 «Guardate fra le nazioni e osservate, siate stupefatti e sbalorditi, perché io compirò ai vostri giorni un’opera, che voi non credereste, anche se ve la raccontassero. 6 Poiché ecco, io susciterò i Caldei, nazione feroce e impetuosa, che percorre la terra nella sua ampiezza per impadronirsi di abitazioni non sue. 7 È terribile, spaventevole; il suo giudizio e la sua dignità procedono da lei stessa. 8 I suoi cavalli sono più veloci dei leopardi, più feroci dei lupi della sera. I suoi destrieri si spargono ovunque, i suoi destrieri vengono da lontano, volano come l’aquila che piomba sulla preda per divorare. 9 Vengono tutti per far violenza, le loro facce sono protese in avanti e ammassano prigionieri come la sabbia. 10 Egli si fa beffe dei re e i principi sono per lui oggetto di scherno; si ride di ogni fortezza, perché accumula un po’ di terra e la prende. 11 Quindi avanza velocemente come il vento, passa oltre e si rende colpevole, attribuendo questa sua forza al suo dio». 12 Non sei tu da sempre, o Eterno, mio DIO, il mio Santo? Noi non moriremo, o Eterno, perché tu l’hai designato per fare giustizia e l’hai stabilito, o Rocca, per castigare. 13 Tu hai gli occhi troppo puri per vedere il male e non puoi guardare l’iniquità. Perché stai a guardare quelli che agiscono con frode, e taci quando il malvagio divora chi è più giusto di lui?

    Questo passo è uno dei più eloquenti riguardo al concetto che Dio consenta ad un popolo o governo più malvagio del popolo di Dio per rendergli castigo.

    Come comprendiamo chiaramente da questo passo, almeno spero che nei versetti da 1 a 4 il profeta è appesantito dalla legge di Dio riguardo al male che veniva commesso dal popolo di Dio.

    Nei versetti da 5 ad 11, Dio risponde al profeta e gli dice che Egli stesso avrebbe innalzato la Sua disciplina sul Suo popolo permettendo al popolo Caldeano, in altre parole ai Babilonesi, di essere gli strumenti del castigo divino sul Suo popolo.

    Nei versetti 12-13 il profeta non può, come molti fanno oggi, capire perché Dio avrebbe permesso ad un popolo, a tutti gli effetti molto più empio e malvagio del popolo di Dio, essere gli strumenti della Sua ira. Eppure, Dio fa sempre esattamente così!

    Sto dicendo tutto questo perché dobbiamo capire chiaramente che è Dio che governa con sovranità su tutti gli affari dell’uomo e questo ci dovrebbe aiutare a capire meglio che è Dio Colui che permette a entrambi, i malvagi ed giusti governi ad essere innalzati, pur rimanendo Lui stresso trascendente dal male, Dio comunque permette ai vari governi di essere dove sono perchè infine saranno strumenti della Sua volontà e spesso della Sua ira se non della Sua guistizia.

    Un governo ingiusto, malvagio e tirannico sarà in carica quando il popolo di quella nazione diventa empio, malvagio e tirannico, e Dio lo permetterà perché quel governo stesso è la verga del Suo giudizio su quelle persone e chiunque da esso ne sia colpito.

    Questo è esattamente il motivo per cui in nazioni idolatriche ed empie troviamo spesso governi empi, ingiusti e malvagi. Quando il governo diventa il governante supremo e si innalza al posto di Dio e inoltre anche il popolo di quella nazione è empio ed idolatra, quel governo regnerà con ingiustizia e tirannia. E’ ovvio che, se in quella nazione esistono Cristiani loro stessi soffriranno persecuzione sia da parte del governo che dal resto del popolo, questa è una situazione inevitabile quando la chiesa nasce in una nazione che è già malavagia ed idolatra.

    Come ho detto prima, Dio darà alla gente il governo che merita e spesso il governo che la gente stessa vuole. Se meritano un giudizio, metterà un governo tirannico e empio per dominarli e che i miei amici includeranno anche la chiesa che vive in quella nazione, quando la chiesa in quelle nazioni diventa sempre di più come la società in cui vive.

    Quindi, come chiesa, dobbiamo capire chiaramente che quando un governo agisce come nemico della chiesa e agisce in modo ingiusto significa che le persone in quella nazione sono più ingiuste ed empie di quanto dovrebbero essere e spesso questo includerà anche le condizioni della chiesa stessa in quella nazione.

    Fidatevi miei cari, come era nell’Antico, così è anche nel Nuovo Testamento, Dio non giudicherà la chiesa eternamente ma Egli la giudicherà in questo mondo e in modo temporale. Dio l’ha fatto con Israele e lo farà anche con la Chiesa. Quanto più peccaminosa e mondana la chiesa diventa, tanto più Dio la farà vivere sotto l’autorità di un governo tirannico e empio che la odierà e la calpesterà.

    Ciò significa che la chiesa dovrà lottare e sopportare sempre di più in modo di vivere in quella società senza essere perseguitata dallo stesso governo e popolo che governa e vive in quella società.

    In un paese in cui la Chiesa causa un impatto importante con il Vangelo ed in cui i cristiani permeano come sale e luce, quella nazione e governo vivranno e governeranno in modo più giusto e in maniera più consone alla volontà divina.

    Proverbi 14:34 La giustizia innalza una nazione, ma il peccato è la vergogna dei popoli.

    Ciò non significa che tutti in quella società e in quel paese saranno salvati e saranno devoti a Dio ma semplicemente significa che in quel paese prevarranno il timore di Dio e la Sua giustizia e la chiesa godrà di un’esistenza abbastanza buona e pacifica.

    Ecco perché Paolo esorta Timoteo e anche noi oggi ad insegnare e praticare questo nella chiesa:

    1 Timoteo 2:1-3 Ti esorto dunque prima di ogni cosa che si facciano suppliche, preghiere, intercessioni e ringraziamenti per tutti gli uomini, 2 per i re e per tutti quelli che sono in autorità, affinché possiamo condurre una vita tranquilla e quieta in ogni pietà e decoro. 3 Questo infatti è buono ed accettevole davanti a Dio, nostro Salvatore,

    Ciò non significa che i cristiani non subiranno mai persecuzioni che si verificano sempre quando i cristiani vivono in modo consone con la volontà di Dio.

    Qualche forma di persecuzione dei cristiani sarà sempre presente in qualsiasi società e sotto qualsiasi governo.

    2 Timoteo 3:12 Infatti tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati,

    Ciò di cui stiamo parlando invece è una persecuzione generale e quasi completa e odio per tutto ciò che riguarda Cristo e Dio e la chiesa da parte della popolazione generale e dal governo. Questa si verifica quando il governo e la maggior parte del popolo sono empi ed idolatri.

    Questa condizione è dove siamo quasi arrivati per esempio negli Stati Uniti. Penso che ad oggi più della metà della popolazione negli USA è pagana, idolatra e malvagia ed inoltre una grande percentuale della chiesa è mondana e quindi di conseguenza anche più della metà del governo è malvagio, empio e pagano.

    Quindi, siccome i malvagi importano sempre più persone empie e idolatre e malvagie nel paese, sempre più persone vogliono un governo pagano ed elevano lo stato al disopra di Dio e appunto siccome una grande parte della chiesa diventa sempre più mondana e peccaminosa, la persecuzione della vera chiesa e la malvagità nel paese e nel governo aumenteranno.

    Così come vediamo Dio innalza i re, gli imperi ed i governi e tutti servono i Suoi propositi anche quando questi sono governi malvagi.

    L’impero Medo-Persiano che giudicò e distrusse i Babilonesi che avevano, vi ricordate, castigato il popolo di Dio, fu usato da Dio non solo per giudicare Babilonia per ciò che aveva fatto al popolo di Dio ma anche per mostrare favore al popolo di Dio e permettere loro di ritornare nella terra promessa e liberare il popolo di Dio.

    Come vediamo, Dio non ha permesso a Babilonia di farla franca per via delle loro malvagie azioni e il trattamento spietato del Suo popolo. No, Dio ripaga sempre coloro che commettono il male anche quando questi sono effettivamente usati per giudicare il Suo popolo. Ricordiamoci e non dimentichiamo mai che Dio è sovrano anche su quanto il male possa operare anche se Dio si astiene sempre dal male ed Egli ricorderà sempre misericordia anche nel Suo giudizio, specialmente quando Egli castiga i Suoi. Il castigo di Dio del popolo è sempre un giudizio correttivo che riporta il Suo popolo a Lui per non distruggerlo.

    Anche Abaccuc capiva questo e per questo proclamò:

    Abaccuc 3:2 «O Eterno, io ho udito il tuo parlare e ho paura; o Eterno, fa’ rivivere la tua opera nel corso degli anni, nel corso degli anni falla conoscere. Nell’ira ricordati della compassione.

    Inoltre Dio disse a Faraone che lo aveva innalzato e messo in autorità come re di Egitto per fare i Suoi propositi:

    Romans 9:17-18 Dice infatti la Scrittura al Faraone: «Proprio per questo ti ho suscitato, per mostrare in te la mia potenza e affinché il mio nome sia proclamato in tutta la terra». 18 Così egli fa misericordia a chi vuole e indurisce chi vuole.

    Dio porterà sempre avanti i Suoi propositi attraverso il bene e attraverso il male, pur rimanendo completamente separato dal male.

    Gesù disse alle chiese in Apocalisse 2 e 3 che in verità Egli avrebbe giudicato e castigato la chiesa per la sua disobbedienza, peccaminosità, perchè tollerava la falsa dottrina, tollerava l’idolatria, l’errore e il peccato.

    Paolo inoltre menzionò più volte che i credenti sarebbero stati consegnati a Satana per essere flagellati e castigati.

    1 Corinthians 5:4-5 Nel nome del nostro Signore Gesù Cristo, essendo riuniti assieme voi e il mio spirito, con il potere del Signor nostro Gesù Cristo, 5 ho deciso che quel tale sia dato in mano di Satana a perdizione della carne, affinché lo spirito sia salvato nel giorno del Signor Gesù.

    1 Timoteo 1:19-20 avendo fede e buona coscienza, poiché alcuni, avendola rigettata, hanno fatto naufragio nella fede. 20 Tra questi vi sono Imeneo e Alessandro, che io ho dato in mano di Satana, perché imparino a non bestemmiare.

    Come vediamo chiaramente, Dio consegnerà il Suo popolo al male per castigarli e disciplinarli, infatti è esattamente come Dio lo fa e come lo ha sempre fatto.

    Così ora, ancora una volta ci si potrebbe chiederte, che cosa ha a che fare tutto questo con Dio che stabilisce i governi ed è Dio che pone i governi in autorità?

    Abbiamo dovuto stabilire questi diversi punti per comprendere meglio il fatto che anche se e quando i governi sono malvagi e tirannici nella loro natura, è sempre stata la volontà di Dio e la Sua intenzione di stabilire un governo per governare il popolo e mantenere la legge e l’ordine.

    Prendiamo ad esempio l’Impero Romano. L’Impero Romano anche nei giorni di Gesù e dopo fino a quando iniziò la persecuzione ebraica e poi cristiana, sebbene fosse un governo pagano ed idolatra e spesso tirannico, tuttavia, permise ai popoli da esso conquistati, compresi gli ebrei ed i cristiani per un periodo, di praticamente esercitare liberamente la propria fede.

    A tutti gli effetti, l’Impero Romano non era buono, ma aveva anche molti aspetti positivi ed in effetti manteneva la legge e l’ordine. È comprensibile che per molti secoli all’interno delle nazioni conquistate dai Romani ci fosse pace, infatti si chaimava Pax Romana, pace, ordine e persino prosperità per molti, in realtà quasi tutti.

    Dio ordina al governo di mantenere la legge e l’ordine dove esso governa e credetemi, l’Impero Romano ha governato con legge e ordine ed ha punito anche molto severamente i criminali, fino alla morte quando era necessario. La croce era il metodo di esecuzione Romano.

    Permettetemi di fare qualcosa di molto chiaro, il governo non ha autorità, mai e in nessun luogo per esercitare misericordia, ma invece per far rispettare la legge e per rendere giustizia ai malvagi. In effetti, questo è esattamente ciò che Paolo ci sta dicendo in questo capitolo!

    Le cose importanti che impariamo da questo primo versetto è che Dio vuole, Dio comanda, tutte le persone senza eccezione, di essere sottoposte all’autorità del governo che le sovrasta. Tutte le persone devono sottomettersi ed obbedire alle leggi ed essere sottoposte alla sua autorità.

    1 Pietro 3:13-17 Sottomettetevi dunque per amore del Signore ad ogni autorità costituita: sia al re come al sovrano, 14 sia ai governatori, come mandati da lui per punire i malfattori e per lodare quelli che fanno il bene, 15 perché questa è la volontà di Dio, che, facendo il bene, turiate la bocca all’ignoranza degli uomini stolti. 16 Comportatevi come uomini liberi, non facendo uso della libertà come di un pretesto per coprire la malvagità, ma come servi di Dio. 17 Onorate tutti, amate la fratellanza, temete Dio, rendete onore al re.

    Come vediamo anche qui, è più che chiaro che Dio desidera i Suoi figli, la chiesa obbedisca ad ogni ordinanza e legge che non sia in conflitto con la Sua. Vedremo come anche studieremo più avanti che il vero scopo che Dio dà al governo è quello di punire i malvagi e quello di lodare coloro che fanno il bene. Per questo noi, i figli di Dio, dobbiamo fare del bene e non del male ed usare la nostra libertà in Cristo per servire Dio nella giustizia e nella bontà. Dovremmo essere rispettosi verso tutti, amare la chiesa, temere Dio e onorare i nostri leader.

    Facciamo chiarezza, tutto questo animus e odio che la gente sta gettando sul presidente Trump e tutti quelli che lo sostengono è un comportamento empio, tutta questa illegalità, rivolta e ribellione contro di lui e il nostro governo è un comportamento empio ed in realtà sono in violazione alla legge Dio e la Sua volontà. Molti cristiani e persone conservatrice in realtà non erano d’accordo con il modo di governare del presidente Obama, e nemmeno molti erano d’accordo o gradivano le sue politiche di governo e il suo trattamento preferenziale della religione islamica e la sua amicizia con i nemici del nostro paese e anche la sua ovvia avversione ed inimicizia per Israele. Tuttavia è stato per lo più rispettato e non è mai stato sfidato dal popolo o dalla chiesa nel modo in cui il presidente Trump è oggi.

    Il presidente Trump non è assolutamente un uomo perfetto ed in molti casi può essere burbero e può essere scortese, ma è un uomo che ama il suo paese, che in tanti modi onora il vero Dio, che vuole far rispettare la legge e l’ordine e mantenere i cittadini di questo paese al sicuro. Desidera libertà e successo per tutte le persone indipendentemente dal loro status e razza. Egli vuole proteggere la sovranità della nazione ed è per molti versi un uomo compassionevole.

    Eppure gli empi lo odiano e lo disonorano, non hanno alcun rispetto per la sua posizione e il suo titolo. Sono veramente anarchici, malvagi ed empi ed il fatto stesso che persone malvagie odiano lui ed i suoi sostenitori è una chiara indicazione che ha, almeno per ora, il favore di Dio e in qualche modo sta facendo la volontà di Dio.

    Molte persone senza Dio si ingannano nel pensare che l’illegalità è in realtà misericordia e che è cosa divina ribellarsi alle autorità senza una causa biblica. Molte di queste persone sono senza Dio ma menzionano la Scrittura e la citano naturalmente fuori dal suo contesto. Lo fanno per giustificare la loro mancanza di Dio e la loro ribellione e si ingannano pensando di essere buoni e misericordiosi.

    Non conoscono affatto Dio, eppure affermano che Dio li favorisce perché ma tollerano ogni tipo di comportamento malvagio e fingono di amare le persone, non sapendo cosa sia veramente il vero amore, poiché non conoscono Dio e Lui è amore.

    Fingono di amare la gente, ma in realtà odiano il loro vicino, fingono di amare lo straniero che viene illegalmente in questa nazione per saccheggiare il sistema.

    Vedete, stiamo studiando qui che ci viene ordinato da Dio di sottomettersi all’autorità governative (quando le leggi non sono in violazione della parola di Dio) e se chi non lo fa in realtà disobbedisce a Dio ed è sotto il Suo giudizio e anche quello del governo.

    Queste persone stanno disobbedendo non solo al governo ma anche Dio e questa è illegalità e ribellione. Queste sostengono che Dio è dalla loro parte, ma in realtà Dio non lo è.

    Dio ha un aspro e duro messaggio per persone come queste e lo dichiara nel Salmo 50.

    Salmi 50:16-22 Ma all’empio DIO dice: «Che diritto hai di elencare i miei statuti e di avere sulle labbra il mio patto, 17 tu che detesti la correzione e getti le mie parole dietro le spalle? 18 Se vedi un ladro, ti metti con lui volentieri, e ti fai compagno degli adulteri. 19 Abbandoni la tua bocca al male, e la tua lingua ordisce inganni. 20 Tu siedi, parli contro il tuo fratello e diffami il figlio di tua madre. 21 Tu hai fatto queste cose, e io ho taciuto; tu hai pensato che io fossi del tutto simile a te. Ma io ti risponderò, e ti metterò ogni cosa davanti agli occhi. 22 Ora comprendete questo voi che dimenticate DIO, perché io non vi faccia a brandelli senza che alcuno vi liberi.

    Questo passo è molto significativo e spiega esattamente cosa sta succedendo anche oggi. Queste persone sono anarchiche e sono anche anticristo. Disprezzano Dio e la Sua parola e le Sue leggi, amano il peccato, il male e la malvagità. Tuttavia sono ipocriti nel loro comportamento e nei loro pensieri e Dio descrive queste persone perfettamente.

    Queste persone Dio chiama malvagie, e li accusa di dichiarare i Suoi statuti e alleanza di Dio. Questo è esattamente ciò che fanno anche queste persone oggi; citano le Scritture nella loro ipocrisia per apparire guisti, ma sono invece persone malvagie, non salvate ed empie che non conoscono Dio e la Sua parola.

    Dio dice che questi invece odiano le Sue istruzioni ed in realtà gettano le Sue parole dietro le loro spalle. Non sono mai realmente interessati alla legge di Dio e alla Sua parola. Le menzionano ma solo per apparire giusti o per lanciarla contro i veri credenti per accusarli. Citano sempre le Scritture fuori dal loro contesto e non conoscono mai il vero significato di ciò che la parola di Dio significhi veramente.

    Dio dice che in realtà questi acconsentono al male e quando qualcuno pratica il male, partecipa ad adulterio e ad ogni altro comportamento malvagio essi concordano con chi fa lo stesso. Eppure cercano di parlare di moralità per giustificare la loro finta giustizia. Cedono la loro bocca al male e la loro lingua all’inganno e alla menzogna.

    Parlano male e poi prendono la parola di Dio nella loro bocca, praticano il male e approvano di tutti quelli che fanno lo stesso. Cercano di predicare la parola di Dio come un’accusa verso il popolo di Dio. Parlano contro il prossimo, mentre Dio ci dice di amare il nostro prossimo, fingono di amare, fingono di amare per esempio gli immigrati illegali eppure odiano i cittadini Americani e sputano odio contro di loro. Questi fanno tutto questo e poiché Dio non ha ancora fatto nulla a loro, in realtà pensano, erroneamente, che Dio sia come loro, pensano che Dio sia dalla loro parte come pretendono ancora oggi. Tuttavia, Dio dice loro che invece li riproverà e li metterà in ordine davanti ai suoi occhi. Li avverte di considerare queste cose, poiché essi dimenticano Dio, Dio li farà a pezzi e non ci sarà nessuno per liberarli dal giudizio di Dio.

    Questi sono anche quelli di cui Paolo parla a Timoteo in:

    2 Timoteo 3:1-5 Or sappi questo: negli ultimi giorni verranno tempi difficili; 2 perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi, 3 insensibili, sleali, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, 4 traditori, sconsiderati, orgogliosi, amanti del piacere anziché di Dio, 5 aventi l’apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza. Anche da costoro allontànati!

    Queste persone hanno una forma di religione ma ne negano il potere. Questi, o credono nelle false religioni o credono in una forma falsa e contraffatta di cristianesimo. Il potere della vera religione è il Vangelo; Romani 1:16 e il potere del Vangelo è Cristo.

    Questo significa che in realtà questi negano Cristo. Questo è come si comportano in effetti gli anarchici, i fuori legge, che cercano di sovvertire un governo legittimo, proprio come sta accadendo anche oggi nella nostra nazione ed in molte altre. Purtroppo in altri paesi come l’Europa e l’Asia questo è più facile perché le persone in queste nazioni oggi sono per lo più atee o idolatriche e, come abbiamo detto, il giudizio di Dio li sottometterà a governi empi e tirannici.

    Negli Stati Uniti, anche se le cose non sono completamente negative come lo sono in altre parti del mondo, purtroppo le cose continuano a peggiorare progressivamente e sempre di più ogni anno. Le persone anche negli USA stanno diventando sempre più atee, empie e pagane ed anche la chiesa sta diventando sempre più mondana, compromessa, apatica e peccaminosa. Tutto questo getterà questa nazione nella spirale dell’ira e del giudizio di Dio e persino il governo diventerà progressivamente sempre più malvagio, tirannico e Anticristo. Dipende dal popolo di Dio, se la chiesa si pente e ritorniamo a Dio e alle Sue vie, potremmo avere ancora uno spiraglio di speranza, dobbiamo praticare ciò che vediamo nella supplica del Signore data al Suo popolo nell’Antico Testamento:

    2 Cronache 7:14 se il mio popolo, sul quale è invocato il mio nome, si umilia, prega, cerca la mia faccia e si converte dalle sue vie malvagie, io lo esaudirò dal cielo, gli perdonerò i suoi peccati, e guarirò il suo paese.

    Molti credenti oggi pensano che questo sia valido solo per Israele, mi permetto di dissentire, credo che sia anche per cristiani sempre ed ovunque. Oggi anche i cristiani sono il popolo di Dio sul quale è invocato il Suo nome, cioè cristiani. Noi portiamo su di noi il nome di Cristo, il nome del Signore. Quindi no, non possiamo evitare il fatto che questo sia applicabile alla chiesa e sicuramente anche ad Israele. Quando la nostra nazione è sotto il giudizio di Dio, è allora che siamo chiamati a fare questo perché Dio possa guarire il nostropaese e Dio sa che i nostri paesi abbiano bisogno di essere guariti!

    Parte della guarigione di una nazione da parte di Dio è il ripristino di un governo buono e giusto.

    La seconda cosa che apprendiamo è che il governo è davvero un’invenzione di Dio e non dell’uomo. È ordinato da Dio!Abbiamo quindi visto che quando il governo è malvagio, empio e pagano, come persino lo era anche l’Impero Romano, così che Paolo sta parlando ad una chiesa ed un popolo che viveva realmente sottomessi a questo governo, comunque era sempre e comunque ordinato da Dio.

    Ci potrebbe essere stato a quel tempo e ancora oggi delle domande, dei quesiti, nella mente di credenti che, se effettivamente viene insegnato nella dottrina della Chiesa, ed è questo, che se Gesù è davvero il Signore, ed è il Re dei re, Egli è Colui a cui dobbiamo la nostra unica fedeltà, se davvero siamo cittadini del Regno Celeste, e se siamo cittadini del paradiso, allora perché dobbiamo sottometterci al governo terreno? Soprattutto un governo malvagio e pagano come l’Impero Romano?

    La domanda non è sbagliata ed è in effetti anche ovvia per molti versi. Ma essa scaturisce dal fatto che la Scrittura è malcompresa e spesso anche mal interpretata.

    In realtà queste domande sono ancora vive e vegete nella mente dei cristiani di oggi e quindi dobbiamo capire che Dio desidera che ci sottomettiamo alle autorità sotto le quali siamo stati posti perché il governo è ordinato da Lui, anche quando il governo e malvagio e pagano.

    Dio in effetti è Colui che controlla i governi ed è in realtà Lui sovrano su tutti i governi umani; Dio li innalza e li abbassa.

    Qui ci sono dei vari passaggi della Scrittura che confermano che in effetti è Dio che innalza e rimuove i governi:

    Salmi 76:6-7 Poiché non è dall’oriente né dall’occidente, né dal mezzogiorno che viene la possibilità d’innalzarsi, 7 ma è Dio che giudica; egli abbassa l’uno e innalza l’altro.

    1 Samuele 15:28 Allora Samuele gli disse: «Il SIGNORE strappa oggi di dosso a te il regno d’Israele e lo dà a un altro, migliore di te.

    Isaia 45:1-7 Così parla il SIGNORE al suo unto, a Ciro, che io ho preso per la destra

    per atterrare davanti a lui le nazioni, per sciogliere le cinture ai fianchi dei re, per aprire davanti a lui le porte, in modo che nessuna gli resti chiusa. 2 «Io camminerò davanti a te,

    e appianerò i luoghi impervi; frantumerò le porte di bronzo, spezzerò le sbarre di ferro;

    3 io ti darò i tesori nascosti nelle tenebre, le ricchezze riposte in luoghi segreti, affinché tu riconosca che io sono il SIGNORE che ti chiama per nome, il Dio d’Israele. 4 Per amor di Giacobbe, mio servo, e d’Israele, mio eletto, io ti ho chiamato per nome, ti ho designato, sebbene non mi conoscessi. 5 Io sono il SIGNORE, e non ce n’è alcun altro; fuori di me non c’è altro Dio! Io ti ho preparato, sebbene non mi conoscessi, 6 perché da oriente a occidente si riconosca che non c’è altro Dio fuori di me. Io sono il SIGNORE, e non ce n’è alcun altro. 7 Io formo la luce, creo le tenebre, do il benessere, creo l’avversità; io, il SIGNORE, sono colui che fa tutte queste cose.

    Geremia 27:5-8 “Io ho fatto la terra, gli uomini e gli animali che sono sulla faccia della terra, con la mia gran potenza e con il mio braccio steso; io do la terra a chi voglio. 6 Ora io do tutti questi paesi in mano a Nabucodonosor, re di Babilonia, mio servitore; gli do pure gli animali della campagna perché gli siano sottomessi. 7 Tutte le nazioni saranno sottomesse a lui, a suo figlio e al figlio di suo figlio, finché giunga il tempo anche per il suo paese; allora molte nazioni e grandi re lo ridurranno in schiavitù. 8 La nazione o il regno che non vorrà sottomettersi a lui, a Nabucodonosor re di Babilonia, e non vorrà piegare il collo sotto il giogo del re di Babilonia, quella nazione io la punirò”, dice il SIGNORE, “con la spada, con la fame, con la peste, finché io non l’abbia sterminata per mano di lui.

    Daniele 2:37-38 Tu, o re, sei il re dei re, a cui il Dio del cielo ha dato il regno, la potenza, la forza e la gloria; 38 e ha messo nelle tue mani tutti i luoghi in cui abitano gli uomini, le bestie della campagna e gli uccelli del cielo, e ti ha fatto dominare sopra tutti loro: la testa d’oro sei tu.

    Daniele 4:17 Questa è la decisione dei veglianti e la sentenza proviene dai santi, affinché i viventi sappiano che l’Altissimo domina sul regno degli uomini e che egli lo dà a chi vuole, e vi innalza il più misero degli uomini”.

    Daniele 4:25 tu sarai scacciato di mezzo agli uomini e abiterai con le bestie dei campi; ti daranno da mangiare l’erba come ai buoi; sarai bagnato dalla rugiada del cielo e sette tempi passeranno su di te finché tu riconoscerai che l’Altissimo domina sul regno degli uomini e lo dà a chi vuole.

    Daniele 5:18 O re, il Dio altissimo aveva dato regno, grandezza, gloria e maestà a tuo padre Nabucodonosor.

    Come comprendiamo chiaramente da tutti questi passi, è Dio che pone ogni autorità governativa dove e come vuole. Questo fa parte del dominio sovrano di Dio su tutti gli affari dell’uomo. Dio è completamente sovrano su tutto ciò che accade nel mondo.

    La cosa triste è che, molti nella chiesa, hanno difficoltà a credere che Dio sia effettivamente sovrano su tutte le cose. Dobbiamo anche sapere, e lo vedremo nello studio dei seguenti versetti, perché Dio ha ordinato il governo e come deve funzionare e perché.Vedremo anche che spetta anche ai credenti obbedire a Dio al di sopra di ogni uomo e legge, persino dei governi, ma solo se e quando alcune situazioni entrano in gioco.

    In altre parole, essere cristiani non ci esonera in alcun modo dall’obbedire al governo nella maggior parte dei casi. Infatti il versetto seguente dice:

    Romani 13:2 Perciò chi resiste all’autorità si oppone all’ordine di Dio; quelli che vi si oppongono si attireranno addosso una condanna.

    Quindi chiunque resiste, è colui che insorge contro il “governo stesso” quelli che ricercano l’anarchia e l’illegalità; quelli che si oppongono alla regolare esecuzione delle leggi terrene. Vi ricorda qualcuno oggi?

    È implicito come vedremo in seguito, tuttavia, che le leggi del governo umano non devono essere tali che violano i diritti della coscienza e che si oppongono alle leggi di Dio.

    Quindi chiunque opera contro l’autorità del governo, cioè le leggi giuste del governo ed alla sua autorità, resiste all’ordinanza di Dio.

    Questi resistono a ciò che Dio ha ordinato e nominato. Ciò significa chiaramente che dobbiamo considerare il “governo” come istituito da Dio ed in accordo con la Sua volontà.

    Quando i governi sono stabiliti, non dobbiamo essere agitati riguardo ai titoli dei governanti; non dobbiamo entrare in contenzioni iraconde, o rifiutarci di sottometterci, perché siamo preoccupati di un difetto nel loro titolo o perché potrebbero averlo ottenuto per oppressione.

    Quindi se il governo è stabilito e se le sue decisioni non sono una violazione manifesta delle leggi di Dio, credenti devono sottomettersi.

    Paolo dice che coloro che si ribellano contro le leggi e contro l’autorità del governo, riceveranno a loro volta la condanna.

    La parola condanna qui può anche essere applicata alla punizione dell’inferno; in altre parole ai futuri tormenti. Tuttavia, questo non è necessariamente l’intero significato della parola che viene usata qui, La parola Krima spesso denota “punizione”; Romani 3: 8; 1 Corinzi 11:29; Galati 5:10.

    In questo passo la parola implica “colpevolezza” o “criminalità”, quindi nel resistere all’ordinanza di Dio, Paolo afferma che l’uomo che fa ciò per cui sarà punito.

    Che l’apostolo significhi che sarà punito da “Dio” o dal “magistrato”, non è abbastanza esplicito, ma molto probabilmente significa entrambe, paragonandolo a Romani 13: 4.

    È vero che tale resistenza è sicuramente accompagnata dal malcontento e la collera di Dio, e sarà punita anche da Lui ad un certo punto.

    Questo passo ci sta quindi dicendo che, in tutti i casi in cui e quando il governo umano, che è come dice la parola di Dio è stabilito ed ordinato da Dio, non è in conflitto con la legge di Dio e con la Sua volontà e la Sua parola; quando una persona disobbedisce e si ribella contro le autorità governative è come se disobbedissero e si ribellassero a Dio.

    È quindi evidente che il malcontento di Dio ed infine il Suo giudizio saranno su tutte le persone che si comportano volontariamente ed apertamente in modo illecito e ribelle verso l’autorità del governo.

    Lasciatemi fare due brevi esempi per mostrare cosa intendo dicendo questo.

    Prendiamo ad esempio l’aborto. La domanda è questa: se un governo umano rende legale l’omicidio del bimbo, è in realtà cosa veramente legale?

    Anche se dal punto di vista del governo umano e forse anche il punto di vista di molta gente questa cosa appaia legale, in realtà non lo è. Perchè?

    Perchè è in violazione ed è una trasgressione della legge di Dio in special modo il comandamento trovato in:

    Esodo 20:13 Non uccidere.

    A causa di questo comandamento, le autorità governative umane non hanno mai il diritto di legalizzare ciò che Dio ritene peccato. Quando questi lo fanno, abdicano di fatto la loro autorità e il loro scopo dato da Dio in quel particolare caso ed in effetti stanno richiamando il giudizio divino sulla loro società.

    In questo caso, come in tutti i casi in cui l’autorità governativa umana sfida e trasgredisce i comandamenti di Dio e stabilisce regole apertamente contrarie alla legge di Dio, quei regolamenti e leggi devono essere ignorate e disobbedite e combattute e grandi sforzi devono essere posti nel cambiare quelle ingiuste chiamate leggi.

    Quindi può sembrare a molti, che quando i cristiani si oppongono a regole e regolamenti mediante disobbedienza civile e sfidano la legge del governo per protestare per esempio, tentando di fermare l’omicidio di bambini non ancora nati, che tale comportamento sia in violazione di Romani 13: 1-2.

    Tuttavia in realtà, non violano questa Scrittura perché è il governo a violare la legge di Dio in questo caso.

    In realtà se i funzionari governativi di autorità inferiori, come agenti di polizia o magistrati inferiori, sostenevano veramente la vera giustizia e le giuste leggi, anche loro sfiderebbero il governo ed in realtà arresterebbero quelli che uccidono i bambini senza arrestare quelli che obbediscono alla legge di Dio sfidando ciò che molti oggi chiamano legge.

    Sfortunatamente questo non succederà, perché? Perché questi hanno paura delle conseguenze personali che il loro comportamento retto può incontrare. Molto probabilmente sarebbero accusati di insubordinazione secondo la filosofia umana e la cosiddetta legge umana ingiusta, tuttavia avrebbero obbedito a Dio sfidando questi tipi di pratiche ingiuste.

    Alla fine, se avessero fatto sempre più la cosa giusta, ci sarebbe stato ben poco da fare per sfidare la legge di Dio, alla fine forse il governo avrebbe preso nota e avrebbe fatto qualcosa per cambiare queste leggi ingiuste.

    Sfortunatamente anche molti, molti cristiani finiscono per obbedire alle cosiddette leggi che sono empie, e quindi finiscono per peccare contro Dio aderendo al malvagio del governo ed avere paura invece delle conseguenze dell’obbedienza a Dio.

    Tuttavia, se e quando una persona sfida le ingiuste regole umane e quindi facendo ciò obbedisce alla legge di Dio e alla Sua parola, non sono mai in violazione di Romani 13: 1-2.

    Gli apostoli ci hanno dimostrato chiaramente che questo è il caso in cui essi stessi disobbedirono ai capi religiosi e politici della loro nazione e sfidarono la loro autorità:

    Atti 5:27-29 Dopo averli portati via, li presentarono al sinedrio; e il sommo sacerdote li interrogò, 28 dicendo: «Non vi abbiamo forse espressamente vietato di insegnare nel nome di costui? Ed ecco, avete riempito Gerusalemme della vostra dottrina, e volete far ricadere su di noi il sangue di quell’uomo». 29 Ma Pietro e gli altri apostoli risposero: «Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini.

    Come vediamo qui, è una priorità per i cristiani obbedire a Dio quando le leggi e le regole umane sono contrarie a quelle di Dio.

    Questo è chiaro ed evidente anche dall’affermazione fatta da Gesù alla fine del prossimo passo:

    Marco 12:14-17 Essi andarono da lui e gli dissero: «Maestro, noi sappiamo che tu sei sincero, e che non hai riguardi per nessuno, perché non badi all’apparenza delle persone, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito, o no, pagare il tributo a Cesare? Dobbiamo darlo o non darlo?» 15 Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché mi tentate? Portatemi un denaro, ché io lo veda». 16 Essi glielo portarono ed egli disse loro: «Di chi è questa effigie e questa iscrizione?» Essi gli dissero: «Di Cesare». 17 Allora Gesù disse loro: «Rendete a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio». Ed essi si meravigliarono di lui.

    Per quanto ci paia ingiusto pagare tasse eccessive, come lo era anche per gli Ebrei di quei tempi, ma pagare tasse non è ovviamente in violazione della legge divina. Ed infatti, più avanti vedremo il soggetto e contesto di tasse.

    Anche gli anziani delle chiese/pastori sono esortati ad insegnare questo nella chiesa, sono esortati a comandare ed esortare i credenti a sottomettersi alle autorità governative quando esse sono giuste o non trasgrediscono le leggi divine.

    Tito 3:1 Ricorda loro che siano sottomessi ai magistrati e alle autorità, che siano ubbidienti, pronti a fare ogni opera buona

    1 Pietro 3:13-15 Siate sottomessi, per amor del Signore, a ogni umana istituzione: al re, come al sovrano; 14 ai governatori, come mandati da lui per punire i malfattori e per dare lode a quelli che fanno il bene. 15 Perché questa è la volontà di Dio: che, facendo il bene, turiate la bocca all’ignoranza degli uomini stolti.

    Ancora una volta dobbiamo continuare a sottolineare il fatto che i pastori / anziani dovrebbero insegnare e incoraggiare i credenti ad obbedire ed a sottomettersi alle autorità governative, ma solo se e quando le regole e le leggi che le loro autorità governative si aspettano che obbediscano sono effettivamente d’accordo con le leggi ed i comandamenti di Dio.

    Non è sbagliato per i pastori / anziani insegnare ai credenti a disobbedire alle autorità del governo quando e se questi comandano ai credenti di violare la parola di Dio e le leggi di Dio.

    Dio è Colui che stabilisce il governo per mantenere la legge e ordine nella società, ma Dio richiede a quei governi di esigere leggi giuste che non siano in conflitto con i Suoi giusti decreti.

    Dio, senza dubbio, giudicherà una nazione ed un governo che passa ed applica leggi che violano la Sua, non dubitate di ciò. Abbiamo visto che Gesù stesso dichiara, per esempio, che le persone sono obbligate da Dio a pagare le tasse al governo.

    Come ricorderete, Gesù disse che era effettivamente necessario che, anche se gli Ebrei erano sotto l’oppressione romana, che erano ancora tenuti a pagare le tasse ai Romani, anche se ritenevano che le tasse fossero eccessive ed ingiuste.

    In realtà Paolo dice lo stesso più avanti in Romani 13 versetti 6-7 e ne parleremo specificatamente in seguito, tuttavia vediamo che non possiamo usare la scusa che, poiché i cristiani non sono di questo mondo, non siamo tenuti a pagare tributi e tasse o ad obbedire al governo.

    Dio desidera che siamo onesti e non dobbiamo aver nessun debito se non altro che amore.

    Tuttavia, se le autorità governanti approvano leggi ingiuste ed empie, abbiamo visto che ai cristiani è stato comandato di non obbedire nulla che li costringa a peccare contro Dio ed a disobbedire alla Sua parola.

    Inoltre, siamo assolutamente obbligati dalla Scrittura a non obbedire alle ordinanze empie piuttosto a fare tutto ciò che possiamo (senza violenza e senza peccare) per denunciare e persino cambiare e combattere, leggi empie e peccaminose.

    Efesini 5:6-13 Nessuno vi seduca con vani ragionamenti; infatti è per queste cose che l’ira di Dio viene sugli uomini ribelli. 7 Non siate dunque loro compagni; 8 perché in passato eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore. Comportatevi come figli di luce 9 – poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità – 10 esaminando che cosa sia gradito al Signore. 11 Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; piuttosto denunciatele; 12 perché è vergognoso perfino il parlare delle cose che costoro fanno di nascosto. 13 Ma tutte le cose, quando sono denunciate dalla luce, diventano manifeste;

    Quindi, come credenti dobbiamo sempre essere luce e sale nel mondo e non solo, non dobbiamo mai partecipare alle opere infruttuose delle tenebre, in altre parole praticarle, piuttosto dobbiamo rimproverarle e questo significa denunciarle pubblicamente e vocalmente.

    Queste sono esattamente le cose che i profeti di Dio facevano, per condannare le cattive azioni delle stesse autorità governative in cui vivevano. Ricordiamo che abbiamo due dei più grandi esempi di disobbedienza civile pubblica esposti nel libro di Daniele riguardo a lui ed i suoi tre amici.

    Daniele 3:12-18 Ora ci sono dei Giudei, ai quali tu hai affidato l’amministrazione della provincia di Babilonia, cioè Sadrac, Mesac e Abed-Nego, che non ti danno ascolto, non adorano i tuoi dèi e non s’inchinano alla statua d’oro che tu hai fatto erigere». 13 Allora Nabucodonosor, irritato e furioso, ordinò che gli portassero Sadrac, Mesac e Abed-Nego; questi furono condotti alla presenza del re. 14 Nabucodonosor disse loro: «Sadrac, Mesac, Abed-Nego, è vero che non adorate i miei dèi e non vi inchinate davanti alla statua d’oro che io ho fatto erigere? 15 Ora, appena udrete il suono del corno, del flauto, della cetra, della lira, del saltèrio, della zampogna e di ogni specie di strumenti, siate pronti a inchinarvi per adorare la statua che io ho fatta; ma se non la adorerete, sarete immediatamente gettati in una fornace ardente; e quale Dio potrà liberarvi dalla mia mano?» 16 Sadrac, Mesac e Abed-Nego risposero al re: «O Nabucodonosor, noi non abbiamo bisogno di darti risposta su questo punto. 17 Ma il nostro Dio, che noi serviamo, ha il potere di salvarci e ci libererà dal fuoco della fornace ardente e dalla tua mano, o re. 18 Anche se questo non accadesse, sappi, o re, che comunque noi non serviremo i tuoi dèi e non adoreremo la statua d’oro che tu hai fatto erigere».

    Anche Daniele ha sfidato un editto imperiale, in altre parole una legge che gli avrebbe proibito di pregare Dio. Anche nel suo caso, se Dio non fosse intervenuto miracolosamente ed avesse salvato Daniele, avrebbe anche lui perso la vita per aver obbedito a Dio invece di obbedire alle autorità governative, per cui tra l’altro lui e i suoi amici lavoravano.

    Daniele 6:7 Tutti i capi del regno, i prefetti e i satrapi, i consiglieri e i governatori si sono accordati perché il re promulghi un decreto e imponga un severo divieto: chiunque, per un periodo di trenta giorni, rivolgerà una richiesta a qualsiasi dio o uomo tranne che a te, o re, sia gettato nella fossa dei leoni.

    Quindi, come vediamo, sarebbe come se oggi un gruppo di politici ed autorità governative si riunissero e formassero leggi che proibissero e bandissero il cristianesimo e ci proibissero di fare ciò che Dio vuole che facessimo.

    Daniele ed i suoi amici ci forniscono esempi su ciò che un credente dovrebbe fare. Tutti essi hanno sfidato i decreti del governo.

    Daniele 6:9-13 Il re Dario quindi firmò il decreto e il divieto. 10 Quando Daniele seppe che il decreto era firmato, andò a casa sua; e, tenendo le finestre della sua camera superiore aperte verso Gerusalemme, tre volte al giorno si metteva in ginocchio, pregava e ringraziava il suo Dio come era solito fare anche prima. 11 Allora quegli uomini accorsero in fretta e trovarono Daniele che pregava e invocava il suo Dio. 12 Poi si recarono dal re e gli ricordarono il divieto reale: «Non hai tu decretato che chiunque per un periodo di trenta giorni farà una richiesta a qualsiasi dio o uomo tranne che a te, o re, sia gettato nella fossa dei leoni?» Il re rispose e disse: «Così ho stabilito secondo la legge dei Medi e dei Persiani, che è irrevocabile». 13 Allora quelli ripresero la parola e dissero al re: «Daniele, uno dei deportati dalla Giudea, non tiene in nessun conto né te, né il divieto che tu hai firmato, o re, ma prega il suo Dio tre volte al giorno».

    Daniele fu gettato nella fossa dei leoni perchè ha disobbedito il suo datore di lavoro, il re. Ma Dio lo ha liberato e salvato.

    Daniele 6:16-22 Allora il re ordinò che Daniele fosse preso e gettato nella fossa dei leoni. E il re parlò a Daniele e gli disse: «Il tuo Dio, che tu servi con perseveranza, sarà lui a liberarti». 17 Poi fu portata una pietra e fu messa sull’apertura della fossa; il re la sigillò con il suo anello e con l’anello dei suoi grandi, perché nulla fosse mutato riguardo a Daniele. 18 Allora il re ritornò al suo palazzo e digiunò tutta la notte; non fece venire nessuna delle concubine e non riuscì a dormire. 19 La mattina il re si alzò molto presto, appena fu giorno, e si recò in fretta alla fossa dei leoni. 20 Quando fu vicino alla fossa, chiamò Daniele con voce angosciata e gli disse: «Daniele, servo del Dio vivente! Il tuo Dio, che tu servi con perseveranza, ha potuto liberarti dai leoni?» 21 Daniele rispose al re: «Vivi per sempre, o re! 22 Il mio Dio ha mandato il suo angelo che ha chiuso la bocca dei leoni; essi non mi hanno fatto nessun male perché sono stato trovato innocente davanti a lui; e anche davanti a te, o re, non ho fatto niente di male».

    In entrambi questi casi Dio ha liberato il Suo popolo, tuttavia in molti e nella maggior parte dei casi, Dio non lo ha fatto e anche oggi non sempre toglie le conseguenze di quando sfidiamo i decreti e le leggi che sono empie e anti Dio. Questo accadde ed accade non tanto come un giudizio per aver disubbidito alle autorità governative, ma è in effetti una persecuzione che si verifica perché in realtà stavano obbedendo a Dio e non alle regole empie dell’uomo.

    Ci sono molti, molti credenti in Dio sia nella storia del popolo di Dio nel Vecchio Testamento e la chiesa nel Nuovo Testamento, che sono stati perseguitati, arrestati, torturati e uccisi per aver obbedito a Dio piuttosto che al governo.

    Spero che siamo a conoscenza di tutti i cristiani che sono morti a causa della persecuzione romana. In effetti, la vera ragione per cui furono perseguitati ed infine uccisi fu esattamente per la stessa ragione per cui gli amici di Daniele furono gettati nella fornace e Daniele nella fossa dei leoni.

    Cesare decretò che prima gli Ebrei e poi i Cristiani avevano la libertà di adorare il loro Dio, ma dovevano anche giurare fedeltà all’Imperatore e rendergli omaggio come Signore, cioè come Dio.

    Non dimentichiamo che i Romani consideravano l’Imperatore divino. Sia glie Ebrei che i Cristiani si rifiutarono di inchinarsi e confessare Cesare come Signore nel senso divino e questo in realtà infine causò la persecuzione romana dei credenti siccome l’imperatore e le autorità romane consideravano i cristiani dei ribelli, sediziosi e anti-imperatore.

    I Romani come avevamo detto permisero ai cristiani di praticare la loro fede solo se e quando la compromettessero dichiarando Cesare il signore. Invece i Cristiani adorarono e chiamarono solo Gesù Signore. Questo gli costò la vita.

    Sfortunatamente oggi in molte chiese Romani 13: 1-2 viene insegnato in modo errato perché molti pastori insegnano che il cristiano deve sempre ed in ogni modo sottomettersi all’autorità governative, indipendentemente da ciò che le autorità governative dicono alla chiesa di fare, anche quando e se le leggi sono empie e contrarie alla legge di Dio.

    Questi pastori quindi esortano i credenti a disubbidire Dio anziché il governo ed obbedire leggi empie e malvagie.

    La cosa molto triste di tutto questo è che i ministri stanno insegnando ai cristiani che devono disubbidire la parola di Dio e la Sua legge, insegnano ai cristiani a giurare fedeltà all’uomo mentre tradiscono Dio e li incoraggiano a diventare infedeli a Dio e lo fanno convincendoli che in realtà stanno obbedendo a un comandamento trovato nella Scrittura.

    Tuttavia, lo fanno insegnando in modo errato. Perciò questi poveri cristiani, a cui vengono insegnati tali falsi insegnamenti, in realtà pensano di obbedire a Dio quando obbediscono sempre al governo anche quando le leggi che richiedono obbedienza sono contro Dio e la Sua legge ed invece in tal modo, stanno disonorando e disobbedendo Dio.

    Questo è molto simile a quello che facevano i Farisei, insegnando e imponendo alle persone di obbedire leggi Bibliche insegnate erroneamente, ma credendo e insegnando che facendo così una persona effettivamente obbediva Dio.

    Oggi molti pastori purtroppo sostengono e promuovono persino i peccati come l’aborto e l’omosessualità, perché rivendicano Romani 13: 1-2 per convincere i credenti che in effetti possono praticare queste cose, oppure dovrebbero sostenere queste cose, perché queste sono le cose chiamate leggi del paese e sostengono che dobbiamo fare questo perchè Dio dice che dobbiamo essere sottomessi alle autorità governative.

    Per me è ovvio che tali cosiddetti pastori sono solo lupi travestiti da pecore e nient’altro, tuttavia i loro insegnamenti sono spesso molto sottili e quindi non così ovvi a molti cristiani che inoltre sono biblicamente ignoranti e non spiritualmente discernenti.

    Molti di questi cosiddetti pastori spesso non diranno di andare a commettere un aborto o di essere omosessuali, almeno non lo farebbero la maggior parte delle volte anche se sempre di più ci sono molti altri che lo fanno oggi.

    Tuttavia. invece molti diranno, ad esempio, che se protesti vocalmente contro l’aborto o l’omosessualità, in realtà stai violando Romani 13: 1-2.

    Dicono questo perché secondo loro ti stai comportando con un atteggiamento antigovernativo e poiché siccome questa è la legge del paese, anche se non dovremmo praticare quelle cose, tuttavia insistono che i cristiani non dovrebbero mai protestare contro il governo.

    Non stanno dicendo che le leggi sono giuste, ma allo stesso momento dicono che non dovremmo protestare oppure opporci al governo, altrimenti si è in violazione di Romani 13: 1-2.

    Questi insistono che la chiesa sia solo chiamata a predicare il Vangelo e non ad essere coinvolta negli affari del governo secolare. Tuttavia, insegnando questo essi stessi violano la parola di Dio e la Sua volontà e stanno insegnando solo una cosa che è vera solo parzialmente ma che alla fine non è affatto una verità.

    Abbiamo visto in Efesini 5 che questo non è assolutamente il caso e che invece dobbiamo, pubblicamente, vocalmente e attivamente, ma pacificamente e rispettosamente, denunciare le opere infruttuose delle tenebre. Questo è un dovere del Cristiano!

    Questa mentalità e questi insegnamenti che questi pastori diffondono nelle chiese sono errati e in realtà fanno sì che il governo diventi sempre più empio ed ingiusto ed inducano i credenti a diventare disobbedienti a Dio ed a diventare complici delle opere malvagie delle tenebre.

    Negli Stati Uniti, in realtà la Costituzione e la Dichiarazione di Indipendenza servono ad aiutare la Chiesa ad obbedire a Dio ed a sfidare ed opporre un governo tirannico ed empio.

    Anche lo stile di governo di Repubblica Costituzionale è inquadrato in modo tale che sicuramente non solo possiamo, ma dobbiamo esprimere il nostro sdegno per leggi ingiuste, empie e tirannche ed a lottare per cambiarle. Questo tipo di errato insegnamento da parte di molti pastori in realtà fa sì che i cristiani siano in contrasto con Romani 13: 1-2, perché?

    Perché Dio certamente si aspetta che noi rispettiamo le nostre autorità governative, ma negli Stati Uniti e molte altre nazioni le autorità governative sono tali perché le persone le eleggono e poi anche queste ne nominano altre.

    In questo caso è in realtà un’abdicazione della nostra responsabilità sia come cittadini della nazione che come cristiani accettare leggi ingiuste ed empie. Questo è un altro motivo per cui il governo diventa empio ed ingiusto ed infine tirannico. Questo succede proprio perché i cristiani non vengono coinvolti nel governo ed inoltre, come abbiamo detto prima, vengono insegnati ed ammoniti dai falsi maestri a non essere mai coinvolti nel governo. Ci si deve chiedere perché questo viene insegnato?

    Daniele ed i suoi tre amici per esempio furono nominati come funzionari governativi in un regno empio ed ingiusto. Eppure non hanno rifiutato quelle posizioni. Preferivano rifiutarsi di mangiare certi cibi perché quello era davvero un peccato per loro, ma servire in quel governo non era peccaminoso altrimenti, credetemi, che si sarebbero rifiutati di farlo poiché abbiamo visto che si rifiutarono di fare altre cose che invece earno peccato e contro Dio.

    Neemia era al servizio del re, fondamentalmente lavorava per il suo governo e fu anche nominato governatore di Giuda, Neemia 5:14.

    Davide era un re e molti altri re servivano Dio come capi di governo.

    Ester divenne regina, pensateci un momento, una donna Ebrea che in realtà sposò un re pagano, tuttavia Dio la pose assieme al capo del governo ed infatti la usò per salvare il suo popolo. Come regina essa esercitò influenza sulle decisioni e sull’autorità del re.

    Citiamone alcuni altri: Giuseppe fu governatore d’Egitto secondo in autorità solo a Faraone, Genesi 42: 6; Zerobbabele era il governatore di Giuda, Aggeo 1: 1.

    Abbiamo quindi molti precedenti biblici per sostenere che i credenti erano e sicuramente possono essere ed in realtà dovrebbero essere coinvolti nel governo e in posizioni di autorità governativa.

    Sfortunatamente, nella cultura odierna, la separazione tra chiesa e stato significa separazione dello stato da Dio, come se lo stato e il governo non fossero ritenuti responsabili a nessuno se non a se stessi. Come se il governo non dovesse rispondere a Dio.

    Così, spero che abbiamo capito che Dio è Colui che ha creato il governo, Egli lo ordina e in realtà lo pone dove vuole e lo fa tutto per i Suoi scopi, per realizzare la Sua volontà e per dispiegare i Suoi piani che ha stabilito nella storia umana.

    Sono il consiglio e la volontà predeterminata di Dio per cui Egli permette alle cose di essere come sono e questo include il collocamento delle autorità di governo come Egli ritiene opportuno.

    Per questo Paolo dice che, se e quando non ci sottomettiamo e ubbidiamo al governo, a leggi che non si oppongono alla legge di Dio si intende, in realtà stiamo disubbidendo la volontà di Dio e la Sua legge. Questo causa come dice Paolo la condanna, il giudizio, sia del governo che di Dio. Sappiamo benissimo che quando trasgrediamo la legge il governo punisce i trasgressori. Sappiamo che se rubiamo e ci arrestano per furto pagheremo le conseguenze, se uccidiamo, a meno che non si uccida un bimbo nel grembo materno tramite l’aborto, verremo arrestati e in certi paesi anche giusitziati per questo crimine in particolare.

    Tutte le leggi che trasgrediamo porteranno condanna. Infatti, per coloro che pensano di scampare alle autorità terrene, ricordiamoci che non scamperanno mai alla condanna ed al giudizio divino. Le conseguenze del giudizio divino saranno sia temporali che eterne per gli empi e temporali anche per credenti. Un credente che commette una trasgressione della legge umana, se non in violazione alla legge di Dio, commette peccato, punto.

    Molti credenti non credono che sia così ma in realtà lo è. E’ come e quando una moglie è ribelle, irrispettosa e disubbidiente al marito, se e quando non gli voglia fare fare cose contrarie alla volontà e la legge di Dio, essa diventa in effetti non solo disubbdiente al marito ma a Dio. Perchè? Perchè Dio comanda alle mogli di essere ubbdienti ai mariti e di ripettarli e non essere ribelli.

    Così è anche nel caso del governo. Se e quando disubbidiamo le leggi e ordinanze del governo, appunto ripeto, che non trasgrediscono la legge di Dio, siamo disubbidienti non solo al governo dal quale ci dobbiamo aspettare conseguenze negative, cioè condanna, ma dobbiamo anche aspettarci la disciplina di Dio.

    Ora diamo un’occhiata a ciò che Paolo spiega è lo scopo del governo sulla terra.

    Qual è lo scopo per il quale Dio ha creato il governo.

    Romani 13:3-4 infatti i magistrati non sono da temere per le opere buone, ma per le cattive. Tu, non vuoi temere l’autorità? Fa’ il bene e avrai la sua approvazione, 4 perché il magistrato è un ministro di Dio per il tuo bene; ma se fai il male, temi, perché egli non porta la spada invano; infatti è un ministro di Dio per infliggere una giusta punizione a chi fa il male.

    Dio ha ordinato il governo per una ragione ed uno scopo specifico. Lo scopo principale che Dio ha ordinato alle autorità governative è di essere un terrore per i malvagi e non essere un terrore per le buone opere.

    Possiamo dire molte cose riguardo a questo versetto. Iniziamo col comprendere che Paolo sta in realtà scrivendo ai credenti nella chiesa Romana. Ricordiamoci che l’Epistola è davvero scritta a credenti e non ai non credenti. Quindi dobbiamo interpretare questo passo come se questo sia scritto anche a noi oggi, a noi credenti nella chiesa di oggi ed ovunque. Paolo qui dice la stessa cosa che Pietro ha detto nella sua Epistola:

    1 Pietro 2: 13-14 Siate sottomessi, per amor del Signore, a ogni umana istituzione: al re, come al sovrano; 14 ai governatori, come mandati da lui per punire i malfattori e per dare lode a quelli che fanno il bene.

    Ancora una volta comprendiamo chiaramente che Dio vuole che noi credenti, in particolare, obbediamo alle autorità governanti e che siamo quelli che devono fare il bene e non il male.

    Ricordando che Dio ha ordinato le autorità di governo a punire i malfattori e l’illegalità. Dio desidera che tutti gli uomini, non solo i credenti, siano obbedienti al governo e sieno rispettosi di esso. Il governo è lì per punire i malfattori e per lodare e premiare chi fa il bene!

    Dio vuole che siamo buoni ed onesti cittadini ed essere lodati per fare il bene, dovremmo essere cittadini rispettosi della legge e fare bene e non il male ma non solo per timore della punizione delle autorità, ma dobbiamo obbedire e sottoporci alle autorità governative per obbedienza e rispetto a Dio, il timore del Signore è e dovrebbe essere la nostra motivazione in tutto ciò che facciamo.

    In effetti, nell’Epistola di Pietro questo concetto è ancora più chiaro in quanto afferma che è per l’amore che abbiamo per Dio che dobbiamo obbedire alle autorità governanti.

    Dovremmo essere quindi obbedienti a Dio perché così facendo faremo bene e non male. Tuttavia, Dio vuole che comprendiamo che dobbiamo obbedire al governo e alle sue leggi buone e giuste e non a quelle malvagie ed ingiuste, anche perché il governo è ordinato da Dio ed obbedendo ad esso e rispettandolo, in realtà stiamo anche obbedendo e rispettando Dio stesso.

    Inoltre, Dio ci avverte che se trasgrediamo le leggi umane è come se disobbedissimo a Dio anche perché è la Sua volontà che obbediamo alle autorità governative e se non lo facciamo saremo davvero classificati come malvagi ed in effetti riceveremo punizione dalle autorità e poi anche da Dio.

    Nel fare ciò disonoreremo Dio e in realtà peccheremo contro Dio, la nostra testimonianza sarà offuscata ed in realtà diventerà nulla ed inefficace ed inoltre subiremo punizione come operatori di male.

    Anche questo è un motivo per cui dovremmo temere anche le autorità governative, ma come ho detto prima, se temiamo Dio, molto probabilmente non dovremo temere le autorità governative.Dio vuole che viviamo in questo mondo come persone oneste e nel caso in cui non comprendiamo correttamente, Dio vuole che siamo cittadini del cielo ma anche cittadini onesti di qualunque nazione in cui viviamo.

    Il patriottismo e l’amore per la propria patria non sono peccati in realtà sono una qualità che Dio approva, la lealtà per la nostra nazione e l’amore per il prossimo per i nostri vicini, ed i nostri concittadini sono comandamenti richiesti da Dio.

    Dio ha chiamato il Suo popolo Israele ad essere fedele alla propria eredità nazionale e alla propria terra, certo che anche noi dobbiamo essere leali ed obbedienti a Dio prima di tutto, ma Dio non chiama i credenti a non essere responsabili cittadini ed a non prendere sul serio i nostri doveri civici.

    Il fatto stesso che Dio desideri che siamo sottomessi alle autorità governative è la chiara dimostrazione che Dio vuole che siamo leali alla nostra nazione e al nostro governo. L’amore che dovremmo avere per il prossimo, è un comandamento di Dio, è l’unico che segue quello di amare Dio con tutto il nostro essere e forza; con questo in mente comprendiamo quindi che per farlo dobbiamo amare la gente della nostra nazione ed onorare il governo che, secondo la volontà di Dio, è ordinato per aiutarci ad amare il prossimo.

    Come? Chiederete? In questo modo: abbiamo visto prima che nella maggior parte dei casi la maggior parte delle leggi umane riflettono la legge di Dio. Ora si capisce anche che è dovere del popolo di Dio obbedire alla Sua legge e tuttavia sappiamo che i malfattori, i non credenti, non sono affatto inclini ad obbedire la legge di Dio.

    Riguardo a questo, Paolo ha scritto a Timoteo:

    1 Timoteo 1:8-11 Noi sappiamo che la legge è buona, se uno ne fa un uso legittimo; 9 sappiamo anche che la legge è fatta non per il giusto ma per gl’iniqui e i ribelli, per gli empi e i peccatori, per i sacrileghi e gl’irreligiosi, per coloro che uccidono padre e madre, per gli omicidi, 10 per i fornicatori, per i sodomiti, per i mercanti di schiavi, per i bugiardi, per gli spergiuri e per ogni altra cosa contraria alla sana dottrina, 11 secondo il vangelo della gloria del beato Dio, che egli mi ha affidato.

    Secondo la legge di Dio, è implicito qui che la legge non sia per i giusti, perché? Perché un uomo giusto obbedirà al Vangelo che ci chiama ad amare Dio nell’obbedienza, Giovanni 14: 21-24; e che quando amiamo Dio nell’obbedienza finiremo per amarci l’un l’altro 1 Giovanni 5: 1-3. L’amore è l’adempimento della legge, ma i due sono reciprocamente connessi.

    Come? Perché quando amiamo Dio ed il prossimo obbediamo alla legge di Dio in quanto obbediamo ai comandamenti di Dio, perché quando lo facciamo significa che non commettiamo peccati tra noi ed i nostri vicini.

    In realtà Paolo dice esattamente questo più avanti in questo capitolo di Romani 13 quando dice:

    Romani 13:8-10 Non abbiate altro debito con nessuno, se non di amarvi gli uni gli altri; perché chi ama il prossimo ha adempiuto la legge. 9 Infatti il «non commettere adulterio», «non uccidere», «non rubare», «non concupire» e qualsiasi altro comandamento si riassumono in questa parola: «Ama il tuo prossimo come te stesso». 10 L’amore non fa nessun male al prossimo; l’amore quindi è l’adempimento della legge.

    Questo argomento è da esporre quando ci arriveremo, tuttavia vediamo come questo concetto è interconnesso come dovrebbe esserelo.

    Quindi la legge, anche la legge di Dio e le giuste e buone leggi che le autorità di governo fanno rispettare sono per i malfattori perché, si spera che il popolo di Dio obbedisca alla legge dell’amore e quindi osservi la legge di Dio e per questo la legge del governo dimostrando amore verso Dio e il prossimo, amando il prossimo non faremo alcuna cosa per causare danni al nostro prossimo.

    I malvagi invece non sono affatto interessati ad obbedire a nessuna legge, sia di Dio che dell’uomo.

    Questo è il motivo per cui Dio ha ordinato il governo, come afferma nel prossimo versetto che studieremo a breve, in altre parole:

    Romani 13:4 perché il magistrato è un ministro di Dio per il tuo bene; ma se fai il male, temi, perché egli non porta la spada invano; infatti è un ministro di Dio per infliggere una giusta punizione a chi fa il male.

    Quindi comprendiamo chiaramente che il governo e le leggi sono fatti per mantenere l’ordine e per mantenere la società anche entro i confini della legge di Dio.

    Questo è infatti il motivo per cui Dio ha ordinato il governo. Infatti, come vediamo nel passo che abbiamo letto in 1 Timoteo 7, tutte le cose menzionate, diciamo quasi tutte, sono anche leggi che la maggior parte se non tutti i governi sulla terra stabiliscono ed applicano.

    per coloro che uccidono padre e madre, per gli omicidi, 10 per i fornicatori, per i sodomiti, per i mercanti di schiavi, per i bugiardi, per gli spergiuri

    Troviamo qui menzionati assassini, questo è per chi commette omicidi per qualsiasi motivo. Questo ovviamente non include l’autodifesa o guerra, ma sicuramente include l’aborto.Qui troviamo effettivamente menzionati i sodomiti quelli che si contaminano con gli uomini, che è un altro modo di dire gli omosessuali. E’ importante ricordarsi che in molte nazioni l’omosessualità, anche oggi, è considerata un comportamento al difuori dalla legge e dobbiamo anche ricordarci che nella società occidentale fino a non molto tempo fa la pratica dell’omosessualità era infatti considerata un crimine addirittura anche l’adulterio e persino in molti casi anche il divorzio. Poi menziona mercanti di schiavi e rapitori. Il rapimento veine effettuato in molte forme e per molte ragioni. Può essere fatto per estorsione che può essere fatto anche per sfruttamento e appunto mercanzia di esseri umani.

    Poi Paolo menziona anche gli spergiuri. Questo termine comprende il mentire in generale ma anche ed in special modo spergiurare dando falsa testimonianza contro una persona o persone, come quando sono richiesti giuramenti. I bugiardi ricordiamoci, non erediteranno il Regno di Dio. Sappiamo anche che i comandamenti di Dio includono anche il divieto di rubare, rubare in ogni forma è un peccato me è anche contro la legge umana.

    Come vediamo queste sono tutte leggi che, quasi tutte, sono applicate dalla maggior parte se non da tutti i governi. Come vediamo il governo è veramente il ministro di Dio per eseguire la giustizia su coloro che commettono il male e coloro che vivono uno stile di vita dannoso se stessi e dannoso per la società. Questo è anche un modo legale umano in posto per far rispettare la legge ad ogni membro che appartiene a quella società.

    Vediamo quindi che, anche se il governo non è in sostituzione di Dio per far rispettare la Sua legge, ma è usato da Dio nel mondo per fare anche questo.

    Diciamo che le autorità governative devono essere le forze d’ordine della legge di Dio e della Sua giustizia sulla terra. Quindi il governo sulla terra è in effetti lo strumento della giustizia e del giudizio di Dio, o dovrebbe esserlo quando funziona correttamente. La chiesa è lo strumento della misericordia e del perdono di Dio sulla terra. È alla chiesa che Dio ha dato il ministero della riconciliazione non al governo.

    2 Corinzi 5:18-20 E tutto questo viene da Dio che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo e ci ha affidato il ministero della riconciliazione. 19 Infatti Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo, non imputando agli uomini le loro colpe, e ha messo in noi la parola della riconciliazione. 20 Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo: siate riconciliati con Dio.

    È abbastanza ironico che il mondo voglia che sia il governo a dare clemenza ai criminali anzichè cercarlo da Dio stesso attraverso l’opera della chiesa sulla terra.

    Quello che non capiscono è che, anche se a volte il governo per valide e non ordinarie circostanze può estendere clemenza, ma il governo è nel mondo per eseguire la giustizia e farlo secondo la legge.

    Non c’è pietà nella legge. Se una persona infrange la legge non può e in realtà non dovrebbe aspettarsi clemenza, dovrebbe aspettarsi una giustizia ed un giudizio.

    Dio può e vuole estendere misericordia, ma non dobbiamo confondere la misericordia di Dio con il pagare le conseguenze dell’illegalità, anche quando una persona riceve la misericordia di Dio.

    Solo perché Dio può perdonare una persona veramente pentita non è garantito che Egli eleverà il giudizio umano e la conseguenza della persona che infrange la legge.

    In altre parole, per esempio, Dio può perdonare una persona di omicidio, ma se quella persona è condannata a morte dalla giustizia de governo perché quella è la legge, Dio non è obbligato a togliere le conseguenze terrene di quella trasgressione. Dipende interamente da Dio, ma non confondiamo la volontà di Dio con la volontà dell’uomo. Inoltre, il governo non deve essere il datore di previdenza sociale in tutti i casi. La chiesa dovrebbe essere l’entità che aiuta i poveri e specialmente i poveri e i bisognosi in essa. Le buone opere appartengono alla chiesa come corpo e alle persone come individui.

    Il benessere non è ciò che Dio ha progettato il governo di dare al popolo.

    Il governo offre giustizia e protezione attraverso la polizia e l’esercito. Giustizia, forze dell’ordine e forze militari e processo legislativo. Quelle sono le uniche e vere funzioni del governo.

    Quindi Paolo, perché egli comprende il vero ruolo delle autorità di governo, avverte e comanda ai credenti di sottomettersi ed obbedire alle autorità, perché esse dovrebbero, quando funzionano correttamente, applicare le leggi che dovrebbero guidare le persone che vivono nella società a rispettare tutte le persone e mantenere la legge, ordine e pace in modo che tutti possano vivere pacificamente e con dignità rispettando tutti i membri della società.

    Paolo e Dio avvertono i credenti che se disobbediscono e mancano di rispetto alle autorità devono aspettarsi di essere trattati come malvagi, ed in effetti Dio ci vedrebbe come tali. Noi come credenti dobbiamo vivere sulla terra come rappresentanti del Regno di Dio, quindi dobbiamo vivere come persone oneste e rispettose della legge.

    Come abbiamo detto nella maggior parte dei casi, obbedire alla legge terrena è come obbedire alla legge di Dio, perché come abbiamo visto le leggi umane di solito e per lo più riflettono la legge di Dio e sono progettate per il benessere e il rispetto di tutte le persone.

    I violenti e gli anarchici non sono visti con favore da Dio. Abbiamo spiegato che l’unica volta che Dio desidera effettivamente che si possa disobbedire alle autorità governative è se e quando le leggi e le ordinanze dello stesso impediscono ai cristiani di ubbidire a Dio e la Sua parola.

    In qualsiasi altra circostanza dobbiamo sempre obbedire alle leggi e alle regole del governo sotto la quale autorità viviamo.

    In molti casi, come nel caso vivendo negli Stati Uniti, c’è ricorso legale per cambiare le leggi, quindi possiamo e dobbiamo usare queste procedure per farlo.

    In alcuni casi la disobbedienza civile è la nostra unica opzione quando e se, come abbiamo detto, le leggi ci impediscono di obbedire a Dio. Tuttavia, anche in questi casi, per la maggior parte, possiamo usare i sistemi giudiziari e la Costituzione che effettivamente ci aiutano o dovrebbero aiutarci ad avere la libertà di praticare la nostra fede senza interferenze governative ed in questi casi le leggi non sono costituzionali e dovrebbero essere abolite.

    Tuttavia, sappiamo che anche passando attraverso i canali legali, purtroppo, vediamo che spesso finiamo per dover soffrire anche l’arresto ed per essere trattati come trasgressori della legge, mentre invece non lo siamo.

    La cosa ironica è che in molti casi le autorità governative agiscono in modo incostituzionale e finiscono per trascinarci attraverso i circoli legali per dimostrare che i nostri diritti costituzionali sono stati violati e che la presunta legge che abbiamo infranto è in effetti incostituzionale.

    Questo tuttavia non è affatto ciò che Paolo sta dicendo qui. Paolo sta dicendo che non dovremmo agire come malvagi ed infrangere le leggi che sono buone e virtuose o almeno neutrali quando si tratta della legge di Dio. In questi casi, ci si deve sempre sottomettere alle autorità governative.

    Quando un governo funziona bene ed in conformità agli scopi di Dio e la Sua volontà, essi sono in effetti i punitori di coloro che fanno il male e che premiano coloro che fanno il bene e sono onesti.

    Romani 13:4 perché il magistrato è un ministro di Dio per il tuo bene; ma se fai il male, temi, perché egli non porta la spada invano; infatti è un ministro di Dio per infliggere una giusta punizione a chi fa il male.

    Siamo abituati a vedere l’uso della parola ministro nel contesto della chiesa. Nella Bibbia un ministro è un uomo che opera nella chiesa, un pastore / anziano, e similmente un diacono, servono Dio nella chiesa.

    Così ora vediamo che l’autorità governativa è anche essa un ministro, serva di Dio. Come abbiamo già menzionato, le autorità governative sono ministri di Dio sulla terra per la legge, la giustizia e il giudizio, poiché i pastori e gli anziani sono ministri di misericordia, perdono e di governo nella chiesa.

    La parola ministro è la parola greca diákonós da cui deriviamo il termine diacono. Diacono in realtà significa servitore. Come un diacono serve nella chiesa, anche le autorità governative sono servitori di Dio.

    È ironico, come sappiamo che coloro che lavorano in quasi tutte le parti del governo e delle forze dell’ordine sono in realtà chiamati dipendenti pubblici.

    In realtà sono servi di Dio. Rispondono a Dio e servono per il bene del popolo. Servono per mantenere la legge e l’ordine ed assicurare la sicurezza e il benessere di tutte le persone nella società.

    È molto corretto quando vediamo le parole servire e proteggere sui loghi delle auto o precinti di polizia, è infatti esattamente il loro lavoro come lo è per tutti quelli che lavorano in ogni settore del governo.

    Questi non dovrebbero usurpare la loro chiamata e posizione elevandosi come despoti e dittatori e piccoli re e regine come purtroppo molti fanno anche oggi.

    Essi come i pastori, anziani e diaconi nella chiesa hanno autorità datagli da Dio per servire nelle posizioni e nei doveri che essi esercitano, così che tutti devono avere atteggiamenti e cuori di servi e non dominare le persone che invece devono servire.

    Le persone comunque devono riconoscere la loro autorità e devono rispettarla come dovrebbe essere anche nella chiesa, rispettare quelle autorità in quanto provengono da Dio nella posizione che esse hanno. Tuttavia devono rimanere umili davanti a Dio e devono servire Dio e quindi le persone facendo il loro lavoro datogli da Dio.

    Come abbiamo detto molte volte, con autorità viene la responsabilità e con maggiore autorità c’è anche più responsabilità. Le autorità governative devono servire nel loro mandato datogli da Dio e non andare oltre la loro chiamata ed in un mondo perfetto, in cui non viviamo, dovrebbero servire come se servissero Dio stesso. Tuttavia, è in effetti la stessa cosa perchè Dio considera i governi come i Suoi ministri sulla terra. Pensateci un momento, abbiamo già menzionato prima che Paolo scrisse questa lettera alla chiesa Romana, la chiesa che viveva a Roma. Roma era la superpotenza del giorno, Roma era un impero spietato, violento e conquistatore, Roma è rappresentata nella Scrittura in questo modo:

    Daniele 7:7 Io continuavo a guardare le visioni notturne, ed ecco una quarta bestia spaventosa, terribile, straordinariamente forte. Aveva grossi denti di ferro; divorava, sbranava e stritolava con le zampe ciò che restava; era diversa da tutte le bestie precedenti e aveva dieci corna.

    In Daniele 2, nel sogno di Nabucodonosor, l’Impero Romano è rappresentato dal ferro il quale era il meno prezioso ed il più duro e forte dei metalli rappresentati nel sogno relativo ai vari regni rappresentati dai vari metalli.

    Quindi Roma non era l’impero degli imperi ed a tutti gli effetti era il peggiore di tutti e quello attraverso il quale l’Anticristo sarebbe poi emerso. Eppure, nonostante tutta la sua durezza e spietatezza, era l’autorità governativa del giorno in cui Paolo scrisse questa epistola, e secondo la parola di Dio, Roma era al tempo il ministro di Dio. Immaginate? Difficile da immaginare e per molti anche difficile da accettare e decisamente difficile da accettare per quei cristiani che vivevano sotto l’autorità Romana in quel momento.

    Tuttavia, quando esaminiamo la storia, scopriamo che è stato così nel caso di ogni impero conquistatore. I Babilonesi per esempio, erano probabilmente molto vicini ai Romani in termini di crudeltà e spietatezza, eppure il popolo di Dio trovò riparo e favore in Babilonia e così fu per ogni altro impero che li conquistò.

    Eppure Roma, finì per essere il peggiore nella storia quando si tratta del popolo di Dio, sia il popolo Ebraico che i cristiani in particolare. Tuttavia Dio considerava il governo Romano Suo ministro della legge, dell’ordine e della giustizia e non solo, ma Dio comandava alla chiesa di essere rispettosa e obbediente alle loro leggi e le loro regole e si aspetta lo stesso da noi oggi. In un certo senso questo era ancora un altro modo in cui Dio poteva dire al Suo popolo di non tentare di ribellarsi contro il governo perché quella non è la Sua volontà ed intenzione per il Suo popolo.

    Ci sarebbe potuto essere stato un malinteso da parte del popolo di Dio e tentativi fatti per organizzare e cercare di rovesciare il dominio romano al fine di stabilire il Regno di Dio sulla terra perché esso riconosceva solo Dio come il loro governante. Questo era un altro modo in cui Dio diceva loro di non ribellarsi al governo. Perché? Perché finirebbero per essere in violazione della volontà di Dio come Dio in realtà desiderava che rimanessero sottomessi ad essa.

    Questo ci aiuta anche oggi a capire lo stesso concetto che Paolo stava trasmettendo a loro in quel momento. Dobbiamo anche capire che la forma di governo in cui vivevano in quei giorni era in molti modi diversa da molte delle forme di governo che esistono oggi.

    Tuttavia, ci sono momenti nel corso della storia in cui Dio ha favorito la rivolta di un popolo contro una dittatura al potere, contro un dominio oppressivo e tirannico.

    È accaduto anche nella storia ebraica, vediamo questo fatto dando uno sguardo speciale alla rivolta dei Maccabei, avvenuta durante il periodo infratestamentale, in altre parole durante i 400 anni tra l’Antico e il Nuovo Testamento.

    La storia della rivolta ebraica si trova negli scritti apocrifi di I e II Maccabei.I libri della Apocrifa non sono considerati canonici a proposito. Sia gli ebrei che la chiesa non hanno considerato ed accettato questi libri come Scritture, in altre parole, parola di Dio.

    La “chiesa” Cattolica Romana, a proposito, inserì i libri apocrifi nel canone scritturale nonostante il fatto che sia gli ebrei sia la chiesa per secoli considerassero gli scritti apocrifi non ispirati da Dioe non parola di Dio, solo come libri storici.

    Tuttavia, nella maggior parte dei casi, Dio non sostiene la ribellione e la rivolta contro il governo.

    Prendiamo ad esempio i tempi in cui governarono i Romani. Quale sarebbe anche un’altra ragione per cui Dio non avrebbe voluto che il suo popolo, sia ebreo che cristiano, si ribellasse contro i romani?

    Perché sapeva che se lo avessero fatto i romani avrebbero schiacciato la rivolta e ciò avrebbe causato una grande distruzione del popolo di Dio, anche più grande della grande persecuzione romana.

    Sottomettersi alle autorità dominanti anche quando sono malvagie è richiesto da Dio anche perché di solito, se si cerca di ribellarsi, la forza che è più potente li distruggerà.

    Lo abbiamo visto accadere nell’anno 70 D.C., quando i romani distrussero il tempio, schiacciarono anche l’insurrezione ebraica e uccisero molti nella famosa battaglia di Masada. C’è stata tuttavia un’altra occasione in cui gli ebrei hanno combattuto per preservarsi e questa volta hanno avuto successo, perché? Perché in realtà non si sono ribellati al governo, lo hanno fatto con l’approvazione dell’autorità dominante e quell’episodio è stato registrato nel libro di Ester.

    Non fu una vera e propria ribellione contro l’autorità perché il re fu ingannato da Haman e per questo motivo emise un editto contro il popolo di Dio il quale editto non poteva essere revocato. Ciò avrebbe potuto causare la loro fine, tuttavia gli Ebrei difendendosi non si ribellarono al decreto del re per due motivi particolarmente importanti.

    La prima ragione era questa: che in realtà il governo al potere in quel momento in seguito diede loro il diritto di difendersi anche se il re non annullò il suo precedente editto. Questa non era ribellione contro il decreto delle autorità governative, ma alla fine il popolo di Dio fu obbediente al secondo editto che dava loro il diritto di difendersi dal primo.

    Questo ci porta al secondo motivo, in altre parole, l’autodifesa! L’autodifesa, infatti, è un diritto dato da Dio non inerentemente autorizzato dal governo umano, sebbene molti governi diano anche i diritti ai propri cittadini di difendersi da un danno potenzialmente mortale.

    Vedremo come, di fatto, secondo Dio, la giusta punizione per l’omicidio premeditato e colposo è la morte della persona che commette l’omicidio. Solo perché un governo decide di abolire la pena di morte in una nazione o in uno stato, ciò non significa che sia in realtà la perfetta volontà di Dio.

    Di fatto sarà, in quel caso particolare, una ingiustizia di quel governo il quale non esercita la giustizia adeguata secondo la volontà di Dio. La mancanza di vera giustizia secondo la volontà di Dio, attirerà anche su quella particolare nazione o stato il giudizio di Dio. Perché? Perché Dio stesso vendicherà lo spargimento di sangue innocente se le autorità governative non lo fanno.

    Dio porterà il Suo giudizio su una nazione o su uno stato e persino su persone che non praticano il giusto tipo di giustizia. Dio ha avvertito il Suo popolo di questo fatto credetemi, molti non credono in questo modo. Egli comunque detiene tutte le persone, non solo Israele, responsabili alla Sua volontà e della Sua giustizia.

    Deuteronomio 19:10-13 affinché non si sparga sangue innocente in mezzo al paese che il SIGNORE, il tuo Dio, ti dà in eredità e tu non ti renda colpevole di omicidio. 11 Ma se un uomo odia il suo prossimo, gli tende insidie, lo assale, lo percuote in modo da causare la sua morte e poi si rifugia in una di quelle città, 12 gli anziani della sua città lo manderanno a prendere di là e lo daranno nelle mani del vendicatore del sangue affinché sia messo a morte. 13 Il tuo occhio non ne avrà pietà; toglierai via da Israele chi ha sparso sangue innocente e così sarai felice.

    Deuteronomio 21:9 In questo modo toglierai via di mezzo a te la colpa del sangue innocente, perché avrai fatto ciò che è giusto agli occhi del SIGNORE.

    Numeri 35:30-34 Se uno uccide un altro, l’omicida sarà messo a morte in seguito a deposizione di testimoni; ma un unico testimone non basterà per far condannare a morte una persona.

    31 Non accetterete prezzo di riscatto per la vita di un omicida colpevole e degno di morte, perché dovrà essere punito con la morte. 32 Non accetterete prezzo di riscatto che permetta a un omicida di mettersi in salvo nella sua città di rifugio e di ritornare ad abitare nel paese prima della morte del sacerdote. 33 Non contaminerete il paese dove sarete, perché il sangue contamina il paese; non si potrà fare per il paese alcuna espiazione del sangue che vi sarà stato sparso, se non mediante il sangue di colui che l’avrà sparso. 34 Non contaminerete dunque il paese che andate ad abitare, e in mezzo al quale io dimorerò; poiché io sono il SIGNORE che dimoro in mezzo ai figli d’Israele”».

    Come vediamo chiaramente, Dio non considera nessuno innocente per omicidio, in altre parole se un omicidio non è giustificato secondo la parola e la volontà di Dio, quella persona e persino la nazione che non pratica la vera giustizia di Dio sarà giudicata colpevole dinanzi a Dio e alla fine porterà l’ira di Dio su quella particolare nazione.

    Molti, anche nella chiesa pensano erroneamente, che queste regole particolari riguardanti l’omicidio, lo spargimento di sangue innocente, siano solo per Israele, tuttavia, come ho detto prima, non è del tutto corretto.Alcuni diranno che dal momento che faceva parte della legge di Mosè, si applica solo a Israele e non alle nazioni Gentili.Pensiamo a questo per un minuto. Perché Dio farebbe due serie di regole per altri popoli e una per gli Ebrei quando si tratta della Sua legge morale, non quella cerimoniale, ma quella morale? Non credo che lo farebbe ed in effetti non lo fa.

    Dio infatti disse a Noè queste stesse cose migliaia di anni prima che Dio desse la Sua legge a Mosè:

    Genesi 9: 5-6 Certo, io chiederò conto del vostro sangue, del sangue delle vostre vite; ne chiederò conto a ogni animale; chiederò conto della vita dell’uomo alla mano dell’uomo, alla mano di ogni suo fratello. 6 Il sangue di chiunque spargerà il sangue dell’uomo sarà sparso dall’uomo, perché Dio ha fatto l’uomo a sua immagine.

    Pensateci per un momento! Questo fu davvero il precursore del comandamento che Dio in seguito diede al suo popolo in Esodo 20, cioè non uccidere!

    È anche il precursore delle istruzioni che ha dato ad Israele per quanto riguarda la giustizia che l’uomo deve imporre ed eseguire in un caso di omicidio.

    Dobbiamo notare alcune cose importanti riguardo al passaggio in Genesi 9.Il primo è questo, Noè ed i suoi figli sono gli antenati di ogni nazione che sono in esistenza oggi e non solo la nazione di Israele.

    Questa è una questione molto importante riguardo al fatto che la dichiarazione in Genesi 9 è stata data a tutti i popoli della terra.

    Per questa sola ragione, possiamo accertare che questo comandamento e questo avvertimento sono dati a tutte le persone.

    Inoltre, questa dichiarazione è esattamente la prima istituzione della pena di morte o persino parte del Lex Talionis. Legge di retribuzione.

    In quella particolare legge Dio dice al Suo popolo che la vera giustizia, che è ciò che Dio desidera che l’uomo esegua sempre, è punire una persona per un crimine commesso, in modo commisurato al crimine commesso. In altre parole, la punizione deve essere equa al crimine.

    Questo è il motivo per cui Dio ha detto questo:

    Esodo 21:23-25 ma se ne segue danno, darai vita per vita, 24 occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede, 25 scottatura per scottatura, ferita per ferita, contusione per contusione.

    Questa non è vendetta, questa è vera giustizia ed è una linea di guida da utilizzare come misura di equa punizione per crimini commessi. Non c’è nient’altro che si possa dare in cambio di una vita che è stata preso se non la vita dell’omicida.

    Questo è anche il secondo punto che troviamo scritto in Genesi 9, non solo è stato dato a tutta l’umanità e non solo ad Israele, ma questa è anche l’istituzione della pena di morte come giusta punizione per aver preso una vita in modo ingiustificato.

    C’è una grande differenza tra uccidere qualcuno per odio e rabbia e vendetta ed eseguire giustizia attraverso la pena di morte di un assassino. La pena di morte come forma di giustizia è la volontà di Dio, infatti è l’unica vera ed equa punizione per l’omicidio. Questo a proposito è essenziale per capire nello studio dei prossimi versetti di Romani 13.

    Qui stiamo solo parlando del fatto che Dio ha istituito la pena di morte come l’unico modo in cui desidera che la giustizia sia applicata nel caso di spargimento di sangue innocente.

    Diciamo tutto questo perché non importa cosa si possa pensare, ma le autorità governative sono poste nel mondo come ministri di Dio per punire il male, per far rispettare le leggi e la giustizia e per mantenere la legge e l’ordine. Questo è secondo la perfetta volontà di Dio ed essi sono qui per proteggere la malvagità e punire chi fa il male e anche per premiare chi fa il bene e si attiene alla legge.

    Sappiamo che purtroppo molte volte le autorità governative possono allontanarsi molto da queste responsabilità dategli da Dio.

    Dobbiamo capire qualcosa di molto importante che è accaduto nella storia, poiché le nazioni sono state positivamente influenzate dalla diffusione del Vangelo abbiamo assistito anche dei cambiamenti molto positivi nel modo in cui i governi sono diventati sempre più allineati con la volontà e gli scopi di Dio.

    In altre parole, più una nazione è permeata dal Vangelo, più giusta la nazione ed il governo saranno; d’altra parte, se una nazione è meno influenzata dal Vangelo, quella nazione rifletterà molto meno la giusitzia, la volontà e gli scopi di Dio.

    Questo è vero per i governi di quelle nazioni. Qui vediamo di nuovo un indizio molto importante di una realtà che la chiesa spesso non vuole affrontare o nemmeno credere, nemmeno vuole esercitare una funzione molto importante.

    Vale la pena ricordare ancora una volta che Gesù comanda ai credenti di essere sale e luce nella loro società. Esaminiamo rapidamente cosa significa essere sale e luce. Per fare ciò, dobbiamo chiederci qual sia la funzione del sale e della luce.

    Ancora meglio, quali erano le funzioni di questi due elementi ai tempi di Gesù.Il sale veniva usato prima di tutto come conservante specialmente di carne e pesce.

    Pesce e carne ai tempi di Gesù non potevano essere refrigerati perché la refrigerazione e l’elettricità non esistevano. Tuttavia, il sale era l’elemento che veniva usato per conservare e preservare carne e pesce.

    La carne e il pesce venivano essiccati e salati per conservarli a lunga durata. Ancora oggi in alcuni casi questo processo viene utilizzato. Per preservare completamente il pesce e la carne doveva essere essiccato e completamente salato. Non leggermente salato ma completamente impregnato dal sale.

    In altre parole, quindi, quando Gesù si riferisce ai credenti ad essere il sale della terra, sta dicendo che Egli vuole che come il sale penetriamo completamente la nostra cultura e la nostra società, come il sale deve permeare a fondo la carne e il pesce per poterli conservare.

    Pensate a cosa significa questo. Questo significa che Dio vuole che il Suo popolo, la chiesa diventi una parte integrante di tutte le parti importanti della società e che le influenzi in modo positivo. La chiesa deve essere un elemento conservante, il credente ha il dovere ed il potere datogli da Dio, di preservare la società in cui viviamo dal decadere e diventare corrotta.

    Qual è uno dei posti migliori in cui i credenti, come il sale, possono permeare per preservare la loro società dal decomporsi e diventare più empia, corrotta e pagana? Il governo, ecco dove!

    Il governo è un posto e dovrebbe essere un luogo in cui il credente dovrebbe permeare a fondo per influenzarlo in modo divino e mantenere quel governo e quella nazione in uno stato di giustizia. In questo modo il governo che, come dice Gesù, contiene molto sale, in altre parole molti credenti, sarà un buon governo, un governo che rispecchierà maggiormente le sue responsabilità affidategli da Dio e di conseguenza il modo in cui sono stabilite le leggi in quel paese e rispecchieranno anche la volontà di Dio. Quindi in una nazione dove il governo è più giusto lo saranno anche i cittadini. Voglio che comprendiate una questione con chiarezza, solo perché ci sono più cristiani nel governo e la nazione è governata in modo più devoto, non significa che tutte le persone che vivono in quella nazione e nella società sono o saranno salvate, nate di nuvo e cristiani. Non è il compito del governo salvare la gente, è la chiamata della Chiesa ad evangelizzare che Dio usa per salvare.

    Tuttavia, è dovere del governo essere un ministro di Dio per il bene e contro il male. Per fare ciò nel modo giusto, anche se il governo stesso non è la chiesa, deve essere più giusto nella sua natura e nei suoi contenuti.

    In altre parole, più cristiani permeano un governo più il governo farà la volontà di Dio e anche quelle nazioni saranno in molti modi più virtuose. Se un governo è meno divino e non permeato dai cristiani, sia il governo che la nazione saranno meno giusti.

    Nondimeno, in entrambi i casi, la maggior parte se non tutti i governi, sostengono e applicano molte leggi che riflettono la legge di Dio, proprio come abbiamo menzionato prima.

    In molti, se non in tutti i casi, mantengono anche la legge e l’ordine. Questo è in sostanza ciò che Dio vuole che il governo faccia.

    Il sale è anche un disinfettante naturale, il sale veniva usato per disinfettare i corpi dei bambini dopo che erano usciti dal grembo materno sfregando il sale sui corpi dei bambini. Veniva usato come un rimedio per il mal di gola, l’acqua fortemente salata era usata per fare i gargarismi, spesso questo rimedio è ancora in uso oggi.

    Come il sale quindi i credenti devono portare la guarigione di Dio ovunque essi siano. Possiamo comprendere come credenti che la guarigione, in particolare la guarigione spirituale, può avvenire e avverrà solo attraverso la salvezza e la rigenerazione di Dio e ciò avviene attraverso il Vangelo e la parola di Dio.

    Come può allora funzionare anche nel governo? Come già specificato, la funzione del governo non è quella di fare ciò che la chiesa è chiamata a fare, tuttavia, quando i cristiani e la legge di Dio hanno un’abbondante presenza nel governo, scopriamo che in un modo indiretto la guarigione che viene da Dio è anche portata nella società intera dai cristiani che camminano nel Vangelo, ricordando ciò che Paolo ha detto:

    Efesini 6:13-15 Perciò prendete la completa armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il vostro dovere. 14 State dunque saldi: prendete la verità per cintura dei vostri fianchi; rivestitevi della corazza della giustizia; 15 mettete come calzature ai vostri piedi lo zelo dato dal vangelo della pace;

    Come vediamo, il credente, non importa dove sia, anche nel governo, dovrebbero camminare e vivere nel Vangelo e portarlo ovunque vadano. Questo di conseguenza porterà la guarigione di Dio nella società.

    Ricordiamo il passo antico dato da Dio ad Israele che si trova in:

    2 Cronache 7: 14 se il mio popolo, sul quale è invocato il mio nome, si umilia, prega, cerca la mia faccia e si converte dalle sue vie malvagie, io lo esaudirò dal cielo, gli perdonerò i suoi peccati, e guarirò il suo paese.

    Come vediamo per avere guarigione del paese è imperativo che il popolo di Dio faccia delle determinate cose, che purtroppo appare che la chiesa oggi non voglia fare mai, perchè? Perchè la chiesa come la chiesa di Laodicea in Apocalisse 3 crede che essa è apposto con Dio. Ma sappiamo benissimo che cosa gli disse in Signore, che non era affatto apposto con Lui. La guarigione del paese non è determinata solo dal governo, dal governo ma da un governo che ovviamente rispecchia ciò che dice il passo di 2 Cronache. E’ ovvio che, se il governo è predominantemente pagano non farà mai ciò che il passo dice di fare, ma se il governo invece fosse predominantemente ripieno di credenti la guarigione del paese sarebbe inevitabile.

    Molti obietteranno a questo, dicendo che il governo non dovrebbe essere governato dalla chiesa, ma qui non si sta parlando di governare un paese in modo teocratico, cioè governato dalla chiesa o da una chiesa o denominazione particolare. Si sta parlando di avere una maggioranza di credenti anche di diverse denominazioni che siano di guardia così che il governo non passi ed applichi leggi che alla fne siano di detrimento all’intero paese che governa. Questo è un dovere del credente che è stato abdicato e trascurato. Anche negli USA, una nazione dove il governo era stato creato appositamente in questa maniera, oggi perchè i credenti hanno abdicato il loro dovere civico e la loro responsabilità datagli da Dio, la società e di conseguenza il governo sono diventati non solo laici ma pagani e Anticristo, almeno metà della nazione e tre quarti del governo oggi negli USA sono pagani ed Anticristo. Così il popolo desidera leggi inique e malvagie anziché giuste perchè il popolo non teme più il Signore. Perchè il popolo desidera leggi e polizze governative inique e malvagie come loro è ovvio che quando votano voteranno per persone che faranno ciò che loro desiderano. La cosa più triste è che c’è una grande, troppo grande, parte della chiesa che in effetti vota per le stesse persone per le quali votano gli empi, persone che governano in modo contrario a Dio.

    Ecco perchè il passo di 2 Cronache 7:14 non è solo ed esclusivamente richiesto alla chiesa di fare questo privatamente nelle quattro mura dell’edificio o solo individualmente, certo che deve iniziare lì, ma poi si deve dimostrare che questo si verifichi nella società stessa. E come si verifica che la chiesa si è pentita dalle sue vie malvagie? Quando la giustizia secondo Dio si verifica di nuovo in quel paese o nazione. Come si verifica? Quando i credenti smettono di votare e supportare pagani e malvagi e quando i credenti iniziano ad avere il coraggio di candidarsi per varie posizioni di governo. Per forza i governi sono e rimangono pagani e ingiusti se i candidati che vengono eletti sono tutti pagani ed empi non governeranno come vuole Dio e se i candidati son quasi tutti pagani ed empi per forza molti credenti o non votano affatto o votano anche per i peggiori candidati che poi vengono eletti e governano in modo pagano. Alla fine, in un paese, in special modo come gli USA, se il governo è pagano e Anticristo infine è colpa dei credenti che hanno cessato di essere sale e luce nella loro società.

    Vedete, essere sale e luce è molto più che essere onesti nella società, significa che dobbiamo essere coinvolti nella società in modo giusto, vediamo che questo include la politica.

    È ingenuo ed in realtà abbastanza semplicistico, soprattutto oggi per i credenti dire che la politica e il governo sono corrotti e malvagi e quindi non dovremmo assolutamente farne parte. No! Non dovremmo essere partecipi delle opere infruttuose delle tenebre, ma è nostra responsabilità essere sale e luce e servire Dio in ogni sfera della società in cui viviamo.

    Spesso ci comportiamo in modo pretenzioso e siamo orgogliosi spirituali quando prendiamo una posizione completamente belligerante rispetto alla politica e al governo, perché se sono malvagi e ingiusti e la società è marcia e corrotta è alla fine colpa dei credenti perchè vuol dire che abbiamo cessato di essere sale e luce, e come abbiamo detto prima il sale è un conservante e previene la corruzione e il decadimento.

    Un’altra funzione del sale è quella di dare sapore a cibi insipidi. Allo stesso modo i cristiani devono essere e devono portare l’aroma o il sapore di Cristo ovunque. È ovvio che Dio desidera che funzioniamo come sale nella società e non solo nella chiesa. Infatti Gesù ci dà la ragione per cui Dio desidera che noi siamo come il sale nel mondo, come dice:

    Matteo 5:13 «Voi siete il sale della terra; ma, se il sale diventa insipido, con che lo si salerà? Non è più buono a nulla se non a essere gettato via e calpestato dagli uomini.

    Gesù sta dicendo che Egli vuole che noi abbiamo il Suo sapore, essere divini e simili a Cristo in tutti gli aspetti della nostra vita, nei pensieri, nelle azioni e nelle parole ed in ogni altro aspetto della vita, incluso il governo.

    Gesù avverte che se smettiamo di farlo diventiamo in realtà buoni a nulla se non per essere gettati per terra e calpestati dagli uomini, in un altro passo Egli dice che diventiamo buoni a nulla se non essere gettati nel letame. Qui dice che se perdiamo il nostro sapore divino, saremo calpestati dagli uomini.

    Questa è infatti la posizione molto triste che il cristianesimo affronta oggi in una società come la nostra. Abbiamo avuto l’opportunità di essere il sale della terra e la luce del mondo, ma abbiamo perso il nostro sapore divino ed abbiamo cessato di permeare la società, compreso il governo ed ora per la maggior parte la chiesa viene calpestata dagli uomini, adesso già da molto tempo.

    Questo non è essere perseguitati a causa della giustizia o perché siamo tali cristiani così devoti che il mondo ci odia perchè seguiamo Cristo fedelmente.

    Certo che ciò accade nella società comunque, perché il mondo, i non salvati, i religiosi, i pagani, gli atei odiano il vero cristiano. Eppure, per la maggior parte oggi la chiesa viene calpestata dalla società perché in realtà ha perso il suo sapore, ha cessato di essere sale ed ha nascosto la sua luce. La chiesa pensava che così facendo avrebbe potuto essere invece apprezzata dal mondo e sarebbe stata in grado di influenzare il mondo in modo positivo, invece è successo il contrario.

    Invece di rischiare la persecuzione del mondo per causa della giustizia, ha invece compromesso la sua fede ed è diventata infedele a Dio, ma al mondo invece di piacergli, la sta invece calpestando ed i pochi veri cristiani fedeli vengono sì perseguitati ancora di più a causa del fatto che la maggior parte della chiesa ha cessato di essere sale e luce. Una grande ragione per la quale i veri credenti vengono perseguitati in società così dette libere e democratiche è proprio colpa della grande parte della chiesa che ha cessato di essere sale e luce e si è compromessa con il mondo.

    Questo è un fatto molto importante, perchè abdicando le sue proprietà di sale, stando fuori dal governo e non volendo influenzarlo come sale della terra, il governo è diventato sempre più governato da persone empie e sempre più il governo sta perdendo la sua vera funzione datagli da Dio.

    L’altro elemento che Gesù ha descritto nel passao di Matteo 5 oltre al sale è la luce. Questo elemento deve essere compreso e visto allo stesso modo del sale. Deve infatti produrre gli stessi risultati.

    Dobbiamo capire che Gesù è la luce del mondo come anche Lui dichiara di se: Giovanni 8:12,

    in Giovanni 9 Gesù dice:

    Giovanni 9:5 Finchè sono nel mondo, Io sono la luce del mondo

    Questa affermazione è interessante. Egli dice che finché era fisicamente nel mondo Lui era la luce del mondo. Tuttavia, sappiamo che Gesù lasciò questo mondo e tornò al Padre.

    Però, ha mandato il Suo Spirito a dimorare nella chiesa, in ogni credente. Ecco perché ha detto ai credenti di essere la luce del mondo. Poiché i credenti vivono in questo mondo ed abbiamo lo Spirito Santo che vive in noi, Egli è lo Spirito di Cristo e di verità e siamo chiamati a far sì che Cristo viva e operi attraverso di noi mediante il suo Spirito.

    Quindi cosa significa essere luce del mondo? Quale è il compito della luce?

    La luce è progettata per fare molte cose. La prima cosa che fa è che dà, sì, luce. La luce illumina il luogo in cui o su cui risplende. La luce distrugge l’oscurità e sostanzialmente prende il suo posto, la sostituisce con la luce. La luce in effetti sovrasta l’oscurità.

    Quindi da queste due funzioni comprendiamo che, come luce del mondo, noi credenti dobbiamo risplendere la luce di Cristo in noi attraverso il Suo Spirito e la verità di Dio ed essere usati da Dio per distruggere che cosa? Sì, vincere l’oscurità, ed essere al suo posto.

    Dobbiamo continuare il lavoro di Cristo sulla terra e se lo facciamo davvero significa che dobbiamo pensare come Lui e comportarci come Lui. Gesù è la via, la verità e la vita e l’unica via al il Padre, Giovanni 14: 6. Possiamo quindi dire che bisogna anche illuminare la via, un percorso, una strada per vederela e percorrerla chiaramente.

    Gesù, quindi, è l’unica via chiara e luiminosa per condurre le persone a Dio e nelle vie di Dio; così, quando seguiamo Gesù, non camminiamo nelle tenebre e siamo anche in grado di vedere chiaramente ogno cosa e sapere dove stiamo andando. Vediamo chiaramente tutti gli ostacoli sulla nostra via.

    Gesù ha detto questo Sé e di quelli che Lo avrebbero seguito:

    Giovanni 8:12 Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: «Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita».

    Gesù è la luce della vita che conduce a Dio e ci mostra chiaramente la volontà di Dio e le Sue vie.

    Inoltre, come abbiamo detto, una grande funzione della luce è di dissipare l’oscurità. Quando arriva la luce, l’oscurità fugge. La luce espone l’oscurità e in realtà la dissipa. Quando parliamo di luce ed oscurità in maniera biblica, vediamo che stiamo parlando del bene e del male, Dio e Satana.

    Ci sono molti passi che confermano questo fatto:

    2 Samuele 22:29 Sì, tu sei la mia lampada, o SIGNORE, e il SIGNORE illumina le mie tenebre.

    Proverbi 2:12-14 essa ti scamperà così dalla via malvagia, dalla gente che parla di cose perverse, 13 da quelli che lasciano i sentieri della rettitudine per camminare nelle vie delle tenebre, 14 che godono a fare il male e si compiacciono delle perversità del malvagio,

    Proverbi 4:19 La via degli empi è come il buio; essi non scorgono ciò che li farà cadere.

    Isaia 5:20 Guai a quelli che chiamano bene il male, e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro!

    Matteo 6:22-23 La lampada del corpo è l’occhio. Se dunque il tuo occhio è limpido, tutto il tuo corpo sarà illuminato; 23 ma se il tuo occhio è malvagio, tutto il tuo corpo sarà nelle tenebre. Se dunquela luce che è in te è tenebre, quanto grandi saranno le tenebre!

    Luca 11: 35-36 Sta’ quindi attento che la luce che è in te non sia tenebre. 36 Se dunque tutto il tuo corpo è illuminato, senza avere alcuna parte tenebrosa, sarà tutto illuminato come quando la lampada t’illumina con il suo splendore».

    Giovanni 1:5 La luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno sopraffatta.

    Giovanni 3:19 Il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo e gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie.

    Giovanni 12:35 Gesù dunque disse loro: «La luce è ancora per poco tempo tra di voi. Camminate mentre avete la luce, affinché non vi sorprendano le tenebre; chi cammina nelle tenebre, non sa dove va.

    Chiaramente comprendiamo attraverso questi passi che il significato biblico e la differenza tra luce e oscurità, è sinonimo di bene e male, Dio e Satana, Regno di Dio e regno di Satana. Nell’ultimo passo è interessante vedere una cosa molto importante menzionata da Gesù, quando camminiamo in Lui e nelle Sue vie camminiamo nella luce di Dio, camminiamo in Dio e nella Sua verità e facendo così non ci camminiamo nelle tenebre, Gesù poi specifica che coloro che effettivamente camminano nelle tenebre non sanno dove stanno andando. È vero, un cieco, colui che vive nella perpetua oscurità non può vedere dove va. Così è una persona che vive e cammina nelle tenebre, nel male, uno che appartiene al regno delle tenebre non può vedere.

    Questo aprirà un’altra questione molto importante, in altre parole questa: che camminare nella luce è sinonimo di camminare nella verità di Dio. Gesù è davvero la luce del mondo ed Egli è verità, anche la parola di Dio è luce ed è verità.

    Salmi 119:105 La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero.

    Proverbi 6: 23 Poiché il comandamento è una lampada, l’insegnamento una luce, e le correzioni dell’ammaestramento sono la via della vita,

    Giovanni 17:17 Santificali nella verità: la Tua parola è verità.

    Possiamo vedere chiaramente che Gesù e la Sua parola sono, luce e verità e funzionano fondamentalmente in modo simbiotico ed unificato.

    In altre parole, non operano mai separatamente l’una dall’altra. Questo è perché, sebbene Dio abbia molti attributi nel Suo carattere e nella Sua persona, tutti assieme sono Dio e sono tutt’uno.

    Dio è anche tre persone distinte, Padre, Figlio e Spirito Santo, eppure sono tutti e tre pienamente e completamente Dio e sebbene siano distinti e con funzioni diverse, operano all’unisono ed hanno tutti gli stessi attributi.

    Gesù è veramente la parola di Dio che si è fatta carne, Giovanni 1: 1-14: Gesù, quindi, essendo la parola di Dio è anche la verità di Dio perché come abbiamo visto la parola di Dio è verità e Gesù disse che Lui è la via, la verità e la vita. Lui è la verità perché Lui è la parola di Dio, e lo Spirito Santo è anche lo Spirito di Cristo ed è pienamente Dio, Gesù lo chiama Spirito di verità: Giovanni 14:17; Giovanni 15:26; Giovanni 16:13.

    Così come l’amore e la verità si trovano sempre asssieme nella parola di Dio, così anche la parola di Dio e la verità ed anche la luce si trovano molto spesso insieme. Dio opera solo il Suo amore nella verità, oltre alla luce che opera insieme alla verità, come abbiamo visto, tutti questi sono inseparabilmente connessi e funzionano solo insieme. Ora che comprendiamo tutto questo, spero che stiamo cominciando a vedere più chiaramente ciò che Gesù vuole da noi quando dichiara che dobbiamo essere la luce del mondo.

    Come luce del mondo dovremmo quindi operare in questo mondo per dissipare e distruggere le opere delle tenebre, come luce dovremmo illuminare il percorso verso Dio, indicando la vera luce del mondo Gesù Cristo, come luce dobbiamo sostituire le tenebre e il male ovunque andiamo, come luce dobbiamo esporre e denunciare le opere infruttuose delle tenebre mentre le portiamo allo scrutinio alla luce della parola e della verità di Dio.

    Efesini 5:6-17 6 Nessuno vi seduca con vani ragionamenti, perché per queste cose viene l’ira di Dio sui figli della disubbidienza. 7 Non siate dunque loro compagni. 8 Un tempo infatti eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore; camminate dunque come figli di luce, 9 poiché il frutto dello Spirito consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità, 10 esaminando ciò che è accettevole al Signore. 11 E non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto riprovatele, 12 perché è persino vergognoso dire le cose che si fanno da costoro in segreto. 13 Ma tutte le cose, quando sono esposte alla luce, divengono manifeste, poiché tutto ciò che è manifestato è luce. 14 Perciò la Scrittura dice: «Risvegliati, o tu che dormi, risorgi dai morti, e Cristo risplenderà su di te». 15 Badate dunque di camminare con diligenza non da stolti, ma come saggi, 16 riscattando il tempo, perché i giorni sono malvagi. 17 Non siate perciò disavveduti, ma intendete quale sia la volontà del Signore.

    Questo è un passo così ricco e profondamente intenso e meriterebbe la sua piena esposizione questo è ciò che merita davvero, tuttavia, per il tempo da trascorrere in questo sutdio vogliamo guardare i punti principali e li collegheremo a ciò che significa essere luce del mondo come Cristo ci comanda di essere.

    Innanzitutto, Dio non vuole che siamo partecipi e compagni del male, versetti 6-7. Perché? Perché, eravamo tenebre, poiché vedete anche qui che tenebre è sinonimo di malvagità, una volta eravamo malvagi e appartevamo al regno di Satana, il regno delle tenebre. Questo è anche il motivo per cui Paolo dice questo in:

    Colossesi 1:12-14 rendendo grazie a Dio e Padre, che ci ha fatti degni di partecipare alla sorte dei santi nella luce. 13 Poiché egli ci ha riscossi dalla potestà delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio, 14 in cui abbiamo la redenzione per mezzo del suo sangue e il perdono dei peccati.

    Una volta appartenevamo al male ed eravamo malvagi, ma ora che Dio ci ha trasferiti dalle tenebre alla luce e dal male al bene, dobbiamo camminare e vivere come figli di luce Efesini 5: 8; e come vivono i figli di luce?

    Nello Spirito camminiamo anche nella luce il che significa camminare nella bontà, nella giustizia e nella verità, versetto 9 di Efesini 5.

    Ancora una volta, vediamo che ciò che ho detto prima, cioè che la verità e la luce sono sinonimi, è vero. Essere luce vuol dire camminare nella verità e la verità è una persona, Gesù e Gesù è la parola di Dio e la parola di Dio è verità ed è lo Spirito di Cristo nle quale quindi camminiamo. Così adesso in breve comprendiamo anche cosa significhi camminare nello Spirito. Camminare nello Spirito significa camminare nella verità e nella luce di Cristo.

    Quindi camminare al passo con e in obbedienza alla parola di Dio è essere la luce del mondo.

    Seconda cosa, vediamo nel passaggio di Efesini e la parola di Dio nella sua unità di pensiero, che camminare nella luce appunto vuol dire camminare secondo la parola di Dio, la Sua verità, ma non solo.

    Paolo specifica che i figli di luce provano ciò che è accettabile a Dio ed inoltre non solo non prendono parte alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto le espongono, le denuncino.

    Questo e i seguenti versetti sono una bellissima interpretazione della funzione dei credenti nel mondo come luce del mondo. Non solo non commettiamo il male e non camminiamo nelle opere malvagie, ma dobbiamo, assolutamente esporle e denunciarle ma denunciarle e condannarle pubblicamente. Non solo nelle quattro mura dei luoghi di culto.

    Quindi, questo è esattamente ciò che Gesù dichiarato im Matteo 5 cioè di non nascondere la luce sotto il moggio o sotto il letto. Quando siamo luce solo nell’edificio della chiesa, in effetti la stiamo nascondendo.

    Molti pensano erroneamente che solo perché il pastore predica contro le opere infruttuose delle tenebre sia sufficiente per essere considerati luce del mondo. Veramente?

    È un grave errore pensare in questo modo. Questo sarebbe semplicemente anche come se si tenesse il sale nella saliera.

    Questo è davvero nascondere la luce sotto il moggio. È quello che siamo abituati a dire nel gergo della chiesa, predicare al coro. Concederò che ci sono molti, troppi credenti che vivono con una mente non rinnovata che hanno un disperato bisogno di ascoltare queste cose predicate in chiesa; tuttavia, non è sufficiente fare questo e stiamo effettivamente nascondendo la luce e accendendola solo per la chiesa.

    Tuttavia, non è quello che Gesù ci ha comandato di fare quando ci ha detto di essere sale della terra e luce del mondo.

    Come Egli infatti ha detto:

    Matteo 5:14-16 Voi siete la luce del mondo; una città posta sopra un monte non può essere nascosta. 15 Similmente, non si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candeliere, perché faccia luce a tutti coloro che sono in casa. 16 Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli».

    Chiaramente, Gesù afferma di non nascondere la luce ma di farla risplendere davanti agli uomini. Mettiamo la cosa in prospettiva adesso, dice di essere la luce del mondo, non nella chiesa, la chiesa è la luce e dovrebbe essere tale per il mondo, per gli uomini in modo che essi possano vedere le nostre buone opere e glorificare Dio.

    Questo non è solo fare opere di carità, infatti in conformità a ciò che leggiamo in Efesini 5 parte delle opere buone e virtuose sono denunciare le infruttuose opere delle tenebre ed esporle alla luce e alla verità della parola di Dio.

    Questo è in effetti il ministero profetico della chiesa, che è un’arte perduta oggi.

    La chiesa, come i profeti del passato, dovrebbe richiamare il mondo alla giustizia e chiamare le persone al pentimento e ritornare a Dio, come i profeti nell’ Antico Testamento deve essere la voce che sostiene la verità di Dio e sostiene il bene e condanna il male.

    Anche Paolo ha detto questo della chiesa:

    1 Timoteo 3: 15-16 ma se ritardo, vi scrivo affinché possiate sapere come comportarvi nella casa di Dio, che è la chiesa del Dio vivente, la colonna e il fondamento della verità.

    La chiesa è il pilastro e il fondamento della verità, la chiesa dovrebbe sempre custodire e proteggere la verità della parola di Dio. La chiesa purtroppo, per la maggior parte, ha tradito questa responsabilità e, come dice il passo, se la chiesa deve essere il pilastro della verità e se poi perde la verità di Dio, essa smette di reggere perché una volta che il pilastro e il fondamento si sbriciolano e l’intero edificio cade.

    Questo è ciò che è effettivamente successo ad una parte molto grande della chiesa visibile e professante.

    È caduta perché il suo fondamento si è sgretolato, il pilastro e il fondamento che è la verità di Dio sono stati rimossi e quindi l’intera struttura ha fallito. Ricordiamoci che il fondamento della chiesa sono gli Apostoli ed i profeti e Gesù è la pietra angolare. Se si rimuovono le dottrine, in altre parole la verità che hanno insegnato alla chiesa ciò che si ha è una costruzione senza fondamenta e senza stabilità, si sgretolerà e cadrà ed infatti si è sgretolata ed è caduta.

    Nel caso qualcuno pensi che essere voce profetica non è l’intento di Dio per la chiesa, nel caso in cui crediamo ancora all’errore che non è il compito della chiesa di fare tutto questo, nel caso in cui non pensiamo che sia simile a Cristo fare questo, allora leggiamo la seguente dichiarazione che Gesù disse ai suoi fratelli:

    Giovanni 7: 6-7 Allora Gesù disse loro: La mia ora non è ancora venuta, ma il vostro tempo è sempre pronto. 7 Il mondo non può odiarvi; ma odia me, perché rendo testimonianza, che le sue opere sono malvagie.

    Avete visto? Gesù ha testimoniato che le opere del mondo sono malvagie. Non dobbiamo noi fare lo stesso?

    Se quindi crediamo ed usiamo sempre il detto “Cosa farebbe Gesù?” Questa è la risposta!

    Gesù disse anche questo a Pilato, cioè che era venuto per rendere testimonianza della verità, per testimoniare della verità.

    Giovanni 18:37 Pilate therefore said to Him, “Are You a king then?” Jesus answered, “You say rightly that I am a king. For this cause I was born, and for this cause I have come into the world, that I should bear witness to the truth. Everyone who is of the truth hears My voice.”

    Non dovremmo noi fare lo stesso? Vedete, questo ci dà una visione completamente nuova del significato di ciò che Gesù intendeva quando disse di essere luce del mondo e di non nasconderla, ma di farla risplendere davanti agli uomini in modo che vedano le nostre buone opere.

    In Filippesi 2 Paolo chiama i credenti a fare questo:

    Filippesi 2:15 affinché siate irreprensibili e integri, figli di Dio senza biasimo in mezzo ad una generazione ingiusta e perversa, fra la quale risplendete come luminari nel mondo, tenendo alta la parola della vita

    Quindi, di nuovo, dove i cristiani dovrebbero servire meglio Dio in questa capacità profetica? Permeando il governo i cristiani potrebbero non solo essere obbedienti al mandato trovato in Matteo 5 ed Efesini 5, ma svolgerebbero anche più diligentemente il lavoro che Dio ha affidato al governo come Suo ministro.

    Ricordate che questo è il contesto in cui stiamo studiando questo concetto, il dovere del governo di fronte a Dio, la funzione di governo datagli da Dio. Comprendiamo chiaramente, quindi, che se i cristiani di tutto il mondo, soprattutto permeassero il loro governo, tutti questi comandamenti che Dio ci dà così come la funzione del governo sarebbero certamente esattamente come Dio vuole che siano.

    Certamente non sarebbe perfetto, ma sarebbe assolutamente e senza dubbio molto meglio di quanto lo sia oggi. Inoltre oggi, anche la nostra nazione, che sta gradualmente scivolando e scivolando via via sempre più nell’inferno, avrebbe temuto di più Dio e, nonostante fosse ancora piena di peccatori, avrebbe comunque agito in maniera più devota a Dio.

    Questo è stato vero per secoli nella storia del nostro paese, oggi non più così tanto.

    Se il nostro governo oggi non funziona correttamente, e per questo e le nostre nazioni stanno diventando sempre più empie, questo non è perché è “come doveva essere”.

    Infatti Dio ha scritto che sarebbe stato così, ma perché? Perché sapeva che alla fine la chiesa avrebbe fallito il suo mandato sarebbe diventata disobbediente a Lui e avrebbe infine compromesso con il mondo.

    Alla fine la colpa è nostra, abbiamo abdicato la nostra responsabilità di essere sale e luce e purtroppo siamo diventati bravi per pochissimo, se non per niente. Infatti se la chiesa, se il popolo di Dio chiamato con il suo nome, non si umilierà, pregherà, cercherà il suo volto e si allontanerà dalle loro vie malvagie, Dio non ascolterà dal cielo e il paese non sarà guarito.

    Non dimentichiamo le parole che Gesù ha detto all’ultima chiesa che esisterà negli ultimi tempi, o almeno come la chiesa sarà per lo più nei giorni che precedono il Suo ritorno, in altre parole i peccati che prevarranno in questa chiesa.

    Apocalisse 3:14-22 «E all’angelo della chiesa in Laodicea scrivi: queste cose dice l’Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della creazione di Dio. 15 Io conosco le tue opere, che tu non sei né freddo né caldo. Oh, fossi tu freddo o caldo! 16 Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né caldo, io sto per vomitarti dalla mia bocca. 17 Poiché tu dici: “Io sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di nulla”; e non sai invece di essere disgraziato, miserabile, povero, cieco e nudo. 18 Ti consiglio di comperare da me dell’oro affinato col fuoco per arricchirti, e delle vesti bianche per coprirti e non far apparire così la vergogna della tua nudità, e di ungerti gli occhi con del collirio, affinché tu veda. 19 Io riprendo e castigo tutti quelli che amo; abbi dunque zelo e ravvediti. 20 Ecco, io sto alla porta e busso; se qualcuno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui, e cenerò con lui ed egli con me. 21 A chi vince concederò di sedere con me sul mio trono, come anch’io ho vinto e mi sono posto a sedere col Padre mio sul suo trono. 22 Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese».

    Quando vediamo che questo ci riporta anche all’argomento in questione, quando abbiamo anche appreso cosa significasse essere il sale della terra, abbiamo detto che il sale ha proprietà medicinali e curative che quando vengono applicate ad infezioni e ferite, sebbene possa bruciare e pungere eppure guarisce.

    Anche così, applicandoci come sale nel nostro governo e nella nostra società porteremmo anche la guarigione nel nostro paese. Se la chiesa non è sale e luce in abbondanza, anche e soprattutto nel governo, il paese non riceverà la guarigione che Dio vuole offrire.

    Sentiamo sempre parlare di divisione, odio e di come abbiamo bisogno di guarigione nella società, bene allora sappiamo qual è il rimedio, ma siamo disposti ad applicare la cura? Finora non mi sembra!

    Cerchiamo le risposte a queste cose dal nostro governo, tuttavia trascuriamo di permeare il governo di cristiani. È triste pensare che un governo empio possa portare alla guarigione della nazione quando Dio chiama il Suo popolo a farlo. L’unico modo in cui lo farà il governo è se è ripieno di persone rette che sono sale e la luce.

    Quindi comprendiamo che alla fine di tutto questo, Dio ha stabilito il governo come Suo ministro, il Suo ministro per punire il male e premiare il bene, ma capiamo anche, si spera, che quando e se un governo rimane per la maggior parte costituito da increduli e persone empie sia il governo che la nazione in cui esiste tale governo non rifletteranno la volontà e la funzione di Dio per quel governo e quella nazione.

    Perciò noi cristiani, che lo vogliamo ammettere o no, abbiamo un grande dovere e una grande responsabilità e spetta a noi permeare le nostre istituzioni incluso il governo in modo che possiamo stabilire il bene e punire il male correttamente, in modo da poter fare e promuovere solo leggi giuste e farle rispettare con vera giustizia in modo da condannare e denunciare le opere infruttuose delle tenebre affinché la nostra nazione possa essere sana.

    Questo amici miei non è in nessun modo una teocrazia, questo permette al governo di funzionare come un governo giusto, cioè nel modo in cui Dio intende che funzioni.

    Una teocrazia invece sarebbe se una particolare chiesa o religione fosse l’istituzione che governa la nazione. Il nostro governo e la maggior parte dei governi non sono tali e non lo sarebberero neppure se ogni singolo membro del governo fosse cristiano.

    Per esempio, l’Islam sta tentando di governare proprio con un tipo di teocrazia, dove è il clero della loro religione che in realtà governa il paese, in queste nazioni la legge Sharia, in altre parole, la legge religiosa è quella che governa il popolo.

    Questo non avviene nel nostro paese, non siamo nel business di trasformare il governo in chiesa, ma d’altra parte, dovremmo influenzare le leggi comuni in modo tale che siano giuste e rimangano giuste ed in linea con la volontà di Dio.

    Ci sono anche molte leggi che possiamo chiamare neutrali, in altre parole, se una legge non si confronta con una violazione di diritti umani conferiti da Dio, come delineato anche nella Dichiarazione di Indipendenza e la Costituzione degli Stati Uniti o se le leggi non implicano questioni morali e non violano tali, le leggi sono neutre nella loro sostanza.

    Dio ha progettato il governo per punire il male, per proteggere i suoi cittadini formare nemici e per proteggere la vita e la libertà. Questo è anche lo scopo e il dovere del governo. Sfortunatamente, il nostro governo, come molti altri, si è coinvolto in troppe attività nefande e in troppi casi è coinvolto se stesso in molte attività che non erano mai ciò che Dio ha progettato per il governo di essere e fare.

    In effetti il nostro governo e molti altri, con la scusa di prendersi cura dei suoi cittadini, in realtà, lentamente e gradualmente, hanno smesso di fare ciò che è veramente stato progettato da Dio ed invece si sono messi al posto di Dio nel vita dei suoi cittadini.

    Sfortunatamente, anche la chiesa è caduta in questa sottile trappola. In molti casi il governo ha oltrepassato i suoi limiti ed ha invaso anche le libertà religiose del popolo. Negli Stati Uniti come anche nella Costituzione della Repubblica Italiani queste libertà sono palesemente protette dalla legge del paese.

    Prima ho menzionato che negli Stati Uniti sotto la Costituzione si ha la protezione dei diritti dei cittadini nei casi che questi vengono usurpati da parte di qualsiasi istituzione governativa. Invece il governo che dovrebbe proteggerci da tale usurpazione è stato per molti decenni il vero colpevole di questi tentativi, spesso anche tentativi riusciti a togliere le libertà, specialmente quella di praticare la fede nel paese senza interferenze governative.

    Questa è un’altra ragione molto importante per cui i credenti dovrebbero permeare tutti i settori del governo, al fine di impedire che queste cose accadano. In gran parte, la perdita di qualsiasi diritto umano, incluso il diritto di praticare la nostra fede cristiana in un paese in cui questo problema non dovrebbe nemmeno esistere, è dovuto alla riluttanza dei credenti a diventare una parte attiva del nostro governo ed anche a non levarsi in difesa di ogni tentativo di usurpare i diritti datici da Dio.

    Nel migliore dei casi i tentativi della chiesa sono stati tristi e deboli. Ancora una volta, perché questo è successo?

    Due ragioni principali, la riluttanza da parte dei credenti a essere attivamente e abbondantemente coinvolti nel governo e la conseguenza di questo, fondamentalmente l’acquisizione delle nostre istituzioni governative da parte di persone atee, anticristo e anti-Dio ed individui di altre religioni che sono contrarie ai valori Giudeo-Cristiani.

    È ovvio che un governo che è per la maggior parte composto da persone che odiano Dio, odiano Cristo e la chiesa si sforzerà di fare tutto possibile ed immaginabile per distruggere la chiesa e privarla dei suoi diritti.

    Questi governi e società inoltre diventeranno anche di natura sempre più antisemita perché diciamocelo francamanete che anche se qualcuno non crede nella Bibbia come parola di Dio ma per quanto essa sia un record storico asssieme a molti altri, possiamo chiaramente vedere che i tentativi di distruggere il popolo Ebraico ed in seguito anche il Cristianesimo è palesemente chiaro ed evidente.

    Quindi, il dovere del governo che Dio gli ha conferito è principalmente il dovere di punire il male, l’applicazione di leggi giuste e proteggere il popolo da invasori e da coloro che potrebbero voler danneggiare il paese. Si può quindi dire che, uno dei principali doveri di governo datigli da Dio è la difesa e la conservazione e protezione della vita umana e non la sua distruzione ed il suo abuso.

    Così oltre a punire il male in un modo giusto ed equo, il dovere del governo è anche la difesa e la protezione della vita e dei deboli. Possiamo chiaramente vedere che soprattutto oggi, la maggior parte dei governi, alcuni molto e alcuni forse un po’ meno, hanno abdicato ed eluso questa responsabilità principale.

    In molti casi governi sono stati spietati oppressori del loro popolo nel tentativo di dominare i suoi cittadini. Anche in una società libera come gli Stati Uniti ed altre parti del cosiddetto mondo libero, il governo è diventato sempre più ateo ed opprimente verso i suoi cittadini. Pur essendo principalmente insubordinato a Dio nel suo mandato di punire il male e di operare in modo giusto ed equo, al giorno d’oggi il governo sta diventando sempre più malvagio. Esso giustifica e promuove e molte volte difende il male mentre punisce un comportamento buono e giusto.

    Approva un comportamento ostile a Dio e lo difende mentre sopprime la fede del popolo ed opprime coloro che stanno cercando di praticare il bene e la giustizia e coloro che cercano di far rispettare le leggi giuste. Le leggi che oggi i governi passano sono sempre più ingiuste mentre le leggi buone, giuste e rette vengono addirittura abolite o ignorate.

    Questo è un segno che queste società stanno gradualmente diventando sempre più empie e malvagie, e quindi scelgono un governo che riflette il comportamento empio e malvagio del popolo.

    Il governo è diventato corrotto in molti dei suoi modi di fare ed approva le cose che sono malvagie e che danno solo beneficio ad alcuni a spese della maggioranza. Nella maggior parte dei casi ha a che fare con la ricerca di diventare potente e ricco, in altre parole l’amore del denaro, e sappiamo che, si spera, che Dio ha dichiarato che l’amore del denaro è la radice di ogni male.

    Dio ha un severo monito per un popolo e un governo che opera in questi modo, troviamo questo avviso in:

    Isaia 5:20-23 Guai a quelli che chiamano bene il male, e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro! 21 Guai a quelli che sono saggi ai loro occhi e intelligenti davanti a loro stessi! 22 Guai ai campioni nel bere il vino e abili nel mescolare bevande inebrianti, 23 che assolvono il malvagio per un regalo e privano il giusto del suo diritto!

    Quello che abbiamo descritto qui è un resoconto del giudizio decretato da Dio sul Suo popolo cioè a quel tempo una società e quindi un governo che si è corrotto. Quando una società e di conseguenza il governo cessano di essere giusti queste sono le cose che accadono.

    Il male permea il governo ed inizia a premiare il male invece del bene e comincia a definire il bene come male. Inizia a sostenere e favoreggiare la malvagità ed il male invece la pietà, l’onestà e la giusitizia. Questo governo mette più interesse sulle cose che amareggiano le persone piuttosto che contribuire a migliorare la loro vita, questo a proposito è una descrizione dell’oppressione. Questo tipo di società e governo cominciano a cercare la conoscenza mondana senza considerare la saggezza e la conoscenza di Dio, che alla fine diventa la deificazione dell’umanità. Questi considerano l’ubriachezza e oggi anche l’uso di droghe come una cosa benefica per l’umanità e tentano di depenalizzare tali comportamenti. Questo è ciò che vediamo molto nei governi che sono andati a male, questi giustificano i malvagi e puniscono gli innocenti portandogli via i diritti e trasformando i giusti in criminali. Uno dei modi in cui il governo giustifica i malvagi è quello di sminuizzare i crimini ed i reati. Il patteggiamento è una forma di giustificazione dei malvagi e in realtà previene la vera giustizia ed è un altro modo per togliere la vera giustizia a coloro che sono stati vittime di quei crimini.

    Non c’è da meravigliarsi che Dio abbia dato al suo popolo la lex talionis, la famosa legge nota come occhio per occhio. Questa è infatti vera giustizia, quando si commette un crimine o un torto, la punizione deve essere uguale al crimine commesso.

    Deuteronomio 19:11-13 Ma se un uomo odia il suo prossimo, gli tende un agguato, lo aggredisce e lo ferisce a morte, e poi si rifugia in una di quelle città, 12 gli anziani della sua città lo manderanno a prendere di là e lo consegneranno in mano al vendicatore del sangue affinché sia messo a morte. 13 Il tuo occhio non avrà pietà di lui, ma rimuoverai da Israele la colpa di aver sparso sangue innocente, e così prospererai.

    Deuteronomio 19:21 L’occhio tuo non avrà pietà, ma sarà: vita per vita, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede».

    In questo capitolo di Deuteronomio Dio sta dando al Suo popolo le direttive di come deve essere praticata la giustizia ed il giusto giudizio per le forze dell’ordine ed i giudici. Comprendiamo queste cose correttamente, è così che Dio desidera che tutti i governi eseguano la giustizia. Questa non è una questione di regole e regolamenti ecclesiastici. Questi sono regolamenti civici, questa è giustizia a tutti gli effetti.

    La chiesa non è il governo e il governo non è la chiesa, la chiesa non è stata ancora istituita ancora quando Dio ha dato queste regole a Israele.Ricordiamo e non dimentichiamo che Israele era ed è una nazione non solo some istituzione religiosa. Quello che Dio sta facendo qui sta informando Israele come come nazione, come governo che deve giudicare in materia di diritto e giustizia. Dio sta informando il Suo popolo come un governo dovrebbe operare secondo la Sua volontà.

    Ricordiamoci che Dio è il giudice perfetto. È il creatore e il datore della legge, non è l’uomo che ha creato la legge, anche se questo è ciò che la maggior parte delle persone crede. No invece Dio è Colui che ha creato la legge da cui poi derivano tutte le leggi umane. Ne abbiamo già parlato prima, ma parliamone di nuovo. Dio è il creatore di tutti e ci ha creati tutti a Sua immagine e somiglianza.

    Genesi 1:27 Così DIO creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di DIO; li creò maschio e femmina.

    Sappiamo anche, o almeno spero, che dopo che l’umanità cadde nel peccato attraverso la disobbedienza e la ribellione di Adamo ed Eva, ogni singola persona da quel giorno in poi nasce in una condizione di morte spirituale. In altre parole, si nasce fisicamente vivi ma spiritualmente morti. In realtà le persone sono morti viventi e letteralmente come zombi. Poiché spiritualmente morti, la natura umana è assolutamente peccaminosa. Questo in realtà significa che sebbene manteniamo una parvenza del fatto che Dio ci ha creati a Sua immagine e somiglianza, la nostra natura è così corrotta dalla peccaminosità che non siamo né in grado di obbedire a Dio ne di fare la Sua volontà. Non possiamo e non vogliamo obbedire a Dio.

    Tuttavia, abbiamo ancora in noi residui dell’immagine e della somiglianza di Dio, ognuno ha questo in sé. Come abbiamo detto prima, come peccatori, schiavi del peccato e coloro che amano il peccato e la ribellione, a non non importa che ci siano delle vestigia della somoglianza di Dio in noi. Il peccato però non ha cancellato tutta l’immagine e la somiglianza di Dio in noi,

    Romani 1: 18-19 conferma questo. Un altra cosa che esiste in ogni persona che Dio ha depositiato è la Sua legge di Dio scritta nel cuore delle persone, l’altra cosa che Dio ha dato all’uomo per rivelare la Sua legge, quella scritta nel cuore dell’uomo è la coscienza.

    Romani 2:14-15 Infatti quando i gentili, che non hanno la legge, fanno per natura le cose della legge, essi, non avendo legge, sono legge a se stessi; 15 questi dimostrano che l’opera della legge è scritta nei loro cuori per la testimonianza che rende la loro coscienza, e perché i loro pensieri si scusano o anche si accusano a vicenda,

    Come vediamo scritto qui, Paolo menziona i Gentili, cioè quelli che non erano ed ancora oggi non sono Ebrei, quelli che non hanno ricevuto la legge scritta di Dio e non la conoscevano per la maggior parte.

    Abbiamo visto prima che la legge scritta è stata data ad Israele e non alle nazioni, in altre parole alle genti. Tuttavia, come leggiamo qui sopra, Dio ha scritto la Sua legge nei cuori di tutti gli uomini.Tutto questo per dire che, Dio ha scritto la Sua legge nei cuori dell’uomo il quale è esattamente il luogo in cui sono nate le leggi create dagli uomini, anche se a loro non è stata data la legge scritta.

    In altre parole, le leggi della maggioranza dell’umanità sono effettivamente basate sulla legge di Dio. Queste leggi finiscono per rimanere in vigore per la maggior parte e vengono applicate meglio quando la coscienza delle persone rimane malleabile.

    Tuttavia questo di solito rimane così solo quando il popolo di Dio grandemente influenza questi governi in un modo o nell’altro.

    Quando il popolo di Dio, sia nella storia di Israele registrata nell’Antico Testamento ia la storia della chiesa nei tempi del Nuovo Testamento, compreso oggi, diventa apatico, compromette con il mondo e diventa disobbediente e cessa di essere, come abbiamo menzionato prima, sale e luce, di conseguenza la coscienza degli uomini in quella società si indurisce e poi la società e il governo diventano sempre più empi e malvagi. Quando questo accade, abbiamo il risultato esatto descritto in Isaia 5 che abbiamo letto in precedenza.

    Inoltre, quando una società inizia a rigettare Dio e vive in aperta idolatria o abbandona le vie di Dio, se precedentemente conosciute, i risultati sono orrendi e questi sono elencati in Romani 1: 18-32.

    In questo brano troviamo la descrizione di una società che decide di abbandonare la verità di Dio e darsi all’idolatria e alla malvagità. Proprio per queste ragioni il passo afferma che Dio abbandona questa società e raccoglie le conseguenze del rigetto di Dio ed Egli la abbandona ad affrontare l’inevitabile graduale caduta nella propria malvagità che poi causa i gli stessi risultati e le stesse conseguenze, che alla fine sono il giusto giudizio di Dio, come cita il passo nel versetto

    18 di Romani 1.

    Una delle inevitabili conseguenze di una società che abbandona Dio è la sua immersione nell’ aperta ed accettata pratica dell’omosessualità. Questo è chiaramente spiegato nel seguente passo:

    Romani 1:24-25 Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità nelle concupiscenze dei loro cuori, sì da vituperare i loro corpi tra loro stessi. 25 Essi che hanno cambiato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura, al posto del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen. 26 Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami, poiché anche le loro donne hanno mutato la relazione naturale in quella che è contro natura. 27 Nello stesso modo gli uomini, lasciata la relazione naturale con la donna, si sono accesi nella loro libidine gli uni verso gli altri, commettendo atti indecenti uomini con uomini, ricevendo in se stessi la ricompensa dovuta al loro traviamento. 28 E siccome non ritennero opportuno conoscere Dio, Dio li ha abbandonati ad una mente perversa, da far cose sconvenienti

    Nel caso ci sia ancora un problema sul fatto che questo o meno sia il giudizio di Dio, le parole usate qui sono abbastanza chiare in questo passo, ma all’inizio di questo discorso nel versetto 17, Paolo specifica chiaramente che ciò che segue è davvero l’ira di Dio e dil Suo giudizio su persone che hanno apertamente rifiutato di conoscere Dio e le Sue vie.

    Romani 1:18 Perché l’ira di Dio si rivela dal cielo sopra ogni empietà e ingiustizia degli uomini, che soffocano la verità nell’ingiustizia,

    A proposito, anche se Paolo sta scrivendo alla chiesa romana esortando i credenti là e dappertutto ancora oggi, a sottomettersi alle autorità governative, quello che Paolo ha scritto qui in questo intero passaggio di Romani 1 in realtà denota chiaramente ciò che è accaduto poi all’ Impero Romano. L’Impero Romano in cui vivevano questi credenti era la loro autorità governativa e Paolo dice alla chiesa di sottomettersi a questa, quando le autorità governative non violavano la legge di Dio, tuttavia vediamo che Dio finì per mettere Roma sotto il Suo giudizio e la Sua ira e questo impero finì proprio come Paolo descrive in Romani 1: 17-32.

    Roma ha avuto l’opportunità di credere in Dio ed in Cristo ma in realtà, anche dopo la cosiddetta conversione al cristianesimo da parte di Costantino, Roma non si è mai veramente piegata davanti alla Signoria di Cristo, ma è diventata in natura Anticristo ed ha continuato ad esserlo attraverso la religione cattolica ed il papato. (da questo la chiesa Romana).

    Roma infatti è crollata dall’interno e questo è stato per giudizio di Dio, giudizio su un impero malvagio che lo ha rigettato. Tutti i segni scritti da Paolo erano allora presenti e presenti in ogni società e civiltà che finisce per rigettare Dio e Gesù Cristo.

    Come abbiamo detto, uno dei maggiori segni del giudizio di Dio è la preminenza e la prevalenza dell’omosessualità come pratica normale di quelle società. In aggiunta a questo, nei versi finali del passo di Romani 1, vediamo chiaramente che una società che viene abbandonata da Dio nel Suo giudizio diventa quasi completamente malvagia come ci dice Paolo in seguito:

    Romani 1:28-32 E siccome non ritennero opportuno conoscere Dio, Dio li ha abbandonati ad una mente perversa, da far cose sconvenienti, 29 essendo ripieni d’ogni ingiustizia, fornicazione, malvagità, cupidigia, malizia; pieni d’invidia, omicidio, contesa, frode, malignità, 30 ingannatori, maldicenti, nemici di Dio, ingiuriosi, superbi, vanagloriosi, ideatori di cose malvagie, disubbidienti ai genitori, 31 senza intendimento, senza affidamento, senza affetto naturale, implacabili, spietati. 32 Or essi, pur avendo riconosciuto il decreto di Dio secondo cui quelli che fanno tali cose sono degni di morte, non solo le fanno, ma approvano anche coloro che le commettono.

    La società e la cultura che si trovano in questa condizione sono definite in modo definitivo dai comportamenti qui sopra descritti.

    Lasciatemelo dire in modo esplicito e chiaro. Per esempio nel panorama politico Americano scopriamo chiaramente, con un onesto esame dei tratti caratteriali delle persone che rappresentano i nostri due principali partiti, che la maggior parte dei cristiani si trova prevalentemente nell’ala conservatrice dello spettro politico e la maggior parte dei non credenti e gli odiatori di Dio si trovano nello spettro politico democratico.

    Detto ciò, Dio in realtà non si schiera in particolare con un’ideologia politica, tuttavia, ciò che troviamo interessante è che l’ideologia conservatrice riflette in modo più simile le vie di Dio ed è più in linea con la parola di Dio. Ciò che troviamo inquietantemente è che ciò che è nota come l’ideologia di sinistra è in realtà quasi sempre perfettamente in linea con tutti quelli che approvano e praticano gli schemi comportamentali della malvagità e dell’empietà di cui ha scritto qui sopra Paolo.

    Ovviamente ci sono delle eccezioni, per esempio, non tutti quelli dell’ideologia conservatrice cioè Repubblicana, sono credenti, infatti ci sono molti non credenti e persone che si comportano in modo malvagio anche nell’ideologia Repubblicana.

    Inoltre, non tutti i sostenitori di sinistra sono miscredenti, anzi direi che ci sono infatti troppi cristiani professanti che sostengono le ideologie di sinistra, le cui ideologie in realtà sono tutte senza Dio e sono malvagie. Non ci sono ideologie di sinistra, nessuna ideologia della sinistra che in realtà è d’accordo o coincide con la parola di Dio e la legge di Dio.

    Nell’esaminare da vicino le due filosofie politiche o partiti, possiamo quindi concludere che non tutti i Repubblicani sono cristiani, ma la maggior parte dei cristiani sono Repubblicani nei loro ideali, mentre, sebbene alcuni cristiani o diciamo cristiani professanti sono liberali democratici, comunque la maggior parte che odia Dio, veri i malvagi nelle loro ideologie sono quelli di sinistra.

    Perché ci si potrebbe chiedere? Perché, tristemente, le due ideologie sono antitetiche l’una all’altra. La maggior parte dei liberali di sinistra ama l’empietà e la malvagità e se e quando un cristiano segue i programmi di sinistra, questi sono, nel migliore dei casi ingannati o nel peggiore dei casi, non sono nemmeno nati di nuovo. Sicuramente possono essere religiosi ma purtroppo non sono salvati.

    Vediamo quindi che quelli che rimangono nella sinistra in realtà si comportano principalmente e supportano il comportamento che ha Paolo menzionato. Questi sono pieni di ogni sorta di malvagità e la loro ideologia politica accetta e promuove comportamenti malvagi ed empi.

    Vedete, anche se i conservatori non sono tutti salvati e tutti i credenti, comunque tutti credono in un’ideologia che crede nella legge, la libertà e il rispetto del prossimo e la responsabilità civile, tutto ciò che la sinistra disprezza.

    Quelli sulla destra anche se non credono in Dio credono nella Costituzione che a sua volta essi onorano e rispettano ancora. Questo è il documento che dà il diritto di credere a ciò che si vuole credere, la sinistra disprezza la Costituzione o al massimo, la supportano solo quando possono manipolarla a loro vantaggio solamente, la interpretano male e la usano al loro fine solo per ottenere il potere e mantenere i loro avversari ideologici sotto il loro dominio e regno.

    La Costituzione per loroè semplicemente un documento che possono cambiare e manipolare quando vogliono per mantenere inalterati i propri diritti ma anche usarla per privarli e portarli via da chiunque non sia d’accordo con loro.

    Non prendere questa cosa come dogmatica adesso, ma è come dire che è un’ironia per coincidenza che anche Gesù ha menzionato la sua destra e sinistra per significare e per descrivere le persone malvagie che non appartenevano a lui così come descrive la gente come le Sue pecore alla Sua destra, questi sono coloro che appartengono a Lui ed a cui appartiene il regno e quelli a sinistra i capri, i malvagi che non appartengono a Lui ed a cui il regno non appartiene.

    Matteo 25: 32-34 E tutte le genti saranno radunate davanti a lui; ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri. 33 E metterà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. 34 Allora il Re dirà a coloro che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio; ricevete in eredità il regno che vi è stato preparato sin dalla fondazione del mondo.

    Matteo 25:41 Allora egli dirà ancora a coloro che saranno a sinistra: “Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno che è stato preparato per il diavolo e per i suoi angeli.

    Per lo meno è altamente ironico che le persone prevalentemente malvagie siano identificate con il lato sinistro del Signore mentre le persone prevalentemente giustificate si identificano con il lato destro delle Signore.

    Ad ogni modo, perché abbiamo detto tutto questo? L’abbiamo detto perché è importante capire e vedere che una società ed una cultura in cui la chiesa cessa di essere sale e luce ed evita di permeare qualsiasi parte della società, in particolare il governo, diventa una società con un governo che infine diventa contro Dio e malvagio, diventa un governo ed una società che odierà Dio, odierà la chiesa, calpesterà la chiesa sotto i suoi piedi, si opporrà a tutto ciò che è giusto e cercherà di mettere la chiesa a tacere al meglio, ma alla fine cercherà di distruggerla.

    Senza credenti coinvolti come sale e luce nel governo, senza dubbio la società ed il governo diventeranno senza Dio e malvagi e, come abbiamo visto, la malvagità ideologica della sinistra si radicherà e si manterrà e alla fine diventerà l’ideologia della maggioranza. La cosa triste è che questo sta accadendo nelle nostre nazioni anche mentre scrivo questo. Paolo dice questo nell’ultimo versetto del passo di Romani 1:

    32 Or essi, pur avendo riconosciuto il decreto di Dio secondo cui quelli che fanno tali cose sono degni di morte, non solo le fanno, ma approvano anche coloro che le commettono.

    Queste persone conoscono il giudizio di Dio, tuttavia non solo non temono Dio e il Suo giudizio, ma amano ancora praticare la malvagità e approvano di tutti quelli che fanno le stesse cose.

    La Scrittura delinea questo concetto di cui stiamo parlando:

    Proverbi 28:4 Quelli che abbandonano la legge lodano gli empi; ma quelli che osservano la legge fanno loro guerra.

    Proverbi 29: 27 L’uomo iniquo è un abominio per i giusti, e chi cammina rettamente è un abominio per gli empi.

    Da queste affermazioni ci rendiamo conto anche di chi è chi nel panorama politico che ci circonda.

    Vediamo quindi che le autorità governative hanno una grande responsabilità davanti a Dio per svolgere un determinato lavoro. Il più grande requisito che Dio si aspetta dalle autorità governanti è quello di far rispettare le leggi e punire coloro che trasgrediscono le leggi.

    L’altra responsabilità principale è quella di proteggere i suoi cittadini dai criminali e da invasori esterni che potrebbero voler attaccare e anche invadere le persone di quella particolare nazione.

    Fondamentalmente l’esercito militare dovrebbe essere principalmente per la difesa della nazione e dei suoi confini. In realtà questo sarebbe tutto ciò che il governo dovrebbe fare.

    Purtroppo abbiamo visto fino a che punto, anche i nostri governi si sono allontanati dai loro doveri davanti a Dio. Le autorità governative in realtà non sono chiamate, almeno in maniera biblica, a fornire nient’altro che la legislazione, l’applicazione della legge, la punizione dei criminali e la protezione delle proprie frontiere.

    La provvidenza sociale anche se non in se priobita da Dio ma comunque non era e non è mai stata intesa come una responsabilità del governo. In realtà, la triste realtà è che aiuto per i poveri sarebbe dovuta essere ed in realtà è una delle responsabilità della chiesa o meglio dei credenti.

    Vediamo chiaramente che persino nell’Antico Testamento, Dio ha dato istruzioni al Suo popolo riguardo alla Sua legge ma anche come desiderava che il Suo popolo si comportasse. Dio non ha comandato all’istituzione governante del Suo popolo di provvedere per i poveri, ma ha posto la responsabilità sugli individui di quella società ed in parte sulla parte aziendale della società Israelita.

    Esodo 23:10-11 Per sei anni seminerai la tua terra e ne raccoglierai i frutti; 11 ma il settimo anno la lascerai riposare e rimarrà incolta, affinché ne godano i poveri del tuo popolo; e le bestie della campagna mangeranno quel che essi lasceranno. Lo stesso farai della tua vigna e dei tuoi ulivi.

    Levitico 23:22 Quando mieterete la messe della vostra terra, non mieterai fino ai margini il tuo campo e non raccoglierai le spighe lasciate indietro del tuo raccolto; le lascerai per il povero e per il forestiero. Io sono l’Eterno, il vostro DIO».

    Come vediamo chiaramente il comandamento di provvedere per i poveri non è dato al governo piuttosto agli individui della società e alla cosiddetta parte agricola o corporativa della società.

    Ora qualcuno direbbe che, dal momento che il governo è il popolo, anche se il governo si prende cura dei poveri questoalla fine è un modo organizzato per aiutare le persone a sostenerle aiutandole con i loro soldi raccolti da tasse.

    E’ un discorso valido ma la parola di Dio non ha mai detto ad alcuna autorità governativa di riscuotere le tasse per ridistribuirle in un programma di provvidenza sociale.

    Il benessere di Dio nell’economia consiste in una società che provvede lavoro alla gente e paga salari dignitosi per il lavoro svolto ed aiuta i poveri fornendo loro cibo da mangiare, non è fornire tutti i tipi di servizi come spesso fa il governo nei nostri paesi ed in altri.

    L’intenzione di Dio non è e non era di permettere a tutti di diventare ugualmente poveri, ma purtroppo nel modo in cui oggi la maggior parte dei governi opera è esattamente ciò che sta accadendo.

    Forzando le persone di una società ad essere tassati per dare alle persone più povere, in effetti crea il problema che le persone diventano pigre e vogliono rimanere dipendenti sul governo e alla fine, non dipendono più sulla fedeltà di Dio e neppure dalla misericordia e dalla cura del popolo di Dio. In aggiunta così facendo non cercano lavoro per poter sollevarsi fuori dalla povertà.

    Eppure vediamo come i credenti abbiano scelto di abdicare alla propria responsabilità davanti a Dio, cioè di essere i dispensatori delle provvisioni per i poveri e gli indigenti ed ionvece la hanno posata comodamente sul governo. Quindi è poi inutile lamentarsi dell’uso improprio e dello spreco del denaro raccoloto delle tasse e lamentarsi di tasse troppo elevate.

    Ciò che una società sana deve fare è fornire capacità lavorative decenti per tutti, affinché alla fine le persone possano provvedere da sole per i loro bisogni.

    Sfortunatamente in quasi tutti i casi il fatto che il governo distribuisca troppa provvidenza sociale e troppo facilmente crea una società che diventa dipendente dalle disposizioni del governo, ma crea anche una società che non vuole mai diventare indipendente dal governo che promuove la pigrizia, ma anche cause le persone a far si che il governo deiventi il provveditore di tutti i loro fabbisogni e questo in effetti distrugge la fiducia in Dio ed inoltre fa si che il governo in un certo senso venga messo al posto di Dio nella vita delle persone.

    Molto bene, ora che siamo usciti fuori ed andati su quella pista, torniamo adesso alle responsabilità date da Dio ai poteri governativi e di nuovo guardiamo a ciò che dice Paolo:

    Romani 13: 4 perché il magistrato è ministro di Dio per te nel bene; ma se tu fai il male, temi, perché egli non porta la spada invano; poiché egli è ministro di Dio, un vendicatore con ira contro colui che fa il male.

    Vale la pena ripetere ancora, che la principale responsabilità del governo è punire il male ed anche premiare i cittadini onesti, ma abbiamo anche visto che più un governo diventa corrotto e malvagio tanto più un governo si schiererà con il male e con la corruzione e finirà per punire quelli che in realtà cercano di fare del bene.

    Ne abbiamo un buon esempio nei nostri governi che hanno legalizzato l’aborto a livello nazionale. Sappiamo che questo è un abominio malvagio agli occhi di Dio, ma ora il governo lo rafforza e lo passa e difende effettivamente come una cosiddetta legge, ma non è una legge, è in realtà una cosa malvagia agli occhi di Dio.

    In questo il nostro governo praticamente ricompensa e difende i malvagi che uccidono i bambini non ancora nati ed anche sovvenziona gli aborti, mentre allo stesso tempo considera chiunque si opponga all’aborto come un trasgressore della legge.

    Molti cristiani ed altre persone che sono anti-aborto sono stati trattati come criminali e come malvagi perché sfidano una cattiva azione che il governo purtroppo passa come lecita e legale. La stessa cosa sta succedendo con chiunque si opponga alla spinta pro-omosessuale che il governo sta ora sostenendo in grande misura.

    Ora ci sono stati molti tentativi di passare le cosiddette leggi pronunciate sull’odio semplicemente per chi parla in maniera negativa dell’omosessualità e per punire chi parla contro l’omosessualità, queste vengono contunuamente presentate nelle legislature statali e federali. In Canada ed in altri paesi tali leggi sono già state messe in atto.

    Inoltre, per quanto riguarda questo argomento, il governo costringe le imprese, ad esempio come pasticcerie a fare torte per matrimoni omosessuali o altre tali occasioni. Lo fanno trattando i pasticceri in questione come criminali.

    Eppure la Costituzione American per esempio afferma chiaramente nel Primo Emendamento che non si può approvare alcuna legge che interferisca o che costringa la chiesa ed i cristiani a fare cose che violano la loro fede e le loro convinzioni.

    Questo è un caso in cui il governo sta sfidando le proprie leggi premiando i malvagi e trattando gli innocenti come criminali. A proposito, c’è stato persino un caso in cui un impiegata municipale cristiana è stata arrestata per non aver voluto rilasciare una licenza di matrimonio omosessuale.

    Entrambi i casi sono stati annullati dalla Corte Suprema, tuttavia molti governi statali tentano ancora di continuare a perseguire e perseguitare i cristiani solo per voler sostenere le loro convinzioni.

    Oltre a tutto ciò, se non fosse già abbastanza grave, per decenni c’è stata una grande spinta a rendere illegale qualsiasi parvenza di cristianesimo in ogni isituzione della società, ma soprattutto a renderla fuori legge nelle strutture governative ed in ogni altro posto che sia connesso con qualsiasi cosa governativa, persino nelle scuole.

    Questo è stato in vigore, come ho detto, per decenni. Il governo, in realtà, sotto la legge della stessa Costituzione, non ha alcun diritto di vietare o di rendere fuorilegge qualsiasi tipo di dimostrazione di fede cristiana o di ogni fede. Eppure lo fanno ma lo fanno con un’enfasi speciale contro il cristianesimo in particolare, più che contro altre fedi. Di fatto, non si comporterebbero mai, quasi mai, in questo modo, ad esempio contro la religione Islamica. In realtà, sembrano sempre accogliere e rispettare la religione Islamica ma non il Cristianesimo.

    Oltre a tutto questo, il governo nelle sue forze dell’ordine e nel dipartimento della giustizia e del ramo giudiziario spesso patteggia con i criminali e diminuisce le pene ma così facendo minimizzano e corrompono la giustizia.

    Anche l’abolizione della pena di morte è una pessima decisione da parte di qualsiasi governo perché la pena di morte è l’unica giusta giustizia con cui punire gli assassini. Abbiamo già visto che la Bibbia ci dice in molte parti di essa, che questa è la perfetta volontà di Dio e chiunque vi si oppone, Cristiano o no, non capisce Dio e la Sua volontà in quella cosa.

    In realtà, il fatto che in realtà la Bibbia confermi questa cosa si trova anche nel passo che stiamo studiando, Paolo dice che il governo porta la spada e lo fa per una ragione.

    In realtà, questo è esattamente il motivo per cui un malvagio temerà le autorità governative, perché portano la spada e la usano per punire gli assassini.

    Liberarsi della pena di morte è come se si disarmasse il governo, fondamentalmente disarmando le forze dell’ordine e permettendo ai criminali di sfidare la giustizia mentre essi in effetti restano armati ma il governo viene disarmato dalla loro spada, cioè la cosa che verrebbe temuta di più.

    Pensateci per un momento, se si toglie la spada dal governo, cosa temerebbero gli assassini? Vita in carcere e spesso con condanne ridotte e infine rilascio per buona condotta? Questo non è affatto un deterrente.

    In un’altra nota, quanto costa ai cittadini in tasse ospitare un assassino in una prigione a vita? Anche da un aspetto finanziario non ha alcun senso. Tuttavia, questo non è affatto un problema finanziario, è un problema di giustizia o meglio id ingiustizia.

    La pena di morte per gli assassini in realtà è la volontà di Dio, questo è evidente dalla Scrittura. Dio è lo stesso ieri, oggi e per sempre, Dio non cambia affatto, il che significa che anche nel Nuovo Testamento Dio non ha mai abolito la pena di morte nella Sua volontà. Non riesco a capire dove i cristiani in realtà pensano di trovare nella Scrittura che la volontà di Dio sia che gli assassini siano risparmiati le loro vite.

    Anche Gesù disse ai Suoi discepoli questo:

    Luca 22:36 Disse loro dunque: «Ma ora chi ha una borsa la prenda con sé, e così pure una sacca; e chi non ha la spada venda la sua veste e ne compri una.

    Pensiamoci a questo per un momento, perché Gesù dice loro di vendere la loro veste e comprarne una? Perché Gesù avrebbe detto ai Suoi discepoli di comprare spade se Dio non avesse approvato la proprietà delle armi e anche doverle usarle in certi casi. Specificamente in questo caso è evidente che Gesù stia parlando di autodifesa e protezione. Questo significa che è più che evidente che Dio effettivamente approva l’uso della forza letale nei casi in cui le persone, anche i credenti, hanno bisogno di difendersi.

    Ovviamente Dio non è anti-armi o anti-autodifesa e quindi non è anti-pena di morte. Pensaci, se a Dio non importa che la gente usi la forza letale per difendere se stessi e gli altri perché Dio sarebbe contrario alla pena di morte? Ovviamente Dio non lo è e vediamo questa coa confermata ampiamente nella Scrittura.

    Dio è misericordioso, è misericordioso con chi sarà misericordioso, Romani 9:15, eppure nella Sua parola afferma chiaramente che per l’omicidio non c’è altra pena minore se non che la vita dell’assassino.

    Questo fatto è evidente da molti passi che troviamo nella Scrittura, diamo un’occhiata ad alcuni:

    Genesi 9: 5-6 Io chiederò certamente conto del sangue delle vostre vite; ne chiederò conto ad ogni animale e all’uomo. Chiederò conto della vita dell’uomo alla mano di ogni fratello dell’uomo. 6 Chiunque spargerà il sangue di un uomo, il suo sangue sarà sparso per mezzo di un uomo, perché DIO ha fatto l’uomo a sua immagine.

    Abbiamo già parlato in precedenza di questo passo, ma è un passo molto importante. Questo passo infatti è in effetti la base della pena capitale.

    Vediamo chiaramente che questa dichiarazione è stata data da Dio prima ancora che abbia dato la Sua legge al Suo popolo. Infatti, poiché questa dichiarazione precede la legge, è essenziale nella corretta comprensione del fatto che questa è una dichiarazione universale di Dio.

    In sostanza, Israele era ancora nei lombi dei figli di Noè, Israele non era ancora stato creato, tuttavia Dio dichiara questo fatto Noè stabilendolo come fatto universale. Questo fu dato come un editto divino per tutte le persone, sempre ed ovunque. Ricordiamo che questo è dichiarato a Noè ed ai suoi figli da dove in seguito derivarono tutte le nazioni del mondo: Genesi 10: 1-32, quindi è una direttiva divina per tutta l’umanità non solo per Israele.

    Nella legge, che Dio ha dato al Suo popolo, ha dato informazioni più dettagliate di come desiderava che fosse esercitata la pena capitale. Ciò che vediamo quindi è che Dio dà ulteriori rivelazioni della Sua perfetta volontà al Suo popolo.

    Nella legge, Dio specifica tuttavia, che vuole l’omicidio punito dalla morte dell’assassino e niente di meno. Dio è molto specifico su come e quando la pena di morte deve essere applicata.

    Esodo 21:12 Chi percuote un uomo che, a motivo di questo, muore, sarà messo a morte.

    Levitico 24:17 Chi toglie la vita ad alcun uomo, sarà messo a morte.

    Numeri 35:20-21 Se uno dà a un altro una spinta per odio o gli lancia contro qualcosa intenzionalmente, e quello muore, 21 o lo colpisce per inimicizia con la propria mano, e quello muore, chi ha colpito sarà messo a morte; è un omicida; il vendicatore del sangue ucciderà l’omicida quando lo incontrerà.

    In questo capitolo di Numeri da cui deriva il passaggio qui sopra, troviamo una chiara distinzione che Dio fa tra omicidio premeditato di primo grado e omicidio accidentale.

    Questo, infatti, era il motivo per cui Dio disse al Suo popolo di assegnare città di rifugio. Queste erano città in cui le persone che uccidevano un’altra persona senza malizia, intenzione e accidentalmente potevano andare a vivere e risparmiarsi la pena di morte.

    In realtà, queste città erano molto simili agli arresti di oggi ma non la stessa cosa in quanto la persona aveva una certa libertà di vivere e persino prosperare in quella città. La persona in questione non era tuttavia in arresto come in una prigione o una cella, nemmeno agli arresti domiciliari, tuttavia la persona doveva, in ogni modo, rimanere in quella città se voleva evitare di essere giustiziata.

    A quei tempi i vendicatori di sangue erano l’equivalente di quelli che oggi conosciamo come cacciatori di taglie e avrebbero giustiziato gli assassini se e quando li trovassero fuori dalle città di rifugio. Dio nella Sua misericordia infatti ha dato una via d’uscita a coloro che avrebbero ucciso, ma non con odio e intento, eppure dovevano rimanere nelle città di rifugio fino alla morte del Sommo Sacerdote e questo poteva effettivamente essere per un tempo molto lungo.

    Forse la maggior parte della gente finiva per morire in quellaa città dove hanno trovato rifugio, ma avevano completa libertà di vita in queste città. Quindi equiparare questo ad una condanna di ergastolo o di lunga sentenza in una prigione è un’esagerazione e non è affatto la stessa cosa. Comunque, per quanto riguardava un omicidio se non commesso per odio e non premeditato questa era l’unica cosa che si potrebbe paragonare ad una asentenza di prigione ma la differenza però è che per omicidio premeditato e commesso per odio e malizia non esisteva alcuna pena o prigione ma solo l’esecuzione del colpevole.

    Numeri 35:22-28 Se però in un momento gli dà una spinta senza inimicizia, o gli lancia contro qualcosa ma non intenzionalmente, 23 o se, senza vederlo, gli fa cadere addosso una pietra che può causare la morte, e quello muore, senza che l’altro gli fosse nemico o cercasse il suo male, 24 allora l’assemblea giudicherà fra colui che ha colpito e il vendicatore del sangue in base a queste norme. 25 L’assemblea libererà l’omicida dalle mani del vendicatore del sangue e lo farà tornare alla città di rifugio dove era fuggito, e là egli abiterà fino alla morte del sommo sacerdote che fu unto con l’olio santo. 26 Ma se l’omicida in qualsiasi momento esce dai confini della città di rifugio dove era fuggito, 27 e il vendicatore del sangue trova l’omicida fuori dei confini della sua città di rifugio e lo uccide, il vendicatore del sangue non sarà colpevole del sangue versato, 28 poiché l’omicida sarebbe dovuto rimanere nella sua città di rifugio fino alla morte del sommo sacerdote; dopo la morte del sommo sacerdote l’omicida può invece tornare nella terra di sua proprietà.

    Chiaramente questo processo era giusto ed equo. La persona sarebbe stata processata e, se non fosse stata trovata colpevole di omicidio colposo, sarebbe stata relegata a vivere in una città di rifugio. I cosiddetti vendicatori del sangue sarebbero l’equivalente anche a ciò che Paolo chiama il magistrato che impugna la spada, in questo passo di Romani 13.

    Spero che comprendiamo chiaramente che è la volontà di Dio punire chi fa il male e che è sicuramente la Sua volontà che gli assassini siano giustiziati.

    Ci sono molti altri passi che definiscono e descrivono la volontà di Dio nei confronti degli assassini:

    Deuteronomio 19:11-13 Ma se un uomo odia il suo prossimo, gli tende un agguato, lo aggredisce e lo ferisce a morte, e poi si rifugia in una di quelle città, 12 gli anziani della sua città lo manderanno a prendere di là e lo consegneranno in mano al vendicatore del sangue affinché sia messo a morte. 13 Il tuo occhio non avrà pietà di lui, ma rimuoverai da Israele la colpa di aver sparso sangue innocente, e così prospererai.

    Come vediamo Dio non vuole che si abbia pietà per coloro che sono assassini, se non sono eletti per la salvezza sarà evidente che Dio non permetterà loro alla fine di essere perdonati e le conseguenze dello spargimento di sangue che hanno causato saranno con loro e su di loro per tutta la loro vita.

    In effetti un assassino può sfuggire alla giustizia terrena, ma non sfuggirà mai al giudizio di Dio e questi saranno fuggiaschi per tutta la vita ma saranno giudicati eternamente per i loro crimini e i loro peccati.

    Proverbi 28:17 L’uomo su cui pesa un omicidio fuggirà fino alla tomba; nessuno lo aiuti!

    Spero che si comprenda cosa sta dicendo questo passo, chiunque è colpevole di aver versato sangue innocente sarà un fuggitivo per tutta la sua vita. Fuggitivo dalle autorità e da Dio, tuttavia Dio non vuole che questi ricevano alcuna assistenza, aiuto o simpatia.

    Questa è un’altra ragione molto importante per cui Dio non vuole che la vita di un assassino sia risparmiata, a meno che non sia Sua prerogativa. Nella maggior parte dei casi però Dio vuole che un assassino paghi con la sua vita.

    Pensiamo a questo per un momento. Anche se Dio volesse salvare un assassino, sarà Sua prerogativa estendere una tregua per le conseguenze dell’omicidio commesso. In altre parole, se un assassino viene catturato, secondo Dio dovrebbero essere giustiziati, ma nella Sua misericordia Dio può decidere attraverso la chiesa ed il Vangelo di raggiungere quella persona e salvarli prima che venagno giustiziati.

    Se credono in Gesù e si pentono, ricevono la misericordia e il perdono di Dio, giusto? Lasciatemi chiedere adesso, Dio è obbligato a mantenere in questa vita quella persona solo perché li ha perdonati? La risposta è no! Dio salva la sua anima ma potrebbe benissimo essere che quella persona debba ancora pagare con la sua vita per il crimine commesso. Dovrebbe sempre essere data l’opportunità di credere e pentirsi, anche agli assassini, ma Dio dice che questi devono pagare con la vita per la vita che hanno preso.

    Dio concede la Sua salvezza ma ricordiamoci che la Sua salvezza è prima di tutto dell’anima e in nessun modo Dio è obbligato a salvare la vita fisica della persona. Persino un assassino perdonato da Dio riceverà un nuovo corpo nella risurrezione. La misericordia di Dio non include sempre il rispetto di una vita fisica, ma include sempre l’anima e lo spirito di una persona. Ricordate l’uomo sulla croce quando Gesù fu crocifisso?

    Ha chiesto perdono a Dio e l’ha ricevuto, ma la sua vita non è stata risparmiata. Fu comunque giustiziato, eppure ha ricevuto la misericordia di Dio.

    Così come vediamo questa intera idea umanistica, che ha preso il sopravvento anche nella chiesa, questa idea che non sia affatto la volontà di Dio e che in realtà non sia misericordioso giustiziare gli assassini. La chiesa adotta spesso delle ideologie e filosofie umanistiche mentre ignora completamente la parola di Dio.

    Permettetemi di chiarire qualcosa, la chiesa è e dovrebbe essere un veicolo per portare la misericordia di Dio ai peccatori. Quindi l’opera della chiesa in questo mondo è di avere pietà dei peccatori compresi gli assassini. Questo è il motivo per cui credo che i ministeri penitenziari siano un ministero essenziale e le prigioni sono davvero un campo missionario in cui la chiesa deve portare il Vangelo della salvezza.

    È il compito della chiesa predicare la misericordia e il perdono di Dio attraverso il Vangelo, ma è compito del governo far rispettare ed eseguire leggi e sentenze, inclusa la pena di morte che abbiamo visto è la volontà di Dio nel caso di omicidio.

    Il lavoro del governo non è di avere pietà piuttosto di far rispettare ed eseguire le leggi. La legge non conosce pietà, la legge dovrebbe essere giusta ma la legge non è misericordiosa. La misericordia è l’opera della chiesa, Dio ha pietà con il Vangelo attraverso la chiesa, non il governo.

    Non è e non dovrebbe essere il compito del governo di abbattere e compromettere il potere della legge per poter essere più misericordioso. Un re, un presidente o un governatore possono esercitare misericordia commutando sentenze e perdonando le persone se e quando desiderano o ci sono buone ragioni per farlo. Tuttavia, non è altrimenti la responsabilità del governo di mostrare misericordia agli assassini e Dio ha reso questo più che chiaro nella sua parola.

    Invece molti, molti cristiani credono erroneamente che Dio desideri che la pena di morte sia abolita. In altre parole, contestano la parola di Dio che mostra chiaramente che invece essa è la volontà di Dio.

    Ciò accade principalmente a causa dell’ignoranza Biblica e della testardaggine umana.

    Molti cristiani rifiutano di credere che Dio desideri che un assassino sia giustiziato e credono invece che Dio voglia avere pietà di tutti e che il governo quindi debba dare la possibilità alle persone di credere e pentirsi e che per questo le persone devono avere la loro vita risparmiata e per dar loro tutta la loro vita per farlo.

    Inoltre questi credenti credono che Dio sia il donatore della vita e l’unico che ha l’ultima parola su chi vive e muore che per questo l’uomo non può mai prendere una vita. Affermano che dal momento che Dio è al 100% un sostenitore non apologetico della vita come creatore e donatore di vita, non si può essere a favore della pena di morte. Anche se tutto questo sulla superficie può sembrare vero, in realtà non è affatto vero meglio si può dire che è solo vero in parte.

    La parte che è vera è che Dio è sicuramente pro-vita ed in effetti Lui è l’unico che ha il diritto di dare e riprendere una vita, è anche vero che Dio è giusto e che Dio ama la giustizia e che come ha scelto la chiesa come strumento della Sua misericordia, ha anche scelto il magistrato, le autorità governative, per essere gli strumenti della Sua giustizia e per il giudizio dei malfattori.

    Questo è esattamente ciò che Paolo sta spiegando qui in Romani 13: 4. Il magistrato per quella ragione non porta la spada invano. Porta la spada per la giustizia ed il giudizio sui malfattori, in particolare gli assassini.

    L’esecuzione di un assassino non equivale allo spargere sangue innocente, in altre parole uccidere una persona che non merita la morte, almeno dal punto di vista di Dio. Dio odia lo spargimento di sangue innocente e chiede che questo venga vendicato. Dio lo ha affermato chiaramente in molti posti nella Sua parola ed abbiamo visto questo scritto in Genesi 9:5-6.

    Ce ne sono altri che chiaramente ci spiegano che Dio richiede che giustizia sia eseguita nel caso in cui venga versato sangue innocente.

    La prima volta che ci viene spiegato questo fatto è stato dopo il primo omicidio della storia umana. Caino odiava suo fratello Abele e lo uccise. Questo è ciò che Dio disse a Caino:

    Genesi 4:8-11 E Caino parlò con suo fratello Abele; quando furono nei campi, Caino si levò contro suo fratello Abele e lo uccise. 9 Allora l’Eterno disse a Caino: «Dov’è tuo fratello Abele?». Egli rispose: «Non lo so; sono io forse il custode di mio fratello?». 10 L’Eterno disse: «Che hai tu fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dalla terra. 11 E ora tu sei più maledetto della terra che ha aperto la sua bocca per ricevere il sangue di tuo fratello dalla tua mano.

    Altri passi vengono dopo, quando Dio parla al Suo popolo e dà loro la Sua legge.

    Deuteronomio 21:9 Così tu toglierai di mezzo a te la colpa del sangue innocente, facendo ciò che è giusto agli occhi dell’Eterno.

    2 Re 24:4 e anche a motivo del sangue innocente da lui versato, perché egli aveva riempito Gerusalemme di sangue innocente. Per questo l’Eterno non volle perdonare.

    Quest’ultimo passo è molto inquietante e dovrebbe essere molto preoccupante e dovrebbe aiutarci a capire come Dio vede lo spargimento di sangue innocente.

    In questo caso particolare, l’episodio è particolarmente simile alla situazione che esiste in molti paesi, incluso il nostro. In questo caso, come accadeva spesso in tutta la storia di Israele e Giuda, i bambini venivano sacrificati vivi ai falsi dei.

    Questo da vicino, se non perfettamente, rispecchia la pratica moderna dell’aborto. Chi è più innocente di un bambino? Chi è ancora più innocente dei bambini ancora da nascere? Nessuno!

    Manasse il re di Giuda era responsabile di tanti sacrifici infantili che la Scrittura dice, versò così tanto sangue innocente che riempì Gerusalemme di sangue innocente e la cosa molto spaventosa è che dice che Dio non fu disposto a perdonare quello che ha fatto.

    Questo richiamò su Giuda il severo giudizio di Dio, che infine non la fecero franca. Quindi pensiamoci per un momento adesso:

    Negli Stati Uniti dal 1973, da quando l’aborto fu legalizzato, circa sessanta milioni di bambini sono stati uccisi dall’aborto. Quindi, come possiamo equiparare tutto questo a quanto descritto nel passo qui sopra?

    Così, il governo, in molti modi con l’approvazione della chiesa, ha legalizzato l’omicidio. Non solo omicidio, ma l’omicidio degli esseri umani più innocenti e deboli in esistenza.

    Oltre a questo, come se questo non bastasse, molti paesi come molti stati dell’unione Statunitense hanno abolitoanche la pena di morte per ogni omicidio.

    Tristemente anche negli stati in cui è ancora praticata la pena di morte, nella maggior parte dei casi, infine non la eseguono e le persone languiscono in prigione per anni e spesso non vengono mai giustiziate.

    Guardate cosa dice la parola di Dio riguardo alla giustizia ritardata:

    Ecclesiaste 8:11 Poiché la sentenza contro una cattiva azione non è prontamente eseguita, il cuore dei figli degli uomini è pieno di voglia di fare il male.

    Otteniamo da questo una buona idea che in effetti questa è una parte molto importante del perché oggi giorno il cuore degli uomini è completamente impostato in loro per fare il male.

    Questo è anche un altro grande motivo per cui le persone perdono il timore di Dio. Nel caso in cui qualcuno non comprendesse ancora correttamente, la pena di morte è un enorme deterrente e l’abolizione e persino il ritardo e alla fine non eseguire la pena di morte in realtà crea più male nella società e non meno.

    Ciò che vediamo quindi, da un punto di vista sociale, è che non eseguire la pena di morte e non applicare la legge ed eseguirla giustamente è la cosa meno misericordiosa che un governo possa fare.

    Non è misericordioso perché? Perché indubbiamente questo porterà il giudizio di Dio sull’intera società. Quindi, in realtà, se ci fosse un vero modo in cui il governo possa praticare la misericordia, è non quello di non aver pietà dei colpevoli e di eseguire e far rispettare la legge in modo giusto, senza indebolirla in alcun modo.

    Quello che vediamo oggi, invece, è il totale disprezzo del tipo di giustizia di Dio in questo paese e in molti altri. Quello che stiamo vedendo è che l’omicidio viene depenalizzato e permesso di essere praticato sugli esseri umani più deboli della nostra società e il non portare la piena misura della giustizia sui colpevoli. In realtà il nostro governo è diventato il più grande sostenitore di omicidio infantile, ma secondo la parola di Dio anche dell’omicidio in generale.

    Secondo la parola di Dio e la Sua volontà non c’è giustizia in questa terra e qualsiasi misura di giustizia che esiste è fortemente corrotta e questo per Dio non è affatto giustizia. Ricordiamoci il vecchio detto:

    “Giustizia ritardata è giustizia negata”

    Tuttavia, possiamo dire che le leggi che non sono applicate al massimo non sono nemmeno giustizia! Almeno non dal punto di vista di Dio.

    Cosa dovrebbe fare Dio a questa nazione a causa di tutto questo? Che cosa farà? Se non cessiamo con tutta questa corruzione ed ingiustizia e se non torniamo ad eseguire la vera giustizia secondo Dio, Dio non avrà scelta, Egli dovrà giudicare severamente e fidatevi di Lui, lo farà!

    Quindi, come vediamo, le autorità governative, come le chiama Paolo, i magistrati, portano la spada e non per mostrarla o semplicemente per minacciare, ma per usarla nella punizione del male.

    Vediamo che oggi le autorità governative non hanno più una vera e propria spada. È ovvio che gli ufficiali in quei giorni portavano le spade, oggi portano per esempio armi da fuoco.

    Anche l’arma si è evoluta in qualcosa di più pericoloso e mortale e sì è ancora più facile da usare. Ciò ha posto anche i malfattori in una posizione di poter commettere più male e farlo più facilmente. Ha posto malvagi nella posizione di poter eseguire più danni ed essere più pericolosi che mai. La spada oggi per noi è solo un simbolo, eppure il significato è lo stesso, la forza letale e la morte è ciò che i magistrati devono usare nella lotta contro il male. Era vero allora ed è vero oggi!

    Per quanto sia penosa, la morte però è l’unico deterrente e l’unica protezione che le persone hanno nella lotta contro il male. Il male, sfortunatamente spesso o per lo più non si preoccupa di usare la forza letale per realizzare i suoi intenti malvagi, così anche il magistrato deve combattere allo stesso modo per fermare e scoraggiare il male.

    Non c’è nessun altro modo! Questo è ciò che Paolo ci sta dicendo, ma in realtà è ciò che Dio ci ha comunicato nella storia dell’umanità.

    Nei giorni dell’Antico Testamento scopriamo che Dio dice al suo popolo Israele, in realtà Egli comanda loro che quando entrano nella terra promessa devono distruggere, annientare completamente le persone che vivevano in quella terra.

    Per molte persone, anche per molti cristiani, tutto ciò è incomprensibile e non credono che questo possa venire da un Dio grazioso e misericordioso che presumibilmente ama ogni persona allo stesso modo.

    Bene, allora abbiamo davvero bisogno di comprendere questo concetto molto bene per avere la giusta conoscenza del motivo per cui Dio ha comandato una cosa del genere al Suo popolo.

    Apparentemente sembra che Dio possa essere crudele e spietato. Molti hanno razionalizzato e cercato di trovare scuse per cercare di giustificare tali direttive divine affermando che Dio ha cambiato le Sue vie dopo la croce.

    Questi affermano che oggi il mondo è sotto la grazia e che Gesù, da quando è morto è morto per tutti, e quindi affermano che Gesù sia morto per il perdono di ogni singola persona che sia mai esistita e che mai esisterà, perciò a causa di questo fatto, Dio è più misericordioso e gentile oggi che nei giorni dell’Antico Testamento.

    Questi affermano che gli unici che saranno giudicati malvagi e saranno giudicati sono coloro che saranno giudicati dal loro rifiuto di credere al Vangelo e quindi, facendo così e rifiutando il sacrificio di Cristo, rifiutano così l’unico modo con cui possono essere salvati. Questo fatto è vero solo in parte ma è un fatto errato per la maggior parte.

    Proviamo a rispondere in maniera più breve possibile a queste giustificazioni, dottrine e pensieri errati.

    Prima di tutto, dobbiamo dire questo fatto molto importante, Dio non è mai cambiato, non è diventato un Dio più grazioso e misericordioso dopo la croce di quanto lo fosse prima.

    In effetti, la verità potrebbe essere scioccante per molti ma Dio è lo stesso, sempre, Egli non cambia, Dio stesso lo ha affermato molte volte e la Scrittura lo conferma in molte delle altre sue parti.

    Numeri 23:19 Dio non è un uomo, perché possa mentire, né un figlio d’uomo, perché possa pentirsi. Quando ha detto una cosa, non la farà? O quando ha dichiarato una cosa, non la compirà?

    Malachia 3:6 «Io sono l’Eterno, non muto; perciò voi, o figli di Giacobbe, non siete consumati.

    Ebrei 6:17 Così Dio, volendo dimostrare agli eredi della promessa più chiaramente l’immutabilità del suo consiglio, intervenne con un giuramento, 18 affinché per mezzo di due cose immutabili, nelle quali è impossibile che Dio abbia mentito, avessimo un grande incoraggiamento noi, che abbiamo cercato rifugio nell’afferrare saldamente la speranza che ci è stata messa davanti.

    Ebrei 13:8 Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno.

    Ci sono molti altri passi, ma per il momento ne ho scelti solo quattro.

    Uno degli attributi di Dio è la Sua immutabilità, Dio non cambia mai, mai! Ciò che Dio considerava peccato prima della croce, lo considera peccato dopo. La gravità del peccato e le sue conseguenze non sono mai cambiate dopo la croce.

    Tutti gli attributi di Dio sono collegati l’uno all’altro e sono tutti influenzati l’uno dall’altro. Dal momento che Dio è immutabile, lo sono anche tutti gli altri suoi attributi. Dio non cambia la Sua misericordia né cambia la Sua giustizia o i Suoi giudizi, il Suo amore non cambia, il modo in cui ha amato nell’Antico Testamento è come ama nel Nuovo Testamento.

    Il modo in cui Dio estende misericordia, inoltre, non è cambiato oggi rispetto al modo in cui lo ha fatto in passato. Lasciatemi dire che tutta la legge che Dio ha dato a Mosè, l’ha data ad Israele come rivelazione di Gesù, il Messia che doveva venire. Dio ha sempre cercato la fede dal Suo popolo, sempre!

    Dio si aspettava sempre e si aspetta la fede nella Sua promessa di redenzione attraverso il Messia, che nell’Antico Testamento prima della croce era rappresentato simbolicamente nel e dal sacerdozio levitico dalla legge e i sacrifici richiesti da Dio.

    Molti Ebrei capivano tutto questo ed hanno avuto fede in Dio e nella Sua promessa di redenzione attraverso il Messia, eppure molti altri non credettero e cercarono invece la propria giustizia tramite le opere della legge.

    Tuttavia, Dio non cambiò affatto le Sue vie, infatti Paolo ci informa chiaramente di questo fatto in:

    Romani 9:13-16 come sta scritto: «Io ho amato Giacobbe e ho odiato Esaù». 14 Che diremo dunque? C’è ingiustizia presso Dio? Così non sia. 15 Egli dice infatti a Mosè: «Io avrò misericordia di chi avrò misericordia, e avrò compassione di chi avrò compassione». 16 Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia.

    Questo passo, non è l’unico a spiegare questo fatto, comunque, questo passo mette a tacere la nozione che Dio ama tutti incondizionatamente allo stesso modo e mette anche a tacere la nozione che facendo questo Dio è ingiusto, no, Dio non è ingiusto nella Sua scelta di avere pietà di qualcuno, perché se non lo avesse fatto nessuno sarebbe stato salvato.

    Infatti Paolo spiega che Dio disse a Mosè, (Vecchio Testamento), che avrebbe avuto pietà (e amore) di chi avrebbe voluto e sarebbe stato compassionevole con chi desiderava esserlo.

    Tutto dipende dalla scelta di Dio di avere misericordia e non dall’uomo o qualsiasi altra cosa che una persona possa fare per cercare di guadagnare la misericordia e la compassione di Dio.

    In effetti, questo intero passo che descrive quando Dio disse a Mosè queste cose il quale si trova in Esodo 33:19.

    Diamo un’occhiata a ciò che Dio dice prima e dopo quando ha camminato davanti a Mosè per mostrare a Mosè cosa significa il Suo nome e chi è Dio:

    Esodo 34:6-7 E l’Eterno passò davanti a lui e gridò: «L’Eterno, l’Eterno Dio, misericordioso e pietoso, lento all’ira, ricco in benignità e fedeltà, 7 che usa misericordia a migliaia, che perdona l’iniquità, la trasgressione e il peccato ma non lascia il colpevole impunito, e che visita l’iniquità dei padri sui figli e sui figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione».

    Nel passaggio precedente Dio disse a Mosè che di chi avrebbe avuto pietà dipendeva esclusivamente da Lui e dalla Sua decisione di farlo.

    Più tardi Dio continua a qualificare e quantificare questa affermazione, anzi, Egli dice che Egli è il misericordioso e grazioso, ma come ha detto, dipende interamente da Lui, Dio è lento a l’ira ed abbonda in bontà e fedeltà verso coloro che Lui decide di aver pietà ed Egli mantiene questa misericordia.

    Aggiunge anche il termine a migliaia per descrivere il fatto che Egli abbonda in grazia e misericordia. Questo significa che Dio non è avaro nel dare la Sua misericordia e a coloro perdona l’iniquità, la trasgressione e il peccato.

    Tuttavia, Dio non cancellerà in alcun modo il colpevole ma visiterà e giudicherà l’iniquità, i peccati di peccatori impenitenti fino alla quarta generazione di una famiglia.

    Quindi dopo aver visto tutto questo, cosa veniamo fuori? Dovremmo capire che la misericordia di Dio e quindi il Suo amore sono dimostrati sulle persone che in precedenza aveva deciso di dimostrarle e non su nessun altro peccatore. Giudicherà davvero i peccatori impenitenti e rimarranno malvagi e sicuramente incorreranno nel Suo giudizio.

    Dio non cambia mai, come ha fatto le cose allora le fa anche oggi. Lasciatemi dire questo, anche se Dio non cambia in alcun modo, essendo sotto la grazia, in altre parole vivendo dopo la croce attraverso la quale Dio ha dato la rivelazione più chiara e completa del Suo amore e della Sua grazia attraverso Cristo e grazie a questa grande dimostrazione del Suo amore e salvezza attraverso e da Suo Figlio Gesù Cristo chiunque lo respinga, chiunque non crede in Gesù e rifiuta il Vangelo, incorrerà in una punizione ancora più grande, Ebrei 10:29.

    Maggiore è la rivelazione della misericordia e della salvezza di Dio, in questo caso e punto Gesù Cristo, Giovanni 3: 16-21; Ebrei 1: 1-2, maggiore è la responsabilità di una persona nel rispondere ad essa in maniera positiva e per questo Dio considererà molto meno l’ignoranza ed ogni scusa riguardo alla Sua salvezza e il Suo giudizio e punizione.

    Atti 17:30-31 Ma ora, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, Dio comanda a tutti gli uomini e dappertutto che si ravvedano. 31 Poiché egli ha stabilito un giorno in cui giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo di quell’uomo che egli ha stabilito; e ne ha dato prova a tutti, risuscitandolo dai morti».

    Paolo chiama i tempi antecedenti a Cristo i tempi dell’ignoranza, perché? Perché questi vennero prima della piena e completa e chiara rivelazione dell’amore, misericordia e perdono e verità di Dio, il Suo Figlio Gesù Cristo, specialmente verso i Gentili in questi casi.

    Paolo dice che Dio è passato sopra a quei giorni che precedettero la croce.

    Dio passò sopra, in altre parole Dio ebbe più comprensione dell’ignoranza delle persone riguardo alla Sua persona e alla Sua salvezza e anche il loro peccato, ma ora, oggi, dopo la croce, non ci passerà più sopra e adesso comanda a TUTTI gli uomini OVUNQUE, di credere in Cristo e pentirsi.

    Il Vangelo in realtà è un comandamento e non un invito come molti lo chiamano oggi. Questo è il motivo per cui la Bibbia fa riferimento al fatto che le persone devono obbedire al Vangelo,

    2 Tessalonicesi 1: 7-8; 1 Pietro 4:17.

    Dio oggi impone agli uomini ovunque di credere in Cristo e pentirsi. Ha infatti stabilito un giorno di giudizio in cui giudicherà il mondo intero per mezzo di Gesù Cristo che ha risuscitato dai morti.

    Di nuovo, che cosa ha a che fare con ciò di cui abbiamo parlato prima, in altre parole, l’ordine di Dio al Suo popolo Israele quando entrarono nella terra promessa? Che cosa ha a che fare con la distruzione e l’annientamento degli abitanti di quella terra? Veramente tutto!

    Dovevamo prima stabilire chiaramente tutto questo in modo che potessimo capire che anche oggi non è semplicemente il fatto che Dio giudica le persone semplicemente perché rifiutano Cristo, in altre parole il Vangelo.

    Oggi il Vangelo di Gesù Cristo è davvero l’unica via attraverso la quale le persone otterranno la Sua misericordia e salvezza, è l’unico veicolo attraverso il quale una persona che crede in Lui sarà salvata.

    Tuttavia, il giudizio di Dio sulle persone non dipende semplicemente dal rifiuto del Vangelo, anche se molti pensano che sia così. Il giudizio di Dio dipende sempre dallo stato peccaminoso di una persona e la quantità di giudizio eterno che una persona riceve dipende dalla quantità di rivelazione che la persona ha del proprio peccato, della legge e del Vangelo.

    La severità del giudizio di Dio, ma non il giudizio stesso, dipende dalla quantità di rivelazione e conoscenza che una persona ha. Gesù lo ha detto così:

    Luca 12:45-48 Ma se quel servo dice in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e comincia a battere i servi e le serve, e a mangiare, a bere e a ubriacarsi, 46 il padrone di quel servo verrà nel giorno in cui non se l’aspetta e nell’ora che egli non sa; lo punirà severamente e gli assegnerà la sorte con gli infedeli. 47 Ora quel servo che ha conosciuto la volontà del suo padrone e non si è preparato e non ha fatto la sua volontà, riceverà molte battiture. 48 Ma colui che non l’ha conosciuta, se fa cose che meritano le battiture, ne riceverà poche. A chiunque è stato dato molto, sarà domandato molto; e a chi molto è stato affidato, molto più sarà richiesto».

    Ecco come Gesù spiega in modo molto semplice e chiaro come funziona la punizione eterna di Dio. Qui scopriamo che il contesto riguarda i servi o persone, che si comportano in un certo modo, questi picchiano i servi e le serve e mangiano e bevono, ghiottoneria ed ubriachezza. Gesù dice che questi riceveranno una punizione eterna. La punizione è basata sui loro peccati ed è eterna. Gesù descrive anche che ci sono due tipi di persone di questa categoria, quelle che conoscevano la volontà di Dio, in altre parole che avevano più rivelazione e conoscenza riguardo alla volontà del padrone, in altre parole Dio, ma che disobbediscono ad essa ed altri che non erano come consapevoli della volontà di Dio come gli altri ma che ancora disobbedirono lo stesso a causa della loro mancanza di conoscenza riguardo alla volontà di Dio.

    Gesù continua dicendo che la persona con la maggior conoscenza di Dio e della Sua volontà, in altre parole, coloro ai quali è data la legge di Dio e che conoscono il Vangelo e poi li rifiutano e disobbediscono continuando a non credere e quindi disobbediscono conoscendo queste cose, in altre parole questi rimangono increduli peccatori impenitenti. Queste persone, saranno punite eternamente, come dice Gesù, con più strisce. Ciò significa che la punizione di queste persone sarà eterna e sarà maggiore.

    Quelli invece che non hanno mai udito il Vangelo e non mai hanno conosciuto la legge scritta di Dio, saranno puniti comunque per l’eternità, ma lo saranno con una punizione minore degli altri. Tuttavia, la punizione dei miscredenti in entrambi i casi è eterna. Infatti, Gesù alla fine di tutto questo dice:

    A chiunque è stato dato molto, sarà domandato molto; e a chi molto è stato affidato, molto più sarà richiesto».

    Ciò che Gesù sta dicendo in questo caso è questo: se ad una persona o persone viene data più conoscenza e rivelazione riguardo a Dio e la Sua volontà, Dio richiederà molta più responsabilità da quelle persone ad accettare, obbedire e credere e quindi anche ad obbedire al Vangelo, che è la più grande, completa e unica rivelazione di Dio, della Sua salvezza e della Sua volontà. Gesù è la rivelazione completa di Dio e non credere in Lui è rifiutare l’unica e più grande rivelazione di Dio.

    Pertanto, più una persona conosce il Vangelo, più Dio li ritiene responsabili di crederlo ed accettarlo. Meno una persona conosce la verità di Dio ed il Vangelo, Dio li terrà meno responsabili, tuttavia saranno comunque puniti per i loro peccati. Perché? Perché Dio giudica tutte le persone secondo la loro natura peccaminosa non per aver accettato o rifiutato il Vangelo.

    Credere nel Vangelo è l’unico modo in cui Dio perdonerà chiunque crede, tuttavia non conoscere il Vangelo non scagionerà affatto una persona dal giudizio di Dio. Il giudizio sarà minore di quello della persona che ha udito e rigettato il Vangelo, ma anche quella persona comunque sarà sottoposta al giudizio eterno di Dio.

    Quindi, ora che abbiamo stabilito questo punto molto importante, possiamo ritornare a ciò di cui stavamo parlando e capirete meglio perché abbiamo dovuto imparare tutto questo.

    Dio disse ad Israele che quando sarebbero entrati nella terra promessa avrebbero dovuto distruggere tutte le persone che vivevano in quella terra, avrebbero dovuto uccidere tutti, uomini, donne e bambini. Sembra incredibile che Dio comandasse una cosa del genere, come ho detto prima, sembra così crudele persino nella mente di molti cristiani e diventa molto difficile per loro riconciliare tutto questo con il cosiddetto amore incondizionato di Dio.

    Almeno questo è quello che molti cristiani hanno imparato, potrei dire, erroneamente. In altre parole, il fatto che Dio ama tutte le persone allo stesso modo con lamore incondizionato.

    Bene, mi dispiace fare scoppiare la loro bolla di sapone ma questa è una dottrina errata. Dio non ama ogni singolo individuo ed essere umano con lo stesso amore incondizionato.

    Questo lo comprendiamo chiaramente nella parola di Dio quando Paolo dice le seguenti cose in Romani 9.

    Romani 9:12-13 le fu detto: «Il maggiore servirà al minore», 13 come sta scritto: «Io ho amato Giacobbe e ho odiato Esaù»

    Senza approfondire la spiegazione di tutto questo, è sufficiente dire che Dio non amava Esaù come amava Giacobbe. Tuttavia, l’amore e l’odio di Dio non hanno nulla a che fare con qualunque cosa che i due uomini abbiano fatto, in quanto fossero stati buoni o cattivi, anche questo Paolo lo conferma distintamente:

    Romani 9:11 (infatti, quando non erano ancora nati i figli e non avevano fatto bene o male alcuno, affinché rimanesse fermo il proponimento di Dio secondo l’elezione e non a motivo delle opere, ma per colui che chiama)

    L’amore di Dio per Giacobbe quindi non dipendeva dal suo comportamento cioè perchè uno era migliore dell’altro, piuttosto dipendeva dalla scelta divina di avere amore e misericordia. Dio scelse di amare Giacobbe perché lo scelse, scelse Giacobbe per la salvezza mentre ovviamente non scelse Esaù.

    A causa di questi fatti molto importanti possiamo capire chiaramente che Dio non ama tutte le persone allo stesso modo, neppure Gesù è morto per tutto il genere umano, nel senso di essere morto per ogni singolo individuo, come invece continuano ad affermare molti.

    Dio ha posto e pone il Suo amore e la Sua misericordia su coloro che Egli ha scelto di avere pietà indipendentemente dal loro comportamento futuro o presente. Giacobbe era un peccatore proprio come Esaù lo era, né più né meno.

    Infatti vediamo chiaramente che Giacobbe era un ingannatore, in quanto il suo nome stesso significa proprio questo, ingannatore.

    Eppure Dio in seguito cambiò il nome di Giacobbe da Giacobbe ad Israele. Questo fu perché Dio salvò Giacobbe. In realtà anche Paolo conferma tutto questo dicendo:

    Romani 9:14-16 Che diremo dunque? C’è ingiustizia presso Dio? Così non sia. 15 Egli dice infatti a Mosè: «Io avrò misericordia di chi avrò misericordia, e avrò compassione di chi avrò compassione». 16 Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia.

    Paolo vuole chiarire perchè anche i suoi lettori non pensino nemmeno lontanamente che siccome Dio amava Giacobbe e odiava Esaù che nel decidere così Dio fosse ingiusto. Paolo nega categoricamente che Dio è ingiusto perché ha scelto di amare Giacobbe invece di Esaù. In realtà Dio dice che odiava Esaù.

    Ora, cosa significa tutto questo? Come può Dio odiare qualcuno? Beh, prima di tutto Dio odia il peccato punto! Ora so che abbiamo anche sentito dire che Dio odia il peccato ma non il peccatore. Eppure questo è vero solo in parte! Perchè? La cosa funziona così, tutti gli uomini sono peccatori, tutti senza eccezione erano, sono e saranno peccatori, vedi anche Ecclesiaste 7:20; Romani 3: 10-18; Romani 3:23.

    Siamo tutti nati nel peccato, con una natura peccaminosa e siamo tutti peccatori. Dio però, per salvare molti, ha dovuto Lui stesso scegliere di amare e salvare molti di questi peccatori ma non tutti però.

    Sì, Dio ha amato ed ama i peccatori, ma non tutti e non tutti incondizionatamente. Ci sono invece diverse condizioni di come Dio ama i peccatori e perché ha pietà di essi. Le condizioni sono queste, prima di tutto, l’amore e la misericordia di Dio sono dimostrate e sono incondizionate esclusivamente attraverso il Suo Figlio Gesù Cristo.

    Dio ama il Suo Figlio incondizionatamente perché Egli non ha mai peccato e non può peccare. Dopo aver fatto un’alleanza con il Suo unigenito Figlio nell’eternità, il Padre per salvare una parte dell’umanità ha dovuto scegliere molti membri dell’umanità attraverso tutte le epoche ed in base della decisione che ha fatto insieme a Suo Figlio per salvarli, in questo modo Dio decise ed ha scelto di amare quelle persone scelte o meglio elette. Facendo questo ha potuto dimostrare loro la Sua grazia e misericordia.

    È importante capire che Dio doveva riconciliare la Sua grazia, misericordia e amore che desiderava avere per i peccatori con il Suo stesso odio per il peccato ed anche riconcilare gli stessi con la Sua santità e la Sua giustizia, il Suo giudizio e la Sua ira.

    Pertanto, Dio, dopo aver concordato con Gesù Suo Figlio, che è esistito da sempre sempre, che nel tempo stabilito Galati 4: 1-5; ha così mandato Suo Figlio nel mondo per vivere una vita senza peccato ed in perfetta ubbidienza alla Sua legge e per poi morire e pagare il giudizio e l’ira di Dio al posto di tutti coloro che Dio ha scelto prima della fondazione del mondo Efesini 3: 4-14; Romani 8: 29-30.

    Dio in questo modo ha potuto avere misericordia e salvare molti, ma lo ha fatto prima di tutto a causa dell’amore che ha per Suo Figlio ed è grazie a quell’amore che Dio ama tutti quelli che ha donato a Suo Figlio per salvarli, vedere anche Giovanni 6: 37-39; Giovanni 6: 44-45; Giovanni 6:65; Giovanni 10: 27-30; Giovanni 17: 1-3; Giovanni 17:11; Giovanni 17:24; Atti 13:48.

    Se si trova il tempo e ci si sforza a leggere tutti i passaggi sopra elencati, si concluderà inevitabilmente che solo quelli che il Padre ha eletto ad essere salvati sono quelli a cui alla fine ha dato a Cristo per salvare. Questi e solo questi sono solo quelli che Dio ha deciso di salvare, di amare ed ai quali mostrare misericordia.

    Perché dire tutto questo? Se non si ha ancora capito, Dio odia il peccato ma odia anche i peccatori, i peccatori che Egli non ha scelto di salvare. Se non avesse scelto di amare molti attraverso Cristo, nonostante il loro peccato, alla fine, avrebbe odiato tutti i peccatori, tutti senza eccezione.

    Dio però ha pietà di chi avrà pietà e mostrerà compassione di chi vorrà. Lo dice lui stesso, non lo dico io, lo dice Dio!

    Se ancora alcuni non credessero che Dio odia i peccatori impenitenti, allora dovrebbero negare la veridicità della Scrittura ma facendo questo si chiamerebbe Dio un bugiardo.

    Salmi 5: 4-6 perché tu non sei un Dio che prende piacere nell’empietà; con te non può dimorare il male. 5 Quelli che si gloriano, non potranno reggere davanti ai tuoi occhi; tu hai in odio tutti gli operatori d’iniquità. 6 Tu farai perire tutti quelli che dicono menzogne; l’Eterno detesta l’uomo di sangue e di frode

    Come vediamo chiaramente da tutte le cose che abbiamo studiato fino ad ora, dalle stesse parole di Dio nel dirci che odiava Esaù ed ora in questo ultimo passo si spera che arriviamo a capire che Dio non ha piacere in alcuna malvagità, neppure che il male dimorerà con Lui. Gli stolti sono quelli che rifiutano Dio (Salmi 14: 1; Salmi 53: 1) e questi peccatori non staranno alla presenza di Dio, allora ecco che arriva, la notizia scioccante dei secoli, Dio odia TUTTI gli operatori di iniquità. Significa infatti che Dio odia TUTTI i peccatori.

    Non dice qui che Dio odia il peccato e ama il peccatore. Dio non l’ha mai detto, mai! Dio odia il peccato ed i peccatori, cioè quelli che non credono nel Suo Figlio e non si pentono. Dio ama il peccatore in Cristo ma mai al di fuori di Cristo.

    Il passaggio continua dicendo che Dio distruggerà tutti quelli che dicono menzogne, il Signore detesta, tra l’altro, detestare è un’altra parola usata per decrivere odio, Dio odia l’assassino e gli uomini ingannevoli.

    Non credo che ci sia molto spazio di razionalizzare con queste parole. Quando comprendiamo che l’amore e la misericordia di Dio hanno a che fare con la Sua prerogativa di scegliere su chi li avrà, quando comprendiamo che la Sua misericordia e il Suo amore prima e dopo la croce sono entrambi basati solo sulla Sua scelta di avere misericordia ed amare i peccatori solo attraverso il Suo Figlio e mediante il loro giudizio posto su Cristo sulla croce, allora iniziamo a capire meglio l’odio di Dio per il peccato e per i peccatori.

    Comprendendo tutto ciò, nuovamente torniamo ora ad Israele e alla gente che vive nella terra di Canaan.

    Dovevamo capire tutto questo per capire meglio perché Dio avrebbe dato ad Israele un comandamento apparentemente così duro e crudele, in altre parole, distruggere completamente queste persone.

    Dio sappaimo ha amato il Suo popolo, li ha scelti e li ha redenti dall’oppressione egiziana, gli ha costantemente mostrato misericordia. Attraverso Abramo promise loro che avrebbero conquistato e occupato la terra di Canaan. Dio ha promesso questo ad Abramo e attraverso di lui ad Israele:

    Genesi 15:1-21 Allora l’Eterno disse ad Abramo: «Sappi per certo che i tuoi discendenti dimoreranno come stranieri in un paese che non sarà loro, e vi saranno schiavi e saranno oppressi per quattrocento anni. 14 Ma io giudicherò la nazione di cui saranno stati servi; dopo questo, essi usciranno con grandi ricchezze. 15 Quanto a te, te ne andrai in pace presso i tuoi padri, e sarai sepolto dopo una bella vecchiaia. 16 Ma alla quarta generazione essi torneranno qui, perché l’iniquità degli Amorei non è ancora giunta al colmo». 17 Or come il sole si fu coricato e scesero le tenebre, ecco una fornace fumante ed una torcia di fuoco passare in mezzo agli animali divisi. 18 In quel giorno l’Eterno fece un patto con Abramo dicendo: «Io do alla tua discendenza questo paese, dal torrente d’Egitto al grande fiume, il fiume Eufrate: 19 i Kenei, i Kenizei, i Kadmonei, 20 gli Hittei, i Perezei, i Refei, 21 gli Amorei, i Cananei, i Ghirgasei e i Gebusei».

    Dio dice ad Abramo che la sua discendenza, Israele, saranno stranieri in una terra non loro, che sarebbe l’Egitto. Dio gli dice che Israele sarà servo e schiavo in Egitto e che essi saranno afflitti in Egitto per quattrocento anni. Poi Dio dice ad Abramo che Egli avrebbe giudicato i falsi dei d’Egitto ed anche per il maltrattamento del Suo popolo.

    Così fu davvero. Dio disse anche ad Abramo che Israele sarebbe stato liberato e sarebbe uscito dall’Egitto con grande sostanza, e così fu davvero. Disse ad Abramo che, dopo essere usciti dall’Egitto, sarebbero tornati nel paese in cui visse Abramo, la terra di Canaan, la terra in cui visse Isacco e Giacobbe. Tuttavia, sarebbero tornati nella quarta generazione ed in effetti Israele è stato detenuto nel deserto per quaranta anni. Dio poi fa una dichiarazione molto interessante, dice che questo sarebbe stato perchè l’iniquità degli Amorrei non era ancora piena.

    Ora questo è cruciale per capire ancora meglio perché Dio disse a Israele di distruggere tutti popoli nella terra di Canaan, in altre parole i Keniti, i Kenizziti, i Kadmoniti, gli Hittiti, i Perizziti ei Refioti E gli Amorei, i Cananei, i Girgashiti ei Gebusei, questi sonoi popoli che occupavano il paese che Dio aveva promesso ad Israele, quella terra era la terra da Dio promessa cioè dal fiume d’Egitto il Nilo al grande fiume, il fiume Eufrate.

    Queste persone erano estremamente malvagie in tutti i loro modi e comportamento. Dio descrisse ad Israele, prima che entrassero nella terra promessa per possederla, quanto malvagie fossero queste persone.

    Dio proibì al Suo popolo di praticare gli stessi abominevoli comportamenti e pratiche degli abitanti della terra in cui Dio li stava mandando per conquistarla.

    In seguito Dio elenca tutte le iniquità, i comportamenti e le pratiche depravate e peccaminose del popolo di Canaan, nel Levitico 18: 1-23; nei versetti s seguire Dio avverte il suo popolo dicendogli questo:

    Levitico 18:24-30 Non vi contaminate con alcuna di queste cose, poiché con tutte queste cose si sono contaminate le nazioni che io sto per scacciare davanti a voi. 25 Il paese è stato contaminato; perciò io lo punirò per la sua iniquità, e il paese vomiterà i suoi abitanti. 26 Voi dunque osserverete i miei statuti e i miei decreti e non commetterete alcuna di queste cose abominevoli, né colui che è nativo del paese, né il forestiero che risiede con voi, 27 (poiché tutte queste cose abominevoli le hanno commesse gli abitanti del paese che erano prima di voi, e il paese è stato contaminato), 28 affinché anche voi, se lo contaminate, il paese non vi vomiti come ha vomitato la nazione che era prima di voi. 29 Poiché chiunque commette alcuna di queste cose abominevoli, le persone che le commettono saranno sterminate di mezzo al loro popolo. 30 Osserverete dunque i miei ordini, per non seguire alcuno di quei costumi abominevoli che sono stati seguiti prima di voi, e non vi contaminerete con essi. Io sono l’Eterno, il vostro DIO».

    Alla fine l’avvertimento di Dio al Suo popolo fu disobbedito e ignorato ed Israele ed in seguito Giuda incontrarono la punizione di Dio per aver praticato le stesse pratiche degli abitanti di Canaan e inoltre non li distrussero completamente come Dio li comandò, anzi non solo si impegnarono nelle stesse pratiche idolatricohe ed abominevoli, ma si sposarono e si unirono mischiando il loro seme con queste persone malvagie.

    Vediamo che più tardi, fino al regno di Re Salomone, proprio per il fatto che disobbedirono a Dio nel comandare loro di distruggere gli abitanti di Canaan, questo portò fuori rotta il re Salomone e ciò avvenne a causa dei suoi molti matrimoni con le donne di questi popoli.

    Per questo fatto Salomone finì col commettere idolatria e fece male agli occhi di Dio:

    1 Re 11:1-11 Ma il re Salomone, oltre la figlia del Faraone, amò molte donne straniere, moabite, ammonite, idumee, sidonie e hittee, 2 appartenenti ai popoli di cui l’Eterno aveva detto ai figli d’Israele: «Voi non vi unirete in matrimonio con loro, né essi con voi, perché essi faranno certamente volgere il vostro cuore verso i loro dèi». Ma Salomone si unì a tali donne per amore. 3 Egli ebbe settecento principesse per mogli e trecento concubine; e le sue mogli gli pervertirono il cuore. 4 Così, quando Salomone fu vecchio, le sue mogli fecero volgere il suo cuore verso altri dèi; e il suo cuore non appartenne interamente all’Eterno, il suo DIO, come il cuore di Davide suo padre. 5 Salomone seguì quindi Ashtoreth, la dea dei Sidoni, e Milkom, l’abominazione degli Ammoniti. 6 Così Salomone fece ciò che è male agli occhi dell’Eterno e non seguì pienamente l’Eterno, come aveva fatto Davide suo padre. 7 Allora Salomone costruì sul monte di fronte a Gerusalemme un alto luogo per Kemosh, l’abominazione di Moab, e per Molek, l’abominazione dei figli di Ammon. 8 Così fece per tutte le sue mogli straniere, che bruciavano incenso e offrivano sacrifici ai loro dèi. 9 L’Eterno perciò si adirò con Salomone, perché il suo cuore si era allontanato dall’Eterno, il DIO d’Israele, che gli era apparso due volte, 10 e in merito a questo gli aveva comandato di non seguire altri dèi; ma egli non osservò quanto l’Eterno gli aveva comandato. 11 Perciò l’Eterno disse a Salomone: «Poiché tu hai fatto questo e non hai osservato il mio patto e gli statuti che ti avevo ordinato, ti strapperò il regno e lo darò al tuo servo.

    A proposito, solo per indurvi a capire quanto fossero malvagie queste persone, nel versetto 7 dice che Salomone costruì un alto luogo per Chemos e Molec, questi altari ed alti luoghi erano dove Israele e Giuda, in seguito sacrificarono i loro figli a questi idoli. Immolarono i loro figli gettandoli viv nel fuoco che ardeva davanti agli altari di questi falsi dei.

    Comunque, queste persone, come possiamo vedere, erano malvagie, completamente malvagie e facevano cose abominevoli e Dio odiava queste cose, ed in realtà, come abbiamo detto prima, Dio odiava anche queste persone proprio per quello che facevano.

    Questo è esattamente il motivo per cui Dio comandò ad Israele di distruggere completamente e annientare queste persone e distruggere i loro dei e i loro altari. Questo è il motivo per cui Dio non voleva che il Suo popolo facesse amicizia e si sposasse e mischiasse con queste persone.

    Dio conosceva la devastazione spirituale e anche fisica con cui queste persone potevano colpire il Suo popolo e sapeva anche che avrebbe dovuto anche disciplinare severamente il Suo popolo per la sua disobbedienza e perchè sarebbe diventato malvagio come quelle persone. Dio sapeva che avrebbero finito per corrompere il Suo popolo e Dio stava effettivamente cercando di risparmiare il Suo popolo la Sua punizione. Dio li ha avvertiti ripetutamente che li avrebbe puniti severamente se avessereo praticato i peccati di queste persone.

    Ad ogni modo, questi sono i motivi per cui Dio disse al Suo popolo di distruggere completamente quelle persone. Ora, uno potrebbe ancora pensare che tutto qusto sia troppo crudele. Se però uno lo fa, allora forse ancora stanno fallendo nel comprendere chiaramente e completamente quanto seriamente Dio consideri il peccato e la malvagità.

    Posso capire il mondo, l’uomo naturale, la persona non salvata e non Biblicamente istruita, di pensare che il comandamento di Dio di distruggere queste persone fosse una condanna crudele.

    Ammettiamolo, l’uomo naturale e non salvato, i peccatori non pensano che il giudizio di Dio sia sempre giusto perché in realtà pensano che il loro comportamento peccaminoso non sia un grosso problema.

    Tuttavia, rimango stupito ed anche perplesso per i cristiani che ancora non riescono a capire quanto siano realmente gravi la peccaminosità e la malvagità. Queste persone, anche come fanno molte persone oggi, praticavano queste cose malvagie che Dio non le poteva sopportare più.

    Dio sapeva che queste persone non avevano alcuna intenzione di abbandonare le loro vie malvagie, erano troppo perduti nella loro peccaminosità così che Dio a quel punto doveva distruggerli.

    Dopotutto, Dio ha fatto la stessa cosa tanti anni prima ai tempi di Noè, Genesi 6-8. Ha fatto la stessa cosa con Sodoma e Gomorra. Perché ora lo shock e il trauma? Dio sapeva che se li avesse lasciati vivere, i bambini sarebbero cresciuti e sarebbero diventati ancora peggio della precedente generazione, Dio sapeva che le donne sarebbero state allettanti e seducenti ed infatti finirono per sedurre il Suo popolo, era già successo ad Israele prima ancora; Numeri 25: 1-9.

    In questo episodio qui sopra il popolo di Israele commise adulterio e fornicazione e si era corrotto con le donne di Moab. Phinehas, il sommo sacerdote, in realtà uccise un uomo d’Israele e la sua amante quando li colse in flagrante. Più tardi dice che 24.000 persone del popolo di Israele furono giudicate e persero la vita a causa di quel peccato.

    Quindi vediamo che gli Israeliti erano vulnerabili alla seduzione delle donne pagane. Dio conosceva la portata di questo problema molto meglio di quanto la conoscessero gli Israeliti e voleva impedire al Suo popolo di cadere in grandi peccati, corruzione ed idolatria. Abbiamo visto prima che, poiché non lo fecero, più tardi queste persone divennero la fonte della caduta di Israele e di Giuda e del loro successivo giudizio.

    Un’altra ragione per cui Dio disse ad Abramo che il peccato degli Amorei non era ancora completamente appieno era che non aveva ancora raggiunto il punto in cui Dio doveva giudicarli completamente. Questa tra l’altro è la misericordia di Dio, Dio è lento all’ira, però un giorno lo avrebbe fatto, Dio li avrebbe giudicati severamente per la loro malvagità perhè non furono disposti a pentirsi!

    In tutta la Scrittura si comprende che ci sono livelli di malvagità in cui l’umanità si cala e fa sì che Dio non sia più paziente e non tolleri più queste pratiche e questo induce Dio a giudicare severamente queste persone e popoli.

    Abbiamo visto questo accadere in Genesi 6-9, l’abbiamo visto mentre Dio disperse l’umanità e gli cambiò le lingue Genesi 10-11. Lo abbiamo visto nel terribile giudizio di Dio su Sodoma e Gomorra Genesi 19. Lo vediamo con il giudizio di Dio sull’Egitto perché erano malvagi, continuarono nell’idolatria e hanno oppresso e maltrattato, e persino ucciso il popolo di Dio, Esodo 4-12.

    Dopo aver visto tutti i giudizi che Dio ha riversato su queste persone nel corso della storia, non comprendo perché i cristiani si rabbrividiscono quando Dio dice ad Israele di distruggere gli abitanti della terra la quale li sta mandando a possedere.

    Credo che molti credenti pensano che finché Dio lo fa da se, cioè come nei precedenti casi menzionati sopra, allora il giudizio di Dio è accettabile, ma se e quando Dio comanda o usa l’uomo a farlo, allora in qualche modo questa cosa diventa immorale e crudele.

    Molti credenti in realtà pensano che l’uomo che uccide l’uomo sia sempre sbagliato, per qualsiasi ragione. Ovviamente, come lo vediamo nella Scrittura, l’omicidio sì è sempre sbagliato, ma ci sono casi dove uccidere può essere ed è giustificato.

    Quindi lasciatemi spiegarlo così, Dio salva le persone ed è Lui che lo fa, Dio però usa la chiesa per evangelizzare e portare il Vangelo della salvezza agli uomini. Quindi chiediamo se sia più o meno giusto o efficace che Dio usi uomini come veicoli per fare la Sua volontà in questo caso per esempio?

    Molti di quelli che credono fermamente che Dio salva peccatori usando la chiesa, in altre parole gli uomini, allora perché, allo stesso modo non riescono a capire Dio usi anche gli uomini per portare anche il Suo giudizio, per me questo fatto è incomprensibile. Questo è anche il punto valido di come Dio ha giudicato e tutt’oggi giudica ancora persone e nazioni.

    Questo è il motivo per cui, nel contesto di Romani 13, dobbiamo capire che Dio non solo ha stabilito i poteri di governo, ma si avvale di questi poteri i quali sono ovviamente formati da uomini per realizzare la Sua giustizia e il Suo giudizio. Questo è il punto cruciale per capire perchè le autorità governative sono infatti ministri di Dio per praticare la Sua giustizia ed il Suo giudizio sui mafattori.

    Quindi, proprio come Egli si avvale degli esseri umani, tramite la chiesa, per predicare il Vangelo e portare la Sua salvezza agli uomini, così si avvale degli uomini per giudicare e punire.

    Dio non è affatto limitato a fare tutto da solo senza la complicità degli uomini. L’errore che ancora fanno molti credenti è quello di pensare che solo perché è Dio che lo fa da se allora la cosa sia valida ma, se in qualche modo sono coinvolti gli uomini, allora non sia più lo stesso o che non sia più valido.

    È molto importante notare che, attraverso la storia biblica e anche oltre fino la fine dei tempi, Dio quasi sempre si è avvalso e si avvarà degli uomini per realizzare la Sua volontà. Uomini e donne, giusti o no, salvati e non salvati comunque sia Dio ha spesso usato persone malvagie per eseguire la Sua ira e punizione anche sul Suo popolo stesso, vedi gli Assiri ed i Babilonesi, i Greci ed i Romani.

    Quindi, perché Dio non poteva avvalersi del Suo stesso popolo per eseguire la Sua ira e il Suo giudizio sugli abitanti di Canaan?

    Inoltre, come ho detto prima, anche per molti credenti e non credenti, il giudizio e l’ira di Dio sembrano crudeli. Capendo questo, che il peccato è così grave che Dio ha dovuto sacrificare il proprio Figlio, sul quale ha posto il castigo ed il giudizio che sarebbe stato riservato agli eletti, cioè quelli che Dio ha scelto ed ha deciso di amare e salvare.

    Se quindi comprendiamo la croce, dobbiamo anche comprendere la gravità del peccato.

    A proposito, Gesù è Dio, ma Gesù è anche un uomo, quindi Dio si è ancora avvalso di un uomo per realizzare la Sua salvezza, a proposito, un uomo ebreo, nel caso in cui ci sia animosità e pregiudizio verso gli Ebrei da parte di Cristiani e sappiamo che purtroppo ce ne sono in certi ambienti e denominazioni.

    Pertanto, vediamo chiaramente che Dio spesso, infatti quasi sempre, ha usato uomini, persone, per portare il Suo giudizio su altre persone e popoli, sia che fosse il Suo popolo che stava portando i giudizi di Dio o anche altre nazioni che persino disciplinarono il Suo popolo.

    Non possiamo mai separare la storia del mondo da Dio, infatti se crediamo che Dio è sovrano sugli affari dell’uomo, ed in effetti Egli lo è, non possiamo distaccare la storia dell’uomo, compresa ogni singola guerra che sia stata combattuta, dalla volontà di Dio e dai suoi piani ed intenzioni.

    La Scrittura è più che chiara riguardo a questo, anche Dio stesso ci dice che Egli è sovrano nel Suo coinvolgimento negli affari dell’umanità.

    Diamo un’occhiata al seguente passo e capiremo meglio questo concetto, almeno lo spero.

    Abaccuc 1:5-12 «Guardate fra le nazioni e osservate, siate stupefatti e sbalorditi, perché io compirò ai vostri giorni un’opera, che voi non credereste, anche se ve la raccontassero. 6 Poiché ecco, io susciterò i Caldei, nazione feroce e impetuosa, che percorre la terra nella sua ampiezza per impadronirsi di abitazioni non sue. 7 È terribile, spaventevole; il suo giudizio e la sua dignità procedono da lei stessa. 8 I suoi cavalli sono più veloci dei leopardi, più feroci dei lupi della sera. I suoi destrieri si spargono ovunque, i suoi destrieri vengono da lontano, volano come l’aquila che piomba sulla preda per divorare. 9 Vengono tutti per far violenza, le loro facce sono protese in avanti e ammassano prigionieri come la sabbia. 10 Egli si fa beffe dei re e i principi sono per lui oggetto di scherno; si ride di ogni fortezza, perché accumula un po’ di terra e la prende. 11 Quindi avanza velocemente come il vento, passa oltre e si rende colpevole, attribuendo questa sua forza al suo dio». 12 Non sei tu da sempre, o Eterno, mio DIO, il mio Santo? Noi non moriremo, o Eterno, perché tu l’hai designato per fare giustizia e l’hai stabilito, o Rocca, per castigare.

    In breve, questo è il contesto di questo passo. Dio ha scelto di rivelare il futuro giudizio del Suo popolo ad Aabaccuc. Nei versetti da 5 a 11 Dio descrive ad Abaccuc che Egli stesso avrebbe suscitato i Caldei, che erano i Babilonesi, per punire l’iniquità e la disobbedienza del Suo popolo. Nel versetto 12 troviamo che il profeta risponde a questa rivelazione e nella sua risposta dimostra a Dio di comprendere il proposito di Dio nell’innalzare i babilonesi per questo proposito. Comprende che è Dio che li ha ordinati per il Suo giudizio e li ha stabiliti per la correzione di Israele.

    Quindi qui vediamo che è sempre Dio che ordina il giudizio e la correzione su nazioni e persone. Spesso siamo noi che fraintendiamo che le guerre, le rivoluzioni ed conflitti tra uomini, nazioni e popoli sono infine permessi ad anche ordinati da Dio, stabiliti da Dio. A che scopo? Semplice, la risposta è nel passo stesso, Egli permette e persino ordina e stabilisce questi popoli per portare giudizio e correzione.

    Una questione molto importante che dobbiamo capire chiaramente tuttavia è questa, anche se Dio può esercitare la Sua sovranità portando giudizio e correzione su nazioni e persone, poiché Egli è assolutamente giusto ed è completamente separato, trascendente da ogni forma di male, per questo poi punirà anche le stesse persone e popoli che Egli ordina per portare i Suoi giudizi e correzioni quando in facendo questo queste popoli sono malvagi e spietati verso il Suo popolo. Dio effettivamente li usa per i Suoi scopi, ma Egli li punirà anche per la loro stessa malvagità.

    Questo fatto è reso chiaro nella Scrittura, anche riguardo ai Babilonesi stessi. Dio li ha usati per giudicare il Suo popolo ma tuttavia Dio li ha anche giudicati perchè furono spieitati ed erano comunque malvagi ed idolatri.

    Geremia 51:47-49 Perciò ecco, verranno i giorni nei quali io punirò le immagini scolpite di Babilonia; tutto il suo paese sarà coperto di vergogna e tutti i suoi feriti a morte cadranno in mezzo a lei. 48 Allora i cieli, la terra e tutto ciò che è in essi esulteranno su Babilonia, perché i devastatori verranno contro di lei dal nord», dice l’Eterno. 49 Come Babilonia ha fatto cadere i feriti a morte d’Israele, così in Babilonia cadranno i feriti a morte di tutto il paese.

    Come Dio predisse la disciplina e la correzione del Suo popolo per mano dei Babilonesi, così predisse il giudizio di Babilonia da parte dei Medi e dell’Impero Persiano per via del loro spietato malvagio comportamento perpetrato contro Israele e non solo, ricordiamo anche che Dio giudica e punisce tutte le nazioni idolatriche, abbiamo visto questo accadere in Egitto.

    L’Egitto fu giudicato non solo ed esclusivamente per la sua oppressione e violenza contro il popolo di Dio, ma anche per la sua idolatria. Con Dio è sempre un doppio smacco, Dio giudica per la malvagità, l’idolatria ed il maltrattamento del Suo popolo.

    Ci sono molti altri riferimenti nella Scrittura che in effetti confermano questi fatti ancora di più, troppi per essere menzionati qui, tuttavia, diamo un’occhiata ad alcuni passi che spiegano chiaramente che Dio è assolutamente sovrano sull’umanità, sulla storia, sulle persone e sulle nazioni.

    In altre parole, tutto ciò che accade nella storia è permesso ed ordinato da Dio perché tutto fa parte del Suo piano generale per l’umanità. Capisco che molti, anche molti credenti odiano l’idea che tutto sia fondamentalmente predestinato e pianificato, anche quelli che alla fine vengono salvati. L’uomo odia l’idea che qualcun altro, più grande e più potente di loro sia quello che in effetti fa le decisioni e che in effetti non siano loro.

    In realtà c’è un certo grado di libero arbitrio del genere umano ma qusto è limitato nel suo ambito e scopo, ed è limitato da Dio stesso. Dio permette agli uomini, ai demoni e a Satana di fare ciò che fanno, sì, Dio permette ma Dio limita, sopraffà ed annulla la loro volontà ed il loro potere. A Satana ed ai suoi demoni può essere permesso di esercitare le loro malvagie azioni e soprattutto è loro permesso di controllare la volontà e le vite di coloro che essi possiedono.

    Tuttavia, Dio fa in modo che nel loro libero arbitrio questi operino solo nei limiti della Sua volontà e dei Suoi piani e progetti. Dio fa questo per limitare e controllare il male ed anche per far collaborare tutte le cose assieme per il bene dei Suoi figli e del Suo popolo.

    Romani 8:28 Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene per coloro che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo proponimento.

    Ricordiamoci che l’uomo carnale, le persone che non appartengono a Dio non vogliono mai fare la volontà di Dio ed esercitano sempre il loro libero arbitrio ma sono infine completamente controllate e rese schiave dalla loro natura peccaminosa e quindi rispondono solo alla volontà del loro padre cioè il diavolo ed i loro stessi desideri peccaminosi.

    Ephesians 2:1-3 Egli ha vivificato anche voi, che eravate morti nei falli e nei peccati, 2 nei quali già camminaste, seguendo il corso di questo mondo, secondo il principe della potestà dell’aria, dello spirito che al presente opera nei figli della disubbidienza, 3 fra i quali anche noi tutti un tempo vivemmo nelle concupiscenze della nostra carne, adempiendo i desideri della carne e della mente, ed eravamo per natura figli d’ira, come anche gli altri.

    Dio ha liberato gli eletti, noi, da quella situazione, tuttavia, molti, la maggioranza dell’umanità rimarrà in quella condizione.

    Dio chiama queste persone i figli della disobbedienza, quelli che camminano secondo il corso di questo mondo, in altre parole obbedendo e facendo la volontà del diavolo perché essi desiderano ciò che desidera lui, questi sono quelli che hanno la loro conversazione nella lussuria della loro carne e vivono per soddisfare i desideri della loro carne e della loro mente corrotta e sono per la loro stessa natura, carnali e peccaminosi e per questo sono e rimangono figli dell’ira di Dio.

    Anche Gesù ha parlato di questa condizione umana quando ha rimproverato gli Ebrei nei Suoi giorni, ma questo è anche vero per sempre e per tutte le persone di tutti i tempi.

    Giovanni 8:23-24 Ed egli disse loro: «Voi siete di quaggiù, mentre io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. 24 Perciò vi ho detto che voi morirete nei vostri peccati, perché se non credete che io sono, voi morirete nei vostri peccati».

    Giovanni 8: 42-45 Allora Gesù disse loro: «Se Dio fosse vostro Padre, mi amereste, perché io sono proceduto e sono venuto da Dio; non sono venuto infatti da me stesso, ma è lui che mi ha mandato. 43 Perché non comprendete il mio parlare? Perché non potete ascoltare la mia parola. 44 Voi siete dal diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro; egli fu omicida fin dal principio e non è rimasto fermo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, parla del suo perché è bugiardo e padre della menzogna. 45 A me invece, perché vi dico la verità, voi non credete.

    Come vediamo l’uomo carnale, non salvato, non nato di nuovo, non può e non vuole rispondere a Dio e alla Sua volontà e chiaramente, come disse Gesù, è la volontà del diavolo che tali persone desiderano compiere.

    Eppure, nonostante tutto ciò, Dio ha sempre la meglio su tutti i malvagi e tutti gli operatori malvagi per poter far operare tutte le cose per il bene dei Suoi figli e del Suo popolo e per realizzare il Suo piano nonostante tutti i poteri demoniaci ed il peccato dell’umanità. Quindi Dio dimostra a tutti che Egli è davvero sovrano su tutti e tutto e che niente e nessuno, può contrastare la Sua volontà ed i Suoi piani.

    La Scrittura ci dice anche questo:

    Proverbi 16:4 L’Eterno ha fatto ogni cosa per se stesso, anche l’empio per il giorno della sventura.

    Quindi ora guardiamo ad alcuni altri passi che ci mostrano come Dio sia sovrano sulla l’intera storia e gli affari dell’uomo, tutti!

    Deuteronomy 10:14 Ecco, all’Eterno, il tuo DIO, appartengono i cieli, i cieli dei cieli, la terra e tutto quanto essa contiene;

    Deuteronomio 32:39-40 Ora vedete che io, io sono Lui, e che non vi è altro DIO accanto a me. Io faccio morire e faccio vivere, ferisco e risano, e non vi è nessuno che possa liberare dalla mia mano. 40 Sì, io alzo la mia mano al cielo e dico: Io vivo per sempre,

    1 Samuele 2:6-10 L’Eterno fa morire e fa vivere; fa scendere nello Sceol e ne fa risalire. 7 L’Eterno fa impoverire e fa arricchire, egli abbassa ma anche innalza. 8 Egli solleva il misero dalla polvere e tira fuori il povero dal letame, per farli sedere con i principi e far loro ereditare un trono di gloria; poiché le colonne della terra appartengono all’Eterno, e su di esse egli ha poggiato il mondo. 9 Egli veglia sui passi dei suoi santi, ma gli empi periranno nelle tenebre, perché l’uomo non prevarrà per la forza. 10 Gli avversari dell’Eterno saranno frantumati; egli tuonerà dal cielo contro di essi. L’Eterno giudicherà i popoli fino alle estremità della terra, darà forza al suo re e innalzerà la potenza del suo unto».

    Come vediamo da quest’ultimo passaggio, almeno in quei giorni c’erano credenti che conoscevano e capivano questo concetto, probabilmente molto meglio di molti altri oggi.

    Salmi 75: 6-7 Poiché non è dal levante né dal ponente e neppure dal deserto che viene l’esaltazione. 7 Ma è DIO colui che giudica; egli abbassa l’uno e innalza l’altro.

    Isaia 40:22-23 Egli è colui che sta assiso sul globo della terra, i cui abitanti sono come cavallette; egli distende i cieli come un velo e li dispiega come una tenda in cui abitarvi. 23 Egli riduce i principi a un nulla e rende inutili i giudici della terra.

    Geremia 27: 5 Io ho fatto la terra, gli uomini e gli animali che sono sulla faccia della terra, con la mia grande potenza e col mio braccio steso, e la do a chi sembra bene ai miei occhi.

    Daniele 2:20-21 Daniele prese a dire: «Sia benedetto il nome di Dio per sempre, eternamente, perché a lui appartengono la sapienza e la forza. 21 Egli muta i tempi e le stagioni, depone i re e li innalza, dà la sapienza ai savi e la conoscenza a quelli che hanno intendimento.

    Daniele 4:34-35 «Alla fine di quel tempo, io Nebukadnetsar alzai gli occhi al cielo e la mia ragione ritornò, benedissi l’Altissimo e lodai e glorificai colui che vive in eterno, il cui dominio è un dominio eterno e il cui regno dura di generazione in generazione. 35 Tutti gli abitanti della terra davanti a lui sono considerati come un nulla; egli agisce come vuole con l’esercito del cielo e con gli abitanti della terra. Nessuno può fermare la sua mano o dirgli “Che cosa fai?”.

    La cosa incredibile anche di questo passo è che qui si vede un re, un re che da poco ha sperimentato una conversione al vero Dio vivente, e che anche lui comprende la sovranità di Dio molto meglio di tanti professanti credenti oggi.

    Romani 9:18-23 Così egli fa misericordia a chi vuole e indurisce chi vuole. 19 Tu mi dirai dunque: «Perché trova ancora egli da ridire? Chi può infatti resistere alla sua volontà?». 20 Piuttosto chi sei tu, o uomo, che disputi con Dio? La cosa formata dirà a colui che la formò: «Perché mi hai fatto così?». 21 Non ha il vasaio autorità sull’argilla, per fare di una stessa pasta un vaso ad onore e un altro a disonore? 22 E che dire se Dio, volendo mostrare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con molta pazienza i vasi d’ira preparati per la perdizione? 23 E questo per far conoscere le ricchezze della sua gloria verso dei vasi di misericordia, che lui ha già preparato per la gloria,

    Spero adesso che possiamo almeno cominciare a capire che il concetto della sovranità suprema di Dio è più che evidente in tutta la Scrittura. Questi passi non sono affatto esaustivi, infatti ce ne sono tanti altri, ma non sarebbe pratico menzionarli tutti ora.

    Questi tuttavia sono sufficienti per stabilire chiaramente il fatto incontestabile che Dio è sovrano su tutti e su tutto mentre Lui rimane sempre e completamente separato da ogni male.

    In realtà dovrebbe essere molto confortante per noi credenti saper riposare nella sovranità di Dio e avere pace e conforto nella Sua onnipotenza. Sapere che sebbene Dio permetta al male di fare il suo corso eppure lo controlla e non gli permette di andare oltre ciò che Egli vuole, questo dovrebbe in effetti confortarci ed incoraggiarci e darci pace.

    Dovremmo trovare conforto nel fatto che anche se dobbiamo coesistere con il male e con gli operatori malvagi, tuttavia per noi che amiamo Dio e siamo chiamati secondo il Suo proposito, tutte le cose che Dio opererà le farà collaborare per il nostro bene e Dio opererà sempre per realizzare la Sua perfetta volontà, indipendentemente da chi si oppone a Lui.

    Anche il Salmo 46 ci dà questa nozione e questo conforto:

    Salmo 46:1-11 Al maestro del coro. Dei figli di Kore, per voce di soprano. Canto. DIO è per noi un rifugio ed una forza, un aiuto sempre pronto nelle avversità. 2 Perciò noi non temeremo, anche se la terra si dovesse spostare e se i monti fossero gettati nel mezzo del mare, 3 e le sue acque infuriassero e schiumassero, e i monti tremassero al suo gonfiarsi. (Sela) 4 C’è un fiume i cui rivi rallegrano la città di DIO, il luogo santo dove dimora l’Altissimo. 5 DIO è nel mezzo di lei, essa non sarà smossa; DIO la soccorrerà alle prime luci del mattino. 6 Le nazioni tumultuarono, i regni vacillarono; egli mandò fuori la sua voce, la terra si sciolse. 7 L’Eterno degli eserciti è con noi; il DIO di Giacobbe è il nostro rifugio. (Sela) 8 Venite e ammirate le opere dell’Eterno, che ha operato meraviglie sulla terra. 9 Egli fa cessare le guerre fino all’estremità della terra; egli rompe gli archi e spezza le lance, e brucia i carri col fuoco. 10 Fermatevi e riconoscete che io sono DIO; io sarò esaltato fra le nazioni, sarò esaltato sulla terra. 11 L’Eterno degli eserciti è con noi; il DIO di Giacobbe è il nostro rifugio.

    Dovremmo prendere conforto e forza nella sovranità di Dio e nella sua onnipotenza.

    Ora, detto tutto, colleghiamo tutto a ciò di cui stavamo parlando.

    Poiché Dio è completamente sovrano su tutti gli affari dell’umanità, poiché è Lui il sovrano della storia, iniziamo a capire, si spera, che le cose non accadono per caso.

    Le cose non accadono solo ed esclusivamente a causa del potere e della volontà dell’umanità o anche esclusivamente dal potere del male che controlla l’umanità. Certamente tutto questo ha un impatto sugli avvenimenti della storia, ma Dio permette che tutto avvenga e lo fa, come abbiamo visto, per una serie di ragioni.

    Ciò di cui abbiamo bisogno di capire perciò lo comprendiamo anche se lo riduciamo a pochi fatti,cioè questi:

    Dio eseguirà il Suo giudizio sul male e sui malvagi nel mondo ed ha usato più spesso che mai uomini per farlo. Dio usa disastri naturali per realizzare il Suo giudizio ma usa anche gli uomini per farlo.

    Il male non si cura di chi il male vuol abbattere. Pensateci, il diavolo ed i suoi angeli possiedono tutta l’umanità che non è salvata e tutti odiano Dio, ma questi odiano anche l’umanità che essi possiedono e schiavizzano.

    Credetemi, Satana ed i suoi demoni sono al contrario di Dio, Dio ama quelli che Egli possiede, Satana ed i suoi demoni, sebbene essi posseggano l’umanità eppure odiano tutti coloro che possiedono. Tutto quello che gli interessa è di usarli per i loro propositi nefandi e poi distruggerli.

    Pertanto la loro intenzione è quella di portare la maggior quantità possibile di morte e distruzione nel mondo.

    Anche Gesù ha affermato questo fatto quando ha detto:

    Giovanni 10:10 Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; ma io sono venuto affinché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.

    Vediamo chiaramente qui la differenza tra ciò che Satana vuole realizzare e ciò che Dio vuol fare.

    Dio quindi usa l’umanità per portare avanti la Sua volontà anche i Suoi ordini, così che anche Satana ed i suoi demoni vogliono fare lo stesso. C’è comunque una gran differenza tra il modo in cui Dio usa le persone e come le usa Satana.

    In definitiva, la storia umana in fine è la manifestazione della battaglia che Satana, i suoi demoni e l’umanità non salvata stanno combattendo contro Dio ed il suo popolo.

    Nonostante la quantità apparentemente schiacciante del male nel mondo, nonostante il fatto che i malvagi siano quasi sempre più numerosi del popolo di Dio, Dio comunque vincerà sempre, ed il Suo popolo, nonostante tutto il male che esiste e che si getta contro di loro, supererà e vincerà. Anche come hanno detto Gesù e anche Giovanni:

    Giovanni 16:33 Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me; nel mondo avrete tribolazione, ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo».

    1 Giovanni 5:4-5 Poiché tutto quello che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede. 5 Chi è che vince il mondo, se non colui che crede che Gesù è il Figlio di Dio?

    Come abbiamo detto prima, tutte le cose, proprio tutte, non solo alcune, non solo le buone, tutte le cose collaborano al bene del popolo di Dio, Romani 8:28.

    Alla fine ciò significa che tutte le cose infine funzionano per realizzare la perfetta volontà di Dio e il compimento dei Suoi piani. Dio ha il potere di tramutare il male in bene, o meglio di trarre il bene dal male e spesso lo fa; ma lo fa solo per portare gloria al Suo nome e nel processo per benedire e beneficiare il Suo popolo ma mai i malvagi.

    La Bibbia ci dice questo:

    Genesi 50:19-20 Giuseppe disse loro: «Non temete; sono io forse al posto di DIO? 20 Voi avete macchinato del male contro di me; ma DIO ha voluto farlo servire al bene, per compiere quello che oggi avviene: conservare in vita un popolo numeroso.

    Come abbiamo capito dalla storia di Giuseppe e dei suoi fratelli è che i suoi fratelli lo odiavano, lo invidiavano e pianificarono e complottarono di ucciderlo. Però Dio ha sovvertito le loro idee, per questo invece di ucciderlo lo hanno venduto come schiavo in Egitto e poi simulato la sua morte. Pensarono di liberarsi di lui facendo questo. Il loro intento malvagio ferì profondamente anche Giacobbe il loro padre, eppure continuarono a fingere la morte di Giuseppe anche dopo aver visto loro padre soffrire, non ebbero nemmeno pietà di lui. Possiamo tranquillamente dire quindi che erano malvagi almeno fino a quel momento.

    Eppure, Dio aveva un piano, il Suo piano non era il loro piano, Isaia 55: 8-9, sebbene Dio permise loro di fare ciò che fecero, Dio però intanto stava elaborando un altro piano, cioè il Suo piano.

    La maggior parte di noi pensp conosca la storia di Giuseppe, che anche dopo diverse battute d’arresto Dio lo innalzò ad essere il secondo in Egitto, secondo solo al Faraone. Giuseppe divenne governatore d’Egitto. Dio permise anche una grave e lunga carestia di colpire Canaan e l’Egitto ed i fratelli di Giuseppe dovettero andare a comprare grano in Egitto.

    In Egitto, dopo una serie di trucchi che Giuseppe praticò su di loro, si rivelò a loro, ed i suoi fratelli si pentirono del loro comportamento malvagio e Giuseppe con la benedizione di Faraone portò l’intero clan degli Israeliti a vivere in Egitto ed a prosperare ed essere benedetti e crescere in gran numero.

    Come abbiamo letto prima, Giuseppe ha capito che Dio ha trasformato le opere malvagie dei suoi fratelli pianificate contro di lui in bene. Dio benedisse Giuseppe e operò anche la salvezza dei suoi fratelli ed il loro pentimento, oltre ad impartire benedizioni su Giacobbe e benedire il popolo di Israele in Egitto per molti anni. L’intera faccenda, comunque, fu il modo in cui Dio portò a compimento il Suo piano rivelato ad Abramo in Genesi 15: 13-14.

    Osserviamo anche che Dio permise ai fratelli di Giuseppe di eseguire il loro malvagio libero arbitrio, tuttavia Dio con il Suo potere lo ha sopraffatto e rovesciato e limitò anche tutto il male che essi progettarono contro Giuseppe, male pianificato sia dai suoi fratelli che in seguito anche dalla moglie di Potifar in Egitto.

    Da questi fatti si capisce che nessuna quantità di male, non importa chi pianifica il male, anche Satana ed i suoi demoni, non può resistere alla volontà di Dio ed al Suo potere. Dio farà ciò che Dio vuole fare a prescindere da qualsiasi interferenza e da qualsiasi tentativo da parte di chiunque di contrastare i Suoi piani. Ciò dimostra anche che il libero arbitrio dell’umanità è in realtà completamente impotente per essere mai una forza in grado di resistere alla potenza di Dio e all’esecuzione della Sua perfetta volontà.

    Dopo aver intrapreso questo viaggio in questi grandi fatti, possiamo capire meglio e più chiaramente perché Dio ha quindi ordinato al Suo popolo Israele di distruggere completamente gli abitanti della terra di Canaan. Lo ha fatto perché la loro malvagità aveva raggiunto il punto di non ritorno. Le loro azioni malvagie raggiunsero il limite della pazienza e della tolleranza di Dio. Inoltre questi popoli non vollero pentirsi dei loro comportamenti malvagi. Dio infatti diede loro 430 anni di tempo per pentirsi, ma non lo vollero fare. In effetti sono divennero sempre peggio ed alla fine Dio li giudicò ed usò il Suo popolo per farlo.

    Dio spesso ha usato persone più giuste per giudicare i più malvagi, anche se e quando i giusti diventano malvagi, Dio comunque usa persone ancora più malvagie per giudicare e correggere quelli che erano giusti ma divennero malvagi. Questo è esattamente quello che è successo ad Israele e Giuda.

    In America oggi viviamo un rischio molto, molto grosso, l’America era una volta un popolo virtuoso e devoto a Dio, non perfetto ma molto meglio di oggi. Questo popolo è gradualmente diventato sempre più malvagio ed ora è in grave pericolo del giudizio di Dio, in realtà il Suo giudizio sulla nazione è già iniziato, potremmo invertirlo se si tornasse a Dio ed alle Sue vie.

    La domanda è: siamo disposti? Finora c’è poca indicazione che il popolo sia disposto a voltare le spalle alle nostre vie malvagie e tornare a fare le cose come vuole Dio. La chiesa purtroppo si è illusa nel pensare di essere in regola davanti a Dio mentre invece non lo è.

    La maggior parte della chiesa nella nazione è nella condizione spirituale di tiepidezza e Dio e Gesù avvertirono la chiesa tiepida di allora e di oggi:

    Romani 3:14-22 «E all’angelo della chiesa in Laodicea scrivi: queste cose dice l’Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della creazione di Dio. 15 Io conosco le tue opere, che tu non sei né freddo né caldo. Oh, fossi tu freddo o caldo! 16 Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né caldo, io sto per vomitarti dalla mia bocca. 17 Poiché tu dici: “Io sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di nulla”; e non sai invece di essere disgraziato, miserabile, povero, cieco e nudo. 18 Ti consiglio di comperare da me dell’oro affinato col fuoco per arricchirti, e delle vesti bianche per coprirti e non far apparire così la vergogna della tua nudità, e di ungerti gli occhi con del collirio, affinché tu veda. 19 Io riprendo e castigo tutti quelli che amo; abbi dunque zelo e ravvediti. 20 Ecco, io sto alla porta e busso; se qualcuno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui, e cenerò con lui ed egli con me. 21 A chi vince concederò di sedere con me sul mio trono, come anch’io ho vinto e mi sono posto a sedere col Padre mio sul suo trono. 22 Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese».

    Questo è dove siamo oggi nella maggior parte della chiesa, il Signore è molto dispiaciuto del comportamento della maggior parte della chiesa in America. Per questo siamo anche in pericolo nazionale di perdere tutte le benedizioni che Dio ci ha conferito come nazione.

    Lo dirò e lo ripeterò, se questo alla fine accadrà la colpa è della chiesa.

    Tuttavia, ora che comprendiamo che Dio ha usato il Suo popolo per estirpare e sradicare il male dalla terra di Canaan, capiamo anche meglio la volontà di Dio riguardo alle responsabilità e le azioni del governo.

    Pertanto non possiamo esimerci dal fatto che Dio permetta ai magistrati, al governo e alle forze dell’ordine di avere la spada. La Sua volontà è quella di punire i malvagi nel mondo ed usare gli uomini, cioè il governo per farlo.

    Come credenti quindi, se vogliamo pensare come pensa Dio ed essere d’accordo con Lui, dobbiamo accettare la volontà di Dio e capire che Dio è severo quando si tratta di punire il male.

    La spada, è la condanna a morte per il male e la malvagità. Questo viene portato in atto attraverso il sistema giudiziario che Dio ha stabilito sulla terra, cioè le autorità governative. Come abbiamo già detto, la pena di morte per gli assassini è la volontà di Dio e le autorità governative dovrebbero sempre applicarla e la chiesa dovrebbe essere d’accordo.

    Ascoltate, non è che dobbiamo gradire sempre la volontà di Dio, anche se ottenendo il rinnovamento della nostra mentie ci causrebbe di per poterlo fare, tuttavia dobbiamo capire la volontà di Dio e dobbiamo essere d’accordo con essa. Solo perché Dio odia il peccato, la malvagità e persino i peccatori, ciò non significa affatto che Egli trovi piacere nell’eseguire il Suo giudizio.

    Infatti Dio dice che Egli non trova piacere nell’esecuzione dei malfattori, Egli desidererebbe che essi si pentirssero e si allontanassero dalle loro vie malvagie.

    Dio infatti ha detto:

    Ezechiele 18:23 Provo forse piacere della morte dell’empio?», dice il Signore, l’Eterno, «e non piuttosto che egli si converta dalle sue vie e viva?

    Ezechiele 18:32 Io infatti non provo alcun piacere nella morte di chi muore», dice il Signore, l’Eterno. «Convertitevi dunque e vivrete».

    Ezechiele 33:11 Di’ loro: Com’è vero che io vivo», dice il Signore, l’Eterno, «io non mi compiaccio della morte dell’empio, ma che l’empio si converta dalla sua via e viva; convertitevi, convertitevi dalle vostre vie malvagie. Perché mai dovreste morire, o casa d’Israele?

    Tuttavia, Dio sa che tutti i malfattori non si pentiranno e che deve fare ciò che non gli piace fare, perché? Perché è la cosa giusta da fare secondo la Sua persona e ciò che il Suo carattere e la Sua giustizia richiedono.

    A proposito, nel contesto dei passaggi qui sopra, Dio sta parlando specificamente della morte fisica, Egli può anche avere inferito alla morte spirituale, ma nel contesto preciso di queste Scritture sta parlando specificamente della morte fisica. Proprio come lo siamo noi quando si tratta di giustiziare gli omicidi, così come sappiamo che il salario del peccato è la morte, Romani 6:23.

    Tuttavia, sappiamo che un peccatore impenitente e non credente non solo subirà la morte del corpo, ma subirà la seconda morte, la quale è l’eterna dannazione e punizione delle loro anime e corpo.

    Apocalisse 20:14-15 Poi la morte e l’Ades furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la morte seconda. 15 E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco.

    Apocalisse 21:8 Ma per i codardi, gl’increduli, gl’immondi, gli omicidi, i fornicatori, i maghi, gli idolatri e tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno che arde con fuoco e zolfo, che è la morte seconda».

    Quindi ecco che i poteri governativi hanno la spada ed è una spada che è ordinata da Dio per essere usata per punire i malfattori. Questa non è solo giustizia umana, è anche giustizia divina perché le potenze governative sono effettivamente ordinate da Dio ed anche la giustizia è ordinata da Dio.

    Giusitziare i malvagi non è un peccato, non è vendetta, è giustizia, è il marchio della giustizia di Dio. L’uomo finisce per diventare sempre più ingiusto quando le autorità governative non vogliono più punire il male nel modo in cui Dio desidera che il male sia punito.

    La spada delle autorità governative dovrebbe far temere Dio di più. Uno dei motivi per cui le persone non temono Dio oggi è perché i magistrati hanno volontariamente rinunciato all’uso della loro spada per punire i malfattori. Come già abbiamo detto prima, la probabilità del giudizio di Dio aumenta su quella società perché il sangue innocente non viene vendicato ed i colpevoli non sono puniti come Dio richiede.

    Abbiamo anche visto che Dio ha avvertito Israele che se non avessero eseguito il Suo tipo di giustizia, ciò che Egli gli ha richiesto di fare, Egli avrebbe giudicato anche loro. Se il sangue innocente non fosse stato vendicato per far giustizia, la terra sarebbe diventata inquinata e alla fine Dio stesso avrebbe dovuto far giustizia e credetemi è sempre peggio per tutti se deve farlo Lui anziché le autorità.

    Deuteronomio 19:10 affinché non si sparga sangue innocente in mezzo al paese che l’Eterno, il tuo DIO, ti dà in eredità e tu non ti renda colpevole di omicidio.

    Deuteronomio 19:13 Il tuo occhio non avrà pietà di lui, ma rimuoverai da Israele la colpa di aver sparso sangue innocente, e così prospererai.

    Numeri 35:33 Non contaminerete il paese dove siete, perché il sangue contamina il paese; e non si può fare alcuna espiazione per il paese, per il sangue che in esso è stato versato se non mediante il sangue di chi l’ha versato.

    A proposito, questi non sono principi che si applicano solo ad Israele, questi sono principi che si applicano a tutte le nazioni a causa di ciò che Dio ha detto a Noè in Genesi 9: 5-6. Ne abbiamo già parlato prima ed abbiamo appunto stabilito che è un principio universale che Dio ha dato all’umanità, poiché abbiamo visto che tutte le nazioni sono provenute dai figli di Noè, quindi ciò che Dio ha detto loro lo ha detto a tutti.

    Dio poi spiegò meglio ad Israele come applicare ancora meglio ciò che dichiarò in Genesi 9. Tuttavia, possiamo ovviamente capire che tra la legge morale di Dio scritta nel cuore dell’umanità e il tramandare delle istruzioni che Dio diede in Genesi 9: 5-6 a tutte le nazioni come ho detto sono ancora valide oggi.

    Queste sono le responsabilità assegnate da Dio alle autorità governative.

    Quando le autorità governanti eseguono i loro doveri come Dio desidera, non solo queste puniscono il male ma come abbiamo visto fanno la volontà di Dio questo fa anche evitare che la nazione incorra nel giudizio di Dio per non aver punito il male e così quella società avrà anche più timore di Dio, il quale impedirà il male di crescere in quella società.

    Romani 13: 5 Perciò è necessario essergli sottomessi, non solo per timore dell’ira ma anche per ragione di coscienza.

    In questo versetto ora Paolo sta spiegando che dovuto a ciò che ha precedentemente affermato che noi, cristiani, dobbiamo essere soggetti alle autorità governative.

    In altre parole perché sono ordinate da Dio devono essere temuti perché puniscono il male nella società. In realtà Paolo ora dice che quelle sono le ragioni ma che non dovremmo obbedire alle autorità semplicemente per il timore della loro punizione ma io aggiungerei anche e soprattutto a causa della coscienza.

    In questo caso, nel caso del credente la coscienza è ciò che viene esercitata dalla convinzione dello Spirito Santo e dalla parola di Dio. Nell’uomo naturale, carnale e non credente, la coscienza funziona solo sottolineando una violazione della legge di Dio scritta nel cuore o la legge umana, tuttavia l’uomo non salvato raramente agisce obbedendo alla legge di Dio o alla Sua volontà, se lo fanno non è perché amano o temono Dio, che è o dovrebbero essere la motivazione che i cristiani dovrebbero avere, piuttosto, l’uomo non salvato se mai ubbidisce alla legge dell’uomo o di Dio lo fa per timore di punizione o per evitare la vergogna personale.

    Per esempio, la coscienza umana può indurre una persona ad avere rimorso per una cattiva azione commessa, ma di solito il rimorso avviene per ragioni egoistiche e non è il pentimento del peccato perché hanno offeso Dio. La coscienza dei credenti, invece, energizzata dallo Spirito Santo e dalla parola di Dio, conduce il credente al dolore di Dio che conduce al vero pentimento.

    Ad esempio, nella Bibbia vediamo un paio di episodi che confermano questo fatto, per esempio la differenza tra il comportamento di Giuda e quello di Pietro.

    Giuda tradì Gesù nelle mani degli Ebrei e dei Romani e quel tradimento costò a Gesù la Sua vita.

    D’altra parte, anche Pietro in un certo senso tradì Gesù rinnegandolo e negando di conoscerlo per salvare la propria vita, nel caso volessero implicarlo anche nella cospirazione per condannare Cristo a morte.

    Ora anche se apparentemente diverse queste azioni sono molto più simili di quanto si possa pensare.

    Entrambe queste azioni in effetti hanno causato la condanna e la morte di Cristo perché l’azione di Giuda ha causato l’ effettivo arresto di Gesù, che in seguito ha causato la Sua crocifissione ed è stato fatto per avidità, per denaro. Eppure l’azione di Pietro in realtà suggellò la condanna e la morte di Cristo perché egli negò di conoscerlo e nel processo eliminò se stesso come testimone che avrebbe potuto aiutare Gesù ad essere rilasciato. Si capisce chiaramente che entrambe questi uomini hanno agito secondo il loro libero arbitrio ma tuttavia entrambe le azioni sono state volute ma anche sovranamente sopraffatte da Dio. Dio e Gesù hanno voluto che queste cose accadessero perché erano la volontà di Dio che accadessero.

    Infatti Pietro stesso poi comprende tutto questo quando il giorno di Pentecoste predicò queste parole:

    Atti 2:22-24 Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù il Nazareno, uomo accreditato da Dio tra di voi per mezzo di potenti operazioni, prodigi e segni che Dio fece tra di voi per mezzo di lui, come anche voi sapete, 23 egli, dico, secondo il determinato consiglio e prescienza di Dio, vi fu dato nelle mani e voi lo prendeste, e per mani di iniqui lo inchiodaste alla croce e lo uccideste. 24 Ma Dio lo ha risuscitato, avendolo sciolto dalle angosce della morte, poiché non era possibile che fosse da essa trattenuto.

    Come vediamo, furono Giuda e Pietro che lo fecero, ma Gesù fu consegnato nelle mani degli Ebrei ed i Romani dal determinato consiglio e la prescienza di Dio. È stata la volontà di Dio che questo accadesse! Non ostante fosse la Sua volontà che questo accadesse Dio comunque tenne tutte le persone coinvolte responsabili della morte di Suo Figlio.

    Inoltre ricordiamoci che nel caso di Pietro se qualcuno pensasse che il suo rinnegamento non fu così grave quanto il fu tradimento di Giuda, Gesù durante il Suo ministero disse questo:

    Luca 9:26 Perché, se uno ha vergogna di me e delle mie parole, anche il Figlio dell’uomo avrà vergogna di lui, quando verrà nella gloria sua e del Padre e dei santi angeli.

    Come vediamo rinnegare Gesù è infatti un peccato degno di dannazione eterna non solo un semplice piccolo errore.

    Il rinnegamento di Pietro fu un peccato molto, molto serio, eppure c’era ancora una grande differenza tra ciò che fece Pietro e quello che fece Giuda, la differenza non è nel peccato stesso, nemmeno nella persona tanto per dire. Entrambe erano peccati gravi ed entrambe peccarono quasi in egual misura.

    Quindi qual fu la differenza tra Giuda e Pietro?

    La stessa esatta differenza c’era tra Giacobbe ed Esaù. Ricordiamoci ciò che Paolo ha scritto in Romani 9 su quello che Dio ha dichiarato:

    Romani 9:11-16 (infatti, quando non erano ancora nati i figli e non avevano fatto bene o male alcuno, affinché rimanesse fermo il proponimento di Dio secondo l’elezione e non a motivo delle opere, ma per colui che chiama), 12 le fu detto: «Il maggiore servirà al minore», 13 come sta scritto: «Io ho amato Giacobbe e ho odiato Esaù». 14 Che diremo dunque? C’è ingiustizia presso Dio? Così non sia. 15 Egli dice infatti a Mosè: «Io avrò misericordia di chi avrò misericordia, e avrò compassione di chi avrò compassione». 16 Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia.

    È dunque giusto dire a questo punto che entrambe, Giacobbe ed Esaù, erano peccatori? Si Certamente! Sappiamo infatti che ogni singolo essere umano, ad eccezione di Gesù Cristo, nasce nel peccato e quindi per sua natura è peccatore.

    Quindi il peccato, più o meno non era il fattore per il quale Dio ha scelto Giacobbe invece di Esaù.

    In realtà Paolo è preciso nel dire questo quando dice che i bambini non erano ancora nati, né avevano fatto alcun bene o male così che il proposito di Dio secondo l’elezione rimanesse fermo, non di opere, ma per Colui che chiama;) e le fu detto: l’anziano servirà il più giovane.

    In effetti, è stato per quella esatta ragione che Dio più tardi dichiara, Giacobbe ho amato ed Esaù ho odiato.

    Ciò che fa Dio amare un peccatore, lo abbiamo spiegato prima, è solo che ha scelto di mostrare misericordia a quella persona attraverso il sacrificio di Cristo. Questo è valido per tutti gli eletti, sia prima della croce che dopo. Quelli che Dio scelse prima li scelse in previsione della croce, ma furono comunque salvati per grazia mediante la fede nella promessa del Messia. Ovviamente quelli scelti di essere salvati dopo la croce, furono scelti per credere in Cristo dopo la Sua opera di redenzione.

    Ad ogni modo, questa è la differenza tra Pietro e Giuda. Pietro ovviamente era un uomo come Giacobbe, scelto da Dio per ricevere misericordia, Giuda invece era un uomo come Esaù non scelto per ricevere la misericordia ma per un altro scopo, ma comunque sempre nel piano di Dio.

    Dobbiamo ricordarci però che sia Pietro che Giuda, Giacobbe ed Esaù erano tutti peccatori che meritavano il giudizio e l’ira di Dio. Nessuno di loro meritava misericordia e salvezza e dire che la salvezza di Giacobbe e Pietro era dovuta alla loro scelta ed il loro libero arbitrio vuol dire non comprendere la Scrittura, Dio e la peccaminosità dell’uomo.

    Invece Paolo ha giustamente spiegato che Giacobbe era amato a causa dell’elezione di Dio, non c’era nulla che Dio vedesse in lui o su di lui che rendeva Dio scelto da lui. In realtà Dio vede solo il peccato nell’umanità, è tutto ciò che vede, tuttavia se vogliamo essere scelti per essere in Cristo, allora Dio vede Cristo non noi o il nostro peccato e questo è l’unico modo in cui Dio può e amerà i peccatori.

    Dio aveva scelto Pietro un peccatore per essere salvato e per ricevere la Sua misericordia, Dio non ha scelto Giuda per lo stesso scopo e perciò Giuda ha finito per fare ciò che il suo cuore diabolico voleva fare ma nel frattempo ha fatto anche la volontà di Dio nel tradire Gesù.

    Ora c’è da dire che anche Pietro fece ciò che il suo cuore peccaminoso volle fare quando rinnegò Cristo, tuttavia, poiché Dio lo scelse per la salvezza, Dio fece anche in modo che Pietro fosse salvato, Dio si assicurò che Pietro, che aveva fede in Cristo contrariamente a Giuda che invece non credeva, fosse portato al ravvedimento da una tristezza divina e dalla rimozione della sua colpa dall’opera di redenzione di Cristo attraverso la croce.

    Giuda invece ebbe rimorso per quello che fece, ma dal momento che Giuda non aveva fede salvifica, non era guidato da un santo dispiacere per il pentimento, ma ebbe rimorso, un rimorso di colpa che è anche noto come il tristezza del mondo che non porta al pentimento piuttosto porta alla morte.

    2 Corinzi 7:10 Poiché la tristezza secondo Dio opera il ravvedimento alla salvezza di cui non si deve pentire; ma la tristezza del mondo produce la morte.

    Non è la persona da sola a pentirsi, ma è Dio che lo fa accadere nelle persone sulle quali ha scelto di avere misericordia. In questo caso fu Pietro e non Giuda.

    In realtà vediamo la differenza tra i due, Pietro ha avuto un dolore sincero che lo ha portato al pentimento, Giuda ha avuto un rimorso umano per la colpa di ciò che fece senza la grazia di Dio nella sua vita lo schiacciò e quindi non trovando nessuna speranza si impiccò.

    Questo è esattamente ciò che afferma questo passo letto qui sopra. Nel caso di Pietro la tristezza di Dio lo portò al pentimento e quindi alla salvezza (che era già stata pianificata da Dio per lui) mentre nel caso di Giuda lo ha portato ad avere tristezza mondana che lo ha portato alla morte.

    Dobbiamo anche guardare all’altra questione essenziale che successe nella vita di Pietro che è in realtà parte dell’unica ragione per cui lui un peccatore come Giuda ebbe un risultato diverso da quello di Giuda.

    La seguente Scrittura fa parte del motivo in più per cui la coscienza di una persona opera a portare una persona al pentimento e alla fine ad abbandonare il peccato, in realtà è persino la ragione per cui una persona crede in Cristo e viene salvata.

    Luca 22:31-32 Il Signore disse ancora: «Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano. 32 Ma io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno; e tu, quando sarai ritornato, conferma i tuoi fratelli».

    Pietro era un peccatore come lo era Giuda, la differenza tra i due era questa, Pietro era un uomo scelto da Dio per ricevere la misericordia e la salvezza di Dio. Pietro era un eletto di Dio, era un peccatore che Dio decise di amare in Cristo e per questo motivo il Padre lo ha dato a Gesù per la salvezza.

    Questo non era ciò che Dio aveva in serbo per Giuda. Non è che Giuda fosse stato scelto per l’inferno, tutti senza eccezione meritano il giudizio e l’ira di Dio e la dannazione eterna. Giuda non fu scelto per la misericordia come lo fu Pietro.

    Ci sono molti, molti passi, che abbiamo visto spesso nel nostro studio dell’epistola ai Romani, che confermano questi fatti. Eccone alcuni:

    Prima di tutto, Pietro aveva fede ma la sua fede gli era stata data da Dio, altrimenti non l’avrebbe avuta:

    Matteo 16: 15-17 conferma questo fatto.

    Giuda non credette in Cristo come Pietro, Giuda non fu salvato, perchè non aveva fede: non aveva fede lo conferma Giovanni 6: 64-71; Giuda continuò nel suo peccare e non era come gli altri undici Giovanni 12: 4-6, Gesù lo chiamò un diavolo Giovanni 6:70, e anche il figlio della perdizione

    Giovanni 17:12 (titolo riservato all’Anticristo, vedi 2 Tessalonicesi 2: 3 )

    In secondo luogo, Pietro fu scelto per la salvezza, Giuda no: Giovanni 6:64; Giovanni 13:18; Giovanni 15: 16-19 (notate in questo ultimo passo che Giuda non è presente quando Gesù dice agli undici che li ha scelti per portare frutto per Dio) Romani 9: 21-23,

    Pietro e gli altri dieci discepoli, ma non Giuda Iscariota, furono dati a Cristo dal Padre per la salvezza così come tutti gli altri che sono gli eletti di Dio in Cristo, Giovanni 6: 37-39; Giovanni 6:44;

    Giovanni 6:65; Giovanni 17: 2-11.

    La terza osservazione è che la fede di Pietro era protetta in modo soprannaturale in quanto tale è la fede di tutti coloro che credono in Cristo: Luca 22: 31-32; Giovanni 6: 37-39; Giovanni 6:44; Giovanni 10: 26-30; Giovanni 17: 2; Giovanni 17:12; Pietro capì pienamente questo fatto, come poi scrisse in seguito 1 Pietro 1: 3-9.

    La fede di tutti i credenti è data da Dio come dono di grazia, Efesini 2: 8-9 e Dio la preserva e protegge Romani 8: 28-39; 1 Pietro 1: 3-9; Ebrei 7: 24-25.

    Come vediamo, Pietro era un peccatore proprio come Giuda e come noi. Tutti tranne Gesù sono peccatori, Romani 3: 10-18 e tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio Romani 3:23 e il salario del peccato è la morte ma il DONO DI DIO è la vita eterna attraverso Cristo Gesù, nostro Signore Romani 6:23.

    Eppure, Dio aveva scelto Pietro per mostrargli misericordia, ma Dio non scelse Giuda e quindi Giuda rimase nello stesso stato in cui si trovava dall’inizio. Egli ha continuato a peccare, ha rubato soldi dalla borsa del gruppo, era avido di denaro ed ha tradito Gesù per trenta pezzi d’argento ed anche se la sua coscienza lo ha accusato ed ha avuto rimorso questo non lo ha portato al pentimento e alla salvezza piuttosto alla morte e alla dannazione. Questo è quello che succede alle persone le cui coscienze non rispondono a Dio ma solo alla vergogna e alla colpa.

    Quindi abbiamo iniziato questa intera questione su Pietro e Giuda per spiegare come e perché la coscienza dell’uomo risponde e perché risponde come fa. Se una persona ama Dio, la sua coscienza risponde allo Spirito di Dio e alla Sua parola se una persona non è salvata e quindi non ama Dio, la sua coscienza risponde solo alla colpa ma non a Dio.

    Più spesso più che mai, le persone che non sono nate dallo Spirito, quelli che non credono in Cristo e quindi Dio, cercano di sopprimere la loro coscienza seppellendo la sua voce di condanna peccando ancora di più. Questo è in realtà ciò che ci viene spiegato anche in Romani 1: 18-32.

    Il brano inizia dicendo che l’ira di Dio viene rivelata dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini, che detengono la verità nell’ingiustizia; Perché ciò che può essere conosciuto di Dio si manifesta in loro; poiché Dio lo ha mostrato a loro. Poiché le qualità invisibili di Dio sono chiaramente viste dalla creazione del mondo, essendo comprese dalle cose che sono create, persino il Suo potere eterno e la sua divinità; in modo che questi siano senza scuse.

    Questo in realtà sta parlando del fatto che queste persone hanno tenuto la verità di Dio nell’ingiustizia, perché? Perché Dio ha fatto conoscere loro cose di Lui e della Sua legge, dove? In loro!

    In che modo queste cose diventano evidenti per loro? Attraverso la coscienza e attraverso la creazione. Paolo dice che Dio li giudica, non perché in realtà respingono il Vangelo piuttosto perché rifiutano di sottomettere la propria coscienza a qualsiasi quantità di conoscenza di Dio che Egli ha reso loro disponibile, il che è sufficiente per portare una persona al punto di riconoscere la Sua esistenza e le Sue leggi, Paolo dice che Dio le ha mostrate a loro per rivelazione attraverso la coscienza e la natura, ma l’umanità che ha per questo prove sufficienti per rispondere a Dio è comunque incapace di farlo ma anche non disposti a farlo, questo è il motivo per cui Dio li tiene senza scuse e responsabili della loro ribellione.

    Romani 1:21-22 Poiché, pur avendo conosciuto Dio, non l’hanno però glorificato né l’hanno ringraziato come Dio, anzi sono divenuti insensati nei loro ragionamenti e il loro cuore senza intendimento si è ottenebrato. 22 Dichiarandosi di essere savi, sono diventati stolti,

    La risposta di tutto questo è ciò che leggiamo all’inizio di questo passo, in altre parole, che prendono tutta questa rivelazione e conoscenza di Dio che hanno e sopprimono la voce della loro coscienza seppellendola con un comportamento ancora più peccaminoso. Col passare del tempo le loro coscienze diventano sempre più insensibili a qualsiasi avvertimento divino.

    Solo Dio può sfondare tutta questa durezza e insensibilità e peccaminosità e solo Dio può come dice la Sua parola in Ezechiele 36: 25-27 portare una nuova nascita in una persona e prendere il cuore di pietra da una persona e dar a loro un cuore di carne, in altre parole un cuore la cui coscienza risponderà ai comandamenti di Dio.

    Ezechiele 36:25-27 Spanderò quindi su di voi acqua pura e sarete puri; vi purificherò da tutte le vostre impurità e da tutti i vostri idoli. 26 Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dalla vostra carne il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. 27 Metterò dentro di voi il mio Spirito e vi farò camminare nei miei statuti, e voi osserverete e metterete in pratica i miei decreti.

    Questa è la descrizione della nuova nascita di Israele, ma è anche la descrizione di ogni persona che rinasce da Dio. Questo è esattamente ciò che Dio deve fare per far sì che le coscienze delle persone rispondano a Lui. Il cuore di pietra è anche un’indicazione di una coscienza cicatrizzata e indurita poiché la legge di Dio è infatti scritta nel cuore di ogni uomo Romani 2: 14-15.

    Questo è il motivo per cui un uomo naturale, non salvato, non rinato non può e non vuole rispondere nel modo giusto ai suggerimenti della propria coscienza, il cuore non risponde a Dio e ci vuole l’intervento di Dio per rimuovere il cuore di pietra e dare un cuore di carne, questo può far rispondere a Dio e poi Dio mette in noi un nuovo spirito che può rispondere ai suggerimenti dello Spirito di Dio che sarà in noi e ci farà camminare nelle vie di Dio. Questa è la descrizione di un cuore, una mente e una coscienza che finalmente possono e sopratutto vogliono rispondere alla legge di Dio e alla Sua parola.

    Ora che abbiamo visto tutto questo possiamo renderci meglio conto di ciò che Paolo sta dicendo riguardo alla dovuta sottomissione alle autorità governative non solo per paura della punizione ma per timore di Dio e per ragioni di coscienza.

    I non credenti devono obbedire per lo più non da una coscienza che risponde a Dio, perchè non può, ma normalmente si sottometteranno alle autorità governative perché temono la spada e la punizione che riceveranno dalle autorità stesse.

    Questo è il motivo per cui è così importante oggi non permettere alle autorità governative di perdere l’uso della spada e di non abbattere la punizione tramite pattegiamenti vari e non indebolire le forze dell’ordine legandogli le mani ed infine pervertire la giustizia.

    Come abbiamo visto, i non credenti rispondono solo al timore della punizione e non di Dio, ma se permettimao di ridurre e ammorbidire la punizione infine la gente non temerà e finirà per non temere affatto le autorità governative.

    Questo infatti sta diventando sempre più evidente oggi giorno con tutta l’illegalità che sta umentando e diffondendosi nei nostri paesi. Questo sta accadendo perché gradualmente ma progressivamente l’applicazione della legge è stata privata della sua autorità ed è stata quasi disarmata da politici, giudici, magistrati, governatori e sindaci che sono diventati corrotti e che amano l’illegalità piuttosto che la legge e la giustizia.

    Molti, che sono spesso chiamati buonsti o guerrieri di giustizia sociale, sono invece tutt’altro , stanno invece danno dei lasciapassare per crimini efferati, ignorano le leggi giuste, evitano la Costituzione, tolgono la spada ai magistrati, aboliscono la pena di morte, legalizzano l’omicidio infantile e lo applicano, lo supportano e persino lo forzano.

    Danno ordini alla polizia di arrendersi ai criminali invece di proteggere i cittadini dagli anarchici e dai teppisti fuori legge e non solo danno ordini alla polizia di non intervenire per sedare la violenza ma diventano complici non solo non fermandola ma infine realmente incitandola e incoraggiandola ad accadere.

    I giudici hanno corrotto la legge ed ignorano la legge, assolvono il colpevole e condannano i cittadini giusti, rispettosi della legge ed onesti. Stiamo vedendo sempre più questo comportamento fuori legge, ma vedete, questo non è solo perché questi disprezzano semplicemente le autorità e la legge, no, per niente, questo è perché in realtà disprezzano il legislatore dei legislatori, il creatore della legge cioè Dio!

    Odiano Dio e quindi disprezzano tutto ciò che ricorda loro di Dio e dei Suoi giusti decreti. Da ciò comprendiamo chiaramente che le autorità governative sono invece davvero ordinate da Dio.

    Eppure, quando le persone malvagie e fuori legge, prendono le redini e il controllo di queste posizioni di autorità è ovvio che non le rispettano neppure applicano leggi giuste e una giustizia equa e giusta, piuttosto usano la legge come uno strumento per storcere e manipolare e opprimere, per condannare tutti coloro che si oppongono a loro e vogliono far rispettare le vere leggi e la vera giustizia.

    La Scrittura è molto chiara su questo concetto in quanto afferma quanto segue:

    Proverbi 28: 4-5 Quelli che abbandonano la legge lodano gli empi; ma quelli che osservano la legge fanno loro guerra. 5 Gli uomini malvagi non comprendono la giustizia, ma quelli che cercano l’Eterno comprendono ogni cosa.

    Proverbi 29: 27 L’uomo iniquo è un abominio per i giusti, e chi cammina rettamente è un abominio per gli empi.

    Ora sapete perché i malvagi sembrano sempre non avere una coscienza ed odiano la legge e la giustizia. Alla fine non sono solo le autorità terrene che questi disprezzano e non temono più, ma stanno disprezzando Dio e le Sue leggi e i Suoi giusti decreti.

    In effetti è esattamente quello che Paolo dice concludendo il passaggio di Romani 1: 18-32:

    Tuttavia, il cristiano deve sottomettersi alle autorità governative non tanto per paura della loro punizione piuttosto per causa di coscienza, in altre parole per timore di Dio e al fatto che le autorità governative sono infatti ordinate da Dio. Ancora una volta lo ripeterò di nuovo, ci sottometteremo a qualsiasi e tutte le leggi e le direttive delle autorità governative solo quando non violano apertamente le leggi e la parola di Dio e quando non violano le nostre coscienze perché esse rispondono ai comandamenti di Dio innanzitutto.

    Come accade anche nella chiesa, l’autorità data da Dio ai responsabili delle chiese rimane tale solo quando essi rimanono obbedienti e sottomesse all’autorità di Dio e della Sua parola. Una volta che in qualsiasi punto si trasgredisce la parola ed i comandamenti di Dio, in quel particolare caso si perde l’autorità ed in quei casi e quei casi solamente non siamo, lo ripeto, non siamo obbligati ad obbedire e sottometterci a leggi, ordinanze o comandamenti iniqui.

    Tuttavia, se le autorità di governo passano e fanno rispettare leggi che sono in accordo con la parola di Dio o almeno che sono neutrali alla parola di Dio, in altre parole non violano la legge di Dio e la sua parola, dobbiamo obbedire e sottometterci sempre.

    Inoltre, dobbiamo rispettare gli uffici e gli ufficiali come ordinati da Dio. Potremmo non gradire le persone al governo, dal momento che possono essere tiranniche e persino anticristo e certamente non dobbiamo gradire il loro comportamento. Ciò che è sbagliato, però, è tutto ciò che stanno facendo anche oggi in molti paesi, incluso il nostro.

    Vediamo un odio virulento che viene trasmesso alle forze dell’ordine e tutti i politici, anche per quelli che veramente vogliono fare le cose giuste. Questo è un sintomo di una società e cultura che odia Dio.

    Tutto l’odio che c’è per le forze dell’ordine che notiamo oggi è segno che le persone si trovano in una situazione spirituale molto brutta, quando la gente odia la legge e l’ordine e l’applicazione della legge in realtà questo è descritto nella Scrittura come il comportamento di persone empie e malvagie.

    Giuda 8 allo stesso modo questi sognatori contaminano anch’essi la carne, respingono l’autorità e parlano male delle dignità.

    Mi rendo conto che spesso, anche come credenti, diventiamo irritati ed arrabbiati con molti rappresentanti governativi quando mostrano comportamenti malvagi e sono Anticristo, questo è comprensibile, ma non è quello che dice in realtà il passo precedente.

    Questo parla di persone che agiscono con odio e diventano persino violente al punto di diventare loro stesse fuori legge e di solito lo fanno sempre contro le autorità governative, indipendentemente dal loro comportamento divino o meno. Questo passo non sta parlando di critricare governi, politici ecc. quando se lo meritano.

    Vediamo che questa mancanza di rispetto e odio sta accadendo nei nostri paesi, c’è una corrente molto pericolosa e malvagia di persone che disprezzano qualunque autorità e specialmente quelle che vogliono fare le cose in maniera giusta.

    Ciò accade soprattutto nelle persone che non sono credenti, o almeno spero che sia solo così, tuttavia Paolo e Dio non vogliono che i credenti agiscano in questo modo.

    È davvero facile per noi credenti specialmente disprezzare persone se sono malvagie, eppure la nostra battaglia non è contro carne e sangue ma contro i poteri spirituali che controllano e animano la mente e il comportamento delle persone malvagie; Efesini 6: 11-12.

    Invece Dio vuole che i credenti preghino per tutti gli uomini e desidera che si rispettiamo le posizioni d’autorità.

    1 Timoteo 2:1-3 Ti esorto dunque prima di ogni cosa che si facciano suppliche, preghiere, intercessioni e ringraziamenti per tutti gli uomini, 2 per i re e per tutti quelli che sono in autorità, affinché possiamo condurre una vita tranquilla e quieta in ogni pietà e decoro. 3 Questo infatti è buono ed accettevole davanti a Dio, nostro Salvatore

    1 Pietro 2:17 Onorate tutti, amate la fratellanza, temete Dio, rendete onore al re.

    Notate il perché Dio desidera che rispettiamo e preghiamo per le persone in autorità. Così che noi, noi cristiani, si possa avere l’opportunità di vivere una vita pacifica in tutta divinità ed onestà.

    Questo passo, a proposito, funzionerà meglio, in realtà solo in concomitanza con il comandamento di Gesù di essere sale della terra e luce del mondo.

    Abbiamo già parlato di questo concetto e non è necessario ripeterlo, possiamo capire perché queste preghiere esortate da Paolo funzioneranno solo se siamo effettivamente sale e luce nella nostra società.

    Nondimeno, ci viene comandato di rispettare le autorità governanti per coscienza e questo è esattamente questo, poiché abbiamo visto che i cuori dei credenti rispondono a Dio e speriamo che le nostre menti siano rinnovate in modo che anche esse possano rispondere adeguatamente alla volontà del Signore, Romani 12: 2. Questa è una coscienza che risponde correttamente alla parola e alla volontà di Dio.

    Quindi, per mantenere una chiara coscienza davanti a Dio, dobbiamo obbedire alle autorità governative e rispettarle perché è la volontà di Dio che lo facciamo.

    Come ho detto prima, i non credenti dovrebbero temere le autorità governative a causa della punizione, tuttavia il credente non dovrebbe temere la punizione delle autorità perché siamo chiamati a fare solo il bene e quindi se lo facciamo rispetteremo le autorità a causa di una buona coscienza verso Dio e non per paura della punizione.

    1 Pietro 3:10-17 Infatti «chi vuole amare la vita e vedere dei buoni giorni, trattenga la sua bocca dal male e le sue labbra dal parlare con inganno; 11 si ritragga dal male e faccia il bene, cerchi la pace e la persegua, 12 perché gli occhi del Signore sono sui giusti e i suoi orecchi sono attenti alla loro preghiera, ma la faccia del Signore è contro quelli che fanno il male». 13 E chi vi farà del male, se voi seguite il bene? 14 Ma, anche se doveste soffrire per la giustizia, beati voi! «Or non abbiate di loro alcun timore e non vi turbate», 15 anzi santificate il Signore Dio nei vostri cuori e siate sempre pronti a rispondere a vostra difesa a chiunque vi domandi spiegazione della speranza che è in voi con mansuetudine e timore, 16 avendo una buona coscienza affinché, quando vi accusano di essere dei malfattori, vengano svergognati coloro che calunniano la vostra buona condotta in Cristo. 17 È meglio infatti, se tale è la volontà di Dio, soffrire facendo il bene piuttosto che facendo il male,

    Come vediamo, Dio vuole che facciamo il bene e ci asteniamo dal male. Che ci piaccia o no, Dio è contro coloro che praticano il male. Pietro chiede allora, chi è che danneggerà i cristiani se seguiamo ciò che è buono? Poi dice, ma se soffriamo per il bene e per la giustizia, dovremmo essere beati e non aver paura di quel terrore, né dovremmo essere turbati.

    Dovremmo essere pronti a dare una risposta a tutti coloro che ci chiedono la ragione della speranza che è in noi e farlo con mitezza e timore, timore di Dio non dell’uomo. Ancora una volta vediamo Pietro menzionare una buona coscienza, avere una buona coscienza significa averla chiara di colpa e malversazione, in modo che anche se ci accusano, ci accusano falsamente, in altre parole, anche se ci accusano di fare il male noi invece stiamo facendo del bene e la nostra conversazione è in Cristo. È meglio che soffriamo ingiustamente per fare del bene che per fare il male.

    Questo ci riporta al punto che Paolo sta facendo in Romani 13: 5 che dobbiamo obbedire e rispettare le autorità governative non per paura di punizione per aver fatto il male ma per buona coscienza davanti a Dio ed è preferibile che noi riceviamo la persecuzione dal governo e il governo invece ci punisca per fare il bene e perché obbediamo a Dio.

    Come abbiamo detto prima, è molto probabile che le autorità governative diventino in realtà Anticristo e senza Dio e che infliggeranno ai cristiani persecuzioni per seguire Dio. Questo sarebbe punito per essere giusto e questo accade quando le autorità governative diventano senza Dio e fanno leggi che i cristiani non devono obbedire o addirittura sfidare. In tal caso, puoi stare tranquillo, quando i cristiani ubbidiscono a Dio, ma nel processo devono disobbedire a un governo senza Dio, saranno puniti dal governo.

    Per motivi di coscienza, dobbiamo obbedire alle autorità governative, tuttavia per motivi di coscienza dobbiamo obbedire a Dio ed a volte, oggi sempre di più, significa disobbedire o opporsi alle autorità governative perché sono ingiuste e malvagie.

    Caso in questione, molte, molte persone hanno subito il carcere, la tortura, la morte perché hanno sfidato e disobbedito ai governi ingiusti ed empi.

    Ad esempio, questo è accaduto nei casi del governo totalitario Nazista ed anche con i regimi comunisti nell’ Unione Sovietica, la Cina e molti altri. Vi ricordate recentemente la strage di studenti nella piazza Tienemen in Cina? Semplicemente per aver protestato le ingisutizie di un governo comunista totalitario.

    Sfortunatamente, anche se in un modo non ancora paragonabile a quei regimi per ora, tuttavia, lentamente, sottilmente e progressivamente anche la persecuzione contro i cristiani da parte di un governo sempre più senza Dio ed ingiusto sta accadendo proprio qui nella terra della libertà, gli Stati Uniti ed anche in Europa.

    Quindi questo è ciò che significa obbedire alle autorità governanti a causa della coscienza, in una frase obbedendo a Dio sempre con rispetto delle autorità del governo, perché è un’istituzione creata da Dio.

    Inoltre, come ha detto Paolo in 1 Timoteo 2: 1-3, dobbiamo pregare per loro affinché possiamo vivere una vita pacifica, tranquilla ed onesta.

    Romans 13:6-7 Infatti per questo motivo pagate anche i tributi, perché essi sono ministri di Dio, dediti continuamente a questo servizio. 7 Rendete dunque a ciascuno ciò che gli è dovuto: il tributo a chi dovete il tributo, l’imposta a chi dovete l’imposta, il timore a chi dovete il timore, l’onore a chi l’onore

    Questo passo è molto importante perché i cristiani siano in grado di capire chiaramente questo concetto così come quello precedente di cui abbiamo parlato finora e in effetti sono inesorabilmente connessi.

    Paolo apre questo passo dicendo che per questa causa si paghi anche il tributo. Per quale causa? I ministri di Dio, le cause sono dette da Paolo prima ed infatti lo ripete.

    I ministri di Dio, aspettate un attimo, pensavo che i ministri fossero i pastori, gli anziani nella chiesa. Sì, questo è ciò che noi pensiamo, ma qual è la parola greca usata per ministro?

    La parola è leitourgoí ed è una parola da cui deriva anche la parola liturgia. Sebbene la parola sia usata solitamente per descrivere i pastori e gli anziani nella chiesa, il suo significato è in realtà servitore.

    Quindi sì, i pastori e gli anziani nella chiesa sono davvero servi di Dio, ma lo sono anche le autorità governative. I servitori di Dio della giustizia di Dio e della legge di Dio. Vedete, questi ministri tutt’e due dovrebbero effettivamente lavorare assieme sulla terra. I ministri di Dio sulla terra, hanno diversi ruoli ma Dio vuole usarli insieme per il bene dell’umanità.

    Per questo Paolo dice questo fatto:

    1 Timoteo 1: 8-11 Or noi sappiamo che la legge è buona, se uno la usa legittimamente; 9 sapendo questo, che la legge non è stata istituita per il giusto, ma per gli empi e i ribelli, per i malvagi e i peccatori, per gli scellerati e i profani, per coloro che uccidono padre e madre, per gli omicidi, 10 per i fornicatori, per gli omosessuali, per i rapitori, per i falsi, per gli spergiuri, e per qualsiasi altra cosa contraria alla sana dottrina, 11 secondo l’evangelo della gloria del beato Dio, che mi è stato affidato.

    Questo passo sta spiegando di cosa stiamo parlando qui ora. La legge di Dio e dell’uomo quando è basata ed è in accordo con la legge di Dio, è buona e ha un uso lecito. Tuttavia, la legge in realtà non è fatta per il giusto. Chi è giusto? Da soli, nessuno, Romani 3:10. Tuttavia in Cristo i credenti ottengono la giustizia di Dio, la giustizia di Cristo come una cosa imputata a loro,

    Romani 3: 21-26; Romani 4: 24-25; Filippesi 3: 9; Galati 2: 20-21; 2 Corinti 5:21.

    Quindi l’unico modo in cui un uomo può essere giusto è se è in Cristo e non con altri mezzi.

    La legge quindi non dà la giustizia ad una persona anche se questo cerca di mantenerla, perché?

    Giacomo 2:10-13 Chiunque infatti osserva tutta la legge, ma viene meno in un sol punto, è colpevole su tutti i punti. 11 Difatti, colui che ha detto: «Non commettere adulterio», ha anche detto: «Non uccidere». Per cui se tu non commetti adulterio ma uccidi, sei trasgressore della legge. 12 Parlate quindi e agite come se doveste essere giudicati dalla legge della libertà, 13 perché il giudizio sarà senza misericordia contro chi non ha usato misericordia; e la misericordia trionfa sul giudizio.

    Questo passo dice la stessa cosa, in altre parole, tutti ad un certo punto, non importa quanto stiano attenti, trasgrediranno la legge in un punto o nell’altro e Dio considera il fatto che se infrangiamo la Sua legge anche in un solo punto siamo colpevoli di aver trasgredito l’intera legge di Dio.

    Quindi la legge è davvero il nostro giudice, il giudice della nostra peccaminosità. La legge è per il giudizio, non per la misericordia, la legge non è o non dovrebbe essere, nemmeno la legge di Dio, prende in considerazione la misericordia, la legge infatti non è misericordiosa.

    Tuttavia, Dio lo è così dovremmo essere noi i suoi figli. Nella chiesa dobbiamo essere misericordiosi e dare la misericordia di Dio alla gente perché l’unica cosa, l’unica cosa che supererà e trionferà sulla legge è la misericordia di Dio.

    Giacomo 2:13 perché il giudizio sarà senza misericordia contro chi non ha usato misericordia; e la misericordia trionfa sul giudizio.

    La legge, i magistrati sulla terra non sono posti qui da Dio per dare misericordia alla gente, ma portare il giudizio e far rispettare la legge e portare malfattori alla giustizia. Questo è il motivo per cui non credo che il lavoro del magistrato sia uno di clemenza e misericordia e credo anche che i patteggiamenti non siano la cosa giusta da fare perchè pervertiscono la vera giustizia e la legge.

    Come abbiamo detto prima, molti pensano che essere misericordiosi ed indulgenti con i criminali sia una buona cosa da fare, ma in realtà non lo è. Così facendo si sta annacquando la giustizia e diminuendo il risultato delle conseguenze dei crimini comessi. Tutto questo danneggia le persone piuttosto che aiutarle e inoltre corrompe la giustizia.

    È il compito della chiesa e dei cristiani essere misericordiosi e predicare la misericordia e il perdono di Dio attraverso il Vangelo. Tuttavia il Vangelo sostiene la legge di Dio e ancora comanda, anche ai credenti, di obbedire la legge di Dio.

    Infatti, questo è ciò che Paolo sta dicendo nell’ultima parte del passo di 1 Timoteo 1, in altre parole, che il Vangelo sostiene la legge perché dice questo riguardo, che è contrario alla sana dottrina; secondo il glorioso vangelo del benedetto Dio.

    Quindi la legge è chiamata in causa anche dal Vangelo ed il Vangelo comanda l’osservanza della legge, tuttavia non dobbiamo considerare una persona giusta in questo modo, in realtà la nostra giustizia viene da Cristo solamente. La legge è per le persone ingiuste e malvagie che non sono salvate.

    Questo è ciò che Paolo sta dicendo, la legge condanna e giudica una persona mettendo in luce la condanna del peccato da parte di Dio ed inoltre tali peccati meritano una punizione e che in realtà il salario del peccato è la morte.

    La stessa cosa accade con la legge che i magistrati fanno rispettare, questi sono i ministri di Dio sulla terra per far rispettare la legge morale di Dio sulla terra, applicarla ai malvagi. Vedete come funziona tutto ora?

    Spesso molti dicono, vabbè, sai, ora da questa parte della croce il popolo di Dio non lapida più le persone o giustizia le persone per i loro peccati come nell’Antico Testamento.

    Cosa intendono dicendo questo? Sembrano giustificare le conseguenze del comportamento peccaminoso dicendo che poiché il popolo di Dio non è chiamato a giustiziare le persone per i loro peccati, questo in sostanza significa che Dio ora ha abolito la pena di morte.

    Anche se è vero che la chiesa non è chiamata ad applicare la legge e la giustizia di Dio sulla terra, ma piuttosto a portare la misericordia e il perdono di Dio attraverso Cristo, Dio non ha però abolito le forze dell’ordine ed il Suo programma di giustizia attraverso i suoi ministri terreni, cioè le autorità governative ed i magistrati.

    Dio quindi usa i suoi ministri sulla terra cioè le autorità governative ed i magistrati per fare questo.

    Questo è il punto di questo passo qui, Dio mai e poi mai ha voluto ridurre il Suo giudizio e la Sua giustizia nel mondo solo perché Gesù è morto sulla croce per portare misericordia e perdono allo stesso.

    Di fatto, deve esserci un vero bisogno del perdono e della misericordia di Dio ed in effetti c’è un grande bisogno di questi, ma le persone devono sapere del loro bisogno per queste cose e per conoscerlo bisogna sapere che essi sono trasgressori della legge e che per questo meritano la morte.

    Tuttavia, c’è un vero bisogno del giudizio e della giustizia di Dio nel mondo. Se le persone peccano Dio non toglie le conseguenze del loro comportamento.

    Dio ritiene tutti responsabili del loro comportamento e anche se un criminale ed un malfattore potrebbero pentirsi davanti a Dio e ottenere misericordia e perdono da Dio ed ottenendo il perdono delle conseguenze eterne dei loro peccati, tuttavia devono ancora pagare le loro conseguenze terrene per il loro comportamento malvagio.

    Dio non sempre, anzi quasi mai, toglie le conseguenze terrene dei peccati della gente. Infatti, anche nell’Antico Testamento, Dio si aspettava sempre che le persone facessero restituzione per molte delle loro azioni malvagie. Questo lo ha fatto anche se gli ha offerto il perdono dei loro peccati.

    Ottenere il perdono dei peccati non è affatto una scusa per evitare le conseguenze del peccato.

    Prendiamo ad esempio, il fumare. Fumare è in realtà un peccato, anche se molti, persino molti credenti in realtà non lo considerano tale. Eppure è davvero peccaminoso. Perché?

    Perché danneggia il corpo umano e causa malattie molto gravi e persino la morte, oltre a danneggiare anche le persone che vivono assieme ai fumatori ma che loro stessi non fumano.

    Dio è molto chiaro che danneggiare il corpo e a fare cose che causano danni al corpo ed anche la morte è peccato. Dio non vuole che noi usiamo sostanze che controllano la nostra mente e danneggiano il nostro corpo.

    Questi fatti sono veri anche riguardo ad altre cose come le droghe, legali e illegali così come l’alcol.

    Questo è vero per i non credenti come anche per i credenti. Tuttavia, gli avvertimenti nella Scrittura sono ovviamente dati ai credenti.

    Questo è ciò che Dio dice riguardo a questo argomento:

    1 Corinzi 6:19-20 Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi, il quale voi avete da Dio, e che voi non appartenete a voi stessi? 20 Infatti siete stati comprati a caro prezzo, glorificate dunque Dio nel vostro corpo e nel vostro spirito, che appartengono a Dio.

    Questo particolare comandamento è dato ai credenti, il testo è più che chiaro ed evidente. Tuttavia, il principio è infine ancora per tutta l’umanità, perché dopo tutto ciò che fa male ai credenti fa male anche ai non credenti e se le cose sono dannose per i credenti sono dannose anche per i non credenti. Se qualcosa è peccato, è sempre peccato per tutti.

    C’è un altro simile avvertimento nella parola di Dio e si trova in:

    1 Corinzi 3:16-17 Non sapete voi che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? 17 Se alcuno guasta il tempio di Dio, Dio guasterà lui, perché il tempio di Dio, che siete voi, è santo.

    Anche se questo ultimo passo è riferito più specificamente alla chiesa come un corpo di credenti collettivo cioè la chiesa, però il principio è lo stesso anche qui. Vedete se danneggiamo e contaminiamo la chiesa o ed anche i nostri corpi fisici, che come abbiamo visto sono il tempio dello Spirito Santo, allora Dio si occuperà delle persone che fanno questo in modo molto severo dicendo che Dio effettivamente guasterà quella stessa persona.

    Dio ha creato ogni persona e come creatore anche se non è il Padre celeste di tutti, Egli è ancora sovrano sulla vita di ogni persona come creatore.

    Questo è anche il motivo per cui Paolo ha detto questo in:

    Romani 9:20-21 Piuttosto chi sei tu, o uomo, che disputi con Dio? La cosa formata dirà a colui che la formò: «Perché mi hai fatto così?». 21 Non ha il vasaio autorità sull’argilla, per fare di una stessa pasta un vaso ad onore e un altro a disonore? 22 E che dire se Dio, volendo mostrare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con molta pazienza i vasi d’ira preparati per la perdizione? 23 E questo per far conoscere le ricchezze della sua gloria verso dei vasi di misericordia, che lui ha già preparato per la gloria.

    Come abbiamo già studiato in precedenza, Dio è sovrano su tutta la Sua creazione e per questo motivo in realtà ne detiene tutti i diritti. In altre parole, anche gli uomini non salvati sono sempre responsabili nei confronti di Dio come Sua creazione.

    Le persone, tutte le persone, non appartengono a se stesse anche se sono persone non salvate, come creature di Dio loro ancora appartengono a Lui e sono pienamente responsabili verso Dio per tutto ciò che fanno. Questo è esattamente un gran motivo per cui Dio giudica l’umanità per i loro peccati.

    Detto questo, vediamo che qualsiasi cosa una persona faccia per danneggiare il proprio corpo abusandolo, è peccaminosa. Questo può anche essere fatto per esempio con il cibo. Abusare del cibo è ciò che fanno molte persone, credo che questo sia in realtà uno dei peccati meno noti ma più grandi tra i credenti.

    L’eccesso di cibo è peccaminoso perché fa ammalare le persone nei loro corpi. Ora è chiaro anche dal punto di vista medico che l’obesità e l’eccesso di cibo causano danni fisici, malattie e persino la morte.

    Come è frutto dello Spirito Santo, Dio vuole che i Suoi figli abbiano autocontrollo, temperanza.

    Tutto ciò che invece ci controlla e ci sopraffà oltre allo Spirito di Dio non è buono.

    1 Corinzi 6:12 Ogni cosa mi è lecita, ma non ogni cosa è vantaggiosa; ogni cosa mi è lecita, ma non mi lascerò dominare da cosa alcuna.

    Qui Paolo ci dice che non dovremmo permettere a niente, anche le cose che non sono peccaminose a sopraffarci e controllarci.

    Ad esempio, bere vino e bevande alcoliche non è in se peccaminoso, eppure l’ubriachezza è peccaminosa perché permette alla sostanza di sopraffare e controllare la persona piuttosto che la persona averne il controllo e così con qualsiasi altra cosa che ci controlla.

    Efesini 5:18 E non vi inebriate di vino, nel quale vi è dissolutezza, ma siate ripieni di Spirito,

    Tutto questo per dire che, molte cose che le persone fanno e dalle quali sono controllate sono peccaminose, perché danneggiano il corpo e causano malattie e persino la morte.

    Sappiamo che questo è, come abbiamo detto, fumo, droghe e poi ci sono alcune cose che non sono intrinsecamente peccaminose come bere il vino o bevande alcoliche e il cibo, ma il loro eccesso diventa peccaminoso e nel momento in cui queste cose controllano una persona diventano peccato e quindi causano danni ai corpi e persino danni alla mente.

    Ora, quando ci impegniamo in questi comportamenti, siano essi peccaminosi o no e permettiamo loro di prendere il controllo e di danneggiarci, ci imbattiamo automaticamente in conseguenze negative.

    Questo è il motivo per cui troviamo questo scritto in Ebrei 12:

    Ebrei 12:Anche noi dunque, essendo circondati da un così gran numero di testimoni, deposto ogni peso e il peccato che ci sta sempre attorno allettandoci, corriamo con perseveranza la gara che ci è posta davanti,

    Quindi qui vediamo che Dio ci sta dicendo non solo di mettere da parte il peccato ma in realtà ogni altra cosa, che il passo chiama pesi. Questi cosiddetti pesi sono cose nella nostra vita che non sono intrinsecamente peccaminose ma che ci impantanano, ci appesantiscono al punto che ostacolano il cammino cristiano, ciò che il passo chiama gara, che non è uno sprint ma una maratona, è una corsa di resistenza. Sappiamo quanto duramente gli atleti si allenano per partecipare ad una maratona, non solo partecipare e vincere.

    Come abbiamo detto, il fumo ad esempio è una cosa molto cattiva e pericolosa poiché causa molte conseguenze negative. Malattie, morte, cattiva amministrazione finanziaria e danni alle persone che circondano coloro che fumano. La droga e l’abuso di alcol in sostanza fanno la stessa cosa.

    Ora, per quanto riguarda le conseguenze, parliamo di questo argomento ancora per un momento, Dio toglie le conseguenze di aver abusato di una o di tutte queste cose?

    Non sempre e certamente non tutte. In altre parole, se una persona finisce per ammalarsi a causa delle sue abitudini peccaminose, questa è esattamente una conseguenza di quelle abitudini. Dio non sempre impedisce che queste cose accadano, anzi, molto spesso, non impedisce affatto le conseguenze dei nostri comportamenti.

    Se le persone sviluppano una di queste abitudini peccaminose e per questo finiscono per, ad esempio, mancare di denaro, anche questa è una conseguenza. Se il fumo di seconda mano di qualcuno fa ammalare o morire una persona cara, questa è una grave conseguenza.

    Spesso le conseguenze di queste abitudini peccaminose non si manifestano immediatamente, ma molte di esse possono essere irreversibili e anche mortali.

    Spesso alcune di queste abitudini peccaminose, come l’abuso di droghe e alcol, possono persino causare molte conseguenze legali negative e anche queste, Dio non le porterà via.

    Se una persona, ad esempio, guida sotto l’effetto di droghe e alcol e viene trascinata, viene arrestata e, peggio ancora, se ferisce o uccide qualcuno sotto l’influenza, ci saranno conseguenze legali molto più gravi.

    Quindi la risposta è no, Dio non sempre toglie le conseguenze del nostro comportamento peccaminoso.

    Egli perdona i nostri peccati quando ci pentiamo, Egli toglie la colpa eterna e la punizione del peccato, ma Lui, più di quanto non sia, non toglie alcune o forse nessuna delle conseguenze terrene del peccato.

    Quindi, anche come credenti, non pensiamo che potremmo farla franca perché Dio ci perdona e, in effetti, Egli vorrà e tuttavia, di solito, non porterà via le conseguenze negative del peccato.

    Diamo un’occhiata al re Davide per esempio. Davide ha commesso una serie di gravi peccati in un periodo della sua vita. Eppure era davvero un uomo secondo il cuore di Dio, ma ancora face cose orribili. Commise adulterio con una delle mogli dei suoi uomini, la donna, Batseba rimase incinta con il figlio di Davide, per coprire il suo peccato Davide fece uccidere suo marito 2 Samuele capitolo 11.

    Dio perdonò Davide dei suoi peccati, 2 Samuele 12:13. Tuttavia, Dio non tolse la sua disciplina e le conseguenze dei peccati di Davide, 2 Samuele 12: 10-11; 2 Samuele 12:14.

    Come possiamo vedere quindi, Dio perdonò Davide, tuttavia Davide dovette pagare le conseguenze dei suoi peccati e questo è vero nella vita di tutti. Se una persona è un credente come Davide, il Signore perdonerà i suoi peccati, ma mentre vediamo le conseguenze e la disciplina di Dio rimangono.

    Se una persona è un non credente e non diventa mai credente in Gesù, non solo dovrà sopportare le conseguenze in questa vita, ma subirà anche la punizione eterna.

    Quindi, dire che poiché Dio perdona a qualcuno i loro peccati, questi non devono sopportare le conseguenze legali e fisiche dei loro peccati, è sbagliato, ed in realtà questo è non capire come Dio opera.

    Questo ha molto a che fare, in realtà tutto a che fare, con le autorità governative terrene che fanno rispettare la legge, portando giudizio ed ira sui malfattori. Perché?

    Perché la giustizia è la punizione ed è la conseguenza terrena per i malvagi e come abbiamo appreso, si spera, è che debbano sopportare le conseguenze terrene delle loro cattive azioni anche quando Dio può perdonarle e portare via le loro conseguenze eterne e spirituali.

    Pertanto, il discorso è questo: Dio può perdonare un assassino se crede in Gesù e si pente, ma non toglie le conseguenze che le autorità terrene danno loro per l’omicidio. Infatti, se la pena di morte è la sentenza e la conseguenza, ed in realtà dovrebbe sempre essere, comunque, perché è anche che molti credenti pensano che Dio debba, o noi dobbiamo, se si agisce in modo divino, portare via la punizione terrena e fisica da quella persona. Ma è così che Dio vuole? No!

    Se Dio ha perdonato quella persona sicuramente andranno in paradiso, ma perderanno la loro vita fisica terrena commettendo un crimine per il quale Dio richiede la pena di morte come conseguenza terrena e fisica. Ricordate che la misericordia trionfa sul giudizio, tuttavia, la giustizia di Dio nella giustizia e nella punizione terrena rimane lo stesso.

    In conclusione, riguardo all’argomento delle conseguenze, vediamo che la giustizia terrena applicata dalle autorità governative è in effetti una forma di giustizia e di giudizio di Dio sulla terra e riguarda le conseguenze terrene e fisiche dei peccati di molte persone, che nel mondo siamo abituati a chiamare crimini, tuttavia essi infine sono trasgressioni della legge di Dio.

    Pertanto, a causa dell’opera ordinata da Dio delle autorità governative sulla terra, sono davvero i ministri di Dio sulla terra e si suppone che facciano ciò che Dio ha creato loro per fare, applicare la legge e la giustizia punendo i malfattori, senza pietà.

    Anche la misericordia è da Dio ma dovrebbe essere data dalla chiesa tramite il Vangelo e non dalla legge del magistrato.

    A causa del lavoro delle forze dell’ordine e della giustizia terrena, e poiché sono ordinate da Dio, ogni persona deve qundi essere soggetta a loro. Come abbiamo visto, i credenti lo sono di più per una buona coscienza davanti a Dio ed i non credenti per timore della loro punizione.

    Ora Paolo dice, che poiché questi esercitano la giustizia ed applicano della legge, anche di Dio sulla terra e perché essi sono ordinati da Dio, noi cristiani dobbiamo quindi rendergli omaggio proprio perché sono i ministri di Dio, che partecipano continuamente a questa stesse cose.

    Così ora, qui iniziamo ad avere la risposta ad una questione molto controversa che è spesso una contesa nella chiesa e tra i credenti.

    La contesa e domanda è questa, devono i credenti pagare le tasse, Dio richiede che i credenti siano responsabili di pagare le tasse?

    Ovviamente da ciò che raccogliamo da questo passo la risposta corretta è sì!

    In realtà questa controversia fu anche sollevata dagli Ebrei ai tempi di Cristo infatti chiesro a Gesù se la questione fosse se o meno fosse lecito rendere omaggio al governo Romano pagando le tasse.

    Vediamo cosa risponde Gesù:

    Matteo 22:17-21 Dicci dunque: Che te ne pare? È lecito o no pagare il tributo a Cesare?». 18 Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, disse: «Perché mi tentate, ipocriti? 19 Mostratemi la moneta del tributo». Allora essi gli presentarono un denaro. 20 Ed egli disse loro: «Di chi è questa immagine e questa iscrizione?». 21 Essi gli dissero: «Di Cesare». Allora egli disse loro: «Rendete dunque a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio».

    In realtà questa risposta da parte del Signore avrebbe dovuto porre l’intera questione a riposo ma purtroppo, molti, molti cristiani pensano ancora che non sia giusto pagare le tasse.

    Da dove effettivamente ottengono questo concetto o teoria è ancora un mistero. È più che evidente che è la volontà di Dio che si paghino le tasse alle autorità governative.

    Pensiamo un momento alla risposta di Gesù per un momento e pensiamo anche al contesto circostante del momento in cui si è verificato questo episodio.

    Israele è sotto la conquista e il dominio Romano. Roma, pur consentendo una certa libertà al popolo che conquistava, come la parziale libertà di religione e la libertà di commercio e di vita basilare, esigeva comunque una tassazione molto elevata ed ingiusta su quelle nazioni conquistate.

    Gli Ebrei ovviamente non erano affatto contenti della tassazione Romana. In effetti chi può biasimarli, erano tasse eccessive e molto ingiuste. Quindi possiamo capire benissmo la loro riluttanza ad essere disposti a pagarle.

    Pensateci, questo è il contesto in cui Israele vive in questo momento ed è in questo contesto che chiedono questa domanda a Gesù. Ora, Gesù sicuramente comprende la loro trappola nel porre questa domanda.

    Sa che stanno chiedendo non solo per l’interesse di sapere se sia giusto che debbano pagare le tasse ma stanno cercando in effetti di intrappolarlo per poi accusarlo di insurrezione contro il governo Romano.

    Nondimeno, invece, Gesù semplicemente li sorprende con la Sua risposta. Gli chiede di vedere una moneta e poi chiede loro di chi sia l’iscrizione e l’immagine sulla moneta, in altre parole, a chi appartiene questa valuta. La risposta è Cesare, Roma. Quindi Gesù dice loro di rendere a Cesare ciò che è suo. In altre parole, Gesù sta insegnando loro che dovrebbero pagare le tasse al governo in carica a prescindere dal fatto che sia un governo spietato e spesso crudele, nonostante la loro ingiusta ed eccessiva tassazione.

    Questo ci indica chiaramente che la volontà di Dio è che paghiamo le tasse.

    Dio conosce queste ingiustizie e si rende conto delle difficoltà che queste tasse stavano mettendo sul Suo popolo, tuttavia Egli dice loro di pagare le tasse a prescindere.

    Dice di rendere a Cesare ciò che è suo, tasse e rispetto e di rendere a Dio ciò che dovrebbe essere reso a Lui.

    Cosa significa questo? Significa parecchie cose, eppure quella che dobbiamo capire soprattutto è l’obbedienza alla Sua volontà e alla Sua parola. Quindi se la volontà di Dio è per noi di essere soggetti alle autorità governative e di pagare loro le dovute tasse, allora è quello che dobbiamo fare.

    Vedete, Cesare vuole i suoi soldi e Dio vuole la nostra obbedienza, è così, quando obbediamo a Dio paghiamo le tasse in modo che Cesare ottenga ciò che egli chiede e Dio ottiene ciò che Egli chiede.

    Rendere a Cesare ciò che è suo secondo la volontà di Dio e non in violazione della volontà di Dio e della Sua parola, è ciò che Dio vuole che faccia il Suo popolo, la chiesa.

    L’obbedienza a Dio è sempre prima di tutto, così come abbiamo detto prima in questo studio, se Cesare comanda di disobbedire la volontà di Dio e la Sua parola, allora noi rendiamo a Dio l’obbedienza che Gli spetta, tuttavia, se Cesare ci dice di fare ciò che è accettabile a Dio ed in effetti quello che Dio ci comanda di fare altrettanto, dovremmo ovviamente obbedire a Dio anche obbedendo al governo. Ecco come questo funziona!

    Questo è quello che dice Gesù in quel passo!

    Quindi, ora che torniamo al nostro testo originale in Romani 13: 6 speriamo che comprendiamo che, che ci piaccia o no, rendere omaggio, in altre parole pagare le tasse è davvero la volontà di Dio.

    Detto questo, perché è la volontà di Dio che paghiamo le tasse al governo? Perché, come abbiamo detto prima, Dio ha ordinato a queste autorità di governare e di far rispettare la legge e la giustizia sulla terra e devono essere pagati per fornire questi servizi.

    Se desideriamo che il governo locale, statale e federale faccia prima di tutto applicare le leggi e produca la giustizia e se desideriamo avere un esercito e forze dell’ordine che proteggano i nostri confini e ci tengano al sicuro, dobbiamo capire che questi hanno il diritto di tassare le persone in ordine per fornire questi servizi, servizi che in effetti sono la volontà di Dio. Questo è esattamente ciò che Paolo sta dicendo qui: che questi sono dediti continuamente a queste stesse cose.

    Questo è quello che esse fanno, sono continuamente dedite a questo scopo. Questo è anche il motivo per cui dobbiamo pagare le tasse, non solo perché Dio lo vuole, che dovrebbe essere una ragione sufficiente, ma in aggiunta questi sono i ministri di Dio ed hanno bisogno di entrate fiscali per fornire ciò che Dio gli ha ordinato di fare.

    Mi rendo benissimo conto e Dio anche, che molte volte le autorità governative diventano corrotte e purtroppo vanno oltre ai loro doveri affidatigli da Dio e quindi sprecano i soldi delle tasse che paghiamo per fornire ciò che Dio vuole che loro forniscano.

    So che, sfortunatamente, il governo anche oggi e soprattutto oggi ha ampliato i suoi doveri divini per fornire cose che non sono affatto in linea con quello che dovrebbero fare e quindi a causa dell’aumento della burocrazia e di altri interessi hanno oltrepassato i loro doveri e qiuindi le loro imposte sono elevate in eccesso e sono diventate ingiuste ed oppressive.

    Eppure, Dio vuole comunque che paghiamo ancora il nostro tributo che viene richiesto.

    Oggi in molte nazioni abbiamo un gran potere, potere che il popolo Ebraico non ha avuto sotto l’oppressione Romana.

    Prima di tutto abbiamo una cosa più grande a nostro vantaggio cosa che Israele non aveva, la chiesa ha Dio dalla nostra parte, ma oggi abbiamo anche una grande opportunità, sempre con l’aiuto di Dio. Quella di poter rimodellare e cambiare il nostro governo per renderlo migliore e più responsabile.

    Questo è anche la ragione che Dio ci dice di pregare per le nostre autorità governative, vedi 1 Timoteo 2: 1-3 e anche noi abbiamo la libertà e il diritto e il dovere nei confronti di Dio e del prossimo di votare ed eleggere un governo che opera all’interno della legge e la volontà di Dio.

    Questa è la responsabilità della chiesa davanti a Dio e così facendo non solo saremo fedeli a Dio, ma creeremo un governo più fedele al mandato di Dio. Ricordiamoci però, come ho già detto prima, che dobbiamo essere il sale della terra e la luce del mondo, ricordate?

    Quindi se smettiamo di esserlo e lasciamo che il governo diventi malvagio e che regni sulla nostra forma di governo allora non abbiamo il diritto di piangere e lamentarsi delle loro ingiustizie perchè in effetti sarà colpa nostra!

    Dio ci ha dato questa grande benedizione in questi paesi dove abbiamo un governo di forma di Repubblica Democratica e quindi spetta a noi mantenerlo oppure perderlo.

    Pensiamo a questo per un momento, Dio ha benedetto molte nazioni e specialmente gli Stati Uniti con una grande benedizione che è venuta dalla Sua grazia e libertà. Dio ci ha donato l’opportunità di creare, con il Suo sovrano aiuto, una nazione con una forma di governo che è unica o almeno rara. Ha messo nelle mani del popolo degli Stati Uniti, e anche altri, in una forma diversa, l’opportunità di essere liberi e felici, in altre parole, come dice anche la Dichiarazione di Indipendenza, Dio ci ha dotato di diritti inalienabili, di vita, libertà e ricerca della felicità.

    In effetti per preservare la vita, per rimanere liberi e vivere in felicità, ci sono determinate condizioni che dobbiamo perseguire e mantenere. Le condizioni sono la pietà, in modo speciale la fedeltà al Dio vivente e alle Sue leggi. Ancora una volta John Adams, parlando della Costituzione degli Stati Uniti, che è la legge del paese su cui dovrebbero basarsi tutte le altre leggi, oltre naturalmente alla legge di Dio; La Costituzione è fatta per un popolo morale e religioso!

    La nostra Costituzione e forma di governo sono fatte per un popolo morale e religioso, ed i religiosi per i padri fondatori significava la religione cristiana sopratutto. Non denominazioni particolari ma la pratica libera di Cristianesimo.

    Per molti anni, circa 150, la nostra nazione, non perfettamente e ancora con molti difetti, tuttavia ha mantenuto la pietà e la moralità ed ha perseguito la fedeltà a Dio.

    Mentre la chiesa in questo paese diventava sempre meno coinvolta nel governo e sempre più mondana, come diceva Gesù, ha perso la sua salinità e la sua luce. Per queste queste ragioni, la società si è corrotta come la carne e il pesce quando non è completamente permeata dal sale e la società ha anche iniziato la sua discesa nell’oscurità. Più una società diventa malvagia e più empia così anche il governo di quella società. Pensateci per un momento! La chiesa ha perso la sua salinità ed ha smesso di diventare una parte attiva del governo nazionale, ma la chiesa è diventata anche gradualmente sempre più carnale e persino peccaminosa. Tutto ciò ha lasciato il posto alla corruzione e alla decadenza di quella stessa società. Una società senza Dio creerà un governo senza Dio e questo porterà solo alla sua stessa fine.

    Senza Dio coinvolto nel governo o un governo che almeno si rende responsabile di fronte a Dio e alla Sua legge, questo governo diventa malvagio, tirannico e opprimente e alla fine porterà via tutti i diritti dati da Dio al popolo, incluso il diritto di essere libero di adorare Dio.

    Tuttavia, in una società libera come la nostra o anche come l’Europa era stato dalla Riforma fino a circa ottanta anni fa, quando la sua gente ha abbandonato Dio ed ha cessato di rispettare Dio, la moralità e l’onestà, la conseguenza è stata devastante.

    Queste società hanno scelto una forma di governo più simile al Comunismo o anche Socialismo ed è inevitable che le tasse siano diventate oppressive ed ingiuste per molti ad è anche inevitabile che quese forme di governo opprimono i Cristiani, perchè per queste forme di governo Dio deve diventare inesistente o almeno inerme nella vita pubblica.

    Mentre quelle società abbandonano Dio e le Sue vie, diventano malvagie e i loro governi rifletteranno davvero la malvagità della sua società. Ciò accade perché la gente abbandona Dio e abbandonando Dio il governo diventa cattivo e tirannico e oppressivo, specialmente per coloro che vogliono amare, rispettare e obbedire a Dio. Possiamo e perderemo i nostri diritti datici da Dio, la libertà, la felicità e persino la vita che come vediamo chiaramente non è più venerata e protetta.

    John Adams quindi aveva ragione, la Costituzione è odiata e mancata di rispetto e disobbedita oggi da una grande parte della popolazione e da una parte ancora maggiore del governo, che è invece chiamato ad obbedire, a proteggerla ed a rispettarla. Molti oggi vogliono cambiare la Costituzione come è perché è troppo pia e giusta. Vogliono cambiarla e farne una che rifletta tutta la loro malvagità.

    Questo è il motivo per cui, in particolare, il Partito Democratico negli Stati Uniti vuole caricare la Corte Suprema e tutte le corti minori con giudici che in realtà male interpretano, modificano e cambiano il significato della Costituzione. Se non possono cambiarlo direttamente lo renderanno inefficace con Fiat giudiziaria.

    Se i governi di una presunta società libera sono malvagi, ingiusti, tirannici ed oppressivi, è colpa del popolo perché in una repubblica democratica è il popolo che è responsabile di mantenere la propria libertà e libertà. Se questi sono persi è colpa della gente e ancora più persone di Dio in quelle società.

    Abbiamo visto ciò essere vero anche nella storia di Israele e di Giuda, più infedeli a Dio sono diventati più tirannia e oppressione hanno sofferto, il più giovane erano più la libertà e la felicità di cui godevano.

    Se stiamo pagando una tassazione ingiusta ed eccessiva, è un segno di una società e di un governo empi ed il segno di una chiesa infedele che vive in quella società.

    Romani 13:7 Rendete dunque a ciascuno ciò che gli è dovuto: il tributo a chi dovete il tributo, l’imposta a chi dovete l’imposta, il timore a chi dovete il timore, l’onore a chi l’onore.

    [Rendete dunque …] Questa ingiunzione si ripete spesso nella Bibbia. Lo abbiamo già visto quando Gesù ci ha detto di rendere a Cesare ciò che era suo e rendere a Dio ciò che gli è dovuto. È uno dei doveri più belli ed ovvi del cristianesimo. Il cristianesimo non è progettato per irrompere violentemente nell’ ordine della società, ma piuttosto per stabilirlo e confermarlo. Non assalta arrogantemente le istituzioni esistenti: ma a metterle efficacemente nel giusto contesto davanti a Dio.

    Come abbiamo menzionato, è davvero l’alta vocazione del cristiano a plasmare il suo governo ed a diffondere un’influenza pia e pura su tutto ed assicurare la nostra influenza in tutti i rapporti della vita, come meglio servirà e promuoverà la felicità dell’uomo e il benessere della comunità, soprattutto per portare la società ad essere più timorata di Dio e rispettosa della legge.

    Lo dirò e lo ripeterò, chiunque sia, se ingiustamente e senza causa attacca, non rispetta e cerca di sovvertire il governo e la sua autorità sta effettivamente attaccando un’istituzione creata da Dio.

    Questo è il motivo per cui tutte queste illegali e violente proteste che vediamo nei nostri paesi e anche in molte altre parti del mondo, non sono semplicemente un attacco al governo, non solo non rispettano le autorità governative, quando guardiamo a cosa motiva il tutto, vediamo che è

    l’illegalità dell’ Anticristo e degli Anti Dio che causa queste cose.

    Non è solo un attacco al governo ma un attacco a Dio stesso. Tutte le persone che sono fuori legge in sostanza lo sono perché odiano ed ignorano Dio e le Sue leggi perché, come abbiamo detto, la legge di Dio è ciò che regola le leggi dell’uomo in gran parte perchè Dio le ha scritte nei cuori degli uomini.

    Tuttavia i malvagi odiano Dio e la Sua legge e odiano chiunque e qualsiasi cosa che li ricordi di Dio e della Sua legge. Questo è il motivo per cui sono senza legge. Inoltre non vogliono nulla intorno a loro che li ricordi del fatto che sono trasgressori della legge di Dio.

    Vedete, riconoscendo la validità della legge si riconosce anche che c’è un Dio e che le Sue leggi sono rette e che queste leggi condannano l’illegalità che esiste nei loro cuori e nelle loro menti e non vogliono questo. Non vogliono sentirsi come se stessero infrangendo la legge perché si sentiranno condannati e quindi essendo condannati, colpevoli e se colpevoli quindi meritevoli di giudizio e di ira, ed in tal caso potrebbero dover ammettere che hanno bisogno di un salvatore e questo cari amici significherebbe riconoscere la loro colpa ed il loro bisogno di Cristo.

    Vogliono tutto questo rimosso in modo che la loro coscienza non senta tutte le accuse esterne che la legge porta contro di loro, quindi se questi possono mettere a tacere tutte le cose esterne che li condannano allora possono sopprimere più facilmente la loro coscienza sopprimendo la verità di Dio con enormi quantità di comportamenti peccaminosi e poi cicatrizzare la loro coscienza in modo che dopo un po’ questa diventi completamente insensibile. L’assenza di legge e la ribellione al governo è ribellione a Dio non semplicemente agli uomini.

    Questo è il motivo per cui il cristiano non deve diventare fuori legge e ribelle al governo, piuttosto obbedire ad esso ed onorarlo e sopratutto influenzarlio positivamente diventando parte di esso.

    Quindi Paolo dice di dare loro ciò che è dovuto a loro. Date a chi appartiene propriamente secondo la legge della terra e secondo l’ordinanza di Dio.

    Questa parola di Paolo è qui rappresentata come una questione di “debito”, come qualcosa che è “dovuto” al sovrano; fondamentalmente è un giusto “compenso” per il servizio che ci rendono dedicando il loro tempo e talenti per avanzare i nostri interessi e il benessere della comunità.

    Le tasse devono essere considerate un “debito”, una questione di obbligo rigoroso e giusto, dovrebbero essere pagate in modo coscienzioso come tutti gli altri debiti e contratti.

    Paolo esorta quindi i cristiani a pagare le tasse come una questione di obbligo di pagamento per i servizi resi per eseguire tutte le forze dell’ordine, la protezione dei cittadini e gli obblighi giudiziari che le autorità governanti forniscono.

    Queste tasse in sostanza sono un obbligo non solo al governo, ma è Dio che ci impone di pagarle perché sono i Suoi ministri sulla terra per eseguire le punizioni sul male, per far rispettare la legge e la giustizia. Quindi il cristiano non può scrollarsi di dosso la responsabilità di pagare le tasse perché è davvero volontà di Dio.

    Ora Paolo ci dice di pagare le consuetudini a chi è dovuto. La parola greca è Telos.

    Mentre la parola “tributo” significa, come è stato osservato, l’imposta pagata dalle persone dipendenti e anche la tassa imposta su una terra, podere o su un bene immobile.

    La parola qui tradotta invece significa correttamente le entrate che vengono raccolte su “merce”, importate o esportate o vendute.

    Allora Paolo ci dice di rendere il timore a chi è dovuto. Vedi anche Romani 13: 4.

    Dovremmo quindi sopportare il timore di coloro che portano la spada e che sono incaricati di eseguire le leggi della terra. Poiché l’esecuzione del loro ufficio è progettata per eccitare , causare “il timore”, dovremmo rendere loro quella riverenza che è appropriata all’esecuzione della loro funzione.

    Ciò significa che dovremmo anche avere una certa ansia di premura per ciò che è sbagliato e non fare nulla per offenderli.

    Abbiamo visto in profondità perché la gente dovrebbe temere le autorità, abbiamo studiato anche perché la gente non lo fa ed abbiamo visto che i credenti non devono temere le autorità perché i cristiani dovrebbero sempre e solo fare del bene.

    In un mondo perfetto le autorità dovrebbero premiare il bene e punire il male, abbiamo visto tuttavia che spesso il potere porta alla corruzione ed anche quando i credenti si ritirano dal servire in queste posizioni di autorità, le autorità diventano sempre più corrotte e malvagie. Quando il sale cessa di essere sale, si verifica la corruzione e il male pervade.

    Paolo ci esorta adesso di dare [Onore] a chi è dovuto e la differenza tra questo e “timore” è che questo denota piuttosto “riverenza e rispetto” per i loro uffici e il loro rango.

    L’ufficio che detengono richiede rispetto, in realtà è Dio che esige il rispetto degli uffici, delle loro posizioni. Il primo, “timore”, dovrebbe sorgere dal timore della punizione. Il cristianesimo riconosce alla gente tutti i suoi giusti titoli, ne riconosce il rango e la funzione e cerca di promuovere la subordinazione a loro dovuta nella comunità.

    Non fa parte delle istruzioni del nostro Salvatore, o dei suoi Apostoli, essere in litigio con i “titoli” delle persone, o di negare loro il consueto omaggio di rispetto;

    vedi Atti 24: 3; 26:25; Luca 1: 3; 1 Pietro 2:17.

    In questo verso quindi troviamo riassunto del dovere che è dovuto ai magistrati. Questo consiste nel rendere loro onore contribuire con responsabilità e con coscienza alle spese necessarie del governo; e nel dare obbedienza alle leggi. Questi fanno tutti parte del dovere che dobbiamo a Dio e dovrebbero essere considerati come prescritti dalla nostra fede.

    Sull’argomento discusso in questi sette versetti, i seguenti principi sembrano essere evidenti dall’autorità della Bibbia, e si spera che siano ora compresi,

    (1) Il governo è essenziale; e la sua necessità è riconosciuta e creata da Dio, ed è organizzata dalla Sua provvidenza. Dio non è mai stato il patrono dell’anarchia e del disordine. Mai! Quelli che non sono obbedienti alla volontà di Dio persino nella chiesa e dobbiamo stare attenti a non avere questi tratti di ribellione in noi.

    (2) I governanti civili dipendono da Dio. Dio ha il controllo totale su di loro e può sistemarli o rimuoverli come e quando gli pare.

    (3) L’autorità di Dio è superiore a quella dei governanti civili. Essi non hanno il diritto di emanare leggi che interferiscono con l’autorità di “Dio” neppure devono essere obbediti se e quando usurpano la legge di Dio.

    (4) Non è compito dei governanti civili regolare o controllare la religione. Questo è un dipartimento distinto, con il quale non hanno alcuna preoccupazione, tranne che per proteggerlo. Eppure sappiamo che man mano che diventano sempre più dominati e controllati dai non credenti, questo diventa un problema poiché cercheranno di sopprimere la religione, specialmente il cristianesimo in quanto è l’unica e vera religione.

    (5) I diritti di tutte le persone devono essere preservati. Alla gente dovrebbe essere permesso di adorare Dio secondo i dettami della propria coscienza, e di essere protetti in quei diritti, purché non violino la pace e l’ordine della comunità incitando realmente alla disobbedienza alla legge e al dominio di Dio.

    (6) I governanti civili non hanno il diritto di perseguitare i cristiani, o di tentare di assicurare la conformità ai loro punti di vista con la forza. La coscienza non può essere costretta; e negli affari religiosi l’uomo deve essere libero. Anche se sappiamo che questo è molto spesso violato.

    In considerazione di questo argomento, possiamo notare quanto segue:

    (1) Le dottrine che rispettano i diritti dei governanti civili e la linea che deve essere tracciata tra i loro poteri e i diritti di coscienza, sono state molto lente da capire. La lotta è stata lunga; e un migliaio di persecuzioni hanno mostrato le ansietà del magistrato di voler governare la coscienza e controllare la religione.

    Nei paesi pagani, infatti, è stato riconosciuto che il governante civile ha il diritto di controllare la “religione” del popolo: chiesa e stato sono uno. La stessa cosa fu tentata anche con il cristianesimo. Il magistrato, in questo caso l’impero romano per primo, ha rivendicato questo diritto, ed ha tentato di farla rispettare a tutti.

    Il cristianesimo ha resistito a questa tirannia ed ha affermato i diritti indipendenti e originali della coscienza umana. Sappiamo che molti conflitti sono conseguiti ed il magistrato ha fatto ricorso alle persecuzioni per far “sottomettere” con la forza le pretese di una nuova religione ed i diritti della coscienza umana. Conosciamo e riconosciamo un periodo di dieci infuocate e sanguinose persecuzioni della chiesa primitiva. Il sangue dei primi cristiani scorreva come l’acqua; migliaia e decine di migliaia sono andati al palo, fino a quando il cristianesimo ha trionfato, e il diritto alla religione per un esercizio libero è stato riconosciuto in tutto l’impero.

    (2) Questo in realtà dovrebbe essere una questione di ringraziamento devoto che il soggetto è per ora risolto, ed il principio per ora è compreso. Almeno nella nostra nazione (America) esiste, per ora ma gradualmente e più rapidamente deteriorando, l’illustrazione del vero principio per questo grande argomento. Dove i diritti della coscienza sono ancora considerati e le leggi, ora sempre meno, però obbediscono pacificamente ed il sovrano civile dovrebbe capire la sua provincia ed i cristiani quindi possono dare un’obbedienza allegra e cordiale alle leggi della terra.

    La chiesa e lo stato si muovono nelle loro stesse sfere ma dovrebbero essere uniti e non contrastati, allo scopo di rendere la vita degli uomini pacifica e buona e rispettare i diritti di tutti senza interferenze.

    Sono divisi solo in quanto si riferiscono a diversi dipartimenti, e contemplano, il governo i diritti della società civile e la giustizia e le forze dell’ordine, mentre la chiesa gli interessi dell’eternità, della misericordia e del perdono di Dio. Tuttavia possono essere un essere uniti nel giusto comportamento e sostenere ciò che è giusto e legittimo. Quando il governo cessa di farlo, la chiesa deve richiamare il governo alla legge e alla giustizia, secondo le norme di Dio, dopo tutto la chiesa ha un ministero ed una voce profetica e non dimentichiamolo, le autorità governative sono davvero ordinate e soggette a Dio, se lo vogliono ammettere oppure no. In questo non c’è assolutamente nessuna separazione tra chiesa e stato.

    In questo la chiesa non sta dicendo che le autorità governative devono essere di una certa affiliazione religiosa in particolare ma che comunque devono render conto a Dio.

    La chiesa deve sempre ricordare alle autorità governanti i loro doveri davanti a Dio Onnipotente ed avvertire delle terribili conseguenze che ci saranno nel diventare un governo ingiusto, oppresso e malvagio. Questo è esattamente il motivo per cui sarebbe ideale che molti cristiani siano coinvolti attivamente nel fare parte del governo.

    Ogni uomo dovrebbe essere in grado di adorare Dio secondo le proprie convinzioni ed allo stesso tempo rendere l’obbedienza più cordiale e pacifica possibile alle leggi della terra.

    Ringraziamenti dovrebbero essere resi senza cessare al Dio dei nostri padri per la meravigliosa serie di eventi con cui questo concorso è stato condotto fino a questo punto e ringraziando Dio per la chiara e piena comprensione che ora abbiamo riguardo ai diversi dipartimenti che riguardano chiesa e stato.

    Inoltre, in questo paese, finora, abbiamo una Costituzione, scritta dai nostri padri fondatori che, se la gente vuole ammetterlo o no, tuttavia effettivamente hanno scritto la Dichiarazione di Indipendenza e la Costituzione con la consapevolezza che questa nazione, questa Repubblica sarebbe sempre stata soggetta alla legge e alle direttive dei suddetti documenti, in particolare la Costituzione, dove nella sua dichiarazione dei diritti dichiara che il governo non deve mai violare certi diritti del suo popolo.

    Questi diritti, determinati dai nostri padri fondatori, non sono stati dati dal governo ma da Dio stesso, quindi il governo deve essere in ogni momento costretto e controllato dalla stessa Costituzione, al fine di garantire che nelle generazioni successive il governo di questa grande Repubblica non trasgredisca e tolga questi diritti dati da Dio ai propri cittadini.

    Per questo infatti, in sostanza, sempre secondo i nostri padri fondatori, non sarebbe semplicemente una violazione dei diritti che il governo ha semplicemente dato al suo popolo, perché così quel governo avrebbe il diritto di darli e anche portali via quando ne ha voglia. Invece, in particolare, la così detta Bill of Rights, cioè Carta dei diritti è in realtà un documento scritto non solo per proteggere la nazione dal cadere nell’oppressione e nella tirannia, ma anche un documento che deve ritenere responsabili a Dio i successivi governi di questa Repubblica e per avvertire il governo di non oltrepassare i suoi confini per non subire il giudizio e l’ira di Dio. Perché in effetti è esattamente ciò che accadrebbe.

    Fondamentalmente, questa nazione è soggetta a un doppio smacco, perché non è semplicemente tenuta a rendere conto semplicemente di un documento scritto che ha un valore legale che possiede davvero molto valore, tuttavia, il governo di questa Repubblica è ritenuto responsabile dal documento stesso a Dio stesso. Questo particolare passo che stiamo studiando qui in Romani 13, in effetti conferma che l’autorità di Dio tiene conto delle autorità governative a Lui perché Egli le ha comunque ordinate. Che a loro piaccia o no, Dio è il loro capo ed a Lui devono rispondere sempre. I padri fondatori degli USA avevano capito questo concetto molto chiaramente così che lo hanno messo per iscritto e lo hanno comandato.

    Quindi le autorità governative devono essere onorate a causa della loro autorità datagli da Dio e il credente deve capire questo e capirlo bene. I credenti, anche nei casi in cui le autorità governanti sfidano la legge di Dio e anche quando diventano oppressivi, devono assolutamente, anche se devono sfidare le leggi empie ma solo attraverso la disobbedienza civile, tuttavia, i credenti devono rispettare i ranghi e gli uffici che governano su di loro.

    Vi darò esempi di cosa intendo. Prendiamo ad esempio il precedente Presidente degli Stati Uniti. A molte, molte persone non piacevano le politiche di quest’uomo, aborrivano il suo disdegno visibile e talvolta persino odioso per i cristiani, per le forze dell’ordine, per i militari e la sua opposizione politica.

    Eppure, per la maggior parte, la maggior parte delle persone, anche i cristiani che, come ho detto disapprovavano di questo Presidente e della sua amministrazione e governo, lo rispettavano, non incitavano la violenza e disordini, non lo offendevano pubblicamente e non gli mancavano di rispetto, sia a lui o ad alcuna persona che ha lavorato nella sua amministrazione.

    Inoltre, lasciatemi dire che, in quanto cittadini e persino credenti, abbiamo davvero il diritto, costituzionalmente e biblicamente, di pacificamente, permettetemi di ripetere questo, pacificamente di protestare se pensiamo che le nostre autorità governative siano ingiuste e persino malvagie.

    Infatti come credenti ci viene comandato di farlo, Efesini 5: 1-14.

    La Costituzione offre ai cittadini di questa nazione il diritto di riunirsi pacificamente e di petizionare lamentele al governo, questo include la protesta pacifica.

    Tuttavia, stiamo vedendo dall’elezione di questo nuovo Presidente Trump, una quantità senza precedenti di odio che viene mostrato pubblicamente dalla cittadinanza che lo oppone.

    Un odio che fino ad ora ha provocato violente rivolte, continue ed odiose calunnie, mancanza di rispetto, tentativi di minare e persino rimuoverlo dall’incarico di Presidente, letterali violenze, sommosse ed in alcuni casi minaccie mortali contro chiunque lavori o sostenga questo Presidente e le sue politiche.

    Tutto questo sta accadendo in tutti gli aspetti di questo paese, dal mondo accademico, dall’opposizione politica e dai media, che a tutti gli effetti sono un piccolo passo dal tradimento. Superando tutti i confini costituzionali, e sfortunatamente tutto questo gli è stato concesso di farlo, gli attacchi sono implacabili, i tentativi di assassinio sono stati fatti su legislatori repubblicani.

    Agenti delle forze dell’ordine sono stati assassinati, attaccati fisicamente, offesi a parole, desiderati morti e insultati. Proprietà privata è stata distrutta, veicoli della polizia sono stati bruciati e distrutti, le autorità ridicolizzate e le vogliono persino abolire ed eliminare, l’illegalità e il male sono adesso praticati ed incoraggiati, il disprezzo per la legge e la giustizia stanno dilagando. Cittadini con opinioni politiche e religiose opposte a loro vengono persino attaccati fisicamente e si possono menzionare molte altre cose.

    Tutta questa illegalità, odio e rivolta e tutto questo disprezzo e mancanza di rispetto per le forze dell’ordine e le autorità di governo è un comportamento empio ed è peccaminoso e malvagio. Queste persone, tutte quante, sono empie e malvagie e odiano la legge, la giustizia ed odiano le autorità poste su di loro, specialmente se riflettono più da vicino la legge e la giustizia di Dio.

    Queste persone stanno sfidando Dio quando non rispettano, disonorano e sfidano gli uffici ed i ranghi delle autorità governative.

    Per il peccatore malvagio e l’uomo senza Dio tutto questo è inevitabile, essi odiano tutto ciò che è in accordo con la pietà e con la legge, l’ordine e la giustizia di Dio. Eppure il cristiano è chiamato a rispettare ed onorare le autorità, tutte quante. La Scrittura decisamente ordina ai credenti di onorare e rispettare le autorità e di pregare per loro.

    1 Timoteo 2:1-3 Ti esorto dunque prima di ogni cosa che si facciano suppliche, preghiere, intercessioni e ringraziamenti per tutti gli uomini, 2 per i re e per tutti quelli che sono in autorità, affinché possiamo condurre una vita tranquilla e quieta in ogni pietà e decoro. 3 Questo infatti è buono ed accettevole davanti a Dio, nostro Salvatore,

    1 Pietro 2:13-15 Sottomettetevi dunque per amore del Signore ad ogni autorità costituita: sia al re come al sovrano, 14 sia ai governatori, come mandati da lui per punire i malfattori e per lodare quelli che fanno il bene, 15 perché questa è la volontà di Dio, che, facendo il bene, turiate la bocca all’ignoranza degli uomini stolti.

    1 Pietro 2:17 Onorate tutti, amate la fratellanza, temete Dio, rendete onore al re.

    Tito 2:1-2 Ricorda loro di essere sottomessi ai magistrati e alle autorità, di essere ubbidienti, pronti ad ogni opera buona, 2 di non dire male di alcuno, di essere pacifici e miti, mostrando grande gentilezza verso tutti gli uomini.

    L’onore è dovuto a tutti coloro che si trovano in posizioni di autorità governativa. È comprensibile, come è anche scritto nella Scrittura che l’onore deve essere dato a loro, sì, tuttavia comprendiamo anche che spesso le azioni di molti possono essere malvagie e spregevoli e vediamo quindi, nella Scrittura, che questi tipi di persone, sebbene da rispettare pubblicamente, non sono affatto rispettate internamente dal popolo di Dio.

    Anche se raramente si trova nella Scrittura in cui il popolo di Dio in realtà ha disonorato pubblicamente o addirittura tentato di eliminare i malvagi che hanno governato comunque un pubblico rispetto esterno è sempre stato dato.

    Pertanto, noi come cristiani, potremmo essere in disaccordo con ideologie politiche malvagie e cattive e dovremmo, e possiamo e dobbiamo attaccare le ideologie, ma non attaccare mai le persone direttamente. Potremmo privatamente o con persone di simili convinzioni discutere della nostra antipatia per queste persone, ma nel forum pubblico dovremmo pagare loro un certo rispetto richiesto dai loro uffici e da Dio.

    L’odio pubblico, la calunnia, i tentativi di sminuire e persino i tentativi di assassinare il nostro attuale presidente e tutto per sostenere questo odio, è un comportamento malvagio ed empio praticato da persone che amano l’illegalità e l’anarchia e che sostengono chiunque promuova l’illegalità e le ideologie malvagie.

    Queste persone tengono in considerazione i criminali, odiano la legge e l’ordine e la vera giustizia, amano l’immoralità e il comportamento non etico ed applicano sempre e solo moralità ed etica in modo ipocrita e fuori dal contesto e solo quando si addice alle loro calunnie e scopi malvagi. Fondamentalmente è l’etica e la moralità selettiva che loro odiano comunque. Fondamentalmente è tutto uno spettacolo, ma nessuna sostanza e nessuna verità.

    Come cristiani non dovremmo essere così, noi onoriamo l’ufficio e le posizioni delle autorità di governo finché possiamo e dovremmo e possiamo essere in disaccordo con le loro politiche e comportamenti malvagi.

    È ovvio che non è facile piacere persone che sono apertamente contro Dio e la chiesa e che ci odiano ed odiano Dio. In effetti non sono abbastanza sicuro che siamo chiamati a piacerli.

    Amare i nostri nemici è una cosa piuttosto particolare, non richiede avere per loro simpatia personale né sostegno per ciò che fanno, tuttavia siamo chiamati ad onorarli, in questo caso particolare, a causa dell’ufficio che detengono. Noi li onoriamo non come credono o si comportano ma li rispettiamo e non devono piacerci personalmente. Amare i nemici è dimostrato in tre modi:

    Uno: avvertendoli dell’imminente pericolo le loro anime si trovano a causa della loro incredulità e del loro peccato.

    Due: predicando e offrendo loro la misericordia e il perdono di Dio in Cristo attraverso il Vangelo.

    Tre: se e quando, ripetiamo questo fatto, solo se e quando su una base individuale una di queste persone, non importa quanto siano cattive, malvagie o odiose o antipatichei, si trovano in una situazione in cui si trovano nel bisogno e ci chiedono un aiuto, dobbiamo aiutarli.

    Abbiamo già affrontato questo problema nel nostro studio, nel capitolo precedente. La Scrittura in questione che ci comanda di farlo si trova in Proverbi,

    Proverbi 25: 21-22, che è stato menzionato anche da Paolo in:

    Romani 12:18-21 Se è possibile e per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini. 19 Non fate le vostre vendette, cari miei, ma lasciate posto all’ira di Dio, perché sta scritto: «A me la vendetta, io renderò la retribuzione, dice il Signore». 20 «Se dunque il tuo nemico ha fame dagli da mangiare, se ha sete dagli da bere; perché, facendo questo, radunerai dei carboni accesi sul suo capo». 21 Non essere vinto dal male, ma vinci il male con il bene.

    Questo è un passo molto completo, che vediamo non è affatto vissuto ne praticato dalla maggior parte della sinistra in questo paese. Tuttavia, la chiesa, i credenti devono obbedire a queste cose, per quanto sia possibile da noi, dobbiamo vivere in pace con tutti gli uomini, non dovremmo vendicarci mai.

    La vendetta appartiene solo al Signore, dobbiamo lasciare il posto alla Sua ira e alla fine Egli ripagherà. Tuttavia, vedete la parola magica è, SE i nostri nemici hanno bisogno e ci chiedono aiuto, siamo chiamati a mostrare amore divino verso di loro aiutandoli. Vedete, ci devono piacere, ma a fargli bene se e quando ci chiedono aiuto.

    Facendo così, in realtà non li lasciamo mai sfuggire. Vedete, questo è esattamente ciò che facciamo quando obbediamo a Dio e li aiutiamo indipendentemente dal loro odio per noi, lasciamo il loro giudizio a Dio ed in effetti Dio ci sta dando l’immagine del giudizio dall’accumulo di carboni ardenti sul loro capo. Questa è un’indicazione del giudizio di Dio.

    Quindi questi sono i tre modi in cui siamo chiamati a mostrare amore ai nostri nemici. C’è una differenza effettiva tra avere simpatia per qualcuno e l’amare chi ci odia e che ovviamente non attraggono la nostra simpatia, come Dio ci chiama ad amarli.

    Come vediamo, amare nel modo in cui Dio ama non preclude che ci piaccia qualcuno ma semplicemente il modo in cui dimostriamo l’amore di Dio obbedendo a Dio in ciò che Egli dice che dobbiamo fare e lasciare a Lui le conseguenze.

    Infatti Gesù disse:

    Matteo 5:44-46 Ma io vi dico: Amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a coloro che vi odiano, e pregate per coloro che vi maltrattano e vi perseguitano, 45 affinché siate figli del Padre vostro, che è nei cieli, poiché egli fa sorgere il suo sole sopra i buoni e sopra i malvagi, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. 46 Perché, se amate coloro che vi amano, che premio ne avrete? Non fanno altrettanto anche i pubblicani?

    Vedete, è più che evidente che ciò che dobbiamo fare è obbedire a questi comandamenti e ameremo i nostri nemici facendo ciò che Dio ci comanda di fare. Non siamo costretti a piacerli, infatti dice che se amiamo quelli che ci amano è in effetti quello che fanno tutti. Questo tipo di amore divino però è dimostrato solo quando obbediamo a Dio nel fare ciò che Egli ci dice di fare per dimostrare coloro che ci odiano.

    Dovremmo quindi onorare gli uffici delle autorità governative anche quando le persone che li detengono non ci piacciono personalmente.

    Dobbiamo fare ciò che Gesù dice che dovremmo fare a prescindere. Quindi non onoriamo i peccati dei governantu, li condanniamo e anche pubblicamente come la parola di Dio ci esorta di fare,

    Efesini 5:11-13, ma questo non ci da la via libera per poter odiare il governo e gli uffici di governo.

    Alla fine di tutto questo i cristiani non devono essere contro il governo, i cristiani non devono essere anarchici, i cristiani non devono essere offensivi verso il governo ma devono rispettarlo e rispettare le posizioni governative alle quali sono sottomessi, perchè? Perchè Dio lo comanda.

    Quindi quando sentiamo cristiani che dicono cose come, non devono alcuna alleanza o rispetto al governo, che non si devono impegnare ad obbedire e rispettare i propri governi perchè insistono che essi non appartengono a questo mondo e non sono cittadini di questo mondo ma del regno celeste, quando sentiamo tutto questo dobbiamo capiere che questi non comprendono bene la volontà di Dio riguardo a questo concetto e che in effetti in questo contesto sono ribelli a Dio.

    Romani 13:8 Non abbiate alcun debito con nessuno, se non di amarvi gli uni gli altri, perché chi ama il suo simile ha adempiuto la legge.

    Questo passo successivo apre un’intera nuovo soggetto, sebbene sia anche connesso con il soggetto precedente.

    Questo è perché nei versetti precedenti abbiamo visto che Paolo, sotto l’ispirazione dello Spirito Santo, quindi Dio, vuole che i credenti paghino le loro tasse. È quidndi la volontà di Dio che paghiamo le tasse, anche quando, come abbiamo visto, sono ingiuste.

    Ammettiamolo, oggi siamo molto più in forma degli Ebrei in epoca romana o persino delle colonie poco prima della rivoluzione Americana. Perché? Perché abbiamo il potere come popolo di cambiare il nostro governo e persino di invertire le sue condizioni inique. È difficile sì. ma non è impossibile né abbiamo bisogno di una rivoluzione armata per farlo. Come abbiamo capito, spero, che con l’aiuto di Dio e con il popolo di Dio che si pone nelle condizioni spirituali giuste, possiamo cambare la direzione dei nostri governi, sta veramente a noi farlo.

    Comunque, detto questo, possiamo vedere quindi che la volontà di Dio è che noi paghiamo le tasse, tuttavia, la volontà di Dio è anche, come vediamo qui nel versetto 8, che come cristiani non dobbiamo nulla a nessuno, non dovremmo avere debiti.

    Ora questa affermazione è davvero facile da razionalizzare in questo giorno ed età perché viviamo in una cultura e una società che già da molti, molti anni hanno posto le persone in condizioni di acquistare cose a credito con troppa facilità.

    Questo, insieme al consumismo e all’avidità sia dalla parte dei creditori stessi che dalla parte dei debitori, ha aperto una grande problematica per il mondo intero e purtroppo anche per la chiesa.

    Questo passo potrebbe indurci a pensare che prendere in prestito denaro sia un peccato, e sinceramente all’inizio pensavo anche io che fosse così.

    In realtà prendere in prestito nella Scrittura non è un peccato in sé, ma prima di rallegrarci di questo fatto per giustificare il nostro comportamento e giustificare i debito sulla nostra stessa vita, il debito sebbene non sia un peccato in sé, è una di quelle cose che però devono essere esaminate attentamente . Perché? Perché debito diventa molto rapidamente peccato! Il debito diventa prima di tutto un grande peso nella vita dei credenti e come tale spesso ci impedisce di fare ciò che ci viene comandato di fare nella Scrittura e questo eventualmente diventa quindi peccato.

    Prima di prendere in considerazione prestiti, è meglio assicurarsi che il prestito non ci faccia cadere nel peccato e nella disobbedienza a Dio ed alla Sua parola. Quindi dobbiamo usare saggezza e discernimento da Dio ed esaminare attentamente tutte le opzioni prima di prendere denaro in prestito, in particolare grandi quantità.

    Ricordiamoci una cosa, anche se prendere in prestito potrebbe non essere peccaminoso in sé, tuttavia non è mai la cosa migliore da fare. Acconsentirò che in certe situazioni non si possa avere una vera e propria scelta e che si debba a tutti i costi prendere denaro in prestito, ricordiamoci di una cosa molto essenziale riguardo al nostro Dio, che Egli è più che in grado di provvedere per noi quando ci affidiamo a Lui per farlo.

    Può darsi che Dio abbia altri mezzi per provvedere per noi anzichè prendere in prestito o, alla fine, potrebbe significare che potremmo dover prendere in prestito lo stesso.

    Questo concetto è un po’ come la guarigione, può darsi che Dio provveda alla guarigione guarendoci Lui stesso mentre altre volte può usare anche i medici e la medicina per farlo.

    Prendere in prestito per i credenti dovrebbe essere l’ultima cosa da fare. Spesso quando meditiamo sulle nostre situazioni ed opzioni arriveremo alla conclusione che potrebbe anche non essere necessario prendere in prestito denaro.

    È evidente che Dio ci chiama, i Suoi figli, a non essere conformi alle vie di questo mondo. Abbiamo studiato nel capitolo 12: 2 che le vie del mondo sono, il peccato, la lussuria, l’avidità, le filosofie e le ideologie che il mondo adotta e trasmette che sono intrinsecamente opposte alla volontà e ai fini di Dio.

    Ci sono molte cose che apparentemente hanno senso alla mentalità umana, specialmente per le cose che conducono lungo il sentiero dell’avidità. Molte cose apparentemente non sono peccaminose ed in molti casi non sono intrinsecamente peccaminose, ma Satana sa che inevitabilmente queste ci possono portare a praticare comportamenti peccaminosi.

    Queste cose contengono trappole e sono trappole nascoste molto bene.

    Sappiamo che Satana è il maestro della manipolazione e dell’inganno ed è ben consapevole di come funziona la psiche umana e di come la natura peccaminosa risponde ai suoi inganni e le sue manipolazioni.

    Si sa anche che un Cristiano non ha più una natura peccaminosa, vedi Romani 6: 6,

    Romani 7: 22-23, 2 Pietro 1: 3-4 e che nel credente rinato la vecchia natura peccaminosa, il vecchio uomo vengono tolti di mezzo e così nasce un nuovo uomo, internamente. Tuttavia, come abbiamo studiato in Romani 7: 15-24, comprendiamo che i nostri corpi, i nostri corpi umani e le nostre menti sono ancora influenzati dal peccato e dai desideri della carne.

    Ecco perché ai credenti viene comandato di rinnovare le loro menti e di portare i loro corpi in sottomissione allo Spirito e alla parola di Dio.

    Anche Satana sa tutto questo e sa che per far sì che i cristiani disubbidiscano a Dio o per lo meno siano ingannati così da poterli manipolare ancora, tutto ciò che deve fare è impedire loro di rinnovare le loro menti e poi attirarli attraverso i desideri della carne, cioè i desideri peccaminosi che esistono ancora nel corpo.

    Se Satana può controllare le nostre menti anziché la parola di Dio che le controlla, allora egli può vincere la battaglia per le nostre menti e controllare ancora una grande parte della nostra vita anche se siamo credenti. Questa è la sua strategia, lui sa che siamo perdonati e che non apparteniamo più a lui, lui sa che le nostre anime sono eternamente salvate e sicure in Dio.

    L’unica cosa che può fare è ostacolare il nostro progresso, fermare la nostra crescita spirituale, anche rallentarla e lo fa controllando la nostra mentalità ed il processo mentale per farci rimanere carnali e quindi pensare, decidere ed agire carnalmente invece che spiritualmente. In questo modo, può manipolare, ingannare e persino controllare parte o anche molto del nostro comportamento e della nostra vita.

    Vedete, Satana non deve essere coinvolto attivamente nella vita di tutti, egli ha molti, molti servitori che fanno il suo sporco lavoro, i demoni e gli umani allo stesso modo. Tutto ciò che deve fare è creare ideologie e filosofie e quindi promuoverle come innocue ed utili. Una volta che questi non sono controllati dalla parola di Dio ed accettati come pratica comune ed innocua all’interno della chiesa, è game over.

    Le ideologie in seguito diventano roccaforti, anche nella chiesa e diventano molto difficili da abbattere e da evitare. Come abbiamo detto, il consumismo e l’avidità sono stati spinti e promossi in molti modi diversi nella società e purtroppo queste ideologie dannose hanno colpito l’umanità in modo molto negativo e ancora più tristemente hanno influenzato la chiesa in modo tale che questi sono diventati veri e grandi ostacoli nella vita dei credenti.

    Questi sono infatti progettati per metterci pesi nella vita per diminuire l’efficacia della nostra ricerca di essere conformi alla somiglianza di Cristo e alla ricerca di rinnovare la nostra mente e raggiungere la mente di Cristo al fine di comprendere pienamente e correttamente la volontà di Dio.

    Questa è esattamente la ragione per cui Paolo ha scritto questo:

    E non siate conformi a questo mondo: ma siate trasformati dal rinnovamento della mente, affinché si possa provare qual è quella buona, ed accettabile e perfetta volontà di Dio. Romani 12: 2

    Questo è ciò che il nemico vuole fermare ed evitare di far accadere in noi per così fermare la nostra crescita cristiana e la nostra efficacia nella vita cristiana.

    Questo è anche il motivo per cui l’autore di Ebrei ha scritto questo:

    Ebrei 12:1 Anche noi dunque, essendo circondati da un così gran numero di testimoni, deposto ogni peso e il peccato che ci sta sempre attorno allettandoci, corriamo con perseveranza la gara che ci è posta davanti,

    Come vediamo chiaramente delineato qui per noi, l’autore sta dicendo che siamo circondati dall’esempio di molti testimoni di Dio, testimoni di fede menzionati nel capitolo 11.

    Le loro vite devono essere esempi, la testimonianza della loro fede, la loro obbedienza e fedeltà a Dio sono scritte per aiutarci a rimanere incoraggiati nei nostri stessi tentativi di imitarli e vivere come testimoni di Dio allo stesso modo in cui hanno fatto loro. Vedendo che abbiamo così tanti esempi eccellenti da seguire, siamo quindi esortati a mettere da parte ogni peso ed il peccato che ci sconfigge così facilmente. Pensiamo per un momento a questa affermazione. Per prima cosa dobbiamo mettere da parte ogni peso che ostacola i nostri progressi di andare avanti nella nostra vita cristiana. I pesi qui sono chiaramente distinti e diversi dai peccati. I peccati sono anche essi menzionati come cose che ostacolano la nostra vita cristiana ed il nostro progresso, ma i pesi non sono peccati.

    Come è intimato dal contesto del brano, l’autore sta ovviamente parlando del confronto della nostra vita cristiana con una gara o meglio in questo caso una corsa, una maratona in particolare, non uno sprint.

    La parola pazienza è lunga sofferenza, denota una lunga, difficile ed estenuante corsa.

    Pertanto, dobbiamo sbarazzarci delle cose nella nostra vita che ci appesantiscono così da non poter correre questa gara correttamente. Essere appesantiti non è una buona cosa quando stiamo tentando di correre una gara. Potete immaginarlo? Un maratoneta che si presenta alla linea di partenza con tanti pesi leagati al corpo, come potrebbe questa persona mai pensare di essere in grado di correre questa gara in modo efficiente fino alla fine, ancora peggio di vincerla? Sarebbe impossibile correre una maratona appesantiti da pesi superflui, ancora più impossibile vincerla. Gli altri corridori che non sono appesantiti avranno senza dubbio un grande vantaggio, ma noi faremmo fatica a raggiungere anche la fine della gara.

    Forse potremmo persino arrivare alla fine della gara, ma in che condizioni e con quanta fatica e quanta lotta inutile per tutta la strada. È ovvio che un corridore per correre una buona gara non può avere addosso pesi superflui.

    Il peccato è menzionato anche esso come una cosa che ostacola anche la nostra corsa ed è un ostacolo molto più grande, eppure ciò che aggroviglia e che pesa i credenti in aggiunta ai peccati che li controllano, sono quelle cose che non sono intrinsecamente peccaminose. Quelle cose, quei pesi saranno spesso molto più difficili da individuare e quindi liberarci di loro.

    Tuttavia, se i nostri nemici ci vendono dei sistemi di credenze che non sono intrinsecamente peccaminosi ma che alla fine ci pesano così tanto che non possiamo correre efficacemente la nostra gara, allora avranno ottenuto il loro obiettivo. Cioè, avranno fermato il nostri progresso !

    In realtà, questi pesi saranno tali che diventeremo così esausti per portarli addosso che ci fermeremo anche volontariamente nel progresso della nostra vita cristiana.

    Quante volte abbiamo sentito dire o addirittura detto noi stessi, che siamo stanchi, non abbiamo tempo per fare ciò che Dio vuole che facciamo, che ci manca l’energia, la forza di volontà, i mezzi, il tempo, ecc. ecc. ?

    Queste cose sono causate dai pesi che ci hanno convinto che dobbiamo portare se vogliamo ottenere la vita che vogliamo in questo mondo. Tutte le cose che altrimenti sarebbero facili da fare se non dovessimo portare tutto il peso in eccesso ora diventano difficili ed anche ingombranti, perché? Perché stiamo trasportando troppo peso inutile in eccesso.

    Di solito ciò che accade invece di perdere l’eccesso di peso, rinunciamo invece ai nostri progressi divini mentre ci aggrappiamo ai pesi e non li vogliamo lasciare.

    Questi pesi ora sono tutte le cose che il sistema mondiale ci ha venduto e ci hanno detto che dobbiamo avere. Ci è stato detto che abbiamo bisogno di avere così tante cose nella vita, così tante cose che molti di noi in circostanze normali non potevamo permetterci di avere.

    Questi hanno fatto il lavaggio del cervello a tutti facendoci credere che possiamo permetterci tutte queste cose perché faranno in modo che possiamo permettercelo acquistandole a credito. Tutto quello che si deve fare è ottenere un prestito e così si può avere tutto quello che si vuole. Questi crediti sono stati resi sempre più facilmente accessibili e disponibili quasi per tutti.

    Il debito è proprio uno di quei pesi e vediamo che il problema con il debito è che dobbiamo ripagarlo e come se dobbiamo. Se il debito non è rimborsato rapidamente ed opportunamente dovrà essere pagato un grande interesse in aggiunta al prezzo dell’articolo per il quale abbiamo preso in prestito denaro.

    Ora iniziamo a vedere come tutta questa filosofia del mondo, questa ideologia che dice di comprare ora e pagare dopo diventa in realtà uno dei più grandi ingombri di sempre e questi debiti in cui le persone cadono diventano grandissimi pesi, e la maggior parte delle persone non sarà mai in grado di arrivare al traguardo.

    Queste metodologie di vendita, in altre parole, acquistando a credito, prendere in prestito per tutto ciò di cui si ha bisogno o si vuole non sono altro che schemi che per lo più non creano altro che dolore e distruzione nella vita delle persone e purtroppo molti, molti credenti sono caduti preda di queste trappole e la loro fede è naufragata e la loro gara compromessa, perché questi debiti causano molte cose distruttive nella loro vita.

    Uno degli elementi che per lo più distruggono è il tempo delle persone. Il tempo è il nostro bene più prezioso, non è nemmeno il denaro, è il tempo, infatti tutti voi avete sentito quel famoso detto anche se non biblico è comunque vero, il tempo è denaro.

    Il tempo infatti è più prezioso del denaro. Abbiamo bisogno di tempo per pregare, studiare la parola di Dio, abbiamo bisogno di tempo per servire Dio, per andare in chiesa, abbiamo bisogno di tempo per insegnare ai nostri figli le vie di Dio e la parola di Dio, abbiamo bisogno di tempo anche per riposare e rilassarci e ricaricare fisicamente. Questo era il motivo per cui il Signore aveva creato il Sabato per il suo popolo Israele. Era per il loro benessere spirituale, mentale e fisico non per Lui, vedere Esodo 20: 8-11, ed anche

    Marco 2:27-28 Poi disse loro: «Il sabato è fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato. 28 Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato».

    Paolo ha dato un avvertimento molto severo sul correre dietro a ciò che vogliamo più di quanto effettivamente abbiamo bisogno, e dice:

    1 Timoteo 6:6-11 6 Ora la pietà è un mezzo di grande guadagno, quando uno è contento del proprio stato. 7 Non abbiamo infatti portato nulla nel mondo, ed è chiaro che non possiamo portarne via nulla, 8 ma quando abbiamo di che mangiare e di che coprirci, saremo di questo contenti. 9 Ma coloro che vogliono arricchirsi cadono nella tentazione, nel laccio e in molte passioni insensate e nocive, che fanno sprofondare gli uomini nella rovina e nella distruzione. 10 L’avidità del denaro infatti è la radice di tutti i mali e, per averlo grandemente desiderato, alcuni hanno deviato dalla fede e si sono procurati molti dolori. 11 Ma tu, o uomo di Dio, fuggi queste cose e procaccia la giustizia, la pietà, la fede, l’amore, la pazienza e la mansuetudine.

    Come dice Paolo, avere Dio, essere cristiano e accontentarsi di avere nella vita ciò di cui abbiamo bisogno è un grande guadagno. Pensate a quello che sta dicendo qui, se impariamo ad essere felici con le necessità della vita e non tentare di inseguire un qualche status o uno stile di vita particolare, specialmente quello pubblicizzato dal mondo, tutto questo è un grande guadagno.

    In altre parole otteniamo qualcosa che altrimenti non potremmo avere. Essere salvati, aver ricevuto la grazia e la misericordia di Dio è ciò che dovrebbe essere il più grande guadagno che una persona ha nella loro vita, proprio come anche Gesù ci ha avvertito:

    Matteo 16:26 Che giova infatti all’uomo, se guadagna tutto il mondo e poi perde la propria anima? Ovvero, che darà l’uomo in cambio dell’anima sua?

    Quindi avere Dio e appartenere a Lui, avere la salvezza delle nostre anime e il favore di Dio, è più importante persino di avere il mondo intero anche se fosse possibile.

    Pertanto, la pietà, e il fatto di essere contenti e soddisfatti di ciò che Dio ci ha dato, di avere ciò di cui abbiamo bisogno per vivere, in tutto questo abbiamo un grande guadagno. Cercando di passare al livello del mondo, a ciò che il fascino del mondo offre, la concupiscenza della carne, queste cose ci mettono nei guai ed il nostro nemico sa che anche i credenti, sfortunatamente, sono influenzati negativamente e sono attratti da queste cose.

    Perciò il nemico attraverso i suoi inganni e le sue tentazioni e manipolazioni, farà cadere anche il credente nelle sue trappole. Queste sono le trappole che ci sono quando inseguiamo l’eccesso nella vita, e Paolo ci ha avvertito che molte persone hanno naufragato la loro fede e poi finiscono con l’essere trafitti con molti dolori quando cadono in queste trappole.

    Tutto questo può portare ed infatti porterà persino i credenti e sicuramente tutta l’umanità a portare pesi eccessivi nella loro vita al punto che non possono più vivere correttamente e se non saranno attenti saranno allettati anche a cadere in molti comportamenti peccaminosi. Per lo meno noi credenti saremo così appesantiti che non avremo più il tempo per fare tutto ciò che dovremmo fare.

    Ripeto tutte le cose che dovremmo fare, non tutte le cose che siamo obbligati a fare dalle richieste della società, non le cose che la nostra carne desidera, per quelle cose, anche i credenti sembrano avere sempre molto tempo per farle.

    Sto parlando delle cose che Dio desidera che facciamo. Tempo per pregare, per leggere la Sua parola, studiare la Sua parola, meditare la Sua parola e servire la chiesa.

    Il tempo di insegnare ai figli la parola di Dio e le Sue vie, qualità di tempo da trascorrere con la famiglia. Servire Dio in qualsiasi ruolo ci abbia chiamato a servire, tempo per aiutare le persone e fare del bene. Tempo di servire Dio nella chiesa, ecc.

    Tristemente, la maggior parte dei credenti non ha il tempo di fare tutte queste cose, perché? Perché di solito sono troppo occupati a correre dietro ed a fare molte altre cose che essi ritengono importanti ed anche essenziali ma che in realtà non lo sono.

    Questo è un segno del fatto che le priorità del credente non sono quelle che dovrebbero essere ed è un segno rivelatore che forse ed infatti molto probabilmente, stanno perseguendo le priorità sbagliate nella loro vita.

    L’intero concetto è importante da considerare nel contesto del dovere di chiunque sia in debito.

    Perché, come abbiamo detto prima, la nostra società e la nostra cultura sono diventate così materialiste ed orientate ai consumatori che offrono il credito alle persone per permettersi cose che altrimenti non potrebbero permettersi. In altre parole, la gente, inclusi molti credenti, infine spendono in eccesso anche quando non hanno soldi per permettersi gli articoli che acquistano a credito e quindi non hanno nemmeno i soldi poi per ripagare il debito. Chi presta il denaro si aspetta il pagamento di un interesse per i soldi che prestano se non vengono ripagati entro un certo tempo.

    La maggior parte delle persone oggi compra a credito e non ripaga quasi mai completamente il debito nel tempo assegnato, quindi ciò che accade è che c’è interesse che si accumula in cima al prezzo di acquisto e l’importo da pagare diventa sempre più grande piuttosto che pagare il debito la persona che vive in questo stato è imprigionata in una trappola e rischia di essere in debito per tutta la vita.

    Le persone entrano quindi in un circolo vizioso di abitudine acquistando senza mai avere capitali sufficienti, per ripagare tutto il debito ed in più gli interessi che questi accumulano.

    Questo comportamento fa sì che le persone che lo praticano, debbano poi lavorare sempre più duramente, cercando un secondo e persino un terzo lavoro al fine di mantenere il passo per ripagare gli interessi da soli, senza poi mai poter pagare l’intero debito.

    Si può iniziare quindi a capire perché le persone che vivono in questo modo finiscono per non avere il tempo di fare le cose più importanti nella vita.

    Si può cominciare a vedere che questa è una grande ragione per cui Dio non vuole che i credenti abbiano debiti? Si può capire che dover investire la maggior parte del tempo di una persona al lavoro per pagare debiti sostenuti perché quella persona voleva avere cose che non potevano permettersi? Questo quindi è un grande danno alla loro vita spirituale e alle loro relazioni familiari.

    Questa è una grande ragione, probabilmente la più grande, del perché Dio non vuole che i Suoi figli siano indebitati. Tuttavia, spesso disobbediamo a questo comandamento e quasi sempre di conseguenza finiamo per immergerci nelle vie del mondo e quindi anche nelle trappole di Satana.

    Pensiamo adesso all’idea di comprare una casa o un’auto. Nella nostra società ci è stato insegnato che dovremmo possedere una casa anche nei circoli cristiani ci è stato insegnato che un mutuo è in realtà un debito accettabile che un cristiano dovrebbe avere, tuttavia, questo è sbagliato ed non è proprio la perfetta volontà di Dio.

    Pensateci per un momento, se Dio ci dice di non essere in debito, questo non includerebbe un mutuo? Soprattutto negli Stati Uniti, ma ormai quasi in tutta la società occidentale, siamo stati convinti che abbiamo bisogno di una macchina, e senza dubbio in molti casi essere senza di essa può essere, è, anche dannoso e può causare molte difficoltà e persino impedire alle persone di avere anche un impiego.

    Tuttavia, ragioniamo assieme su tutto questo per un momento. Perché si pensa che sia meglio possedere una casa anzichè pagare l’affitto e vivere in un appartamento o affittare una casa? Ci dicono che è un investimento, forse in qualche modo può essere vero, ma di gran lunga lo è?

    Possedere una casa porta con sé molte, molte altre spese aggiuntive che non ci sono se uno vive in un affitto. Ad esempio, possedere una casa, vuol dire che deve pagare l’interesse sul prestito, si pagano le tasse di proprietà, si pagano le assicurazioni di proprietà per le case e tutte le riparazioni, manutenzione e le spese sono completamente a carico della persona che possiede la casa.

    Inoltre, non è sempre vero che la casa è un investimento perché il mercato è ciò che impone se la casa avrà o meno un valore o meno. A volte, la casa finisce anche per perdere valore e la persona finisce di pagare anche di più di quanto valga la casa. Se poi sorge un’emergenza e una persona per vari motivi deve vendere la casa, dovrà poi ingoiare una perdita piuttosto che realizzare un profitto.

    Ora, paragoniamo vivere in affitto, il proprietario dell’immobile è responsabile per la maggior parte delle riparazioni non l’inquilino. L’inquilino non deve pagare le tasse di proprietà, l’inquilino non deve pagare per l’assicurazione della casa, potrebbe dover pagare un’assicurazione per affittuari , che a proposito è molto meno costosa dell’assicurazione che pagano i proprietari delle case. Certmente si paga l’affitto ma non si pagano interessi e questo penso sia il più grande vantaggio, credo, uno abbia la libertà di andare anche a trovare un’altra situazione di alloggio ed affitto migliore o quando e se se deba lasciare i locali non si è legati al dover vendere la casa, né se né ha una perdita per un brutto mercato immobiliare.

    Siamo stati sottoposti al lavaggio del cervello per pensare che sia meglio avere la propria casa, ma in realtà quando si esaminano attentamente i pro ed i contro, e si pesa tutto con la volontà di Dio, che ci dice di non essere indebitati, allora è evidente, più che evidente che per un credente affittare sia meglio che possedere una casa. Non avremo alcun debito, avremo meno spese e saremo più obbedienti al comandamento di Dio che in questo caso ci dice di non aver debiti con nessuno. In altre parole, dobbiamo possedere una casa a tutti i costi o possiamo invece anche risparmiare molti soldi ed infine non essere indebitati semplicemente accontentandoci di vivere in affitto?

    Riconosco che quello che sto dicendo non è un modo di pensare popolare nemmeno tra credenti, perché anche noi, incluso me, siamo stati programmati per decenni a pensare in un certo modo e poi a razionalizzare la parola di Dio per poi soddisfare i nostri desideri.

    A lungo termine, però, se e quando obbediamo alla parola di Dio e ci dilettiamo in Lui piuttosto che nei nostri desideri e la nostra comprensione, Egli potrebbe persino ricompensarci in modi che non possiamo immaginare e Dio certamente ricompenserà la nostra obbedienza e fedeltà.

    Salmi 37:4-5Prendi il tuo diletto nell’Eterno, ed egli ti darà i desideri del tuo cuore. 5 Rimetti la tua sorte nell’Eterno, confida in lui, ed egli opererà.

    Ricordiamoci ciò che ci ha detto Paolo precedentemente:

    E non siate conformi a questo mondo: ma siate trasformati dal rinnovamento della mente, affinché si possa provare qual è quella buona, ed accettabile e perfetta volontà di Dio.

    Vedete che dice? Non siate conformi a questo mondo, essere in debito è la via del mondo e non di Dio, così quando ci lasciamo andare all’idea che non è un problema ottenere un mutuo per possedere una casa e pensiamo anche che possa essere la perfetta volontà di Dio per noi , ci stiamo tristemente confondendo. Vuol dire che ci siamo conformati alle idee e alle ideologie del mondo e non alla parola di Dio e alla Sua volontà perfetta.

    Dobbiamo invece essere trasformati nella mente e poi nel comportamento mediante la parola di Dio. In questo modo ci assicureremo che impariamo e proviamo quale sia la miglior volontà di Dio per la nostra vita.

    Quindi, per sapere o per provare se qualcosa sia la volontà di Dio per noi, non dobbiamo pensare come pensa il mondo, se abbiamo dei dubbi dobbiamo ricercare la parola di Dio e permetterle di rinnovare e cambiare il nostro modo di pensare e allineare i nostri pensieri e la nostra volontà alla Sua.

    In questo caso è davvero inutile cercare di razionalizzare l’indebitamento per esempio per comprare una casa con il fatto che sia sempre e comunque la volontà di Dio per noi. Non sembra che sia la volontà di Dio che siamo indebitati dal passo che stiamo studiando. La cosa molto triste è che noi razionalizziamo e giustificiamo il nostro comportamento ignorando ciò che dice la parola di Dio. Ancora peggio è quando invece di ignorarla addirittura storciamo e manipoliamo la parola di Dio per adattarla ai nostri desideri.

    Il concetto di possedere un’auto è praticamente lo stesso. Il fatto è che nella maggior parte dei casi, quasi tutti, se vivessimo con i mezzi che Dio ci ha dato saremmo in grado di permetterci un’auto, il problema è che tutti vogliono andare per le auto nuove e migliori invece di cercarne una che si possono permettersi e nella maggior parte dei casi fanno tutto questo mentre si indebitano anche per un mutuo per comprare una casa.

    Non è mai, mai e poi mai giusto ignorare quello che dice Dio, ma se qualcuno dovesse dare le giuste priorità e sopppesare le proprie scelte allora potrebbero più facilmente ottenere una macchina usata meno costosa e anche se si dovesse a tutti i costi prendere in prestito un po ‘di soldi per un’auto almeno si rimborserebbe il prestito molto più rapidamente.

    Se in debito dobbiamo andare per comprarci un’auto, anche se sarebbe meglio di non farlo, comunque, se la nostra fede è debole che dobbiamo farlo almeno proviamo a farlo in una maniera meno dannosa. Potremmo così avere almeno un debito più piccolo e meno significativo di quello per una casa e un’auto costosa con prestiti di importo elevato.

    Queste sono tutte situazioni in cui spesso ci troviamo in queste situazioni, perché ci siamo, per anni, per decenni, conformati al mondo piuttosto che alla parola di Dio. Oestamente, Dio è così debole e impotente che se Lo obbediamo e se ci fidiamo di Lui che Egli non provvederà per noi ed invece di appoggiarci sulla nostra comprensione ed agire secondo la nostra volontà ed i nostri desideri,? Forse la ragione perché dobbiamo dipendere dall’uomo e dal mondo così tanto è esattamente perché non vogliamo obbedire e confidare in Dio.

    Questa è davvero una cosa molto pratica da studiare, Dio ci dice di non essere in debito con nessuno, certamente vale la pena considerare queste cose, in quanto vale sempre la pena obbedire alla parola di Dio anziché fare come crediamo giusto noi.

    Credo che questo comandamento sia forse uno dei più ignorati dai credenti ed è davvero uno che finisce per causare tanti problemi per la nostra vita e crescita cristiana. Questo è anche, ancora, perché in Romani 12: 2 si dice che l’unico modo in cui possiamo essere trasformati nel comportamento e non vivere in conformità con le vie del mondo e conoscere la perfetta volontà di Dio che per noi è disponibile solo ed esclusivamente dal rinnovo della mente, dei nostri pensieri umani e di tutte le cose che causano roccaforti ideologiche nelle nostre menti, 2 Corinzi 10: 3-5.

    Quando si tratta di non essere indebitati, credo che in qualche modo, quasi tutti i cristiani, ci rendiamo colpevoli far sì che il prendere a prestito soldi infine diventi un peso che ci appesantisce e ci impedisce di crescere come cristiani, perché come abbiamo detto prima, questi pesi ci impediranno di andare avanti e spesso ci impediranno di fare la volontà di Dio che poi in sostanza diventa peccato. Purtroppo ci siamo permessi di accettare le filosofie del mondo e alla fine di disobbedire a Dio, sia che lo vogliamo ammettere o no.

    Se ci indebitiamo ci saranno conseguenze che dobbiamo poi sopportare. Il debito può quindi avere molte conseguenze devastanti nella vita di coloro che cadono in questa trappola. Può veramente rovinare l’intera vita delle persone che fanno debiti.

    Spesso porta le persone anche ad intensificare il proprio comportamento peccaminoso. Perché? Perché le persone prese dalla disperazione e affogate nel debito ricorrono spesso al crimine, ai reati ed a comportamenti peccaminosi per poter annullare i loro debiti e continuare a vivere lo stile di vita che sono abituati a vivere. Come vi chiedete?

    Semplice, le persone spesso ricorrono a frodi, furti ed in alcuni casi persino omicidio per pagare i loro debiti ma anche per continuare a vivere al di sopra dei loro mezzi. Il debito ha portato molte persone lungo il sentiero della distruzione pensando erroneamente, ad esempio, che potevano giocare d’azzardo e poi vincere alla grande per poi pagare i loro debiti, quando in realtà non facevano altro che rendere il loro debito sempre più devastante.

    Questo è un ottimo motivo biblico per cui il gioco d’azzardo dovrebbe essere evitato a tutti i costi. Molte persone, anche credenti, cercano di giustificare il gioco dicendo che la Bibbia non menziona il gioco d’azzardo come peccato e quindi non può esserlo. Questo è un equivoco, anche se la Bibbia non menziona mai il gioco d’azzardo, comunque cita l’avidità, l’invidia, la cupidigia ed essere ingrati e non soddisfatti di ciò che abbiamo.

    Queste sono tutte ragioni per cui le persone giocano e tutte queste cose sono peccaminose. Dobbiamo sempre controllare le motivazioni per le cose che facciamo e verificare i principi della parola di Dio.

    Analizzando questi due arriveremo alle conclusioni secondo cui certe cose, sebbene non siano peccaminose da sole, sono dei grandi facilitatori del peccato. Il gioco d’azzardo è uno di questi ed è così anche il debito e come abbiamo visto entrambi insieme hanno una grande sinergia ed affinità e operano insieme per far peccare le persone e farle diventare schiave di entrambi i comportamenti e le abitudini e alla fine portare a peccare e rovinare le loro vite e non solo le loro.

    Il debito e il gioco d’azzardo nella maggior parte dei casi portano le persone in una spirale da cui spesso diventa impossibile uscire. Il gioco d’azzardo fa sì che le persone perdano tutto, case, beni, famiglie e alla fine anche le loro vite.

    Molte persone prese dalla disperazione hanno perso la propria vita, letteralmente, commettendo il suicidio.

    Ecco perché nella parola di Dio essere in debito è descritto come una cosa negativa e questo è anche il motivo per cui Dio preferisce che non siamo indebitati.

    Quando il debito non è l’ultima risorsa e necessario per la maggiore necessità è quindi consigliabile, secondo Dio, di non essere in debito con nessuno.

    Nella Bibbia, ad esempio, quando Dio parla al Suo popolo riguardo al prestito e al debito, dice:

    Esodo 22: 25 Se tu presti del denaro ad alcuno del mio popolo, al povero che è con te, non lo tratterai da usuraio; non gli imporrai alcun interesse.

    Dio considera l’interesse al debito come usura. Dio chiama a prestare agli altri senza interesse su ciò che viene dato in prestito. Quindi come cristiani dobbiamo capire il significato di questa cosa che è valido anche per noi.

    I cristiani che sono ricchi possono e dovrebbero prestare ad altri credenti senza interesse e dovrebbero prestare ai fratelli bisognosi. I credenti non dovrebbero andare al mondo se non ce ne fosse bisogno ed anche Gesù ha detto:

    Matteo 5:42 Da’ a chi ti chiede, e non rifiutarti di dare a chi desidera qualcosa in prestito da te.

    I membri più ricchi nel corpo di Cristo dovrebbero sempre aiutare i fratelli e le sorelle più bisognosi, sfortunatamente ciò che accade nella chiesa è che spesso si consiglia alle persone di andare a prendere in prestito denaro da banche o istituti finanziari.

    Molte volte però i credenti più ricchi sono nella posizione di aiutare i credenti bisognosi, ma sfortunatamente sono spesso riluttanti. Spesso, questo accade perché non si fidano degli altri per ripagarli, ricordiamoci che quando le cose vengono fatte nella chiesa assieme ai governanti della chiesa coinvolta nei suddetti processi, i pastori / anziani hanno il dovere di rendere le persone responsabili ad altri credenti. In questi casi, la leadership della chiesa dovrebbero mantenere il debitore responsabile nei confronti del creditore. Quando le cose sono fatte decentemente ed in ordine ed ogni membro fa la sua parte secondo la parola di Dio, di solito non ci saranno problemi. Sì, lo so, ci sono sempre delle eccezioni ma ci si deve aspettare, tuttavia che siamo tutti chiamati ad obbedire a Dio e fare ciò che Egli dice di fare.

    Ad esempio, guardate ciò che Dio dice ai ricchi credenti:

    1 Timoteo 6:17-19 Ordina ai ricchi di questo mondo di non essere orgogliosi, di non riporre la loro speranza nell’incertezza delle ricchezze, ma nel Dio vivente, il quale ci offre abbondantemente ogni cosa per goderne, 18 di fare del bene, di essere ricchi in buone opere, di essere generosi e di essere pronti a dare, 19 mettendo in serbo per se stessi un buon fondamento per l’avvenire, per afferrare la vita eterna.

    Come vediamo ci sono molte, molte cose scritte nella Scrittura che nella Chiesa, specialmente nella chiesa più moderna, non si sta facendo e questo è il motivo per cui ci sono molti problemi nella vita cristiana di molti.

    Abbiamo già visto nel nostro studio che, all’inizio dell’esistenza della chiesa, i cristiani hanno donato generosamente ai fratelli e alle sorelle bisognosi.

    Atti 4:32-37 E il gran numero di coloro che avevano creduto era di un sol cuore e di una sola anima; nessuno diceva esser suo quello che aveva, ma tutte le cose erano in comune fra di loro. 33 E gli apostoli con grande potenza rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù; e grande grazia era sopra tutti loro. 34 Infatti non vi era alcun bisognoso fra di loro, perché tutti coloro che possedevano poderi o case li vendevano e portavano il ricavato delle cose vendute, 35 e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno, secondo il suo particolare bisogno. 36 Or Iose, soprannominato dagli apostoli Barnaba (che significa: “figlio di consolazione”), levita, originario di Cipro, 37 avendo un campo, lo vendette e portò il ricavato e lo depose ai piedi degli apostoli.

    Non c’è dubbio, nell’antica chiesa la generosità e l’amore erano molto ben dimostrati in un modo molto pratico. Non sembrava esserci alcun problema riguardante la condivisione dei beni con i credenti più bisognosi al punto che i bisogni non erano nemmeno affrontati ed i credenti invece si impegnavano a donare generosamente le proprie proprietà. Ogni volta che leggo questo brano mi chiedo, che cosa sia successo al cristianesimo di oggi.

    Ho sentito storie all’interno della chiesa che avrebbero fatto rizzare i capelli. La durezza e l’avarizia e l’avidità che ha contagiato la chiesa sono incredibili. La chiesa oggi aiuterà piuttosto le persone ad andare al governo per aiuto che aiutarli a trovare un lavoro o aiutarle nel frattempo con le finanze disponibili nelle chiese.

    Negli Stati Uniti viviamo in modo tale che la povertà in realtà è il modo in cui vive la classe media in altri paesi.

    A tutti gli effetti potremmo benissimo essere, se non il paese più ricco del mondo, sicuramente uno dei primi tre. Tuttavia, i cristiani sono così riluttanti ad agire come hanno fatto nella chiesa primitiva e in realtà sentiamo molti dire che vogliono che la loro chiesa sia come la chiesa degli Atti, o li sentiamo dire che la chiesa ha bisogno di tornare al modo in cui era nei giorni degli Apostoli e sono d’accordo con questa affermazione. Tuttavia, ciò che veramente significa quando dicono questo, non è quello di tornare ad essere come la chiesa di Atti in ogni modo, compreso il passo che abbiamo appena letto, in cui le persone vendevano le loro proprietà per aiutare i bisognosi nella chiesa. Quando dicono che vogliono tornare al modo in cui erano allora, vogliono solo esibire segni, miracoli e prodigi e profetizzare ed è ciò che vogliono che sia.

    Eppure razionalizzeranno e giustificheranno la loro avidità affermando che oggi la chiesa non deve vendere le proprie proprietà per condividerle con i bisognosi del corpo. Comunque non riusciamo proprio a capire perché e dove questo atto di amore e di generosità sia stato in qualche modo abolito e non debba più essere praticato nella chiesa oggi.

    In qualche modo sembra che, secondo molti, Dio abbia abrogato i Suoi comandamenti di amore, generosità e provvidenza per i bisognosi, ma in qualche modo abbia risuscitato tutti i segni degli Apostoli. Quindi, vediamo che, per compiere miracoli, prodigi, guarigioni e parlare in lingue è giusto tornare ad essere come la chiesa di Atti ma per amare e provvedere ed essere generosi verso i bisognosi, no!

    Che tipo di mentalità sia questa solo Dio lo sa! Non ci ha Dio severamente comandato di amarci l’un l’altro come ci ama Lui? Dio non ha detto questo nella Sua parola ?:

    Giovanni 13:34-35 Vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, anche voi amatevi gli uni gli altri. 35 Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri».

    Non ha Dio comandato questo?:

    Giacomo 2:15-17 Or, se un fratello o una sorella sono nudi e mancano del cibo quotidiano, 16 e qualcuno di voi dice loro: «Andatevene in pace, scaldatevi e saziatevi», ma non date loro le cose di cui hanno bisogno per il corpo, a che giova? 17 Così è pure della fede; se non ha le opere, per se stessa è morta.

    E questo:

    1 Giovanni 3:17-18 Ora, se uno ha dei beni di questo mondo e vede il proprio fratello che è nel bisogno e gli chiude le sue viscere, come dimora in lui l’amore di Dio? 18 Figlioletti miei, non amiamo a parole né con la lingua, ma a fatti e in verità.

    Vediamo uno schema emergente nella chiesa moderna, un modello che dimostra chiaramente l’abbandono del vero amore, l’amore pratico e generoso che dovremmo avere l’uno per l’altro, per poter praticare la vita egoista e avida, un modo in cui l’amore nella chiesa non è più praticato a modo di Dio . La chiesa moderna vive e agisce in molti casi in modo insensibile, non amoroso e mondano.

    Mi azzarderei a dire che in molti modi e molti casi il mondo si prende cura dei suoi meglio di quanto la chiesa si prenda cura dei propri membri.

    Infatti, la chiesa sta spingendo i credenti a farsi curare dal mondo, dai programmi di assistenza del governo, mentre la chiesa raccoglie e spende la maggior parte del denaro che raccoglie, specialmente nelle grandi mega chiese, ma non è esclusivamente per i bisogni dei membri ma è per pagare per il personale a tempo pieno, gli stipendi ed i benefici, per pagare le spese di strutture a cinque stelle in cui le persone si incontrano, così permettendosi tutti i tipi di servizi moderni, come schermi, sistemi audio, computer, strumenti musicali, ecc. ecc. ma non avendo mai abbastanza soldi per fare la volontà di Dio e praticare il Suo amore.

    Le chiese sono diventate centri di intrattenimento piuttosto che il corpo vivente ed amorevole di Cristo. Una chiesa che investe nelle vite dei credenti e per le loro risorse, nella cura reciproca e nella promozione del Vangelo.

    In effetti quelle sono le uniche cose in cui la chiesa dovrebbe essere coinvolta quando si tratta di spendere ed investire i suoi soldi.

    Lo dico e lo ripeto, e mi rendo conto che ora probabilmente sia troppo tardi, ma la chiesa è stata progettata da Dio per essere una chiesa domestica proprio per queste stesse ragioni. Immaginate cosa potrebbe fare una chiesa in un paese ricco come il nostro se le sue risorse finanziarie fossero spese solo ed esclusivamente per la propagazione del Vangelo e la cura dei suoi membri più bisognosi. Non dovremmo preoccuparci di spendere milioni in cose che Dio non ci ha mai chiamato a spenderli. Stiamo praticando chiesa come il mondo fa le sue cose e non come Dio desidera.

    Guardate cosa ha detto il Signore alla chiesa di Laodicea:

    Apocalisse 3:14-22 All’angelo della chiesa in Laodicea scrivi: queste cose dice l’Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della creazione di Dio. 15 Io conosco le tue opere, che tu non sei né freddo né caldo. Oh, fossi tu freddo o caldo! 16 Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né caldo, io sto per vomitarti dalla mia bocca. 17 Poiché tu dici: “Io sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di nulla”; e non sai invece di essere disgraziato, miserabile, povero, cieco e nudo. 18 Ti consiglio di comperare da me dell’oro affinato col fuoco per arricchirti, e delle vesti bianche per coprirti e non far apparire così la vergogna della tua nudità, e di ungerti gli occhi con del collirio, affinché tu veda. 19 Io riprendo e castigo tutti quelli che amo; abbi dunque zelo e ravvediti. 20 Ecco, io sto alla porta e busso; se qualcuno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui, e cenerò con lui ed egli con me. 21 A chi vince concederò di sedere con me sul mio trono, come anch’io ho vinto e mi sono posto a sedere col Padre mio sul suo trono. 22 Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese».

    A tutti gli effetti questo descrive la condizione prevalente, non la sola, ma prevalente, della chiesa negli ultimi giorni, proprio prima della venuta del Signore.

    È ovvio che queste lettere alle sette chiese sono molto più che semplici lettere scritte a queste sette chiese in quell’era e in quel periodo. È stato stabilito da molti studiosi della Bibbia ed io tendo ad essere d’accordo con loro sul fatto che queste lettere sono fondamentalmente tridimensionali.

    La prima interpretazione di queste lettere è che in effetti erano state scritte per le sette chiese in quel epoca. La seconda dimensione dell’interpretazione di questi passi è che si riferisce anche ai singoli membri e la chiesa nella storia della chiesa e fino alla venuta del Signore. Questo è indicato chiaramente dal fatto che le lettere sono indirizzate al principale anziano / pastore di queste chiese. Ciò indica che i pastori / anziani sono i principali responsabili del modo in cui una chiesa agisce e si comporta. La terza dimensione è che le lettere devono essere comprese anche nel corso della storia della chiesa e non solo riguardo alle sette chiese attuali e descritte qui e che vissero in certe condizioni spirituali, ma questo è tradotto anche nel comprtamento dei vari credenti individuali all’interno di quelle stesse chiese e all’interno di ogni chiesa in ogni epoca, anche oggi. Vari versetti ci fanno capire che questo è il fatto, per esempio, basta vedere quest’ultimo da solo, sebbene possa trovarsi davvero in ogni altra chiesa descritta:

    Apocalisse 3:14 E all’angelo della chiesa di Laodicea scrivi:

    Il termine angelo è sinonimo di messaggero, così per il messaggero della chiesa di Laodicea in questo caso. Questo è il capo della chiesa, che non è un vero angelo, questo è confermato dal modo in cui Gesù li affronta nelle varie lettere. È chiaro che la lettera è stata scritta a uomini che sono gli incaricati di queste chiese.

    Gesù ci dà anche la comprensione che va oltre ai leader e che viene riferita anche verso altri credenti quando dice cose come queste ad esempio:

    Apocalisse 2:10 il diavolo getterà alcuni di voi in prigione,

    Apocalisse 2:14 ci sono quelli che detengono la dottrina di Balaam,

    Apocalisse 2:20 perché tu sopporti quella donna Jezebel, che si definisce profetessa, per insegnare e sedurre i miei servitori a commettere fornicazione e mangiare cose sacrificate agli idoli

    Apocalisse 2:24 Ma a voi dico, e al resto in Tiatira, tutti coloro che non hanno questa dottrina, e che non hanno conosciuto le profondità di Satana, Non metterò su di te nessun altro fardello.

    Apocalisse 3: 4 Hai alcuni nomi anche in Sardi che non hanno contaminato le loro vesti; e cammineranno con me in bianco: perché sono degni.

    Come vediamo, i riferimenti in questi passi descrivono che Gesù sta descrivendo più di ciò di cui avverte il pastore / anziano di ogni chiesa. Gesù chiaramente sta facendo riferimento ai comportamenti, negativi o positivi di credenti all’interno di quelle chiese. Questo ci fornisce una chiara dimostrazione che quando esaminiamo da vicino tutte le condizioni spirituali di queste sette chiese, vediamo che trascendono spazio e tempo e che ciò che Gesù sta dicendo è detto a tutte le chiese, a tutti i credenti attraverso tutte le età.

    La realtà è che se osserviamo le condizioni e il comportamento spirituale di ogni chiesa, troviamo molte applicazioni alla chiesa attraverso la sua storia dall’inizio fino alla fine del mondo.

    Questo fatto è evidente esaminando la condizione spirituale delle varie chiese attraverso il tempo e anche oggi, scopriremo che, a seconda di come sono guidati e governati, avranno modelli comportamentali spirituali simili a ognuna di queste sette chiese.

    Questo è vero anche per ogni singolo credente. Vediamo anche, tuttavia, che anche se diverse chiese oggi hanno varie condizioni spirituali simili, comunque la principale condizione spirituale della maggior parte della chiesa oggi è quella descritta nella chiesa di Laodicea. Come ho detto, questo non è vero per tutte e molte chiese si trovano anche nelle altre condizioni spirituali così come anche tutti i singoli credenti.

    Lasciatemi fare un esempio, oggi la maggior parte della chiesa si trova nella condizione spirituale della chiesa di Laodicea, specialmente in America e nei peaesi occidentali. Eppure nel mondo per esempio ci sono molte chiese che stanno vivendo la stessa condizione spirituale di Smirne, chiese che sono perseguitate per la loro fede. Ci sono altre congregazioni, ovunque che sono come la chiesa di Filadelfia, in altre parole, sono piccole, non ricche ma sono chiese fedeli. E così via. In ogni chiesa anche ogni singolo credente può trovarsi in una certa condizione spirituale che riflette ciò che Gesù descrive qui.

    Questo è il quadro generale e completo di come dovremmo interpretare questi passi.

    Detto questo, vediamo che è una realtà che oggi, la chiesa evangelica moderna tradizionale, specialmente in America, si ritrova a riflettere la condizione spirituale descritta nella chiesa di Laodicea. Vediamo se questo è vero oppure no.

    Gesù dice: Apocalisse 3:15-16 Io conosco le tue opere, che tu non sei né freddo né caldo. Oh, fossi tu freddo o caldo! 16 Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né caldo, io sto per vomitarti dalla mia bocca.

    Questo è vero nella chiesa di oggi. È tiepida, non ha le proprietà di caldo o freddo. Non è zelante (caldo) e non porta ristoro a nessuno (freddo). È tiepida, vuol dire che è apatica, fa le movimenze della chiesa ma in realtà rende Gesù malato allo stomaco.

    Poi dice questo che riflette esattamente ancora di più le condizioni della chiesa in questi giorni:

    Apocalisse 3:17a Poiché tu dici: “Io sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di nulla”;

    Questo è esattamente come è la chiesa e la maggior parte dei suoi governanti oggi. La chiesa dice che è ricca e non ha bisogno di nulla e questo è vero dal punto di vista monetario. La chiesa oggi è ricca ed in effetti ha molte grandi cose, ma sapete come la vede Gesù:

    Apocalisse 3:17b e non sai invece di essere disgraziato, miserabile, povero, cieco e nudo.

    Gesù vede questa chiesa come disgraziata, miserabile e povera, cieca e nuda. In realtà Egli riferisce il Suo rimprovero al principale anziano della chiesa, ma come abbiamo già detto, la direzione in cui i pastori e gli anziani vanno e sono, potete star certi che anche la maggioranza della chiesa andrà.

    Ora, se questo non è un feroce rimprovero, non so cosa sia. La sua condizione spirituale non è buona. Ha molti beni e conforti mondani ma negli occhi del Signore è povera. Peggio ancora, lei non è solo povera, è disgraziata e miserabile. Immaginate queste belle e grandi chiese con migliaia di membri, con bellissimi e decorati edifici, con tutti i comfort come gli hotel a cinque stelle, in alcuni modi estremi, ma più comuni, in questi giorni i pastori e gli anziani vivono in ville che costano milioni, sono diventati milionari e alcuni hanno persino jet privati e yacht, e le congregazioni che essi conducono in molti casi riflettono anche loro gli stessi stili di vita, eppure Gesù li vede tutti disgraziati, miserabili e poveri.

    Cieco perché non riesce a vedere la sua vera condizione spirituale, pensa di essere giusto con Dio, ma non lo è. È nudo, è vestito con le proprie ricchezze e persino con il proprio atteggiamento di auto-giustizia, ma Gesù lo vede, vede la chiesa vergognosa come se fosse nuda, ed in realtà lo è. Ciò accade anche perché, sebbene essa sia ricca di beni materiali e sia ben sostenuta e stia vista bene dall’esterno, Gesù vede la sua vera condizione ed è l’opposto di come essa e gli altri la vedono. Lei è veramente povera nei confronti di Dio.

    Questo è esattamente il punto di tutto questo argomento e perché ho portato tutto questo alla luce.

    La chiesa oggi è per lo più esattamente come la descrive Gesù qui. Non può fare le cose che Dio desidera perché spende la maggior parte del suo denaro in ricchezze materiali, ma non investe molto o niente nel Regno di Dio e nella Sua giustizia prima di tutto. Non si prende cura delle vedove e degli orfani e dei poveri in mezzo a lei, come Giacomo afferma che la vera religione sia esattamente questa:

    Giacomo 1:27 La pura religione e immacolata dinanzi a Dio e al Padre ed è questa, visitare gli orfani e le vedove nella loro afflizione, e mantenersi immacolati dal mondo.

    Come capiamo chiaramente qui, se la chiesa facesse ciò che la chiesa dovrebbe fare secondo Dio, avrebbe forse bisogno di un terzo del denaro di cui ha bisogno e spende.

    Ora uno adesso puoi ancora chiedersi cosa c’entra questo con il debito? Tutto davvero! Perché? Perché anche la chiesa finisce per avere problemi di budget e spesso deve accumulare debiti che non avrebbe mai avuto bisogno di accumulare in primo luogo.

    Se la chiesa fosse rimasta come Dio l’aveva originariamente progettata, basata sulla famiglia ed incontrandosi in case private, se i pastori non si fossero diventati persone di carriera professionale piuttosto che pastori vocazionali, se la chiesa non volesse costringersi ad avere una grande riunione pubblica in servizio e struttura. Se la chiesa spendesse denaro solo quando fosse necessario per aiutare veramente i cristiani bisognosi e per sostenere la diffusione del Vangelo nel modo giusto, allora forse, come ho già detto più volte, la chiesa non avrebbe bisogno di accumulare così tanti soldi e beni solo per gestire un locale di chiesa locale e certamente non avrebbe bisogno di ricorrere a prestiti per la costruzione di programmi ecc. come invece accade spesso oggi.

    Ho fatto io stesso parte di una chiesa una volta che ha dovuto contrarre un mutuo per espandere il suo programma di costruzione edile. Per crescere dicevano ma ancora una volta, se la chiesa avesse operato come all’inizio, non ci sarebbe stato bisogno di incorrere in quel debito.

    Ho già detto prima che forse ora è troppo tardi per cambiare corso e tornare al modo in cui la chiesa era all’inizio. So che ci sono molte congregazioni nello stile di chiesa che si riunisce in casa che vengono istituite già da un po ‘di tempo. In effetti questo è il tipo di chiesa che anche io conduco nella nostra casa.

    Comunque, so che Dio sarà sempre fedele alle Sue promesse ed ai Suoi figli, anche se fanno molti errori lungo la strada, questo è ciò che fa la grazia di Dio nella vita della chiesa. Copre i nostri peccati e i nostri errori e Dio lo sa che sono molti.

    Questo è stato un grande problema, cioè permettendo alla chiesa di rimanere in molti modi come era ed è la religione romana, anche dopo la Riforma e questo ha veramente devastato il corpo di Cristo.

    Il disagio finanziario nella vita della chiesa e anche nella vita dei singoli credenti è dovuto principalmente a questi fattori.

    Come ho già detto prima, le maniere di consumismo della società hanno grandemente influenzato la chiesa in un modo molto negativo. Questo ha portato molti, probabilmente la maggior parte di credenti a diventare egoisti ed orientati a vivere per se stessi. Siamo diventati molto egoisti come un’intera società ed anche la chiesa sicuramente si è conformata e mantenuto lo stesso passo.

    Questo è esattamente ciò che accade quando ci conformiamo alle vie del mondo, questo è esattamente ciò che accade quando la chiesa non rinnova la sua mente e finisce per non compremdere e conoscere la buona, accettabile e perfetta volontà di Dio.

    In molti casi non è tanto la colpa della maggior parte dei credenti da soli, in altre parole perchè non finiscono ad obbedire a Dio in molte cose, questo avviene perché gli sono statr insegnate così tante cose sbagliate per così tanto tempo che molte cose diventano molto difficili da discernere come sbagliate e persino peccaminose.

    La volontà di Dio diventa torbida e meno discernibile, diventa difficile da discernere ed in molti casi diventa addirittura respinta da credentio ed il loro comportamento sbagliato diventa giustificato e spesso persino considerato la volontà di Dio. Questo è perché siamo stati così abituati ad ascoltare erronee dottrine e concetti che anche qundo poi vengono confrontate con la verità della parola di Dio, è la verità che finisce per essere respinta piuttosto che la menzogna.

    Da questo capiamo quanto siano radicati nella mente dei credenti molti falsi insegnamenti. Se abbiamo un insegnamento erroneo che viene abbinato alle ideologie del mondo e alla concupiscenza della carne, questo finisce ad essere quello che le Scritture ci descrivono come fortezze e roccaforti.

    Comunque siamo chiamati, comndati, specialmente come pastori, ma non solo, a demolire quelle fortezze e roccaforti nelle nostre menti e quelle della chiesa. Queste sono ideologie e sistemi di credenze che si innalzano, che si esaltano contro la conoscenza, la verità e la volontà di Dio.

    2 Corinzi 10: 3-5 Infatti anche se camminiamo nella carne, non guerreggiamo secondo la carne, 4 perché le armi della nostra guerra non sono carnali, ma potenti in Dio a distruggere le fortezze, 5 affinché distruggiamo le argomentazioni ed ogni altezza che si eleva contro la conoscenza di Dio e rendiamo sottomesso ogni pensiero all’ubbidienza di Cristo,

    Qui leggiamo che dobbiamo usare le armi di Dio (Efesini 6: 15-18) per abbattere le fortezze ed abbattere argomentazoni, cioè distruggere le immaginazioni dei pensieri. Pensiamo a questo per un momento.

    Queste parole ci aiutano a capire che tutto ciò che non è la verità di Dio o che, perlomeno, non si allinea alla verità di Dio, è un’effettiva immaginazione della persona. È un’invenzione, in realtà non è una cosa nemmeno reale, o almeno non dovrebbe essere una realtà nella vita del credente e nella vita della chiesa.

    Queste idee sono la creazione di Satana che semina la sua immaginazione nella mente delle persone e sfortunatamente queste finiscono per radicarsi e alla fine diventare vere e proprie fortezze di ideologie che si radicano anche nelle menti dei credenti.

    Questo ovviamente accade prima di tutto quando i credenti non sono ancora credenti. Questo è quando la mente viene programmata nella natura peccaminosa e nei desideri peccaminosi delle persone.

    Tuttavia, la mente del credente non si rinnova automaticamente al momento della salvezza, ne dopo, piuttosto la mente si rinnova a poco a poco mediante l’applicazione della verità di Dio e la riprogrammazione della mente o come Paolo la chiama, il rinnovamento della mente dei credenti. Questo avverrà solo quando e se i credenti stessi si applicano a questa disciplina e quando i pastorie gli anziani della chiesa insegnano sana dottrina.

    La nostra salvezza e rigenerazione in qualche modo ripulisce e cancella alcuni dei pessimi errori di programmazione causati. Tuttavia, la spinta principale o il principale rinnovamento della mente dei credenti si verifica solo se essi consentono alla parola di Dio e alla Sua verità di rinnovare la loro mente.

    Anche se sembra una soluzione semplicistica, non è affatto semplice da fare. Ci sono molti, molti ostacoli nella nostra vita che ostacolano l’esecuzione di questo compito.

    Abbiamo visto quali sono molti di questi ostacoli nel nostro studio del capitolo precedente. Solo per rinfrescare la nostra memoria diamo un’occhiata a quelli principali.

    Prima di tutto l’apatia spirituale e la pigrizia dei credenti che li scoraggia dal leggere, studiare e meditare la parola di Dio. Di solito questa apatia e questa pigrizia è più bassa quando una persona viene salvata, motivo per cui di solito vediamo un tasso di crescita più veloce nelle persone convertite recentemente.

    Tuttavia, spesso vediamo che la crescita inizia a rallentare soprattutto a causa delle difficoltà e delle preoccupazioni della vita che sono il primo e principale deterrente nell’applicazione della disciplina spirituale da parte dei credenti

    Il secondo grande ostacolo è l’insegnamento delle false dottrine e della cattiva guida nella chiesa. Questo in coppia con il primo diventa un grande danno per il rinnovamento della mente dei credenti. I falsi insegnamenti, in altre parole le menzogne, cementano ancor più il primo ostacolo che abbiamo visto. Così le fortezze e le roccaforti diventano sempre più grandi e la mente dei credenti diventano sempre più abili ad aggrapparsi alla programmazione negative che il peccato, la carne e il mondo hanno causato e causano tutt’ora.

    Il terzo ostacolo è il mondo con tutto ciò che Satana ha generato in esso, le ideologie, le filosofie, che ricorrono sempre e non solo alla natura peccaminosa, ma anche ai desideri della carne, che desiderano sempre più cose carnali, mondane, materialistiche e non spirituali.

    Questi sono i tre principali ostacoli nella vita dei credenti che fanno sì che le fortezze, le roccaforti e le immaginazioni, argomenti, prendano piede e si cementino nella mente.

    È solo la verità di Dio che è in grado di abbattere queste cose, ma per fare questo dobbiamo esporci costantemente alla verità di Dio affinché questa verità abbatta le fortezze costruite nella mente, dal pensare erroneo e da falsi insegnamenti, il mondo e le sue abitudini, ed il modo erroneo con cui pensiamo che sono sempre presenti. Solo la parola di Dio può abbattere queste false nozioni, le immaginazioni ed ogni cosa che si esalta contro la conoscenza di Dio. Arrivando così alla conoscenza di Dio, che è possibile conoscere, la conoscenza che Egli ci ha rivelato nella Sua parola e la conoscenza della Sua persona così come è rivelata nella Sua parola.

    Quindi vediamo che queste sono le ragioni per cui la chiesa ed i credenti per esempio pensano assolutamente ad adottare le ideologie, le filosofie e le vie del mondo.

    Il debito come abbiamo detto in se stesso non è un peccato, ma conduce facilmente e rapidamente al peccto e il debito è un comportamento stabilito che è un’ideologia più mondana che spirituale.

    Il debito è quasi sempre richiesto dalla società così se una persona deve essere in grado di permettersi tutte le cose che in realtà non possono permettersi di acquistare e avere. Possiamo quindi dire che il debito è una roccaforte ed una fortezza ed è alla fine una di quelle cose che finiscono per esaltarsi contro la conoscenza di Dio.

    Dio non vuole che noi abbiamo debiti con nessuno se e quando è tutto possibile e quando non sono assolutamente necessari.

    Quindi Dio ci dice di non dovere a nessun debito di alcuna cosa con nessuno, cioè non accumulare debiti! Poi la parola di Dio ci dice:

    ma solo per amarci a vicenda: perché chi ama, ha adempiuto la legge.

    Guardiamo alla prossima parte del versetto se non di amarvi gli uni gli altri

    Quello che Paolo sta dicendo qui è che se dovessimo avere qualsiasi tipo di debito, dovrebbe essere solo quello di amarsi l’un l’altro.

    Perché un debito di amore, cioè di amarci l’un l’altro?

    È l’amore di Cristo che ci costringe al debito dell’amore che abbiamo con Dio. In altre parole, siamo e siamo sempre stati e saremo in debito con Dio per un motivo o per un altro.

    Prima della nostra salvezza, il debito che avevamo con Dio, era il fatto che la nostra peccaminosità era un vero e proprio debito che non avremmo mai potuto ripagare per essere salvati. Nello studio del capitolo 2 di Romani abbiamo effettivamente esaminato questo problema.

    Nello studio abbiamo visto questo fatto descritto in questo modo:

    Questo passo conferma ciò che è scritto nei due versetti di Romani 2: 4-5. In altre parole, la durezza di un cuore disperatamente malvagio produce il peccato e quel peccato produce il giudizio di Dio, che è esattamente l’accumulo della colpa per il giorno del giudizio. Questo è un giudizio di colpevolezza che si accumula come fa un saldo su una carta di credito la quale non può mai essere ripagata e che accumula interesse continuamente. Questo è una cosa che continua ad accumularsi in un conto che è sempre corrente ed in cui un pagamento non viene mai depositato perché qualsiasi tipo di rettitudine che possiamo essere in grado di produrre agli occhi di Dio è comunque sempre ed ancora peccato e quindi senza la giustizia di Cristo, nessuno può ripagare il debito in misura sufficiente.

    Questo peccato ed il suo interesse, cioè la colpa, rimane sempre dovuto e l’interesse, in altre parole il giudizio per i peccati commessi, si accumula mese dopo mese, giorno dopo giorno, per tutta la vita di una persona. L’unico pagamento sufficiente per il debito causato dai peccati dell’uomo è la dannazione eterna.

    Tali sono i peccati delle persone che non sono redente ma sono anche religiose. Ogni persona che comunque è ancora morta nei suoi peccati è in questa condizione e le persone in questa condizione spirituale non hanno in loro alcuna risorsa possibile per poter pagare il loro debito causato dal peccato e un giorno, in quel giorno del giudizio, Dio richiederà il pagamento completo di tale saldo da ogni persona.

    Questo è un conto che nessuno può mai pagare, e il pagamento per quel debito, come abbiamo detto, è la punizione eterna, in conformità con ogni azione, parola e pensiero peccaminosi di ogni persona.

    Questo è il primo grande debito che non possiamo mai ripagare. Questo è esattamente il motivo per cui Dio ha dovuto escogitare un piano che potrebbe risolvere questo problema.

    Il piano che Dio ha ideato è stato quello di inviare Suo Figlio Gesù Cristo per pagare il debito che abbiamo contratto come esseri umani.

    Solo un cuore cambiato di una persona, un nuovo cuore che può battere con l’amore e la vita di Dio e questo può avvenire solo se una persona viene rigenerata da Dio stesso Romani 5: 1-5.

    Questa è una persona i cui peccati sono perdonati, una persona che è giustificata dalla grazia di Dio attraverso la fede e queste cose non provengono dall’uomo neppure derivano dall’obbedienza alla legge di Dio. Questo perdono e rignereazione sono tutti doni di Dio, attraverso l’opera del Suo Spirito che applica ciò che Gesù Cristo ha fatto nella vita di coloro che sono stati scelti, quelli eletti da Dio per la salvezza.

    Solo in questo caso, una persona, che è rigenerata da Dio, non è più tenuta a pagare il debito e l’interesse dell’accumulazione dei suoi peccati perché il debito è stato pagato per intero da Gesù Cristo.

    Gesù ha pagato tutto e ci ha redenti completamente, ci ha giustificati Romani 8: 28-39, perché, come abbiamo detto prima, l’uomo in sé non ha risorse di sorta per essere in grado di fare da solo un pagamento sufficiente per la colpa dei suoi peccati.

    Questo è, in effetti, anche ciò che Gesù sta spiegando a Nicodemo in Giovanni 3: 1-19. Questo a proposito era una cosa che Nicodemo avrebbe dovuto conoscere e comprendere, l’opera di Dio per la salvezza e la rigenerazione perché fu infatti scritta e promessa nelle Scritture dell’AT,

    Ezechiele 36: 25-27.

    L’osservanza della legge non può cambiare il cuore ed i desideri di una persona, solo la vita di Dio, la natura di Dio può cambiare queste cose, Efesini 2: 1-10; 2 Pietro 1: 3-4.

    Abbiamo già visto che questo può verificarsi solo quando una persona viene rigenerata da Dio e di conseguenza solo così viene portata al pentimento. Senza questo intervento divino, il pentimento e la vita di Dio non sono mai presenti in una persona e persino un cuore religioso è indurito e non può fare altro che accumulare un senso di colpa su colpa, e questo Dio giudicherà.

    Per questa ragione esattamente Gesù si adirò con gli Ebrei religiosi e ipocriti dei Suoi giorni, questa fu una giusta ira generata dal Suo amore per la giustizia di Dio, amore per la Sua parola e anche amore per loro, perché Egli desiderava che si pentissero e credessero in Lui così potrebbe aver avuto la vita di Dio

    È umanamente impossibile per chiunque, anche e specialmente le persone religiose, ammettere di essere peccatori ed ammettere che hanno bisogno solo della grazia e della misericordia di Dio per essere salvati, vedere Giovanni 5: 38-47.

    Sì, ed è esattamente perché Dio ama l’umanità che il suo amore spinge costantemente le persone al pentimento, Egli chiama continuamente le persone, in realtà comanda alle persone continuamente di pentirsi e di avere fede in Gesù Cristo per il perdono dei peccati, Egli ordina alle persone di obbedire il Vangelo.

    Tali cose Paolo dichiarò ai greci idolatri, sì, erano religiosi ed erano idolatri, ma questo è anche un principio per gli Ebrei religiosi ed ogni persona religiosa, persino una religione che ha Gesù al centro di essa, come il cattolicesimo romano:

    Atti 17:22 Allora Paolo, stando in piedi in mezzo all’Areopago, disse: «Ateniesi, io vi trovo in ogni cosa fin troppo religiosi.

    Atti 17:30-31 Ma ora, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, Dio comanda a tutti gli uomini e dappertutto che si ravvedano. 31 Poiché egli ha stabilito un giorno in cui giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo di quell’uomo che egli ha stabilito; e ne ha dato prova a tutti, risuscitandolo dai morti».

    L’amore di Dio conduce al pentimento, Romani 2:4, perchè conduce al Vangelo di Gesù Cristo, l’unico modo per ottenere il perdono dei peccati e l’unica valida giustificazione davanti a Dio per l’umanità. Tutto questo è fede nella vita, morte e resurrezione di Gesù Cristo, Romani 4: 20-25.

    Le persone religiose di quei tempi, ma anche di oggi, e specialmente gli Ebrei, in realtà disprezzavano l’amore che Dio dimostrò loro per mezzo di Cristo, tuttavia era un amore che li stava cercando di condurli e condurre anche oggi al pentimento, Giovanni 3: 16-20.

    Invece gli Ebrei hanno continuato a cercare la propria giustizia attraverso l’osservanza della legge,

    Romani 9: 30-33.

    Dopotutto, anche le persone religiose di oggi fanno ancora questo in molti e diversi modi, cercano di ottenere il favore di Dio e l’espiazione dei loro peccati facendo buone opere ed osservando la legge di Dio e riti religiosi ma comunque tutte queste cose non tolgono di mezzo i loro peccati ed il loro cuore duro rimane invariato. Per lo più dimostrano incredulità riguardo al solo modo con cui possono ottenere la vera vita spirituale e la salvezza, in altre parole attraverso la fede nell’opera redentrice e sufficiente di Gesù Cristo. A causa della durezza dei loro cuori e della loro riluttanza a credere in Cristo, non sono mai in grado di avere il loro debito di peccato cancellato e possono solo accumulare su di sé il giudizio e l’ira di Dio.

    Quindi, abbiamo tutti, senza eccezione, un debito che non possiamo mai ripagare causato dalla nostra peccaminosità, Romani 3:23. Per quanto cerchiamo di adempiere la legge di Dio, ad esempio, non possiamo mai obbedirla tutta e sempre. Questo sarebbe infatti ciò che è richiesto da Dio per poter essere salvati mediante le opere della legge.

    In realtà nessuno, può mai farlo! C’è stato solo un uomo che ha potuto fare questo e lo ha fatto, Gesù Cristo il giusto, Romani 8: 1-4.

    Solo Lui ha ubbidito alla legge di Dio e alla Sua volontà perfettamente e per questa ragione e questa ragione soltanto la Sua giustizia può quindi essere imputata a tutti coloro che credono in Lui e confidano in Lui.

    Questo è il debito d’amore che le persone rigenerate e salvate hanno verso Dio. Non siamo più in debito per il peccato, quel debito è stato pagato in pieno dal sacrificio di Gesù, adesso è l’amore per Dio che ci ha salvati pagando quel debito che ora ci costringe.

    Anche questo è un debito che non possiamo mai ripagare! Come possiamo ripagare Dio per aver eliminato il nostro peccato e la nostra colpa? Non possiamo mai ripagarlo, è per questo che ora siamo eternamente in debito con Lui per averci amato e perdonato, per averci dato vita eterna.

    Che differenza che c’è ora! Dove prima eravamo indebitati con Dio per i nostri peccati e colpa e non potevamo mai ripagare quel debito perché non avevamo nulla per ripagarlo e così facendo potevamo solo accumulare l’ira di Dio su noi stessi. Ora però, attraverso il piano di Dio, attraverso l’opera di redenzione di Gesù Cristo in nostro favore, ricevendo la grazia e la misericordia di Dio in Cristo, siamo di nuovo in debito con Lui, debito d’amore e per il Suo amore siamo eternamente debitori a Lui per questo. Questa volta però, anche se ancora non possiamo mai amare Dio come Egli merita e ancora non possiamo amarlo abbastanza o fare abbastanza per ripagare il Suo amore e la Sua misericordia, lo amiamo perché ci è stato perdonato ogni nostro debito di peccato.

    Quindi è meglio che gli dobbiamo un debito d’amore che non possiamo ancora ripagare ma avere tutto il nostro debito dei peccati perdonato e tolto di mezzo, invece che pagare per i nostri peccati ma non essere in grado di ripagare ol debito dei nostri peccati e sopportare il Suo giudizio eterno e la Sua ira.

    2 Corinthians 5:14 Poiché l’amore di Cristo ci costringe, essendo giunti alla conclusione che, se uno è morto per tutti, dunque tutti sono morti;

    Vorrei concentrarmi sulla prima parte di questo versetto, esso dichiara che l’amore di Cristo ci costringe.

    La parola ci costringe in questo passaggio ha una connotazione di qualcosa che ci mantiene in uno stato di dover continuamente vivere per Dio, nel senso che siamo in debito all’amore di Dio, questo amore ci mantiene sotto quell’indebitamento e costrizione.

    La parola “costringe” è la parola sunechoo, che propriamente significa, tenere assieme, premere assieme, quindi premere, sollecitare, stimolare o eccitare.

    Qui vuol dire che il motivo irresistibile ed eccitante nelle fatiche e nelle abnegazioni di Paolo, era l’amore di Cristo, l’amore che aveva mostrato Dio ai figli degli uomini. Cristo ha tanto amato il mondo che ha dato se stesso per questo.

    Il Suo grande amore per il mondo e per tutti coloro che sono salvati è davvero una dimostrazione che le persone erano morte nei loro peccati. Noi, ora siamo sollecitati da quello stesso amore, siamo spinti ad atti di zelo e abnegazione ad amare Dio nello stesso modo con cui Egli ama noi e con lo stesso tipo di amore dimostrandolo non solo a Dio direttamente ma anche in obbedienza a Lui e quindi amandolo in questo modo, obbediamo Lui obbedendo i Suoi comandamenti che ci comandano di amare i nostri fratelli e sorelle in Cristo, nonché di sforzarci di far progredire il Vangelo per la salvezza degli eletti.

    Questo è in effetti la dimostrazione del fatto che comprendiamo il debito d’amore che abbiamo verso Dio.

    Giovanni ha detto questo:

    1 Giovanni 4:19-21 Noi lo amiamo, perché egli ci ha amati per primo. 20 Se uno dice: «Io amo Dio», e odia il proprio fratello, è bugiardo; chi non ama infatti il proprio fratello che vede, come può amare Dio che non vede? 21 E questo è il comandamento che abbiamo ricevuto da lui: chi ama Dio, ami anche il proprio fratello.

    Il nostro amore per Dio è quindi nato solo dal fatto che Egli ci ha amati per primo. Non conoscendo l’amore di Dio attraverso Cristo o perfino non comprendendo pienamente quanto Dio ama i Suoi figli sono ragioni per cui le persone o non possono affatto amare Dio o perché non riescono a dimostrare correttamente amore per Lui. Questo porta una persona a fraintendere Dio e le motivazioni di Dio, nonché a temere ancora il giudizio di Dio.

    Questo è esattamente ciò che Giovanni ci ha detto nei versetti che precedono il passaggio qui sopra.

    1 Giovanni 4:17-18 In questo l’amore è stato reso perfetto in noi (perché abbiamo fiducia nel giorno del giudizio): che quale egli è, tali siamo anche noi in questo mondo. 18 Nell’amore non c’è paura, anzi l’amore perfetto caccia via la paura, perché la paura ha a che fare con la punizione, e chi ha paura non è perfetto nell’amore.

    Questo passo qui sopra non descrive se una persona è salvata o meno piuttosto se una persona che è salvata capisce l’intensità e la profondità dell’amore di Dio.

    Non comprendere a fondo l’amore di Dio per noi e non comprenderlo nel modo giusto ci porta a fraintendere la persona di Dio e la Sua salvezza e ci porta anche a riconoscere Dio in un modo sbagliato.

    In questo modo finiamo anche per temere Dio nel modo sbagliato. Finiamo col temere il Suo giudizio piuttosto che goderci il Suo amore e il Suo perdono.

    Eppure Giovanni dice che la perfezione dell’amore di Dio, in altre parole, comprendere l’amore di Dio nella sua completezza, nella sua perfezione, non il nostro amore, il Suo amore; elimina la paura del giudizio. Perché? Perché siamo stati perdonati per sempre e completamente, siamo stati perdonati per tutti i nostri peccati, per non contarli più contro di noi.

    Questa comprensione dell’amore di Dio scaccia la paura del giudizio perché non siamo più sotto giudizio piuttosto siamo eternamente perdonati.

    Come può qualcuno godere pienamente dell’amore di Dio se continua a temere il Suo giudizio? Non possono e vivranno sempre in un sotto tipo di vita cristiana, dubitando sempre della loro salvezza, il che porta le persone che fanno questo a dubitare di Dio e persino se stessi.

    Se dubitiamo dell’amore di Dio, se non lo comprendiamo pienamente dubiteremo di Lui, della Sua salvezza e delle Sue motivazioni e non potremo fidarci di Lui. È davvero un miserabile tipo di vita da vivere.

    Questo, inoltre, ci porterà a credere che siamo ancora in debito per operare ancora per la nostra salvezza e questo ci porta a pensare che abbiamo ancora dei debiti per i nostri peccati, mentre in realtà non dobbiamo più niente a Dio per i nostri peccati, ma Gli dobbiamo però tutto il nostro amore e obbedienza (per mostrargli il nostro amore).

    1 Giovanni 5:1-3 Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio; e chiunque ama colui che lo ha generato, ama anche chi è stato generato da lui. 2 Da questo sappiamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. 3 Questo infatti è l’amore di Dio: che noi osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.

    Riguardo a questo concetto vedere anche: Giovanni 14:21; Giovanni 14: 23-24; Giovanni 15: 9-14.

    Dobbiamo sperimentare in noi che il nostro debito a Dio è solo per l’amore e il perdono di Dio e non credere che abbiamo ancora un debito di peccato da ripagare Dio per poter meritare la salvezza che ci ha donato liberamente e non dobbiamo ancora pensare che siamo in debito per la colpa del nostro peccato.

    C’è stato un episodio che è accaduto nel ministero di Gesù che spiega praticamente cosa significa capire l’amore e il perdono di Dio e come reagire ad esso con un debito d’amore.

    Luca 7:36-48 Or uno dei farisei lo invitò a mangiare con lui; ed egli, entrato in casa del fariseo, si mise a tavola. 37 Ed ecco una donna della città, che era una peccatrice, saputo che egli era a tavola in casa del fariseo, portò un vaso di alabastro pieno di olio profumato. 38 E, stando ai suoi piedi, di dietro, piangendo, cominciò a bagnargli di lacrime i piedi e ad asciugarli con i capelli del suo capo; e glieli baciava e li ungeva con l’olio profumato. 39 Al vedere questo, il fariseo che lo aveva invitato disse fra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e quale genere di persona è la donna che lo tocca, perché è una peccatrice». 40 E Gesù, rispondendo, gli disse: «Simone, ho qualche cosa da dirti». Ed egli disse: «Maestro, di’ pure». 41 E Gesù gli disse: «Un creditore aveva due debitori; l’uno gli doveva cinquecento denari e l’altro cinquanta. 42 Non avendo essi di che pagare, egli condonò il debito ad entrambi. Secondo te, chi di loro lo amerà di più?». 43 E Simone, rispondendo, disse: «Suppongo sia colui, al quale egli ha condonato di più». E Gesù gli disse: «Hai giudicato giustamente». 44 Poi, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Io sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato dell’acqua per lavare i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i capelli del suo capo. 45 Tu non mi hai dato neppure un bacio; ma lei da quando sono entrato, non ha smesso di baciarmi i piedi. 46 Tu non mi hai unto il capo di olio; ma lei, ha unto i miei piedi di olio profumato. 47 Perciò ti dico che i suoi molti peccati le sono perdonati, perché ha molto amato; ma colui al quale poco è perdonato, poco ama». 48 Poi disse a lei: «I tuoi peccati ti sono perdonati».

    Se non stiamo attenti possiamo fraintendere questo passo nel modo in cui è scritto. Questo passo non ci insegna che Gesù le perdonò i suoi peccati a causa delle sue opere e dimostrazione d’amore verso di Lui, piuttosto quello che dobbiamo capire è questo, che Gesù capiva che le azioni che essa stava praticando in adorazione ed amore verso di Lui erano il risultato di fede e comprensione di chi è Gesù e capiva che solo Cristo poteva perdonare i suoi peccati. Questo passo ci mostra ciò che stiamo imparando qui per quanto riguarda l’essere in debito con l’amore per Dio.

    Questa donna capì chi era lei e capì che essa era una peccatrice che non meritava il perdono e l’amore di Dio, ed arrivò alla conoscenza di chi Gesù è e che Lui è davvero l’espressione dell’amore e del perdono di Dio.

    Quindi essa capì che i suoi peccati gli furono perdonati e questo la portarono a mostrare a Cristo molto amore.

    Gesù spiega il tutto al fariseo che lo ha invitato in casa sua. Egli gli dice che lei ha capito quanto le fu perdonato, anche perché capì che lei era una grande peccatrice.

    È ironico che quelli che erano presenti quando hanno visto questa donna mostrare amore a Cristo a modo suo, pensarono che essa fosse una donna di cattiva reputazione ed infatti lo era e lo sapeva, la differenza è questa; essi stavano concentrando la loro attenzione sui suoi peccati ma Dio invece si stava concentrando sulla dimostrazione della sua fede e il suo pentimento e quindi il debito d’amore che essa stava dimostrando a Gesù. Questo perché invece di concentrarsi sul debito dei suoi peccati, in altre parole, il giudizio di Dio, lei si stava concentrando sul debito d’amore che aveva verso Dio per il perdono che Lui le stava estendendo, infatti in Gesù la aveva già perdonata.

    Essi si stavano concentrando sui peccati e sul giudizio che la donna meritava da peccatrice, mentre respingevano la loro stessa ingiustizia, che ancora avevano indipendentemente dal fatto che pensavano di essere santi e giusti dinanzi a Dio mediante l’osservanza della legge di Dio.

    Questi non si sono mai concentrati sulla grazia e la misericordia di Dio, ma si sono sempre concentrati sulle loro opere per sentirsi giusti dinanzi a Dio. Essi stavano cercando di ripagare il debito della loro peccaminosità attraverso opere di rettitudine, questo è sempre impossibile da fare.

    La donna in questo episodio invece ha cercato la misericordia e il perdono di Dio in Cristo e l’ha ricevuta e proprio per questo essa ha capito l’amore e il perdono di Dio e per questo essa ha dismostrato molto amore.

    Ella stava ripagando Dio con il suo amore non le sue azioni virtuose. Sebbene, come abbiamo detto, in realtà non possiamo ripagare l’amore di Dio nemmeno con il nostro amore, ma questo è l’unico debito che dovremmo avere verso Dio. Dio lo sa, ma quando siamo in Cristo e quando riceviamo prima l’amore e il perdono di Dio, attraverso la fede in Lui, come fece questa donna, Dio che ci ha accolto in Cristo accetta il nostro amore anche se è imperfettamente praticato.

    Avendo compreso l’amore di Dio e quanto è grande per noi, ora lo amiamo; e parte dell’amare Lui non sta più nel cercare di servire Dio con le nostre opere per essere accettati da Lui, invece amare Dio e dimostrare il nostro amore per Lui, si fa attraverso obbedienza alla Sua parola ed ai Suoi comandamenti. Questo però è in realtà è il contrario di cercare di servirLo mediante le opere e cercare di essere accettati ed amati da Dio a causa delle nostre opere. Non si può mai meritare la grazia e l’amore di Dio.

    La cosa triste è che ci sono molti credenti che pensano ancora che saranno amati di più da Dio a causa delle loro opere e della loro obbedienza. Questa idea è sbagliata e dimostra che questi credenti non comprendono pienamente l’amore che Dio ha per loro.

    Non possiamo essere amati più o meno da Dio a causa delle nostre opere o di quanto facciamo per Dio. Piuttosto, Dio ci ha amati quanto poteva e avrebbe voluto amarci mentre eravamo ancora peccatori.

    Non c’è amore più grande di questo, ci ha amato quando eravamo ancora peccatori e quando eravamo ancora nemici di Dio, quando eravamo al peggio. Questo è il più grande esempio di come Dio ha amato i Suoi nemici.

    Romans 5:6-11 Perché, mentre eravamo ancora senza forza, Cristo a suo tempo è morto per gli empi. 7 Difficilmente infatti qualcuno muore per un giusto; forse qualcuno ardirebbe morire per un uomo dabbene. 8 Ma Dio manifesta il suo amore verso di noi in questo che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. 9 Molto più dunque, essendo ora giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. 10 Infatti, se mentre eravamo nemici siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del suo Figlio, molto più ora, che siamo stati riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. 11 E non solo, ma anche ci vantiamo in Dio per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo, tramite il quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.

    Quando eravamo ancora peccatori, Dio ha comandato il Suo amore per noi. Quanto più ora che siamo giustificati dal Suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di Lui. Abbiamo capito?!

    Comprendere il grande amore che Dio ha avuto per noi quando eravamo peccatori significa che sappiamo di essere giustificati. Ciò significa che, il debito e la colpa dei nostri peccati sono spariti. Ora possiamo essere certi della salvezza eterna. Ciò significa che non dovremo mai più temere l’ira di Dio. Il nostro debito di peccato è completamente pagato dalla vita di Gesù, dal Suo sangue versato e dalla Sua morte e resurrezione.

    Paolo lo ha detto anche così:

    Romani 8:29-39 29 Poiché quelli che egli ha preconosciuti, li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del suo Figlio, affinché egli sia il primogenito fra molti fratelli. 30 E quelli che ha predestinati, li ha pure chiamati; quelli che ha chiamati, li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati, li ha pure glorificati. 31 Che diremo dunque circa queste cose? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? 32 Certamente colui che non ha risparmiato il suo proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà anche tutte le cose con lui? 33 Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica. 34 Chi è colui che li condannerà? Cristo è colui che è morto, e inoltre è anche risuscitato; egli è alla destra di Dio, ed anche intercede per noi. 35 Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Sarà l’afflizione, o la distretta, o la persecuzione, o la fame, o la nudità, o il pericolo, o la spada? 36 Come sta scritto: «Per amor tuo siamo tutto il giorno messi a morte; siamo stati reputati come pecore da macello». 37 Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori in virtù di colui che ci ha amati. 38 Infatti io sono persuaso che né morte né vita né angeli né principati né potenze né cose presenti né cose future, 39 né altezze né profondità, né alcun’altra creatura potrà separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore.

    Questo passo dovrebbe meritare una vera e propria esposizione ma non possiamo rendergli giustizia in questo momento. Basti dire che Paolo qui spiega la completezza della nostra salvezza, versetti 29-30. Procede chiedendo, cosa possiamo dire delle cose di cui ha appena finito di parlare? Versetto 31.

    Nei versetti 32-39 risponde a questa domanda dicendo che, se Dio è per noi, nessuno può essere contro di noi. Dice che se Dio non ha risparmiato il Suo proprio Figlio ma lo ha dato per noi immeritevoli peccatori, Egli ora, che siamo Suoi figli, non ci darà tutte le altre benedizioni?

    Certo che lo farà, questo è esattamente il punto esatto, dicendo che, se ci amava così tanto quando eravamo peccatori e nemici di Dio, quanto ci ama ora che siamo Suoi figli?

    Paolo continua a rassicurarci della nostra salvezza, lo fa chiedendo, chi ci accuserà se è Dio stesso che ci giustifica?

    La risposta ovviamente nessuno! Chi può condannare i figli di Dio quando è Cristo che è morto per noi e non solo ma è risorto dai morti ma è asceso in cielo ed è seduto alla destra di Dio, dove intercede per noi.

    Quindi, a causa di tutti questi fatti, la prossima domanda è: chi può separarci dall’amore di Dio, dall’amore di Cristo? La risposta come tutte le altre domande poste qui è, nessuno e niente!

    Nessuno e nulla può portare una carica contro di noi credenti, nessuno può condannarci e niente e nessuno può separarci dall’amore di Dio.

    Quindi, se Dio ci ha amato così tanto quando eravamo ancora peccatori, tanto che ha dato a Gesù per morire per noi, quanto ci amerà ora che siamo figli Suoi in Cristo?

    Vedete? Dio non può amarci più o meno di prima. Quindi non c’è assolutamente nulla che possiamo mai fare o non fare per far sì che Dio ci ami più o meno di quanto già ci ha amato e ci ama.

    L’amore di Dio per noi è così grande, l’amore di Dio ci è stato dato quando eravamo al nostro peggio e continua quando diventiamo Suoi figli e quando siamo Suoi figli il suo amore è immutabile ed è eterno.

    Questo è il nostro grande Dio! Questo è il Suo amore, proprio come Giovanni dichiarò in:

    1 John 3:1 Vedete quale amore il Padre ha profuso su di noi, facendoci chiamare figli di Dio. La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto lui.

    Abbiamo quindi un grande privilegio, essere stati amati ed essere amati da Dio in questo modo e ora non abbiamo più un debito di peccato che ci condanna davanti a Dio. Tuttavia, ora abbiamo un debito d’amore verso Dio per il Suo grande amore dimostrato per noi in Cristo.

    C’è un immagine molto, molto bella che Dio ci ha dato nell’Antico Testamento del Suo amore e come il debito d’amore è rappresentato nella vita tra servi e padroni.

    Deuteronomio 15:12-17 Se un tuo fratello ebreo o una sorella ebrea si vende a te, ti servirà sei anni; ma il settimo, lo lascerai andare da te libero. 13 Quando poi lo manderai via da te libero, non lo lascerai andare a mani vuote; 14 lo fornirai generosamente di doni del tuo gregge, della tua aia e del tuo strettoio; gli farai parte delle benedizioni di cui l’Eterno, il tuo DIO, ti avrà ricolmato; 15 e ti ricorderai che sei stato schiavo nel paese d’Egitto e che l’Eterno, il tuo DIO, ti ha redento; perciò oggi io ti comando questo. 16 Ma se egli dovesse dirti: “Non voglio andarmene da te”, perché ama te e la tua casa, dato che prospera con te, 17 allora prenderai un punteruolo, gli forerai l’orecchio contro la porta ed egli sarà tuo schiavo per sempre. Lo stesso farai per la tua schiava.

    Questo è un passo meraviglioso che simboleggia l’amore di Dio e la Sua redenzione. I simboli sono la persona venduta nella servitù e così anche noi eravamo schiavi del peccato.

    Come avviene la redenzione, in questo caso è una vera situazione di una persona ebraica fisica, ma simboleggia anche il piano di redenzione di Dio. Nel caso dell’Ebreo, dopo sei anni di servitù per costrizione, proprio come fa la nostra natura peccaminosa che ci costringe a peccare, anche se il nostro servire il peccato è anche volontario ed è davvero qualcosa che vogliamo fare e troviamo piacere nel fare.

    Tuttavia, qui in Deuteronomio, il padrone, dopo sei anni, libera il servo, libera lo schiavo.

    Tuttavia, guardate cosa succede. Questo è l’esempio perfetto di ciò che Dio fa con noi. Egli ci libera dalla schiavitù del peccato e della morte e poi, proprio come fece il padrone nel passo, Dio ci rende liberi e ci lascia liberi, ma come se la nostra libertà in se stessa non fosse abbastanza, e lo è, Dio decide di liberaci e benedirci con molte benedizioni legate alla nostra libertà. Proprio come fece il padrone quando liberò il suo servo nel passo. Guardate cosa successe in seguito, il servo dice: Io non mi allontanerò da te; perché ama il suo padrone la sua casa.

    Questa è l’immagine perfetta di un peccatore che viene liberato, liberato dal peccato e dal suo fardello e dalla sua colpa. Dio ci libera completamente dai fardelli del peccato e dalla schiavitù del peccato. Dio ci redime e, come il padrone menzionato nel passo precedente, ci dà innumerevoli benedizioni. Ed ora siamo veramente liberi!

    Quello che succede, nella maggior parte delle persone redente da Dio come con il servo nell’episodio menzionato, quando si è sopraffatti dall’amore di Dio, sopraffatti dalla libertà che Egli ci dà, invece del peccato e della colpa ci sentiamo fortemente in debito con Dio come il servo si sentiva profondamente in debito con il suo padrone.

    Il servo afferma a questo punto, che intende diventare servo del suo padrone a vita, il servo fa questo come dice il passo, perché ama il suo padrone e la casa del suo padrone.

    Prendendo questa decisione il servitore diventa schiavo del suo padrone per sempre. Questo è esattamente ciò che fa Dio, Dio ci rende liberi e ci benedice facendoci figli adottivi Suoi. A nostra volta, sopraffatti dal Suo amore e dal Suo perdono, accantoniamo temporaneamente tutti i nostri diritti come figli di Dio, temporaneamente, e scegliamo di essere servi dell’amore di Dio. In altre parole, in un certo senso, abbiamo fatto ciò che Gesù ha fatto. Sebbene fosse il Figlio di Dio, scelse di diventare un servo per un periodo di tempo difficile ma dopo Egli riprese il Suo posto come Figlio di Dio.

    Queste cose sono descritte per noi in:

    Filippesi 2:5-11 Abbiate in voi lo stesso sentimento che già è stato in Cristo Gesù, 6 il quale, essendo in forma di Dio, non considerò qualcosa a cui aggrapparsi tenacemente l’essere uguale a Dio, 7 ma svuotò se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini; 8 e, trovato nell’esteriore simile ad un uomo, abbassò se stesso, divenendo ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce. 9 Perciò anche Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni nome, 10 affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio delle creature (o cose) celesti, terrestri e sotterranee, 11 e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.

    Come vediamo scritto qui, Gesù è Dio e Figlio di Dio ed è uguale al Padre, tuttavia non si è aggrappato a questo fatto. Il Figlio di Dio, uguale a Dio, decise per scelta Sua, di rinunciare ai Suoi diritti come Figlio di Dio e divenne volontariamente servo del Padre prima di tutto e in secondo luogo divenne servo nostro.

    Gesù stesso ci ha detto questa cosa anche in:

    Matteo 20:25-28 E Gesù, chiamatili a sé, disse: «Voi sapete che i sovrani delle nazioni le signoreggiano e che i grandi esercitano il potere su di esse, 26 ma tra di voi non sarà così; anzi chiunque tra di voi vorrà diventare grande sia vostro servo; 27 e chiunque tra di voi vorrà essere primo sia vostro schiavo. 28 Poiché anche il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti».

    Gesù non è venuto per essere servito, ma per servire il Padre e servire noi. Egli è Dio, ma ha scelto di diventare un servo. Anche Lui, come Paolo ha menzionato nel passaggio di Filippesi, vuole che siamo come Lui, cioè che la stessa mente di Cristo sia in noi. Dobbiamo sapere di essere figli di Dio, ma dobbiamo scegliere di diventare anche i servi di Dio e servi dei fratelli.

    Come era scritto nel passo dell’Antico Testamento ed in Filippesi ed in Matteo 20, diventiamo anche noi volontariamente servi del maestro che ci ha liberati e ci ha redenti.

    Sì, in effetti abbiamo diritti come figli di Dio, ma dovremmo essere come Cristo, che diventa un servo, e ci piace che Lui debba lasciare che Dio agisca in nostro favore, proprio come fece Gesù:

    1 Pietro 2:21-23 A questo infatti siete stati chiamati, perché Cristo ha sofferto per noi, lasciandoci un esempio, affinché seguitate le sue orme. 22 «Egli non commise alcun peccato e non fu trovato alcun inganno nella sua bocca». 23 Oltraggiato, non rispondeva con oltraggi; soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva nelle mani di colui che giudica giustamente.

    Non dovremmo esigere i nostri diritti come figli di Dio, dovremmo invece essere come Gesù, Egli aveva ogni diritto come unigenito Figlio di Dio, ma abbiamo visto che ha fatto una scelta consapevole di rinunciare a quei diritti e di diventare un servo.

    Ci rendiamo servi anche se siamo figli e figlie. Lo facciamo come fece anche il servo nell’Antico Testamento, amiamo Dio per averci liberati dal peccato e dalla morte ed ora siamo in debito con Lui, perciò scegliamo di diventare schiavi di Dio però per amore. Questa è la descrizione di cosa significa avere un debito d’amore. Non possiamo mai ripagare Dio! Non importa quanto amiamo Dio e quanto facciamo per Lui, non possiamo aspettarci mai di ripagarlo per quello che ha fatto per noi, semplicemente non possiamo!

    Questo non è quello che stiamo dicendo qui affatto! Stiamo invece dicendo che volontariamente e consapevolmente facciamo di noi stessi schiavi di Dio perché lo amiamo così che vogliamo solo amarlo, servirlo ed obbedirgli per amore di ciò che ha fatto per noi e non cercare di ottenere il Suo favore o per in qualche modo cercare di poter guadagnare la nostra salvezza cercando in qualche modo di ripagarlo, o pensando che più facciamo per amare Dio più Dio ci amerà.

    Lo abbiamo già detto prima, Dio non può e non ci amerà più o meno a causa della nostra obbedienza o disobbedienza. Dio ci ha amati al massimo quando eravamo ancora i Suoi peggiori nemici e non ancora Suoi figli. Il più grande tipo di amore che si possa dimostrare è amare le persone che ci odiano e questo è esattamente ciò che ha fatto Dio.

    Quindi Paolo ci sta dicendo di non avere alcun debito con nessuno se non un debito d’amore, di non dovere ad alcuno nient’altro che amore.

    Siamo chiamati ad essere come Dio, ad amare come ama Lui, cioè il debito che dobbiamo a Dio quindi è il debito che abbiamo l’uno verso l’altro, specialmente nella Chiesa, tra fratelli e sorelle.

    Non dovremmo esigere i nostri diritti come figli di Dio, dovremmo invece essere come Gesù, Egli aveva ogni diritto come Figlio unigenito di Dio, ma abbiamo visto che ha fatto una scelta consapevole di rinunciare a quei diritti e di diventare un servitore.

    Ci rendiamo servi anche se siamo figli e figlie. Lo facciamo come fece il servo nell’Antico Testamento, amiamo Dio per liberarci dal peccato e dalla morte e ora siamo in debito con Lui, perciò scegliamo di diventare schiavi di Dio per amore. Questa è la descrizione di cosa significa essere in debito con l’amore. Non possiamo ripagare Dio, mai! Non importa quanto amiamo Dio e quanto facciamo per Lui, non possiamo aspettarci o fingiamo di ripagarlo per quello che ha fatto per noi, semplicemente non possiamo!

    Questo non è quello che stiamo dicendo qui affatto! Stiamo invece dicendo che volontariamente e consapevolmente facciamo di se stessi gli schiavi di Dio perché lo amiamo così che vogliamo solo amarlo, servirlo e obbedirgli per amore di ciò che ha fatto per noi e non cercare di ottenere il favore con lui o per guadagnare la nostra salvezza cercando di ripagarlo, o pensando che più lo amiamo e più ci amerà.

    Lo abbiamo già detto prima, Dio non può e non ci amerà più o meno a causa della nostra obbedienza o disobbedienza. Dio ci ha amato quando eravamo ancora i suoi nemici peggiori e non i suoi figli. Il più grande tipo di amore che si possa dimostrare è amare le persone che li odiano e questo è esattamente ciò che Dio ha fatto.

    Quindi Paolo ci sta dicendo di non avere alcun debito se non un debito d’amore, di non dovere nient’altro che l’amore.

    Siamo chiamati ad essere come Dio, ad amare come Lui ama, cioè il debito che dobbiamo a Dio e quindi è il debito che abbiamo l’uno verso l’altro, specialmente nella Chiesa, tra fratelli e sorelle.

    In effetti, è imperativo che comprendiamo che in questo particolare contesto Paolo sta davvero parlando a cristiani e sta dicendo loro e noi che nella chiesa dobbiamo amarci l’un l’altro. Questa esortazione è data a credenti e deve essere praticata principalmente nella chiesa e tra i credenti.

    Non che non dovremmo amare le persone in generale, lo dobbiamo fare davvero! Dio è molto specifico nel dirci anche che dobbiamo persino amare i nostri nemici, Matteo 5:44; Romani 12:20.

    Tuttavia, è anche ovvio che l’amore che dovremmo avere gli uni per gli altri nella chiesa non è in realtà mostrato e praticato nello stesso modo in cui deve essere mostrato e praticato verso i non credenti.

    L’amore verso i non credenti deve essere innanzitutto dimostrato predicandogli il Vangelo e avvertendoli delle conseguenze eterne e temporali dei loro peccati.

    La teoria o la dottrina secondo cui dovremmo amare le persone non salvate allo stesso modo e con la stessa intensità che dovremmo amarci nella chiesa è errata.

    Il nostro amore nella chiesa deve essere intenso e deve superare il modo in cui amiamo gli altri, anche i membri della nostra stessa famiglia, se non sono cristiani.

    Ricordiamo di ciò che Gesù avvertì in:

    Matteo 10:32-39 Chiunque perciò mi riconoscerà davanti agli uomini, io pure lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli. 33 Ma chiunque mi rinnegherà davanti agli uomini, io pure lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli». 34 «Non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a mettervi la pace, ma la spada. 35 Perché io sono venuto a mettere disaccordo tra figlio e padre, tra figlia e madre, tra nuora e suocera, 36 e i nemici dell’uomo saranno quelli di casa sua. 37 Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me. 38 E chi non prende la sua croce e non viene dietro a me, non è degno di me. 39 Chi avrà trovato la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la ritroverà.

    Qui Gesù fa riferimento a ciò che sta dichiarando per mostrare che dobbiamo amarlo, amare Dio al di sopra di tutte le altre persone, anche i membri della nostra stessa famiglia terrena. Ovviamente Gesù non ci sta dicendo di odiarli o di mancargli di rispetto, niente affatto, come sappiamo il quarto comandamento ci comanda di onorare nostro padre e nostra madre. Ciò che Gesù sta dicendo è che esiste un’effettiva ed enorme differenza tra onorare i nostri genitori ed amare le nostre famiglie terrene e l’amore e la devozione che dobbiamo avere per Lui.

    Questo passo fa riferimento alle persone che decidono di essere discepoli di Gesù e che decidono di seguirLo. Questi devono considerare attentamente il costo che questa decisione potrebbe richiedere loro di pagare. Vedete la salvezza è davvero gratuita, ma poi c’è in effetti un costo elevato associato all’appartenenza a Gesù, a Dio, allàessere discepoli Suoi.

    Quel prezzo potrebbe essere che i nostri cari si rivoltino contro di noi e che cerchino di provare persino a convincerci a smettere di seguire Gesù. Questo purtroppo accade molto spesso. I mariti si rivoltano contro le mogli, le mogli contro i mariti, i genitori contro i figli ed i figli contro i genitori e così via.

    Questo su fu detto ad un pubblico Ebreo e sappiamo come erano e sono tuttora gli ebrei riguardo a Gesù. Ciò tuttavia accade anche in ogni altra cultura non solo in quella ebraica. Culture musulmane, asiatiche buddiste e indù, atee e persino culture pagane e sì, specialmente la religione cattolica romana.

    Tutte le persone che decidono di seguire Gesù nel modo in cui Dio richiede troveranno ostilità provenienti dalla loro famiglia, dagli amici e dalla cultura. Quindi, come vediamo, dobbiamo amare Dio e Cristo e quindi la chiesa, i nostri fratelli e sorelle molto più di quelli che alla fine non sono affatto dalla nostra parte ed in molti casi, in realtà, queste persone diventano veramente i nostri veri nemici e finiscono per odiarci perché amiamo Dio più di loro.

    Tuttavia dobbiamo fare del bene ai nostri nemici e mostrare loro la carità e la misericordia quando si verifica la situazione, eppure non è detto da nessuna parte che dobbiamo sempre fare di tutto per amare i non credenti.

    Spesso, troppo spesso, la chiesa sbaglia tutto in questo e la chiesa finisce per amare i non credenti più dei credenti. Questo è un problema reale e non è accettabile nella chiesa.

    Ci sono molti passi nella Scrittura del Nuovo Testamento che ci insegnano in che modo dovremmo amarci l’un l’altro nella chiesa. Ce ne sono troppi da guardare, ma guardiamone alcuni, forse quelli che descrivono meglio questo concetto:

    Giovanni 13:34-35 Vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, anche voi amatevi gli uni gli altri. 35 Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri».

    Questo passo è molto importante perché ci mostra come la testimonianza del nostro amore tra i credenti è proprio questo, una testimonianza che siamo davvero discepoli di Cristo. Questa è una chiave così importante per la testimonianza cristiana davanti al mondo incredulo. Potrebbe anche essere un catalizzatore per attirare le persone alla predicazione del Vangelo e alla successiva salvezza delle anime.

    Siamo chiamati ad amarci l’un l’altro nella chiesa, questo è ciò che Gesù sta dicendo, non ad amare il mondo, piuttosto ad amarci l’un l’altro nella chiesa, amandoci l’un l’altro come Lui ci ha amato.

    Come ci ha amati Gesù? Dandosi in sacrificio per noi e diventando nostro servo. Questo è in realtà il contesto più ampio dell’intero brano di Giovanni 13. Gesù in realtà ha dato loro e noi un esempio di come dobbiamo amare come Egli ci ha amato. Lui, il maestro agì da servo verso i Suoi discepoli lavandogli i piedi. Ha anche detto questo riguardo all’esempio stesso del servizio resogli:

    Giovanni 13:12-17 Così, dopo aver lavato i piedi, riprese le sue vesti, si mise di nuovo a tavola e disse loro: «Comprendete quello che vi ho fatto? 13 Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. 14 Se dunque io, il Signore e il Maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. 15 Io infatti vi ho dato l’esempio, affinché come ho fatto io facciate anche voi. 16 In verità, in verità vi dico: Il servo non è più grande del suo padrone, né il messaggero più grande di colui che l’ha mandato. 17 Se sapete queste cose, siete beati se le fate.

    Gesù dopo aver lavato loro i piedi gli chiede se hanno capito cosa gli ha fatto? Ovviamente sapevano che gli ha lavato i piedi, quindi non avrebbe potuto chiedere loro se sapevano che gli ha lavato i piedi, questo era ovvio. Chiede loro se sapevano cosa fosse e che cosa simboleggiava il lavaggio dei loro piedi, che cosa rappresentava.

    Lavando i loro piedi Gesù ha dato loro un esempio. Il lavaggio dei piedi simboleggiava il Suo servizio. a loro, il maestro, proprio come Lui dice loro nel versetto 13, dove riconosce che Egli è davvero il loro padrone e Signore. Eppure, Egli spiega loro che se Lui, essendo il loro Signore e Maestro ha agito da loro servo, se il loro Signore e Maestro li ha serviti in tale modo, allora dovrebbero fare lo stesso gli uni per gli altri. Gesù conclude dicendogli che loro e anche noi, non siamo migliori del nostro Signore e Maestro, cioè Gesù.

    Se Egli ci ha servito in questo modo, dovremmo anche noi servirci l’un l’altro allo stesso modo. Ovviamente l’esempio che Gesù diede circa il lavaggio dei piedi dei Suoi discepoli era quello di servizio e sacrificio, tuttavia il Suo servizio per loro e per noi fu, come dice Filippesi 2, che il Signore e il padrone è diventato un serve che ci ha serviti con il Suo sacrificio sulla croce. Questo è il più grande servizio dell’amore di Dio, che Gesù, avrebbe mai potuto dare a noi peccatori indegni.

    Quindi, come Gesù ha amato e servito i Suoi discepoli e anche noi, così anche noi dovremmo amarci e servirci l’un l’altro.

    Giovanni lo ha detto così:

    1 Gioanni 3:16 Da questo abbiamo conosciuto l’amore: egli ha dato la sua vita per noi; anche noi dobbiamo dare la nostra vita per i fratelli.

    Riusciamo a comprendere davvero come Gesù e persino Giovanni ci stanno dicendo che dovremmo amarci l’un l’altro nella chiesa?

    Credo che per la maggior parte siamo davvero incapaci e davvero mancanti nella pratica di questo tipo di amore e di servizio che dovremmo avere l’uno per l’altro, come dice Gesù che dovremmo praticare.

    Credo che, specialmente oggi giorno, siamo troppo egoisti e persino troppo carnali come cristiani per poter amarci e servirci nel modo in cui ci viene comandato di fare. A proposito, questo è un comandamento! Non un sentimento o un’emozione!

    Giovanni dice, come disse anche Gesù, in altre parole, che, come Gesù ci ha amato ed ha dato la Sua vita per noi, dovremmo anche noi deporre la nostra vita per i fratelli.

    Anche se Gesù è diventato il nostro sacrificio vivente ed ha davvero deposto la Sua vita fisica sulla croce per noi, ci viene comandato di seguire il Suo esempio, non tanto quanto di dare la nostra vita fisica per i nostri fratelli, anche se a volte anche questo può essere richiesto da Dio, ma in questo contesto è evidente che Giovanni e Gesù stanno parlando di deporre le nostre vite in una dimostrazione sacrificale di amore e servizio reciproco.

    Giovanni, infatti, continua a spiegare cosa significa questo, dicendo:

    1 Giovanni 3: 17-18 Ma chi ha beni di questo mondo e vede il suo fratello nel bisogno, e chiude le sue viscere di compassione da lui, come dimora l’amore di Dio in lui? 18 Figlioli miei, non amiamo a parole, né per lingua; ma in realtà e in verità.

    Come vediamo qui, Giovanni sta effettivamente dicendo la stessa esatta cosa che Gesù stava dicendo: dobbiamo amarci gli uni gli altri, i nostri fratelli e sorelle in Cristo, in modo molto intenso e sacrificale.

    Purtroppo questo non succede più, nella maggior parte delle chiese. In alcuni ambienti cristiani l’amore è praticato molto bene e in modo biblico, eppure anche in alcuni di questi circoli la pratica di tale dimostrazione di amore diventa parziale ed anche ingiusta.

    Proverò a spiegare questo concetto in modo breve. Questo accade spesso, non tanto a livello di chiesa locale, anche se accade anche lì; ma in un contesto di ministeri e movimenti ecclesiali.

    In questi tipi di ministeri troviamo una grande dimostrazione d’amore dimostrata all’interno dei suoi stessi membri e questo è veramente grandioso, lo è davvero! È bello che le persone si amano l’un l’altro in modo così grande e intenso.

    Tuttavia, se e quando altri cristiani che non sono però coinvolti in quei ministeri e movimenti come gli altri e che vivono al di fuori di questi, queste stesse persone spesso vengono ignorate e passano inosservate. In altre parole, l’amore dimostrato in questi circoli sebbene genuino e spesso molto biblico nella sua essenza, è ancora praticato in modo distorto, perchè è intenso verso alcuni ma quasi o anche del tutto mancante verso altri. In altre parole, l’amore diviene selettivo.

    Perché? Perché non tutte le persone all’interno di questi movimenti e questi ministeri godono dello stesso amore di cui godono altri. Fondamentalmente queste persone rimangono sempre ai margini e per lo più diventano la parte più trascurata di quel corpo.

    Ciò a cui stiamo assistendo in questo caso è una forma di amore che non è equamente ed ugualmente praticata per tutti i credenti allo stesso modo. Molte delle stesse persone che fanno parte di questi movimenti ricevono una grande quantità di sostegno e di amore dagli altri membri, spesso anche se molte di quelle stesse persone che stanno ricevendo l’amore degli altri finiscono per restituirlo solo in un modo molto selettivo e preferenziale.

    Esiste quindi un certo tipo di gerarchia nella pratica dell’amore in questi ambienti e anche chiese e mentre alcuni ottengono molto amore, altri ne ricevono molto poco e persino niente a volte, ed in special modo da quelli che ne ricevono il massimo da tutti gli altri.

    Sembrano esserci circoli interni e cricche che si formano in questi gruppi che ricevono molto amore ed attenzione, ma gli stessi ne restituiscono molto poco, specialmente a quelli al di fuori delle loro cerchie interne.

    Questa condizione sta diventando molto più evidente e comune oggi non solo in questi movimenti ma anche nelle chiese locali e questo è molto, molto preoccupante ed è molto sbagliato.

    Ogni membro del corpo di Cristo dovrebbe essere trattato allo stesso modo, deve essere amato allo stesso modo.

    Nella chiesa nessuno deve essere amato più o meno di un altro.

    Se e quando facciamo questo, tutto questo diventa noto come favoritismo e il favoritismo è proibito nella chiesa di Dio, in realtà è un peccato.

    Giacomo 2:2-4 Se nella vostra assemblea, infatti, entra un uomo con un anello d’oro, vestito splendidamente, ed entra anche un povero con un vestito sporco, 3 e voi avete un particolare riguardo a colui che porta la veste splendida e gli dite: «Tu siediti qui in un bel posto», e al povero dite: «Tu stattene là in piedi», oppure: «Siediti qui vicino al mio sgabello», 4 non avete fatto una discriminazione fra voi stessi, divenendo così giudici dai ragionamenti malvagi?

    Giacomo dice che non dovremmo mai avere rispetto per le persone nella chiesa. Questo intero passo è l’esempio principale di ciò di cui stiamo parlando qui. Non ci può essere favoritismo nella pratica dell’amore nella chiesa, tutti dobbiamo amarci l’un l’altro allo stesso modo e non dobbiamo mai favorire una persona piuttosto che un’altra.

    Dovremmo dunque amarci l’un l’altro servendoci l’un l’altro. Ho sempre detto, anche prima nel nostro studio, che se ogni cristiano in realtà si preoccupasse di pensare agli altri più di loro stessi e di considerare i bisogni degli altri credenti più importanti dei loro, difficilmente nella chiesa si avrebbero problemi di amore.

    Questo è come dice anche Paolo in Filippesi 2, di avere la stessa mente che era in Cristo.

    Diamo un’occhiata a quel passaggio di nuovo:

    Filippesi 2:1-8 Se dunque vi è qualche consolazione in Cristo, qualche conforto d’amore, qualche comunione di Spirito, qualche tenerezza e compassione, 2 rendete perfetta la mia gioia, avendo uno stesso modo di pensare, uno stesso amore, un solo accordo e una sola mente 3 non facendo nulla per rivalità o vanagloria, ma con umiltà, ciascuno di voi stimando gli altri più di se stesso. 4 Non cerchi ciascuno unicamente il proprio interesse, ma anche quello degli altri. 5 Abbiate in voi lo stesso sentimento che già è stato in Cristo Gesù, 6 il quale, essendo in forma di Dio, non considerò qualcosa a cui aggrapparsi tenacemente l’essere uguale a Dio, 7 ma svuotò se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini; 8 e, trovato nell’esteriore simile ad un uomo, abbassò se stesso, divenendo ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce.

    Questo passo è molto esplicativo e chiaro su come il nostro amore dovrebbe essere praticato nella chiesa. Dovremmo avere lo stesso amore gli uni per gli altri e dovremmo essere di un solo accordo e di una sola mente.

    Ciò significa che dovremmo avere lo stesso tipo e la stessa pratica di amore per ogni singolo credente. Questo significa amare senza distinzione di alcun tipo. Dobbiamo avere lo stesso amore per tutti i credenti.

    Essere in un accordo e in una sola mente significa molte cose, questo è in poceh parole credere allo stesso modo alla vera e sana dottrina, e parla anche dell’unità della fede come è affermato in Efesini 4: 11-16, inoltre come dovremmo amarci l’un l’altro.

    È importante sapere che non essere di una sola mente e di un solo accordo nella chiesa diventa dannoso per la corretta pratica dell’amore che Dio desidera che si pratichi nella chiesa.

    Lasciatemi fare un esempio che sfortunatamente spesso troviamo oggi in molte chiese.

    Nella chiesa pentecostale / carismatica, alle persone vengono purtroppo insegnate dottrine errate riguardo a molte cose. Una di queste è l’errato insegnamento del parlare in lingue. Abbiamo studiato a lungo questo argomento e non vogliamo approfondirlo di nuovo.

    Basti dire questo: la pratica di questo presunto dono o del segno nella chiesa oggi porta molte persone in un processo di pensiero che diventa orgoglioso e porta al favoritismo e quindi ad essere meno amorevoli verso le persone che non mostrano questo cosiddetto dono del segno spirituale.

    Cominciamo col dire che non credo che il segno delle lingue come è descritto e come veniva praticato nella Scrittura esista ancora oggi. Ciò che abbiamo oggi è una contraffazione del dono / segno originale delle lingue.

    La prima cosa che dobbiamo capire è che parlare in lingue in un modo biblico non era un linguaggio estatico incomprensibile o un linguaggio spirituale o persino angelico, né era un linguaggio di preghiera specifico.

    Quello che era, era una capacità soprannaturale di parlare in una lingua straniera, una lingua straniera umana esistente. Oggi ciò che viene praticato nelle chiese di tutto il mondo non è affatto questo.

    In secondo luogo, la chiesa pentecostale / carismatica insegna che in lingue è sempre la prova che una persona ha ricevuto il battesimo dello Spirito Santo e quindi ogni cristiano deve alla fine arrivare al punto di avere questa esperienza nella sua vita cristiana per essere più efficace nel loro cristianesimo.

    Ancora una volta, questa è una dottrina errata. Il dono / segno del parlare in lingue sebbene in diversi episodi scritturali denoti il battesimo o piuttosto la venuta dello Spirito Santo su gruppi etnici di persone, tuttavia questa esperienza si è manifestata come lingue vere in esistenza e non un linguaggio senza senso che nessuno può mai capire.

    Inoltre, in 1 Corinzi 12, Paolo afferma chiaramente che noi tutti siamo stati battezzati nello Spirito Santo: 1 Corinzi 12:13, poi viene affermato chiaramente che non tutti nella chiesa avevano il dono specifico di parlare in lingue, questo lo troviamo scritto in 1 Corinzi 12:30 sotto forma di domanda retorica di cui la risposta è no! Non tutti parlano in lingue.

    Quindi non tutti nella chiesa parlavano in lingue. Tuttavia, nella dottrina pentecostale / carismatica, viene insegnato che tutti hanno diritto a questo dono e che è la prova del battesimo dello Spirito Santo e che chi non ha questo nella loro vita è davvero debole nella fede ed un credente meno spiritualmente dotato di quellic he lo hanno.

    Inoltre insegnano che tutti possiamo chiedere questo dono, il che è contrario a quello che dice Paolo riguardo a tutti i doni spirituali. Egli afferma che è lo Spirito di Dio che dà a ciascun credente doni come Egli, Dio, ritiene opportuno 1 Corinzi 12:11, e l’intero contesto di 1 Corinzi 12 infatti nega che una persona possa preferire e chiedere qualche specifico dono dello Spirito.

    Questo come viene insegnato in alcune chiese è molto dannoso per la pratica dell’amore di Dio nella chiesa stessa. Come e perché? Perché questa diventa una situazione tipica in cui le persone diventano spiritualmente orgogliose e guardano dall’alto in basso ad altri credenti che, affermano, che non sono come loro perché non mostrano lo stesso cosiddetto dono spirituale.

    Questo orgoglio è velato ma è presente e cova sotto la superficie, tuttavia i cristiani che praticano questo dono contraffatto vedono gli altri credenti che non lo praticano come inferiori e meno spirituali di quello che pensano di essere loro stessi.

    Questo li porta a trattare spesso i credenti che non praticano il cosiddetto dono in modo diverso rispetto a quelli che lo fanno. Quindi anche questo diventa favoritismo che è qualcosa di proibito nella chiesa di Dio. Credo che questo fosse effettivamente ciò che stava succedendo a Corinto anche in quel momento.

    Inoltre, i credenti che non parlano nelle cosiddette lingue, cominciano a sentirsi inferiori a quelli che lo fanno e perché credono che una dottrina errata spesso li induca ad iniziare a parlare in modo simile a quelli che già lo fanno. Credetemi questo non è lo Spirito Santo, sono loro che desiderano tanto parlare in lingue che si convincono ad avere il coraggio di iniziare ad imitare gli stessi suoni che gli altri stanno praticando. È una convinzione psicologica non sovrannaturale. Per esempio, io che non parlo in lingue (lingue vere) in modo soprannaturale, so però come imitare quelli che parlano nella cosiddetta lingua sconosciuta parlata oggi. Potrei facilmente entrare in una chiesa Pentecostale e loro non saprebbero mai la differenza tra me e loro, perché non c’è alcuna differenza. Il linguaggio moderno contraffatto parlato nelle chiese di oggi non è affatto quello che era ai tempi degli Apostoli. Se la lingua non può essere tradotta o interpretata, non può essere mai verificata come genuina in ogni caso, questo è esattamente il motivo per cui Paolo proibisce il loro parlare nell’assemblea, perchè nessuno può verificare se sono vere e nessuno viene edificato da esse.

    Ciò significa che ora questi credenti vengono fuorviati e guidati nello stesso inganno in cui vivono gli altri credenti ed iniziano anche essi ad essere spiritualmente orgogliosi. Sono spiritualmente orgogliosi di una opera carnale, già è peccaminoso essere orgogliosi dei veri doni dello Sprito, figuariamoci se non è ancora più peccaminoso essere orgogliosi di un opera carnale.

    Mentre vediamo che questo intero comportamento non è affatto amorevole perché l’inganno e la falsa dottrina non sono mai una cosa amorevole e conducono sempre le persone nella pratica dell’orgoglio spirituale e quindi praticare il favoritismo a causa dell’inganno e questo non è affatto amore. Ricordiamoci chi è l’ingannatore, 2 Giovanni 7. Ricordiamoci chi è il padre delle menzogne Giovanni 8:44.

    In effetti, questo è esattamente il motivo per cui Paolo scrisse 1 Corinzi 12-13-14. Non è amorevole desiderare di fare cose per edificare se stessi, né amare e prediligere alcuni credenti meglio di altri e non è amorevole guidare gli altri nell’inganno e nella falsità.

    Questo è esattamente il motivo per cui Paolo dice ciò che dice in 1 Corinzi 13 riguardo all’amore. Ammettiamolo, ogni singolo dono spirituale è dato da Dio come Egli ritiene opportuno dare e quindi ogni dono spirituale o doni che abbiamo sono tutti per grazia di Dio.

    Se i doni sono per grazia di Dio, non abbiamo assolutamente nulla di cui essere orgogliosi, ma abbiamo tutto ciò di cui essere grati. Dovremmo quindi apprezzare ciò che Dio ci ha dato ed apprezzare i doni della grazia di Dio anche negli altri. L’amore non è orgoglioso e Paolo ci dice questo nella sua descrizione dell’amore scritto in:

    1 Corinzi 13:4-8 L’amore è paziente, è benigno; l’amore non invidia, non si mette in mostra, non si gonfia, 5 non si comporta in modo indecoroso, non cerca le cose proprie, non si irrita, non sospetta il male; 6 non si rallegra dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità, 7 tollera ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa. 8 L’amore non viene mai meno; ma le profezie saranno abolite, le lingue cesseranno e la conoscenza sarà abolita,

    Mentre vediamo questo passo e lo colleghiamo a ciò che abbiamo detto riguardo alla falsa dottrina, capiamo rapidamente che la falsa dottrina non è mai favorevole alla pratica dell’amore nel modo in cui Dio desidera che lo pratichiamo.

    Diamo un’occhiata a questo e confrontiamolo con la falsa dottrina del parlare in lingue che vediamo oggi. L’insegnamento e l’accettazione di questo errore in effetti portano all’invidia, ad esempio. Le persone cominciano ad invidiare coloro che mostrano questo linguaggio perché gli viene insegnato che se non ce l’hanno sono inferiori a quelli che lo hanno.

    L’invidia non è solo un desiderio malsano e peccaminoso di avere ciò che gli altri hanno, in altre parole la bramosia, ma è anche il risultato di avere un’aspettativa irrealistica e questo è ciò che causa questo falso insegnamento.

    Inoltre questo errore porta le persone a gonfiarsi e mettersi in mostra nell’esibizione di questa pratica la quale rende coloro che la praticano gonfi nel loro orgoglio. Spesso questo porta anche a comportamenti maleducati che vengono praticati verso coloro che non possono parlare con quel linguaggio. Anche l’amore non cerca le cose proprie, eppure questa errata dottrina è solo ed interamente basata su gli individui che la praticano perché in realtà non edifica nessuno nella chiesa.

    Coloro che la praticano affermano continuamente che possono praticare questo linguaggio perché la Bibbia dice che questo edifica la persona che lo pratica. Anche questo è assolutamente errato e non è amoroso perché la Bibbia ci dice invece che i doni spirituali sono per il bene comune della chiesa e per l’edificazione degli altri, 1 Corinzi 12: 7.

    Ecco perché Paolo scrive questi tre capitoli e dimostra che è l’amore che deve motivare tutto ciò che facciamo nella chiesa. I nostri doni spirituali sono quindi datici per il bene e l’edificazione degli altri ed i doni degli altri sono per il nostro bene e la nostra edificazione.

    Questo è anche il motivo per cui Paolo ha scritto ciò che ha scritto nel capitolo 14 riguardo al comportamento corretto e amorevole nella chiesa, compresa la spiegazione di come e perché il dono delle lingue doveva essere praticato nella chiesa.

    I nostri amici pentecostali invece insistono sul fatto che Paolo in realtà dà loro l’autorizzazione a parlare in lingue per auto-edificazione. Non è affatto ciò che Paolo sta dicendo!

    Paolo in realtà proibisce loro di parlare in lingue sempre, a meno che non sia fatto con la traduzione o l’interpretazione. Il fatto che Paolo fa questa prossima affermazione nel contesto in cui si trova non conferisce affatto a nessuno la possibilità di parlare in lingue per edificare se stessi.

    1 Corinzi 14:4 Chi parla in altra lingua edifica se stesso, ma chi profetizza edifica la chiesa.

    Se prendiamo questa affermazione fuori dal contesto in cui si trova, allora possiamo certamente pensare che Paolo stia autorizzando ad edificarsi parlando in lingue. Tuttavia, se comprendiamo ciò che Paolo sta dicendo nell’intero contesto dei capitoli 12-13-14, allora arriviamo alla conclusione che Paolo non sta affatto dicendo che per noi vada bene cercare l’auto-edificazione attraverso qualsiasi dei nostri doni, o meglio ha dichiarato che questo non dovrebbe essere il fattore motivante.

    Possiamo ricevere l’edificazione in modo indiretto attraverso i nostri doni, ma non dovremmo mai usare i nostri doni per motivi egoistici ed in questo caso l’auto-edificazione sarebbe un fattore motivante egoistico.

    Dobbiamo sempre usare ciò che Dio ci ha dato per il bene degli altri e non per il nostro. Non è amorevole cercare il nostro bene al di sopra del bene degli altri, questo è ciò che Paolo sta dicendo e questo è esattamente ciò che sta dicendo anche nel passaggio di Filippi 2.

    Infine, Paolo descrive l’amore come non rallegrarsi nell’ingiustizia ma rallegrarsi nella verità. Anche in questo comprendiamo che, poiché l’errore e la falsa dottrina non sono verità, non è affatto quindi amorevole guidare gli altri nell’inganno e nella falsa dottrina.

    Vediamo questo concetto anche affermato in:

    Ephesians 4: 11-15 Ed egli stesso ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti e altri come pastori e dottori, 12 per il perfezionamento dei santi, per l’opera del ministero e per l’edificazione del corpo di Cristo, 13 finché giungiamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, a un uomo perfetto, alla misura della statura della pienezza di Cristo, 14 affinché non siamo più bambini, sballottati e trasportati da ogni vento di dottrina, per la frode degli uomini, per la loro astuzia, mediante gli inganni dell’errore, 15 ma dicendo la verità con amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo.

    Pertanto, se non siamo tutti della stessa mente, se non siamo tutti d’accordo, se ci viene insegnato e quindi crediamo in false dottrine, non agiremo in amore ed avremo una visione molto più distorta e quindi una pratica distorta d’amore nella chiesa.

    Di nuovo, anche guardando questo concetto, vediamo come sono veramente false le false dottrine e vediamo anche che dobbiamo cercare il bene degli altri al di sopra del nostro e questo è precisamente il punto che Paolo sta facendo in 1 Corinzi 12-13-14 ed anche in Filippesi 2.

    In tutte le cose dobbiamo cercare il bene degli altri al di sopra del nostro, questo è ciò che significa servirsi ed amarsi.

    Questo è esattamente ciò che Gesù stava dimostrando con il lavaggio dei piedi degli Apostoli. Questo Egli praticò e poi spiegò ai Suoi discepoli. Egli non ha cercato il Suo bene, Egli li ha serviti ed ha anche servito noi, permettendo di essere sottoposto a peggiori cose possibili, l’umiliazione, la vergogna, il dolore e la sofferenza sia fisica che spirituale quando ha sopportato tutto questo lo ha fatto per loro e per noi. Lo ha fatto per loro e per noi non considerando se stesso, invece ha cercato il nostro bene al di sopra del Suo. In questo stesso modo Dio desidera, infatti, ci comanda di amarci l’un l’altro.

    Tutto questo è il debito d’amore che dobbiamo a Dio e quindi anche il debito d’amore ci dobbiamo reciprocamente. Questo è ciò che Paolo intende nel versettoo che stiamo studiando.

    Ora la seguente parte di questo versetto ed i seguenti due versetti dicono:

    Romani 13:8c-10 perché chi ama il suo simile ha adempiuto la legge. 9 Infatti questi comandamenti: «Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non dir falsa testimonianza, non desiderare», e se vi è qualche altro comandamento, si riassumono tutti in questo: «Ama il tuo prossimo come te stesso». 10 L’amore non fa alcun male al prossimo; l’adempimento dunque della legge è l’amore.

    Questo passo è echeggiato anche in altre parti della Scrittura del Nuovo Testamento ed è davvero molto importante per noi capire questo concetto. Paolo ci sta dicendo che quando amiamo Dio e gli altri, così facendo stiamo adempiendo la legge di Dio.

    OK, ora specifichiamo qualcosa di importante qui, questo non significa affatto che possiamo ottenere la salvezza ed essere considerati giusti attraverso le azioni della legge. Questa esortazione viene data ai credenti già salvati dalla grazia mediante la fede nell’opera di redenzione compiuta e completata da Gesù Cristo.

    Infatti Paolo in questa epistola, anche prima, spiega che la legge non poteva fare ciò che Cristo fece e quindi tentare di obbedire alla legge unicamente per lo scopo di ottenere una posizione giusta dinanzi a Dio è in realtà inutile.

    In termini semplicistici, non si può essere salvati, non si può essere giustificati cercando di obbedire ai Dieci Comandamenti e nemmeno obbedendo la parola di Dio. Non obbediamo a Dio per essere salvati!

    Obbediamo Dio perchè lo amiamo per ciò che ha fatto per noi!

    Romani 8:1-4 Ora dunque non vi è alcuna condanna per coloro che sono in Cristo Gesù, i quali non camminano secondo la carne ma secondo lo Spirito, 2 perché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte. 3 Infatti ciò che era impossibile alla legge, in quanto era senza forza a motivo della carne, Dio, mandando il proprio Figlio in carne simile a quella del peccato e a motivo del peccato, ha condannato il peccato nella carne, 4 affinché la giustizia della legge si adempia in noi che non camminiamo secondo la carne, ma secondo lo Spirito.

    Come vediamo chiaramente scritto qui, come dice Paolo, la legge non può fare la cosa di cui invece abbiamo bisogno. Dovevamo essere liberati dalla legge del peccato e della morte.

    Paolo dice che la legge non può fare una cosa del genere, perché la legge è debole attraverso la nostra carne, ma ciò che la legge non poteva fare Gesù fece. Si è fatto carne ed è diventato peccato per noi, anche se Egli stesso non ha mai conosciuto il peccato è comunque diventato peccato per noi così che in Lui possiamo diventare giusti agli occhi di Dio, ecco cosa dice 2 Corinzi 5:21.

    Il nostro peccato fu quindi condannato nella persona di Gesù Cristo e fu posto su di Lui e giudicato in Lui, nella Sua carne, corpo, sulla croce. Cristo divenne la maledizione con cui la legge aveva invece maledetto noi, e così facendo ha tolto di mezzo la nostra maledizione ed i nostri peccati,

    Colossesi 2: 13-15.

    Galati 3:11-13 Poiché è manifesto che nessuno è giustificato mediante la legge davanti a Dio, perché: «Il giusto vivrà per la fede». 12 Ora la legge non proviene dalla fede, ma «l’uomo che farà queste cose vivrà per mezzo di esse». 13 Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo diventato maledizione per noi (poiché sta scritto: «Maledetto chiunque è appeso al legno»),

    Quindi Gesù ci ha riscattati dalla maledizione della legge e così facendo, oltre a vivere in perfetta obbedienza a Dio stesso, Egli ha adempiuto i requisiti della legge di Dio in nostro favore (Matteo 5:17).

    Questo è ciò che Paolo sta anche dicendo in:

    Romani 8:4 affinché la giustizia della legge si adempia in noi che non camminiamo secondo la carne, ma secondo lo Spirito.

    Per i credenti nati di nuovo dallo Spirito, Gesù ha adempiuto le giuste esigenze della legge di Dio, così che in Lui la legge di Dio possa effettivamente essere adempiuta anche in noi. Quindi, a causa di tutto questo, se tentiamo di ottenere la salvezza e di essere giustificati davanti a Dio praticando le opere della legge, tutto questo è fondamentalmente inutile.

    Non potremmo farlo anche se provassimo con tutto ciò che siamo e abbiamo. Piuttosto Gesù lo ha fatto per noi. Allora perché provare a farlo noi? Tutto ciò che dobbiamo fare è credere in Gesù e attraverso Lui e in Lui e per mezzo di Lui abbiamo adempiuto la legge di Dio per imputazione. Non lo abbiamo fatto o non possiamo farlo noi da soli, ma solo per mezzo di Lui.

    Avendo visto tutto questo, possiamo anche fare eco a ciò che dice Giacomo quando dice questo:

    Giacomo 2:8-11 Se veramente adempite la legge regale secondo la Scrittura: «Ama il tuo prossimo come te stesso», fate bene; 9 ma se usate favoritismi personali, commettete peccato e siete condannati dalla legge come trasgressori. 10 Chiunque infatti osserva tutta la legge, ma viene meno in un sol punto, è colpevole su tutti i punti. 11 Difatti, colui che ha detto: «Non commettere adulterio», ha anche detto: «Non uccidere». Per cui se tu non commetti adulterio ma uccidi, sei trasgressore della legge.

    Anche Giacomo dice che amando adempiamo la legge, versetto otto, amando il prossimo come noi stessi adempiamo la legge di Dio. Comunque vediamo anche qui, se pratichiamo l’amore nel favoritismo, commettiamo peccato e stiamo trasgredendo quella stessa legge e questo è commettere peccato. Giacomo dice anche quello che abbiamo sempre detto, in altre parole, che se avessimo mantenuto l’intera legge, ma l’avessimo trasgredita in un solo punto, saremmo colpevoli di averla trasgredirla tutta.

    Quindi, quello che Giacomo sta dicendo qui non contraddice ne si oppone a ciò che Paolo ha detto in Romani 8: 1-4.

    In realtà, Giacomo sta dicendo esattemente quello che Paolo ci sta insegnando in Romani 13: 8, in altre parole che l’amore è un modo con cui ora possiamo adempiere la legge di Dio, eppure anche ora quando, se non lo facciamo, siamo peccatori e trasgrediamo la legge Dio. Tuttavia, ora i nostri peccati sono perdonati e tolti completamente di mezzo per sempre dal sacrificio di Gesù.

    È in questo modo che siamo completamente coperti e non siamo mai scoperti nella nostra peccaminosità. Il nostro peccato, spiritualmente parlando, fu tolto di mezzo completamente e per sempre dalla morte di Gesù sulla croce.

    Tuttavia, Dio ci chiama ancora ad adempiere la Sua legge, ma perchè e come? Amando Dio e amando i nostri fratelli e sorelle in Cristo.

    Siamo quindi nel processo di adempiere la legge di Dio, non per essere salvati o giustificati e giusti mediante i nostri tentativi, piuttosto nell’ essere imitatori di Cristo, essere come Lui.

    Tuttavia, se e quando non ci riusciamo, siamo perdonati e siamo ancora considerati giusti in Cristo. Perché? Perché Lui è la nostra giustizia! Perché Egli ha adempiuto i giusti requisiti della legge ed ha applicato a noi la Sua perfetta giustizia mentre toglieva tutti i nostri peccati e la nostra colpa.

    Quindi quando amiamo stiamo adempiendo la legge di Dio, perchè quando amiamo osserviamo i comandamenti di Dio e quando osserviamo i comandamenti di Dio amiamo. È così che amiamo Dio ed i nostri fratelli e sorelle.

    Pertanto, il mantenimento della legge di Dio, ad eccezione della legge cerimoniale ed i sacrifici levitici che sono anche essi parte della legge di Dio, non devono essere considerati come le cose che dobbiamo praticare. In realtà, Gesù ha soddisfatto tutti questi requisiti e ricordiamo che i requisiti cerimoniali e levitici furono dati ad Israele nell’Antica Alleanza.

    Ora, in Cristo e per mezzo di Lui, tutta la legge è soddisfatta anche la legge morale e le sue giuste esigenze sono state imputate a noi, Gesù ha fatto tutto per noi. Sì, ora è come noi, che siamo in Cristo, abbiamo perfettamente adempiuto la legge di Dio anche nella nostra vita.

    Tuttavia, in sostanza, ci è stato dato un nuovo comandamento, ricordate quale? Gesù lo ha detto così!

    Giovanni 13:34 Vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, anche voi amatevi gli uni gli altri.

    Anche Giovanni dice la stessa cosa nellla sua prima epistola:

    1 Giovanni 2:8-11 E tuttavia vi scrivo un comandamento nuovo, il che è vero in lui e in voi, perché le tenebre stanno passando e già risplende la vera luce. 9 Chi dice di essere nella luce e odia il proprio fratello, è ancora nelle tenebre. 10 Chi ama il proprio fratello dimora nella luce e non vi è niente in lui che lo faccia cadere. 11 Ma chi odia il proprio fratello è nelle tenebre, cammina nelle tenebre e non sa dove va, perché le tenebre gli hanno accecato gli occhi.

    Quindi, perché questo è un nuovo comandamento? È nuovo perché l’Alleanza è nuova e le sue condizioni sono diverse da quella vecchia.

    Nell’Antico, il comandamento sebbene fosse ancora essenzialmente lo stesso, se lo guardiamo fa sostenere tutta la legge mediante un solo comandamento ed era questo:

    Deuteronomio 6: 5-6 Tu amerai dunque l’Eterno, il tuo DIO, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua forza. 6 E queste parole che oggi ti comando rimarranno nel tuo cuore;

    Anche Gesù confermò questo comandamento:

    Matteo 22:37-40 E Gesù gli disse: «”Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua e con tutta la tua mente”. 38 Questo è il primo e il gran comandamento. 39 E il secondo, simile a questo, è: “Ama il tuo prossimo come te stesso”. 40 Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti».

    Vedete cosa sta dicendo Gesù qui? Su questi due comandamenti dipendono l’intera legge e i profeti.

    Tuttavia, ora il comandamento sebbene fosse sempre stato lì, anche nell’Antica Alleanza, eppure ora nel Nuovo questo comandamento è dichiarato nuovo. Perché?

    Perché, in realtà, abbiamo brevemente già spiegato questo concetto prima. Comprendere l’amore di Dio mostrato in Gesù Cristo e comprendere il Suo sacrificio sulla croce in nostro favore per la remissione dei nostri peccati, in altre parole, per la completa rimozione dei nostri peccati, comprendendo il grande perdono di Dio mostrato nel Suo Figlio, il Suo amore ed il Suo perdono mediante la croce, ora siamo legati all’amore di Dio e non alla Sua legge e neppure nelle nostre opere di rettitudine.

    Ora amiamo Dio perché Egli ci ha amati per primo in Gesù Cristo.

    Amiamo Dio con il cuore perché ora il nostro cuore è cambiato attraverso la nuova nascita, attraverso la rigenerazione dello Spirito Santo.

    Questo concetto fu anche descritto nell’Antico Testamento quando Dio parlò di una Nuova Alleanza che avrebbe fatto con il Suo popolo Israele.

    L’intenzione di Dio era di portare Israele nella Nuova Alleanza ed è ancora la Sua intenzione e lo farà. Israele come nazione eletta in quel momento respinse la Nuova Alleanza.

    Lo hanno fatto perché la Nuova Alleanza è per mezzo di Gesù Cristo da solo e nessuno può entrarvi in essa al di fuori di Lui. Giovanni 14: 6. Rifiutando Cristo Israele ha respinto la Nuova Alleanza, tuttavia il rifiuto è solo temporaneo, leggi lo studio di Romani 11.

    La Nuova Alleanza è resa valida attraverso il sacrificio di Gesù e solo con il Suo sacrificio.

    Dio aveva descritto molto bene la nuova alleanza ad Israele:

    Ezechiele 36: 25-27 Allora spargerò su di te acqua pura e sarai puro: da tutta la tua sporcizia e da tutti i tuoi idoli ti purificherò. 26 Ti darò anche un cuore nuovo, e un nuovo spirito metterò in te; e toglierò il cuore di pietra dalla tua carne, e ti darò un cuore di carne. 27 E metterò il mio spirito dentro di te e ti farò camminare secondo i miei statuti, e tu osserverai i miei giudizi, e li farai.

    Questo passo è in effetti la descrizione della nuova nascita spirituale della nazione di Israele e tuttavia è anche la descrizione della nuova nascita di ogni individuo in Cristo. Questa è la descrizione della rigenerazione dello Spirito Santo e della Nuova Alleanza.

    Questo è esattamente ciò di cui Gesù stava parlando con Nicodemo quando Gli disse che una persona deve rinascere dallo Spirito e dall’acqua. Ecco perché Gesù ha sollevato un’obiezione sotto forma di una domanda quando Nicodemo ha espresso i suoi dubbi su come una persona possa nascere una seconda volta. Gesù gli chiese come mai, lui, Nicodemo, essendo un insegnante della legge di Dio per Israele, non sapeva di cosa stesse parlando Gesù.

    In effetti, in realtà avrebbe dovuto conoscere molto bene di cosa stava parlando Gesù, perché lui, Nicodemo, avrebbe dovuto conoscere il significato del passo di Ezechiele 36.

    Paolo lo spiegò in questo modo nella sua lettera a Tito:

    Tito 3:4-7 Ma quando apparvero la bontà di Dio, nostro Salvatore, e il suo amore verso gli uomini, 5 egli ci ha salvati non per mezzo di opere giuste che noi avessimo fatto, ma secondo la sua misericordia, mediante il lavacro della rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo, 6 che egli ha copiosamente sparso su di noi, per mezzo di Gesù Cristo, nostro Salvatore, 7 affinché, giustificati per la sua grazia, fossimo fatti eredi della vita eterna, secondo la speranza che abbiamo.

    Come vediamo qui in molti modi il linguaggio, sebbene non sia identico a quello che troviamo in Ezechiele 36, è indicativo della stessa cosa.

    Dio è Colui che, con la Sua bontà e amore in Cristo e con la Sua misericordia, ci ha salvato. Non eravamo e non possiamo essere salvati secondo la nostra obbedienza alla legge o qualsiasi opera di rettitudine che potremmo fare, fondamentalmente la legge. Siamo effettivamente salvati da Dio che ci rigenera e dal rinnovamento dello Spirito Santo, questo è esattamente ciò che dice anche Ezechiele 36.

    È attraverso Gesù Cristo e invia il Suo Spirito Santo che è stato abbondantemente versato sugli eletti. Questo fatto, in entrambi i passi, c’è la descrizione della nuova nascita da parte dello Spirito che Gesù descrisse a Nicodemo.

    Ora, a causa di tutto questo, perché Dio ci ha fatti rinascere e ci ha dato un nuovo cuore e portato via il nostro cuore di pietra, perché Dio ci ha lavati completamente dai nostri peccati e ci ha dato una nuova vita in Cristo, perché Dio ha ci ha dato uno spirito nuovo ed ha posto il suo Spirito in noi e tutto qusto ci fa obbedire ai Suoi comandamenti.

    Vedete, come nuove creazioni in Cristo con un cuore nuovo possiamo e vogliamo amare ed obbedire a Dio ed ai Suoi comandamenti, non perché cerchiamo di ottenere la giustizia facendo questo, ma perché in realtà abbiamo già ottenuto la giustizia attraverso l’opera di redenzione di Cristo. Per questi motivi vogliamo amare Dio e vogliamo farlo obbedendo ai Suoi comandamenti.

    Pertanto, anche se Gesù ha adempiuto l’intera legge di Dio per noi, e anche se Dio ha applicato la giustizia di Gesù a noi e ci ha giustificati, siamo ancora chiamati ad obbedire alla legge di Dio e alla Sua parola e adempirli, ma noi facciamo questo non per ottenere la salvezza o essere dichiarato giusto.

    Piuttosto dovremmo soddisfare la parola di Dio e la sua legge perché non possiamo e non dobbiamo persistere ad essere trasgressori della legge di Dio. La grazia di Dio in Cristo ci copre completamente e ci perdona quando ancora falliamo tante volte ad ubbidire a Dio.

    Tuttavia essere sotto la grazia di Dio non significa affatto che non dobbiamo adesso evitare il peccato.

    Se ricordiamo Paolo ci ha già insegnato a riguardo in:

    Romani 6:1-2 Che diremo dunque? Rimarremo nel peccato, affinché abbondi la grazia? 2 Niente affatto! Noi che siamo morti al peccato, come vivremo ancora in esso?

    Inoltre, solo perché non siamo tenuti a cercare la nostra posizione di giustizia davanti a Dio obbedendo alla legge, e solo perché proprio per questa ragione non siamo più sotto la legge, non significa che non dobbiamo ancora obbedire alla legge di Dio.

    Romani 6:15 Che dunque? Peccheremo noi, perché non siamo sotto la legge, ma sotto la grazia? Così non sia.

    Fondamentalmente la legge stessa non è altro che un’ingiunzione di manifestare l’amore in tutte le relazioni e in tutte le circostanze.

    L’adempimento della legge si trova anche in ciò che Gesù disse in:

    Matteo 7:12 Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro, perché questa è la legge ed i profeti.

    Questo è essenzialmente ciò che Paolo sta dicendo qui anche in Romani 13. Amare il nostro Dio e il nostro prossimo non fa certo alcun danno a nessuno. Ovviamente non possiamo in realtà danneggiare Dio, anche se in un modo lo abbiamo danneggiato quando è stato crocifisso per perdonare i nostri peccati. In sostanza abbiamo fatto del male a Dio nella persona di Gesù Cristo.

    Nondimeno non dovremmo fare del male al nostro prossimo né fare del male ai nostri fratelli e sorelle in Cristo.

    Questo è ciò che Paolo sta affermando. Quando amiamo non facciamo del male, questo è ciò che significa amare e così facendo rispettiamo anche la legge.

    Come ho detto prima, l’amore è il nuovo comandamento perché l’amore è Cristo e la Nuova Alleanza è in Lui. Gesù e Dio sono amore e ci hanno amato con un amore che abbiamo già ampiamente descritto.

    Dio ha dimostrato il Suo grande amore per noi, che, mentre eravamo ancora peccatori Cristo è morto per noi Romani 5: 6-10.

    Perdonare i nostri peccati per sempre attraverso la morte sofferente del Suo Figlio innocente è stata la più grande dimostrazione dell’amore di Dio.

    Così siamo legati e costretti da questo grande amore, ed amiamo Dio e poiché amiamo Dio, amiamo anche il nostro prossimo ed i nostri fratelli e sorelle nel Signore.

    Poiché amiamo Dio, viviamo anche tutti coloro che sono nati da Lui:

    1 John 5:1-3 Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio; e chiunque ama colui che lo ha generato, ama anche chi è stato generato da lui. 2 Da questo sappiamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. 3 Questo infatti è l’amore di Dio: che noi osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.

    Alla fine dimostriamo il nostro amore attraverso la nostra obbedienza a Dio. Dio ci dice molte cose da fare e da non fare e la nostra dimostrazione di amore è in realtà la nostra obbedienza a Lui.

    La Scrittura del Nuovo Testamento è più che chiara su questo:

    Giovanni 14:15 «Se mi amate, osservate i miei comandamenti.

    Molti dei comandamenti di Gesù in realtà vennero dati dopo che lo Spirito Santo venne il giorno di Pentecoste e poi dichiarò tutte le cose che Cristo voleva comunicare a loro e alla chiesa attraverso i secoli mediante l’ispirazione dello Spirito delle Sacre Scritture del Nuovo Testamento.

    Giovanni 16:12-15 Ho ancora molte cose da dirvi, ma non sono ancora alla vostra portata. 13 Ma quando verrà lui, lo Spirito di verità, egli vi guiderà in ogni verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutte le cose che ha udito e vi annunzierà le cose a venire. 14 Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annunzierà. 15 Tutte le cose che il Padre ha sono mie; per questo ho detto che egli prenderà del mio e ve lo annunzierà.

    Giovanni 14:21-24 Chi ha i miei comandamenti e li osserva, è uno che mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio; e io lo amerò e mi manifesterò a lui». 22 Giuda, non l’Iscariota, gli disse: «Signore, come mai ti manifesterai a noi e non al mondo?». 23 Gesù rispose e gli disse: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui. 24 Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che udite non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.

    Quindi ciò che Gesù sta dicendo riguardo l’obbedienza a Lui vuol dire amare Lui ma il tutto non è esclusivo solo per ciò che Egli ha comandato loro prima della croce.

    Ancora una volta, questo linguaggio è chiaro e senza ambiguità. Chi ha comandamenti di Dio e li custodisce è colui che ama Cristo, se un uomo ama Cristo osserverà le Sue parole. Quelli che non mantengono la parola di Cristo sono quelli che non Lo amano.

    Anche nel prossimo capitolo Gesù dice questo:

    Giovanni 15: 9-10 Come il Padre ha amato me, così io ho amato voi; dimorate nel mio amore. 10 Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore.

    Ancora una volta, Gesù è più che chiaro qui. Il Padre amava Lui e per questo Egli li amava. Poi gli comanda di continuare nel Suo amore. Spiega loro che se avessero osservato i Suoi comandamenti si sarebbero davvero attenuti al Suo amore, proprio come Gesù dimostrò il Suo amore per il Padre e per loro osservando i Suoi comandamenti dei Padri e quindi dimorando nel Suo amore facendo così.

    Questo è un passaggio molto interessante, in cui Gesù sta effettivamente dicendo che loro e noi, dovremmo continuare nell’amore di Cristo, in altre parole dovremmo esprimere lo stesso tipo di amore che Egli ha espresso obbedendo alla Sua parola, così facendo ci atteniamo, viviamo, camminamo nel Suo amore il che è l’amore di Dio. Gesù ha dimostrato il Suo amore per il Padre e, di conseguenza, per noi, obbedendo ai comandamenti di Suo Padre, è in questo modo che Egli ha vissuto nell’amore del Padre.

    Obbedire a Dio è basato tutto sull’amore e l’amore è tutto basato sull’obbedienza a Dio. È solo questo che dobbiamo fare. Capisco che è più facile a dirsi che a farsi, tuttavia è così che ci viene comandato di amarci l’un l’altro e di amare Dio.

    L’amore che Dio vuole da noi non è essenzialmente un’emozione, può e contiene emozioni a volte, ma è un amore motivato e dimostrato dall’obbedienza a Dio. È più una decisione ed un’azione che un’emozione. L’amore di Dio non può essere motivato dalle emozioni, almeno non sempre.

    Lasciate che vi faccia un esempio! Dio dice di amare i nostri nemici, giusto? Quindi lasciatemi chiedere: quante persone pensate che in realtà amerebbero i loro nemici se dovessero sentirsi di farlo? Nessuno lo farebbe!

    Questo è reso più chiaro quando Paolo ha scritto questo:

    Romani 5:6-8 Perché, mentre eravamo ancora senza forza, Cristo a suo tempo è morto per gli empi. 7 Difficilmente infatti qualcuno muore per un giusto; forse qualcuno ardirebbe morire per un uomo dabbene. 8 Ma Dio ha comandato il suo amore verso di noi in questo che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.

    Eravamo nemici di Dio. Era quando eravamo ancora peccatori, cioè questo fu quando Cristo morì per noi! È così che Dio ha amato i Suoi nemici.

    Tuttavia, guardate quello che dice Paolo, dice che Dio ha comandato il Suo amore verso di noi. Ha comandato il Suo amore verso i Suoi nemici come? Egli comandò il Suo amore per noi a Gesù, il Suo unigenito Figlio, per venire a vivere e morire per i Suoi nemici. L’amore di Dio non è stato elemosinato, non è stato provatod attraverso l’emozione, è stato comandato e è stato fatto, sì per misericordia, ma anche per nostra pura necessità.

    L’obbedienza di Cristo a questo comandamento è come Lui e come Dio ci hanno amato. Obbedendo a questo comandamento, per amarci per mezzo della croce, questo è come Gesù ha amato il Padre e noi.

    L’amore di Dio e per Dio è tutto basato sull’obbedienza a Dio. Come possiamo amare una persona che non ci ama? Dobbiamo prima sviluppare le giuste emozioni e sentimenti prima di poterli veramente amare? No! Ovviamente no! Lo facciamo perché amiamo Dio, e per questo obbediamo a Dio e facciamo ciò che Dio ci dice di fare.

    Facendo così, dimostriamo il nostro amore per Lui e così facendo, cioè, obbedendo a Lui finiamo per amare chi non è amabile. Se c’è un’emozione positiva nell’amare i nostri nemici, sarà verso Dio non i nostri nemici.

    Questo è l’unico modo in cui possiamo veramente amare. Capisco che non è sempre facile, anzi direi che spesso richiede che mettiamo da parte i nostri sentimenti e serviamo gli altri nel modo in cui Gesù ci ha servito. Disinteressatamente e sacrificatamente, è così che ci Gesù ci ha amati.

    Ha dovuto mettersi da parte e fare ciò che il Padre gli ha detto di fare.

    La Scrittura ci dice anche che Gesù ha imparato l’obbedienza attraverso la sofferenza,

    Ebrei 5:7-8 Nei giorni della sua carne, con grandi grida e lacrime, egli offrì preghiere e supplicazioni a colui che lo poteva salvare dalla morte, e fu esaudito a motivo del suo timore di Dio. 8 Benché fosse Figlio, imparò l’ubbidienza dalle cose che soffrì

    Ciò a cui questo passaggio si riferisce è prevalentemente quando Gesù stava soffrendo nel Getsemani. Diamo un’occhiata a quel passo per il nostro bene:

    Luca 22:39-44 Poi, uscito, andò come al solito al monte degli Ulivi, e anche i suoi discepoli lo seguirono. 40 Giunto sul posto, disse loro: «Pregate per non entrare in tentazione». 41 E si allontanò da loro, circa un tiro di sasso e, postosi in ginocchio, pregava, 42 dicendo: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia volontà, ma la tua». 43 Allora gli apparve un angelo dal cielo per dargli forza. 44 Ed egli, essendo in agonia, pregava ancor più intensamente; e il suo sudore divenne simile a grumi di sangue che cadevano a terra.

    In questo episodio vediamo come Egli ha amato noi, peccatori immeritevoli, nemici di Dio, non era affatto un compito facile neppure per il Figlio di Dio. Lui è il Figlio di Dio, eppure la Scrittura dice che ha imparato l’obbedienza attraverso ciò che ha sofferto.

    Nell’acconto di Luca vediamo che Gesù era in agonia ed ha sudato, sudore misto a sangue. Questa è una condizione fisica reale chiamata ematidrosi.

    Questa condizione è causata da angoscia o paure estreme, come la morte, la tortura o gravi abusi in corso.

    Questa è quanta felicità e gioia ha avuto Gesù quando ci ha amato soffrendo e morendo per noi. Ovviamente sono sarcastico! Ovviamente non aveva affatto sentimenti positivi e di grandi emozioni di gioa crescente nell’obbedire al Padre che Gli comandò di amarci attraversando la croce.

    Siamo abituati a vedere l’amore sempre come un’emozione positiva, in realtà l’amore è molto positivo, tuttavia il tipo di amore che Dio ci comanda di praticare spesso non scatena grandi emozioni positive e beate.

    L’amore che siamo abituati a vedere o a desiderare è solo la parte dell’amore che scatena emozioni positive, di felicità e di beatitudine. Il vero amore di Dio, l’amore Agape però, non sempre scatena queste emozioni positive.

    Obbedendo a Dio, vediamo che lo amiamo e facendo così mostriamo amore agli altri, ma spesso questa sarà un’esperienza anche dura e difficile. Fare la volontà di Dio non è sempre facile, ovviamente, basterebbe chiedere a Gesù se è stato facile attraversare il Getsemani. Chiedere a Gesù se fosse facile obbedire al Padre ed amarci, esseendo Lui innocente e senza peccato. Egli doveva sopportare l’ira del Padre al posto nostro.

    Chiediamogli come sia stato facile amarci mentre è stato flagellato quasi a morte e quanto sia stato facile e piacevole per Lui amarci mentre portava la croce ed era così debole che un’altra persona ha dovuto portarla per Lui.

    Chiediamo a Gesù quanto sia stato meraviglioso e beato perchè Lui ci amasse di venire deriso e scherinito, sputato in faccia e colpito sulla testa e sul viso.

    Chiediamogli quanto è stato facile essere legato ed inchiodato ad una croce e sollevato in una posizione tale che ha dovuto tirarsi su con le braccia inchiodate alla croce e spingersi con i piedi inchiodati solo per poter prendere un respiro, e tutto questo per amare noi peccatori.

    Chiediamogli che emozione positiva e bello sentire il dolore che provava e la sete che avevav e sentire l’aridità della Sua bocca e delle Sue labbra aride solo per consegnaris a quella croce per amarci. Chiediamogli come sia stato piacevole e facile avere Suo Padre a cui stava obbedendo e che amava allontanare il Suo volto da Lui perché era una cosa che non aveva mai sperimentato!

    Chiediamo a Colui che era senza peccato e che non ha mai peccato diventare peccato per noi e subire l’ira del Padre al posto nostro se aveva in quel momento emozioni e sentimenti piacevoli e positivi.

    È così che Gesù ci ha amato! Non era un amore emotivo, positivo, beato e felice. È stato difficile per Lui amarci! Non era una cosa positiva che Egli fosse sofferente, umiliato e angosciante. Vedete amici miei, questo è vero amore, il vero amore di Dio e non è stato bello affatto amarci. Se vogliamo solo amore facile e piacevole in realtà non avremo affatto nessun amore!

    Allora quando Gesù ha detto questa seguente cosa:

    Giovanni 13:34-35 Vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, anche voi amatevi gli uni gli altri. 35 Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri».

    Spero che possiamo capire meglio cosa Egli intendesse, quando ha detto di amarsi gli uni gli altri come Lui ci ha amati. Ora spero che capiamo meglio che non stiamo ancora obbedendo affatto a Dio in questo. Gesù ci dice che gli altri sapranno che siamo Suoi discepoli se abbiamo, quel tipo di amore, l’amore come l’amore con cui Egli ci ha amati. Non sta parlando dello pseudo tipo di amore che mostriamo gli uni agli altri anche in chiesa.

    Se le persone qundi non riconoscono che siamo Suoi discepoli è perché ci manca questo tipo di amore. In realtà non desideriamo amarci l’un l’altro fino a quando questo fa male, non siamo nemmeno disposti a soffrire angoscia per obbedire a Dio in questo comandamento, non siamo disposti a soffrire i torti fatti a noi per amare Dio prima e poi l’un l’altro. Siamo perfettamente a nostro agio con la versione televisiva dell’amore e non sappiamo davvero come amare come Dio comanda.

    Amore, il tipo di amore di Dio è davvero il compimento della legge di Dio. Amando Dio, obbediamo a Lui perché lo amiamo, nonper ottenere la giustizia dinanzi a Lui, poiché sappiamo che possiamo ottenere questa solo mediante la fede in Gesù Cristo e nella Sua opera e vita. Obbedendo a Lui mostriamo amore a Dio, perché prima di tutto capiamo quanto Dio ci ama e poi anche perchè non vogliamo offenderlo con la nostra peccaminosità.

    Inoltre allo stesso modo ci amiamo per le stesse identiche ragioni. Amandoci a vicenda, rispettiamo la legge, perché così facendo non ci feriamo l’un l’altro in alcun modo.

    In effetti, osservare la legge è anche amare noi stessi. Come? Perché? Perché la legge di Dio è anche un confine protettivo per il nostro benessere. Vedete, quando obbediamo alla legge di Dio non solo non offendiamo Dio e gli mostriamo amore, non solo non feriamo gli altri e quindi mostriamo loro l’amore, ma non facciamo del male a noi stessi e quindi amiamo noi stessi.

    Ricordiamoci che la legge di Dio ci dice di amare il Signore Dio con tutto il cuore, la forza e la mente e amare il nostro prossimo come noi stessi.

    Questo in realtà ci mostra che amare gli altri è davvero non far loro del male e che questo è anche obbedire alla legge, tuttavia per poter amare il nostro prossimo come noi stessi dobbiamo anche obbedire alla legge per non danneggiare noi stessi.

    Disobbedire alla legge di Dio, in altre parole peccare, non è solo dannoso per gli altri, ma alla fine è dannoso per noi.

    Le conseguenze del nostro peccato danneggia noi prima di tutto. Ci sono sempre conseguenze negative e dannose nel trasgredire la legge di Dio. Anche per noi credenti che siamo eternamente perdonati.

    Le conseguenze del peccato per i credenti non sono eterne, ma sono sicuramente temporali e fisiche e possono essere molto gravi. Ricordiamoci che i nostri corpi, le nostre membra, la nostra carne, non sono ancora redenti, il nostro corpo è la parte di noi che ha ancora il peccato in se ed è ancora influenzato e suscettibile al potere devastante del peccato, capitolo 7 di Romani.

    I nostri corpi sono ancora inclini alla malattia ed infine alla morte a causa del peccato presente in essi. Dopo tutto, il salario del peccato è la morte, sempre, anche per quelli di noi che sono stati eternamente perdonati, la morte fisica non viene evitata per i credenti, Romani 6:23.

    Come credenti eviteremo quella che conosciamo come la seconda morte, quella è la morte eterna, ma probabilmente dovremo assaporare la morte fisica, a meno che non siamo ancora vivi quando Gesù ritorna e trasforma i nostri corpi mortali, non possiamo sfuggire alla morte fisica.

    Tuttavia, il peccato non solo ci danneggia fisicamente, ma ci danneggia anche emotivamente, danneggia le nostre relazioni, ci danneggia finanziariamente e ci danneggia spiritualmente. Spiritualmente, come ho detto non nel senso eterno, ma danneggia la nostra fratellanza con Dio e con altri credenti, nuoce alla nostra crescita spirituale e limita le nostre benedizioni.

    Inoltre, non eviteremo sempre le conseguenze del nostro peccato. Dio perdona i credenti per i loro peccati, tutti e sempre. Dio perdona le conseguenze eterne dei nostri peccati e non li ritiene mai più contro di noi eternamente. Tuttavia, Dio, molto spesso, non rimuoverà le conseguenze temporali e terrene della maggior parte dei nostri peccati.

    Anche questo fa parte del processo chiamato disciplina e correzione. Dio permetterà davvero che le conseguenze dei nostri peccati rimangano così che impareremo a non praticarle più.

    Questo intero concetto è molto ben chiarito per noi in Ebrei 12.

    Ebrei 12:5-13 e avete dimenticato l’esortazione che si rivolge a voi come a figli: «Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non perderti d’animo quando sei da lui ripreso, 6 perché il Signore corregge chi ama e flagella ogni figlio che gradisce». 7 Se voi sostenete la correzione, Dio vi tratta come figli; qual è infatti il figlio che il padre non corregga? 8 Ma se rimanete senza correzione, di cui tutti hanno avuta la parte loro, allora siete dei bastardi e non dei figli. 9 Inoltre ben abbiamo avuto per correttori i nostri padri secondo la carne e li abbiamo rispettati; non ci sottometteremo molto di più ora al Padre degli spiriti, per vivere? 10 Costoro infatti ci corressero per pochi giorni, come sembrava loro bene, ma egli ci corregge per il nostro bene affinché siamo partecipi della sua santità. 11 Ogni correzione infatti, sul momento, non sembra essere motivo di gioia, ma di tristezza; dopo però rende un pacifico frutto di giustizia a quelli che sono stati esercitati per mezzo suo.

    12 Perciò rinfrancate le mani cadenti e le ginocchia vacillanti, 13 e fate dei sentieri diritti per i vostri piedi, affinché l’arto zoppo non divenga slogato, ma sia piuttosto risanato.

    Non posso sopportarlo, quando i Pastori insegnano e dicono che Dio non ci punisce per i nostri peccati come credenti. Questo passo infatti contraddice totalmente la falsa idea che Dio non ci punisca per il nostro peccato. Lui sicuramente lo fa!

    Non ci punisce come punisce i malvagi che non credono nel Vangelo e non si pentono dei loro peccati! Non ci punirà eternamente per i nostri peccati, ma certamente ci darà conseguenze per i peccati che ancora commettiamo.

    Il Salmo 103 dice: Salmi 103:8-13 L’Eterno è pietoso e clemente, lento all’ira e di grande benignità. 9 Egli non contende in eterno e non serba l’ira per sempre. 10 Egli non ci tratta come meritano i nostri peccati, e non ci castiga in base alle nostre colpe. 11 Poiché, quanto sono alti i cieli al di sopra della terra, tanto è grande la sua benignità verso quelli che lo temono. 12 Quanto è lontano il levante dal ponente, tanto ha egli allontanato da noi le nostre colpe. 13 Come un padre è pietoso verso i suoi figli, così è pietoso l’Eterno verso quelli che lo temono.

    Dio è davvero misericordioso e clemente ed è lento all’ira ed abbondante nella misericordia. Questo è sicuro! Ci ha perdonato, noi che abbiamo creduto per fede in Gesù Cristo, abbiamo il perdono eterno e Dio ha davvero rimosso tutte le nostre trasgressioni da noi. Non ci ha castigato come meritano i nostri peccati, lo ha fatto dandoci il perdono eterno e la vita eterna. Tuttavia, guardate cosa dice il versetto nel versetto 13.

    Come un padre ha pietà dei suoi figli così il Signore ha pietà di noi che lo temono.

    Tuttavia, in Ebrei 12 il passo dice che come Dio Padre ci castiga anche come figli. Dice che come Padre Egli ci disciplina e, sì, ci punisce per il nostro cattivo comportamento. Come i nostri padri terreni ci hanno puniti, così fa Dio.

    Ebrei 12:5-11 5 e avete dimenticato l’esortazione rivolta a voi come a figli: «Figlio mio, non disprezzare la disciplina del Signore, e non ti perdere d’animo quando sei da lui ripreso; 6 perché il Signore corregge quelli che egli ama, e punisce tutti coloro che riconosce come figli».

    7 Sopportate queste cose per la vostra correzione. Dio vi tratta come figli; infatti, qual è il figlio che il padre non corregga? 8 Ma se siete esclusi da quella correzione di cui tutti hanno avuto la loro parte, allora siete bastardi e non figli. 9 Inoltre abbiamo avuto per correttori i nostri padri secondo la carne e li abbiamo rispettati; non ci sottometteremo forse molto di più al Padre degli spiriti per avere la vita? 10 Essi infatti ci correggevano per pochi giorni come sembrava loro opportuno; ma egli lo fa per il nostro bene, affinché siamo partecipi della sua santità. 11 È vero che qualunque correzione sul momento non sembra recare gioia, ma tristezza; in seguito tuttavia produce un frutto di pace e di giustizia in coloro che sono stati addestrati per mezzo di essa.

    Guardate l’uso delle parole nel passo di Ebrei che sono usate per descrivere la disciplina di Dio.

    Riprensione, Correzione, Punisce e Flagella,

    Riprendere. punire e flagellare. Queste sono le tre parole usate nel passaggio per descrivere la correzione e la disciplina di Dio. Diamo un’occhiata al significato di ognuna.

    Punizione o castigo: significa correzione disciplinare.

    Rimprovero: suggerisce un sgridare in maniera acuta o severa.

    Flagellazione: viol dire proprio frustare, battere con cinture, betulle e bastoni e con cinture di cuoio.

    Come possiamo vedere ci sono tre cose che Dio fa quando ci punisce e ci corregge. Ci dà una correzione disciplinare, che è fatta per insegnarci. Ci rimprovera, in altre parole, ci rimprovera bruscamente.

    Finora queste due cose non ci stanno semplicemente descrivendo il Signore che ci prende in collo sulle ginocchia e farci una piccola chiacchierata. In realtà entrambi delineano cose che per noi non sono di natura piacevole, cose che causano dolore.

    Non conosco nessuno che ami subire pesanti e dolorose azioni disciplinari. Anche quando sono fatte come allenamento, che è anche ciò che Dio fa in questi casi, non è di natura piacevole. Qualche tempo fa stavo guardando un documentario sull’ addestramento dei Marines. Credetemi non è affatto un’esperienza piacevole mentre queste persone ci passano attraverso, eppure questo feroce addestramento disciplinare trasforma queste comuni persone in soldati coraggiosi, feroci ed efficaci. Quindi anche la parte della disciplina di Dio come addestramento, non sarà sicuramente un’esperienza piacevole per la nostra carne ma necessaria per la nostra crescita spirituale.

    Inoltre, altrove in Ebrei afferma che Gesù stesso fu Lui stesso addestrato dalla sofferenza:

    Ebrei 5:7-8 Nei giorni della sua carne, con alte grida e con lacrime egli offrì preghiere e suppliche a colui che poteva salvarlo dalla morte ed è stato esaudito per la sua pietà. 8 Benché fosse Figlio, imparò l’ubbidienza dalle cose che soffrì;

    Se il Figlio di Dio ha imparato l’ubbedienza attraverso la sofferenza, pensiamo che noi sfuggiremo allo stesso destino?

    No, niente affatto, Dio ci farà allenare e sarà cosa difficile. Se i Marines fanno di tutto per diventare grandi soldati, che tipo di allenamento pensate che dovremo sopportare per diventare come Cristo?

    Se Egli ha dovuto subire la sofferenza per imparare l’ubbidienza, lo dovremo fare anche noi. Gesù era perfetto ed impeccabile nel suo processo di apprendimento, noi invece non lo siamo e finiamo per fallire e peccare. Dio ci perdona i nostri peccati ma più ci allontaniamo, più la Sua disciplina sarà dura.

    La disciplina di Dio, a proposito, è sempre una disciplina di insegnamento, è quello che dovrebbe essere sempre la disciplina, un’esperienza di apprendimento e formazione. Tuttavia, nell’addestramento di Dio, spesso troviamo anche duri rimproveri. Quando falliamo peccando, Dio ci rimprovera e castiga e spesso questa è un’esperienza dura da attraversare.

    Dio ci rimprovera attraverso la Sua parola e persino attraverso gli anziani nella chiesa. Spesso attraverso l’insegnamento e la predicazione della parola di Dio siamo rimproverati per i nostri peccati e torti e questo è un rimprovero. Talvolta i pastori devono rimproverare i credenti e talvolta i dirigenti della chiesa devono anche applicare la correzione disciplinare ecclesiastica ai cristiani ribelli.

    Dio ci flagella come dice anche il passo. Ahi! Sappiamo cosa significhi! Ricordiamo quando i nostri genitori, si spera, ci hanno castigati e o sculacciati. Non ci siamo sentiti bene quando ci siamo passati attraverso ma tuttavia era necessario. Dio ci porta davvero alla correzione e ci flagella quando ci perdiamo per strada e pecchiamo.

    La Bibbia è chiara, anche come genitori devoti dobbiamo disciplinare i nostri figli con le sculacciate, la cintura o la frusta. Proverbi 19:18; Proverbi 22:15.

    Proverbi 23:13-14 Non risparmiare la correzione al bambino; se lo batti con la verga, non ne morrà; 14 lo batterai con la verga, ma lo salverai dal soggiorno dei morti.

    Proverbi 13:24 Chi risparmia la verga odia suo figlio, ma chi lo ama, lo corregge per tempo.

    Come vediamo se risparmiamo i flagelli ai nostri figli, in realtà significa che li odiamo. Immaginate quanto questo sia diverso da ciò che sentiamo oggi dagli psicologi riguardo alle punizioni corporali. Insegnano che è sbagliato e che non si ama quando si fa una cosa del genere. Questa è una filosofia mondana che si erge contro la conoscenza di Dio. È invece davvero amorevole, infatti se non lo facciamo Dio dice che in realtà odiamo i nostri figli e non li amiamo. Se li amiamo non risparmieremo la verga, infatti la parola di Dio ci dice che così facendo libereremo le loro anime dall’inferno.

    Ora sappiamo perché oggi c’è poco timore di Dio nelle generazioni dei giovani e perché sono così lontani da Dio. Anche questo è un motivo!

    Infatti, il passaggio di Ebrei 12 ci dice:

    Ebrei 12:6 perché il Signore corregge quelli che egli ama, e punisce tutti coloro che riconosce come figli».

    Dio tratta i propri figli con amore se e quando Egli li castiga e guardate, Egli ci ama davvero quando ci flagella. Nella maggior parte delle persone la flagellazione non viene considerata come un atto d’amore. Come abbiamo detto prima, le vie del mondo, le filosofie del mondo e della psicologia umana ci dicono da decenni che le punizioni corporali in realtà danneggiano i bambini e non fanno nulla di buono. Invece, come comprendiamo dalla Scrittura, queste filosofie e teorie sono in realtà quelle che creano danno nei bambini.

    Questo è anche il motivo per cui Dio ci dice all’inizio del capitolo precedente che non dobbiamo vivere in conformità con le vie del mondo ed invece essere trasformati dal rinnovamento della nostra mente, Romani 12: 2.

    Le nostre menti, come credenti, hanno bisogno di essere rinnovate e di allinearsi alla mente di Dio e alla Sua volontà. Come abbiamo visto in precedenza, la Sua parola ci dice che i credenti, almeno i credenti, devono castigare e flagellare i propri figli quando sono ribelli e disobbedienti.

    Non sempre e non per ogni atto di disobbedienza un figlio deve essere punito con la flagellazione, ma in molti casi è essenziale. Ovviamente non stiamo sostenendo l’abuso fisico dei minori qui. Le punizioni corporali devono essere eseguite nel modo giusto e per le giuste motivazioni e devono essere applicate con il giusto atteggiamento e non quando si è in uno stato di ira.

    Comunque, torniamo a Dio, così, noi come credenti dobbiamo essere imitatori di Dio e dobbiamo rispecchiare Dio nelle nostre decisioni e nei nostri comportamenti. Se Dio castiga e flagella i Suoi figli, dobbiamo fare lo stesso anche noi.

    Come ho detto prima, Dio punisce i Suoi figli non per danneggiarli, questo tipo di castigo e flagellazione non è la stessa cosa esatta del giudizio ed ira. Il giudizio e l’ira di Dio non hanno altra conseguenza se non quella distruttiva. Tutti e due. Il giudizio e l’ira di Dio sulle persone impenitenti e non credenti saranno temporali ma anche eterni e questi non sono correttivi, sono invece una vera e propria punizione, senza alcun rimedio.

    Dio giudica e riversa la Sua ira solo sui non credenti e sui peccatori impenitenti, Romani 1:18, non sui Suoi figli.

    Quando Dio punisce i Suoi figli, lo fa nell’amore e nella misericordia e lo fa per riportarci sulla Sua via e per farci vedere le cose come Lui e per apprendere la Sua giustizia. Lo fa perché ci ama e ci istruisce e ci insegna nelle Sue vie.

    Vedete, ai peccatori impenitenti e increduli non possono essere insegnate le vie di Dio poiché non si conformeranno mai a Dio e alla Sua volontà. Nella maggior parte dei casi, i figli di Dio finiranno per farlo, potrebbe richiedere molta flagellazione, ma alla fine la maggior parte delle volte i figli di Dio si conformeranno alla volontà di Dio.

    Ora, c’è da dire anche questo, poiché stiamo parlando di Dio che ci dà conseguenze per il nostro comportamento scorretto, se noi, come credenti, rimaniamo induriti e ribelli verso Dio e persistiamo nella nostra peccaminosità, la Sua flagellazione e il Suo castigo peggiorerà e sarà peggio e sempre più severo.

    In peccati e ribellioni estremi, Dio può far sì che i credenti si ammalino e muoiano fisicamente ma non eternamente! 1 Corinzi 5:5;

    Questo è confermato da Paolo anche in:

    1 Corinzi 11:28-32 Ora ciascuno esamini se stesso, e così mangi del pane e beva dal calice; 29 poiché chi mangia e beve, mangia e beve un giudizio contro se stesso, se non discerne il corpo del Signore. 30 Per questo motivo molti fra voi sono infermi e malati, e parecchi muoiono. 31 Ora, se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati; 32 ma quando siamo giudicati, siamo corretti dal Signore, per non essere condannati con il mondo.

    Questo passaggio è molto chiaro e sobrio. Paolo dice che è per il peccato impenitente che i credenti possono ammalarsi e persino morire. Paolo dice che Dio non ci castiga con lo stesso giudizio con cui giudica il mondo, invece ci rimprovera nella nostra carne, ma non eternamente.

    Un grande esempio di Dio che punisce un credente, anche un buon credente dandogli gravi conseguenze a causa dei suoi peccati molto gravi è il re Davide. Conoscete la storia, o forse no! Tuttavia si trova in 2 Samuele 11. La storia va così:

    Davide è a Gerusalemme, non va in battaglia come sarebbe stato normale per lui fare in quel periodo. Una notte non riesce a dormire ed è fuori sulla terrazza sul tetto del suo palazzo e guarda in basso e vede una bella donna che fa il bagno.

    Lui la manda a chiamare e lei acconsente ad andare a trovare Davide. Il suo nome è Batseba. Essa è la moglie di Uria, uno degli uomini del re Davide. Non conosciamo tutti i dettagli su come va il processo seduzione, ma lei e Davide hanno rapporti sessuali. Qualche tempo dopo essa annuncia a Davide che è incinta, è incinta da lui. Ovviamente era il suo figliolo in lei perché suo marito era in guerra al servizio del re. A proposito, questo è il re Davide, il discendente del Messia, l’uomo che la Bibbia dice essere un uomo secondo il cuore di Dio. Il buon vecchio re Davide.

    Ad ogni modo, Davide ora diventa molto preoccupato per lo scandalo che si aggrapperebbe a lui se qualcuno mai venisse a conoscenza di questa situazione.

    Quindi, Davide escogita un piano. Manda a chiamare il marito di Batseba, Uria, dal campo di battaglia e gli dice di andare a stare con sua moglie. Lo schema di Davide era l’idea che dopo molti mesi di battaglia, immaginava che Uria sarebbe stato felice di andare a stare con sua moglie e avere rapporti con sua moglie. Davice pensa che così può mascherare il fatto che quello in Batseba fosse suo figlio.

    Invece il piano non va come previsto, poiché Uria si rifiuta di andare a stare con sua moglie, poiché in realtà ha una tale lealtà verso Dio e verso Davide e persino verso i suoi fratelli in armi. Questo è ciò che egli dice a Davide:

    2 Samuele 11:11 Uria rispose a Davide: «L’arca, Israele e Giuda stanno sotto le tende, Ioab mio signore e i suoi servi sono accampati in aperta campagna e io entrerei in casa mia per mangiare, bere e per coricarmi con mia moglie? Com’è vero che il SIGNORE vive e che anche tu vivi, io non farò questo!»

    David ora è perduto, quindi ha in programma di far ubriacare Uria in modo che, nel suo stato di ubriachezza, andasse a trascorrere del tempo con sua moglie. Anche questo piano però fallisce. Ora Davide è disperato, tutti i tentativi di far andare Uria ad avere rapporti con sua moglie hanno fallito, così come il suo piano per nascondere il suo peccato.

    Quindi fa tornare Uria in battaglia e Davide invece di inghiottire il suo orgoglio e assumersi la responsabilità per i suoi atti peccaminosi, continua ad escogitare un altro piano. Questo nuovo piano è persino peggiore del primo. Questo è quello che progetta:

    2 Samuele 11:14-15 La mattina seguente, Davide scrisse una lettera a Ioab e gliela mandò per mezzo d’Uria. 15 Nella lettera aveva scritto così: «Mandate Uria al fronte, dove più infuria la battaglia; poi ritiratevi da lui, perché egli resti colpito e muoia».

    Quindi, questo è ciò che Davide ha fatto. Esaminiamo adesso quanti peccati ha commesso. Il primissimo brama Batseba, il comandamento di Dio che dice di non desiderare la donna di altri, Esodo 20:17, molto probabilmente commettendo adulterio nel suo cuore ancor prima che effettivamente lo facesse quindi Esodo 20:14 e Matteo 5:27-28. Quindi commise anche adulterio, poi progettò l’inganno e portò falsa testimonianza dinanzi ad Uria Esodo 20:16. Poi pianificò l’omicidio Esodo 20:13 e ci riuscì davvero. Questi sono molti peccati e molto gravi!

    Dopo che Uria muore e Batseba finisce il suo periodo di lutto, Davide la sposa.

    Ora, diamo un’occhiata a cosa succede dopo questo. Passa un po ‘di tempo e Dio manda Natan il profeta ad affrontare Davide per i suoi gravi peccati.

    Dio confronta Davide e gli dice queste cose:

    2 Samuele 12:9-14 Perché dunque hai disprezzato la parola del SIGNORE, facendo ciò che è male ai suoi occhi? Tu hai fatto uccidere Uria, l’Ittita, hai preso per te sua moglie e lo hai ucciso con la spada dei figli di Ammon. 10 Ora dunque la spada non si allontanerà mai dalla tua casa, perché tu mi hai disprezzato e hai preso per te la moglie di Uria, l’Ittita”. 11 Così dice il SIGNORE: “Ecco, io farò venire addosso a te delle sciagure dall’interno della tua stessa casa; prenderò le tue mogli sotto i tuoi occhi per darle ad un altro, che si unirà a loro alla luce di questo sole; 12 poiché tu lo hai fatto in segreto; ma io farò questo davanti a tutto Israele e in faccia al sole”». 13 Allora Davide disse a Natan: «Ho peccato contro il SIGNORE». Natan rispose a Davide: «Il SIGNORE ha perdonato il tuo peccato; tu non morrai. 14 Tuttavia, siccome facendo così tu hai dato ai nemici del SIGNORE ampia occasione di bestemmiare, il figlio che ti è nato dovrà morire». Natan tornò a casa sua.

    Questo è esattamente il punto di tutta questa cosa che stiamo studiando, il castigo e la punizione del Signore.

    Vediamo che Dio perdona Davide della sua colpevolezza e dei suoi peccati, ma Dio non gli toglie le conseguenze di questi peccati. Le conseguenze dei peccati di Davide sono davvero molto brutte e severe.

    Questo è esattamente il punto, Dio perdonerà i peccati dei Suoi figli e li risparmierà la dannazione eterna, ma Egli non risparmierà i Suoi figli della Sua disciplina, castigo e flagellazione.

    Nel passaggio precedente vediamo come Dio ha dato a Davide gravi e severi castighi e conseguenze.

    A proposito, la punizione di cui Dio parla qui, in altre parole, che la spada non si sarebbe mai allontanata dalla casa di Davide è una punizione molto seria e dolorosa per Davide perché significava che tre dei suoi figli sarebbero stati uccisi dalla spada ed anche uno delle sue figlie sarebbe stata violentata da uno dei suoi stessi fratelli, 2 Samuele 13: 1-20. Queste sono conseguenze molto vergognose e dannose che Davide ha dovuto sopportare all’interno della sua stessa famiglia.

    Absalom uccise il suo fratellastro Amnon perché violentò sua sorella 2 Samuele 13: 21-33. Inoltre le conseguenze che Dio ha dato a Davide riguardo alle sue mogli date al suo vicino in realtà è qualcosa che suo figlio Absalom fece dopo aver effettivamente preso il regno e fece fuggire Davide. Absalom imbarazzò suo padre mettendo le tende sul tetto del palazzo così che la gente vedesse quando entrava nelle tende per avere rapporti sessuali con le concubine di Davide. Più tardi, mentre David riguadagna il Regno, Absalom venne ucciso, 2 Samuele 15: 6 a 2 Samuele 18:33.

    Davide quindi finì per perdere il bambino che aveva avuto con Betsabea, fu tradito da suo figlio, cacciato fuori dal regno, imbarazzato di fronte all’intera città di Gerusalemme, e perse tre figli alla spada e dovette sopportare il dolore e l’imbarazzo di uno dei suoi figli che violentò sua sorella, in altre parole la figlia di Davide. Più tardi anche il terzo dei figli di Davide, Adonia, viene abbattuto con la spada dopo aver cercato di conquistare il Regno il quale era stato promesso a Salomone, il secondo figlio di Betsabea e di Davide, 1 Re 1: 1 a 1 Re 2: 1- 25.

    Questo dovrebbe farci riflettere molto profondamente di commettere gravi peccati, in realtà qualsiasi peccato. Perché, proprio perché Dio ci perdona e non ci dà più conseguenze e giudizio eterni, ci darà sicuramente conseguenze temporali e fisiche.

    Questo è il modo con cui Dio castiga, flagella e punisce temporaneamente i Suoi figli. Come abbiamo detto prima, la punizione di Dio non è progettata per danneggiarci, ma per insegnarci e riportarci sui sentieri della Sua giustizia. La punizione di Dio è concepita per guarirci non per farci del male, è progettata per renderci più santi e per risparmiarci dal ripetere i nostri peccati; ed inoltre Dio attraverso la Sua punizione ci insegna a temerlo e rispettarlo sempre di più. Questo è esattamente ciò che ci insegna il passo di Ebrei 12.

    Dobbiamo fare un bilancio di noi stessi ed imparare anche come dobbiamo e dovremmo disciplinare i nostri figli. La flagellazione è utile solo se è fatta con amore e per insegnare loro ad essere retti, a temere e rispettare Dio e persino noi. Ciononostante, non dovremmo mai evitare di dare ai nostri figli le giuste conseguenze per i loro misfatti, altrimenti diventeranno ribelli, irrispettosi ed autorizzati nel loro comportamento scorretto e non temeranno Dio né ci rispetteranno come genitori.

    Non ci deve sorprendere il affatto che molte generazioni oggi sono proprio così, ribelli, irrispettose, autorizzate, senza timore di Dio, in realtà sono anche diventati odiatori di Dio.

    Non vi è sorpresa perché, come abbiamo già detto, la maggior parte della gente ha creduto alle falsità degli psicologi del mondo che hanno insegnato per decenni che la disciplina corporale è dannosa per i bambini.

    Abbiamo scoperto invece che è vero il contrario, è dannoso non disciplinare i nostri figli e questo è ciò che Dio ci dice nella Sua parola. Oggi abbiamo le prove di chi ha ragione e chi ha torto! Dio non sbaglia mai!

    Oggi abbiamo alcune delle generazioni di giovani e anche meno giovani più ribelli, anche nella chiesa. Questo è successo perché i genitori non hanno disciplinato i loro figli nel modo in cui Dio ci comanda di fare e nel modo con cui Egli ci disciplina come figli.

    Ricordiamoci che Dio ci disciplina, castiga e ci flagella perché ci ama e vuole ciò che è meglio per noi. In realtà la disciplina di Dio così come i genitori disciplinano (fatto correttamente), non ci sentiamo bene mentre attraversiamo il periodo di castigo ma esso produce i risultati giusti se ci sottomettiamo ad esso.

    Ebrei 12:11 È vero che qualunque correzione sul momento non sembra recare gioia, ma tristezza; in seguito tuttavia produce un frutto di pace e di giustizia in coloro che sono stati addestrati per mezzo di essa. 12 Perciò, rinfrancate le mani cadenti e le ginocchia vacillanti; 13 fate sentieri diritti per i vostri passi, affinché quel che è zoppo non esca fuori di strada, ma piuttosto guarisca.

    Come vediamo, non reca gioia essere puniti, ma in effetti produce frutti di rettitudine in coloro che sono addestrati per mezzo di esso. Ciò significa, che come credenti siamo quindi chiamati a rimanere incoraggiati quando siamo disciplinati da Dio, che è esattamente ciò che significa il versetto dodici.

    Non dovremmo essere scoraggiati e zoppi quando Dio ci disciplina piuttosto che dovremmo iniziare a camminare sulla dritta strada, questo significa iniziare a camminare in obbedienza a Dio nella stessa cosa per cui ci sta disciplinando. Qualunque sia il peccato o la situazione che dobbiamo abbandonare, o imparare, Dio ce le mostrerà e saremo in grado di camminare nelle dritte vie di Dio. Perché? Perché altrimenti Dio dice, che la nostra condizione, invece di migliorare, degenererà ancora di più, invece Dio ci esorta a essere guariti, ad essere di nuovo resi interi piuttosto che essere allontanati fuoriuscendo di strada.

    Ancora una volta, questo non ha nulla a che fare con la punizione o la dannazione eterna, ha però a che fare con la nostra vita temporale e fisica. Dio può e punirà i suoi figli molto severamente se persistono nel loro comportamento peccaminoso, potrebbe anche causare conseguenze molto, molto gravi, fino alla malattia e persino alla morte fisica, 1 Corinzi 11: 30-32.

    Dio vuole che la punizione dei Suoi figli sia istruttiva e non distruttiva. Vuole che produca la rettitudine e ci faccia camminare nei Suoi sentieri per non essere qualcosa che invece ci causerà più dolore di quello che in realtà vuole infliggerci.

    In conclusione, quindi, abbiamo visto che Paolo ci sta dicendo di avere solo un debito d’amore. Dobbiamo tutto a Dio, e siamo legati dall’amore di Dio ad obbedirlo e a sua volta, mostrare amore non solo a Lui attraverso l’obbedienza, ma amare, prima di tutto i nostri fratelli nella chiesa e poi anche il nostro prossimo e persino i nostri nemici.

    In questo modo adempieremo la legge di Dio. Dobbiamo sforzarci di non peccare e il modo semplice per capire che questo è amorevole significa non provocare alcun danno agli altri e nemmeno a noi stessi. Di conseguenza, questo ci porterà effettivamente ad obbedire la volontà di Dio.

    Romani 13:11-12 E questo dobbiamo fare, conoscendo il momento cruciale: è ora ormai che vi svegliate dal sonno; perché adesso la salvezza ci è più vicina di quando credemmo. 12 La notte è avanzata, il giorno è vicino; gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce.

    Paolo ora cambia completamente marcia in questi seguenti versetti! Ha parlato finora della relazione tra credenti e autorità governative, tra credenti e uomini e tra credenti e credenti. Ha parlato di amare i nostri fratelli e sorelle e di adempiere la legge attraverso l’amore e l’obbedienza a Dio e amore verso le persone.

    Dopo tutto questo, Paolo dice e che conoscendo il tempo che è, che ora è il momento di svegliarsi dal sonno perchè ora la nostra salvezza è più vicina di quando credemmo.

    Esaminiamo questa affermazione e vediamo cosa significa. È interessante notare che Paolo dice che conosciamo il tempo. Quale tempo? Cosa dovremmo conoscere per quanto riguarda il tempo che è?

    Questo dimostra che anche gli Apostoli e gli autori della Scrittura neotestamentaria si aspettavano che il ritorno di Gesù fosse imminente. Il fatto che Paolo stia insinuando che sappiamo che ora sia è decisamente relativo al sapere che si riferisce al tempo del ritorno di Cristo.

    Molti passi della Scrittura del Nuovo Testamento indicano che gli autori ci hanno insegnato che credevano che il Giorno del Signore fosse vicino e che si sarebbe verificato durante la loro vita. Ciò fornisce anche la prova che effettivamente credevano nel vero ritorno fisico di Gesù Cristo sulla terra e che proprio per questa ragione sicuramente credevano nella dottrina Millenaria del Regno.

    Credevano che Gesù sarebbe tornato, che avrebbe sconfitto tutti i Suoi nemici, avrebbe salvato Israele come nazione, come popolo e avrebbe stabilito il Suo regno, il Regno di Dio sulla terra e avrebbe ripristinato le promesse che Dio aveva fatto ad Israele riguardo ad un regno terreno ed il possesso della terra che Dio aveva promesso a loro.

    Vedete, Dio è fedele e Dio ha fatto molte promesse ad Israele nell’Antico Testamento e, nonostante ciò che molti insegnano erroneamente oggi, Egli le adempierà tutte alla lettera. Le promesse fatte da Dio a Israele non sono per nulla di natura simbolica e non devono essere spiritualizzate o trasformate in metafore.

    Le promesse sono letterali, sono fatte ad Israele, il seme di Abramo nella carne.

    Abbiamo studiato approfonditamente nel capitolo 11 che Israele non è stato affatto sostituito dalla chiesa nel piano di redenzione di Dio. Pertanto, non approfondiremo di nuovo questo argomento.

    Se vi interessa, vi invito a fare riferimento allo studio di Romani 11.

    Qui stiamo semplicemente stabilendo il fatto che gli scrittori della Scrittura del Nuovo Testamento si aspettavano il ritorno di Cristo durante la loro vita, in quei giorni.

    Capivano che potrebbe essere l’ora ma non sapevano esattamente il momento esatto. Tuttavia, hanno parlato come se si aspettassero che accadesse in qualsiasi momento.

    Lo vediamo evidentemente scritto anche all’inizio del ministero apostolico. Pietro parla dell’imminente ritorno del Signore in Atti 3, che è molto, molto presto dopo la Pentecoste, anche prima che i Samaritani ed i Gentili venissero aggiunti alla salvezza di Dio.

    Diamo un’occhiata a questo passo perché ci spiega alcune cose molto importanti.

    Atti 3:18-26 Ma ciò che Dio aveva preannunciato per bocca di tutti i profeti, cioè, che il suo Cristo avrebbe sofferto, egli lo ha adempiuto in questa maniera. 19 Ravvedetevi dunque e convertitevi, perché i vostri peccati siano cancellati 20 e affinché vengano dalla presenza del Signore dei tempi di ristoro e che egli mandi il Cristo che vi è stato predestinato, cioè Gesù, 21 che il cielo deve tenere accolto fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose; di cui Dio ha parlato fin dall’antichità per bocca dei suoi santi profeti. 22 Mosè, infatti, disse: “Il Signore Dio vi susciterà in mezzo ai vostri fratelli un profeta come me; ascoltatelo in tutte le cose che vi dirà. 23 E avverrà che chiunque non avrà ascoltato questo profeta, sarà estirpato di mezzo al popolo”. 24 Tutti i profeti, che hanno parlato da Samuele in poi, hanno anch’essi annunciato questi giorni. 25 Voi siete i figli dei profeti e del patto che Dio fece con i vostri padri, dicendo ad Abraamo: “Nella tua discendenza tutte le nazioni della terra saranno benedette”. 26 A voi per primi Dio, avendo suscitato il suo Servo, lo ha mandato per benedirvi, convertendo ciascuno di voi dalle sue malvagità».

    Iniziamo questo passo nel verso diciotto, ma in realtà voglio prima vedere come Pietro inizia questo intero discorso. Nel versetto dodici Pietro inizia a parlare di questo in Atti 3: 12a E quando Pietro li vide, rispose al popolo, uomini di Israele,

    Pietro si rivolge a uomini d’Israele non a gentili ma solo ad Ebrei cioè il seme di Abramo secondo la carne. Questo è chiaramente delineato dal discorso di apertura di Pietro e dal contesto del discorso.

    Mettiamo la cosa in prospettiva adesso. Pietro, come abbiamo detto, si rivolge ad Israele come popolo e dice loro che essi hanno respinto e crocifisso e ucciso il Santo, l’unto di Dio, il Messia, Gesù Cristo il Signore.

    Dice anche loro nel versetto 15 che Dio lo ha risuscitato dai morti. Pietro dice che le cose, che Dio prima aveva mostrato loro dalla bocca dei profeti, cioè che Cristo doveva soffrire, Egli ha così adempiuto.

    Pensiamo a questa affermazione per un momento. Pietro dice che tutte le cose che Dio ha pronunciato attraverso i profeti riguardo alla sofferenza del Messia, Dio ha adempiuto. Questa è una dichiarazione importante in quanto chiarisce che Dio ha così, fino a quel momento, adempiuto ciò che ha detto riguardo all morte e risurrezione di Gesù Cristo, ma Pietro non ha menzionato che Dio aveva adempiuto tutte le altre profezie dell’Antico Testamento riguardanti Israele, infatti Pietro spiega chiaramente che per adempiere le restanti Scritture riguardo a Israele, erano necessario che accadessero altre cose.

    Pietro dice infatti che, la nazione di Israele deve pentirsi dei suoi peccati e credere in Gesù per poter ricevere tutte le promesse di Dio fatte a loro tramite i profeti. Pietro lo spiega chiaramente nel resto del suo discorso.

    Pertanto, chiunque insegni che Israele sia stato effettivamente salvato interamente allora, ai tempi degli Apostoli e che insiste nel dire che la chiesa è quindi Israele spirituale e per questo fatto l’Israele fisico non è più riconosciuto e non è più il destinatario delle promesse di Dio fatte ad esso; queste persone hanno torto e non interpretano correttamente la Scrittura.

    È più che chiaro che Pietro sta affermando che quando Israele riconoscerà Gesù come Messia e si pentirà dei suoi peccati, specialmente quello dell’incredulità, che tra l’altro è quello con cui hanno sempre lottato e che è, ancora adesso, la ragione per cui Israele non ha ancora ricevuto tutte le promesse di Dio, allora Gesù salverà il popolo di Israele.

    Eppure Pietro sta predicando alla nazione in quei giorni, che se davvero avessero creduto in Gesù come il loro Messia e si fossero pentiti, quello avrebbe iniziato il tempo che conosciamo come Millennio, il tempo che precede l’ultimo e finale giudizio e la creazione di un nuovo paradiso e una nuova terra e quindi l’eterno Regno di Dio.

    Guardate cosa dice Pietro in: Atti 3: 19-21 Ravvedetevi dunque e convertitevi, affinché i vostri peccati siano cancellati, quando i tempi di rinfresco verranno dalla presenza del Signore; 20 Ed egli manderà Gesù Cristo, che prima era stato annunziato a voi: 21 che il cielo deve ricevere fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose.

    Il tempo di rinfresco che viene dalla presenza del Signore sta effettivamente parlando del tempo in cui Cristo tornerà su questa terra. In effetti il Signore deve essere presente in persona e non spiritualmente come alcuni interpretano erroneamente. Il Signore ritornerà e stabilirà il Suo Regno sulla terra e, dopo che Israele si pentirà e crederà, porterà la rigenerazione di questa terra e di Israele e poi tutte le promesse di Dio per Israele saranno allora adempiute. Israele come nazione deve ancora entrare nella Nuova Alleanza per ricevere le promesse che Dio ha fatto loro.

    Ciò dimostra anche che il Signore deve essere presente fisicamente per portare il rinfresco di cui parla Pietro. Perché? Perché guardate ciò che dice Pietro dopo questo, Israele deve pentirsi in modo che Dio mandi davvero Gesù Cristo che ora è stato predicato a loro, e poi dice che Gesù deve rimanere in paradiso fino ai tempi della restituzione di tutte le cose.

    Quindi, ciò che abbiamo qui è la prova che Gesù è vivo in cielo in attesa del tempo in cui Israele sarà pronto a pentirsi e credere in Lui, momento in cui tornerà per portare con sé i tempi di rinnovamento e di portare il tempo di restituzione di tutte le cose. Questo è anche menzionato in 1 Corinzi 15: 21-28.

    Non commettiamo errori, Gesù ritornerà per davvero, nonostante quello che dicono tutti gli schernitori anche alcuni che affermano di essere cristiani, ma che in realtà negano il ritorno in persona del Signore.

    Pietro ci avverte di queste persone e di questi tempi:

    2 Pietro 3: 3-8 Sappiate questo, prima di tutto: che negli ultimi giorni verranno schernitori beffardi, i quali si comporteranno secondo i propri desideri peccaminosi 4 e diranno: «Dov’è la promessa della sua venuta? Perché dal giorno in cui i padri si sono addormentati, tutte le cose continuano come dal principio della creazione». 5 Ma costoro dimenticano volontariamente che nel passato, per effetto della parola di Dio, esistettero dei cieli e una terra tratta dall’acqua e sussistente in mezzo all’acqua; 6 e che, per queste stesse cause, il mondo di allora, sommerso dall’acqua, perì; 7 mentre i cieli e la terra attuali sono conservati dalla medesima parola, riservati al fuoco per il giorno del giudizio e della perdizione degli empi.

    Questi negano anche il regno millenario e letterale di Cristo sulla terra e negano che il regno sarà effettivamente restituito, o meglio ancora per rimanere nel contesto esatto di ciò che dice Pietro, il regno promesso e la terra saranno restituiti ad Israele chi li ha persi non credendo in Cristo quando è venuto per la prima volta.

    Le parole e il contesto sono chiari e innegabili. Gesù morì per mano dei Giudei, fu crocifisso e morì e risuscitò esattamente come i profeti avevano profetizzato. Egli è risorto dalla tomba ed è asceso in cielo da dove tornerà ancora una seconda volta, questo accadrà quando Israele sarà pronto a credere in Lui e ad accoglierlo.

    Dopo di che Egli rigenererà la terra con la Sua presenza e restituirà ad Israele tutto ciò che Dio ha promesso loro, cioè il regno e la terra promessa.

    Questo è esattamente quello che sta dicendo Pietro!

    Ci sono molti, molti passi nel NT così come l’AT che confermano tutto questo.

    Gesù ritornerà davvero, ma non prima che Israele sia pronto a riceverLo.

    Ecco alcuni dei passi che confermano questo:

    Zaccaria 12:8-10 In quel giorno il SIGNORE proteggerà gli abitanti di Gerusalemme; colui che fra loro vacilla sarà, in quel giorno, come Davide; la casa di Davide sarà come Dio, come l’angelo del SIGNORE davanti a loro. 9 In quel giorno, io avrò cura di distruggere tutte le nazioni

    che verranno contro Gerusalemme. 10 «Spanderò sulla casa di Davide e sugli abitanti di Gerusalemme lo Spirito di grazia e di supplicazione; essi guarderanno a me, a colui che essi hanno trafitto, e ne faranno cordoglio come si fa cordoglio per un figlio unico, e lo piangeranno amaramente come si piange amaramente un primogenito.

    Un passo parallelo a questo che troviamo nel NT si trova in:

    Apocalisse 1:7 Ecco, egli viene con le nuvole e ogni occhio lo vedrà; lo vedranno anche quelli che lo trafissero, e tutte le tribù della terra faranno lamenti per lui. Sì, amen.

    Anche altri passi sono specifici del ritorno del Signore sulla terra fisicamente e sono paralleli, questi sono i passi:

    Zaccaria 14:3-4 Poi il SIGNORE si farà avanti e combatterà contro quelle nazioni, come egli combatté tante volte nel giorno della battaglia. 4 In quel giorno i suoi piedi si poseranno sul monte degli Ulivi, che sta di fronte a Gerusalemme, a oriente, e il monte degli Ulivi si spaccherà a metà, da oriente a occidente, tanto da formare una grande valle; metà del monte si ritirerà verso settentrione e l’altra metà verso il meridione.

    Atti 1:9-11 Dette queste cose, mentre essi guardavano, fu elevato; e una nuvola, accogliendolo, lo sottrasse ai loro sguardi. 10 E come essi avevano gli occhi fissi al cielo, mentre egli se ne andava, due uomini in vesti bianche si presentarono a loro e dissero: 11 «Uomini di Galilea, perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù, che vi è stato tolto, ed è stato elevato in cielo, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo».

    Per inciso, il luogo da cui Gesù fu portato in cielo è lo stesso esatto luogo descritto in Zaccaria 14: 4. Questo è il Monte degli Ulivi! Come vediamo chiaramente Zaccaria dice che i Suoi piedi si poseranno sul Monte degli Ulivi ed in Atti uno gli angeli dicono ai discepoli che Egli sarebbe tornato in quel punto esatto.

    Non c’è alcun dubbio, Gesù ritornerà davvero in forma corporea su questa terra. Tornerà per salvare Israele dai loro nemici terreni, ma anche dai loro peccati Romani 11: 25-26; ed in quel tempo, come afferma Zaccaria, Israele si pentirà e crederà in Colui che hanno trafitto, Gesù il Cristo!

    Queste Scritture parlano della seconda venuta del Signore Gesù e non della prima.

    Quindi, quello che sta dicendo Paolo, quando dice che sappiamo quale ora è, si riferisce al fatto che anche loro sapevano in quel momento, che vivevano nei cosiddetti ultimi giorni.

    Tuttavia, Dio ha una concezione di tempo che è molto differente dalla nostra. Come ho affermato prima, gli scrittori del NT sapevano che i tempi in cui vivevano erano gli ultimi giorni e tutti loro aspettavano con trepidazione il ritorno del Signore. Hanno predicato questo ed hanno insegnato e scritto di questo fatto.

    Paolo ha scritto del giorno del ritorno del Signore in molti dei suoi scritti. Le scritture più descrittive Paolo ha scritto riguardo a questo periodo di tempo, noto anche come Il giorno del Signore.

    Il Giorno del Signore non è solo ed esclusivamente un periodo di ventiquattro ore sebbene sia in realtà il giorno specifico del ritorno di Cristo.

    Anche dall’AT sappiamo che il termine Giorno del Signore è anche un periodo di tempo, breve ma un periodo tuttavia e non solo un giorno di 24 ore. È un periodo che descrive il giudizio di Dio e un giudizio che in qualche modo coinvolge sempre la nazione di Israele.

    Questa è la migliore descrizione del termine il Giorno del Signore:

    È un termine antico del Vecchio Testamento. Il Giorno del Signore denota il compimento, o l’adempimento del regno di Dio e la cessazione assoluta di tutti gli attacchi su di esso (Isaia 2:12, 13: 6, 9: 8, Ezechiele 13: 5, 30: 3, Gioele 1:15- 2:11, Amos 5:18, Zaccaria 14: 1, Sofonia 1:14).

    È anche chiamato il “giorno della visita di Dio” (Isaia 10: 3), o il giorno “dell’ira di Yahweh” (Ezechiele 7:19), o “il grande giorno di Yahweh” (Sofonia 1:14).

    L’intera concezione descritta nell’Antico Testamento di solito è oscura e piena di ira ma porta alla fine di essa anche alla redenzione, salvezza e restaurazione di Israele.

    Il termine neotestamentario di questo giorno è davvero simile alla versione dell’AT ed è anche esso pervaso da elementi di speranza, gioia e vittoria. Nel Nuovo Testamento si riferisce eminentemente al giorno di Cristo, il giorno della Sua venuta nella gloria di Suo Padre.

    La stessa concezione di Lui come il “Figlio dell’Uomo” ci rimanda a questo giorno.

    Giovanni 5:27: ” E gli ha dato autorità di eseguire il giudizio, perché è il figlio dell’uomo”

    (cfr. Matteo 24: 27,30; Luca 12: 8).

    Anche nella versione del Nuovo Testamento c’è, come nella descrizione nell’AT, uno sfondo oscuro ad un risultato più luminoso, perché esso rimane ancora il “giorno dell’ira”. (Romani 2: 5-6), anche il “gran giorno” (Apocalisse 6:17; Giuda 6), il “giorno di Dio” (2 Pietro 3:12), e il “giorno del giudizio” (Matteo 10: 15; 2 Pietro 3: 7; Romani 2:16).

    A volte è chiamato anche “quel giorno” (Matteo 7:22; 1 Tessalonicesi 5: 4; 2 Timoteo 4: 8), e di nuovo è chiamato “il giorno” senza altre qualifiche, per intuire che è l’unico giorno che vale la pena contare nella storia del mondo e della razza umana (1 Corinzi 3:13)

    Per il non credente, persino il Nuovo Testamento lo descrive come un giorno di terrore, giudizio ed ira; per il credente invece, come un giorno di gioia, vittoria, gloria e completa redenzione.

    È in quel giorno che Cristo risusciterà i Suoi morti, i corpi di coloro che hanno creduto in Lui – “che di tutti ciò che mi ha dato non dovrei perderene alcuno, ma risuscitarli nell’ultimo giorno” (Giovanni 6 : 39; 1 Corinzi 15: 51-57; 1 Tessalonicesi 4: 13-17).

    In quel giorno Egli viene per i Suoi, il residuo di cristiani ed ebrei (Matteo 16:27), e perciò è chiamato “il giorno del nostro Signore Gesù” (2 Cor 1:14), “il giorno di Gesù Cristo” o ” di Cristo “

    (Filippesi 1: 6,10), il giorno in cui “apparirà il segno del Figlio dell’uomo nel cielo”

    (Matteo 24:30).

    Tutti gli scritti di Paolo sono particolarmente pieni di desiderio per la cosiddetta “parusia”, il giorno della gloriosa manifestazione di Cristo.

    L’intera concezione del giorno del Signore quindi si concentra su Cristo ed indica la creazione eterna del regno dei cieli, dal quale il peccato sarà per sempre eliminato, ed in cui l’antitesi tra natura e grazia sarà trasformata in una sintesi eterna. Pertanto, Il Giorno del Signore comprende quindi specificamente la fase finale della tribolazione (ultimi 3 anni e mezzo) e si estende attraverso il regno millenario, Apocalisse 20.

    I giudizi apocalittici (Apocalisse 4: 1-19: 6) quindi precedono e introducono il Giorno del Signore.

    2 Tessalonicesi 2:1-12 Ora, fratelli, circa la venuta del Signore nostro Gesù Cristo e il nostro incontro con lui, vi preghiamo 2 di non lasciarvi così presto sconvolgere la mente, né turbare sia da pretese ispirazioni, sia da discorsi, sia da qualche lettera data come nostra, come se il giorno del Signore fosse già presente. 3 Nessuno vi inganni in alcun modo; poiché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l’apostasia e non sia stato manifestato l’uomo del peccato, il figlio della perdizione, 4 l’avversario, colui che s’innalza sopra tutto ciò che è chiamato Dio od oggetto di culto; fino al punto da porsi a sedere nel tempio di Dio, mostrando se stesso e proclamandosi Dio. 5 Non vi ricordate che quand’ero ancora con voi vi dicevo queste cose? 6 Ora voi sapete ciò che lo trattiene affinché sia manifestato a suo tempo. 7 Infatti il mistero dell’empietà è già in atto, soltanto c’è chi ora lo trattiene, finché sia tolto di mezzo. 8 E allora sarà manifestato l’empio, che il Signore Gesù distruggerà con il soffio della sua bocca, e annienterà con l’apparizione della sua venuta. 9 La venuta di quell’empio avrà luogo, per l’azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigi bugiardi, 10 con ogni tipo d’inganno e d’iniquità a danno di quelli che periscono perché non hanno aperto il cuore all’amore della verità per essere salvati. 11 Perciò Dio manda loro una potenza d’errore perché credano alla menzogna; 12 affinché tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma si sono compiaciuti nell’iniquità, siano giudicati.

    Questo è anche in riferimento a ciò a cui Paolo si riferisce quando dice che conosciamo il tempo, o sappiamo quale ora è. Questo è il momento che aspettavano allora, ed ora, oggi, è ancora di più il tempo che aspettiamo noi.

    Paolo in questo passo fornisce una descrizione molto dettagliata, chiara e tuttavia straziante del Giorno del Signore.

    Ancora una volta in questo passo vediamo il contrasto tra il conforto e la vittoria che questo giorno porta ai credenti ed il grave e totale disagio e giudizio che i noncredenti dovranno subire. Paolo sta dicendo a loro e a noi cosa aspettarci prima di quel giorno! Fa riferimento alla venuta del nostro Signore e dice: Ora, fratelli, circa la venuta del Signore nostro Gesù Cristo e il nostro incontro con lui, vi preghiamo di non lasciarvi così presto sconvolgere la mente, né turbare sia da pretese ispirazioni, sia da discorsi, sia da qualche lettera data come nostra, come se il giorno del Signore fosse già presente.

    Prima di tutto vale la pena menzionare che Paolo menziona la venuta del nostro Signore Gesù Cristo e il nostro radunarsi insieme a Lui. Quindi vediamo chiaramente che il Signore ritornerà nonostante tutte le menzogne, le eresie che sono state e sono diffuse anche oggi che dicono che il Signore è già venuto e non tornerà più, Egli sicuramente tornerà! È profetizzato che ogni occhio lo vedrà e che piangeranno e gemeranno quando Egli verrà di nuovo!

    Apocalisse 1:7 Ecco, egli viene con le nuvole e ogni occhio lo vedrà; lo vedranno anche quelli che lo trafissero, e tutte le tribù della terra faranno lamenti per lui. Sì, amen.

    Vedete che questo versetto termina con due affermazioni molto importanti, cioè con un sì ed un Amen!

    In 2 Corinzi 1:20 Paolo scrive: Perché il Figlio di Dio, Gesù Cristo, che è stato fra voi predicato da noi, cioè da me, da Silvano e da Timoteo, non è stato «sì» e «no», ma è stato «sì» in lui. 20 Poiché tutte le promesse di Dio hanno in lui il «sì» e l’«Amen», alla gloria di Dio per mezzo di noi.

    Dio ha fatto molte promesse ad Israele a alla chiesa e le manterrà e le adempierà tutte in Cristo e per mezzo di Lui.

    Come vediamo anche qui, Paolo dice che tutte le promesse di Dio, tutte quante sono adempiute da ed in Cristo, in Lui hanno tuttel il sì e l’Amen! E’ una promessa di Dio e di Cristo che Gesù ritornerà sulla terra per distruggere tutti i Suoi ed i nostri nemici e stabilire il Regno di Dio.

    Il sì di Dio è una certezza ed in Cristo l’Amen di Dio, la parola Amen ha un significato importante e particolare, per esempio,

    In Isaia 65:16 il Signore è chiamato “il Dio della verità”; ma l’originale ebraico significa

    “il Dio dell’ Amen”.

    Questo è il modo in cui Isaia dichiara che il Signore è Colui che rimane eternamente veritiero, Colui che può sempre essere invocato e creduto. Nel Nuovo Testamento, al nostro Signore Gesù Cristo è dato lo stesso titolo: “l’Amen, il fedele e il vero testimone” (Apocalisse 3:14). Anche Lui è eternamente veritiero, fedele ed affidabile.

    Anche Gesù stesso per dichiarare ciò che Lui diceva era di estrema importanza dice: In verità e spesso diceva, in verità, in verità vi dico. Se leggiamo però questi passi nella loro lingua originale, leggiamo: Amen, o Amen, Amen!

    La parola Amen quindi è una dichiarazione molto importante perchè mette enfasi sul fatto che ciò che viene detto è sicuro e vero. Bisogna quindi stare molto attenti quando facciamo questa dichiarazione alla fine di una preghiera, una predica, un insegnamento o una dichiarazione perchè se diciamo Amen stiamo affermando che ciò che è detto è vero. Spesso in chiese vengono dicharate delle falsità e false dottrine ed anche delle preghiere che vengono offerte in maniera non consone con la volontà di Dio e purtroppo ci son troppe persone che dicono Amen troppo facilmente, senza appurare che ciò che è detto, insegnato e pregato è in effetti vero e che è la verità secondo la parola di Dio. Questa cose è in effetti molto grave!

    Comunque, per il nostro studio adesso, la cosa importante è capire che Giovanni in Apocalisse 1:7, descrive il ritorno visibile del Signore e conferma questo fatto dicendo sì, e poi confermando la verità della sua affermazione aggiungendo Amen. La seconda venut di Cristo quindi sarà una, sarà visible da tutti ed è certa! Chiunque afferma che la seconda venuta di Cristo non è vera e fisica e non avverà sono menzogneri e falsi maestri, sono gli scherinitori di cui parla Pietro, 2 Pietro 3:3-4 Prima di tutto dovete sapere questo, che negli ultimi giorni verranno degli schernitori, che cammineranno secondo le loro proprie voglie, 4 e diranno: «Dov’è la promessa della sua venuta? Da quando infatti i padri si sono addormentati, tutte le cose continuano come dal principio della creazione».

    Ora, tornando al passo di Apocalisse 1: 7 il quale descrive il ritorno del Signore, questa dottrina è meglio conosciuta come la dottrina del “rapimento”.

    Tutto ciò che rapimento significa significa essere radunati come dice anche Paolo in 2 Tessalonicesi 2: Lo menziona anche in 1 Tessalonicesi 4: 13-17.

    C’è una paere della chiesa che insegna la dottrina del ritorno di Cristo o del rapimento dei credenti che afferma che questo avverrà prima del periodo noto come periodo della Tribolazione.

    Questo insegnamento praticamente spezza il ritorno di Cristo in due diversi episodi. Il primo episodio della seconda venuta di Gesù, secondo loro sarà un ritorno segreto ed invisibile a questo punto i morti in Cristo risorgeranno ed i credenti viventi saranno trasformati e appunto, rapiti o radunati a Lui assieme ai morti risorti per essere con Lui.

    Quindi questi affermano che Gesù tornerà poi di nuovo solo per Israele e non più per la chiesa perché la chiesa seconfo loro è stata rimossa. In realtà richiederebbe troppo tempo per capire perché affermano questo. Eppure questo è un insegnamento che è anche abbastanza recente (di poco più di 100 anni). Tuttavia, questa versione “sembra essere in conflitto con molti passi della Scrittura e per rendere questa dottrina vera uno deve lavorare diligentemente per adattarla”.

    Esiste anche una dottrina del rapimento meno conosciuta che è simile alla versione pre-tribolazione già menzionata. Secondo questa, Cristo ritornerà una volta segretamente prima alla risurrezione ai morti in Cristo, che anche il precedente insegna. Questa versione della mid-tribolazione avrebbe, come dice il nome, si verificherebbe nel mezzo del periodo di sette anni noto come periodo di tribolazione. Cioè succederà al terzo anno e mezzo. Questa versione è ancora più difficile da riconcilare alla Scrittura rispetto anche alla versione pre-tribolazione.

    Il terzo punto di vista è la versione post tribolazione che è quella che è una delle più importanti, cioè i morti in Cristo risorgeranno prima e poi i credenti viventi in quel momento saranno trasformati alla sola, visible e vera venuta del Signore Gesù.

    Quest’ultima versione sembra essere decisamente la versione più accurata e che è fedele alla descrizione scritturale dell’evento e la venuta di Cristo.

    Non posso fare una profonda esegesi ed insegnamento dell’esposizione e il confronto tra le tre versioni.

    Rimaniamo però con la terza versione poiché la useremo come primo.

    Il giorno di Cristo quindoi sembra essere un giorno. Il passo di 2 Tessalonicesi che stiamo esaminando ci fornisce alcuni indizi che Paolo afferma che alcuni, anche in quei giorni, seminavano falsi documenti riguardanti il giorno di Cristo. Sembra che i credenti di Tessalonica fossero stati turbati dalle voci secondo cui avrebbero perso il Giorno del Signore. Ora questo è davvero interessante perché in realtà pensare che uno si sarebbe perso questo giorno vorrebbe infatti dire, che si sarebbero aspettati che fosse successo segretamente. Il che significa gettare ancora più ombre sulla dottrina di un rapimento segreto o nascosto. Perché? Per vari motivi. Una ragione ed è una delle cose più importanti è che ne Paolo ne alcun altro hanno mai insegnato che il ritorno di Cristo fosse in due episodi o fosse segreto. Anche il profeta Zaccaria dimostra che il Suo ritorno sembra essere uno solo ed in un giorno specifico e che ogni occhio Lo vedrà ritornare. In ogni caso non è un evento nascosto o segreto! Il ritorno di Cristo ha prima una certa catena di eventi che devono accadere.

    Paolo ci spiega che prima di tutto ci deve essere una caduta, una grande caduta dalla fede. Una caduta dai Vangeli, credere in altre versioni di essi, in altre parole abbandonando la fede originale ed il Vangelo originale. Paolo ha effettivamente menzionato questo evento anche in 2 Timoteo 3 e 4 dove ha affermato questi fatti.

    2 Timoteo 3:1-5 Or sappi questo: che negli ultimi giorni verranno tempi difficili, 2 perché gli uomini saranno amanti di se stessi, avidi di denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, scellerati, 3 senza affetto, implacabili, calunniatori, intemperanti, crudeli, senza amore per il bene, 4 traditori, temerari, orgogliosi, amanti dei piaceri invece che amanti di Dio, 5 aventi l’apparenza della pietà, ma avendone rinnegato la potenza; da costoro allontanati

    2 Timoteo 4:3-4 Verrà il tempo, infatti, in cui non sopporteranno la sana dottrina ma, per prurito di udire, si accumuleranno maestri secondo le loro proprie voglie 4 e distoglieranno le orecchie dalla verità per rivolgersi alle favole.

    Come vediamo, Paolo ci sta chiaramente dicendo che nei giorni (gli ultimi giorni) precedenti il giorno di Cristo, le persone saranno molto, molto malvagie e avranno una forma di pietà, di religione, ma ne negheranno il potere di essa. Qual è il potere di essa? Il Vangelo è il potere di Dio per la salvezza per tutti coloro che credono, Romani 1:16. Chi è il potere del Vangelo? Gesù Cristo! Ciò può significare solo che in apparenza ci sarà una forma di religione che includerà anche la persona di Gesù Cristo, ma sarà rappresentata in modo tale che la Sua divinità, la Sua sovranità come Signore e persino il Suo potere saranno negati e corrotti. Ciò accade nella chiesa quando la sana dottrina viene sostituita con le dottrine degli uomini e con le ideologie e le filosofie mondane. Anche come Paolo le chiama favole, forse contengono qualche traccia della persona di Cristo, tuttavia la persona di Cristo e di Dio diventano fatti in immagine e somiglianza dell’uomo. Tutto questo vuol dire cadere dalla verità. Tutto questo è prima sottile e graduale, ma alla fine porta a una valanga di defezioni. Questa defezione dalla verità del Vangelo e successivamente di tutta la parola di Dio è chiamata apostasia o caduta!

    Tutti questi scritti rappresentano effettivamente il tempo a cui Paolo si riferisce in 2 Tessalonicesi 2, i tempi che precedono il Giorno di Cristo, la Sua venuta.

    Gesù nelle Sue stesse parole riecheggia ciò che Paolo sta dicendo. In Matteo 24 Gesù descrive i tempi che precedono il Suo ritorno e ciò che dice rispecchia quasi perfettamente tutto ciò che Paolo ha scritto nei passi precedenti.

    Matteo 24:14-44 E questo evangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo in testimonianza a tutte le genti, e allora verrà la fine». 15 «Quando dunque avrete visto l’abominazione della desolazione, predetta dal profeta Daniele, posta nel luogo santo (chi legge intenda), 16 allora coloro che sono nella Giudea fuggano ai monti. 17 Chi si trova sulla terrazza della casa, non scenda a prendere qualcosa di casa sua; 18 e chi è nei campi, non torni indietro a prendere il suo mantello. 19 Ma guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni! 20 E pregate che la vostra fuga non accada d’inverno, né di sabato, 21 perché allora vi sarà una tribolazione così grande, quale non vi fu mai dal principio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà. 22 E se quei giorni non fossero abbreviati, nessuna carne si salverebbe; ma a motivo degli eletti quei giorni saranno abbreviati. 23 Allora se qualcuno vi dice: “Ecco, il Cristo è qui”, oppure “È là”, non gli credete. 24 Perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e miracoli tanto da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti. 25 Ecco, io ve l’ho predetto. 26 Se dunque vi dicono: “Ecco è nel deserto”, non vi andate: “Ecco è nelle stanze segrete”, non ci credete. 27 Infatti, come il lampo esce da levante e sfolgora fino a ponente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. 28 Poiché dovunque sarà il carname, lì si aduneranno le aquile». 29 «Ora, subito dopo l’afflizione di quei giorni, il sole si oscurerà e la luna non darà il suo chiarore, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno scrollate. 30 E allora apparirà nel cielo il segno del Figlio dell’uomo; e tutte le nazioni della terra faranno cordoglio e vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nuvole del cielo con potenza e grande gloria. 31 Ed egli manderà i suoi angeli con un potente suono di tromba; ed essi raccoglieranno i suoi eletti dai quattro venti, da una estremità dei cieli all’altra. 32 Ora imparate dal fico questa similitudine: quando ormai i suoi rami s’inteneriscono e le fronde germogliano, sapete che l’estate è vicina. 33 Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino, anzi alle porte. 34 In verità vi dico che questa generazione non passerà, finché tutte queste cose non siano avvenute. 35 Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno». 36 «Quanto poi a quel giorno e a quell’ora, nessuno li conosce, neppure gli angeli dei cieli, ma soltanto il Padre mio. 37 Ma come fu ai giorni di Noè, così sarà anche alla venuta del Figlio dell’uomo. 38 Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio, le persone mangiavano, bevevano, si sposavano ed erano date in moglie, fino a quando Noè entrò nell’arca; 39 e non si avvidero di nulla, finché venne il diluvio e li portò via tutti; così sarà pure alla venuta del Figlio dell’uomo. 40 Allora due saranno nel campo; uno sarà preso e l’altro lasciato. 41 Due donne macineranno al mulino, una sarà presa e l’altra lasciata. 42 Vegliate dunque, perché non sapete a che ora il vostro Signore verrà. 43 Ma sappiate questo che, se il padrone di casa sapesse a che ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe forzare la casa. 44 Perciò anche voi siate pronti, perché nell’ora che non pensate, il Figlio dell’uomo verrà».

    Quindi analizziamo un po’questo passo e guardiamo a ciò che Gesù si riferisce e come Egli mette in parallelo tutto questo con gli altri scritti del NT riguardanti la Sua Seconda venuta.

    Prima di tutto il Vangelo deve essere predicato a tutte le nazioni versetto 14. Sappiamo che ciò non è ancora avvenuto. Avrebbero potuto pensare che lo avrebbero fatto allora, ma oggi sappiamo che il mondo intero è molto più grande di quello che a quel tempo stimavano che fosse.

    Perciò il giorno del Signore avverrà solo quando tutte le nazioni del mondo avranno ascoltato il Vangelo. Ciò è confermato anche dal fatto che in cielo tutte le persone del mondo saranno presenti e avranno rappresentanti:

    Apocalisse 7:9 Dopo queste cose vidi una grande folla che nessuno poteva contare, di tutte le nazioni, tribù, popoli e lingue; questi stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, coperti di vesti bianche e avevano delle palme nelle mani

    Ora, guardate quello che un anziano in cielo chiede a Giovanni e ascoltate la risposta che egli dà a Giovanni:

    Apocalisse 7:13-14 Poi uno degli anziani si rivolse a me, dicendo: «Chi sono costoro che sono coperti di bianche vesti, e da dove sono venuti?». 14 Ed io gli dissi: «Signore mio, tu lo sai». Egli allora mi disse: «Costoro sono quelli che sono venuti dalla grande tribolazione, e hanno lavato le loro vesti e le hanno imbiancate nel sangue dell’Agnello.

    L’anziano dice a Giovanni che questi sono quelli che sono usciti dalla grande tribolazione che sono stati salvati durante questo periodo. Lasciatemi chiedere adesso, quando è che Gesù ha detto che sarebbe tornato? Dopo che il Vangelo sarebbe stato predicato nel mondo intero. Qui abbiamo rappresentanti di tutte le persone del mondo e dice che sono quelli usciti dalla grande tribolazione. Qual è l’unico mezzo attraverso il quale una persona può essere salvata? La grazia di Dio, sì, solo mediante fede in Cristo, sì, per fede fede in chi? Gesù Cristo! La Bibbia ci dice che solo il Vangelo è il potere di Dio per la salvezza per tutti coloro che credono, Romani 1:16. La Bibbia ci dice che Dio ha scelto di salvare gli eletti dal mondo intero mediante la follia della predicazione del Vangelo. 1 Corinzi 1:21 e che la fede salvifica viene dall’ascolto del Vangelo predicato, Romani 10:17.

    Quindi, se Gesù non tornerà finché tutto il mondo avrà sentito il Vangelo ed in Apocalisse ci dice che questi saranno salvati durante la grande tribolazione, come può quindi Gesù tornare prima della tribolazione e della grande tribolazione per estrarre la chiesa dal mondo, a cui tra l’altro è stato dato il dovere predicare il Vangelo?

    Ma non finisce qui! Gesù dice anche nel versetto 15 di Matteo 24 che qualcos’altro di grande importanza deve accadere prima che Egli ritorni.

    Matthew 24:15 «Quando dunque avrete visto l’abominazione della desolazione, predetta dal profeta Daniele, posta nel luogo santo (chi legge intenda),

    Gesù qui fa riferimento alla profezia di Daniele trovata in Daniele 9:26.

    La quale è riferitaci da Paolo anche in 2 Tessalonicesi 2:3-4 Nessuno v’inganni in alcuna maniera, perché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l’apostasia e prima che sia manifestato l’uomo del peccato, il figlio della perdizione, 4 l’avversario, colui che s’innalza sopra tutto ciò che è chiamato dio o oggetto di adorazione, tanto da porsi a sedere nel tempio di Dio come Dio, mettendo in mostra se stesso e proclamando di essere Dio.

    Questo è lo stesso evento di cui parla Gesù. Gesù in Matteo 24 sta parlando in un contesto strettamente ebraico, mentre Paolo sta anche parlando in un contesto cristiano, tuttavia questi due sono lo stesso evento.

    Ci vorrebbe molto tempo per spiegarlo in dettaglio adesso ma voglio cercare di menzionarlo brevemente.

    Nelle profezie di Dio nell’AT troviamo che spesso c’è un adempimento prossimo ed uno remoto delle stesse profezie. Quindi, quando interpretiamo le profezie nell’AT, dobbiamo comprenderle, l’ adempimento prossimo doveva avvenire in un tempo più vicino a quando la profezia fu data e le profezie coinvolgevano solo Israele. L’adempimento più remoto è in relazione all’adempimento della stessa profezia, ma realizzato nella e dalla persona di Gesù Cristo. Quindi dovrebbe accadere al primo avvento di Cristo o al Suo secondo avvento ed alune anche dopo, ma anche in questo caso le profezie di dell’AT sono in relazione ad Israele e in relazione al Messia.

    Tuttavia, tutte queste profezie si sovrappongono anche all’età della chiesa e in molti casi coinvolgeranno anche la chiesa in querll’epoca. Eppure sono tutte in relazione al popolo ebraico e l’adempimento delle profezie che li riguardano. Le profezie che influenzano più da vicino la chiesa sono le profezie che sono chiaramente relative alla chiesa e queste si trovano solo nel NT.

    Come ho detto prima, le profezie nell’AT avranno tutte un coinvolgimento sovrapposto alla chiesa, ma sono per lo più legate a Gesù come Messia di Israele e ad Israele. Questo è il motivo per cui Paolo usa un linguaggio leggermente diverso quando descrive lo stesso episodio che Gesù descrive riguardo alla profezia di Daniele e all’abominazione della desolazione.

    Matteo 24 parla ancora in relazione all’usurpazione della posizione e dell’autorità di Dio, ma nel contesto del tempio ebraico; in altre parole è un contesto meglio compreso dagli Ebrei.

    Paolo in 2 Tessalonicesi si riferisce ad esso in un contesto cristiano, egli menziona ancora il tempio di Dio per rendere chiaro che questo è lo stesso episodio che Gesù e Daniele stanno descrivendo, tuttavia Paolo usa un linguaggio più ecclesiastico per descrivere il fatto che l’usurpazione di questo Anticristo della sovranità ed autorità di Dio influenzeranno in effetti sia gli Ebrei che i cristiani.

    Questo episodio, come Gesù continua a descriverlo in un contesto ebraico, introdurrà o meglio sarà l’inizio di quella che è conosciuta come la Grande Tribolazione.

    Matteo 24:21-22 perché allora vi sarà una tribolazione così grande, quale non vi fu mai dal principio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà. 22 E se quei giorni non fossero abbreviati, nessuna carne si salverebbe; ma a motivo degli eletti quei giorni saranno abbreviati.

    Gesù sta dicendo che questo periodo sarà relativamente breve. In realtà, questo periodo è noto di essere solo tre anni e mezzo di durata. Questo è anche il periodo menzionato da Giovanni in:

    Apocalisse 12:14 Ma furono date alla donna le due ali della grande aquila, per volare nel deserto nel suo luogo, dove essa è nutrita per un tempo, dei tempi e la metà di un tempo, lontano dalla presenza del serpente.

    Il periodo in questione menzionato qui è un anno (un tempo) due anni (dei tempi) e sei mesi

    (metà di un tempo); cioè, quarantadue mesi, cioè tre anni e mezzo. Questo è anche riferito in un contesto ebraico.

    I tre anni e mezzo sono menzionati anche in nel contesto ebraico in:

    Apocalisse 11:1-3 Poi mi fu data una canna, simile ad una verga. E l’angelo stando ritto disse: «Alzati e misura il tempio di Dio, l’altare e quelli che vi adorano, 2 ma tralascia il cortile che è fuori del tempio e non misurarlo, perché è stato dato ai gentili, ed essi calpesteranno la santa città per quarantadue mesi. 3 Ma io darò ai miei due testimoni di profetizzare, ed essi profetizzeranno milleduecentosessanta giorni, vestiti di sacco.

    Anche qui i tre anni e mezzo sono menzionati due volte, una volta nella forma di quarantadue mesi e il secondo nella forma di milleduecentosessanta giorni.

    Infine, nel contesto del regno, potere e autorità dell’Anticristo, vediamo che anche lui sarà in questo potere per quarantadue mesi, in altre parole tre anni e mezzo:

    Apocalisse 13:4-8 E adorarono il dragone che aveva dato l’autorità alla bestia e adorarono la bestia dicendo: «Chi è simile alla bestia, e chi può combattere con lei?». 5 E le fu data una bocca che proferiva cose grandi e bestemmie; e le fu data potestà di operare per quarantadue mesi. 6 Essa aperse la sua bocca per bestemmiare contro Dio, per bestemmiare il suo nome, il suo tabernacolo e quelli che abitano nel cielo. 7 E le fu dato di far guerra ai santi e di vincerli; e le fu dato autorità sopra ogni tribù, lingua e nazione. 8 E l’adoreranno tutti gli abitanti della terra, i cui nomi non sono scritti nel libro della vita dell’Agnello, che è stato ucciso fin dalla fondazione del mondo.

    Questo è ciò che Paolo descrive anche in 2 Tessalonicesi 2 e Gesù menziona in Matteo 24.

    Questo è il periodo noto a noi come la Grande Tribolazione, il periodo anche menzionato da Gesù. Non c’è mai stato né ci sarà mai un periodo di tale tribolazione. Quindi ci si può sedere qui e cercare di dire, come fanno molti, che questo periodo è già passato o già adempiuto. No! Questo è storicamente impossibile! Perché? Perché Gesù afferma in Matteo 24 come Paolo afferma in 2 Tessalonicesi 2, che questo periodo precederà immediatamente il Suo ritorno sulla terra e sappiamo che Egli non è già tornato.

    I teologi riformatori insistono sul fatto che questo periodo sia già passato, in altre parole adempiuto! Non è possibile in realtà perché essi non considerano un grande problema, il ritorno di Gesù sulla terra.

    Gesù lo descrive, infatti:

    Matteo 24:23-31 Allora se qualcuno vi dice: “Ecco, il Cristo è qui”, oppure “È là”, non gli credete. 24 Perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e miracoli tanto da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti. 25 Ecco, io ve l’ho predetto. 26 Se dunque vi dicono: “Ecco è nel deserto”, non vi andate: “Ecco è nelle stanze segrete”, non ci credete. 27 Infatti, come il lampo esce da levante e sfolgora fino a ponente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. 28 Poiché dovunque sarà il carname, lì si aduneranno le aquile». 29 «Ora, subito dopo l’afflizione di quei giorni, il sole si oscurerà e la luna non darà il suo chiarore, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno scrollate. 30 E allora apparirà nel cielo il segno del Figlio dell’uomo; e tutte le nazioni della terra faranno cordoglio e vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nuvole del cielo con potenza e grande gloria. 31 Ed egli manderà i suoi angeli con un potente suono di tromba; ed essi raccoglieranno i suoi eletti dai quattro venti, da una estremità dei cieli all’altra.

    Questo passo ci illuminerà chiaramente riguardo al ritorno del Signore e al periodo immediatamente precedente al Suo ritorno!

    Vedremo che nessuna di queste cose si è ancora verificata, né sono già state adempiute. Inoltre, credo che chiariremo quando si verificherà il nostro incontro con il Signore.

    Gesù dice che durante quel periodo, cioè i tre anni e mezzo, la Grande Tribolazione, ci saranno tentativi, come prima ancora, di credere a falsi Messia. Durante questo periodo, proprio come Giovanni descrive in Apocalisse 13, cioè quando sorgeranno falsi messia e falsi profeti per ingannare grandemente la gente. Gesù dice che se fosse possibile, ma non lo è, i miracoli ed i segni che queste persone eseguiranno saranno così grandi e potenti che persino gli eletti sarebbero sorpresi fino al punto di essere ingannati.

    Come ho detto infatti anche Giovanni menziona questo:

    Apocalisse 13:13-15 E faceva grandi prodigi, facendo persino scendere fuoco dal cielo sulla terra in presenza degli uomini, 14 e seduceva gli abitanti della terra per mezzo dei prodigi che le era dato di fare davanti alla bestia, dicendo agli abitanti della terra di fare un’immagine alla bestia, che aveva ricevuto la ferita della spada ed era tornata in vita. 15 E le fu concesso di dare uno spirito all’immagine della bestia, affinché l’immagine della bestia parlasse, e di far sì che tutti coloro che non adoravano l’immagine della bestia fossero uccisi.

    Gesù di nuovo mette in guardia coloro che vivranno in quei giorni che alcuni cercheranno di dire che Lui, Gesù Cristo è in vari luoghi, questo è ciò che dice:

    Matteo 24: 26 Se dunque vi dicono: “Ecco è nel deserto”, non vi andate: “Ecco è nelle stanze segrete”, non ci credete.

    Questo ci dà la comprensione del fatto che un’apparizione segreta di Cristo può benissimo essere un inganno. Infatti Gesù ci dice di non credere a coloro che insistono nel dire che Egli appare in segreto.

    Invece Egli dice questo riguardo al Suo ritorno:

    Matteo 24:27-28 Infatti, come il lampo esce da levante e sfolgora fino a ponente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. 28 Poiché dovunque sarà il carname, lì si aduneranno le aquile».

    Gesù sta dicendo che come una persona vede chiaramente un lampo illuminare tutto il cielo così il Suo ritorno sarà chiaramente visto da tutti.

    Quindi nel versetto 28 parla un linguaggio che rispecchia esattamente il linguaggio che troviamo riguardo alla Sua venuta trovato in:

    Apocalisse 19:11-21 Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco, e colui che lo cavalcava si chiama il Fedele e il Verace; ed egli giudica e guerreggia con giustizia. 12 I suoi occhi erano come fiamma di fuoco e sul suo capo vi erano molti diademi, e aveva un nome scritto che nessuno conosce se non lui; 13 era vestito di una veste intrisa nel sangue, e il suo nome si chiama: “La Parola di Dio”. 14 E gli eserciti che sono nel cielo lo seguivano su cavalli bianchi, vestiti di lino finissimo, bianco e puro. 15 Dalla sua bocca usciva una spada acuta per colpire con essa le nazioni; egli governerà con uno scettro di ferro ed egli stesso pigerà il tino del vino della furente ira di Dio onnipotente. 16 E sulla sua veste e sulla coscia portava scritto un nome: IL RE DEI RE e IL SIGNORE DEI SIGNORI. 17 Poi vidi un angelo in piedi nel sole, che gridò a gran voce dicendo a tutti gli uccelli che volano in mezzo al cielo: «Venite, radunatevi per il gran convito di Dio, 18 per mangiare le carni di re, le carni di capitani, le carni di uomini prodi, le carni di cavalli e di cavalieri, le carni di tutti gli uomini, liberi e schiavi, piccoli e grandi». 19 E vidi la bestia e i re della terra coi loro eserciti radunati per far guerra contro colui che cavalcava il cavallo e contro il suo esercito. 20 Ma la bestia fu presa e con lei il falso profeta che aveva fatto prodigi davanti ad essa, con i quali aveva sedotto quelli che avevano ricevuto il marchio della bestia e quelli che avevano adorato la sua immagine; questi due furono gettati vivi nello stagno di fuoco che arde con zolfo. 21 E il resto fu ucciso con la spada che usciva dalla bocca di colui che cavalcava il cavallo, e tutti gli uccelli si saziarono delle loro carni.

    Gesù in Matteo 24:28 menziona che le aquile si raduneranno dove saranno le carcasse e in Apocalisse 19 vediamo esattamente questo fatto, gli uccelli, comprese le aquile, si raccoglieranno dove si trovano le carcasse di coloro che Gesù ucciderà con la spada della Sua bocca e questo è esattamente ciò di cui Paolo ha parlato anche nel 2 brano di Tessalonicesi 2:

    2 Tessalonicesi 2:8-12 Allora sarà manifestato quell’empio, che il Signore distruggerà col soffio della sua bocca e annienterà all’apparire della sua venuta. 9 La venuta di quell’empio avverrà per l’azione di Satana, accompagnata da ogni sorta di portenti, di segni e di prodigi bugiardi, 10 e da ogni inganno di malvagità per quelli che periscono, perché hanno rifiutato di amare la verità per essere salvati. 11 E per questo Dio manderà loro efficacia di errore, perché credano alla menzogna, 12 affinché siano giudicati tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma si sono compiaciuti nella malvagità!

    Questo è esattamente ciò che accadrà, letteralmente non simbolicamente o metaforicamente o come alcuni dicono spiritualmente! Ciò avverrà come è stato dichiarato dal nostro Signore e dalle altre Scritture che, come vediamo chiaramente, confermano che tutto ciò è reale e letterale.

    Quindi Gesù parla di questo riguardo al giorno del Suo ritorno ed ai giorni immediatamente precedenti.

    Tuttavia, poi ci dà ancora più dettagli su ciò che accadrà prima della sua venuta, come dice:

    Matteo 24:29 «Ora, subito dopo l’afflizione di quei giorni, il sole si oscurerà e la luna non darà il suo chiarore, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno scrollate.

    Gesù ci mostra che cosa accadrà immediatamente alla fine di quel periodo di gran tribolazione, questo significa subito prima che Egli appaia e ritorni sulla terra, Egli dice che il sole diventerà oscurato e anche la luna non darà la sua luce e le stelle cadranno dal cielo e le potenze del cielo saranno scosse.

    Anche questo è stato profetizzato in diversi altri passi. La prima che voglio vedere è la profezia di Gioele menzionata anche da Pietro in Atti 2.

    Atti 2:19-20 E farò prodigi nel cielo e segni sulla terra: sangue, fuoco e vapore di fumo. 20 Il sole sarà mutato in tenebre e la luna in sangue, prima che venga il grande e glorioso giorno del Signore.

    Come vediamo, anche Pietro sapeva che ora fosse, perché in caso aveste dimenticato è quello che stiamo discutendo qui, cioè cosa intendeva Paolo nel dire che sappiamo che ora è. Così vediamo persino Pietro si aspettava che il Giorno del Signore si potesse verificare nella sua vita.

    L’episodio di cui hanno parlato Gesù e anche Gioele e Pietro, è profetizzato in:

    Apocalisse 6:12-17 Poi vidi quando egli aperse il sesto sigillo; ed ecco, si fece un grande terremoto, e il sole divenne nero come un sacco di crine, e la luna divenne come sangue; 13 e le stelle del cielo caddero sulla terra, come quando il fico scosso da un gran vento lascia cadere i suoi fichi acerbi. 14 Quindi il cielo si ritirò come una pergamena che si arrotola, ed ogni montagna ed isola fu smossa dal suo luogo. 15 E i re della terra, i grandi, i ricchi, i capitani, i potenti, ogni schiavo ed ogni uomo libero si nascosero nelle spelonche e fra le rocce dei monti, 16 e dicevano ai monti e alle rocce: «Cadeteci addosso e nascondeteci dalla faccia di colui che siede sul trono e dall’ira dell’Agnello, 17 perché è venuto il gran giorno della sua ira; e chi può resistere?».

    Subito dopo che il sole e la luna si oscurano e le stelle cadono e le potenze del cielo sono scosse Gesù dice e conferma anche le parole di Pietro e Gioele riguardo al Suo giorno e conferma anche il passo precedente che abbiamo appena letto Gesù dice questo:

    Chiaramente Gesù ci ha dimostrato che la Sua venuta sarà preceduta da molti segni ed eventi e anche ora, di nuovo, ci dice le stesse cose che abbiamo visto in precedenza riguardo al giorno della Sua venuta. Gesù apparirà, non in segreto ma in modo visibile, Egli verrà nelle nuvole con potenza e grande gloria. Abbiamo visto anche in altri passi i quali dicono che ogni occhio sulla terra Lo vedrà e faranno cordoglio. Zaccaria 12:10; Apocalisse 1: 7. Egli verrà con gran potere ed abbiamo visto che quando Egli verrà, distruggerà tutti i suoi nemici con il potere della Sua parola, la spada che esce dalla Sua bocca, Apocalisse 19:11-21; 2 Tessalonicesi 1:7-10; 2 Tessalonicesi 2:8-12; Giuda 14:15

    Allora Gesù dice questo:

    Matteo 24: 31 Ed egli manderà i suoi angeli con un potente suono di tromba; ed essi raccoglieranno i suoi eletti dai quattro venti, da una estremità dei cieli all’altra.

    Questo passo qui descrive cosa succede al ritorno di Gesù. Questo episodio è in effetti lo stesso episodio che troviamo descritto in:

    1 Thessalonians 4:16-17 perché il Signore stesso con un potente comando, con voce di arcangelo e con la tromba di Dio discenderà dal cielo, e quelli che sono morti in Cristo risusciteranno per primi; 17 poi noi viventi, che saremo rimasti, saremo rapiti assieme a loro sulle nuvole, per incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre col Signore.

    Un altro passo che descrive questo evento al ritorno di Cristo si trova in:

    1 Corinthians 15:51-25 Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo mutati in un momento, 52 in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba; la tromba infatti suonerà, i morti risusciteranno incorruttibili e noi saremo mutati,

    Come vediamo chiaramente, l’evento del ritorno di Cristo e il nostro incontro con Lui nell’aria avvengono in questo momento, questo avviene al Suo ritorno visibile. È così visibile che le Scritture affermano che ogni occhio Lo vedrà. Sembra che la dottrina del rapimento segreto pre-tribolazione non sia affatto corretta.

    Abbiamo esaminato tutte queste informazioni comunque per stabilire che Paolo e gli scrittori del NT si aspettavano tutti questi eventi che abbiamo studiato che accadessero durante la loro vita. Tutti si aspettavano che Gesù sarebbe tornato nei loro giorni. Non si rendevano conto però di quanto tempo doveva passare, per loro tutto sarebbe accaduto nei loro tempi.

    Infatti, anche Giovanni era convinto di vivere già negli ultimi giorni e che il giorno del Signore fosse imminente.

    Infatti, Giovanni sta dicendo che non solo credeva di vivere negli ultimi giorni, ma ha affermato che anche quell’ora fosse l’ultima ora:

    1 Giovanni 2:18 Fanciulli, è l’ultima ora. E, come avete udito, l’anticristo deve venire, e fin da ora sono sorti molti anticristi; da questo conosciamo che è l’ultima ora.

    Qui Giovanni sta aspettando la rivelazione della persona dell’Anticristo descritta da Paolo in 2 Tessalonicesi 2.

    Quindi, ora sappiamo per certo cosa intendeva Paolo quando dice che sapevano che ora era a quei tempi, quindi pensate, che ora sia adesso, oggi. Sappiamo che oggi più di quando Paolo scrisse questo che il giorno del ritorno del Signore è vicino. Sappiamo che tempo ed ora sia.

    Romani 13:11 E questo tanto più dobbiamo fare, conoscendo il tempo, questo è quello che abbiamo studiato fino ad ora, conosciamo il tempo, siamo negli ultimi giorni e Gesù potrebbe tornare imminentemente. Come abbiamo detto, essi pensavano anche allora che il giorno del Signore era vicino. Ricordiamo anche che, a questo punto nella storia, il libro di Apocalisse non era ancora stato scritto, infatti, sarebbe passato ancora molto tempo prima che fosse scritto.

    Ora Paolo dice: perché è ormai ora che ci svegliamo dal sonno, poiché la salvezza ci è ora più vicina di quando credemmo.

    Il fatto che sappiamo che il tempo del giorno del Signore è vicino significa che è anche il momento di svegliarsi dal sonno. Nella lingua greca la parola in realtà è tradotta ” è l’ora”.

    Paolo sta dicendo che conosciamo il tempo, e che ora è l’ora di svegliarsi dal sonno. Abbiamo già detto che anche Giovanni sostiene che, anche allora, era l’ultima ora:

    1 Giovanni 2:18 Filgioletti, è l’ultima ora; e come avete sentito l’Anticristo sta per venire, anche ora sono venuti molti anticristi, per i quali sappiamo che è l’ultima ora.

    Perché era l’ultima ora, allora, quindi mi azzarderei a dire che oggi in effetti viviamo forse nell’ultimo minuto, e per questo Paolo, beh, Dio in realtà ci esorta a svegliarci dal sonno.

    Questa affermazione mi fa pensare subito alla parabola che Gesù ha detto riguardo alle dieci vergini.

    Diamo un’occhiata, incombe su di noi arrivare al vero significato di questa parabola e come possiamo applicarla anche alla chiesa.

    Matteo 25:1-13 «Allora il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini le quali, prese le loro lampade, uscirono fuori incontro allo sposo. 2 Or cinque di loro erano avvedute e cinque stolte. 3 Le stolte, nel prendere le loro lampade, non presero con sé l’olio; 4 le avvedute, invece, insieme alle lampade, presero anche l’olio nei loro vasi. 5 Ora, siccome lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. 6 E sulla mezzanotte si levò un grido: “Ecco, arriva lo sposo, uscitegli incontro!”. 7 Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. 8 E le stolte dissero alle avvedute: “Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade stanno per spegnersi”. 9 Ma le avvedute, rispondendo, dissero: “No, perché non basterebbe né a noi, né a voi; andate piuttosto dai venditori e compratene”. 10 Ora, mentre quelle andavano a comprarne, arrivò lo sposo; le vergini che erano pronte entrarono con lui per le nozze; e la porta fu chiusa. 11 Più tardi giunsero anche le altre vergini, dicendo: “Signore, signore, aprici”. 12 Ma egli, rispondendo, disse: “In verità vi dico che non vi conosco”. 13 Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno, né l’ora in cui il Figlio dell’uomo verrà».

    Voglio iniziare l’esposizione di questa parabola allineando il primo e l’ultimo versetto. Gesù inizia dicendo:

    «Allora il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini le quali, prese le loro lampade, uscirono fuori incontro allo sposo.

    Questo è ciò che dice iniziando la parabola e la finisce dicendo questo:

    Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno, né l’ora in cui il Figlio dell’uomo verrà».

    Gesù inizia dicendo allora il regno di Dio sarà simile, allora vuol dire quando? Ovviamente se guardiamo la sequenza delle cose di cui parla Gesù, vediamo che tutto questo sta seguendo ciò che ha appena finito di dire riguardo agli ultimi giorni, quindi i giorni che precedono il Suo ritorno, ed in effetti vediamo che è così perché Gesù finisce questa parabola dicendo che non sappiamo né il giorno né l’ora in cui Egli tornerà! Gesù non ci ha detto il giorno ne l’ora esatta, ma ci ha già comunque detto molte cose come saranno nei giorni immediatamente precedenti al Suo ritorno. Possiamo accertare il tempo approssimativo del Suo ritorno da tutte le informazioni che Gesù ci ha dato in tutti i Vangeli e il resto degli scritti del NT.

    Infatti in Matteo 24 Gesù afferma questo:

    Matteo 24:32-39 Ora imparate dal fico questa similitudine: quando ormai i suoi rami s’inteneriscono e le fronde germogliano, sapete che l’estate è vicina. 33 Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino, anzi alle porte. 34 In verità vi dico che questa generazione non passerà, finché tutte queste cose non siano avvenute. 35 Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno». 36 «Quanto poi a quel giorno e a quell’ora, nessuno li conosce, neppure gli angeli dei cieli, ma soltanto il Padre mio. 37 Ma come fu ai giorni di Noè, così sarà anche alla venuta del Figlio dell’uomo. 38 Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio, le persone mangiavano, bevevano, si sposavano ed erano date in moglie, fino a quando Noè entrò nell’arca; 39 e non si avvidero di nulla, finché venne il diluvio e li portò via tutti; così sarà pure alla venuta del Figlio dell’uomo.

    Vedremo questo più avanti nei versetti dal 37 al 39 nel nostro studio, per ora diciamo che qui Gesù ci sta dando un’ottima idea di come sarà il mondo nei giorni precedenti alla Sua venuta, l’intero capitolo 24 descrive i tempi e gli eventi e ora Gesù sta dicendo che, si può definire che l’estate sta arrivando osservando il fico. Quindi possiamo dire che il tempo del Suo ritorno è imminente quando osserviamo ciò che Egli ci ha appena detto che sarebbe avvenuto.

    Infatti, Gesù raddoppia tutto dicendo che la Sua venuta avverrà quando i tempi rifletteranno o saranno paralleli ai giorni di Noè. Vedremo questo più dettagliatamente più tardi come ho detto, basti pensare, come erano i giorni in cui Noè visse? Erano giorni malvagi, esistevano persone malvagie che facevano cose malvagie senza precedenti, nessun gioco di parole, il male era nel mondo e così sarà prima del ritorno di Cristo. Saranno giorni di grandi tenebre come vedremo nella prossima parte del nostro studio.

    Ad ogni modo, abbiamo accertato che la parabola delle dieci vergini sta descrivendo la condizione del Regno di Dio sulla terra nei giorni immediatamente precedenti la seconda venuta di Gesù.

    Esaminiamo un’altra importante questione riguardante questa parabola e questa cosa è che questa parabola specifica si trova solo nel Vangelo di Matteo!

    Ora, perché pensate che questa si trovi solo in questo particolare Vangelo e non anche negli altri?

    Per capire meglio questo dobbiamo capire che i quattro Vangeli sono scritti in modo tale da essere tutti scritti individualmente ed indirizzati a dei determinati pubblici, tutti diversi.

    Un’altra cosa molto importante riguardo a ciò che conosciamo come Vangeli sinottici, in altre parole, Matteo, Marco e Luca; sono specialmente scritti per descrivere il Regno di Dio rispetto a Gesù che per primo venne come Messia di Israele offrendo il Regno che fu promesso da Dio ad Israele.

    Questi contengono anche il rigetto del Messia da parte di Israele e la scoperta del mistero di Cristo come salvatore del mondo. In effetti il Vangelo di Giovanni è conosciuto come Vangelo universale e anche se contiene molti riferimenti messianici riguardanti Gesù, parla però molto alle nazioni e descrive Gesù come il Salvatore di tutti gli eletti di tutte le nazioni.

    Questo è chiaro fin dall’inizio di questo Vangelo, fino alla fine di esso. Vedi: Giovanni 1: 1-14; Giovanni 3: 1-21; Giovanni 20:31.

    In ogni caso, ogni Vangelo deve essere letto e compreso principalmente in un contesto messianico e principalmente in relazione ad Israele e all’offerta del Regno promesso da Dio alla nazione ebraica.

    I Vangeli sono descrittivi di episodi che accadono prima della nascita della chiesa, cioè prima di Pentecoste e anche dopo, per un periodo di tempo distinto, la comprensione del Regno di Dio era sempre in relazione ad Israele ed alle promesse di Dio fatte a loro come nazione, vedi anche:

    Atti 1:1-8 Io ho fatto il primo trattato, o Teofilo, circa tutte le cose che Gesù prese a fare e ad insegnare, 2 fino al giorno in cui fu portato in cielo, dopo aver dato dei comandamenti per mezzo dello Spirito Santo agli apostoli che egli aveva scelto. 3 Ad essi, dopo aver sofferto, si presentò vivente con molte prove convincenti, facendosi da loro vedere per quaranta giorni e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. 4 E, ritrovandosi assieme a loro, comandò loro che non si allontanassero da Gerusalemme, ma che aspettassero la promessa del Padre: «Che, egli disse, voi avete udito da me. 5 Perché Giovanni battezzò con acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo, fra non molti giorni». 6 Così quelli che erano riuniti assieme lo interrogarono, dicendo: «Signore, è in questo tempo che ristabilirai il regno a Israele?». 7 Ma egli disse loro: «Non sta a voi di sapere i tempi e i momenti adatti, che il Padre ha stabilito di sua propria autorità. 8 Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea, in Samaria e fino all’estremità della terra».

    Gesù parlò loro per quaranta giorni, gli parlò di cose relative al regno di Dio. Questo non è, come molti potrebbero e fanno erroneamente intendere questo nel senso della chiesa. In questo caso, Gesù non sta parlando loro di cose riguardanti la chiesa, piuttosto del regno di Dio in un contesto ebraico e messianico. Questo è chiaramente compreso dal fatto che essi capivano chiaramente di che cosa stava parlando Gesù, perché gli chiesero se, alla luce di tutto ciò di cui gli parlava, se fosse quello il momento in cui avrebbe restaurato il regno ad Israele. Gesù gli risponde che Dio lo avrebbe davvero fatto ma non era per loro in questo stesso momento conoscere i tempi e le stagioni che Dio ha stabilito nella Sua potenza. Invece dovevano aspettare lo Spirito Santo e ricevere il potere per essere suoi testimoni a Gerusalemme, in Giudea, Samaria e poi nel resto del mondo.

    Per comprendere la pienezza del piano di redenzione di Dio, la nascita e lo scopo della chiesa, la vera natura della Nuova Alleanza ed in effetti, i rapporti di Dio con Israele hanno dovuto ricevere lo Spirito Santo che sarebbe stato il loro insegnante e poi anche il nostro mediante le Scritture .

    Infatti Gesù aveva detto loro esattamente questo:

    Giovanni 16:12-15 Ho ancora molte cose da dirvi, ma non sono ancora alla vostra portata. 13 Ma quando verrà lui, lo Spirito di verità, egli vi guiderà in ogni verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutte le cose che ha udito e vi annunzierà le cose a venire. 14 Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annunzierà. 15 Tutte le cose che il Padre ha sono mie; per questo ho detto che egli prenderà del mio e ve lo annunzierà.

    Loro hanno e poi noi abbiamo davvero ricevuto tutte le cose che Gesù voleva comunicare a loro ed a noi attraverso i loro scritti che sono avvenuti dopo che lo Spirito Santo venne e fece nascere la chiesa.

    Tutta la Scrittura del NT è scritta esattamente come Dio ha voluto che fosse scritta solo dopo che lo Spirito Santo venne ed ispirò gli scritti del NT che abbiamo anche noi oggi nella Bibbia.

    Riguardo ai Vangeli, tornando ad essi. Anche questi sono stati scritti dopo che lo Spirito Santo è venuto, eppure gli eventi in essi descritti, sebbene scritti nell’era che noi conosciamo come NT, in realtà sono stati scritti riguardo ad un periodo che in realtà precede il periodo reale e tecnico del NT.

    Siamo stati abituati a vederli ed a considerarli scritti del NT, ed in un certo senso lo sono perché sono statai scritti nell’era del NT e perchè descrivono Gesù come il testatore della Nuova Alleanza e il salvatore del mondo e colui nel quale è sigillata la Nuova Alleanza.

    Tuttavia, per la maggior parte, essi descrivono un periodo di tempo che ancora precede il NT nel senso tecnico. Perché? Perché il NT non è iniziato tecnicamente ed in realtà, fino al momento in cui è avvenuta la morte e la risurrezione di Gesù ed in realtà non prima di aver mandato il suo Spirito a dare nuova vita al Suo corpo, cioè la chiesa!

    Fino ad allora il ministero di Gesù, per un periodo di tre anni e mezzo in cui Egli ha servito sulla terra, lo ha fatto in relazione ad Israele. Ha dichiarato questo fatto molte volte anche Lui, come in:

    Matteo 10: 5-7; Matteo 15:24. Egli fu mandato a predicare il Regno di Dio ad Israele, Egli era venuto per essere il loro re e Messia. Quello fu il primo dei compiti per cui Gesù venne. Eppure sappiamo che non fu così perchè Giovanni 1:11, dice: Venne per i suoi, ma i suoi non lo accolsero.

    I sui, essendo il Suo popolo nella carne, la posterità di Abramo secondo la carne, cioè Israele. Lo rigettarono come re e Messia e così facendo lo misero a morte per le mani dei Romani ma dopo tre giorni risorse ed è diventato il salvatore del mondo, chiunque, nel mondo intero crede in Lui diventa figlio di Dio per mezzo di Lui : Giovanni 1: 12-13; Giovanni 3: 15-17.

    Quindi i Vangeli parlano principalmente della relazione tra Messia ed Israele e per la maggior parte il contesto dei Vangeli è in relazione con il regno di Dio ed in un contesto Messianico. Dei tre Vangeli sinottici, Matteo è il più Ebreo di tutti. Il contesto in Matteo è interamente ebraico ed è visto interamente da un punto di vista ebraico. Marco e Luca sono visti anche essi in un contesto ebraico, ma influenzati dallo stile di scrittura di Marco che lo ha scritto in un contesto che si riferisce di più al pubblico Romano e Luca lo ha scritto in un contesto che si riferisce al pubblico ellenico, cioè la popolazione ebraica Greca.

    Quindi, quando leggiamo Matteo, dobbiamo capire che la sua scrittura è ispirata per rivolgersi as un pubblico ebraico ed il contesto è quindi interamente ebraico. Inoltre, oltre a questo aspetto molto importante, quando interpretiamo la Scrittura dobbiamo interpretarla nel suo immediato contesto e anche quando facciamo questo dobbiamo essere molto consapevoli a sia rivolto il messaggio.

    Quindi da tutto questo comprendiamo che le parabole in Matteo 25 sono scritte in un contesto predominantemente ebraico, sono raccontate agli apostoli che sono ebrei e capiscono, di solito con l’aiuto di Gesù, che Gesù sta parlando a loro nel loro contesto etnico e storico e con un linguaggio che riflette questo stesso contesto.

    Come abbiamo notato, le parabole di Matteo 25 delle dieci vergini e quella dopo sono entrambe in un contesto ebraico e raccontate a dodici ebrei e le troviamo scritte solo in Matteo.

    Ora, guardiamo la parabola delle dieci vergini nel giusto contesto e come e se possiamo applicarcela anche oggi.

    Il contesto generale della storia qui è il fatto che queste dieci vergini stavano aspettando la festa matrimoniale e l’arrivo dello sposo. È ovvio dal contesto che ci è stato dato dal Signore che è lo sposo.

    Sappiamo questo dal fatto che Gesù sta parlando del Suo ritorno e dei giorni immediatamente precedenti questo evento.

    Il matrimonio in questione è menzionato anche in:

    Apocalisse 19:6-9 Poi udii come la voce di una grande moltitudine, simile al fragore di molte acque e come il rumore di forti tuoni, che diceva: «Alleluia, perché il Signore nostro Dio, l’Onnipotente, ha iniziato a regnare. 7 Rallegriamoci, giubiliamo e diamo a lui la gloria, perché sono giunte le nozze dell’Agnello e la sua sposa si è preparata. 8 E le è stato dato di essere vestita di lino finissimo, puro e risplendente, poiché il lino finissimo sono le opere giuste dei santi». 9 Quindi mi disse: «Scrivi: Beati coloro che sono invitati alla cena delle nozze dell’Agnello». Mi disse ancora: «Queste sono le veraci parole di Dio».

    Capiamo quindi che il linguaggio usato da Gesù nella parabola riflette gli eventi riguardanti gli ultimi tempi. Stiamo effettivamente parlando dello stesso evento che è descritto in Apoclaisse 19. La cena delle nozze dell’Agnello. La sposa dell’Agnello è nondimeno la chiesa. La chiesa è la Sua moglie che si è preparata. Essa indossa lino fine, pulito e bianco, che è la rettitudine dei santi. Tuttavia, la rettitudine dei santi, la chiesa, non è la loro giustizia personale, piuttosto la giustizia di Cristo imputata a noi santi di Dio. Molti passi ci insegnano questo fatto: Romani 3: 21-23; Romani 4: 20-25; Romani 5: 18-19; Romani 8: 2-4; 2 Corinzi 5:21; Apocalsisse 1: 5; Apocalsisse 5: 9; Apocalsisse 7: 13-14.

    È la giustizia di Cristo che diventa nostra ed è il Suo sangue che ci purifica e ci rende puliti, è il Suo sangue che ci ha lavato ed ha reso le nostre vesti bianche e pulite. Le nostre azioni virtuose sono in realtà le Sue azioni e non sono intrinsecamente le nostre fatte da soli.

    Dobbiamo quindi chiederci, se la sposa di Cristo è la chiesa, e lo è

    Apocalisse 21:2 E io, Giovanni, vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, che scendeva dal cielo da presso Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo.

    Chi sono allora le dieci vergini nella parabola? Sono anche esse un riferimento alla sposa? Eppure, Gesù non dice che in questo caso fosse la sposa ad attendere lo sposo e perché ogni volta che la sposa viene menzionata in altri passi viene indicata come una persona singolare. Sebbene noi sappiamo che la chiesa, la sposa di Cristo, è composta da molti membri, tuttavia sappiamo che è sempre menzionata nella persona singolare.

    Come abbiamo detto, il contesto qui è ebraico ed il pubblico è ebreo, quindi dobbiamo guardare a ciò che Gesù sta dicendo loro e noi in un modo strettamente ebraico.

    Allora, chi sono le dieci vergini? Questa è una bellissima storia che viene rilevata da un costume riguardo al matrimonio ebraico contemporaneo di quei giorni.

    Tuttavia questa parabloa è stata interpretata da alcuni evangelici in modo molto diverso. Alcuni spiegano che le vergini siano membri professanti della Chiesa in attesa del ritorno di Cristo. Altri applicano la parabola al residuo ebraico nel periodo della tribolazione.

    Il tema centrale della parabola è quello della vigilanza nell’attesa di Cristo e questo può essere effettivamente applicabile ad entrambi i gruppi.

    Credo tuttavia che esaminandola in un contesto più rigoroso quest’ultima interpretazione possa soddisfare le esigenze del contenuto e del contesto in un modo più preciso.

    1. Gesù colloca la parabola all’interno della cornice menzionata in Matteo 24:29 e 24:40. Il regno dei cieli. Le dieci vergini quindi andarono incontro allo sposo.

    I matrimoni ebraici avevano due fasi. Lo sposo prima andava a casa della sposa per prendere la sua sposa ed osservare le cerimonie religiose. Poi avrebbe portato la sua sposa a casa sua per la ripresa dei festeggiamenti.

    La parabola quindi non lascia intendere affatto che le vergini (plurale) si aspettino di sposare lo sposo. Questo non è un matrimonio poligamo. Piuttosto, comprendiamo dal contesto in Matteo 24 che alla fine della Tribolazione, Cristo ritornerà sulla terra subito dopo aver preso con sé in cielo la Chiesa come Sua sposa.

    Questa comprensione si riflette nel testo occidentale di questo passo, il quale dice “per incontrare lo sposo e la sposa”. Riferimento anche in Luca 12: 35-36, “quando tornerà dalle nozze”.

    Quindi la Chiesa come tale non è vista qui in questa parabola. L’interesse della parabola è invece incentrato sulle dieci vergini che desiderano partecipare alla festa nuziale. Pertanto, molto probabilmente esse sono rappresentative del residuo ebraico (Apocalisse 14: 1-4).

    Le cinque delle dieci vergini sono stolte. Le lampade o le torce, ognuna aveva uno stoppino e un serbatoio per l’olio. Queste cinque non avevano olio con esse. L’olio,nella Scrittura è regolarmente simbolico dello Spirito Santo (Zaccaria 4, Isaia 61: 1). Qui è un riferimento al possesso dello Spirito Santo nel contesto della rigenerazione (Romani 8: 9). Tutte e dieci le vergini apparivano allo stesso modo identiche, tutte erano vergini, tutte avevano lampade, tutti dormivano e praticavano attività simili, ma cinque non avevano lo Spirito Santo, che in quel momento vene dato ad Israele per essere pronti per la venuta del Messia ( Zaccaria 12:10).

    Queste dieci vergini quindi più che la sposa rappresentano dieci serve che erano presenti al matrimonio e sono tutte e dieci invitate al matrimonio. Devono quindi essere pronte ad incontrare lo sposo quando arriva.

    Non dimentichiamo che la prima fase del matrimonio era il fidanzamento della sposa. Fondamentalmente questa è la fase in cui la chiesa vive in attesa dello sposo per l’effettiva consumazione del matrimonio, che avverrà quando Gesù ritornerà per riscattare la Sua sposa. Come abbiamo visto, questo è anche chiamato il nostro raduno a Lui ed avverrà alla Sua seconda venuta, come descritto negli altri passi che abbiamo già visto in precedenza.

    La sposa è effettivamente nello stesso luogo in cui si trovano le dieci vergini, infatti, le vergini dovrebbero incontrare lo sposo quasi allo stesso momento in Egli viene a prendere la sua sposa. Questo ci aiuta a capire che prima di tutto c’è una differenza tra la sposa e le vergini, ma che sono davvero tutte assieme in attesa dell’arrivo dello sposo.

    Quindi, il linguaggio e l’usanza del matrimonio ebraico negano che le vergini siano la chiesa. Le vergini sono le ancelle del matrimonio e, per impostazione predefinita, devono essere effettivamente indicative del residuo ebraico. Ammettiamolo, la nazione ebraica ancora oggi attende l’arrivo del Messia, stanno ancora aspettando il Messia come la chiesa attende il suo sposo.

    Tuttavia, la nazione ebraica continua a negare Gesù per quanto riguarda il Cristo, tuttavia a loro insaputa Egli è lo stesso il loro Messia.

    A proposito, la storia di Giuseppe è davvero la storia di Gesù se la osserviamo e la studiamo nella sua interezza in un modo dettagliato. Giuseppe come Gesù fu odiato e venduto da Israele e come Gesù se ne andò, i suoi fratelli quindi (Israele) anche dopo non lo riconobbero, pensarono infatti che fosse un egiziano, uno straniero, eppure alla fine Egli si fece riconoscere e loro lo riconobbero e lo amarono.

    La risposta che Giuseppe diede loro fu davvero indicativa prima di tutto della sovranità onnipotente di Dio su ogni azione umana, ma era anche indicativa di ciò che Israele fece a Gesù e di come Dio la rigirò interamente per salvare l’umanità e alla fine anche Israele.

    Genesi 50:18-20 Poi vennero anche i suoi fratelli e si gettarono davanti a lui, e dissero: «Ecco, siamo tuoi servi». 19 Giuseppe disse loro: «Non temete; sono io forse al posto di DIO? 20 Voi avete macchinato del male contro di me; ma DIO ha voluto farlo servire al bene, per compiere quello che oggi avviene: conservare in vita un popolo numeroso.

    Questo è davvero ciò che Dio ha fatto, ha preso la cattiva azione di Israele commessa contro Suo Figlio, il loro Re e Messia e la ha trasformata in bene per salvare molta gente.

    Paolo lo descrive così:

    Romani 11:11-12 Io dico dunque: Hanno inciampato perché cadessero? Così non sia; ma per la loro caduta la salvezza è giunta ai gentili per provocarli a gelosia. 12 Ora, se la loro caduta è la ricchezza del mondo e la loro diminuzione la ricchezza dei gentili, quanto più lo sarà la loro pienezza?

    Romani 11:15 Infatti, se il loro rigetto è la riconciliazione del mondo, che sarà la loro riammissione, se non la vita dai morti?

    Romani 11:25-26 Perché non voglio, fratelli, che ignoriate questo mistero, affinché non siate presuntuosi in voi stessi, che ad Israele è avvenuto un indurimento parziale finché sarà entrata la pienezza dei gentili, 26 e così tutto Israele sarà salvato come sta scritto: «Il liberatore verrà da Sion, e rimuoverà l’empietà da Giacobbe.

    E proprio come nella storia di Giuseppe, Gesù ha salvato prima gli eletti Gentili (Egitto) dalla loro carestia spirituale perché come gli Egiziani accettarono Giuseppe i pagani hanno accettato Gesù e vengono salvati. Giuseppe ha avuto a che fare con i suoi fratelli in un secondo momento e loro lo hanno accettato quando lo hanno riconosciuto. Questa è davvero la storia di Gesù in relazione ai Gentili e poi dopo ad Israele.

    Quando la chiesa, la sposa di Cristo, sarà riunita al Signore, quella sarà la consumazione delle nozze dell’Agnello; Rivelazione 19: 6-10, perché ciò avvenga, ci deve essere la risurrezione dei santi e la trasformazione dei santi viventi nella gloria 1 Corinzi 15: 51-55; 1 Tessalonicesi 4: 13-17.

    I passi qui sopra raffigurano il compimento del matrimonio tra Gesù e la chiesa. Portandola a Sé, la sposa dandole la completa e piena salvezza e gloria in Lui e per essere con Lui per sempre.

    Molti sostenitori del rapimento pre-tribolazione affermano che il passaggio di Apocalisse 19: 6-10 conferma che, affinché la chiesa ritorni assieme a Cristo reclamano che Apocalisse 19 negli ultimi versetti, la chiesa doveva essere con Cristo già da tempo e affermano che in effetti il linguaggio di Apocalisse 19 dimostra che è così. In realtà mi permetto di dissentire su questa affermazione! Perché?

    Prima di tutto lo sposo prende la sposa, la chiesa a se stesso, questo è il vero parallelo dei due coniugi che consumano il matrimonio. I morti in Cristo risorgeranno per primi, poi anche tutti i credenti che vivono al tempo del ritorno di Cristo saranno trasformati. Questa è la cena di matrimonio dell’Agnello o la celebrazione del matrimonio. Non vi è alcuna discrepanza tra i credenti che incontrano Cristo nelle nuvole e poi tornano sulla terra assieme a Lui. Non sappiamo quanto sia lungo questo processo, ma sappiamo dal linguaggio di Paolo che la resurrezione e la trasformazione dei credenti avverranno in un momento, in un batter d’occhio, 1 Corinzi 15:52.

    Quindi l’essere rapiti o radunati al Signore sarà molto veloce, così veloce che l’occhio umano non può percepirlo, è così veloce il batter di un occhio.

    Oltre a tutto questo, l’episodio che descrive l’effettivo ritorno del Signore sulla terra per distruggere i Suoi nemici e stabilire il Regno di Dio e completarlo sulla terra per mille anni, dice questo:

    Apocalisse 19:14 E gli eserciti che sono nel cielo lo seguivano su cavalli bianchi, vestiti di lino finissimo, bianco e puro.

    Come vediamo qui descritto, il linguaggio non insegna come molti dicono che questo esercito del cielo che viene con Cristo siano credenti che ritornano con Lui. I credenti non sono mai, mai raffigurati come un esercito del cielo, per quanto invece gli angeli lo sono. Gli angeli sono in effetti l’esercito del cielo, Dio è chiamato Signore Sabaoth, che significa il Signore degli eserciti, Salmi 84:1 dell’esercito del cielo.

    Gesù è il comandante, il capo degli angeli di Dio, vedi Giosuè 5: 14-15, coloro che obbediscono a tutti gli ordini di Dio; Genesi 32: 1-2; 1 Re 22:19; Salmi 103: 20-21; Luca 2:13; Ebrei 1: 6-14.

    I sostenitori del rapimento pre-tribolazione dicono anche che questi che ritornano con Cristo siano credenti perché il passo dice che sono rivestiti di lino bianco e pulito e che questa descrizione è la stessa che afferma credenti in Apocalisse 19: 6-10 ed altri dove i santi, i credenti sono descritti come vestiti di lino bianco e pulito. È vero che è lo stesso tipo di linguaggio ed all’inizio potrebbe sembrare un’interpretazione corretta.

    Tuttavia, se lo analizziamo in un modo più profondo, scopriamo che la lingua non riflette solo l’abbigliamento dei credenti, ma anche l’abbigliamento degli angeli.

    Come abbiamo già visto, l’esercito del cielo sono sempre visti come angeli e non credenti. Con questo solo fatto, possiamo interpretare abbastanza accuratamente questi che vengono con Cristo come angeli e non credenti.

    Tuttavia, dando il beneficio del dubbio riguardo l’abbigliamento in questione vediamo se questi sono angeli o credenti. Matteo 28: 2-3; Marco 16: 5; Luca 24: 4; Giovanni 20:12; Atti 1:10; Atti 10:30.

    In tutti questi passaggi la descrizione degli angeli è raffigurata come vestiti di bianco, vesti brillanti e sfolgoranti Quindi, ciò che comprendiamo dal passaggio di Apocalisse 19 riguardo al ritorno del Signore diventa evidente che la Scrittura non descrive credenti, ma angeli.

    Nel libro di Giuda troviamo un passo simile a quello descritto in Apocalisse 19 riguardante la venuta del Signore:

    Giuda 14-15 Ebbene, per loro profetizzò anche Enok, il settimo da Adamo, dicendo: «Ecco, il Signore è venuto con le sue sante miriadi, 15 per far giudizio contro tutti e per convincere tutti gli empi di tutte le opere d’empietà che hanno commesso empiamente e di tutte le parole offensive che gli empi peccatori hanno proferito contro di lui».

    In questo passo, osserviamo che Giuda fa riferimento alla profezia di Enoch ed usa una parola diversa, invece dell’esercito usa la parola santi. Ora questo potrebbe indicare credenti siccome sono spesso citati come santi. Tuttavia, poiché questo è un passo speculare di Apocalisse 19 ed abbiamo visto chiaramente che il passo indica che sono gli angeli che vengono con Cristo e non i credenti, dobbiamo anche vedere questo passaggio allo stesso modo.

    Tuttavia, poiché ci sono sempre persone che insisteranno sul fatto che, poiché si usa la parola “santi”, devono essere credenti di cui sta parlando. La parola greca per i santi qui è hagiais.

    La traduzione di questa parola è santi, la parola è usata in modo intercambiabile nel Nuovo Testamento per descrivere credenti ed anche gli angeli.

    Volevamo parlare di tutto questo perché è importante stabilire la relazione del Signore con la Sua sposa al Suo ritorno e la Sua relazione con Israele in quello stesso momento. Stiamo osservando tutto questo nel contesto di un matrimonio perché questo è effettivamente il contesto della parabola delle dieci vergini.

    Sappiamo che Gesù ci sta raccontando quella parabola ed in effetti sta descrivendo i giorni della fine e sta descrivendo Gesù come lo sposo che ritorna per prendere la Sua sposa a se ed è proprio a quel punto che anche il residuo di Israele sarà salvato.

    Il residuo della nazione ebraica che sarà salvato è rappresentato in questa parabola come le cinque vergini sagge e la parte della nazione ebraica che sarà lasciata fuori e perirà è rappresentata dalle vergini stolte.

    Comprendiamo quindi che le dieci vergini non sono una rappresentazione della chiesa come pretendono alcuni.

    Ricordiamo che Gesù sta parlando prima della nascita della chiesa e sta parlando ad un pubblico interamente ebreo e sta usando un linguaggio che gli ebrei in quel momento chiaramente capivano. Il fatto che questo sia ancora prima della sua morte e che Egli non abbia ancora ufficialmente promulgato il NT è una questione molto importante nella comprensione di ciò che Gesù insegna nei Vangeli.

    Come ho detto prima, i Vangeli sono la storia della vita e del ministero di Gesù e che Egli è il Signore e Salvatore e il Messia di Israele. I Vangeli descrivono l’offerta del Regno a Israele, offerta per accettare il Regno, tuttavia dovevano accettare il Re, il Messia! Invece Israele rifiutò il suo Re in quel momento e quindi perse anche il Regno. A proposito, questa è una perdita temporanea! Questo è ciò che dobbiamo capire riguardo ai Vangeli.

    I Vangeli non contengono una severa dottrina ecclesiastica o lasciatemelo dire così, i Vangeli hanno dei comandamenti e dei principi del Regno a cui la chiesa deve aderire pienamente, ma i Vangeli contengono pochissime dottrine direttamente date in un contesto ecclesiastico poiché la chiesa non era ancora nata ed inoltre la chiesa ha ricevuto le sue dottrine attraverso le Epistole.

    La chiesa è una parte del Regno di Dio ma non è solo e tutto il Regno di Dio. Il Regno di Dio sarà completato solo quando anche Israele sarà salvato e dopo che Israele sarà posto nella Nuova Alleanza.

    Quindi, molte, molte cose descritte nei Vangeli sono principi del Regno e devono essere osservate dalla chiesa, tuttavia, poiché sono pre e non post chiesa, coinvolgono Israele come principale destinatario delle cose che Gesù stava insegnando.

    Queste sono questioni molto importanti che determinano il contesto della relazione tra Gesù e Israele.

    Giovanni il Battista ad un certo punto ha fatto una dichiarazione molto importante quando ha detto questo:

    Giovanni 3:28-29 Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Io non sono il Cristo, ma sono stato mandato davanti a lui”. 29 Colui che ha la sposa è lo sposo, ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ode, si rallegra grandemente alla voce dello sposo; perciò questa mia gioia è completa.

    Anche qui vediamo la relazione tra lo sposo e la sposa e sappiamo che questa è la relazione tra Gesù e la chiesa. Tuttavia, capiamo anche nelle parole di Giovanni che la relazione tra Israele e Cristo nel senso del Regno è diversa.

    Credo che Giovanni stia parlando anche profeticamente e come è consuetudine nelle espressioni profetiche il profeta il più delle volte non comprendeva appieno il significato delle sue espressioni.

    Tuttavia, Giovanni profetizzò cose che indicavano Gesù come salvatore del mondo intero, ad esempio:

    Giovanni 1:29; Giovanni 1:36.

    Ancora una volta, vorrei che notassimo che queste affermazioni e la priore sono fatte nel Vangelo di Giovanni, ma non in nessun altro. Se vi ricordate, ho già detto prima che il Vangelo di Giovanni è generalmente contestualmente diverso dagli altri tre.

    Il Vangelo di Giovanni è conosciuto come il Vangelo universale, è descritto come tale perché non descrive Gesù solo principalmente come Messia di Israele, ma come Salvatore e Signore di tutti ed è il Vangelo che dimostra anche più degli altri la divinità di Gesù Cristo. Essendo un Vangelo universale, ci dà indicazioni molto più dettagliate legate all’aspetto spirituale del Regno che non quello terreno o meglio ebraico, ma è più spirituale ed è più strettamente legato alla chiesa.

    Pertanto, è in questo Vangelo ed in questo contesto più spirituale che Giovanni il Battista profetizza riguardo a Gesù come lo Sposo. Sappiamo che la chiesa è la sposa! Giovanni Battista è in questo caso una rappresentazione di Israele in relazione all’Antico Testamento ed il Nuovo ed afferma di essere semplicemente l’amico dello sposo. Si può quindi dire che, poiché la sposa è la chiesa composta da ebrei e gentili, che il residuo dei giorni finali di Israele è considerato quindi l’amico dello sposo e non la sposa!

    Date un’occhiata a questo versetto in Zaccaria:

    Zaccaria 13:5-9 Ma ognuno dirà: “Io non sono profeta, sono un agricoltore; qualcuno mi ha insegnato ad allevare il bestiame fin dalla mia giovinezza”. 6 Se poi qualcuno gli dirà: “Che cosa sono queste ferite nelle tue mani?”, egli risponderà: “Sono quelle con cui sono stato ferito nella casa dei miei amici”». 7 «Dèstati, o spada, contro il mio pastore e contro l’uomo che è mio compagno», dice l’Eterno degli eserciti. «Colpisci il pastore e siano disperse le pecore; poi volgerò la mia mano contro i piccoli. 8 E in tutto il paese avverrà», dice l’Eterno, «che i due terzi vi saranno sterminati e periranno, ma un terzo vi sarà lasciato. 9 Farò passare questo terzo per il fuoco, lo raffinerò come si raffina l’argento e lo proverò come si prova l’oro. Essi invocheranno il mio nome e io li esaudirò. Io dirò: Questo è il mio popolo, ed esso dirà: L’Eterno è il mio Dio».

    Gesù come dice qui, fu ferito nella casa dei suoi amici, non della sposa! Israele è quindi considerato il suo amico ma non la sua sposa. Negli ultimi giorni, dopo che il Pastore, Gesù è stato colpito, versetto 7, nella terra di Israele, due terzi della nazione ebraica saranno troncati e periranno, ma un terzo sopravviverà. Questo terzo è il residuo che Dio salverà alla venuta di Cristo. Essi crederanno in Cristo, cioè Colui che hanno trafitto ed entreranno nella Nuova Alleanza. Questo è ciò che Paolo descrive in Romani 11.

    Quindi anche Giovanni Battista ci dà un’idea di queste relazioni. Cristo ha la sposa, la chiesa, Giovanni, Israele è l’amico dello sposo, quindi la relazione è diversa.

    È una cosa molto importante notare che la chiesa è composta da ebrei e gentili, quindi Israele non è stato escluso dall’essere la sposa di Cristo. Tuttavia, la nazione ha anche respinto il suo re, così ha rinunciato al privilegio di diventare pienamente la sposa di Cristo.

    Ora possiamo procedere correttamente guardando la fine della parabola delle dieci vergini.

    Come abbiamo detto, le vergini, rappresentano la totalità della nazione di Israele ed una parte della nazione sarà pronta ad incontrare lo sposo quando Egli verrà, mentre l’altra parte non sarà pronta e verrà lasciata fuori, in altre parole non gli sarà permesso di entrare nel Regno di Dio.

    Perché? Perché rimarranno nell’incredulità e non saranno rigenerati spiritualmente e quindi non faranno parte della Nuova Alleanza e le promesse che Dio ha fatto a Israele.

    Questo può essere interpretato in linea con il passaggio di Zaccaria 13 che abbiamo letto prima.

    Tutte e dieci le vergini avevano cose in comune. Sono tutte vergini, hanno tutte le lampade, si addormentano tutte e dieci.

    Tuttavia, le cinque vergini sagge avevano olio, ma le cinque stolte non avevano olio. Tipicamente l’olio nelle Scritture è un simbolo dello Spirito Santo di Dio.

    Quindi è abbastanza sicuro capire che le cinque vergini saggiìe saranno rigenerate dal potere dello Spirito Santo, Ezechiele 36: 25-27, questa è la descrizione di ciò che accade nella salvezza di Israele descritta anche in Zaccaria 12:10.

    Il fatto che dormono tutte dimostra che per un periodo di tempo tutte hanno persistito ad essere nella stessa condizione, ma alcune sono state rigenerate, quindi avevano l’olio ma le altre cinque non avevano lo Spirito e finirono per essere quelle tagliate fuori e lasciate fuori, il che significa furono distrutte come descrive Zaccaria!

    Quindi, in sintesi, le dieci vergini sono una rappresentazione di Israele negli ultimi giorni, immediatamente prima del ritorno di Cristo, questo è il contesto del discorso e delle parabole di Gesù in Matteo 24 e 25, i giorni che precedono il Suo ritorno e persino il giorno del Suo ritorno e anche dopo. Cinque saranno salvate ma cinque no. Tutti e dieci dormivano, il che significa che per un certo periodo non stavano prestando attenzione a quello che stava succedendo o persino a che ora era.

    In realtà, questo è l’avvertimento che Gesù sta dando qui, è in effetti quello che ha dato molte volte in passato, prestare attenzione, cercare il ritorno del Messia, rimanere svegli e discernere il momento in cui tutto questo sarebbe avvenuto. Gesù ha dato molti segni affinché l’imminenza del Suo ritorno possa essere decifrata.

    Tuttavia, se in questo caso gli ebrei, ma anche la chiesa non sta prestando attenzione e stanno dormendo saranno colti di sorpresa. Questo è esattamente ciò di cui Gesù sta avvertendo.

    L’avvertimento è stato dato ad Israele, ma possiamo anche trarre anche noi dai suoi avvertimenti perché questo è esattamente ciò che Paolo sta dicendo nel passo di Romani 13 che stiamo studiando.

    Tra l’altro, una constatazione molto importante che dobbiamo vedere in merito a un passo controverso.

    Questo è il passaggio:

    Matthew 24:36-42 «Quanto poi a quel giorno e a quell’ora, nessuno li conosce, neppure gli angeli dei cieli, ma soltanto il Padre mio. 37 Ma come fu ai giorni di Noè, così sarà anche alla venuta del Figlio dell’uomo. 38 Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio, le persone mangiavano, bevevano, si sposavano ed erano date in moglie, fino a quando Noè entrò nell’arca; 39 e non si avvidero di nulla, finché venne il diluvio e li portò via tutti; così sarà pure alla venuta del Figlio dell’uomo. 40 Allora due saranno nel campo; uno sarà preso e l’altro lasciato. 41 Due donne macineranno al mulino, una sarà presa e l’altra lasciata. 42 Vegliate dunque, perché non sapete a che ora il vostro Signore verrà

    Qui vediamo che Gesù, sempre in un contesto ebraico, dice che proprio prima della Sua venuta il mondo sarà identico a com’era ai giorni di Noè. Parleremo di questo soggetto nella prossima parte del nostro studio.

    Poi Gesù dice: 40 Allora due saranno nel campo; uno sarà preso e l’altro lasciato. 41 Due donne macineranno al mulino, una sarà presa e l’altra lasciata. 42 Vegliate dunque, perché non sapete a che ora il vostro Signore verrà.

    Questo passo sembra descrivere la presa di uno e l’abbandono di un altro e la sua descrizione è parallela a quella delle dieci vergini. Perché anche qui stiamo parlando del cinquanta per cento, uno su due è lo stesso di cinque su dieci. È evidente che Gesù sta parlando in effetti dello stesso evento qui che stava descrivendo nella parabola delle dieci vergini.

    L’evento descritto in Matteo 24, a proposito, non è una descrizione del rapimento come molti interpretano, ma è una descrizione di ciò di cui parla Gesù riguardo alla redenzione di Israele e al giudizio di una parte della nazione ebraica.

    C’è un’altra profezia riguardo agli ultimi giorni e al giorno del Signore in cui il Signore dice questo:

    Zaccaria 12:1-2 Ecco, viene il giorno dell’Eterno; allora le tue spoglie saranno spartite in mezzo a te. 2 Io radunerò tutte le nazioni per combattere contro Gerusalemme; la città sarà presa, le case saranno saccheggiate e le donne violentate. Una metà della città andrà in cattività, ma il resto del popolo non sarà sterminato dalla città.

    Che questo sia ciò di cui parla Gesù è piuttosto evidente, infatti il passo di Zaccaria continua dicendo questo:

    Zaccaria 12:3-4 3 Poi l’Eterno uscirà a combattere contro quelle nazioni, come combattè altre volte nel giorno della battaglia. 4 In quel giorno i suoi piedi si fermeranno sopra il monte degli Ulivi che sta di fronte a Gerusalemme, a est, e il monte degli Ulivi si spaccherà in mezzo, da est a ovest, formando così una grande valle; una metà del monte si ritirerà verso nord e l’altra metà verso sud.

    In realtà è molto interessante notare che il ritorno del Signore per quanto riguarda la chiesa è un suo raduno nel cielo, mentre quando parla del ritorno del Signore per salvare Israele viene descritto come il Signore che viene fisicamente sulla terra. Solo un’osservazione qui della differenza tra chiesa e Israele. La chiesa infatti è un regno celeste, Israele redento è un regno terreno, entrambi redenti, entrambi rigenerati, entrambi nella Nuova Alleanza, tuttavia c’è una notevole differenza riguardo alle promesse e i premi che ogniuno riceve dal Signore.

    Quindi, come vediamo qui, Gesù sta parlando di Israele negli ultimi giorni immediatamente precedenti il Suo ritorno e tutte le cose di cui parla non sono in relazione con la chiesa.

    Tuttavia, gli avvertimenti di Gesù sono applicabili anche alla chiesa e lo comprendiamo dalle varie volte in cui anche la chiesa viene esortata a svegliarsi ed a comprendere quali sono i tempi.

    In effetti possiamo e dobbiamo prendere a cuore l’avvertimento di Gesù anche se sono stati dati in un contesto ebraico. Come ho detto prima, i principi del Regno devono essere ascoltati anche nella chiesa.

    Questa è esattamente l’esortazione che Paolo sta dando alla chiesa in questo passo di Romani 13: 11.

    cioè: conoscendo il tempo, perché è ormai ora che ci svegliamo dal sonno.

    Quindi qui c’è lo stesso avvertimento a cui dovremmo prestare attenzione come quello che Gesù dà nel contesto ebraico che abbiamo appena esaminato. Quando e se capiamo i tempi dobbiamo quindi svegliarci dal sonno.

    Gesù ci ha avvertito spesso di questo:

    Matteo 24:42-44 Vegliate dunque, perché non sapete a che ora il vostro Signore verrà. 43 Ma sappiate questo che, se il padrone di casa sapesse a che ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe forzare la casa. 44 Perciò anche voi siate pronti, perché nell’ora che non pensate, il Figlio dell’uomo verrà».

    Marco 13:35-37 Vegliate dunque, perché non sapete quando il padrone di casa verrà; se di sera, a mezzanotte, al cantar del gallo o al mattino; 36 perché, venendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. 37 Ora, ciò che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!».

    Luca 21:34-36 «Or fate attenzione che talora i vostri cuori non siano aggravati da gozzoviglie, da ubriachezza e dalle preoccupazioni di questa vita, e che quel giorno vi piombi addosso all’improvviso. 35 Perché verrà come un laccio su tutti quelli che abitano sulla faccia di tutta la terra. 36 Vegliate dunque, pregando in ogni tempo, affinché siate ritenuti degni di scampare a tutte queste cose che stanno per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

    Quello che vorrei che si notasse, come abbiamo detto anche prima, che questi avvertimenti li troviamo scritto solo nei tre Vangeli Sinottici, ma non nel Vangelo di Giovanni. Quindi questo ci aiuta a comprendere ulteriormente che queste dichiarazioni riguardanti il ritorno del Signore sono date in un accento e contesto ebraico. Perché, come abbiamo detto prima, i tre Vangeli Sinottici sono stati scritti con una maggiore enfasi sul contesto ebraico rispetto al Vangelo di Giovanni, che è considerato il Vangelo Universale, dove Gesù, sì è ancora visto come il Messia di Israele ed ancora ci sono molti riferimenti messianici, ma è anche il Vangelo che si riferisce alla divinità di Gesù in modo molto dettagliato e si riferisce anche molto di più ad un pubblico Gentile.

    Dobbiamo quindi comprendere che le cose scritte in relazione al ritorno del Signore nei Vangeli Sinottici sono dichiarate prevalentemente per avvertire il pubblico ebraico della realtà del ritorno del Signore e quindi degli avvertimenti di essere pronti. Quella prontezza è la stessa che viene esortata ed avvertita nella parabola delle dieci vergini.

    Tuttavia, vediamo chiaramente che il Signore avverte il Suo pubblico e anche noi di stare attenti, di vivere con attenzione, di prestare attenzione, di vegliare in preghiera e di essere pronti. Concentriamoci adesso su quest’ultimo verbo usato da Gesù, essere pronti!

    Questo è in essenza esattamente lo stesso l’avvertimento che sta dando nella parabola delle dieci vergini, cinque sono state trovate pronte, preparate per il tempo e per l’evento, le altre cinque erano impreparate e non erano pronte ad affrontare la situazione a portata di mano; cioè il ritorno del Signore.

    Tuttavia, Gesù non è l’unico che avverte di essere preparati e pronti e vigili in previsione del giorno del Suo ritorno. Anche altri scrittori del NT avvertono anche la chiesa di vivere in questo mondo con l’anticipazione che il Giorno del Signore è imminente e di essere pronti per questo evento.

    Ci sono stati molti punti nella storia che hanno fatto pensare che il tempo del ritorno del Signore sarebbe stato a portata di mano. Tuttavia, Gesù, Paolo e Giovanni, specialmente nella profezia del libro dell’Apocalisse, ci hanno dato molti fatti che ci avvertono, ci guidano e che precedono il ritorno del Signore. Infatti persino il ritorno stesso del Signore è descritto in modo molto dettagliato sia nelle Scritture dell’AT che in quelle del NT. Ne abbiamo già viste e lette alcune, quindi non c’è bisogno di rivederle di nuovo. Il Signore avvertì i Suoi discepoli e persino la chiesa che nel corso della storia i giorni immediatamente precedenti alla Sua venuta sarebbero stati essi stessi preceduti da molte cose e molti eventi, ma che quelli non sarebbero stati la fine dei giorni.

    Matteo 24:4-14 E Gesù, rispondendo, disse loro: «Guardate che nessuno vi seduca! 5 Poiché molti verranno nel mio nome, dicendo: “Io sono il Cristo”; e ne sedurranno molti. 6 Allora sentirete parlare di guerre e di rumori di guerre; guardate di non turbarvi, perché bisogna che tutte queste cose avvengano, ma non sarà ancora la fine. 7 Infatti si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno; vi saranno carestie, pestilenze e terremoti in vari luoghi. 8 Ma tutte queste cose saranno soltanto l’inizio delle doglie di parto. 9 Allora vi sottoporranno a supplizi e vi uccideranno; e sarete odiati da tutte le genti a causa del mio nome. 10 Allora molti si scandalizzeranno, si tradiranno e si odieranno l’un l’altro. 11 E sorgeranno molti falsi profeti, e ne sedurranno molti. 12 E perché l’iniquità sarà moltiplicata, l’amore di molti si raffredderà; 13 ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato. 14 E questo evangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo in testimonianza a tutte le genti, e allora verrà la fine».

    Come vediamo, molte delle cose che stanno accadendo e sono state la storia fino ad oggi sono l’inizio delle doglie di parto. L’evento che lancerà gli ultimi giorni precedenti il Giorno del Signore è l’evento descritto da Gesù proprio dopo questo passo che abbiamo appena letto, in altre parole questo:

    Matteo 24:15 «Quando dunque avrete visto l’abominazione della desolazione, predetta dal profeta Daniele, posta nel luogo santo (chi legge intenda),

    Questo è il passo descritto anche da Paolo in:

    2 Tessalonicesi 2:7-10 Il mistero dell’empietà infatti è già all’opera, aspettando soltanto che chi lo ritiene al presente sia tolto di mezzo. 8 Allora sarà manifestato quell’empio, che il Signore distruggerà col soffio della sua bocca e annienterà all’apparire della sua venuta. 9 La venuta di quell’empio avverrà per l’azione di Satana, accompagnata da ogni sorta di portenti, di segni e di prodigi bugiardi, 10 e da ogni inganno di malvagità per quelli che periscono, perché hanno rifiutato di amare la verità per essere salvati.

    Paolo ci dice anche che ai suoi tempi il mistero dell’iniquità era già all’opera ma che non avrebbe raggiunto la sua pienezza fino a che il malvagio non sarebbe stato rivelato, che è anche ciò che Giovanni descrive nell’episodio in Apocalisse 13.

    Questo evento è ciò che lancia, come abbiamo visto prima, gli ultimi tre anni e mezzo prima del ritorno di Cristo, cioè il Giorno del Signore. Come abbiamo già detto tutte queste cose, sono eventi veri e letterali non simboli o cose spiritualizzate.

    È davvero ovvio che le profezie in Apocalisse riguardo a questo periodo sono letterali e non simboliche perché, come abbiamo visto i tre anni e mezzo, sono chiaramente descritti come anni in Apocalisse 12:14, in termini di mesi Apocalisse 13: 5, ed in termine di giorni Apocalisse 11:3; in modo da non essere confusi, perciò capiamo che questo è un periodo di tempo letterale in quanto sappiamo che il tempo descritto non è simbolico.

    Persino Giovanni nella sua prima Epistola ci dice che stavano infatti aspettando la venuta dell’Anticristo, ma che anche allora si resero conto che erano, stavano vivendo già nell’ultima ora,

    1 Giovanni 2:18.

    Infatti, Giovanni scrisse le sue epistole dopo aver scritto il libro di Apocalisse, quindi egli era già consapevole di ciò che il Signore gli aveva rivelato.

    In conclusione la parabola delle dieci vergini è in effetti la rappresentazione della condizione di Israele al tempo degli ultimi giorni precedenti la venuta del Signore. Questo è il contesto immediato della parabola e tutti gli avvertimenti dati nei Vangeli.

    Tuttavia, possiamo e dobbiamo, come abbiamo detto prima, applicare i principi di queste cose anche alla chiesa perché nel resto delle epistole del NT la chiesa riceve molti simili avvertimenti. Dobbiamo anche capire che anche la chiesa è composta da persone che vengono rigenerate e sono rinate, nonché da persone che non lo sono. In altre parole, anche nella chiesa ci sono persone che hanno l’olio (Spirito Santo) nelle loro lampade e persone che non lo hanno. Tuttavia gli avvertimenti sono dati a tutti, indipendentemente dal fatto che anche i veri credenti nati di nuovo possono essere impreparati e assopiti mentre aspettano il ritorno del Signore.

    In realtà abbiamo detto tutto questo per sottolineare il punto che Paolo sta facendo nel versetto che stiamo studiando. Quindi noi conosciamo il tempo, o dovremmo sapere che tempo è e se non lo sapevamo, speriamo di saperlo adesso.

    Paolo sta quindi avvertendo la chiesa qui che è giunto il momento di svegliarsi. È davvero il momento di svegliarsi da qualsiasi tipo di sonnolenza spirituale.

    È evidente che, se abbiamo anche un minimo di discernimento spirituale il fatto è che molta della chiesa oggi è effettivamente addormentata. Quindi la chiamata di svegliarsi è duplice, un parte della chiamata viene data a credenti che stanno ancora vivendo in questo mondo in modo carnale e non in maniera degna del loro Signore. Questi vivono come dice 1 Corinzi 3 costruendo la loro vita sul fondamento di Cristo con legno, paglia e stoppia e non con cose preziose come pietre preziose, oro e argento. Queste sono descrizioni che Paolo scrive per spiegare che ci saranno credenti che vivranno in Cristo ma vivranno in maniera carnale e non spirituale. Cioè non avranno come priorità il Regno di Dio e le cose spirituali ma le cose terrene. Questi sono i credenti che in realtà stanno dormendo e così non discernono che ora è.

    Non prestano attenzione ai segni dei tempi ed in realtà stanno dimostrando che non stanno davvero aspettando con eccitazione e trepidazione il ritorno del Signore. Non ci stanno prestando attenzione per niente. Non sto dicendo che dobbiamo essere così celestiali da diventare inutli sulla terra, ma un buon equilibrio è lavorare per le priorità del regno di Dio sulla terra mentre viviamo sobriamente aspettando il Suo ritorno.

    Molti cristiani per troppo tempo hanno rinunciato ad essere operatori del Regno anche perché si sono rassegnati ad essere fatalisti riguardo a questo mondo. In altre parole, pensano che, poiché tutto è già scritto nella parola di Dio e che Dio ha già stabilito come tutto andrà a finire, che si siedono lì impazientemente e con ansia aspettano il ritorno del Signore mentre sopportano il male, lasciandolo vincere e poi lamentandosi a proposito. Non è così che Dio vuole che noi viviamo, infatti più ci avviciniamo al ritorno di Cristo e più dovremmo vivere in modo da riscattare il tempo che abbiamo perché i giorni sono davvero malvagi. Le Scritture sono chiare su come dobbiamo vivere una tale vita. Basti ricordare che tutti gli apostoli in quei giorni stavano già aspettando l’imminente ritorno del Signore. Ecco perché hanno posto l’urgenza nelle loro esortazioni a riguardo.

    Guardate quello che Paolo scrive su come dobbiamo vivere in attesa del ritorno del Signore, non come fatalisti che non fanno altro che aspettare senza far nulla, ma in questo modo:

    Efesini 5:8-17 Un tempo infatti eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore; camminate dunque come figli di luce, 9 poiché il frutto dello Spirito consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità, 10 esaminando ciò che è accettevole al Signore. 11 E non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto riprovatele, 12 perché è persino vergognoso dire le cose che si fanno da costoro in segreto. 13 Ma tutte le cose, quando sono esposte alla luce, divengono manifeste, poiché tutto ciò che è manifestato è luce. 14 Perciò la Scrittura dice: «Risvegliati, o tu che dormi, risorgi dai morti, e Cristo risplenderà su di te». 15 Badate dunque di camminare con diligenza non da stolti, ma come saggi, 16 riscattando il tempo, perché i giorni sono malvagi. 17 Non siate perciò disavveduti, ma intendete quale sia la volontà del Signore.

    Anche qui, Paolo sta parlando alla chiesa di come dovremmo vivere come figli di Dio e anche in questo passo troviamo un linguaggio che si avvicina a quello con cui ci sta esortando in Romani 13. In altre parole, anche a partire dal versetto 9 parla di cosa è significhi camminare come figli di luce, egli menziona il frutto dello Spirito che è bontà, giustizia e verità e questi sono tratti caratteriali dell’essere sudditi del Regno di Dio e vivere in questo mondo come tali, vedi anche:

    Romani 14: 16-19 Perciò non lasciate che il vostro bene sia chiamato malvagio; 17 perché il regno di Dio non è mangiare e bere, ma giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo. 18 Poiché colui che serve Cristo in queste cose è gradito a Dio ed approvato dagli uomini.

    Vedete che lavorare verso le priorità del Regno di Dio è vivere nella bontà, nella giustizia e nella pace, servire Cristo in queste cose è la volontà di Dio e fare questo da approvazione da parte degli uomini.

    Infatti nel passo di Efesini Paolo dice anche questo: 11 e non abbiate comunione con le opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto esponetele. 12 Poiché è vergognoso persino parlare di quelle cose che sono fatte da loro in segreto. 13 Ma tutte le cose che sono esposte sono manifestate dalla luce, perché ciò che rende manifesto è la luce.

    Come vediamo qui, non è solo non vivendo come il mondo fa ma è esponendo anche le sue opere malvagie ed in un’altra traduzione dichiara di denunciarle al posto di esporle. A proposito, questo è ciò che significa essere la luce del mondo. Esporre e combattere attivamente il male nel mondo.

    Dobbiamo quindi vivere rettamente, ma anche essere attivamente impegnati nella lotta contro il male nel mondo.

    Anche Gesù ha detto questo di se stesso:

    Giovanni 7: 7 Il mondo non può odiarvi, ma odia me perché ne rendo testimonianza che le sue opere sono malvagie.

    E il mondo ci odierà quando faremo lo stesso anche noi. Ora sapete perchè molti cristiani non vogliono comattere il male nel mondo, perchè non vogliono essere odiati dal mondo.

    Quindi è sbalorditivo perché anche in questo passo di Efeso dice questo:

    14 Perciò dice: “Svegliati, tu che dormi, levati dai morti e Cristo ti darà luce”.

    Questo è un linguaggio molto simile a quello che dice Paolo in:

    Romani 13: 12-13 La notte è trascorsa, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo l’armatura della luce. 13 Camminiamo nel bene, come in quel giorno,

    Poi guardate cosa dice Paolo continuando nel passo di Efesini, non solo dobbiamo comportarci in modo giusto e buono, santo, e non solo non dobbiamo essere partecipi delle opere infruttuose delle tenebre, ma ricordiamoci che specialmente oggi paragonato ad allora ci sono molte altre idologie , schemi, strategie e metodi che Satana ha usato e diffuso nel mondo e persino nella chiesa.

    Quindi dire che è importante conoscerle tutte è un eufemismo, infatti diventa essenziale che i credenti capiscano cosa siano per evitare di esserne partecipi prima di tutto e poi in ordine di poterle denunciare pubblicamente e con veemenza.

    Così ora Paolo parla di portare alla luce le opere delle tenebre, di esporle e di porle sotto la luce della parola di Dio in modo che possano essere riconosciute come malvagie. Tuttavia, Paolo suggerisce che per fare questo una persona deve essere sveglia, Paolo sta esortando la chiesa di Efeso a svegliarsi. Mentre vediamo che questa è la stessa esatta esortazione che pronuncia in Romani 13, lasciatemi dire che, essere svegli, potrebbe avere un duplice significato. Il primo è rivolto ai credenti che stanno dormendo nel loro cammino spirituale, l’altro è un invito a svegliarsi dai morti, in altre parole a rinascere. Soprattutto in questo passo di Efesini vediamo che Paolo vuole anche che quelle persone che si stavano semplicemente aggirando per la chiesa, ma non avevano ancora avuto fede in Cristo, di diventare vivi, infatti, dice proprio di risorgere dai morti, e Cristo gli darà luce. Anche questo è parallelo alla parabola delle dieci vergini in un modo molto reale. Le vergini abbiamo determinato, sono il rimanente ebraico, tutte hanno dormito, ma si sono svegliate eppure alcune hanno avevano la luce di Cristo e le altre no. Anche Paolo dice prima di svegliarsi, ma poi sottolinea che alcuni avevano bisogno di rinascere, di risorgere dalla morte, in altre parole rinascere spiritualmente per avere la luce di Cristo. C’è davvero un’associazione stupefacente con ciò che Paolo dice e ciò che Gesù sta dicendo nella parabola delle dieci vergini.

    Ricordiamoci anche che, nella chiesa di allora vi erano molti Ebrei, i quali avevano cominciato ad essere incuriositi dalla fede, questa nuova via, ma seppure inizialmente si aggregavano ai credenti non erano lì in sincerità di cuore, di fede e di mente ed in realtà non avevano ancora avuto fede in Cristo soltanto. Ancora essi si attenevano alla loro religione e non desideravano abbandonarla e molti che poi abbandonavano la chiesa, 1 Giovanni 2:19 e anche l’Epistola agli Ebrei parla proprio di questi problemi rigaurdo agli Ebrei. Sicuramente vi erano anche molti Gentili, come ci sono molte, molte, troppe persone anche oggi nelle chiese che non hanno veramente posto la loro fede in Gesù. Infatti oggi ci sono molto probablimente molte più persone che non sono credenti ancora di più di quei tempi che si sono infiltrate e si siedono nella chiesa.

    Ecco perchè Paolo dice in Efesini 5, ai credenti addormentati di svegliarsi ma a coloro seduti nella chiesa che non sono credenti, sia Ebrei che Gentili, gli dice di risorgere dai morti così che Cristo possa dargli la Sua luce, la Sua vita.

    Ma guardate che cosa dice Paolo dopo che ha detto tutto questo.

    Efesini 5: 15-18 Vedete dunque di camminare in modo circospetto, non come stolti ma saggi, 16 riscattando il tempo, perché i giorni sono malvagi. 17 Perciò non siate stolti ma capite qual è la volontà del Signore.

    Paolo adesso ci sta dando un’esortazione molto importante, ma questa esortazione ci è data dicendo: vedete allora, alla luce di ciò che ha detto prima, perché solo le persone che si sono risvegliate obbediranno effettivamente a questa esortazione. Noi che siamo risvegliati dobbiamo quindi cercare di camminare con circospezione e non come stolti ma come saggi. E dobbiamo farlo in modo da riscattare il tempo perché i giorni sono malvagi e dobbiamo capire quale sia la volontà di Dio.

    Questo è come si deve vivere nelgi ultimi giorni aspettando il ritorno del Signore.

    Poi Paolo dice il che è ancora più vero oggi di allora:

    poiché la salvezza ci è ora più vicina di quando credemmo.

    Questa parte di questo versetto è tanto chiara quanto ambigua, perché? Perché, si pensa e giustamente che siamo già stati salvati, quindi perché Paolo dice che la nostra salvezza è più vicina di quando credemmo? Non siamo stati salvati quando abbiamo creduto?

    Ci si potrebbe chiedere quindi: ” Non dicono le Scritture che per essere salvati, dobbiamo solo credere in Gesù?”

    In effetti molti passi della Scrittura dicono proprio questo ed è un dato di fatto. Siamo davvero salvati quando crediamo! Tuttavia, la nostra salvezza non è completa finché non ci siamo trasformati in altre parole glorificati.

    In realtà la nostra salvezza è già completata, eppure non lo è! Come? Questa non è una contraddizione, come dovremmo sapere non ci sono contraddizioni nella Scrittura.

    Tuttavia ci sono molti paradossi. Cos’è un paradosso? Un paradosso vuol dire questo:

    una affermazione o proposizione apparentemente assurda o auto-contraddittoria che, se investigata meglio e spiegata, si dimostra fondata o vera.

    Un paradosso è quindi per esempio, quando leggiamo dei passi che indicano che una volta salvati siamo sempre salvati, ma poi leggiamo altri passi che sembrano indicare invece che si può smettere di credere o scadere dalla fede.

    Quando esaminiamo più attentamente da vicino questo paradosso scopriamo che una volta che una persona crede è salvata per sempre e c’è una sovrabbondanza di prove che confermano questo, tuttavia vediamo che c’è gente che sembra davvero abbandonare la fede o smettere di credere dopo averlo fatto. Tuttavia dopo un’attenta analisi esaminando il soggetto vediamo che quelli che sembrano abbandonare la fede in realtà non hanno mai creduto. In altre parole, non hanno mai veramente creduto e quando la loro cosiddetta fede viene provata, questi sembrano smettrere di credere perché in realtà non hanno mai avuto vera fede.

    Pertanto, siamo completamente salvati nel momento in cui crediamo ma non significa affatto che abbiamo ricevuto in pieno tutti i benefici della nostra salvezza in noi stessi. Li riceveremo sicuramente perché siamo salvati.

    La nostra salvezza è un fatto compiuto nella realtà di Dio, non è completato nel nostro. Siamo stati salvati, stiamo essendo salvati mentre viviamo e saremo completamente salvati quando ritorna Cristo.

    Ricevere la completezza della nostra salvezza è chiamato essere glorificati. Questo è descritto per noi in molti passi nella Scrittura del NT.

    Lasciatemi spiegare questo più brevemente possibile; siamo completamente salvati adesso nel nostro spirito.

    La Bibbia ci dice questo:

    2 Corinzi 5:6-8 Noi dunque abbiamo sempre fiducia e sappiamo che mentre dimoriamo nel corpo, siamo lontani dal Signore. 7 Camminiamo infatti per fede, e non per visione. 8 Ma siamo fiduciosi e abbiamo molto più caro di partire dal corpo per andare ad abitare con il Signore.

    Paolo sta dicendo che quando siamo a casa nel corpo, pensateci per un momento. Essere a casa nel corpo preclude che siamo in realtà esseri già redenti spiritualmente, rinati spiritualmente, ma viviamo in un corpo, in altre parole il nostro corpo è la nostra casa mentre non siamo a casa con il Signore.

    Questo in realtà significa che la nostra vera casa non è il nostro corpo o questo mondo, o meglio afferma che i nostri corpi come sono adesso sono per il momento la nostra casa temporanea.

    Questo è perché i nostri corpi eterni non possono essere gli stessi corpi che abbiamo ora. In altre parole, per vivere nell’eternità e nella presenza di Dio, dobbiamo avere corpi diversi, non questi.

    Perché? Perché il peccato ancora dimora nei nostri corpi mortali ma non ci sarà e non può dimorare nei nostri corpi redenti, in altre parole, i nostri corpi eterni e glorificati.

    Il peccato dimora ancora in noi, nei nostri corpi ma non nel nostro essere spirituale. Questo è in effetti ciò che Paolo descrive per noi in Romani 7: 18-25. Ecco perché in Romani 6 Paolo ci esorta a rendere il nostro corpo sottomesso alla volontà di Dio e alla parola di Dio e ci dice di rendere i nostri membri, i nostri corpi sottomessi alla volontà dell’uomo spirituale che vuole fare la volontà di Dio. Paolo ci esorta a far sì che i nostri corpi riflettano la nostra persona interiore salvata, rinata sottomettendoci e superando i desideri peccaminosi della nostra carne.

    In Romani 8 ci assicura che non c’è nessuna condanna quando rinasciamo dallo Spirito di Dio ma che i nostri corpi fisici sono mortali e devono morire a causa del peccato che è in loro. In altre parole, Dio ha davvero redento l’uomo spirituale per sempre ma non il corpo fisico naturale o come Paolo lo chiama la nostra casa nel mondo. In realtà Dio ha redento anche il nostro corpo, ma i nostri corpi così come sono adesso non possono ereditare il paradiso. Paolo descrive tutto questo molto bene per noi in:

    1 Corinzi 15: 42-57 Così sarà pure la risurrezione dei morti; il corpo è seminato corruttibile e risuscita incorruttibile. 43 È seminato ignobile e risuscita glorioso; è seminato debole e risuscita pieno di forza. 44 È seminato corpo naturale, e risuscita corpo spirituale. Vi è corpo naturale, e vi è corpo spirituale. 45 Così sta anche scritto: «Il primo uomo, Adamo, divenne anima vivente»; ma l’ultimo Adamo è Spirito che dà la vita. 46 Ma lo spirituale non è prima, bensì prima è il naturale, poi lo spirituale. 47 Il primo uomo, tratto dalla terra, è terrestre; il secondo uomo, che è il Signore, è dal cielo. 48 Qual è il terrestre tali sono anche i terrestri; e qual è il celeste, tali saranno anche i celesti. 49 E come abbiamo portato l’immagine del terrestre, porteremo anche l’immagine del celeste. 50 Or questo dico, fratelli, che la carne e il sangue non possono ereditare il regno di Dio; similmente la corruzione non eredita l’incorruttibilità. 51 Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo mutati in un momento, 52 in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba; la tromba infatti suonerà, i morti risusciteranno incorruttibili e noi saremo mutati, 53 poiché bisogna che questo corruttibile rivesta l’incorruttibilità e questo mortale rivesta l’immortalità. 54 Così quando questo corruttibile avrà rivestito l’incorruttibilità e questo mortale avrà rivestito l’immortalità, allora sarà adempiuta la parola che fu scritta: «La morte è stata inghiottita nella vittoria». 55 O morte, dov’è il tuo dardo? O inferno, dov’è la tua vittoria? 56 Ora il dardo della morte è il peccato, e la forza del peccato è la legge. 57 Ma ringraziato sia Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo. 58 Perciò, fratelli miei carissimi, state saldi, irremovibili, abbondando del continuo nell’opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore.

    Questo intero passo è molto chiaro. Dobbiamo liberarci dal nostro corpo terrestre, mortale e corrotto dal peccato perché quella è la parte di noi che è ancora connessa ad Adamo ed il peccato. Come dice Paolo, è un corpo terreno! Quindi deve essere seminato nella morte e nella corruzione, ma deve essere resuscitato incorruttibile! È seminato nella morte nel disonore, ma deve essere innalzato nella gloria.

    Da qui otteniamo il termine corpi glorificati. È seminato un corpo naturale, ed è risorto un corpo spirituale. Corpo spirituale ma nonostante tutto un vero corpo! Non rimarremo solo esseri spirituali astratti, ma avremo davvero dei corpi che però vivranno eternamente, dei corpi creati per l’eternità.

    Paolo spiega che il primo uomo, Adamo è stato creato un’anima vivente, ma l’ultimo Adamo, che è Gesù Cristo, è stato reso uno spirito vivificante. Quindi chi è nato di nuovo dallo Spirito di Cristo fa davvero parte della nuova razza nata dall’ultimo Adamo cioè Gesù. Il nostro uomo spirituale nato di nuovo è creato a immagine di Cristo e dovrà portare su di se l’immagine di Colui che gli ha dato la vita, cioè Cristo.

    Così come portiamo l’immagine del primo uomo naturale e terreno, cioè Adamo, porteremo anche l’immagine dell’uomo spirituale e soprannaturale, Cristo Gesù.

    Il primo uomo Adamo è della terra, terreno, il secondo uomo Gesù il Signore, è dal cielo, spirituale.

    Quindi qui Paolo fa cadere una bomba, dicendo:

    Ora dico questo, fratelli, che carne e sangue non possono ereditare il regno di Dio; né la corruzione può ereditare l’incorruzione.

    I nostri corpi terreni non possono ereditare il Regno di Dio, né la corruzione può ereditare l’incorruttibilità.

    Ricordiamoci che i nostri corpi sono mortali e sono tali perché hanno ancora il peccato che dimora in essi Romani 7:23, ed il salario del peccato è la morte, Romani 6:23. Questa è la ragione per cui ancora moriamo fisicamente anche se siamo credenti salvati.

    Eppure guardate quello che Paolo dice: 1 Corinzi 15:52-57 in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba; la tromba infatti suonerà, i morti risusciteranno incorruttibili e noi saremo mutati, 53 poiché bisogna che questo corruttibile rivesta l’incorruttibilità e questo mortale rivesta l’immortalità. 54 Così quando questo corruttibile avrà rivestito l’incorruttibilità e questo mortale avrà rivestito l’immortalità, allora sarà adempiuta la parola che fu scritta: «La morte è stata inghiottita nella vittoria». 55 O morte, dov’è il tuo dardo? O inferno, dov’è la tua vittoria? 56 Ora il dardo della morte è il peccato, e la forza del peccato è la legge. 57 Ma ringraziato sia Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo. 58 Perciò, fratelli miei carissimi, state saldi, irremovibili, abbondando del continuo nell’opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore.

    Ancora una volta, questa è la descrizione della venuta del nostro Signore Gesù Cristo e questo episodio è anche il giorno della risurrezione dei morti in Cristo e della trasformazione dei santi viventi. Questo è ciò che chiamiamo anche la glorificazione dei santi. Questo è quando i credenti saranno cambiati sia morti che vivi.

    I credenti morti risorgeranno ed il corpo corruttibile si rivestirà di incorruttibilità, i nostri corpi mortali indosseranno l’immortalità. Anche i santi viventi saranno trasformati, i loro corpi corruttibili e mortali saranno anche essi trasformati in corpi incorruttibili ed immortali. Per i credenti questa sarà la sconfitta finale della morte, questa è la nostra vittoria in Cristo.

    Questo è ciò che viene indicato come la glorificazione dei santi nota anche come il completamento della nostra salvezza.

    Vedete così che la nostra salvezza non è definita e completa nel senso reale finché non siamo o risuscitati dai morti e trasformati o ancora viventi e trasformati, ed entrambe le cose accadranno solo al ritorno di Cristo.

    Esiste anche una ragione profetica escatologica perché questo avviene al ritorno di Cristo ed ha a che fare con la conversione della nazione di Israele alla fine dei tempi. Israele sarà convertito solo al ritorno di Cristo e la conversione di Israele è anche legata al completamento del Regno di Dio e alla risurrezione dai morti.

    Romans 11:12-15 Ora, se la loro caduta è la ricchezza del mondo e la loro diminuzione la ricchezza dei gentili, quanto più lo sarà la loro pienezza? 13 Infatti io parlo a voi gentili, in quanto sono apostolo dei gentili; io onoro il mio ministero, 14 per provare se in qualche maniera posso provocare a gelosia quelli della mia carne e salvarne alcuni. 15 Infatti, se il loro rigetto è la riconciliazione del mondo, che sarà la loro riammissione, se non la vita dai morti?

    Come vediamo qui, Paolo sta dicendo che la caduta e la diminuzione dell’importanza di Israele nel piano di Dio, intendiamoci, diminuzione, non un completo rigetto; sono davvero le ricchezze del mondo così quanto più sarà la loro pienezza? Se il provvisorio rigetto di Israele è la riconciliazione del mondo con Dio, se saranno riammessi di nuovo, in altre parole, la conversione di Israele questa sarà la vita dalla morte, in altre parole, la risurrezione.

    Il ritorno del Signore significherà quindi la conversione della nazione di Israele e la restaurazione del Regno ad Israele e la terra a loro promessa da Dio. Significherà anche la risurrezione dei morti in Cristo, in altre parole questo è il completamento della salvezza dei credenti di tutte le età. Questo non è solo il completamento della nostra salvezza, ma è anche il completamento del Regno di Dio sulla terra.

    Quindi quando Paolo dice che la nostra salvezza è più vicina di quando credemmo, questo è ciò che intende. Nel contesto in cui lo sta dicendo, sta dicendo che dovremmo essere svegli sapendo che il tempo della nostra redenzione finale e completa è più vicino che mai.

    Pensate a cosa significa questo, anche allora essi aspettavano che Dio avrebbe adempiuto a tutte le cose che intendeva compiere, affinché Gesù potesse ritornare e la risurrezione sarebbe avvenuta ed Israele sarebbe stato salvato ed il Regno di Dio su questa terra e in paradiso sarebbe completo.

    Ricordiamoci che c’è anche un nuovo cielo ed una nuova terra che verranno creati dopo il giudizio finale e la distruzione di quelli che conosciamo ed in cui viviamo, Apocalisse 20: 11-15; Apocalisse 21.

    Quindi Paolo si riferisce al fatto che la venuta del nostro Signore era aspettata come imminente anche allora ma lo è ancora di più adesso, duemila e più anni dopo. Oggi il ritorno del Signore è molto più vicino che mai, quindi per questo dobbiamo veramente mettere in pratica la prossima esortazione di Paolo.

    Romani 13:12-14 La notte è avanzata e il giorno è vicino; gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. 13 Camminiamo onestamente, come di giorno, non in gozzoviglie ed ebbrezze, non in immoralità e sensualità, non in contese ed invidie. 14 Ma siate rivestiti del Signor Gesù Cristo e non abbiate cura della carne per soddisfarne le sue concupiscenze.

    Paolo credeva che il giorno del Signore fosse imminente e anche tutti gli Apostoli credevano nell’imminente ritorno di Cristo. Tutti credevano che il mondo a loro conosciuto stava per essere tutto raggiunto con il Vangelo e come Gesù disse in Matteo 24:14 quando il Vangelo sarebbe stato predicato in tutto il mondo, il Signore ritornerà.

    Inoltre, quando assistirono alla distruzione del tempio nel 70 DC, effettivamente pensarono che fosse l’episodio di cui Gesù e Daniele parlavano e di cui anche Paolo ha parlato in 2 Tessalonicesi 2.

    Tuttavia, come abbiamo già detto diverse volte, le profezie nella Bibbia, molto spesso, hanno una realizzazione multipla, nel tempo, di solito due adempimenti separati.

    Un adempimento è di solito nell’immediato futuro e uno è nel futuro più remoto. Un modo in cui viene praticata una cattiva interpretazione della Scrittura, è come nel caso della Teologia Riformata riguardo al soggetto e contesto dell’escatologia, scopriamo che essi applicano un solo adempimento alle profezie e in quasi tutt, se non tutti i casi, è il primo e il più vicino al momento originale in cui è stata data la profezia.

    Ad esempio, prendiamo Matteo 24 e guardiamolo alla luce delle profezie riguardanti i giorni precedenti al Giorno del Signore e dopo. Gli interpreti della Teologia Riformata affermano che tutte queste profezie si sono già avverate, affermano che sono tutte soddisfatte. Tuttavia, non possiamo riconciliare il ritorno effettivo del Signore come descritto da Lui stesso con i teologi Riformati che in realtà dicono che tutti gli eventi descritti da Gesù si sono già avverati. Non si può! Diamo una rapida occhiata a Matteo 24 e vediamo se hanno ragione oppure no.

    Ciò che è accaduto è che in parte alcune cose sono state adempiute, ma l’intero adempimento degli eventi profetici deve ancora verificarsi.

    Gesù dice in Matteo 24:1-2: Ora, mentre Gesù usciva dal tempio e se ne andava, i suoi discepoli gli si accostarono per fargli osservare gli edifici del tempio. 2 Ma Gesù disse loro: «Non vedete voi tutte queste cose? In verità vi dico che non resterà qui pietra su pietra che non sarà diroccata».

    Questo episodio a cui Gesù si riferisce si è già verificato. Quando? Quando i Romani distrussero il tempio.

    Dopo che Gesù dice questo, i discepoli gli chiedono questo:

    Matteo 24:3 Poi, mentre egli era seduto sul monte degli Ulivi, i discepoli gli si accostarono in disparte, dicendo: «Dicci, quando avverranno queste cose? E quale sarà il segno della tua venuta e della fine dell’età presente?».

    Come vediamo i discepoli gli fanno due domande distinte e separate. Non è una sola domanda, sono due domande separate.

    La prima è la seguente: “quando avveranno queste cose?” A quali cose si riferiscono?

    Ciò che Gesù ha già detto prima, in altre parole “quando una pietra non sarà lasciata l’una sopra l’altra ma sarà gettata giù”.

    Gesù risponde come spesso ha fatto, dà loro una risposta criptica. Non è una risposta diretta, ma prima descrive gli eventi che circondano la distruzione del tempio a Gerusalemme da parte dei Romani nel 70 D.C. Tuttavia, come vedremo, mentre Egli profetizza in questo passo, in realtà sta andando oltre l’episodio della distruzione del tempio.

    E Gesù riponde dicendo questo: Matteo 24:4-14 E Gesù, rispondendo, disse loro: «Guardate che nessuno vi seduca! 5 Poiché molti verranno nel mio nome, dicendo: “Io sono il Cristo”; e ne sedurranno molti. 6 Allora sentirete parlare di guerre e di rumori di guerre; guardate di non turbarvi, perché bisogna che tutte queste cose avvengano, ma non sarà ancora la fine. 7 Infatti si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno; vi saranno carestie, pestilenze e terremoti in vari luoghi. 8 Ma tutte queste cose saranno soltanto l’inizio delle doglie di parto. 9 Allora vi sottoporranno a supplizi e vi uccideranno; e sarete odiati da tutte le genti a causa del mio nome. 10 Allora molti si scandalizzeranno, si tradiranno e si odieranno l’un l’altro. 11 E sorgeranno molti falsi profeti, e ne sedurranno molti. 12 E perché l’iniquità sarà moltiplicata, l’amore di molti si raffredderà; 13 ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato. 14 E questo evangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo in testimonianza a tutte le genti, e allora verrà la fine».

    Ora, dobbiamo interpretare questa sezione in modo obiettivo e con buon senso di logica. Sappiamo oggi attraverso la storia, e anche loro hanno imparato durante la loro vita, che la maggior parte delle cose che Gesù menziona qui non si sono verificate immediatamente durante la vita degli Apostoli.

    Ad esempio, non molti nei loro giorni andavano in giro dicendo che erano il Cristo. Inoltre durante questo periodo l’impero romano viveva in uno stato di relativa pace, in altre parole non c’erano guerre o voci di guerre.

    Gesù dice anche che queste sono tutte cose che devono precedere gli ultimi giorni, ma la fine non è ancora. Infatti, Egli afferma che nazione deve sorgere contro nazione e regno contro regno. Di nuovo, niente di tutto ciò è avvenuto durante la vita degli Apostoli. Né c’erano molte carestie, pestilenze o terremoti. Questi eventi sembrano molto di più come gli avvenimenti che hanno avuto luogo fino ad oggi ma tuttavia non accaddero durante la vita degli Apostoli.

    L’inizio dei dolori è stato in vigore per quasi due millenni fino ad oggi, tuttavia Gesù dice che questi non sono i tempi finali.

    Allora Gesù dice che essi sarebbero stati afflitti, e uccisi e odiati da tutte le nazioni per il Suo nome. Molti si scandalizzeranno e si tradiranno e si odieranno a vicenda.

    Ora queste cose sono davvero accadute a loro ed a molti, molti cristiani successivamente nella storia dopo loro. Pensiamo per un momento a quello che dice Gesù, Egli afferma che i Suoi seguaci, gli Apostoli in primo luogo, sarebbero odiati da tutte le nazioni. Bene in quei giorni erano per lo più odiati nell’impero romano e non in tutte le nazioni. Quindi sappiamo che Gesù sta estendendo questa profezia oltre il periodo dell’Impero Romano. Questa quindi è anche una profezia estesa, come dicevamo prima, ha un quasi compimento ma esso si estende anche al futuro più remoto. Anche il fatto che molti si offendano e si tradiscano e si odino a vicenda, anche questa è una profezia estesa.

    Gesù poi menziona che molti falsi profeti sorgeranno e inganneranno molti. E poiché l’iniquità abbonderà, l’amore di molti si raffredderà. Ma colui che persevererà fino alla fine, sarà salvato.

    Queste cose, anche se si sono verificate in una certa misura nei tempi degli Apostoli, hanno continuato ad aumentare nel tempo fino ad oggi. Quindi anche questa è una profezia estesa.

    Poi Gesù dice questo: E questo vangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo come testimonianza per tutte le nazioni; e allora verrà la fine.

    Ora, come abbiamo detto anche prima, in quei giorni, a parte il fatto che Gesù era il creatore del mondo, gli uomini non sapevano che esistesse un mondo al di là dell’impero romano e parti note in quei goirni.

    Gran parte del nuovo mondo non fu scoperto fino al 1492, quando Colombo scoprì il continente americano. Inoltre il continente asiatico e oltre non fu influenzato dal Vangelo fino a molti, molti secoli dopo, in realtà per quasi duemila anni ed anche oggi non è completamente infulenzato. Quindi, quando Gesù sta dicendo che la fine verrà solo quando il Vangelo sarà predicato a tutte le nazioni, deve significare tutte le nazioni, non solo quelle esistenti nei loro giorni.

    Guardate cosa dice la parola di Dio di questo in:

    Apocalisse 5:9 E cantavano un nuovo cantico dicendo: «Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato ucciso, e col tuo sangue ci hai comprati a Dio da ogni tribù, lingua, popolo e nazione,

    Apocalisse 7:9 Dopo queste cose vidi una grande folla che nessuno poteva contare, di tutte le nazioni, tribù, popoli e lingue; questi stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, coperti di vesti bianche e avevano delle palme nelle mani.

    Non commettiamo errori, la chiesa sarà composta da persone di tutte le nazioni, tribù, lingua e persone esistenti. Quindi il Vangelo, che è l’unico potere di Dio per la salvezza per chi crede, Romani 1:16, deve essere predicato a tutti i popoli e tutte le nazioni.

    Perché Dio ha tanto amato il mondo intero che ha mandato suo Figlio Gesù per salvare il mondo intero e perché questo avvenga, il Vangelo deve essere predicato a tutte le nazioni. Gesù come creatore di tutte le persone sapeva già allora che tutte le nazioni andavano oltre ciò che gli Apostoli conoscevano riguardo a tutte le nazioni di allora.

    Dopo questo, quando il numero divino stabilito di tutti i Gentili di tutte le nazioni viene salvato, allora Israele sarà salvato, Romani 11: 25-27 e la fine dell’età verrà e il Signore ritornerà

    Apocalisse 19: 11-21.

    Quindi quella profezia in realtà non è ancora adempiuta ad oggi.

    Poi Gesù dice questo: Matteo 24:15-22 «Quando dunque avrete visto l’abominazione della desolazione, predetta dal profeta Daniele, posta nel luogo santo (chi legge intenda), 16 allora coloro che sono nella Giudea fuggano ai monti. 17 Chi si trova sulla terrazza della casa, non scenda a prendere qualcosa di casa sua; 18 e chi è nei campi, non torni indietro a prendere il suo mantello. 19 Ma guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni! 20 E pregate che la vostra fuga non accada d’inverno, né di sabato, 21 perché allora vi sarà una tribolazione così grande, quale non vi fu mai dal principio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà. 22 E se quei giorni non fossero abbreviati, nessuna carne si salverebbe; ma a motivo degli eletti quei giorni saranno abbreviati.

    Gesù ha appena finito di dire che il Vangelo deve essere predicato a tutte le nazioni prima che la fine venga. Quindi Gesù qui sta iniziando a parlare dei giorni della fine ed afferma che è a questo punto, nel tempo in cui il Vangelo viene predicato a tutte le nazioni, questo evento che ora menziona accadrà. Possiamo capirlo dal linguaggio e dalla progressione del discorso. Gesù usa le parole; quando dunque vedete l’abominazione della desolazione di cui parla Daniele.

    Ora, dobbiamo ancora capire che le profezie sono una questione di studio complessa e non possono essere interpretate superficialmente. Dobbiamo studiare e vederle in modo molto attento. Persino la profezia di Daniele ha diversi adempimenti nel tempo e non soltanto uno.

    La profezia in questione si trova in: Daniele 9:26-27 Dopo le sessantadue settimane il Messia sarà messo a morte e nessuno sarà per lui. E il popolo di un capo che verrà distruggerà la città e il santuario; la sua fine verrà con un’inondazione, e fino al termine della guerra sono decretate devastazioni. 27 Egli stipulerà pure un patto con molti per una settimana, ma nel mezzo della settimana farà cessare sacrificio e oblazione; e sulle ali delle abominazioni verrà un devastatore, finché la totale distruzione, che è decretata, sarà riversata sul devastatore».

    Guardiamo a questa profezia perchè è molto importante e molto interessante. Anche qui vediamo che la profezia ha un doppio adempimento. Il primo adempimento è immediatamente dopo la morte del Messia. Il principe del popolo verrà, cioè i Romani distruggeranno la città e il tempio.

    Questo è ciò a cui Gesù si riferiva quando disse che nessuna di quelle pietre sarebbe stata lasciata l’una sopra l’altra. Anche quando menziona l’abominazione della desolazione in realtà anche questo ha una multipla realizzazione. È dopo la prima distruzione del tempio che quello descritto come figlio della perdizione o Anticristo farà un accordo con Israele per sette anni, ma nel mezzo della settimana come descritto, cioè la metà di sette è tre e mezzo. Questa è la stessa descrizione dei tre anni e mezzo che abbiamo menzionato anche prima nel libro dell’Apocalisse; Apocalissee 11: 3; Apocalisse 12:14; Apocalisse 13: 5. Ora, se consideriamo che il libro dell’Apocalisse è stato scritto approssimativamente nel 96 D.C. e il tempio fu distrutto nel 70 D.C. dobbiamo arrivare alla sola conclusione che ciò di cui Daniele sta parlando nella sua profezia, ciò che Gesù menziona in Matteo 24 e ciò che Paolo scrive in 2 Tessalonicesi 2 non fa riferimento solo alla distruzione del tempio avvenuta nel 70 D.C.

    Come abbiamo detto, quando Gesù menziona la profezia di Daniele, Egli non menziona solo la prima parte di essa, ma la menziona nella sua interezza, ecco perché dice che il lettore deve capire.

    In realtà c’era anche un episodio precedente in cui i sacrifici venivano interrotti nel tempio e questo è sempre chiamato l’abominio della desolazione. Il primissimo episodio si è verificato in Daniele 11: 31-36. Questo è in linea con la profezia di Daniele 9 e Matteo 24 e 2 Tessalonicesi 2 e Apocalisse 13.

    Tuttavia, c’è stato un episodio nella storia di Israele quando Antioco Epiphanes un Greco (175-163 A.C.) viene presentato come una persona vile. La sua perversa persecuzione degli ebrei e la profanazione del Tempio sono descritte da una testimonianza in I Maccabei, che dovrebbe essere letta da tutti gli studenti di Daniele. La sua azione è prevista anche in Daniele 8:13, e le sue azioni forniscono uno schema per quelli del malvagio “principe che verrà”, in altre parole tipi di Anticristo che sarebbero venuti.

    Quindi il primissimo adempimento della profanazione del tempio chiamato anche l’abominio della desolazione avvenne addirittura prima che i Romani avessero il controllo di Israele.

    Tuttavia, il linguaggio utilizzato in: Daniele 11: 36-37 Quindi il re agirà come vuole, si innalzerà, si magnificherà al di sopra di ogni dio e proferirà cose sorprendenti contro il Dio degli dèi; prospererà finché l’indignazione sia completata, perché ciò che è decretato si compirà. 37 Egli non avrà riguardo al DIO dei suoi padri né al desiderio delle donne; non avrà riguardo ad alcun dio, perché si magnificherà al di sopra di tutti.

    Questo è quasi lo stesso esatto linguaggio che troviamo in 2 Tessalonicesi 2 e Apocalisse 13. Quindi comprendiamo che le profezie e il linguaggio usato e gli episodi descritti sono in realtà più adempimenti della stessa profezia.

    Nella Scrittura vediamo che ci sono menzioni di Anticristo, al plurale. Quindi dobbiamo capire che ci sono molti tipi di Anticristo prima che il principale Anticristo arrivi sulla scena. I precedenti sono prototipi e ci forniscono un modello.

    Quindi, a causa di tutti questi fatti, dobbiamo capire meglio a cosa si riferisce Gesù quando menziona l’abominazione della desolazione di cui parla Daniele. Sta sicuramente riferendo ad esso come una profezia di duplice realizzazione, proprio come Daniele l’ha descritta.

    Il primo adempimento è come dice Daniele, dopo che il Messia è stato tagliato fuori. Troviamo il primo abominio della desolazione quando i Romani distruggono il tempio ed una parte di Gerusalemme.

    Questo è il primo adempimento, ma per i teologi Riformati questo è l’unico adempimento di questa profezia. Secondo loro è così, è tutto già fatto e non deve accadere nient’altro.

    Tuttavia, come abbiamo visto, questa interpretazione viola tutti i tipi di leggi interpretative dell’ermeneutica profetica. La loro versione, ad esempio, non può essere riconciliata con la maggior parte del resto della Scrittura che descrive gli eventi degli ultimi tempi.

    Inoltre essi trascurano di prendere in considerazione che la maggior parte delle profezie hanno almeno due adempimenti separati. In effetti la profezia di Daniele ha non solo un duplice adempimento ma che in realtà va oltre.

    La seconda parte della profezia di Daniele 9 infatti parla in realtà di un abominio successivo alla desolazione diversa da quella provocata dai Romani.

    L’unica ragione per cui i teologi riformati dicono che questa profezia è già adempiuta con la distruzione romana del tempio è perché non prendono in considerazione il duplice adempimento delle profezie e trascurano di vedere che la profezia di Daniele ha in realtà due fasi. Il primo abominio della desolazione nel 70 DC è stato adempiuto, ma il secondo non è stato adempiuto.

    Dobbiamo tuttavia capire che, per il verificarsi del secondo ci sono molte cose che devono accadere. La prima cosa è che un nuovo tempio deve essere ricostruito a Gerusalemme. Ora molti teologi Riformati dicono che questa è la ragione per cui la profezia è già stata adempiuta e che non avrà un altro adempimento, a causa della mancanza di un tempio a Gerusalemme.

    Tuttavia, la Scrittura ci dice che ci sarà un altro tempio a Gerusalemme nei giorni che precedono il ritorno del Signore.

    Apocalisse 11:1-2 Poi mi fu data una canna, simile ad una verga. E l’angelo stando ritto disse: «Alzati e misura il tempio di Dio, l’altare e quelli che vi adorano, 2 ma tralascia il cortile che è fuori del tempio e non misurarlo, perché è stato dato ai gentili, ed essi calpesteranno la santa città per quarantadue mesi.

    Quindi vediamo che non solo è possibile che il tutto avverrà in quel modo. Abbiamo già detto che vediamo che c’è un periodo di sette anni, che è infatti la settimana dell’alleanza che l’Anticristo farà che è decretata dalla profezia di Daniele 9 e che la profezia dice che nel mezzo di quella settimana, tre anni e mezzo o come Apocalisse 11: 2 dice quarantadue mesi, l’Anticristo rinunzierà l’alleanza ed egli si installerà nel tempio di Dio e si dichiarerà Dio.

    Questo è precisamente ciò che Gesù menziona oltre alla distruzione romana del tempio nel 70 D.C., Daniele 9:26 ( il primo adempimento), il secondo adempimento e ciò a cui Gesù si riferisce anche, il secondo abominio della desolazione in Daniele 9:27.

    L’Anticristo sarà rivelato come Anticristo poiché desolerà il terzo tempio a Gerusalemme e si dichiarerà Dio e perseguiterà gli Ebrei ed i cristiani, lo farà nel mezzo della settimana di Daniele, cioè tre anni e mezzo. Questo è lo stesso esatto evento che abbiamo descritto descrivendolo in

    Apocalisse 11: 2-3, Apocalisse 12: 14-17, Apocalisse 13: 5 e anche 2 Tessalonicesi 2: 1-12.

    Tutti questi episodi racchiudono la profezia di Gesù e di Daniele. Abbiamo visto che anche attraverso un esame abbastanza superficiale delle Scritture possiamo capire chiaramente ciò che Gesù stava dichiarando essere la profezia di Daniele.

    Abbiamo fatto questa parentesi spiegando il Discorso dell’oliveto di Gesù in Matteo 24 per comprendere meglio che nei giorni apostolici essi si aspettavano che tutte le cose che Gesù menzionava accadessero e che quindi stavano aspettando il Suo ritorno e quindi anche la salvezza di Israele, la risurrezione dei cristiani morti e la trasformazione di quelli viventi e la completa istituzione del Regno di Dio sulla terra.

    Queste erano tutte questioni importanti a quei tempi e sono ancora più importanti nei giorni nostri, proprio come Paolo ai suoi tempi disse a questi credenti, cioè che la salvezza era più vicina di quando avevano creduto per la prima volta. Questo e ciò che Paolo sta dicendo in questi versetti e capiamo che egli credeva che il ritorno di Gesù fosse molto imminente.

    Ovviamente oggi sappiamo che non era così imminente come pensavano loro, ma come anche Gesù avvertì, Dio si aspetta che ogni generazione di credenti sia vigile come loro anche se non conosce il giorno o l’ora del Suo ritorno. Tuttavia, oggi abbiamo ciò che non avevano essi allora, in altre parole, la graduale rivelazione ed adempimenti di eventi futuri che avrebbero preceduto il Giorno del Signore.

    Gesù ci ha dato molte informazioni in Matteo 24, poi Paolo ci ha dato molte più informazioni ma Paolo non aveva tutte le informazioni che abbiamo noi oggi perché il libro di Apocalisse non era stato ancora scritto. Inoltre, come abbiamo detto, gli Apostoli e le successive generazioni di credenti per molti, molti secoli non si sono resi conto che c’erano ancora molte, molte persone nel mondo di cui non si conosceva l’esistenza nella gran parte del mondo.

    Questa era una cosa essenziale da conoscere per capire che il ritorno del Signore non avrebbe potuto essere imminente come pensavano loro che sarebbe stato. Quindi, molti eventi necessari per il ritorno del Signore non erano amcora in posto nei loro giorni, ma essi pensavano che lo fossero o che sarebbero avvenuti, eppure alcuni di questi eventi non sono in atto nemmeno oggi, tuttavia oggi potrebbero essere tutti soddisfatti nella nostra vita in contrasto ai giorni di Paolo.

    Paolo sta quindi scrivendo in questi versetti che stiamo studiando, con una comprensione limitata e parziale, tuttavia per noi oggi questi versetti prendono molta più vita e forma, possiamo guardare alla storia di oggi e sapere che effettivamente la notte è quasi passata, è quasi spesa.

    Paolo si aspettava che l’alba del ritorno del Signore fosse dietro l’angolo anche ai suoi tempi, con le conoscenze che egli aveva in quel momento.

    Questa è esattamente l’immagine che Paolo sta dando nello scrivere questo, l’oscurità del male del mondo e il regno di Satana stava scomparendo ed ora sta scomparendo ancora più rapidamente che mai. Allora credevano e sapevano che Gesù era venuto per distruggere le opere del maligno

    1 Giovanni 3: 8, e lo stesso Giovanni dichiarò quanto segue:

    1 Giovanni 2:15-18 Non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui, 16 perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e l’orgoglio della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. 17 E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno. 18 Fanciulli, è l’ultima ora. E, come avete udito, l’anticristo deve venire, e fin da ora sono sorti molti anticristi; da questo conosciamo che è l’ultima ora.

    Giovanni dice che il mondo e la sua lussuria e il suo male stanno scomparendo. Questo è un processo, stanno scomparendo, non sono ancora scomparsi. Col passare del tempo, come abbiamo detto, le oscure azioni del male stanno scomparendo. Persino Giovanni sostiene che essi vivevano negli ultimi tempi e profetizza come anche Gesù e gli altri hanno fatto, che l’Anticristo doveva ancora venire.

    Egli dice che anche allora c’erano molti prototipi o tipi di Anticristi, e sappiamo che da allora ci sono stati e ce ne sono ancora molti. Giovanni sapeva questo anche allora e sapeva di vivere negli ultimi giorni. Oggi sappiamo che sarebbe passato molto più tempo, eppure la notte è quasi finita e l’alba di una nuova era è vicina.

    Gesù Cristo è più vicino oggi e la nostra redenzione si avvicina sempre di più ed in effetti anche per tutti noi è più vicina di quando abbiamo creduto per la prima volta.

    Molte persone diranno che il mondo è molto malvagio e molto tenebroso e lo è stato e che il male e le tenebre sono in aumento, come possiamo dire che la notte è quasi passata e che il giorno è vicino?

    È molto interessante notare che anche nella natura, poche ore prima della luce dell’alba, i cieli sono i più bui di tutta la notte.

    Questo è vero anche in questo caso! Questa è l’immagine che Paolo dipinge per noi, proprio prima dell’alba del ritorno di Cristo il mondo sarà al suo momento più buio, il mondo sarà nel suo stato più malvagio di sempre, ma comunque questo è un segno che la notte e quasi passata.

    Gesù, in realtà ci ha detto in Matteo 24 che questo sarebbe stato il caso.

    Matteo 24: 21-22 perché allora vi sarà una tribolazione così grande, quale non vi fu mai dal principio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà. 22 E se quei giorni non fossero abbreviati, nessuna carne si salverebbe; ma a motivo degli eletti quei giorni saranno abbreviati.

    Il mondo sarà in uno stato nel quale non è mai stato sin dall’inizio del mondo e non lo sarà mai più. I tempi saranno così malvagi che Dio li limiterà altrimenti nessuno sopravviverebbe. Tuttavia, è solo per il bene degli eletti di Dio che quei giorni saranno abbreviati.

    Gesù ha detto anche questo in Matteo 24:

    Matteo 24:36-39 «Quanto poi a quel giorno e a quell’ora, nessuno li conosce, neppure gli angeli dei cieli, ma soltanto il Padre mio. 37 Ma come fu ai giorni di Noè, così sarà anche alla venuta del Figlio dell’uomo. 38 Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio, le persone mangiavano, bevevano, si sposavano ed erano date in moglie, fino a quando Noè entrò nell’arca; 39 e non si avvidero di nulla, finché venne il diluvio e li portò via tutti; così sarà pure alla venuta del Figlio dell’uomo.

    Questo passo ha in realtà diverse cose che dobbiamo prendere in considerazione. Gesù sta dicendo che il giorno del Suo ritorno avverrà in un tempo simile ai giorni di Noè, ma Gesù ci ha anche detto prima che il tempo che precede il Suo ritorno sarà così terribile che non ha mai avuto precedenti.

    Quindi la similitudine ai tempi di Noè è esattamente questa una similitudine, poiché i giorni saranno così terribili Gesù deve usare un tempo in cui i tempi erano stati quasi come quelli che precederanno il Suo ritorno, però è solo un esempio per far luce su quanto malvagie le presone saranno in quei giorni, ancora di più che nei giorni di Noè.

    Gesù dice che anche allora le persone vivranno in questo modo, inconsapevoli del giudizio di Dio che sta per ricadere su di loro, proprio come lo fu fino a quando Noè entrò nell’arca. Non avevano la minima idea del giudizio di Dio finché non fu troppo tardi e il diluvio arrivò e distrusse tutte le creature viventi, tranne quelle nell’arca.

    Gesù dice così sarà negli ultimi giorni che precedono il Suo ritorno. Ci sono più cose che dobbiamo osservare riguardo ad entrambe le epoche, cioè i giorni di Noè e quelli che precedono il ritorno del Signore.

    Ci sono parallelismi e somiglianze che dobbiamo capire. Prima di tutto, diamo un’occhiata ai giorni in cui visse Noè. Come abbiamo detto questi hanno preceduto il giudizio di Dio, così sarà anche negli ultimi giorni. I giudizi di Dio pioveranno sull’umanità anche prima del ritorno del Signore, abbiamo ampie prove nel libro di Apocalisse. Il parallelo è quindi che, anche se Gesù ha detto prima, i giorni saranno così terribili come mai prima ma i giudizi di Dio non saranno solo la ragione per cui i giorni saranno terribili, per il popolo di Dio infatti i giudizi di Dio non saranno un fattore. Come ai tempi di Mosè, quando Dio giudicò severamente l’Egitto, tuttavia il Suo popolo non fu toccato da tutti i Suoi giudizi. Dio ha protetto il Suo popolo dai Suoi giudizi, così sarà anche negli ultimi giorni.

    Infatti, nel libro dell’Apocalisse abbiamo la prova di questo fatto:

    Apocalisse 15:1 Poi vidi nel cielo un altro segno grande e meraviglioso: sette angeli che avevano le ultime sette piaghe, perché con esse si compie l’ira di Dio.

    Eppure la parola di Dio dice questo riguardo alla chiesa e l’ira di Dio:

    Romani 5:9 Molto più dunque, essendo ora giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui.

    1 Tessalonicesi 5:9 Poiché Dio non ci ha destinati all’ira, ma ad ottenere salvezza per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo,

    Questo, credo, ha a che fare con il giudizio eterno, tuttavia, la Scrittura ci mostra che si riferisce anche all’ira di Dio negli ultimi giorni. Ciò è confermato dal fatto che l’ira di Dio sarà solo su coloro che hanno preso il marchio della bestia ed hanno adorato l’immagine della bestia e non i Suoi figli:

    Apocalisse 14:9-11 Un terzo angelo li seguì dicendo a gran voce: «Se uno adora la bestia e la sua immagine e ne prende il marchio sulla sua fronte o sulla sua mano, 10 berrà anch’egli il vino dell’ira di Dio, versato puro nel calice della sua ira e sarà tormentato con fuoco e zolfo davanti ai santi angeli e davanti all’Agnello. 11 E il fumo del loro tormento salirà nei secoli dei secoli, e non avranno requie né giorno né notte coloro che adorano la bestia e la sua immagine e chiunque prende il marchio del suo nome».

    Apocalisse 16:1-2 Poi udii una gran voce dal tempio che diceva ai sette angeli: «Andate e versate sulla terra le coppe dell’ira di Dio». 2 Il primo andò e versò la sua coppa sulla terra, e un’ulcera maligna e dolorosa colpì gli uomini che avevano il marchio della bestia e quelli che adoravano la sua immagine.

    Come il popolo di Dio ai tempi di Mosè, i figli di Dio anche in questi giorni godranno della protezione di Dio perché, come popolo di Dio, oggi siamo posti sotto il sangue dell’Agnello di Dio. Non siamo destinati all’ira a causa del Suo sangue. Come l’agnello pasquale e il suo sangue per gli Ebrei, Gesù è il perfetto Agnello di Dio e il Suo prezioso sangue ci protegge dall’ira di Dio esattamente come il sangue dell’agnello pasquale proteggeva il popolo di Israele a quei tempi. La Pasqua è davvero un simbolo di Gesù, l’agnello di Dio.

    Quindi ciò che stiamo guardando qui in termini di ciò che Gesù disse in Matteo 24 è che i giorni saranno terribili per i non credenti perché subiranno l’ira di Dio, ma i figli di Dio saranno salvati come Noè e la sua famiglia perché entrarono nell’ arca della salvezza, abbiamo anche noi la nostra arca di salvezza, Gesù Cristo. Essere in Lui è come Noè e la sua famiglia erano nell’arca durante il giudizio di Dio, saremo anche noi al sicuro dall’ira di Dio. Tuttavia, quei giorni saranno terribili anche per i credenti perché, anche se non sopporteranno l’ira di Dio, dovranno sopportare l’odio di Satana e la sua ira e persecuzione, Apocalisse 12 e 13.

    Ricordate? Gesù ha detto che i giorni saranno così terribili che se Egli non li accorciasse, nessuna carne sopravviverebbe. Questo include sia persone salvate che non salvate. Ricordiamo, è Dio e solo Dio che ha il potere assoluto e la sovranità di limitare e di frenare il male.

    Gesù ha anche menzionato la somiglianza tra i giorni di Noè e gli ultimi giorni prima del Suo ritorno e quindi per capire meglio vediamo come erano i giorni di Noè.

    Genesi 6:5-8 Ora l’Eterno vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che tutti i disegni dei pensieri del loro cuore non erano altro che male in ogni tempo. 6 E l’Eterno si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo. 7 Così l’Eterno disse: «Io sterminerò dalla faccia della terra l’uomo che ho creato, dall’uomo al bestiame, ai rettili, agli uccelli del cielo, perché mi pento di averli fatti». 8 Ma Noè trovò grazia agli occhi dell’Eterno.

    Questa è un’istantanea di come erano i giorni di Noè! La malvagità dell’uomo era grande sulla terra e ogni immaginazione dei pensieri del suo cuore era malvagia continuamente. Ora, come erano terribili e malvagi gli uomini in questi giorni, tanto che Dio decise di distruggere completamente l’umanità, i tempi che precederanno il ritorno di Gesù e che Gesù stesso disse che sarebbero stati come i giorni di Noè. Eccessivamente malvagi! Peggio ancora dei giorni di Noè, ma come allora Dio porterà il Suo severo giudizio sull’umanità. Tuttavia, terribile come il Suo giudizio fu ai giorni di Noè, che ha solo risparmiato otto persone, negli ultimi giorni la misericordia di Dio sarà però immensa anche nel mezzo della terribile malvagità e della Sua grande ira, saranno giorni come non abbiamo mai visto prima; nonostante questo terribile giudizio, la Scrittura ci dice che Dio raccoglierà un gran raccolto di redenzione:

    Apocalisse 7:9-14 Dopo queste cose vidi una grande folla che nessuno poteva contare, di tutte le nazioni, tribù, popoli e lingue; questi stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, coperti di vesti bianche e avevano delle palme nelle mani. 10 E gridavano a gran voce, dicendo: «La salvezza appartiene al nostro Dio che siede sul trono e all’Agnello». 11 E tutti gli angeli stavano in piedi intorno al trono e agli anziani e ai quattro esseri viventi, e si prostrarono sulle loro facce davanti al trono e adorarono Dio, 12 dicendo: «Amen! La benedizione, la gloria, la sapienza, il ringraziamento, l’onore, la potenza e la forza appartengono al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen!». 13 Poi uno degli anziani si rivolse a me, dicendo: «Chi sono costoro che sono coperti di bianche vesti, e da dove sono venuti?». 14 Ed io gli dissi: «Signore mio, tu lo sai». Egli allora mi disse: «Costoro sono quelli che sono venuti dalla grande tribolazione, e hanno lavato le loro vesti e le hanno imbiancate nel sangue dell’Agnello.

    Questo passo dice che c’era una grande moltitudine che nessun uomo poteva contare di tutte le nazioni, i tribù, popoli e le lingue. Questi come scrive Giovanni sono quelli che sono usciti dalla grande tribolazione. I redenti di tutte le nazioni, come possiamo osservare, saranno una così grande moltitudine. La grande tribolazione è il periodo di tre anni e mezzo in cui l’Anticristo prende il potere prima del ritorno di Cristo. Questi sono i giorni che Gesù dice sarebbero così terribili che se Dio non li avesse accorciati non sopravviverebbe nessuna carne. Questo è il periodo in cui la persecuzione degli ebrei e dei cristiani sarà così terribile che non avrà precedenti. Questo periodo farà sembrare quello che ha fatto Hitler un gioco da ragazzi! Questo periodo sarà il periodo terribile anche della feroce ira di Dio sull’umanità. Eppure, nei giorni di Noè, Dio ne ha salvati solo otto, in questo periodo Dio riscatterà una grande moltitudine.

    Dio, nel Suo giudizio, ricorda la misericordia, persino Abacuc ha invitato Dio a ricordare misericordia nel Suo giudizio:

    Abacuc 3:2 «O Eterno, io ho udito il tuo parlare e ho paura; o Eterno, fa’ rivivere la tua opera nel corso degli anni, nel corso degli anni falla conoscere. Nell’ira ricordati della compassione.

    Persino Geremia durante l’assedio e la distruzione di Gerusalemme ricordò la fedeltà e la misericordia di Dio:

    Lamentazioni 3:21-24 Questo voglio richiamare alla mente e perciò voglio sperare. 22 È una grazia dell’Eterno che non siamo stati interamente distrutti, perché le sue compassioni non sono esaurite. 23 Si rinnovano ogni mattina; grande è la tua fedeltà. 24 «L’Eterno è la mia parte», dice l’anima mia, «perciò spererò in lui».

    Quello che stiamo vedendo è ciò che Paolo ci sta dicendo, la notte è trascorsa e anche se le ore più buie devono arrivare sull’umanità, il mattino è vicino, il ritorno di Cristo è sempre più imminente e sappiamo che quando queste cose arriveranno sul mondo, non dobbiamo disperare, piuttosto dovremmo trovare conforto nel fatto che la nostra redenzione è avvicina.

    Proprio per questo fatto che Paolo ora comanda, esorta i credenti in questo modo:

    Romans 13:12-14 La notte è avanzata e il giorno è vicino; gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. 13 Camminiamo onestamente, come di giorno, non in gozzoviglie ed ebbrezze, non in immoralità e sensualità, non in contese ed invidie. 14 Ma siate rivestiti del Signor Gesù Cristo e non abbiate cura della carne per soddisfarne le sue concupiscenze.

    Pertanto, perché il giorno del ritorno del Signore è vicino, perché anche se dovremo passare attraverso il momento più oscuro della storia umana, perché la nostra salvezza, la nostra redenzione e la redenzione di Israele e il completamento del Regno di Dio è più vicino, sempre più vicino di quando abbiamo creduto per la prima volta, a causa di tutto ciò, dobbiamo vivere in un certo modo, dobbiamo abbandonare, sbarazzarci delle opere delle tenebre e indossare l’armatura di luce.

    Gettare via le opere delle tenebre è una parola violenta, questo denota un’azione violenta.

    Gesù ha detto questo:

    Matteo 11: 12 E dai giorni di Giovanni Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti lo rapiscono. 13 Poiché tutti i profeti e la legge hanno profetizzato fino a Giovanni.

    Questo significa che il regno dei cieli subisce violenza, come la violenza con la quale i riscuotitori di tasse ed i pagani, che gli scribi ed i farisei pensavano non avessero diritto al regno del Messia, erano invece pieni di sacro zelo, coglievano al tempo stesso la misericordia del Vangelo, e così prendevano il regno come per forza. Per forza da chi? Da quei dottori gli eruditi che reclamavano il regno da soli e rivendicavano per se i posti più importanti del regno di Dio.

    Cristo stesso ha detto che i raccoglitori di tasse e le prostitute sarebbero entrati nel regno di Dio prima di loro. Vedi anche il passo parallelo, Luca 7: 28-30.

    Chi prenderà possesso del regno spirituale della giustizia, della pace e della gioia, dovrà farlo sul serio, come per forza, perché l’inferno si opporrà a loro ad ogni passo che faranno; e se un uomo non è assolutamente determinato a rinunciare ai suoi peccati e alle cattive compagnie volendo che la sua anima sia salvata ad ogni costo, sicuramente invece perirà. Ciò richiede un tipo di violenta serietà che deve essere esercitata.

    Questo è ciò che Paolo sta dicendo, dobbiamo scacciare le opere delle tenebre violentemente dalla nostra vita. Satana tenterà di aggredirci con tutto ciò che egli ha, i demoni, il mondo, manipolando le nostre menti e manipolando i nostri desideri carnali per deviare il nostro cammino, al fine di squalificare la nostra testimonianza, la nostra testimonianza e il nostro servizio.

    Notate, non ho detto la nostra salvezza perchè egli non ha il potere su questa, ma potrebbe invece far si che diventiamo inutili nel servizio di Dio, il che ci sqalifica. Egli può fare in modo che possa farci perdere le nostre ricompense celesti. Questo sì!

    Anche se tutto questo sembra stia parlando della salvezza eterna, non lo è! Ricordiamoci, la salvezza è un dono della misericordia di Dio e la grazia non è una ricompensa. Una ricompensa presupporrebbe che abbiamo fatto qualcosa per meritare o guadagnare una ricompensa, non abbiamo e non possiamo mai meritare o guadagnare la salvezza. Non si può chiamare un regalo una ricompensa!

    Le nostre ricompense celesti perciò, sebbene condizionate dal fatto che siamo salvati, queste però non sono la nostra salvezza. I premi dipendono dalla nostra obbedienza e fedeltà dopo essere stati salvati.

    In realtà è ciò che Paolo dice in diversi passi, come questi:

    1 Corinzi 3:7-8 Ora né chi pianta né chi annaffia è cosa alcuna, ma è Dio che fa crescere. 8 Così colui che pianta e colui che annaffia sono una medesima cosa, ma ciascuno riceverà il proprio premio secondo la sua fatica.

    Come vediamo qui, la ricompensa e non la salvezza, piuttosto le ricompense secondo la propria fatica, lavoro nel Signore. Se la salvezza fosse il contesto, allora la salvezza dovrebbe essere per mezzo di opere o data in cambio per il lavoro.

    Tuttavia, sappiamo che non siamo e non possiamo essere salvati per opere di Romani 3: 27-28;

    Romani 4: 6; Romani 9:11.

    Romani 11:5-6 Così dunque, anche nel tempo presente è stato lasciato un residuo secondo l’elezione della grazia. 6 E se è per grazia, non è più per opere, altrimenti la grazia non sarebbe più grazia; ma se è per opere, non è più grazia, altrimenti l’opera non sarebbe più opera.

    Non commettiamo errori, la salvezza è per elezione sovrana di Dio, per misericordia e grazia di Dio, Efesini 2: 8-10 e mai e poi mai per opere. Quindi le ricompense in questione non sono la salvezza, piuttosto le ricompense che Dio ci dà sono per il nostro fedele servizio ed obbedienza a Lui come figli già salvati.

    Quindi, quando Paolo dice questo:

    1 Corinzi 9: 24-27 Non sapete voi che quelli che corrono nella gara, bensi corrono tutti, ma uno solo ne conquista il premio? Correte in modo da conquistarlo. 25 Ora, chiunque compete nelle gare si auto-controlla in ogni cosa; e quei tali fanno ciò per ricevere una corona corruttibile, ma noi dobbiamo farlo per riceverne una incorruttibile. 26 Io dunque corro, ma non in modo incerto; così combatto, ma non come battendo l’aria; 27 anzi disciplino il mio corpo e lo riduco in servitù perché, dopo aver predicato agli altri, non sia io stesso riprovato.

    Paolo sta parlando di ricompense non salvezza qui. Dice che rende la sua carne, il suo corpo in servitù e lo sottomette, lo porta in soggezione alla volontà di Dio, alla giustizia e alla santità di Dio, così che in ogni modo, dopo aver predicato agli altri, egli stesso non diventasse squalificato. Qui Paolo parla di servizio e di ricompense qui e non salvezza. Il premio non è la salvezza!

    Abbiamo un’ulteriore conferma che questo è davvero il fatto come dice lui anche qui:

    1 Corinzi 3:12-15 Ora, se uno costruisce sopra questo fondamento con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, stoppia, 13 l’opera di ciascuno sarà manifestata, perché il giorno la paleserà; poiché sarà manifestata mediante il fuoco, e il fuoco proverà quale sia l’opera di ciascuno. 14 Se l’opera che uno ha edificato sul fondamento resiste, egli ne riceverà una ricompensa, 15 ma se la sua opera è arsa, egli ne subirà la perdita, nondimeno sarà salvato, ma come attraverso il fuoco.

    Questo è l’ultimo chiodo nella bara della dottrina dei credenti che credono che si possa perdere la salvezza. Paolo dice invece che se un cristiano decide di vivere una vita prevalentemente carnale e non si preoccupa tanto di costruire la propria vita sul fondamento di Cristo, le loro opere saranno effettivamente giudicate e provate dal fuoco del giudizio di Dio. L’eterna e fedele opera, il servizio e l’obbedienza a Dio passano il giudizio di Dio e saranno premiati, ma quando e se le opere sono umane, temporali e carnali saranno arse dal giudizio di Dio e non saranno ricompensate, la perdita e la sofferenza sta nel perdere le ricompense ed ecco qui il fatto che la persona stessa sarà comunque salvata.

    Pietro ha detto che il giusto è scarsamente salvato ed è vero che noi che siamo salvati siamo salvati dalla grazia e dalla misericordia di Dio e certamente non meritiamo mai la salvezza, meritiamo l’ira e il giudizio di Dio.

    1 Pietro 4:17-18 Poiché è giunto il tempo che il giudizio cominci dalla casa di Dio; e se comincia prima da noi, quale sarà la fine di coloro che non ubbidiscono all’evangelo di Dio? 18 E «se il giusto è appena salvato, cosa avverrà dell’empio e del peccatore?».

    Questo passo sta effettivamente dicendo anche quello che Paolo stava dicendo. In altre parole, Dio giudicherà le opere dei credenti e per questo alcuni saranno a malapena salvati, questo significa che le loro opere saranno bruciate dal giudizio di Dio ma essi saranno salvati, questo è l’equivalente di essere appena salvati. Se siamo salvati ed otteniamo pochi o nessun premio, saremo davvero appena risparmiati. Se il giudizio di Dio sulla fedeltà dei credenti è una realtà, e lo è, allora immaginate quale tipo di giudizio riceveranno i peccatori impenitenti. Sarà eterno e sarà terribile.

    Tuttavia, non possiamo essere salvati dalle opere; ma dopo essere stati salvati, le nostre opere se fondate su Cristo, le opere che sono fatte per la gloria di Dio, le opere che pratichiamo quando cerchiamo prima il Suo Regno e la giustizia, quelle opere ci riservano ricompense celesti ed eterne.

    Ora che abbiamo accertato che non possiamo perdere la nostra salvezza, ma possiamo perdere i nostri premi, vedi anche Colossesi 2:18; torniamo quindi al nostro testo di studio in cui Paolo ci esorta ad abbandonare le opere delle tenebre dalla nostra vita. Come abbiamo detto, ciò richiede uno sforzo volontario paragonabile a un atto violento.

    È così che dobbiamo essere determinati nelle nostre battaglie quotidiane contro il peccato, la carne e il mondo, sia nelle nostre vite individuali, sia nella chiesa e persino nella società in cui viviamo.

    Ricordiamoci che in questo capitolo Paolo sta scrivendo per dire alla chiesa come dovrebbe comportarsi verso le autorità governative e quindi questo capitolo è anche una guida per la chiesa di come dobbiamo comportarci come cristiani nella società in cui si vive.

    Siamo chiamati come credenti e come chiesa a denunciare tutte le opere infruttuose delle tenebre, vedi

    Efesini 5: 11-13. Anche nella nostra stessa vita dobbiamo fare lo stesso,

    Ebrei 12:1 Anche noi dunque, essendo circondati da un così gran numero di testimoni, deposto ogni peso e il peccato che ci sta sempre attorno allettandoci, corriamo con perseveranza la gara che ci è posta davanti,

    Ancora una volta, l’autore di Ebrei come Paolo usa una metafora della corsa, gara, per descrivere la nostra vita cristiana, Paolo lo usava metaforicamente in diverse occasioni: 1 Corinzi 9: 24-25; 2 Timoteo 4: 7.

    È molto difficile correre una gara come afferma in Ebrei 12, con pesi e peccati che ci assalgono non possiamo ovviamente facilmente correre in una gara. L’esempio è quello di un corridore che cerca di correre una gara mentre è appesantito e quindi questo sarà estremamente difficile da gestire rispetto ad altri che si affideranno diligentemente a rimuovere il peccato ed i pesi della loro vita. Le parole ci affascinano facilmente in questo contesto perchè nella lingua greca significa questo: contrastare (un corridore) in ogni direzione.

    Quindi dobbiamo rimuovere violentemente da noi le opere delle tenebre in ogni modo possibile. Dobbiamo diventare combattivi per eliminare il peccato dalle nostre vite, non possiamo essere passivi.

    Questo è il motivo per cui Gesù ci ha detto che dobbiamo prendere il regno di Dio con la violenza. Questo non significa che dobbiamo essere persone violente o usare la violenza verso gli altri.

    È piuttosto una figura retorica per descrivere che in realtà dobbiamo usare una grande quantità di sforzo e sacrificio per combattere il peccato, in un modo molto simile a come se fossimo in una vera battaglia, perché siamo davvero in una vera battaglia.

    In combattimento, quando i soldati rimangono passivi diventano bersagli più facili e vengono sconfitti più facilmente. In combattimento spesso una posizione difensiva, non sempre, ma il più delle volte, diventa alla fine uno svantaggio piuttosto che un vantaggio.

    In combattimento è azione, coraggio, sforzo e sì, violenza che porta alla vittoria non codardia, paura e passività.

    Quindi, come cristiani, dobbiamo essere pronti all’azione, a non restare passivamente in piedi e permettere al nemico di dettare il ritmo della nostra vita.

    La Scrittura in molti, molti posti ci dice che i credenti devono essere pronti, attivi e non passivi:

    Jeremiah 1:17-19 Perciò cingiti i lombi, lèvati e di’ loro tutto ciò che ti comanderò. Non sgomentarti davanti a loro, affinché non ti renda sgomento davanti a loro. 18 Ecco, oggi io faccio di te una città fortificata, una colonna di ferro e un muro di bronzo contro tutto il paese, contro i re di Giuda, contro i suoi principi, contro i suoi sacerdoti e contro il popolo del paese. 19 Essi combatteranno contro di te ma non ti vinceranno, perché io sono con te per liberarti, dice l’Eterno».

    Questo è un passaggio molto appropriato per descrivere esattamente di cosa stiamo parlando qui. Dio dice a Geremia il profeta di cingersi i lombi e di alzarsi. Che cosa significa questo? Cingere i lombi è un termine che indica prontezza e rapida azione. Nei giorni biblici, anche in alcune culture mediorientali di oggi, gli uomini indossano una veste lunga, lunga fino ai piedi. Possiamo capire che indossare un abito lungo in quel modo ostacolerà movimenti veloci e rapidi in quanto l’abito legherà le gambe in modo tale da permettere alla persona che lo indossa solo di fare piccoli rapidi passi. Tuttavia, al fine di essere in grado di eseguire un movimento più ampio e libero una persona avrebbe dovuto raccogliere la tunica fino alla vita, cioè i lombi, in modo che le gambe potessero avere la libertà di muoversi con passo lunghi o di correre senza che il vestito li impedisse. Possiamo quindi capire quanto un vestito del genere potesse limitre ed impedire la corsa o camminare con una lunga falcata.

    Questo è quello che significa cingere i lombi in modo tecnico e letterale.

    La traduizone spirituale di questo significa, essere pronti all’azione, prepararsi in modo tale da poter muoversi rapidamente e senza impedimenti. È ovvio che Dio sta dicendo a Geremia di cingersi i lombi e di manifestarsi nel senso spirituale. Sta comandando a Geremia di prepararsi e di essere in condizione di muoversi rapidamente per fare ciò che Dio gli ha detto di fare. Se Geremia avesse obbedito a Dio, lo Dio lo avrebbe reso vittorioso. Quando Dio ci comanda di prepararci ad agire, abbiamo due scelte; o disobbediamo e rimaniamo passivi e poi sopportiamo le conseguenze della nostra disobbedienza o diventeremo pronti ed attivi ed obbediremo e Dio ci darà successo. Questo è il significato di questo passo!

    Quando si tratta di rimuovere le opere delle tenebre dalla nostra vita, dobbiamo essere pronti e disposti a farlo con azioni violente e di prontezza. Più a lungo lasciamo che il peccato rimanga nella nostra vita, peggiore sarà la nostra situazione. Questa è una conseguenza della nostra mancanza di azione o della nostra passività!

    Anche Pietro dice la stessa identica cosa:

    1 Pietro 1:13-16 Perciò, avendo cinti i lombi della vostra mente, siate vigilanti, e riponete piena speranza nella grazia che vi sarà conferita nella rivelazione di Gesù Cristo. 14 Come figli ubbidienti, non conformatevi alle concupiscenze del tempo passato, quando eravate nell’ignoranza, 15 ma come colui che vi ha chiamati è santo, voi pure siate santi in tutta la vostra condotta, 16 poiché sta scritto: «Siate santi, perché io sono santo».

    Pietro qui ci esorta a preparare la nostra mente. In un certo senso ci sta dicendo cosa ha detto Paolo in

    Romani 12: 2, cioè di non essere conformi alle vie del mondo ma essere trasformati mediante il rinnovamento della nostra mente. Pietro ci dice di rendere la nostra mente pronta, pronta e sobria. Una mente sobria è una mente che non è confusa come se fosse ubriaca. Avere una mente sobria è avere una mente rinnovata, rinnovata dalla parola di Dio. Per avere una mente che è controllata dalla parola di Dio, una mente che esercita il discernimento spirituale e la saggezza divina. Per evitare comportamenti peccaminosi una mente rinnovata dalla parola di Dio è essenziale.

    Questo è esattamente ciò che significa non essere conformi alle vie del mondo ma essere trasformati invece attraverso il rinnovamento della nostra mente. Una mente rinnovata vuol dire avere una vita trasformata, una mente rinnovata significa esercitare il discernimento spirituale e la saggezza divina. Questo accade in maniera reale quando possiamo identificare e discernere la differenza tra il vero bene e il vero male in modo scritturale.

    Questo è ciò che dice anche l’autore di Ebrei:

    Ebrei 5:12-14 Infatti, mentre a quest’ora dovreste essere maestri, avete di nuovo bisogno che vi s’insegnino i primi elementi degli oracoli di Dio, e siete giunti al punto di aver bisogno di latte e non di cibo solido. 13 Chiunque infatti usa il latte non ha esperienza della parola di giustizia, perché è ancora un bambino; 14 il cibo solido invece è per gli adulti, che per l’esperienza hanno le facoltà esercitate a discernere il bene dal male.

    In questo brano l’autore sta scrivendo ad un pubblico predominantemente di Ebrei cristiani. In questa assemblea molte persone non avevano però ancora raggiunto la pienezza della fede. Infatti, alcune persone che frequentavano questi assemblee di credenti ebrei rimasero perplessi nella loro religione e tradizioni ebraiche ed infine non abbracciarono pienamente la salvezza in Cristo per grazia e fede soltanto.

    Per questi motivi troviamo molti passi in questa epistola che sembrano dire che un credente potrebbe scadere dalla grazia e perdere la loro salvezza. In realtà l’intero libro agli Ebrei è una lettera che fa distinzioni tra coloro che abbracciavano pienamente la salvezza in Cristo e per Cristo solamente e per grazia e fede solamente e coloro che ancora vacillavano sulla proverbiale staccionata, volendo mantenere ancora la loro religione ebraica dell’AT cioè la legge e credre anche in Cristo.

    Tuttavia, non si può aggiungere Gesù ad una religione ed essere salvati. O è tutto per grazia e fede o non è si è affatto salvati. Altri in questa comunità ebraica non avevano pienamente accettato Cristo, erano stati esposti e sono stati testimoni del potere del Vangelo, ma non volevano ancora completamente accettare Gesù Cristo. Stavano vivendo il cristianesimo in modo esterno ma non avevano mai sperimentato Cristo in un modo reale ed interiore, in altre parole non hanno sperimentato una nuova nascita, erano rimasti tutti fuori guardando dentro e dopo aver visto il potere di Dio in un modo esterno erano pronti rifiutare Cristo e ritornare pienamente alla legge di Mosè.

    Per questo, ci sono molti, molti passi che mettono in guardia dal pericolo di rifiutare Cristo e la salvezza solo per grazia e fede attraverso Lui per tornare indietro ad una religione morta che non può mai dare la salvezza.

    In questo contesto, quindi, l’autore sta dicendo a quelli di questa assemblea che non volevano accettare Gesù completamente, ma stavano pensando di rimanere o di tornare alla legge, che, dopo tutti i millenni che avevano ricevuto la parola di Dio essi sarebbero dovuti essere insegnanti della parola di Dio, esperti di essa e in tal modo dovevano quindi riconoscere Cristo e il loro bisogno di credre in Lui. Avrebbero dovuto sapere che la legge, i profeti ed i Salmi parlano di Lui, avrebbero dovuto essere insegnanti, invece dovevano ancora essere insegnati, anche i principi fondamentali e rudimentali della parola di Dio.

    In questo passo l’autore ci fornisce una visione molto importante che tutti noi dobbiamo capire e soprattutto mettere in pratica. Questo passaggio ci dà anche la luce sul perché molti, molti cristiani, veri cristiani rinati ancora oggi hanno ancora difficoltà a comprendere le verità spirituali.

    Ci sono molti, molti credenti che anche oggi che si trovano nella stessa condizione spirituale di immaturità spirituale e questo è esattamente il motivo per cui questi credenti non possono nutrirsi della carne della parola di Dio, in altre parole, non possono comprendere o accettare le cose più profonde e mature del parola di Dio.

    Questi sono i credenti che non hanno una vera continuità nella loro crescita spirituale ed hanno problemi nella loro crescita cristiana. Non riescono a vedere, capire o essere in grado di gestire le verità più profonde di Dio. Quindi, possono solo digerire il latte e non la carne. Ciò si verifica però per una ragione.

    Questi credenti non cingono i lombi della loro mente, cioè non rinnovano la mente studiando la parola di Dio, e per questo spesso non riescono a discernere tra le cose che sono buone e cattive secondo Dio.

    Questo è ciò che significa la parte del suddetto brano:

    e siete giunti al punto di aver bisogno di latte e non di cibo solido. 13 Chiunque infatti usa il latte non ha esperienza della parola di giustizia, perché è ancora un bambino; 14 il cibo solido invece è per gli adulti, che per l’esperienza hanno le facoltà esercitate a discernere il bene dal male.

    Quelli che possono solo digerire il latte, in altre parole comprendere solo le cose basilari di Dio, sono così perché non sono abili nella parola di Dio, sono bambini, immaturi nella loro fede. Le cose profonde della parola di Dio appartengono a coloro che possono capirle perché sono esercitati dalla pratica dello studio della parola di Dio, questi credenti hanno i loro sensi, o la loro mente, esercitata per essere in grado di discernere il bene e il male.

    È importante capire che la comprensione, il discernimento della vera differenza tra il bene e il male devono essere conformi alle norme di Dio e non secondo le norme dell’uomo. Questo è il motivo per cui è essenziale essere esercitati nella mente, cingere i lombi della nostra mente, essere in grado di riconoscere il bene ed il male dal punto di vista di Dio, non con la nostra comprensione umana, perché spesso la nostra mente è ancora molto influenzata dalla programmazione della natura peccaminosa e dal mondo per cui per molti credenti molte abitudini di cattivo pensiero persistono per anni.

    In effetti, il distacco dalle opere delle tenebre dipende molto dal giusto discernimento del bene e del male secondo la parola di Dio e secondo la Sua mente. Pertanto, per poter gettare via le opere delle tenebre dalla nostra vita, dobbiamo comprenderle tutte molto bene, anche quelle più sottili e mascherate. Infatti, uno dei modi in cui le fortezze diventano tali nella mente del credente non è sempre e solo a causa della vecchia programmazione del mondo e della natura peccaminosa che avevamo una volta, ma avviene spesso anche attraverso false dottrine.

    Molti credenti sono suscettibili a credere alle false dottrine perché queste dottrine sono per lo più nascoste con cura all’interno della verità di Dio. L’esposizione a lungo termine a false dottrine crea roccaforti nella mente dei credenti e poi creano situazioni molto brutte e delle mentalità cattive nei credenti. Uno dei principali problemi con le false dottrine è che ostacolano proprio la progressione, cioè la crescita e la maturità spirituale dei credenti.

    L’altra cosa grave e molto cattiva che le false dottrine causano, è avere un’immagine errata della persona di Dio ed una errata comprensione della verità di Dio o meglio sovvertire la vera comprensione della verità di Dio.

    La sottigliezza delle false dottrine è di grande detrimento e danno alla chiesa. Molti credenti pensano che le false dottrine siano innocue e non dannose. Pensano che al massimo sono semplicemente una divergenza nell’interpretazione biblica tra credenti, quando in realtà sono molto, molto più di questo. Certamente parte della questione delle false dottrine è in effetti una cattiva interpretazione, ma è molto più di questo. Le false dottrine aggiungono cose false al testo delle Scritture ed eliminano o omettono parti della verità di Dio.

    Ascoltate come Pietro affronta la questione delle false dottrine e poi ditemi se si possa capire se è un serio problema o solo qualcosa a cui leggeremente opporsi o da ignorare.

    2 Pietro 2:1-3 Or vi furono anche dei falsi profeti fra il popolo, come pure vi saranno fra voi dei falsi dottori che introdurranno di nascosto eresie di perdizione e, rinnegando il Padrone che li ha comprati, si attireranno addosso una fulminea distruzione. 2 E molti seguiranno le loro deleterie dottrine, e per causa loro la via della verità sarà diffamata. 3 E nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole bugiarde; ma la loro condanna è da molto tempo all’opera e la loro rovina non si farà attendere.

    Come possiamo capire chiaramente, le false dottrine sono davvero molto pericolose ed un fatto da non respingere affatto. C’è solo una corretta interpretazione della Scrittura. C’è un solo corpo di verità e la verità è una sola verità, poiché Dio è uno e Lui è la verità. Non ci possono essere versioni diverse e interpretazioni varie e vari significati della parola di Dio. Solo uno e solo uno corretto!

    Quindi per il credente le cose sono in realtà doppiamente difficili, perché dobbiamo scacciare le opere delle tenebre del mondo ma anche l’opera delle tenebre e dell’inganno all’interno della chiesa attraverso le false dottrine.

    Paolo ci dice di abbandonare tutte queste opere infruttuose delle tenebre, fuori dalla nostra vita, peccaminosità e falsa dottrina. I pastori e gli anziani dovrebbero essere i guardiani della chiesa e dovrebbero essere quelli che aiutano i credenti a liberarsi delle opere infruttuose delle tenebre per aiutarli a formare le loro vite in Cristo.

    Paolo ha usato una terminologia militare per descrivere il cristiano che scaccia le opere del male e combatte le forze delle tenebre nella loro vita.

    Un passo che ci mostra chiaramente questo fatto si trova in:

    2 Corinzi 10:3-6 Infatti anche se camminiamo nella carne, non guerreggiamo secondo la carne, 4 perché le armi della nostra guerra non sono carnali, ma potenti in Dio a distruggere le fortezze, 5 affinché distruggiamo le argomentazioni ed ogni altezza che si eleva contro la conoscenza di Dio e rendiamo sottomesso ogni pensiero all’ubbidienza di Cristo, 6 e siamo pronti a punire qualsiasi disubbidienza, quando la vostra ubbidienza sarà perfetta.

    Diamo un’occhiata a questo passo. Paolo dice che sebbene camminiamo nei nostri corpi di carne, non facciamo guerra in modo umano o carnale. Qui notiamo che Paolo usa le parole fare guerra. Come ho già detto più volte, quando Paolo ci ha detto di abbandonare le opere del male, usa un linguaggio che denota l’uso di un atto violento. Per scacciare le opere delle tenebre, che siano peccaminosità o false dottrine o mentalità erronee, dobbiamo farlo usando un atto violento. Tuttavia, ciò che troviamo in questo passo è che le azioni violente o bellicose non sono uno sforzo umano, non si sta facendo guerra a queste cose in modo umano e carnale. I nostri atti di guerra o di violenza devono essere fatti spiritualmente e sono armi spirituali come dice Paolo:

    le armi della nostra guerra non sono carnali, ma potenti in Dio.

    Le nostre armi non sono carnali, sono potenti attraverso Dio non noi. Le nostre armi sono spirituali e hanno la loro fonte e il loro potere in Dio non in noi stessi. Non possiamo abbandonare le opere del male semplicemente per pura volontà umana, non possiamo respingerle con i pensieri positivi o avendo un atteggiamento positivo. Non possiamo farlo con mezzi naturali. La nostra battaglia non è contro carne e sangue ma contro le forze del male e dell’oscurità, in modo che non possiamo combatterli in modo naturale e umano. Paolo in Efesini 6 è abbastanza chiaro e conciso su questo:

    Efesini 6:10-13 Del resto, fratelli miei, fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza. 11 Rivestitevi dell’intera armatura di Dio per poter rimanere ritti e saldi contro le insidie del diavolo, 12 poiché il nostro combattimento non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potestà, contro i dominatori del mondo di tenebre di questa età, contro gli spiriti malvagi nei luoghi celesti. 13 Perciò prendete l’intera armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio e restare ritti in piedi dopo aver compiuto ogni cosa.

    Anche qui Paolo ci spiega che dobbiamo essere forti, trovare la forza nel Signore e nel potere della Sua potenza e non in noi stessi. Paolo ci dice di rivestirci con l’intera armatura di Dio per resistere alle insidie del diavolo. Cosa sono le insidie? Questa è la definizione di wiles: significa attirare e attirare, significa, stratagemmi subdoli o astuti impiegati nel manipolare o persuadere qualcuno a fare ciò che si vuole e inganni, astuzie, stratagemmi, schemi, schivate, manovre, sotterfugi.

    Satana ha costruito un’intera rete in questo mondo per portarci a fare i suoi ordini. Satana sa che per farci peccare tutto ciò che deve fare è attirarci e manipolarci nella mente, nelle nostre emozioni e i nostri desideri carnali e così peccheremo davvero. Satana crea una rete di ideologie e filosofie e false dottrine per manipolare e persuadere qualcuno a fare la sua volontà ed a finire nel peccato. Tutte le astuzie di Satana portano al peccato e la gente si arrende ad esse.

    Pertanto, al fine di evitare di cadere nelle vie devianti di Satana, o di evitare di essere intrappolati nelle ideologie e nelle mentalità che Satana semina nel mondo e nella chiesa attraverso false dottrine o in qualche modo spingendo le ideologie mondane ad essere accettate nella chiesa; noi dobbiamo indossare l’intera armatura di Dio.

    Questo è ciò che Paolo descrive anche in 2 Corinzi 10 cioè come le armi della nostra guerra sono potenti attraverso Dio. Diamo un’occhiata a queste armi senza approfondire l’esposizione di queste armi. Se volete vederle in modo più dettaglio, vi incoraggerei a vederle nello studio del capitolo precedente, Romani 12, come sono delineate e spiegate lì.

    Paolo menziona comunque che l’armatura di Dio è composta da: la verità di Dio, questa è la nostra cintura. La giustizia di Cristo così come noi che camminiamo e ci comportiamo rettamente secondo la verità di Dio e la Sua volontà, questa è la nostra corazza. Il Vangelo della pace, in altre parole il Vangelo di Gesù Cristo è il nostro punto d’appoggio, quello su cui stiamo saldi, è il potere di Dio per la salvezza e quindi il nostro potere in questa vita e nella prossima. Il vero Vangelo, non i falsi vangeli. Il nostro scudo è la nostra fede in Dio e le Sue promesse, con le quali possiamo bloccare tutte le bugie e le accuse infuocate del diavolo. La nostra salvezza, o meglio, la certezza della nostra salvezza è il nostro elmo, ciò che protegge i nostri pensieri. Se perdiamo la certezza della nostra salvezza, tutto il nostro pensiero su Dio e le Sue promesse saranno erronee e la paura, il dubbio e persino l’incredulità sorgeranno e danneggeranno la nostra crescita cristiana, la nostra maturità e la nostra fede. Infatti Paolo ci ha detto che Dio non ci ha dato uno spirito di timore ma di amore, potenza ed una mente sana o disciplinata, 2 Timoteo 1: 7. L’amore scaccia via anche la paura ed i dubbi così che siamo sicuri dell’amore di Dio e della Sua salvezza eterna, 1 Giovanni 4: 17-18.

    La nostra mente deve essere protetta dalla verità e dall’amore di Dio dimostrato a noi nella Sua misericordia e grazia nella nostra salvezza. Perché la nostra mente infine influenzerà le nostre emozioni e il nostro comportamento.

    La parola di Dio infine è la nostra spada, la nostra arma d’attacco ed anche difensiva e per renderla più efficace dobbiamo saperla e come usarla. Questa è la spada dello Spirito, perché? Perché lo Spirito Santo l’ha ispirata ad essere scritta e ci dà il potere di comprenderla ed usarla correttamente.

    Immaginate adesso un soldato romano o un gladiatore che va in battaglia senza una spada.

    Significherebbe una definitiva ed inevitabile sconfitta. Senza la parola di Dio come la nostra spada saremo sempre sconfitti perché essa è la parola che dà vera forza a tutte le altre parti della nostra armatura. Ultima ma non meno importante, la preghiera!

    Queste sono le armi del nostro combattimento, queste sono potenti attraverso Dio.

    Allora Paolo ci dice in 2 Corinzi 10 che queste armi devono essere utilizzate per condurre una vera guerra contro le fortezze, cioè le fortezze delle ideologie del diavolo, che è stato in grado di costruire nella mente delle persone attraverso la sua rete disseminata nel mondo.

    Questo lo fa collocando i suoi servi, come descritti in Efesini 6, in alti luoghi. Questi luoghi elevati non sono solo ed esclusivamente nei cieli, ma sono elevati luoghi di influenza, come il governo, le scuole e le università, i media e l’intrattenimento e sì anche la religione. Mettendo i suoi servi in posizioni importanti in queste istituzioni egli può avere il controllo sulla mente di molti.

    In questo modo è in grado di diffondere le sue ideologie e persino le false dottrine nella mente delle persone, anche dei credenti. Queste ideologie e false dottrine stabiliscono, costruiscono, nel pensiero attuale delle fortezze di ideologie, delle vere roccaforti nella mente. Queste fortezze sono molto difficili, non impossibili, ma difficili da distruggere ed abbattere. Tuttavia, abbatterle, dobbiamo!

    Come vediamo quindi, come dice Paolo, dobbiamo abbandonarle violentemente, ecco perché Paolo usa sempre termini militari per descrivere la nostra lotta cristiana. Dobbiamo diventare militanti, usare la violenza e il potere spirituale, attraverso Dio e il Suo potere e le Sue armi per scacciare le opere delle tenebre, qualunque esse siano. Opere delle tenebre o le ideologie del male, roccaforti create da queste ideologie devono quindi essere scacciate violentemente dalla nostra vita, nella mente ed anche nelle chiese e dobbiamo anche attaccarle e poi difendere la verità di Dio nella pubblica piazza. Questo è esattamente ciò che dice il passo di 2 Corinzi 10: 3-6 e questo è anche ciò che Paolo ci sta dicendo di fare qui in Romani 13.

    In realtà i paralleli tra questo passo e quello di Efesini 6 sono sbalorditivi. Paolo continua infatti ad esortarci ad indossare l’armatura della luce.

    Questo è lo stesso esatto significato di ciò che Paolo dice in Efesini 6. Non c’è alcun grande bisogno di ripeterci riguardo a questo argomento, lasciatemi solo dire che il termine armatura di luce è lo stesso di armatura di Dio.

    Dio è luce e non vi è alcuna tenebra in Lui:

    1 Giovanni 5:5-7 Or questo è il messaggio che abbiamo udito da lui, e che vi annunziamo: Dio è luce e in lui non vi è tenebra alcuna. 6 Se diciamo di avere comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, noi mentiamo e non mettiamo in pratica la verità; 7 ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, abbiamo comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù Cristo, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato.

    Dio e luce sono sinonimi in molti casi, Gesù stesso è la luce del mondo:

    Giovanni 8:12 E Gesù di nuovo parlò loro, dicendo: «Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita».

    Come vediamo, Cristo è la luce del mondo, perciò come dice Gesù, coloro che Lo seguono non cammineranno nelle tenebre ma nella luce della Sua vita.

    Persino il Regno di Dio, il Regno di Cristo è indicato come luce:

    Colossesi 1:12-13 rendendo grazie a Dio e Padre, che ci ha fatti degni di partecipare alla sorte dei santi nella luce. 13 Poiché egli ci ha riscossi dalla potestà delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio

    Vediamo anche che ogni volta che Dio e la luce sono menzionate sono in contrastto con le tenebre. Lasciamo quindi le opere delle tenebre e camminiamo nella luce il che è esattamente ciò che ci viene comandato di fare nella Scrittura.

    Ci viene comandato di camminare nella luce di Dio e di essere noi stessi luce e di non prendere parte alle opere infruttuose delle tenebre ed in realtà denunciarle, Giovanni 8:12; Giovanni 1: 7; Efesini 5: 8;

    Matteo 5: 14-16; Efesini 5: 11-14.

    L’armatura della luce è quindi l’armatura di Dio, Dio è luce ed anche noi noi dobbiamo esserlo, dobbiamo camminare nella luce di Dio. Tutto ciò è coerente con l’essere divini e il camminare nella rettitudine.

    L’armatura della luce, o di Dio, è davvero ciò che Paolo descrive come le armi del nostro combattimento che sono potenti attraverso Dio per abbattere le fortezze nella mente e ogni cosa che si esalta contro la conoscenza di Dio, 2 Corinzi 10: 3-5.

    Queste sono le nostre armi e dobbiamo indossarle ed usarle. Se non lo facciamo i nostri nemici, le tenebre creeranno roccaforti nella nostra mente attraverso le ideologie e le false dottrine che essi seminano nel mondo.

    Ricordiamoci che queste sono le armi del nemico, le ideologie, le mentalità e le false dottrine! Queste sono le armi numero uno del nemico, quelle che influenzano la nostra mente. Perché? Ricordate? Lo abbiamo studiato nel capitolo precedente, perché il nemico sa che la battaglia è vinta o persa nella mente e questo è il vero campo di battaglia su cui combattiamo la guerra contro il nemico delle nostre anime. Il diavolo sa che se può venderci le sue bugie, siccome lui è il padre di esse, Giovanni 8:44, se è in grado di costruire le sue fortezze ideologiche nella nostra mente, allora può anche controllarci meglio.

    Come abbiamo studiato, se egli può controllare i nostri pensieri, allora può controllare più facilmente le nostre emozioni ed il nostro comportamento. Egli fa la stessa cosa con false dottrine, se può farci credere cose false riguardo alla nostra fede, cose false su Dio e noi, allora può molto più facilmente manipolare il nostro cammino e farci deviare dalla verità. Inoltre tutto questo ci farà anche peccare contro Dio in molti modi.

    Una delle prime cose che succede è questa, se egli può venderci una falsa immagine di Dio per esempio, ci farà commettere il peccato di idolatria. Come potete chiedere? Facile, non credere in Dio esattamente come Lui è e nel modo in cui Egli si rivela nella Scrittura questo ci farà adorare un’altra immagine di Dio che facciamo nella nostra mente che non è affatto Dio. Se costruiamo un’immagine errata di Dio e adoriamo quella immagine erronea questa è idolatria.

    Spetta a noi cercare Dio nella Sua parola così che noi Lo conosciamo come Lui è! Questo è un modo sottile e ingannevole che il diavolo usa. In un certo senso questo è quello che ha fatto quando ha tentato Eva. Usando lo stesso principio, ci fa innanzi tutto dubitare della parola di Dio così com’è, poi opera su quel dubbio caratterizzando Dio come differente da come Egli realmente è e poi attrae i nostri sensi e desideri per farci peccare. Il peccato d’ idolatria alla fine è ribellione, persino Samuele lo disse a re Saul quando egli disobbedì e si ribellò alle istruzioni di Dio.

    1 Samuele 15:23 Poiché la ribellione è come il peccato di divinazione, e l’ostinatezza è come il culto agli idoli e agli dèi domestici. Poiché hai rigettato la parola dell’Eterno, anch’egli ti ha rigettato come re».

    La ribellione e l’ostinatezza, cioè la testardaggine, in sostanza sono collegate tra loro perché essere ribelli è essere testardi nel voler fare le cose a modo nostro e poi disobbedire alla parola di Dio. Questo è esattamente ciò che dice Samuele. Ribellione e ostinatezza sono come il peccato di stregoneria e l’ iniquità di idolatria.

    Inoltre, come ho detto prima, adorare un’altra immagine di Dio è davvero idolatria ed è un peccato molto grave. Dobbiamo conoscere Dio per chi Egli è, come Egli si rivela di essere nella Sua parola.

    Questa è un’altra ragione per cui le false dottrine sono così pericolose. Ci inducono a vedere Dio diversamente da come Egli è. Questo causa anche tutti gli altri tipi di peccati nella nostra vita. Ci fa diventare mancanti di fede, dubitare della parola di Dio e a non credere a ciò che Dio dice e promette. Anche questi sono peccati gravi!

    Infatti, ad esempio, la falsa dottrina che ci insegna che noi come credenti nati di nuovo si può perdere la salvezza o come alcuni la chiamano scadere dalla grazia di Dio.

    Lasciatemi dire, che non farò uno studio approfondito di questo argomento, la abbiamo già studiata a lungo ma lasciatemi dire che questa falsa dottrina fa tante brutte cose e ci fa cadere in tanti peccati e poi per via di questo si hanno molti problemi nella nostra vita spirituale.

    Ad esempio, credere in questa dottrina ci mette in contrasto con la parola e le promesse di Gesù stesso. Ciò ci costringe a interrogarci su ciò che dice il Signore e alla fine chiamarlo bugiardo.

    Anche se quelli che credono in questa falsa dottrina non verrano mai fuori dicendo che il Signore è un bugiardo (non lo è!), ma nella loro dottrina però affermano che Gesù in effetti sta mentendo perché Gesù ha fatto delle affermazioni specifiche riguardo alla salvezza che non possono essere messe in discussione e non possono essere quindi smentite. Diamo un’occhiata ad alcune solo per fare il punto!

    Iniziamo con questo passo:

    Giovanni 5:24 In verità, in verità vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna, e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.

    Il linguaggio che Gesù usa qui è un’indicazione di una certezza riguardo alla salvezza. Dice, colui che crede alla Sua parola ed a chi Lo ha mandato, ha vita eterna, ce l’ha ora, non più tardi o se in qualche modo vive una vita santa. Ma non solo abbiamo vita eterna, ma dice che non saremo condannati. Questa è una dichiarazione di certezza, è una promessa di Dio. Siamo già passati dalla morte alla vita per non morire mai più, spiritualmente.

    Diamo un’occhiata anche ai prossimi passi:

    Giovanni 6:37-40 Tutto quello che il Padre mi dà verrà a me; e colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, 38 perché io sono disceso dal cielo, non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. 39 È questa la volontà del Padre che mi ha mandato: che io non perda niente di tutto quello che egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. 40 Questa infatti è la volontà di colui che mi ha mandato: che chiunque viene alla conoscenza del Figlio e crede in lui, abbia vita eterna, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

    Gesù dice: TUTTO che Dio Gli dona per salvare ANDRÀ a Lui! Questa è un’altra certezza. Coloro che vanno a Gesù, Egli non li caccerà mai via. La volontà del Padre, infatti, è che TUTTI quelli che Egli manda a Cristo e Gli da per salvare, di questi Egli non ne perderà alcuno. Dio non perderà nessuno, ma in realtà li risusciterà nell’ultimo giorno.

    Ancora una volta, vediamo che queste sono promesse di Dio che stanno delineando certezze. La volontà di Dio, versetto 40, è che tutti coloro che Dio manda a Cristo, di questi non ne perderà nessuno ma li farà risuscitare nell’ultimo giorno, quelli che crederanno in Lui, avranno la vita eterna.

    Queste sono tutte promesse e certezze e dire altrimenti equivale a chiamare Gesù e Dio bugiardi.

    Vediamo un passo finale sulla certezza della salvezza:

    Giovanni 10:26-30 Ma voi non credete, perché non siete delle mie pecore, come vi ho detto. 27 Le mie pecore ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono; 28 e io do loro la vita eterna e non periranno mai, e nessuno le rapirà dalla mia mano. 29 Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti; e nessuno le può rapire dalla mano del Padre mio. 30 Io e il Padre siamo uno».

    Come vediamo chiaramente è più che evidente, Gesù dice che quelli che appartengono a Lui, non periranno mai. Quindi, per rendere le cose ancora più sicure, dice che nessuno sarà in grado di strapparli dalle Sue mani né dalla mano del Padre.

    Queste sono affermazioni di certezza, non di dubbio o incertezza. Dire che uno potrebbe perdere la salvezza è un’incertezza. Le persone che non sono sicure di poter essere salvate vivranno sempre nella paura del giudizio di Dio, il quale non è per i Suoi figli; vedete i seguenti passi:

    Romani 5: 9; Romani 8: 1; Romani 8: 29-39; 1 Tessalonicesi 1:10; 1 Tessalonicesi 5: 9.

    Chiaramente non siamo destinati all’ira ma alla salvezza. Pertanto, o crediamo in ciò che dice il Signore e la Sua parola o crediamo alle menzogne del diavolo, sotto le spoglie di false dottrine.

    Il problema con la falsa dottrina di perdere la salvezza o di scadere dalla grazia di Dio deriva, ovviamente da Satana, che vuole screditare Dio, addirittura schernire il sacrificio di Gesù, renderlo di avere la parvenza di non essere in grado di essere sufficiente per salvare qualcuno. Questo caratterizza Dio con un’immagine diversa da quella che è, tenta, come se fosse possibile, di indebolire e screditare la Sua persona ed i Suoi attributi.

    Questo rende i credenti che credono in questa falsa dottrina deboli, timorosi delle cose sbagliate, non fidandosi pienamente di Dio per la propria salvezza e spesso rende i cristiani spiritualmente orgogliosi e li rende religiosi e poi fiduciosi nelle loro opere piuttosto che in quelle di Cristo.

    Questa dottrina incoraggia e crea una realtà nella chiesa di salvezza per opere. È alla fine un caso di errata interpretazione scritturale nella maggior parte dei casi. È causata dall’incomprensione del tema della salvezza. Si basa sulla comprensione errata di come il peccato colpisce le persone, si basa sulla errata comprensione del libero arbitrio dell’uomo ed è causata dall’incomprensione dell’amore di Dio e della Sua dottrina di sovrana elezione o predestinazione. Inoltre, si basa sull’erronea comprensione dei passi che descrivono la certezza della salvezza.

    La parte più fraintesa è la credenza o meglio la fede della persona. Senza vera fede, la vera fede non si può essere salvati. D’altra parte tutti che veramente credono sono quelli che Dio dà e manda a Cristo per essere salvati.

    Se una persona va a Cristo per la ragione giusta e con la giusta motivazione, credendo veramente in Lui e quindi in Colui che Lo ha mandato, questi saranno veramente salvati e salvati di sicuro e per sempre. Questa è la promessa di Dio, punto!

    Pertanto, coloro che non credono fino alla fine, o quelli che sembrano di smettere di credere in un punto o nell’altro della loro vita, in realtà non sono mai stati salvati e non hanno mai avuto una fede salvifica.

    Questo è ciò che fa sembrare le persone come se smettessero di credere, ma in realtà non l’hanno mai fatto; vedi Matteo 13: 19-23.

    Se esaminiamo da vicino i passi che leggiamo, vediamo che il tema ricorrente sono le distinzioni che Gesù fa tra coloro che gli appartengono e che veramente credono e quelli che non gli appartengono e che per questo motivo non credono.

    Questa è l’unica ragione! Vedete anche i seguenti passaggi: Giovanni 6: 63-64; 1 Giovanni 2: 19.

    Gesù ci ha detto quindi che, la ragione per cui la gente sembra credere ma non crede o non crede affatto è perché non appartengono a Lui per cominciare, il che significa che, come dice Lui, il Padre non li ha dati a Lui per salvarli, vedi anche Giovanni 17: 2 e Atti 13:48.

    Al fine di questo abbiamo fatto ancora un mini studio piuttosto buono sull’assicurazione e la permanenza della salvezza.

    Tuttavia, ricordiamoci perché abbiamo avviato questo studio? Stavamo dicendo che l’elmo della salvezza è un pezzo dell’armatura di Dio che Paolo menziona in Efesini 6:17 e abbiamo anche detto che l’armatura di Dio o di luce, come la menziona Paolo qui nello studio di Romani 13.

    Le nostre armi come dice Paolo, non sono carnali ma potenti in Dio 2 Corinzi 10: 3-5, e sono progettate, come dice Paolo in Efesini 6 per opporsi alle astuzie del diavolo e queste astuzie come scopriamo in 2 Corinzi 10 sono principalmente le astuzie del diavolo che sono le fortezze che egli costruisce nella mente delle persone, persino la nostra, le ideologie, le filosofie ed ogni cosa che si esalta contro la conoscenza di Dio.

    Pertanto, le più grandi armi e astuzie del diavolo sono usate contro i nostri processi mentali ed i sistemi di credenze umane. Questo è esattamente il motivo per cui l’elmo della salvezza è così importante per proteggere i nostri processi mentali e le nostre convinzioni. Se comprendiamo e vediamo la nostra salvezza in un modo errato, è come se l’elmo fosse stato rimosso e il nostro intero processo di pensiero, si appannana al punto di distruggere quasi completamente tutte le altre credenze cristiane.

    La conclusione è che nel giorno malvagio, negli ultimi giorni, Paolo menziona, sia qui che in Efesini 6, dobbiamo indossare l’armatura di Dio per rimanere saldi contro i piani del diavolo.

    Efesini 6:13 Perciò prendete l’intera armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio e restare ritti in piedi dopo aver compiuto ogni cosa.

    Ricordiamoci che, anche nelle parole di Gesù e di Paolo, negli ultimi giorni il diavolo eserciterà un grande inganno in un modo molto potente.

    Matthew 24:21-24 perché allora vi sarà una tribolazione così grande, quale non vi fu mai dal principio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà. 22 E se quei giorni non fossero abbreviati, nessuna carne si salverebbe; ma a motivo degli eletti quei giorni saranno abbreviati. 23 Allora se qualcuno vi dice: “Ecco, il Cristo è qui”, oppure “È là”, non gli credete. 24 Perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e miracoli tanto da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti.

    Ci saranno grandi segni e prodigi fatti da falsi cristi e falsi profeti che se fosse possibile anche gli eletti sarebbero ingannati. Ecco quanto saranno potenti gli inganni.

    Paolo ha detto questo di questi tempi:

    2 Tessalonicesi 2:8-11 Allora sarà manifestato quell’empio, che il Signore distruggerà col soffio della sua bocca e annienterà all’apparire della sua venuta. 9 La venuta di quell’empio avverrà per l’azione di Satana, accompagnata da ogni sorta di portenti, di segni e di prodigi bugiardi, 10 e da ogni inganno di malvagità per quelli che periscono, perché hanno rifiutato di amare la verità per essere salvati. 11 E per questo Dio manderà loro efficacia di errore, perché credano alla menzogna

    Pietro ci ha avvertito anche non solo dei falsi profeti, ma anche dei falsi maestri:

    2Pietro 2:1-2 Or vi furono anche dei falsi profeti fra il popolo, come pure vi saranno fra voi dei falsi dottori che introdurranno di nascosto eresie di perdizione e, rinnegando il Padrone che li ha comprati, si attireranno addosso una fulminea distruzione. 2 E molti seguiranno le loro deleterie dottrine, e per causa loro la via della verità sarà diffamata.

    Sappiamo che i falsi insegnanti e profeti sono stati all’opera già da quei giorni, tuttavia, negli ultimi giorni gli inganni saranno più grandi, più intensi e più potenti.

    Sappiamo anche che c’è stata una crescente caduta dalla vera fede e dal vero Vangelo e negli ultimi giorni ci sarà una caduta ancora più grande ed intensa, o come la conosciamo chiamata comunemente apostasia. Infatti, Paolo dice che sarà in mezzo a questa grande apostasia che l’Anticristo sarà rivelato:

    2 Tessalonicesi 2:3 Nessuno v’inganni in alcuna maniera, perché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l’apostasia e prima che sia manifestato l’uomo del peccato, il figlio della perdizione,

    Siamo quindi avvertiti in molti modi diversi riguardo ai segni e le cose che accadranno negli ultimi giorni precedenti il Giorno del Signore cioè la Seconda Venuta di Gesù.

    C’è un passo parallelo a questo qui in Romani 13 e lo troviamo in:

    1 Thessalonians 5: 3-9 Quando infatti diranno: «Pace e sicurezza», allora una subitanea rovina cadrà loro addosso, come le doglie di parto alla donna incinta e non scamperanno affatto. 4 Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così che quel giorno vi sorprenda come un ladro. 5 Voi tutti siete figli della luce e figli del giorno; noi non siamo della notte né delle tenebre. 6 Perciò non dormiamo come gli altri, ma vegliamo e siamo sobri. 7 Infatti coloro che dormono, dormono di notte, e coloro che s’inebriano, s’inebriano di notte. 8 Ma noi, poiché siamo del giorno, siamo sobri, avendo rivestito la corazza della fede e dell’amore, e preso per elmo la speranza della salvezza. 9 Poiché Dio non ci ha destinati all’ira, ma ad ottenere salvezza per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo,

    Incredibile passo parallelo, che in realtà è ancora più dettagliato del passaggio di Romani che stiamo studiando. Anche questo brano parla dei giorni che precedono il ritorno del Signore, il Giorno del Signore. Questo passo molto probabilmente si riferisce alla nota alleanza che l’Anticristo farà con Israele e che poi violerà e spezzerà il che porterà lui a dichiararsi dio, Daniele 8: 9-13; Daniele 9: 26-27 e perseguiterà il popolo di Dio, sia Ebrei che cristiani, Apocalisse 12: 13-17; Rivelazione 13: 5-8.

    Paolo si riferisce al giudizio che deve venire sul mondo negli ultimi giorno, ma Paolo riferendosi ai credenti dice che noi non siamo delle tenebre, questo è anche il motivo per cui dobbiamo abbandonare le opere delle tenebre, perché non siamo delle tenebre in modo che quelle cose che verranno sul mondo dovrebbero sorprenderci e raggiungerci.

    Noi siamo figli di luce, figli del giorno non della notte e delle tenebre.

    Allora viviamo e camminiamo nella luce e nel giorno e non nelle tenebre e nella notte, quindi non dovremmo dormire. Dormire nelle Scritture può significare, dormire come se si stesse dormendo spiritualmente ed è anche usato per significare la morte dei santi o lo stato del corpo del credente durante la morte fisica, in attesa della risurrezione.

    Tuttavia, dormire qui significa vivere come cristiani senza discernimento spirituale, vivere come semplici uomini e donne carnali. Significa vivere senza avere istruzione spirituale e non vivere in modo biblico. Fondamentalmente non riponendo tutta la fiducia in Dio e appoggiandosi invece sulla propria comprensione invece della saggezza e dell’istruzione di Dio, non cercando prima il Regno di Dio nella loro vita.

    Dormire in questo caso è questo significato della terminologia. Abbiamo visto questo quando l’abbiamo esaminato nella parabola delle dieci vergini. Gesù lo ha anche dichiarato così:

    Matteo 7:24-27 «Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica sarà paragonato a un uomo avveduto che ha costruito la sua casa sopra la roccia. 25 La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno investito quella casa; ma essa non è caduta, perché era fondata sulla roccia. 26 E chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica sarà paragonato a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. 27 La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno fatto impeto contro quella casa, ed essa è caduta e la sua rovina è stata grande».

    Una persona addormentata è inconsapevole di ciò che sta effettivamente accadendo intorno a loro. Essere addormentati in questo caso significa non avere una quantità sufficiente di discernimento spirituale e di saggezza. Anche Gesù nel passaggio precedente dice così, la persona saggia è colui che prende in considerazione la parola di Dio e la mette in pratica. È così che otteniamo il discernimento e la saggezza spirituale, mettendo in pratica la parola di Dio, come abbiamo detto prima vedi anche:.

    Ebrei 5:12-14.

    Come vediamo chiaramente, per avere discernimento spirituale dobbiamo passare del tempo studiando la parola di Dio e poi metterla in pratica. Abbiamo bisogno della parola di Dio per farci acquisire discernimento spirituale. Il discernimento spirituale ci dà la giusta comprensione per discernere il bene e il male secondo Dio e non secondo ciò che pensiamo noi possa essere o non essere. Questo si adatta perfettamente a ciò che Paolo ci sta dicendo riguardo a come dobbiamo camminare aspettando l’ultimo giorno. Abbiamo quindi bisogno di sapere quali sono le opere delle tenebre per scacciarle e dobbiamo conoscere la volontà di Dio ed obbedirla.

    Quindi a causa di tutto questo Paolo ora ci esorta a fare questo:

    Romans 13:13-14 Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno, senza gozzoviglie e ubriachezze; senza immoralità e dissolutezza; senza contese e gelosie; 14 ma rivestitevi del Signore Gesù Cristo e non abbiate cura della carne per soddisfarne i desideri.

    Poiché gli ultimi giorni si stanno avvicinando quindi, non solo dobbiamo gettare via le opere delle tenebre con violenza ed indossare l’armatura di Dio, ma ora Paolo ci sta effettivamente dicendo di camminare in modo giusto, come se fosse il vero giorno del Signore, quindi se dovesse tornare, ci troverebbe a camminare nella rettitudine.

    Paolo dice non in rivolte ed ubriachezza, né sfrenatezza. Ora queste parole hanno bisogno di un esame per capire meglio cosa significano questi termini.

    Ovviamente spero che sappiamo cosa significhi camminare onestamente. La maggior parte delle persone sa cosa significa onestamente, anche se sembra che oggi anche molti cristiani fingano di non conoscere il pieno significato della parola. I credenti sanno che dovrebbero evitare il peccato e di solito sanno come evitare i grandi peccati. Tuttavia, la parola onestà denota qualcosa oltre al semplice vecchio e noto comportamento peccaminoso. Camminare onestamente significa molto di più. Significa fare certe cose o evitare cose che molti credenti fingono di non conoscere o conoscono ma non praticano.

    Ad esempio, camminare onestamente significa non essere imbroglioni, in nessun modo. Nessun inganno in alcun modo è essere onesti.

    I credenti sanno ad esempio che mentire è disonesto, infatti, i Dieci Comandamenti proibiscono di portare falsa testimonianza Esodo 20:16, un altro modo per dire che mentire è proibito e sì, disonesto.

    La maggior parte dei credenti sa che mentire è proibito e peccaminoso, tuttavia molti e intendo dire che molti credenti spesso mentono. Giustificano il tipo di menzogne che dicono dando loro una sorta di valutazione. Nella maggior parte dei casi si riferiscono alle bugie accettabili come piccole bugie bianche.

    Consentitemi di mettere questo in prospettiva ponendo una serie di domande. Perché Gesù morì sulla croce? Per perdonarci tutti i nostri peccati, per i nostri peccati Egli ha versato il Suo prezioso sangue e senza peccato. Mentire quindi sappiamo sia un peccato? Sì, lo abbiamo visto, Dio lo proibisce. Gesù è morto per tutti i peccati che abbiamo commesso? Sì! È morto per tutti i nostri peccati. Non si è messo lì ed ha esaminato i nostri peccati ed ha licenziato quelli che noi consideriamo piccoli o meno gravi. Tutto il peccato è peccato ed è serio tanto che Gesù sia dovuto morire per eliminarli.

    Quindi, non è mai accettabile mentire, punto. Mentire è disonesto ed è peccato. Tutti i peccati gravi e dolorosi, tutti i peccati offendono Dio e ci rendono inferiori alla Sua gloria. Solo perché Abrahamo e Isacco hanno mentito ed è stato registrato nella Bibbia non lo rendono accettabile, nemmeno per proteggere se stessi o un membro della famiglia. Dovremmo sempre obbedire a Dio, sempre e lasciare le conseguenze della nostra obbedienza a Lui.

    Quindi, no, non è mai giusto mentire ai nostri figli nagari raccontandgli personaggi di fantasia come Babbo Natale. Non dovremmo certamente mentire ai nostri figli perché creseceranno pensando che mentire sia accettabile.

    Per un credente c’è una grande responsabilità e privilegio quando le feste di Natale si avvicinano per raccontare ai propri figli la vera storia di Gesù, che è la vera storia del Natale, la quale è il Vangelo. Piuttosto che mentire ed inventare una stupida storia di Babbo Natale, dovremmo dare ai nostri figli il vero significato di ciò che significa questa festa, sia che la celebriamo o no. I bambini imparano comportamenti e se giustifichiamo anche le cosiddette bugie bianche impareranno davvero che mentire vada bene. Nessuna bugia per quanto sembri piccola è innocua, perché le bugie sono peccato e nessun peccato è innocuo. L’onestà tuttavia è molto più di quello che pensiamo significhi.

    Spesso le persone, anche troppi credenti, pensano di essere giustificate nel fare certe cose disoneste.

    Ad esempio, non mantenere le promesse fatte e la propria parola non è solo disonesto, è in realtà una sottile forma di menzogna.

    Un’altra cosa disonesta che molti credenti praticano è l’imbroglio, in special modo defraudare il governo spesso non pagando certe tasse.

    Abbiamo studiato prima che è Dio che esige che rendiamo omaggio al governo, che ci piaccia o no o che pensiamo che sia giusto o meno. Spesso abbiamo, quella che io chiamo la sindrome di Robin Hood.

    Pensiamo che sia accettabile in realtà imbrogliare e rubare dai ricchi ingiusti per rendere per noi stessi la giustizia.

    Anche questo è un comportamento disonesto e peccaminoso. Lasciate che vi spieghi, anche se pensiamo e crediamo che Robin Hood fosse una brava persona, dal punto di vista cristiano non lo era.

    Era un ladro in tutti i sensi. Dio sicuramente non giustificherebbe affatto il suo comportamento ne lo considererebbe un eroe come fanno gli uomini.

    Prima di tutto, non dobbiamo mai ripagare il male con il male, quindi non è giusto andare a rubare ai ladri perché altrimenti diventiamo ladri noi stessi.

    Non è mai giusto imbrogliare sulle nostre dichiarazioni dei redditi, non è mai giusto ingannare il nostro datore di lavoro dalle ore per cui siamo assunti per lavorare. Quest’ultima è cosa molto comune per la maggior parte delle persone ed anche credenti. È davvero un comportamento disonesto utilizzare qualsiasi quantità di tempo di lavoro per fare cose personali. Ci impegniamo a lavorare per una quantità di ore, possono essere quattro, sei o otto, qualunque sia la quantità di ore che siamo assunti per lavorare, quelle ore appartengono al nostro datore di lavoro e non a noi.

    Quindi, come vediamo, essere onesti o camminare onestamente va al di là di ciò che noi spesso pensiamo che significhi realmente.

    Pertanto, dobbiamo abbandonare le opere delle tenebre dalla nostra vita e dobbiamo camminare nella luce, coè camminare nella rettitudine e nell’onestà.

    In termini di rettitudine, ci viene comandato di vivere in questo modo, se davvero siamo credenti.

    In effetti uno dei pezzi dell’armatura di Dio è la corazza della giustizia, Efesini 6:14.

    La giustizia in questione è duplice. Cristo è la nostra giustizia 2 Corinzi 5:21. È la giustizia di Cristo, la giustizia di Dio che viene imputata a noi come nostra e non la nostra stessa. Questa è la nostra sola giustificazione davanti a Dio, essendo considerati giusti attraverso i meriti e le virtù di Gesù e non le nostre. Questa rettitudine è in effetti ciò che protegge il nostro cuore, le nostre emozioni dall’essere dirottate e deragliate dalle menzogne e dalle accuse di Satana.

    Infatti, in Apocalisse 12 vediamo che l’accusatore dei cristiani, Satana è sconfitto, ma come?

    Apocalisse 12:10 -11Allora udii una gran voce nel cielo, che diceva: «Ora è venuta la salvezza e la potenza, il regno del nostro Dio, e il potere del suo Cristo, perché è stato gettato giù l’accusatore dei nostri fratelli, colui che giorno e notte li accusava davanti al nostro Dio. 11 Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello, e con la parola della loro testimonianza; e non hanno amato la loro vita, anzi l’hanno esposta alla morte.

    È la salvezza di Cristo, è la forza di Dio e il potere del suo Cristo, Gesù che abbatte Satana, colui che accusa i cristiani. Cristo lo ha vinto per noi attraverso il potere della croce e della Sua resurrezione. Tuttavia, come è anche che superiamo le accuse del diavolo?

    Quando pecchiamo, Satana ci condanna. Ricordate, Satana non è come Dio onnipresente. Satana può essere in un solo posto alla volta. Quando diciamo che Satana ci condanna e ci accusa, intendiamo che è sempre o il demone che ha incaricato di opprimerci o lo fa anche attraverso i processi mentali che ha costruito e che spesso gli permettiamo noi stessi di costruire nella nostra mente. Spesso le accuse del diavolo provengono da noi stessi e dal nostro modo di pensare. Queste bugie e tipi di pensiero sono posti nella nostra mente da lui attraverso inganni, pensieri erronei e false dottrine. Fondamentalmente ci inganna e poi noi facciamo il resto.

    Questo è il motivo per cui abbiamo bisogno di rinnovare la mente e sviluppare una vera mente biblica.

    Ad ogni modo, come superiamo le sue accuse? Apocalisse 12 ci dice, per il sangue dell’Agnello prima di tutto! La nostra vittoria in ogni cosa viene da e per opera di Gesù Cristo ed i Suoi meriti non i nostri.

    Perciò dobbiamo essere sicuri nella giustizia di Cristo per vincere le accuse di Satana. Perciò la giusitizia di Cristo proteggerà davvero i nostri cuori, o meglio le emozioni dagli inganni e di essere influenzate proprio come una corazza protegge i nostri organi vitali, il cuore.

    Tuttavia, non è esclusivamente la giustizia di Gesù che agisce come protezione, ma è anche la nostra stessa giustizia. Dobbiamo anche camminare nella giustizia. Ci viene comandato in base alla parola di Dio di farlo.

    Se siamo giusti nella nostra posizione in Cristo, dobbiamo camminare come Lui camminava.

    1 Giovanni 2:4-6 Chi dice: «Io l’ho conosciuto», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui; 5 ma chi osserva la sua parola, in lui l’amore di Dio è veramente completo. Da questo conosciamo che siamo in lui: 6 chi dice di rimanere in lui, deve camminare com’egli camminò.

    1 Giovanni 2:28-29 E ora, figlioli, rimanete in lui affinché, quand’egli apparirà, possiamo aver fiducia e alla sua venuta non siamo costretti a ritirarci da lui, coperti di vergogna. 29 Se sapete che egli è giusto, sappiate che anche tutti quelli che praticano la giustizia sono nati da lui.

    Quest’ultimo passo ci sta effettivamente dicendo quasi esattamente ciò che Paolo ci esorta qui in Romani 13. Paolo ci dice di camminare onestamente come se fosse il giorno, Giovanni ci dice di camminare nella giustizia in modo che non ci vergogneremo nel momento della Sua venuta, che è il giorno per cui chiunque è nato da Dio dovrebbe camminare nel modo giusto. Ci è stato comandato di farlo ed in effetti quando siamo toccati e cambiati dalla grazia di Dio, la grazia di Dio attraverso il Suo Spirito in noi e la Sua parola diventano i nostri insegnanti, che ci insegnano a camminare e comportarci rettamente.

    Prima della grazia di Dio e della fede in Cristo, la legge era come un tutore, solo per insegnare alle persone che sono ingiuste che abbiamo bisogno di Cristo per ottenere la salvezza, Galati 3: 23-26.

    Avevamo bisogno di qualcosa di ancora più grande della legge. La legge era ed è esterna ma internamente non esisteva vita spirituale. Attraverso la redenzione di Cristo e la Sua vita abbiamo vita spirituale, abbiamo la grazia e la fede di Dio e il Suo Spirito dimora in noi. Come ho detto, la grazia di Dio ci insegna ad essere giusti ed a non giustificare e praticare il peccato.

    Titus 2:11-15 Infatti la grazia di Dio, salvifica per tutti gli uomini, si è manifestata, 12 e ci insegna a rinunciare all’empietà e alle passioni mondane, per vivere in questo mondo moderatamente, giustamente e in modo santo, 13 aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore, Cristo Gesù. 14 Egli ha dato se stesso per noi per riscattarci da ogni iniquità e purificarsi un popolo che gli appartenga, zelante nelle opere buone. 15 Parla di queste cose, esorta e riprendi con piena autorità. Nessuno ti disprezzi.

    La grazia di Dio attraverso Cristo è apparsa a tutti gli uomini, nella persona di Gesù Cristo e quegli uomini, tutti gli uomini e le donne che credono per fede in Gesù e quindi sono rinati, a quelle persone, che credono in Lui, la grazia di Dio ci insegna per negare l’empietà e le concupiscenze terrene e ci insegna anche a vivere sobriamente e in pietà in questo mondo presente e malvagio, mentre cerchiamo la gloriosa apparizione del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo.

    Allora Paolo dice che Gesù ha dato se stesso per noi, per redimerci da ogni iniquità. Questa prima parte della salvezza ci mostra la redenzione che abbiamo dal peccato, dal nostro perdono, dalla rimozione della nostra colpa e liberazione dalle conseguenze eterne del peccato.

    Tuttavia, la nostra salvezza non si ferma solo a questo. Gesù non solo ha dato se stesso per noi per riscattarci da tutti i risultati e le conseguenze eterne, ma ha dato se stesso per purificare a sé un popolo speciale che è zelante di buone opere.

    Come comprendiamo quindi, Dio desidera che riflettiamo la nostra posizione di giustizia in Cristo vivendo rettamente. Il nostro cosiddetto processo di santificazione deve trasformarci sempre più nell’immagine di Cristo, non solo dopo la nostra resurrezione eterna, ma anche qui e ora nella vita in cui viviamo in questo mondo.

    Quindi vediamo quello che Paolo ci sta dicendo qui è quello che dice sempre in tutte le sue lettere, dobbiamo vivere giustamente ed onestamente, ci comanda sempre, come fa anche qui per evitare certi comportamenti. Come abbiamo iniziato a dire prima, diamo un’occhiata al significato di queste prossime parole.

    Paolo ci sta comandando di non camminare nelle gozzoviglie e ubriachezze; senza immoralità e dissolutezza , vediamo cosa significano queste parole.

    La parola greca per gozzoviglie è: koómois. Questa parola significa, carosello e divertimento, la migliore traduzione letterale significa lasciarsi andare. Fare baldoria significa fare festa, specialmente nel regno delle bevande alcoliche. Si tratta di feste sfrenate accompagnate da alcolici.

    Attenzione perchè la parola di Dio non proibisce affatto di bere bevande alcoliche. Se così fosse, Gesù avrebbe peccato tanto quanto beveva vino. Inoltre avrebbe sicuramente peccato anche quando trasformò l’acqua in vino.

    Ora, so che per giustificare il fatto di non bere affatto alcolici alcuni cristiani e molti pastori cercano di praticare la ginnastica esegetica per dimostrare che il vino che Gesù beveva non aveva un contenuto alcolico ed alcuni dicono che si trattava solo di succo d’uva non fermentato.

    Mi dispiace fargli scoppiare la loro bolla di interpretazione Biblica, ma questa non è un’interpretazione accurata di cosa e come era il vino in quei giorni.

    Alcuni pastori si sforzano davvero tanto per demonizzare il vino e persino le bevande forti, cioè le bevande alcoliche. Alcuni di questi sono anche pastori famosi, alcuni dei quali sono stimati come buoni interpreti della Scrittura. Sfortunatamente anche loro alcune volte, per far coincidere le proprie convinzioni personali con le Scritture, creano e cercano ogni genere di cose per fare adattarele cose alla loro narrativa e opinione.

    Le Scritture sono così logiche che spesso, non sempre, ma più spesso che mai, non abbiamo bisogno di cercare troppe informazioni aggiuntive per capirle. La Scrittura si fa capire abbastanza bene, la cosa principale è che dobbiamo meditare e pensare effettivamente a ciò che stiamo leggendo.

    Ci sono dei momenti in cui abbiamo bisogno di immergerci veramente nel contesto culturale per capire meglio il testo ed il significato, ci sono anche molte altre volte, quando arriviamo a capire un argomento o un soggetto che troviamo in tutto l’intero consiglio e contesto della parola di Dio e usando il buon senso logico che proviene dal testo stesso.

    In tutta la Scrittura capiamo chiaramente che il vino doveva essere fermentato e certamente aveva il potenziale per rendere ubriachi.

    Tornando indietro per esempio al libro della Genesi vediamo che questo è proprio il caso:

    Genesi 9:20-21 Noè, che era agricoltore, cominciò a piantare la vigna 21 e bevve del vino; s’inebriò e si denudò in mezzo alla sua tenda.

    Noè diventò un contadino. Piantò un vigneto. Bevve il vino, non il succo d’uva, bevve vino fermentato e si ubriacò. Quindi vediamo che nel vino descritto qui c’era davvero il potenziale per diventare intossicati.

    2 Samuele 11:13 Davide lo invitò a mangiare e a bere con sé; lo ubriacò, e la sera Uria uscì per andarsene a dormire sul suo lettuccio con i servi del suo signore, ma non scese a casa sua.

    Per convincere Uria ad andare con sua moglie, dopo essere rimasta incinta da Davide per adulterio, Davide fa ubriacare Uria. Ancora una volta il vino in questione conteneva davvero quantità di alcol sufficienti da far ubriacare.

    Gesù ha detto anche questo:

    Luca 5:39 E nessuno, che abbia bevuto vino vecchio, ne desidera del nuovo, perché dice: “Il vecchio è buono”».

    In questo versetto comprendiamo chiaramente che Gesù si riferisce ai vini invecchiati che hanno una qualità e sapore migliore rispetto al vino più nuovo. Questo può essere vero solo se il vino è effettivamente fermentato ed invecchiato. Sappiamo tutti che il vino invecchiato di solito è di migliore qualità rispetto al vino più nuovo. Sappiamo anche che, per invecchiare bene il vino deve essere effettivamente fermentato e con l’invecchiamento diventerà anche più forte in gradazione alcolica.

    Pertanto, sulla base di questa affermazione e della conoscenza di come viene prodotto il vino e di come esso invecchia, capiamo chiaramente che il vino in questione aveva effettivamente un contenuto alcolico e poteva effettivamente causare ubriachezza e intossicazione

    Gesù ha affermato anche questo fatto:

    Matteo 11:18-19 Difatti è venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “Ha un demonio!” 19 È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco un mangione e un ubriacone, un amico dei pubblicani e dei peccatori!” Ma la sapienza è giustificata dalle sue opere».

    Gesù menziona Giovanni Battista e dice che Giovanni non mangiò come la maggior parte della gente mangiava, vedi Matteo 3:4, e gli fu proibito da Dio di bere o mangiare qualsiasi frutto della vite, Luca 1:15.

    L’Arcangelo Gabriele disse a Zaccaria, il padre di Giovanni, che avrebbero avuto un figlio, Giovanni. Al loro figlio fu proibito bere il vino e le bevande forti.

    Pensiamo a tutto questo per un momento. Se il vino non era alcolico come dicono alcuni e se bere è vietato del tutto, come qualcuno afferma, perché Gabriele o meglio Dio, ha dovuto comandare a Zaccaria che Giovanni non poteva bere vino e bevanda forte, che è alcolica?

    Se, come alcuni dicono, bere bevande alcoliche è peccaminoso, allora perché Gabriele specifica che Giovanni non doveva berle?

    Se bere bevande alcoliche è intrinsecamente peccaminoso, allora perché Gabriele ha bisogno di specificare che Giovanni non dovrebbe berle? Se bere alcol è peccaminoso, lo si saprebbe già e non ci sarebbe bisogno di proibire a Giovanni di bere.

    Nelle Scritture vediamo chiaramente che è l’ubriachezza che è un peccato ed è proibita. Vediamo anche chiaramente che bere vino e bevande forti non è intrinsecamente peccaminoso quando è fatto con moderazione e quando non la trasformiamo in ubriachezza e, come dice Paolo, un modo di far baldoria ed ubriacarsi.

    Gesù poi ha detto anche questo:

    Matteo 11:19 È venuto il Figlio dell’uomo che mangia e beve, ed essi dicono: “Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori”. Ma alla sapienza è stata resa giustizia dai suoi figli».

    Gesù sta dicendo che Lui, diversamente da Giovanni il Battista, mangiava e beveva.

    Infatti perché lo faceva veniva accusato dai Farisei ipocriti di essere un ghiotto ed un ubriacone.

    Pensiamo a questo per un momento. Se il vino che Gesù beveva non aveva il potenziale per farlo ubriacare, perché lo accusavano di essere un ubriacone?

    Pensateci, vogliamo essere esperti e studiosi della Bibbia e dovremmo esserlo, comunque, i Farisei che vivevano in quei giorni, sapevano come era il vino e che in effetti potevano fare ubriacare, altrimenti non lo detto quello che avevano detto e quindi non potevo nemmeno accusare Gesù di essere un ubriacone, se appunto, il vino che beveva era semplicemente succo d’uva, come alcuni dicono.

    Ancora una volta la Bibbia ci insegna che bere in sé non è peccaminoso finché non ci induce ad essere intossicati da esso e fuori controllo.

    Il frutto dello Spirito Santo tra molti altri è autocontrollo. Non dovremmo essere mai fuori controllo. Non dovremmo essere intossicati dall’alcool piuttosto essere sotto l’influenza dello Spirito Santo, questo è ciò che dice anche Paolo in:

    Efesini 5:18 E non vi inebriate di vino, nel quale vi è dissolutezza, ma siate ripieni di Spirito,

    Ancora una volta vediamo che non è bere il vino che è proibito, ma essere ubriachi che è davvero un peccato.

    Bere bevande alcoliche in modo controllato e moderato non è un peccato, anzi, persino descrivendo le qualifiche di pastori, anziani e diaconi, vediamo che non è il bere che sarebbe proibito, ma è il modo in cui lo si fa che lo fa diventare peccaminoso, cioè proibito.

    1 Timoteo 3:1-3 Questa parola è sicura: Se uno desidera l’ufficio di vescovo, desidera un buon lavoro. 2 Bisogna dunque che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola moglie, sobrio, assennato, prudente, ospitale, atto ad insegnare, 3 non dedito al vino, non violento, non avaro, ma sia mite, non litigioso, non amante del denaro

    1 Timoteo 3:8 Similmente i diaconi siano dignitosi, non doppi nel parlare, non dediti a molto vino, non avidi di illeciti guadagni

    Come capiamo qui il bere in sé non è proibito o peccaminoso. Le qualifiche sono che non devono essere ubriachi, cioè non indulgere nel bere alcolici. Pastori, anziani e diaconi devono essere moderati in tutte le cose e non far feste e baldoria in ubriachezze.

    Quindi Gesù bevve ma non era un ubriacone, gli anziani delle chiese bevevano ma non erano ubriachi. L’ubriachezza è il peccato ma bere non lo è.

    Paolo dice anche a Timoteo di bere del vino per scopi medicinali:

    1 Timoteo 5:23 Non bere più soltanto acqua, ma fa’ uso di un po’ di vino a causa del tuo stomaco e per le tue frequenti infermità.

    Come possiamo vedere, Paolo non avrebbe mai detto a Timoteo di bere vino se fosse una cosa proibita o intrinsecamente peccaminosa. Perché lo avrebbe fatto? Non lo avrebbe mai fatto!

    In conclusione vediamo cosa la parola di Dio proibisce, vediamo che non vieta il bere controllato e moderato di bevande alcoliche, piuttosto proibisce l’ubriachezza, la baldoria, la dissolutezza, il camereggiare. Questo si riferisce a festeggiare con un comportamento da ubriachi e con una perdita di controllo morale.

    La Bibbia è chiara su questo concetto:

    Isaiah 5:11-12Guai a quelli che si alzano al mattino presto per correre dietro a bevande inebrianti e si attardano fino a sera finché il vino li infiammi! 12 Nei loro banchetti vi è la cetra, l’arpa, il tamburello, il flauto e il vino, ma non prestano attenzione all’opera dell’Eterno e non considerano ciò che ha fatto con le sue mani.

    Questo che è scritto è l’esempio perfetto di ciò di cui stiamo parlando. Questa è la descrizione del comportamento e dello stile di vita di coloro a cui Paolo si riferisce quando proibisce ai cristiani di camminare in rivolta e ubriachezza, e non nella sensualità e gozzoviglie e non nelle contese e nell’invidia.

    Queste persone descritte in Isaia sono quelle che fanno festeggiamenti e che si ubriacano, fanno festa finché il vino non li infiamma.

    Partono dal mattino fino a che perdono il controllo totale e diventano poi controllati dall’alcol e dalla sensualità.

    Oggi possiamo vedere questo nel bere eccessivamente, andare in discoteche e / o feste e lasciarsi andare nell’immoralità, lasciando andare tutte le restrizioni. Probabilmente ricordiamo anche noi i giorni nel nostro peccaminoso passato quando ci siamo lasciati andare a questi comportamenti sconvenienti e speriamo che sia stato solo una cosa del passato.

    Quindi, l’ubriachezza e l’abbandono di tutte le restrizioni è ciò che Paolo sta proibendo ai cristiani di fare. Non dobbiamo vivere come vivono i pagani. Essi sono controllati dai loro desideri carnali e dalle loro concupiscenze.

    La concupiscenza della carne porta le persone ad essere fuori controllo e ad essere strettamente controllate dai loro desideri lussuriosi. Di solito tutto ciò porta all’immoralità.

    L’immoralità sessuale è il più delle volte ciò che accompagna l’ubriachezza e l’ebbrezza. Sappiamo che le due spesso vanno di pari passo e questo è esattamente quello per cui Paolo ci sta dicendo di stare attenti e non praticare.

    Abuso di alcol, in altre parole l’ubriachezza porta quasi sempre all’immoralità sessuale e persino peggio. Conosciamo tutti il potere devastante dell’ubriachezza, la quale porta una persona a fare cose cattive ed anche a rovinare molte altre vite nel processo. Non solo rovina le vite e la salute della persona che abusa dell’alcol, ma spesso causa feriti ed anche la morte di persone innocenti attraverso incidenti di guida causati da ubriachezza.

    Nel concludere il tema dell’abuso di alcolici, la Scrittura ci dà un’immagine molto grafica ed un sobrio avvertimento alle persone che abusano di bevande alcoliche.

    Proverbi 20:1Il vino è schernitore, la bevanda inebriante è turbolenta, e chiunque se ne lascia sopraffare non è saggio.

    Proverbi 23:29-35 Per chi sono gli «ahi», per chi gli «ahimè»? Per chi le liti, per chi i lamenti? Per chi le ferite senza ragione? Per chi gli occhi rossi? 30 Per quelli che si soffermano a lungo presso il vino, per quelli che vanno in cerca di vino drogato. 31 Non guardare il vino quando rosseggia, quando scintilla nella coppa e va giù così facilmente! 32 Alla fine esso morde come un serpente e punge come un basilisco. 33 I tuoi occhi vedranno cose strane e il tuo cuore proferirà cose perverse. 34 Sarai come chi si trova in mezzo al mare, come chi si corica in cima all’albero della nave. 35 Dirai: «Mi hanno picchiato, ma non mi hanno fatto male; mi hanno percosso, ma non me ne sono accorto. Quando mi sveglierò tornerò a cercarne ancora!».

    Questo passaggio è molto descrittivo di ciò di cui abbiamo parlato. Prima di tutto vediamo le domande sono importanti, chi ha guai, guai è una parola che descrive il dolore e il tormento e persino la distruzione, è una parola usata nella Bibbia per descrivere il dolore eterno e la distruzione dell’ira di Dio.

    Chi ha dolore, sappiamo tutti cos’è il dolore. Chi ha contese, questo significa che si trova in liti e risse. Chi continua a chiacchierare insensatamente, chi finisce per farsi del male per niente e chi ha gli occhi sempre arrossati? La risposta, come si vede, non è chi beve vino o bevande alcoliche con moderazione e autocontrollo; piuttosto quelli che si attardano a lungo al vino e che cercano costantemente l’intossicazione dell’alcol. Questa è un’indicazione di essere sempre sotto l’influenza di questi, essendo ubriachi e alcolizzati.

    Nel versetto 33, come dicevamo prima, ci spiega che coloro che si arrendono all’ubriachezza alla fine vengano portati all’immoralità sessuale ed ad avere un cuore perverso.

    Paolo infatti menziona queste ultime cose come un divieto per il credente. Ora che abbiamo esplorato e studiato l’intero concetto biblico del bere alcolici, abbiamo imparato, se non lo abbiamo sperimentato anche nelle nostre vite prima di essere stati salvati, che questo comportamento porta all’immoralità sessuale. Questo è esattamente ciò che Paolo sta proibendo ai credenti di fare. Non immergerci nell’ubriachezza e non indulgere nell’immoralità sessuale o come le chiama anche la Bibbia, dissolutezza, sensualità e sfrenatezza.

    La parola greca tradotta in Italiano immoralità è infatti la parola koitais che significa per estensione coabitazione; implicitamente sperma maschile.

    Pensate a quanto sia descrittiva questa parola. Comprende infatti una convivenza di due persone con connotazioni sessuali. Possiamo capire chiaramente che, per esempio, la fornicazione nel senso biblico è avere relazioni sessuali fuori dal patto matrimoniale, Come vediamo chiaramente, questa parola racchiude due menzioni che riguardano strettamente l’attività sessuale immorale al di fuori del matrimonio! È il convivere con l’immoralità sessuale!

    Nel caso in cui qualcuno dubiti che la fornicazione e la convivenza al di fuori del matrimonio sia peccaminosa, porto alla vostra attenzione ciò che Gesù disse alla donna Samaritana riguardo all’argomento:

    Giovanni 4:15-18 La donna gli disse: «Signore, dammi quest’acqua, affinché io non abbia più sete e non venga più qui ad attingere». 16 Gesù le disse: «Va’ a chiamare tuo marito e torna qui». 17 La donna rispose e gli disse: «Io non ho marito». Gesù le disse: «Hai detto bene: “Non ho marito”, 18 perché tu hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto la verità».

    Nel caso qualcuno si stesse ancora chiedendo se davvero è un peccato solo perché Gesù non lo ha detto direttamente che era peccato, dobbiamo vedere ciò che dice il Signore, così come dovremmo tutta la Scrittura, in e attraverso diversi contesti relativi al soggetto stiamo studiando.

    In questo caso sappiamo già come Gesù, Dio vede il divorzio e l’adulterio.

    Sono sicuramente peccati. Malachia 2: 14-16; Matteo 19: 3-9; Esodo 20:14.

    Il Signore sta infatti dicendo alla donna che sta vivendo nel peccato, in primo luogo a causa dei suoi cinque precedenti divorzi e susseguenti nuove nozze e in secondo luogo perché l’uomo con cui stava vivendo non era sposato con lei.

    Ricordate che i Samaritani erano molto più licenziosi degli Ebrei. Ricordiamo che i Samaritani erano per metà Ebrei ed altre razze, fondamentalmente Ebrei mescolati con i Gentili e gran parte del loro stile di vita era pagano e gentile. In altre parole, sarebbe stato molto meno scandaloso per quella donna vivere con un uomo non sposato e forse non scandaloso affatto nella loro cultura.

    Gesù però, senza diretta condanna ai peccati della donna, sottolinea i suoi peccati e punge la sua coscienza. Infatti, Gesù sta infatti sostenendo che la donna viveva nel peccato.

    Quindi, questa parola significa proprio vivere nel peccato sessuale. I credenti non dovrebbero indulgere in peccaminosità e convivenza sessuale al di fuori del matrimonio.

    Diamo un’occhiata ora alla parola “sfrenatezza”, nel Greco la parola è: aselgeia racchiude i significati della licenziosità che significa: mancanza di restrizioni legali o specialmente morali: trascurare le restrizioni sessuali ed i comportamenti segnati dal disprezzo delle regole di correttezza.

    Inoltre significa: comportamento sporco e lascivio.

    La lascività vuol dire: concupiscenza, baldoria e idolatria abominevole, conversazione schifosa e comportamento osceno.

    Quindi, di nuovo, i credenti non dovrebbero indulgere in questi tipi di comportamento.

    Oltre a tutto ciò, Paolo afferma che i credenti non dovrebbero comportarsi in invidia e conflitti.

    L’invidia e il conflitto sono opere della carne e la parola di Dio proibisce severamente ai credenti di praticare queste e molte altre opere della carne.

    Galati 5:19-21 Ora le opere della carne sono manifeste e sono: adulterio, fornicazione, impurità, dissolutezza, 20 idolatria, magia, inimicizie, contese, gelosie, ire, risse, divisioni, sette, 21 invidie, omicidi, ubriachezze, ghiottonerie e cose simili a queste, circa le quali vi prevengo, come vi ho già detto prima, che coloro che fanno tali cose non erediteranno il regno di Dio.

    Romans 1:29 essendo ripieni d’ogni ingiustizia, fornicazione, malvagità, cupidigia, malizia; pieni d’invidia, omicidio, contesa, frode, malignità,

    1 Corinthians 3:3-4 Infatti, poiché fra voi vi è invidia, dispute e divisioni, non siete voi carnali e non camminate secondo l’uomo? 4 Quando uno dice: «Io sono di Paolo», e un altro: «Io sono di Apollo», non siete voi carnali?

    1 Timoteo 6:3-4 3 Se uno insegna una dottrina diversa e non si attiene alle sane parole, quelle del Signor nostro Gesù Cristo e alla dottrina che è secondo pietà, 4 è gonfio e non conosce nulla, ma ha un interesse morboso in questioni e dispute di parole, da cui nascono invidia, litigi, maldicenze, cattivi sospetti

    Come vediamo, i termini invidia e contese non si trovano solo nelle stesse liste delle opere della carne e questo è davvero quello che sono, tuttavia, vediamo chiaramente che sono nella stessa lista e sono trovate menzionate quasi consecutivamente assieme nella lista. Forse potrebbe essere solo una coincidenza o forse no ma penso che siano messe vicine per delle ragioni specifiche. Spiegherò il perché credo questo ma prima di farlo, guardiamo al significato di queste parole.

    Il significato d’invidia è relativamente conosciuto per la maggior parte delle persone, tuttavia guardiamo comunque al suo significato.

    Invidia: un sentimento di desiderio scontento o risentimento suscitato dalle proprietà, qualità o benedizioni di qualcun altro. Desiderio di avere una certa qualità, possessione o altro attributo desiderabile appartenente a (qualcun altro)

    Come vediamo, l’invidia non è solo un sentimento ma è in realtà un sentimento che porta le persone ad avere certi comportamenti peccaminosi, questi comportamenti possono essere molto malvagi e pericolosi, sia per chi pratica l’invidia sia per la persona che sta ricevendo il fine della persona che pratica l’invidia.

    L’invidia è, un prodotto o addirittura l’equivalente della concupiscienza. In realtà concupire significa: provare un desiderio smodato per ciò che appartiene agli altri.

    Quindi, come vediamo, l’invidia e la concupiscienza sono strettamente correlate. Desiderare le cose di altri, in altre parole concupire è proibito nei Dieci Comandamenti:

    Esodo 20:17 Non desidererai la casa del tuo prossimo; non desidererai la moglie del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna che sia del tuo prossimo».

    Ai credenti è proibito concupire ed essere invidiosi di ciò che hanno altri.

    L’invidia fa sì che la persona si inasprisca e quando perde controllo diventa odiosa verso coloro che essi invidiano. In molti eventi in cui l’invidia diventa incontrollata ed intensa e gli viene dato il pieno controllo nella vita di una persona, questo causa odio, questo fa sì che le persone che sono invidiose diventino spesso ladri, frodatori ed in alcuni casi persino omicidi.

    Proverbi 14:30 Un cuore sano è vita per il corpo, ma l’invidia è il tarlo delle ossa.

    Ciò che comprendiamo da questo versetto è che l’invidia è in realtà il sintomo di un cuore malato. Infatti qui vediamo che l’autore dei Proverbi scrive che un cuore sano è vita per il corpo, non è solo un cuore sano come nell’organo, ma anche il cuore come sede delle emozioni umane.

    Avere un cuore sano è infatti avere una sana vita emotiva, o avere emozioni sane che sono sottomesse e controllate dallo Spirito Santo e dalla parola di Dio.

    L’invidia invece è un prodotto di un cuore ammalato, un prodotto di emozioni controllate dai desideri della carne. Questo è il motivo per cui troviamo l’invidia scritta in questo stesso versetto. Le nostre emozioni quando controllate dallo Spirito di Dio e dalla parola ci terranno fisicamente sani; mentre un cuore ammalato, emozioni controllate dai desideri carnali porta malattia anche nel corpo.

    Non sempre, ma spesso, il peccato sfrenato causa malattie fisiche. Dopo tutto, la malattia è collegata alla morte che è collegata al peccato. La malattia e la morte sono prodotti dal peccato. Il salario del peccato è la morte e questa è la morte spirituale per molti ma anche la morte fisica, questa per tutti.

    L’invidia causa il marciume delle ossa. Questa non è una figura retorica, è una vera causa fisica conseguenza dell’ invidia sfrenata nella vita di una persona.

    Come ho detto prima, l’invidia non solo è pericolosa per coloro contro cui è praticata, ma ovviamente anche per coloro che la praticano. Questo è uno dei pericoli, induce la persona che lo pratica a diventare fisicamente ed emotivamente malato e ovviamente malato spiritualmente.

    L’invidia non è solo pericolosa per la persona che indulge in essa ma mette in pericolo la vittima. Come? Perché la persona che pratica l’invidia sviluppa spesso sentimenti cattivi verso la persona di cui sono invidiosi. Questo può causare alla persona che è invidiosa di rubare, frodare e in alcuni casi estremi persino uccidere l’altra persona o le persone di cui bramano i beni.

    Ci sono diversi esempi del potere distruttivo e delle conseguenze dell’invidia nella Scrittura.

    Un esempio biblico di questa si trova in:

    1Re 21:1-16 Dopo queste cose avvenne che Naboth di Jezreel aveva in Jezreel una vigna vicina al palazzo di Achab, re di Samaria. 2 Così Achab parlò a Naboth e gli disse: «Dammi la tua vigna per farne un orto, perché si trova vicina alla mia casa. In cambio ti darò una vigna migliore o, se preferisci, ti darò l’equivalente in denaro». 3 Ma Naboth rispose ad Achab: «Mi guardi l’Eterno dal cederti l’eredità dei miei padri!». 4 Perciò Achab tornò a casa sua triste e adirato per la risposta che Naboth di Jezreel gli aveva dato: «Non ti cederò l’eredità dei miei padri!». Si gettò sul suo letto, volse la faccia da un lato e non volle prendere cibo. 5 Allora Jezebel, sua moglie, venne da lui e gli disse: «Perché hai lo spirito così contristato e non mangi?». 6 Egli le rispose: «Perché ho parlato a Naboth di Jezreel e gli ho detto: “Cedimi la tua vigna per denaro o, se preferisci, ti darò un’altra vigna in cambio”. Ma egli mi ha risposto: “Non ti cederò la mia vigna!”». 7 Allora sua moglie Jezebel gli disse: «Non sei tu che regni ora sopra Israele? Alzati, prendi cibo e il tuo cuore si rallegri; la vigna di Naboth di Jezreel te la farò avere io». 8 Così ella scrisse alcune lettere a nome di Achab, le sigillò col suo sigillo e le mandò agli anziani ed ai notabili che abitavano nella stessa città con Naboth. 9 Nelle lettere scrisse così: «Bandite un digiuno e fate sedere Naboth in prima fila davanti al popolo; 10 ponetegli di fronte due scellerati che depongano contro di lui, dicendo: “Tu hai bestemmiato DIO e il re”; poi conducetelo fuori, lapidatelo e così muoia». 11 La gente della città di Naboth, gli anziani e i notabili che abitavano nella sua città fecero come Jezebel aveva mandato loro a dire, come era scritto nelle lettere che ella aveva loro inviato. 12 Bandirono il digiuno e fecero sedere Naboth davanti al popolo. 13 Poi vennero due scellerati che si sedettero di fronte a lui; e questi scellerati deposero contro Naboth davanti al popolo, dicendo: «Naboth ha maledetto DIO e il re». Quindi lo condussero fuori della città e lo lapidarono con pietre; così egli morì. 14 Poi mandarono a dire a Jezebel: «Naboth è stato lapidato ed è morto». 15 Quando Jezebel venne a sapere che Naboth era stato lapidato ed era morto, disse ad Achab: «Lèvati e prendi possesso della vigna di Naboth di Jezreel, che egli rifiutò di darti per denaro, perché Naboth non vive più ma è morto». 16 Come Achab udì che Naboth era morto, si levò e scese a prendere possesso della vigna di Naboth di Jezreel.

    Come vediamo scritto in questa storia Acab è colpevole di cupidigia che lo porta all’invidia e ha un desiderio malsano di avere la vigna di Nabot. Vediamo nella storia, nel versetto 4, come l’invidia fa sì che una persona diventi fisicamente ed emotivamente malata.

    L’invidia quindi si intensificò rapidamente nella pianificazione per ottenere la vigna anche con l’omicidio. Questo è in realtà ciò che accade molte volte quando qualcuno è completamente divorato dall’invidia e desidera avere qualcosa che appartiene agli altri a tutti i costi. In questo caso abbiamo il furto e l’omicidio come un piano per avere ciò che apparteneva a Nabot. Anche se fu Jezebel a realizzare il piano, Achab lo seguì e anche lui fu colpevole quanto Jezebel.

    Questa è una storia molto triste ma è ciò che accade quando una persona è controllata interamente dall’invidia e dalla cupidigia.

    C’è un altro esempio molto chiaro di quanto sia invidia distruttiva e la troviamo in:

    Genesi 37:3-5 Or Israele amava Giuseppe più di tutti i suoi figli, perché era il figlio della sua vecchiaia; e gli fece una veste lunga fino ai piedi. 4 Ma i suoi fratelli, vedendo che il loro padre lo amava più di tutti gli altri fratelli, presero ad odiarlo e non gli potevano parlare in modo amichevole.

    Qui vediamo che i fratelli di Giuseppe lo odiavano, lo odiavano! Perchè?! Lo odiavano, ed alcuni versetti dopo capiamo esattamente perché lo odiavano.

    Genesi 37:11 E i suoi fratelli gli portavano invidia, ma suo padre serbava la cosa dentro di sé.

    I suoi fratelli lo odiavano perché lo invidiavano, quella era la causa del loro odio per Giuseppe. Più tardi pianificarono di ucciderlo, poi invece decisero di venderlo ad una carovana di mercanti diretti in Egitto. Lo odiavano ma poi si resero conto che potevano monetizzare il loro odio e venderlo come schiavo per venti pezzi d’argento.

    Anche questo comportamento peccaminoso finì per portare una quantità incommensurabile di dolore al loro padre.

    L’invidia distrugge le persone che la praticano e anche tutti gli altri intorno a loro.

    Questo è esattamente il motivo per cui Dio proibisce ai credenti di essere invidiosi perché conduce una persona ad avere un comportamento peccaminoso molto grave.

    Nella vita del credente troviamo anche un’altra parte dell’invidia oltre a quella comune che può influenzare tutti, ed è l’invidia spirituale. Che cosa è l’invidia spirituale? È avere invidia dei doni, delle posizioni spirituali e le benedizioni di altri credenti.

    Questo è un problema molto serio nella chiesa, un problema che causa davvero molti problemi nella vita dei credenti che la praticano. Infine questa cosa spesso contamina l’intera comunità!

    Esaminiamo questo problema. Molti, troppi credenti diventano insoddisfatti ed ingrati riguardo ai doni spirituali che Dio gli dà. Spesso considerano i loro doni spirituali come se fossero di meno impatto o meno gloriosi di altri e per questo diventano insoddisfatti di essi.

    Lasciatemi solo aggiungere qualcosa di molto importante a questo. Questo era un problema che anche Paolo stava affrontando specialmente nella chiesa di Corinto.

    Molti credenti nella chiesa di Corinto come anche molti credenti oggi, specialmente nel movimento Pentecostale-Carsimatico, hanno lo stesso serio problema con l’accettazione dei propri doni spirituali.

    Lo facevano perché erano invidiosi dei doni più visibili e appariscenti. Uno dei doni problematici dell’epoca era il parlare in lingue. Sembra che in più all’abuso dell’uso genuino del dono, molti in quella chiesa stavano effettivamente anche falsificando il dono, piuttosto fingendo di averlo per apparire più spirituali.

    Questo è anche il motivo per cui Paolo scrisse i capitoli 12-13-14 di 1 Corinzi. Li ha scritti per mettere la chiesa in ordine riguardo ai doni spirituali. Ha descritto la priorità dell’uso dei doni nella chiesa, nonché la cosa più importante riguardo ai doni spirituali, in altre parole che devono essere usati per la reciproca crescita spirituale di tutti i credenti e devono essere motivati solo dall’amore e non da invidia o ambizione egoista e orgoglio.

    Oltre a tutto questo, Paolo fa emergere alcuni punti molto importanti, specialmente nel capitolo

    12 di 1 Corinzi.

    Il contesto e schema del capitolo è che Paolo riconosce che c’è ignoranza riguardo ai doni spirituali. L’intero capitolo è scritto per spiegare a loro l’uso e la motivazione dei doni spirituali nella chiesa.

    Una cosa molto importante che scrive è questa, che tutti i doni dello Spirito Santo provengono prima di tutto da Dio e sono dati per l’edificazione della chiesa:

    1 Corinzi 12:4-7 Or vi sono diversità di doni, ma non vi è che un medesimo Spirito. 5 Vi sono anche diversità di ministeri, ma non vi è che un medesimo Signore. 6 Vi sono parimenti diversità di operazioni, ma non vi è che un medesimo Dio, il quale opera tutte le cose in tutti. 7 Or a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per l’utilità comune.

    L’altro fatto molto importante, di cui molti credenti non si rendono conto, è che tutti ed ogni dono che Dio dà a ciascun credente sono dati esclusivamente dalla scelta sovrana di Dio:

    1 Corinzi 12:11 Or tutte queste cose le opera quell’unico e medesimo Spirito, che distribuisce i suoi doni a ciascuno in particolare come vuole.

    Questi fatti sono della massima importanza per l’argomento di cui stiamo parlando, in altre parole, l’invidia spirituale.

    Questo problema infatti si verifica perché, come abbiamo detto, i credenti diventano infelici o insoddisfatti dei doni che Dio gli dà, ma è Dio che dà ogni dono come vuole Lui non come vogliamo noi.

    Pertanto, è una pratica inutile per i credenti desiderare e chiedere doni che non hanno già perchè i doni sono conferiti in modo sovrano dallo Spirito di Dio e nessun credente può scegliere il dono che desidera.

    Come Dio salva per scelta sovrana ed elezione, Egli dà anche i Suoi doni allo stesso modo. Poiché lo Spirito Santo è davvero il dono migliore di Dio per i credenti e per l’intera chiesa, poiché è lo Spirito di Dio che dà i doni ed Egli fa questo al momento della salvezza. In altre parole, questo avviene nel momento stesso in cui lo Spirito Santo viene per dimorare in un credente, al momento della salvezza, cioè questo è quando i doni sono dati ad ogni credente.

    Spesso ci vuole del tempo dopo la salvezza per diventare consapevoli di quali siano i doni che lo Spirito dà ad ogni persona. Alcuni possono diventare evidenti immediatamente mentre altri potrebbero impiegare più tempo per scoprirlo. Tuttavia qualsiasi ritardo nella scoperta di un dono o doni non significa che i doni siano stati dati o saranno dati in seguito alla salvezza nella vita di un credente. I doni di ogni singolo credente sono tutti presenti in quella persona al momento della salvezza.

    Uno dei motivi principali per cui molti credenti credono erroneamente di poter richiedere un dono specifico è duplice. La prima ragione è che viene erroneamente insegnato che in molti casi lo Spirito Santo arriva ad una persona per dimorare in loro completamente in un secondo momento, a questi viene insegnato che questo può accadere anche molti anni dopo la salvezza. Questo è falso ed ingannevole, non è affatto vero.

    Riceviamo tutti la pienezza dello Spirito di Dio, doni inclusi al momento della salvezza e mai più tardi. Questa dottrina erronea è prevalentemente diffusa dal movimento Pentecostale e dalla loro abitudine di interpretare erroneamente la Scrittura.

    Paolo, infatti, chiarisce che questo non può essere il caso in 1 Corinzi 12 quando dice:

    1 Corinzi 12:12-14 Come infatti il corpo è uno, ma ha molte membra, e tutte le membra di quell’unico corpo, pur essendo molte, formano un solo corpo, così è anche Cristo. 13 Ora noi tutti siamo stati battezzati in uno Spirito nel medesimo corpo, sia Giudei che Greci, sia schiavi che liberi, e siamo stati tutti abbeverati in un medesimo Spirito. 14 Infatti anche il corpo non è un sol membro, ma molte.

    È chiaro che quando leggiamo questo passo correttamente comprendiamo che tutti i credenti nella chiesa, come dice Paolo, tutti furono già battezzati nel corpo di Cristo. Paolo usa il verbo nel tempo passato per spiegare che si tratta di un evento che si è già verificato e che l’uso della parola definisce il fatto che nessun credente è escluso ed ogni credente è incluso. Questo può essere vero solo se questo accade ad un credente al momento della salvezza. Di fatto, poi, Paolo raddoppia il fatto dicendo che abbiamo tutti, sempre usando il tempo passato, che tutti sono stati, passato di nuovo, fatti abbeverare in un solo Spirito.

    Quindi quello che abbiamo qui è il colpo mortale alla dottrina Pentecostale precedentemente menzionata. Paolo in realtà sta dicendo che siamo stati tutti battezzati dallo Spirito Santo e che siamo stati tutti riempiti dallo Spirito Santo. Quando? Al momento della salvezza e non più tardi!

    Tutto questo è detto per spiegare che, alla salvezza riceviamo la pienezza dello Spirito Santo ed ogni dono dello Spirito a noi attribuito da Dio.

    La seconda ragione per cui molti credenti credono che possiamo richiedere un dono specifico è l’incomprensione di questo passo successivo:

    1 Corinzi 12:31 Ora voi cercate ardentemente i doni maggiori; e vi mostrerò una via ancora più alta.

    Se questo passo significa che possiamo desiderare dei doni specifici e chiederli, ciò che Paolo ha detto in precedenza nell’intero capitolo sarebbe invalido ed inutile. La spiegazione di Paolo nel capitolo è chiara, è Dio che dà i doni come vuole Lui ed ogni credente deve accettare i propri doni e non invidiare e ricercare doni che non gli sono stati dati. Questo è l’intero contesto del capitolo!

    Quindi cosa significa veramente il versetto 31?

    Questa frase, “ma voi cercate ardentemente i doni maggiori” nell’ indicativo dice: bramate ardentemente. Deve essere compreso in questo stato d’animo, perché sarebbe una contraddizione dopo che l’apostolo aveva dimostrato che questi doni non erano loro scelta, e che non dovevano emulare i doni di un altro, o aspirare e cercare dei doni specifici e maggiori.

    Lo stesso punto di vista nel Siriaco dice, “Dato che siete zelanti dei migliori doni, vi mostrerò un modo più eccellente.”

    Quindi la migliore traduzione dovrebbe leggere perché desiderate i doni migliori. Vi mostrerò un modo più eccellente e poi Paolo scrive riguardo all’amore nel capitolo 13.

    Tutto ciò che facciamo nella chiesa dovrebbe essere motivato dall’amore e non dall’egoismo e dall’invidia. Dobbiamo accettare i doni ed i ministeri di Dio che sono dispensati da Lui per sovranità Sua e non dobbiamo essere invidiosi e desiderare i doni ed i ministeri degli altri.

    Dovremmo quindi essere soddisfatti, contenti e grati a Dio per i doni che ci dà!

    Questo era davvero un grosso problema nella chiesa di Corinto e oggi è un grosso problema nella chiesa.

    L’invidia spirituale causa davvero molti conflitti nella chiesa ed è per questo che spesso le due vengono citate assieme. Infatti Paolo sta avvertendo la chiesa romana e noi di non camminare nell’invidia e nel conflitto. Tra i molti altri peccati, che il peccato dell’invidia causa, uno di questi è sempre il conflitto.

    Questo è esattamente il motivo per cui credo che siano sempre messi insieme e vicine nella lista delle opere della carne.

    Ad ogni modo, nella chiesa l’invidia spirituale, l’invidia dei doni e dei ministeri spirituali delle altre persone è un peccato molto comune, molto più comune di quanto molti pensino. Tuttavia, non è una novità, anche ai tempi di Paolo la situazione era davvero comune.

    C’erano molti che perfino in quei giorni stavano cercando di contraffare le posizioni e i ministeri degli apostoli cercando di usurpare la loro posizione.

    2 Corinzi 11:12-15 Anzi ciò che io faccio lo farò ancora, per troncare ogni pretesto a quelli che desiderano un pretesto, per essere trovati simili a noi in ciò di cui si gloriano. 13 Tali falsi apostoli infatti sono degli operai fraudolenti, che si trasformano in apostoli di Cristo. 14 E non c’è da meravigliarsi, perché Satana stesso si trasforma in angelo di luce. 15 Non è dunque gran cosa se anche i suoi ministri si trasformano in ministri di giustizia, la cui fine sarà secondo le loro opere.

    Ora, questo passo sta spiegando una situazione molto più grave di quello che normalmente accade tra i credenti nella chiesa, tuttavia dobbiamo ricordare che tutto questo avviene in modo causa dell’invidia.

    C’è un altro passo che troviamo in Atti 8: 9-24, dove un uomo di nome Simone era preso dall’invidia desiderando di avere lo stesso potere degli Apostoli ma non per le stesse ragioni e con le stesse motivazioni. Simone bramava il potere dello Spirito Santo per lucro e la sua gloria personale. Tutto questo è un prodotto dell’invidia.

    Anche i credenti di Corinto avevano un problema con l’invidia spirituale. Questo era il motivo per cui c’era un grande desiderio nella chiesa di Corinto di desiderare i doni più evidenti e appariscenti come il parlare in lingue. Questo è esattamente il motivo per cui sembrava esserci stata una grande spinta per contraffare il dono. Ecco perché Paolo ha dovuto scrivere tre capitoli sui doni spirituali, le loro funzioni, la motivazione ed il loro corretto uso nella chiesa.

    Quell’invidia era un grave problema nella chiesa di Corinto, ed è evidente immediatamente nei capitoli iniziali della Prima Epistola di Paolo alla stessa chiesa.

    1 Corinzi 1:1-3 Or io, fratelli, non ho potuto parlare a voi come a uomini spirituali, ma vi ho parlato come a dei carnali, come a bambini in Cristo. 2 Vi ho dato da bere del latte, e non vi ho dato del cibo solido, perché non eravate in grado di assimilarlo, anzi non lo siete neppure ora, perché siete ancora carnali. 3 Infatti, poiché fra voi vi è invidia, dispute e divisioni, non siete voi carnali e non camminate secondo l’uomo?

    L’invidia qui menzionata era quella che derivava dai vantaggi e dalle doti superiori che alcuni sostenevano di possedere o possedere sugli altri. L’invidia ovunque è una causa fruttuosa di conflitto.

    La maggior parte delle contese nella chiesa sono in qualche modo di solito connesse all’invidia.

    Questo avviene ancora oggi, uno dei motivi principali per cui le persone, specialmente nei movimenti Pentecostali e Carismatici, contraffanno il dono del parlare in lingue e anche la profezia e le parole di saggezza e conoscenza. Queste cosiddette manifestazioni sono infatti accettate e incoraggiate e quando praticate non sono mai sottoposte all’esame scrupoloso dell’accuratezza e della loro genuinità.

    Queste manifestazioni nella maggior parte dei casi, se non in tutti i casi, non sono manifestazioni autentiche dello Spirito Santo.

    Sono pratiche di credenti carnali che, per apparire e persino sentirsi superiori agli altri, evocano una manifestazione contraffatta.

    Tutto questo è principalmente causato da invidia spirituale, volendo ciò che realmente non si possiede al punto che in un tipo caotico di movimento come nei Pentecostali / Carismatici sarebbe praticamente impossibile determinare se queste manifestazioni fossero reali.

    Biblicamente parlando, oggi non sono vere perché come noi, sappiamo o dovremmo sapere che questi doni sono cessati o sono stati incorporati nella predicazione e nell’insegnamento della parola scritta di Dio. Ho ampiamente trattato questo argomento in precedenti studi della parola di Dio e non farò di nuovo un’esposizione del soggetto.

    Basti dire che in questi movimenti non vi è altro che un comportamento caotico quando si tratta di queste cose e questo è esattamente il motivo per cui anche ai tempi di Paolo, quando i doni e le manifestazioni potevano essere vere, doveva esserci comunque ordine nei servizi di culto. Non era un’opzione come sembra essere in molte chiese oggi, è infatti un comandamento che procede da Dio attraverso gli Apostoli e specialmente Paolo.

    1 Corinzi 14:26-37 Che conviene dunque fare, fratelli? Quando vi riunite, avendo ciascuno di voi, chi un salmo, chi un insegnamento, chi parole in altra lingua, chi una rivelazione, chi un’interpretazione, si faccia ogni cosa per l’edificazione. 27 Se uno parla in altra lingua, si faccia questo da due o tre al più, e l’un dopo l’altro, e uno interpreti. 28 Ma se non vi è chi interpreti, si taccia nella chiesa chi parla in altra lingua, ma parli a se stesso e a Dio. 29 Parlino due o tre profeti, e gli altri giudichino. 30 Ma se è rivelata qualcosa ad uno che è seduto, si taccia il precedente. 31 Tutti infatti, ad uno ad uno, potete profetizzare affinché tutti imparino e tutti siano incoraggiati. 32 Gli spiriti dei profeti sono sottoposti ai profeti, 33 perché Dio non è un Dio di confusione, ma di pace; e così si fa in tutte le chiese dei santi. 34 Tacciano le vostre donne nelle chiese, perché non è loro permesso di parlare, ma devono essere sottomesse, come dice anche la legge. 35 E se vogliono imparare qualche cosa interroghino i propri mariti a casa, perché è vergognoso per le donne parlare in chiesa. 36 È la parola di Dio proceduta da voi o è essa pervenuta a voi soli? 37 Se uno si stima essere profeta o spirituale, riconosca che le cose che vi scrivo sono comandamenti del Signore.

    Questo passo è molto chiaro e dimostrativo, anche in quei giorni, quando i doni e le manifestazioni potevano essere verii, ma potevano anche essere falsi, in particolare questo è il punto che Paolo sta facendo nei capitoli 12 e 14; ci dovevano essere prima di tutto, le linee guida per praticare determinati doni, come le lingue e la profezia. Inoltre, Paolo richiede una condotta ordinata nella chiesa e non il caos e il disordine.

    Nel comportamento caotico le manifestazioni fasulle passerebbero inosservate e potrebbero essere utilizzate per continuare a praticare una manifestazione falsa per gratificare le pratiche carnali invidiose ma anche per ingannare la chiesa.

    In effetti questo è ciò che accade oggi praticamente in ogni caso.

    Questo tipo di ambiente è in realtà l’ambiente perfetto per promuovere la falsa dottrina ed ingannare le persone. Pensateci per un momento!

    Se una persona oggi parla in lingue, ad esempio, nessuno sa mai cosa viene detto, perché in genere non c’è nessuno che le interpreti, anche perché non viene detto nulla in realtà. Tuttavia, è un inganno perché le persone che praticano questo tipo di lingue non solo agiscono carnalmente cercando di praticare un dono che non è stato utilizzato per quasi due millenni, ma sono anche in realtà in un modo più sottile accreditando le loro opere della carne a Dio, quindi chiamando Dio bugiardo.

    Questa è un’altra ragione per cui Paolo proibì l’uso anche del vero dono delle lingue senza interpretazione e anche se la manifestazione di quel dono era reale, doveva essere fatta in un certo ordine e con decoro. Dovevano essere parlate uno alla volta e non più di tre persone di seguito.

    Anche il dono della profezia doveva essere messo alla prova da profeti affermati dalla chiesa. Questi profeti, erano coloro che detennero il ministero ufficiale di profeta, essi erano sotto l’autorità apostolica e dovevano sottoporre qualsiasi espressione profetica all’esame della dottrina apostolica. Anche allora le espressioni profetiche non furono date per scontate e genuine fino a quando non erano provate e trovate genuine.

    Oggi nella maggior parte, quasi tutte le cosiddette profezie nelle chiese pentecostali / carismatiche non sono neppure messe sotto esame o provate. Anche se in realtà non sarebbe davvero necessario farlo perché oggi non sono manifestazioni vere a meno che non provengano direttamente dalla parola scritta di Dio.

    La profezia oggi non sta più predicendo nel vecchio modo, le profezie sono già state tutte registrate nella parola scritta e non abbiamo più bisogno di conoscere il futuro perchè è già stato scritto per noi nella Scrittura. Nessun credente ha bisogno di profezie pronunciate su di loro o sulle loro vite. Oggi abbiamo l’intera e completa parola scritta di Dio, cioè le Scritture.

    Guardate cosa dice Paolo a Timoteo anche a quell’epoca:

    2 Timoteo 3: 15-17 e che sin da bambino hai conosciuto le sacre Scritture, le quali ti possono rendere savio a salvezza, per mezzo della fede che è in Cristo Gesù. 16 Tutta la Scrittura è divinamente ispirata e utile a insegnare, a convincere, a correggere e a istruire nella giustizia, 17 affinché l’uomo di Dio sia completo, pienamente fornito per ogni buona opera.

    Dio non parla più attraverso la rivelazione diretta come nei tempi antichi, Egli ora parla attraverso la Sua rivelazione compiuta e completa cioè la Sua parola scritta. Paolo dice che tutte le Scritture, non tutte le profezie mediante enunciazioni, sono redditizie per rendere l’uomo di Dio completo e completamente equipaggiato.

    Oggi possiamo tranquillamente dire che le cosiddette espressioni profetiche che sentiamo sono false opere carnali praticate da persone che vogliono esibire un dono che non hanno. Nella maggior parte dei casi ciò accade perché questi sono in realtà narcisisti spirituali. Invidiano e desiderano i doni che non hanno e quindi devono trovare un ambiente che gli permetta di praticare le loro opere carnali.

    Attribuire a Dio ciò che Dio non dosa o dice è un peccato molto grave. Prendere il nome del Signore invano e chiamarlo bugiardo sono gravi offese. Sfortunatamente le chiese pentecostali / carismatiche prosperano in questi comportamenti e stanno causando molti peccati e molte false dottrine da diffondere, quando una persona ascolta e obbedisce a una falsa espressione anche se l’enunciazione suona secondo i principi biblici, è ancora un peccato e all’interno di queste espressioni purtroppo esistono anche molti inganni nascosti.

    Tutto questo per dire che in quasi tutti i casi le persone che praticano queste cose oggi, lo fanno per la propria promozione, lo fanno perché vogliono essere, essi pensano, più rilevanti e desiderano essere ascoltati e sentirsi importanti. Ciò ha tutto a che fare con l’invidia poiché questi invidiano i doni ed i ministeri di altre persone e quindi ne evocano uno affinché si sentano uguali e persino migliori di altri credenti.

    In realtà i movimenti Pentecostali / Carismatici promuovono l’orgoglio spirituale ed anche l’invidia perché insegnano ed affermano che una persona debba parlare in lingue per dimostrare di essere stata battezzata e ripiena di Spirito Santo. Questo però purtroppo permette e fa sì che persone fingano di avere certi doni per apparire più spirituali di altri ed in realtà lo stesso accade anche con la profezia.

    Come abbiamo già detto, l’invidia, che si tratti di spiritualità nella chiesa o di sovranità sui beni materiali o sui talenti altrui, conduce inevitabilmente a conflitti tra persone e certamente conflitti interni; soprattutto nella persona che pratica l’invidia.

    La contesa infatti è uno dei frutti dell’invidia! La contesa è conflitto ed ha queste definizioni: conflitto vigoroso e / o amaro, discordia o antagonismo, litigio, lotta o scontro che porta anche ad un conflitto armato. Concorrenza o rivalità.

    Questo è ciò che l’invidia causa e come vedete è tutta roba seria. Voglio anche concentrarmi sull’ultima parte della definizione di conflitto. Competizione e rivalità. Questo fatto è un importante risultato dell’invidia spirituale! Fa sì che le persone siano in competizione tra di loro anche nella chiesa.

    Questo era esattamente quello che stavo dicendo prima, i credenti diventano concorrenti piuttosto che membri della stessa squadra. Nella chiesa non dovremmo essere in competizione cercando di superare i ministeri degli altri o cercare di superare i doni spirituali di altri credenti. Questo è esattamente il motivo per cui le persone fingono di avere alcune doti spirituali, tutto questo è competere con gli altri per sentirsi più importanti di altri.

    Pare persino che vi siano concorsi e concorrenze tra chiese e pastori per dimostrare chi avrà la chiesa e la congregazione migliore, più grande e rilevante.

    Oggi tristemente molti pastori misurano il loro valore ed il loro successo in base alla grandezza della loro chiesa e della congregazione in termini di numeri.

    Il successo di una chiesa non è misurato dal numero di congreganti piuttosto dalla maturità e dalla crescita in somiglianza a Cristo del membro sia chi ne abbia pochi o molti.

    Ciò che conosciamo come la Grande Commissione, o il Gran Mandato è principalmente usato per dire che il mandato della chiesa è quello di evangelizzare, in altre parole convertire le persone. Tuttavia, sebbene la conversione sia l’inizio della vita cristiana, non è la destinazione.

    La destinazione del credente è di crescere in somiglianza a Cristo o di diventare discepoli di Gesù Cristo imparando tutto ciò che la parola di Dio ci insegna. Il Gran Mandato dice di fare discepoli di Cristo non semplicemente ammassare persone in un edificio per essere intrattenute o divertite dallo pseudo cristianesimo, mescolato con intrattenimento mondano ed ideologie e filosofie del mondo.

    Tristemente, molti dirigenti ecclesiastici adottano il pragmatismo e l’intrattenimento per attirare le persone nella chiesa. Perchè? Perché la competizione e la rivalità che praticano li fa adottare metodi umani e carnali per invogliare le persone ad unirsi a una chiesa. Tristemente tutto questo può far sì che una chiesa cresca in numero, ma molto spesso non in somiglianza a Cristo, infatti questi metodi non causano nemmeno la nuova nascita di nessuno, perché solo la predicazione del Vangelo può convertire le persone, Romani 10:17.

    La maggior parte delle cose insegnate e fatte in molte chiese oggi non è favorevole a rendere una persona più spirituale piuttosto le rende più carnali ed in molti casi nemmeno nati di nuovo.

    Pertanto, oggi abbiamo una grande parte della chiesa il cui obiettivo è far divertire le capre (persone non salvate) piuttosto che nutrire le pecore di Dio, (veri credenti).

    La cosiddetta Grande Commissione afferma questo:

    Matteo 28:18-20 Poi Gesù si avvicinò e parlò loro dicendo: «Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra. 19 Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, 20 insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell’età presente. Amen».

    Come possiamo vedere qui, se una chiesa non procede nel potere e nell’autorità che Cristo ha e le ha delegato sulla terra, l’ultima parte descritta non è possibile da ottenere.

    Le Scritture del Nuovo Testamento ci insegnano che il Vangelo è il potere di Dio per la salvezza per tutti quelli che credono, Romani 1:16. Dice anche che Dio ha scelto di salvare coloro che credono con la predicazione del Vangelo; 1 Corinzi 1:21. Credo davvero che se e quando la chiesa cessa di predicare il Vangelo non adulterato e lo sostituisce con altre cose o persino un tipo ibrido di Vangelo, in altre parole mescolare le cose umanistiche e l’intrattenimento al vero Vangelo per renderlo, come molti affermano più attraente per il mondo. A quel punto la chiesa cessa di avere potere e autorità da Cristo.

    Senza il potere e l’autorità delegata da Dio, la chiesa diventa impotente e a quel punto può solo ricorrere ad approcci umanistici e di intrattenimento per attirare le persone, tuttavia, in questo modo le persone non rinasceranno mai né potranno crescere in somiglianza a Cristo perchè non hanno vita spirituale.

    Solo quando la chiesa opera nella potenza di Dio, in obbedienza alla Sua parola e solo in quella, che è essenzialmente operante nella potenza dello Spirito Santo, allora avranno potere e autorità per fare discepoli di tutte le nazioni. Tuttavia, fare discepoli non finisce con la conversione di una persona, anche se autenticamente convertita.

    La chiesa è chiamata ad usare lo stesso potere e autorità che si trova nella parola di Dio per insegnare al credente la parola e obbedire alla volontà di Dio, quindi così e solo così facendo discepoli di Cristo.

    Questa è la grande commissione. Fermarsi prima di tutto questo non è obbedire affatto, è in parte obbedire a Dio che disobbedire. Se non mi credete, date un’occhiata a 1 Samuele 15: 1-24.

    Sfortunatamente molti evangelisti e missionari usano la grande commissione come il loro mandato, ma la usano solo per pubblicizzare i loro ministeri e doni, che di solito è la predicazione del Vangelo esclusivamente a scopo di conversione ed unicamente per la propagazione del Vangelo nel mondo.

    Anche se questa è una parte della Grande Commissione, non lo è nella sua interezza.

    Sfortunatamente spesso non riescono a raggiungere l’intera portata e lo scopo della commissione, che è quella di edificare la chiesa a somiglianza di Cristo, vedere Efesini 4: 11-15.

    Nel cosiddetto ministero dei cinque ministeri che leggiamo nel passo di Efesini vediamo che l’obiettivo della chiesa e quindi della grande commissione non è semplicemente la conversione e la propagazione del Vangelo nel mondo, ma è l’edificazione dell’intera chiesa nella statura di Cristo e portare ogni membro della chiesa all’unità della fede.

    Se leggete e notate il passo dice che Dio ha dato alcuni come ministri e doni alla chiesa, questi sono apostoli e profeti come il fondamento della chiesa, a cui Dio diede le dottrine per la chiesa, vedi Efesini 2: 20-21.

    Quindi gli Evangelisti mentre portano il Vangelo alle persone e alle nazioni e portano salvezza attraverso la predicazione del Vangelo, quindi i pastori / insegnanti il cui compito è fare in modo che i discepoli e tutti coloro che lavorano insieme costruiscano la chiesa e presumibilmente portino i suoi membri al unità della fede e diventare come Cristo.

    Sto dicendo tutto questo perché questa è la Grande Commissione. È primario, in realtà l’unico mandato che la chiesa ha è quello di fare discepoli di Cristo insegnando loro la parola di Dio. Tuttavia, conflitti, disaccordi, competizione, rivalità sono tutti causati dall’invidia spirituale, fanno sì che la chiesa perda il potere e l’autorità di Cristo (non perché Cristo la perda, ma perché non la estende alle chiese disobbedienti) e di conseguenza una chiesa senza il potere e l’autorità di Cristo può solo finire per agire nella carne e quindi usare solo modi carnali piuttosto che spirituali.

    Quindi, l’invidia spirituale, ogni tipo di invidia per qualsiasi ragione, causa sempre disaccordo, persino odio ed infine, come succede in molte chiese / movimenti oggi, la chiesa diventa molto spiritualmente ammalata a causa del peccato e perde tutto il suo potere e autorità.

    In ogni caso, l’invidia, che si tratti di beni materiali, di talenti, di doni o di cose spirituali nella chiesa causa sempre malattia spirituale in coloro che la praticano, perché è peccato e, come abbiamo visto, causa sempre conflitto, disaccordo e persino odio.

    L’odio in alcuni estremi casi può addirittura causare omicidio. Sappiamo però che anche l’odio è già un omicidio nel cuore, così dice Gesù, Matteo 5: 21-22.

    Giovanni dice questo:

    1 Giovanni 3:10-15 Da questo si riconoscono i figli di Dio e i figli del diavolo: chiunque non pratica la giustizia non è da Dio, e neppure lo è chi non ama il proprio fratello. 11 Poiché questo è l’annunzio che avete udito dal principio: che ci amiamo gli uni gli altri, 12 non come Caino, che era dal maligno e uccise il proprio fratello. E per quale motivo lo uccise? Perché le sue opere erano malvagie e quelle di suo fratello giuste. 13 Non vi meravigliate, fratelli miei, se il mondo vi odia. 14 Noi sappiamo di essere passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli; chi non ama il proprio fratello rimane nella morte. 15 Chiunque odia il proprio fratello è omicida; e voi sapete che nessun omicida ha la vita eterna dimorante in sé.

    Odiare è omicidio nel cuore anche quando il vero atto di omicidio non viene praticato, è così che Dio lo vede. È come commettere adulterio nel cuore come dice Gesù, in realtà è adulterio lo stesso,

    Matteo 5: 27-28.

    Questo è il motivo per cui l’invidia è sempre strettamente correlata e menzionata insieme al conflitto L’invidia infatti causa conflitti che causano odio che causamo omicidio nel cuore.

    La maggior parte dei peccati commessi nella chiesa sono interni e praticati nel cuore e nella mente, piuttosto che all’esterno. Tuttavia ovviamente ci sono segni e sintomi evidenti che si possono vedere e notare e il conflitto è il più evidente, così quando un pastore o un anziano nota conflitti nella chiesa immediatamente devono affrontarli e nella maggior parte dei casi la causa sarà invidia e gelosia.

    L’invidia e il conflitto devono essere affrontati immediatamente e sradicati al più presto possibile prima che si radichino e poi finiscano per distruggere la vita delle persone e purtroppo anche di chiese intere.

    Questo è il motivo per cui l’invidia e il conflitto sono proibiti nella chiesa, perchè hanno un grande potere distruttivo se non controllati e come abbiamo visto possono portare a comportamenti peccaminosi molto gravi.

    Romani 13:14 Ma rivestitevi del Signore Gesù Cristo, e non fare provviste per la carne, per soddisfare le sue concupiscenze.

    Paolo conclude questo capitolo esortandoci, comandandoci di rivestirci del Signore Gesù Cristo e di non fare provviste per la carne per soddisfare le sue concupiscenze.

    Analizziamo questo ultimo versetto del capitolo 13. Che cosa significa rivestirsi del Signore Gesù Cristo?

    Ci si potrebbe chiedere: “Pensavo che avevamo già Gesù e che siamo già in Lui e Lui in noi? Pensavo fossimo già battezzati in Cristo? “

    In effetti tutto questo è vero per ogni credente, quindi cosa significa rivestirsi di Gesù?

    Come abbiamo già affermato, siamo tutti in Cristo se crediamo in Lui, siamo nati di nuovo dal Suo Spirito, siamo stati battezzati in Lui e nel Suo corpo la Chiesa.

    Vedi i seguenti passi su questo argomento: Giovanni 7: 37-39; Romani 6: 3-4; 1 Corinzi 12:13; Colossesi 2: 11-12.

    Tuttavia, anche in alcuni dei passi sopra menzionati vediamo il concetto che Paolo sta facendo anche qui. Sì, siamo battezzati in Cristo, sì abbiamo lo Spirito Santo in noi, sì siamo battezzati nel suo corpo, sì siamo salvati e salvati per sempre.

    Tuttavia, indossare Cristo non è esattamente qualcosa che solo Dio fa quanto qualcosa che dobbiamo fare noi. È Cristo, è Dio che ci battezza con lo Spirito Santo, è lo Spirito Santo che ci rigenera e ci dona la fede per credere ed è lo Spirito Santo che ci battezza nel corpo di Cristo e ci riempie. Dio fa tutto questo da solo, con la Sua elezione sovrana e con la Sua sovrana volontà, Efesini 1: 3-14.

    Ora che Dio ha fatto tutto questo per noi ed in noi, ora dobbiamo anche cooperare con Dio e fare anche noi qualcosa. Il qualcosa in cui dobbiamo cooperare è, il processo di santificazione.

    Ora, c’è molta incomprensione riguardo al processo di santificazione nei credenti. Molti pensano che la nostra salvezza dipende anche dal fatto che ci santifichiamo. Tuttavia, questo non è corretto!

    La corretta visione della santificazione dovrebbe essere questa, che siamo noi che ci applichiamo a santificarci, ma ancora meglio, che cooperiamo con Dio nel processo. Perché siamo in Cristo e desideriamo farlo.

    Ciò che l’autore di Ebrei dice è vero, senza la santità nessuno vedrà Dio, Ebrei 12:14.

    Tuttavia, il versetto in questione in realtà dice molto più di una semplice persona che si santifica. La pace e la santità in questione nel passo di Ebrei parla sopratutto di essere in pace con Dio e di avere la Sua santità, la santità che possiamo ricevere solo attraverso e attraverso i meriti e le virtù di Gesù Cristo e non mediante una religione, come in quel contesto faceva rifermento alla religone Ebraica.

    Ricordiamoci che il contesto del libro di Ebrei riguarda la salvezza per grazia attraverso Cristo soltanto e non da alcun tipo di opera, specialmente le opere religiose richieste dalla legge di Mosè.

    Quindi anche tutti i nostri tentativi da cristiani non possono aggiungere nulla all’opera completa di Cristo. Cercando di santificarci quindi non aggiungiamo santità o rettitudine alla nostra vita, come insegna per esempio la religione Romana. La religione Romana ed il Pentecostalismo entrambe insegnano che sì è vero che si riceve la grazia di Dio in Cristo ma che senza un nostro vero e proprio impegno nella paratica della giustizia di Dio la grazia di Dio in Cristo non è sufficiente per provvedere alla nostra salvezza, che se non si pratica la gustizia di Dio si scade dalla grazia e la salvezza già ricevuta. Queste sono eresie e falsa dottrina. La Scrittura non insegna affatto queste cose.

    Chi è veramente nato di nuovo cerca di perseguire la santificazione perché ama Dio ed è Dio che ci dà il desiderio e anche il potere di farlo:

    Filippesi 2:12-13Perciò, miei cari, come mi avete sempre ubbidito non solo quando ero presente, ma molto più ora che sono assente, compite la vostra salvezza con timore e tremore, 13 poiché Dio è colui che opera in voi il volere e l’operare, per il suo beneplacito.

    Paolo nella lettera alla chiesa di Filippi aveva già dichiarato quanto segue:

    Filippesi 1:6 essendo convinto di questo, che colui che ha cominciato un’opera buona in voi, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.

    Anche alla chisesa di Tessalonica scrisse:

    1 Tessalonicesi 5:23-24 Ora il Dio della pace vi santifichi egli stesso completamente; e l’intero vostro spirito, anima e corpo siano conservati irreprensibili per la venuta del Signor nostro Gesù Cristo. 24 Fedele è colui che vi chiama, e farà anche questo.

    Comprendiamo chiaramente che è davvero Dio attraverso il suo Spirito in noi che completerà l’opera della nostra salvezza sino alla venuta del Signore, è Dio che ci darà davvero anche il desiderio e l’abilità di fare ciò che Egli desidera che noi facciamo nella nostra vita.

    È davvero Dio, sì, tuttavia c’è un però! Sebbene Dio faccia tutto questo, anche se Dio ci dà il desiderio e l’abilità di ricercare la santificazione e di perseguirla ed Egli è Colui che lo farà avverare in noi, abbiamo però anche il dovere verso Dio di applicarci nel fare queste cose.

    Quando nasciamo di nuovo, noi figli di Dio, Dio ci ripristina nostro libero arbitrio spirituale e morale. Prima di essere rigenerati, il nostro libero arbitrio non era affatto libero, anche se molti dichiarano che lo sia. La nostra volontà era tenuta prigioniera dalla nostra natura peccaminosa per fare e praticare i desideri della carne, tutta la nostra volontà era schiava del peccato e dello spirito di Satana:

    Efesini 2:1-3 Egli ha vivificato anche voi, che eravate morti nei falli e nei peccati, 2 nei quali già camminaste, seguendo il corso di questo mondo, secondo il principe della potestà dell’aria, dello spirito che al presente opera nei figli della disubbidienza, 3 fra i quali anche noi tutti un tempo vivemmo nelle concupiscenze della nostra carne, adempiendo i desideri della carne e della mente, ed eravamo per natura figli d’ira, come anche gli altri

    Romani 6: 5-7 Poiché, se siamo stati uniti a Cristo per una morte simile alla sua, saremo anche partecipi della sua risurrezione, 6 sapendo questo: che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui, perché il corpo del peccato possa essere annullato e affinché noi non serviamo più al peccato. 7 Infatti colui che è morto è libero dal peccato.

    Come vediamo quando siamo stati salvati, siamo stati liberati dalla schiavitù del peccato e una delle prime cose che vengono liberate è la nostra volontà. La nostra vecchia natura (vecchio uomo) è morta con Cristo e non siamo più schiavi del peccato. La nostra natura peccaminosa è davvero stata portata via.

    L’intera argomentazione che Paolo fa in Romani 6 è di esortare i credenti che ora sono stati liberati dalla schiavitù del peccato, specialmente nella loro volontà, di diventare obbedienti a Dio come schiavi della giustizia.

    Romani 6:17-23 Ora sia ringraziato Dio, perché eravate servi del peccato, ma avete ubbidito di cuore a quell’insegnamento che vi è stato trasmesso. 18 E, essendo stati liberati dal peccato, siete stati fatti servi della giustizia. 19 Io parlo in termini umani per la debolezza della vostra carne. Perché, come un tempo prestaste le vostre membra per essere serve dell’impurità e dell’iniquità per commettere l’iniquità, così ora prestate le vostre membra per essere serve della giustizia, per la santificazione. 20 Perché, quando eravate servi del peccato, eravate liberi in rapporto alla giustizia. 21 Quale frutto dunque avevate allora dalle cose delle quali ora vi vergognate? Poiché la loro fine è la morte. 22 Ora invece, essendo stati liberati dal peccato e fatti servi di Dio, voi avete per vostro frutto la santificazione e per fine la vita eterna. 23 Infatti il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.

    Paolo tuttavia anticipa i nostri dubbi e le nostre domande come credenti, per esempio, perché continuiamo a peccare anche quando siamo stati rigenerati e rinati. Anticipa le domande che senza dubbio tutti noi, una volta o l’altra, abbiamo chiesto di noi stessi.

    Domande come: “se sono salvato e rigenerato ed ho una nuova natura ed amo Dio e voglio servirLo e ubbidire a Lui perché continuo a peccare?”

    Il fatto che Paolo, che la parola di Dio, continua ad esortarci e ci comanda di smettere di peccare e di vivere una vita santa e retta, è un’indicazione che infatti possiamo ancora peccare e purtroppo lo faremo ancora. Perché allora abbiamo ancora la propensione e a volte persino il desiderio di peccare?

    L’altra domanda che Paolo anticipa dopo aver scritto il capitolo 6 di Romani è quindi una:

    “Se pecco ancora, come posso essere salvato, sono davvero salvato o potrei perdere la mia salvezza perché pecco ancora?”

    Questo è esattamente il motivo per cui Paolo ha continuato a scrivere i capitoli 7 e 8, per rispondere a quelle implicite domande che si aspettava che i credenti avrebbero avuto nel leggere la sua lettera.

    Nel capitolo 7 Paolo spiega perché ancora pecchiamo anche se siamo credenti e nati di nuovo.

    Romani 7:15-23 Giacché non capisco quel che faccio, perché non faccio quello che vorrei, ma faccio quello che odio. 16 Ora, se faccio ciò che non voglio, io riconosco che la legge è buona. 17 Quindi non sono più io ad agire, ma è il peccato che abita in me. 18 Infatti io so che in me, cioè nella mia carne, non abita alcun bene, poiché ben si trova in me la volontà di fare il bene, ma io non trovo il modo di compierlo. 19 Infatti il bene che io voglio, non lo faccio; ma il male che non voglio, quello faccio. 20 Ora, se faccio ciò che non voglio, non sono più io che lo faccio, ma è il peccato che abita in me. 21 Io scopro dunque questa legge: che volendo fare il bene, in me è presente il male. 22 Infatti io mi diletto nella legge di Dio secondo l’uomo interiore, 23 ma vedo un’altra legge nelle mie membra, che combatte contro la legge della mia mente e che mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra.

    Vedete, Paolo sta spiegando che non possiamo capire perché quello che vogliamo fare, la volontà di Dio, non la pratichiamo e spesso infatti facciamo ciò che odiamo fare. Quando facciamo questo siamo d’accordo con la legge di Dio, quando siamo d’accordo con Dio, nel Greco la parola d’accordo è in realtà ciò che traduciamo nella parola confessare. Siamo d’accordo con Dio che ciò che stiamo facendo non è buono ma la Sua legge è buona.

    Comprendiamo che l’uomo carnale e non salvato non si sente mai così, l’uomo carnale non ha riguardo per la legge di Dio, quindi è evidente che Paolo qui sta parlando di credenti. Tuttavia, Paolo sta dicendo che quando pratchiamo il peccato come credenti sebbene Dio ci ritenga ancora responsabili dei nostri peccati, tuttavia non sono l’uomo e donna a commettere i peccati, ma è per un’altra ragione che pecca no ancora. In altre parole, i nostri peccati non conducono alla condanna della parte spirituale di noi, ma solo del corpo, la parte di noi che è ancora carnale, terrena e unicamente umana.

    I nostri corpi, afferma Paolo, sono adesso la causa della nostra peccaminosità ora, non la nostra natura peccaminosa che non c’è più. Spiega che è per il peccato nel corpo che facciamo ancora ciò che non vogliamo fare e non facciamo ciò che dovremmo fare. Spiega che questo è perché è il peccato che dimora ancora, non nella nostra natura, di cui si è occupato nel capitolo 6, ora il peccato è presente nella parte di noi che è ancora legata alla nostra carnalità, cioè i nostri corpi.

    Paolo dice che il male, il peccato, è ancora presente in noi, nel nostro corpo, quindi, con l’uomo interiore, la parte rinata di noi, ci dilettiamo nella legge di Dio, ma il peccato nel nostro corpo fa guerra alla legge della mente spirituale e purtroppo questo troppo spesso ci fa fallire nell’obbedire a Dio.

    Quindi l’uomo rinato vuole, desidera fare la volontà di Dio, ma la parte carnale di noi vuole ancora fare i desideri della carne che sono stati programmati nella nostra mente attraverso e dalla nostra natura peccaminosa.

    Che Paolo parli di cristiani qui è evidente quando dice:

    Romani 7:24-25 O miserabile uomo che sono! Chi mi libererà da questo corpo di morte? 25 Io rendo grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore. Io stesso dunque con la mente servo la legge di Dio, ma con la carne la legge del peccato.

    Vedete, è il nostro corpo che è ancora attaccato al peccato e alla morte, infatti questo è ciò che Paolo sta dicendo qui, il nostro corpo è un vero e proprio corpo di morte, è la parte di noi che morirà anche se siamo stati salvati. Dovremo infatti ereditare un nuovo e diverso corpo e ciò avverrà il giorno della nostra resurrezione. Gesù ci ha liberati dal peccato e dalla morte anche il peccato e la morte che il nostro corpo causa in noi.

    Anche nel capitolo 8 di Romani, Paolo dice questo:

    Romani 8:5-7 Infatti coloro che sono secondo la carne volgono la mente alle cose della carne, ma coloro che sono secondo lo Spirito alle cose dello Spirito. 6 Infatti la mente controllata dalla carne produce morte, ma la mente controllata dallo Spirito produce vita e pace. 7 Per questo la mente controllata dalla carne è inimicizia contro Dio, perché non è sottomessa alla legge di Dio e neppure può esserlo.

    Come vediamo allora, Paolo sta effettivamente parlando di credenti nel capitolo 7 perché qui afferma che l’uomo carnale, cioè colui che non è rinato dello Spirito, che è il tema del capitolo 8, il passo qui sopra, l’uomo non salvato, ha una mente che è inimicizia contro Dio, Paolo lo ha affermato anche in:

    Colossesi 2:20-22 e, avendo fatta la pace per mezzo del sangue della sua croce, di riconciliare a sé, per mezzo di lui, tutte le cose, tanto quelle che sono sulla terra come quelle che sono nei cieli. 21 E voi stessi, che un tempo eravate estranei e nemici nella mente con le vostre opere malvagie, 22 ora vi ha riconciliati nel corpo della sua carne, mediante la morte, per farvi comparire davanti a sé santi, irreprensibili e senza colpa,

    Perciò quando Paolo in Romani 7:25 dice: Allora, con la mente io stesso servo la legge di Dio, ma con la carne la legge del peccato deve parlare dei credenti perché, quando afferma che con la mente serviamo la legge di Dio, il nostro corpo sta ancora cercando di servire il peccato che è presente in esso.

    Pertanto, come dice Paolo, la nostra vittoria sul peccato e la nostra liberazione dal peccato ancora presente in noi è Gesù Cristo. Romani 8:1-4, e non i nostri propri sforzi nel tentativo di santificarci.

    Questo in effetti non significa affatto che non dovremmo rinunciare ed evitare il peccato, infatti, la parola di Dio continua a dirci che anche se siamo davvero salvati e non incorreremo nel giudizio eterno a causa della nostra peccaminosità, passata, presente o futura , dobbiamo comunque cercare la santificazione, dobbiamo portare la nostra carne, i nostri corpi in sottomissione allo Spirito e alla parola di Dio.

    Questo era esattamente il punto che Paolo stava facendo nel capitolo 6 ed il punto che lui e gli altri scrittori della Scrittura del Nuovo Testamento stanno facendo in tutti i loro scritti.

    Pertanto, la nostra santificazione ha a che fare con quanto bene prestiamo attenzione all’esortazione di Paolo in Romani 12: 1-2.

    In realtà, quello che sta dicendo è esattamente ciò che stiamo dicendo qui ora. Presentare i nostri corpi, le parti di noi stessi che ancora vogliono indulgere nei desideri della carne, ed invece essere sacrifici viventi che è esattamente ciò che Paolo stava dicendo anche nel capitolo 6, quando dice che dovremmo rendere i nostri corpi schiavi della giustizia piuttosto che del peccato. Dovremmo quindi presentare i nostri corpi a Dio come sacrifici viventi e santi in modo che anche la nostra carne possa essere sottomessa a Dio. Paolo dice che in realtà è il nostro culto logico, ragionevole e sensibile a Dio.

    Perciò adoriamo Dio non solo in chiesa la Domenica, non solo cantando inni e canti spirituali, piuttosto vivendo per Lui sempre ed in tutti i modi, attraverso ogni aspetto della nostra vita.

    Per fare tutto questo, Paolo dice nel secondo versetto del capitolo 12, che per santificare noi stessi è imperativo allora che siamo coinvolti nel processo e per farlo e per santificare noi stessi significa rinnovare la nostra mente. Questa è la santificazione o indossare Cristo!

    È una scusa per continuare a peccare, dire che dal momento che è Dio l’unico che deve santificarci, noi non dobbiamo fare nulla.

    È vero che quando si tratta della nostra salvezza e la rigenerazione tutto è fatto esclusivamente da Dio, tuttavia se siamo onesti con noi stessi e persino con la Scrittura, Dio ci fa partecipare in quel processo.

    Notate, ho detto che ci rende partecipi. Ci salva solo per grazia, per elezione sovrana e solo per Sua scelta, tuttavia desidera che diventiamo partecipi della Sua salvezza anche come partecipanti volontari.

    Lo fa tutto dandoci la volontà, il potere e la fede per essere salvati. Tutte queste cose provengono tutte da Lui, sono tutti i Suoi doni e ci sono dati, tuttavia siamo noi che crediamo in Cristo, siamo noi che ci pentiamo del peccato e lo confessiamo, è il potere di Dio in noi ma ci coinvolge in modo vero e attivo.

    La stessa cosa accade con la nostra santificazione, la differenza tra la nostra salvezza e la nostra santificazione è che la nostra salvezza è potentemente creata in noi dal potere di Dio perché Dio deve darci la vita spirituale, mentre nella nostra santificazione è la nostra volontà che è liberata dalla schiavitù del peccato e Dio adesso desidera che noi diventiamo attivamente e volontariamente coinvolti nel fare ciò che la parola di Dio ci dice di fare riguardo alla nostra santificazione.

    Infatti la nostra santificazione è comandata ed esortata sempre continuamente e senza sosta ed in modo duplice, nelle Scritture del Nuovo Testamento.

    In un duplice modo perché la nostra santificazione è davvero non peccare come credenti, ma sta anche nel cambiare la nostra mente riguardo a molte cose al di là del semplice peccato, è conoscere Dio e come Dio è e sviluppare la mente di Cristo e conoscendo il Sua volontà.

    Ecco perché Paolo comanda, ci esorta a non essere conformi alle vie del mondo piuttosto ad essere trasformati dal rinnovamento della mente.

    Notate le parole che Paolo usa, dice, siamo noi che non dobbiamo essere conformi alle ideologie del mondo ed ai comportamenti peccaminosi, ricordatevi che le Scritture ci insegnano che è Dio che ci trasforma, in altre parole, ci santifica, eppure c’è sempre un elemento umano legato a come Dio lo fa, Dio ci trasformerà davvero, quando non ci conformiamo al mondo e rinnoviamo le nostre menti.

    È il nostro dovere di non conformarsi al mondo ma di rinnovare le nostre menti. Quando ci impegnamo a farlo, Dio ci trasformerà e lo fa attraverso la Sua parola e lo Spirito.

    Se fosse solo e rigorosamente Dio a santificarci senza essere coinvolti attivamente nel processo, non ci sarebbero centinaia di esortazioni e comandamenti di farlo.

    Quindi ora che capiamo tutto questo capiamo cosa significa in realtà indossare il Signore Gesù Cristo.

    Questo significa che dobbiamo fare quello che dice Efesini 4:

    Efesini 4:10-14 Colui che è disceso è lo stesso che è anche salito al di sopra di tutti i cieli, per riempire tutte le cose. 11 Ed egli stesso ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti e altri come pastori e dottori, 12 per il perfezionamento dei santi, per l’opera del ministero e per l’edificazione del corpo di Cristo, 13 finché giungiamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, a un uomo perfetto, alla misura della statura della pienezza di Cristo, 14 affinché non siamo più bambini, sballottati e trasportati da ogni vento di dottrina, per la frode degli uomini, per la loro astuzia, mediante gli inganni dell’errore,

    Anche qui vediamo che per essere preparati per il lavoro del ministero e dell’edificazione, per l’edificazione della chiesa e per portare tutti i credenti all’unità della fede e crescere nella misura e nella statura di Cristo, questa è la santificazione, la maturità e la crescita cristiana tra l’altro, questo è diventare come Gesù, per farlo però c’è anche un coinvolgimento umano.

    È Dio attraverso il suo Spirito ed i doni ed i ministeri dello Spirito Santo attraverso gli uomini scelti e dotati da Dio che ci aiuta a crescere in Cristo.

    Quindi la nostra santificazione, indossare Cristo, è, come ho detto prima duale, è fatto da Lui, ma attraverso diversi modi e attraverso diversi ministri (pastori / insegnanti) in aggiunta al nostro coinvolgimento ed ai nostri sforzi.

    Ancora una volta, il termine “indossare Cristo Gesù” significa vivere una vita di santificazione. Quello che Paolo sta dicendo è che dovremmo camminare nella giustizia, Cristo è il solo giusto

    1 Giovanni 2: 1; e quelli che portano il Suo nome dovrebbero camminare come Lui.

    1 John 2:6 Chi dice di dimorare in lui, deve camminare anch’egli come camminò lui.

    1 John 3:2-3 Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è ancora stato manifestato ciò che saremo; sappiamo però che quando egli sarà manifestato, saremo simili a lui, perché lo vedremo come egli è. 3 E chiunque ha questa speranza in lui, purifichi se stesso, come egli è puro.

    Ci sono molte altre esortazioni e dichiarazioni simili nel Nuovo Testamento.

    Efesini 4:19-24 Essi, essendo diventati insensibili, si sono abbandonati alla dissolutezza, commettendo ogni impurità con insaziabile bramosia. 20 Voi però non è così che avete conosciuto Cristo, 21 se pure gli avete dato ascolto e siete stati ammaestrati in lui secondo la verità che è in Gesù, 22 per spogliarvi, per quanto riguarda la condotta di prima, dell’uomo vecchio che si corrompe per mezzo delle concupiscenze della seduzione, 23 per essere rinnovati nello spirito della vostra mente 24 e per essere rivestiti dell’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e santità della verità.

    Questo passo in sostanza ci sta dicendo di fare la stessa cosa di Roman 14. Anche qui Paolo sta parlando di indossare il Signore Gesù Cristo.

    Qui Paolo dice che non abbiamo imparato Cristo in quel modo. Ciò significa che gli Apostoli hanno insegnato Cristo come giusto e santo, così essi hanno imparato Cristo cioè non persistendo nel comportamento peccaminoso, vedi anche Tito 2: 11-14.

    Come hanno ascoltato Cristo e come sono stati ammaestrati in Lui secondo la Sua verità? In realtà, Paolo sta in effetti dicendo che queste persone a cui stava scrivendo avevano conosciuto Cristo ed erano state sotto il suo insegnamento mentre era vivo sulla terra? No! Non significa affatto questo.

    Se vi ricordate non molto tempo fa abbiamo parlato del Grande Mandato. In esso il Signore comandò ai Suoi apostoli di fare discepoli di tutte le nazioni, battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo ed insegnando loro tutte le cose che insegnò loro.

    Rendiamo qualcosa molto chiaro, ciò che Gesù ha insegnato a loro non era esclusivamente ciò che insegnò loro quando era vivo sulla terra con loro; ma è anche ciò che gli ha insegnato dallo Spirito Santo in seguito, questo tra l’altro includeva ciò che insegnò anche a Paolo,

    vedi Galati 1: 11-12; Efesini 3: 3.

    Che questo è vero è reso evidente da ciò che Gesù hadetto anche in:

    Giovanni 16:12-15 Ho ancora molte cose da dirvi, ma non sono ancora alla vostra portata. 13 Ma quando verrà lui, lo Spirito di verità, egli vi guiderà in ogni verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutte le cose che ha udito e vi annunzierà le cose a venire. 14 Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annunzierà. 15 Tutte le cose che il Padre ha sono mie; per questo ho detto che egli prenderà del mio e ve lo annunzierà.

    Questo è un passo che molte volte viene frainteso e molti lo interpretano in modo errato o almeno parzialmente errato. Questo passo non ci dice che lo Spirito Santo oggi prenderà cose da Cristo che sono sconosciute agli altri e ce lo fanno conoscere a noi per poter dire agli altri queste cose.

    Anche questo passo non lascia spazio a pastori e predicatori, come purtroppo fanno molti e come molti cristiani credono, che Dio attraverso il suo Spirito dà particolari intuizioni e / o fatti altrimenti non noti ad altri credenti in modo che possano essere comunicati attraverso un sermone o qualche tipo di espressione profetica o attraverso qualche parola di conoscenza o saggezza.

    È vero che oggi lo Spirito Santo attraverso la parola di Dio appropriatamente insegnata, predicata e letta parla ai credenti, tuttavia, tutti i credenti hanno la stessa unzione da Dio, la stessa parola scritta di Dio rivelata a tutti e se e quando ci applichiamo ad imparare dall’insegnamento della parola e imparando anche da soli mediante lo stuido personale della parola scritta, tutti quanti possiamo avere la stessa esatta conoscenza. Non abbiamo bisogno delle cosiddette rivelazioni speciali, le rivelazioni della parola sono tutte speciali ma sono tutte disponibili per ogni credente senza eccezioni, se vogliamo sentire ciò che Dio ci sta dicendo ed insegnando possiamo tutti udire ed imparare.

    Ai tempi dell’Apostolo, mentre si stava formavano il fondamento della chiesa e tutte le dottrine del Nuovo Testamento per la chiesa non erano ancora tutte complete, scritte e comunicate, le espressioni profetiche, le parole di saggezza e di conoscenza erano ancora date da Dio alla chiesa, tuttavia, sempre sotto il controllo e conferma apostolica.

    Infatti, quello che Gesù sta dicendo, sta dicendo ai Suoi discepoli, che alla fine sarebbero diventati gli Apostoli e che quando lo Spirito Santo sarebbe venuto, (Giorno di Pentecoste) li avrebbe guidati in tutta la verità di Dio, lo Spirito Santo è Colui che avrebbe udito le cose di Cristo, le avrebbe prese da Lui e le ha rese note.

    Lo Spirito Santo avrebbe parlato con loro e avrebbe fatto loro sapere le cose a venire (Scritture profetiche come il libro di Apocalisse ed altre).

    Lo Spirito Santo glorificherà, parlerà e innalzerà sempre solo Gesù Cristo e non Sé stesso. Questo passo non significa che tutto ciò avviene oggi come allora.

    Questo passo significa che Cristo ha fatto questo dando tutte le informazioni che Egli voleva comunicare alla chiesa agli Apostoli ed ai profeti di quei giorni, loro e loro soltanto sono il fondamento della chiesa, a loro e loro soltanto Gesù Cristo ha dato le dottrine, gli insegnamenti e le profezie delle cose che averranno per la chiesa. Le Scritture del Nuovo Testamento e ciò che esse insegnano, comandano e comunicano alla chiesa sono le fondamenta su cui la chiesa deve essere costruita. Queste cose già rivelate e scritte sono tutto ciò che viene insegnato, predicato e letto oggi nella chiesa.

    Quindi tutto questo è stato detto per spiegare ciò che Paolo stava dicendo alla chiesa di Efeso e anche a noi oggi quando dice: non avete imparato così Cristo, 21 se davvero lo avete ascoltato e vi è stato insegnata la verità che è in Gesù

    Questo ovviamente non significa che hanno imparato da Cristo e l’hanno ascoltato e sono stati insegnati personalmente quando Egli camminava per le strade di Israele. Ciò conferma però che Paolo credeva e dovremmo anche noi credere, che la parola di Dio che loro stavano comunicando con la parola e con la scrittura erano davvero gli insegnamenti di Cristo, la Sua parola, così quando essi udirono la parola di Dio pronunciata e scritta dagli Apostoli, stavano davvero ascoltando Cristo ed imparavano da Lui e da Lui furono davvero istruiti.

    Paolo insegnava sempre che ciò che diceva e scriveva era la parola di Cristo ed in effetti lo era e lo è. Dobbiamo credere anche noi a questo, anche noi stiamo imparando da Cristo, ascoltando e ricevendo da Lui e come Lui è davvero la verità e la verità è in Lui e solo nella Sua parola; Giovanni 1:14; Giovanni 14: 6, Giovanni 17:17.

    Sia chiaro, solo la parola scritta di Dio è la parola di Dio oggi! Le fondamenta sono state gettate, gli insegnamenti, le dottrine e le profezie per la chiesa sono state date e registrate nel corpo della Scrittura del Nuovo Testamento e cioè tutte le esigenze della Chiesa e tutto ciò che dovrebbe ascoltare, obbedire e usare, e nella parola scritta e nient’altro.

    La Scrittura è sufficiente, non abbiamo bisogno di altre parole oggi:

    2 Timoteo 3:16-17 Tutta la Scrittura è divinamente ispirata e utile a insegnare, a convincere, a correggere e a istruire nella giustizia, 17 affinché l’uomo di Dio sia completo, pienamente fornito per ogni buona opera.

    La verità di Cristo, la parola di Cristo è stata data alla chiesa dall’ispirazione dello Spirito Santo nella completa, inerrante e sufficiente parola scritta di Dio chiamata Scrittura.

    Gesù è il logos di Dio, la parola di Dio e Dio stesso, Giovanni 1: 1-4. Quindi, poiché Egli è la parola di Dio e la verità e la parola di Dio è la verità, Giovanni 17:17; La Scrittura è la parola vivente di Cristo, non la carta e l’inchiostro, ma le parole scritte in essa.

    Quindi, quando ci viene insegnata correttamente, la Scrittura è davvero ascoltare la parola di Dio, è davvero ascoltare le parole di Cristo, è ascoltare la verità di Dio, deve essere insegnata da Cristo stesso attraverso lo Spirito Santo che vive in noi che ci aiuta a comunicare la vera e la corretta interpretazione della parola di Dio attraverso chi Dio ha ordinato, scelto ed abilitato, cioè pastori / insegnanti e così possiamo ottenere il vero significato della parola di Dio e sì in quel caso stiamo direttamente ascoltando Cristo stesso, vieniamo insegnati da Lui attraverso la Sua parola.

    Possiamo anche raggiungere l’udire e l’insegnamento di Cristo attraverso la Sua parola anche da soli, quando e se ci applichiamo in preghiera per diligentemente leggere, studiare e meditare la Sua parola.

    Giovanni dice queste parole, che sono state anche opportunamente fraintese e male interpretate troppe volte nella chiesa:

    1 Giovanni 2:20-21 Ma voi avete l’unzione dal Santo e conoscete ogni cosa. 21 Non vi ho scritto perché non conoscete la verità, ma perché la conoscete e perché nessuna menzogna proviene dalla verità.

    1 Giovanni 2:27 Ma quanto a voi, l’unzione che avete ricevuto da lui dimora in voi e non avete bisogno che alcuno v’insegni; ma, come la sua unzione v’insegna ogni cosa ed è verace e non è menzogna, dimorate in lui come essa vi ha insegnato.

    Prima lasciatemi specificare cosa questo brano non significhi, non può significare che i credenti automaticamente sappiano tutte le cose solo perché hanno lo Spirito di Dio. Né significa che, poiché hanno l’unzione dallo Spirito, i credenti non hanno bisogno di essere istruiti nella parola di Dio.

    Se fosse così, se un credente potesse sapere tutto da solo, allora non ci sarebbe bisogno di pastori / insegnanti nella chiesa e certamente non ci sarebbe tanta ignoranza biblica nella chiesa. Ci sono troppi credenti analfabeti biblici nella chiesa e troppi che tristemente credono di sapere tutto e non pensano che qualcuno abbia bisogno di insegnargli la parola di Dio.

    Questi passi prima di tutto, presi nel contesto in cui sono scritti, parlano di ingannatori e falsi credenti nella chiesa, che stavano cercando di ingannare la chiesa con false dottrine.

    Giovanni li chiama Anticristi. Stavano negando la verità di Dio, negavano il Signore e la Sua divinità e molte altre cose riguardo alla verità di Dio.

    Perciò Giovanni sta dicendo loro che i veri credenti hanno lo Spirito Santo, l’unzione da Dio che li aiuta a rimanere nella verità ed a conoscere la verità e anche a conoscere chi erano gli ingannatori e le bugie che stavano promuovendo. Tuttavia, questo non significa affatto che i credenti sappiano automaticamente tutto, invece hanno bisogno di essere insegnati la verità di Dio.

    Lo Spirito Santo ci aiuta a conoscere tutte le cose relative a Cristo e Dio, tuttavia, troppo spesso i credenti a causa della loro stessa pigrizia spirituale e vita spirituale indisciplinata si trovano davvero in pericolo di essere ingannati e di credere a false dottrine.

    Se una persona rimane nella verità delle dottrine apostoliche, le fondamenta della chiesa, non saranno ingannate ma se non lo fanno, la possibilità di essere ingannati aumenta molto.

    Ciò in realtà conferma che in effetti i credenti devono essere sotto l’insegnamento di una sana dottrina apostolica per non essere ingannati dalle menzogne.

    Molti credenti usano invece questi passaggi come scuse per non studiare la parola di Dio, scuse per giustificare false affermazioni profetiche e false parole di saggezza e false parole di conoscenza e propaganda di false dottrine e soprattutto scuse per non stare sotto l’autorità della vera parola di Dio e l’autorità di anziani e pastori. Infatti molti credenti hanno effettivamente usato questi passi per evitare di fare parte di una chiesa locale.

    Non ci dovrebbero essere cristiani lupi solitari, ma purtroppo ci sono.

    Purtroppo dobbiamo però dire che il clima che c’è oggi in questo mondo rende molto, molto, difficile per credenti fare parte di una comunità locale che sostiene ed insegna una sana dottrina apostolica. Persino le chiese che oggi riflettono più da vicino queste dottrine stanno diventando sempre meno apostoliche e sempre più mondane. Quindi capsico che per alcuni credenti il fatto non è che non vogliono fare parte di una comunità locale ma il fatto è che di comunità buone ce ne sono pochissime, almeno per quanto riguarda la sana dottrina apostolica, che non è cosa da trascurare affatto!

    Questo rende la situazione davvero più difficile per le persone che vogliono veramente dimorare nella verità ed in una chiesa che assomiglia più da vicino alla chiesa primitiva in termini di dottrina e stile di vita.

    Tuttavia, ci sono modi per aggirare tutto questo se si desidera veramente essere in una chiesa come quella. Noi, come cristiani, dovremmo sforzarci assieme per creare il giusto ambiente ecclesiale, tuttavia, purtroppo la maggior parte dei credenti, inclusi e specialmente pastori e anziani, sembrano avere paura e riluttanza a voler fare la volontà di Dio in linea con la Scrittura e sembrano preferire restare aggrappati a lo status quo e accettare qualsiasi cosa nella chiesa.

    Molti credenti preferiscono non andare in chiesa affatto perché non riescono a trovare una chiesa che voglia vivere ed operare come Dio vuole. In qualche modo, tuttavia, dobbiamo trovare un modo per non abbandonare l’assemblea di noi stessi assieme, specialmente quando il ritorno del Signore si avvicina:

    Hebrews 10:24-25 E consideriamo gli uni gli altri, per incitarci ad amore e a buone opere, 25 non abbandonando il radunarsi assieme di noi come alcuni hanno l’abitudine di fare, ma esortandoci a vicenda, tanto più che vedete approssimarsi il giorno.

    I credenti non possono far questo se non fanno parte di una chiesa locale. Tuttavia, come ho detto oggi molti credenti scelgono di rimanere isolati e di non far parte di una chiesa non proprio perché vogliono fare parte della chiesa giusta e non possono trovarne una, ma solo perché non vogliono essere sotto alcuna autorità spirituale per niente.

    Questi di solito sono quelli che più spesso che mai affermano di non aver bisogno di nessuno per insegnargli ed usano quel passo che abbiamo menzionato prima per giustificare se stessi e per rimanere fuori dalla fratellanza. Tutto questo è sbagliato ed è prendere le Scritture fuori dal loro contesto per le loro motivazioni egoiste.

    Ci sono anche alcuni che dicono questo e rimangono nelle chiese per un po ‘, ma sono alcune delle persone più controverse ad essere in una comunità e cercano spesso anche di usurpare la l’autorità dei responsabili in quelle chiese.

    Senza dubbio tutti quanti abbiamo avuto a che fare con delle persone del genere, conoscete quelli a cui Dio parla sempre e racconta loro tutti i problemi che ci sono nella vita degli altri in modo essi che possano correre in giro cercando di cambiare tutti nella chiesa, quelli che hanno sempre una parola da parte di Dio, quelli che profetizzano sempre e che vogliono essere sempre tutti quanti maestri invece di imparare dai maestri della chiesa. Questi sono i credenti che pensano sempre che Dio gli insegna direttamente e che non hanno mai bisogno che qualcuno gli insegni perché si sentono insegnati da Dio.

    Di solito però non parlano nemmeno di imparare la parola scritta di Dio, ma quasi sempre quando parlano, parlano di rivelazioni e parole di conoscenza e saggezza, visioni e sogni. È così che essi dicono che Dio gli insegna e perché questi non hanno bisogno di nessuno ad essergli di insegnamento.

    Certo che Dio ci insegna mediante lo Spirito Santo tramite la Sua parola scritta. Ma come abbiamo letto in Efesini 4, Dio ha donato alla chiesa pastori-maestri per il ministero e l’edificazione e insegnamento della chiesa. Non volersi sottomettere a questi vuol dire non volersi sottomettersi alla parola di Dio. Non sto dicendo che i credenti debbano sottomettersi ciecamente senza confermare con la parola stessa che ciò che gli è insegnato sia in effetti la verità. Infatti, troppi credenti credono e accettano ciecamente ciò che gli viene insegnato, ed infatti questo è un grande motivo perchè la gente spesso crede in false dottrine, perchè non confermano ciò che gli viene insegnato.

    Comunque, non si deve rigettare o disprezzare l’insegnmento della sana dottrina Apostolica e della parola di Dio interpretata bene. Infatti Paolo dice di non disprezzare l’insegnamento della parola di Dio e di non disprezzare chi insegna.

    1 Tessalonicesi 5: 20-21 Non disprezzate le profezie. 21 Provate ogni cosa, ritenete il bene. 22 Astenetevi da ogni apparenza di male.

    Ora qualcuno potrebbe accusarci oggi, noi che non accettiamo più le dirette rivelazioni profetiche, che siamo noi a disprezzare le profezie. Comunque, di nuovo, dobbiamo qualificare cosa siginifchi questo a quel tempo e cosa significhi oggi.

    Nei giorni di Paolo, come dovremmo ben sapere, la parola scritta, cioè l’intero corpo o canone del Nuovo Testamento ancora non era completo e quindi Dio ancora usava rivelazioni profetiche per portare la Sua parola alla chiesa. Comunque anche allora, come ben vediamo scritto qui siamo chiamati a provare ogni cosa, e le profezie dovevano essere tutte provate e confermate che fossero in perfetta armonia con le dottrine orali e scritte degli Apostoli e del Signore Gesù.

    Oggi che il canone o il corpo della parola Neo Testamentaria è completa, è così che Dio parla alla chiesa. Quindi oggi la profezia è in effetti la parola scritta perchè la parola di Dio per la chiesa è completa e non vi è niente altro che Dio ci voglia dire se non ciò che ci ha comunicato di già!

    Tristemente molti ritengono questa cosa addirittura una bestemmia dello Spirito Santo ed una offesa Dio perchè asseriscono che pensando e credendo questo in effetti stiamo limitando la potenza di Dio. In realtà sono loro che offendono Dio perchè continuano a parlare carnalmente e attribuiscono le loro espressioni e parole a Dio mentre Dio non ha parlato affatto.

    Dio oggi parla alla chiesa mediante gli insegnamenti e le profezie nella parola scritta, sì le profezie poiché tutta la parola di Dio e do Gesù è in effetti profetica in natura, guardate che cosa dice questo seguente passo:

    Apocalisse 19:10 Allora io caddi ai suoi piedi per adorarlo. Ma egli mi disse: «Guardati dal farlo, io sono un conservo tuo e dei tuoi fratelli che hanno la testimonianza di Gesù. Adora Dio! Perché la testimonianza di Gesù è lo spirito della profezia».

    Vedete la testimonianza di Gesù è lo spirito di profezia!

    La parola di Dio è più di due terzi profezia. Quindi quale è il problema nel dichiarare la parola scritta profezia? Non c’è nessun problema. Solo che adesso la profezia contenuta nella paroal scritta deve essere predicata e insegnata ed è così che si profetizza oggi.

    Quindi, oggi si può comunque osservare l’esortazione di Paolo in 1 Tessalonicesi 5, e possiamo tranqullamente interpretare ciò che Paolo dice con il non disprezzare la parola di Dio insegnata e predicata ma come anche dice, di provare ogni cosa che ci viene insegnato.

    Anche a Tito Paolo dice:

    Tito 2:15 Insegna queste cose, esorta e riprendi con ogni autorità. Nessuno ti disprezzi.

    Vedete, non bisogna disprezzare i ministri, i meastri di dottrina e l’insegnamento e la predica della parola scritta ( profezia).

    In realtà, Paolo dà un comandamento a Tito, di non permettere a nessuno di disprezzarlo per insegnare, esortare e rimproverare con ogni autorità. Come ministri dobbiamo effettivamente sedare e schiacciare dissenso, ribellione e disprezzo dell’autorità e della parola nella chiesa. Naturalmente c’è un processo e un metodo che dobbiamo mettere in atto per farlo.

    Molti credenti però tristemente lo fanno. Come ho detto e lo ripeto ed anche Paolo lo ha detto, dobbiamo provare ogni cosa che ci viene insagnata e predicata se per qualche motivo non ci sembra consone con la dottrina Apostolica e del Signore Gesù.

    Tutto questo per dire che, quello che Paolo sta dicendo agli Efesini, ci sta dicendo anche noi oggi.

    La parola scritta è la parola di Cristo, quindi è Cristo che ci insegna la Sua verità e quando ascoltiamo la parola di Dio insegnata, letta, studiata e meditata correttamente, Cristo ci parla e ci insegna. Naturalmente tutto ciò può e sarà compreso solo attraverso la presenza dello Spirito Santo.

    Sì, infatti lo Spirito Santo è integrale ed essenziale per il corretto insegnamento e comprensione della parola di Dio perchè in verità senza di Lui nessuno può conoscere o comprendere la verità di Dio, perché la parola di Dio è compresa solo con lo Spirito Santo; 1 Corinzi 2: 10-16, dopotutto è Lui che ha ispirato tutte le Scritture ad essere scritte, 2 Timoteo 3: 16-17; 2 Pietro 1: 20-21.

    La linea di fondo è questa, rivestirsi di Cristo deve essere fatto da noi facendo uno sforzo perchè è così che Dio ci santifica. Dio ci santificherà ed è la Sua opera, tuttavia, come ho detto prima, Dio si aspetta che noi vogliamo essere come Lui ed è Lui che fa la Sua opera in noi.

    Lo facciamo cooperando con Dio nel processo della nostra santificazione. Dio desidera che noi diventiamo attivamente coinvolti nella Sua opera, questo è il motivo per cui ci tiene qui nel mondo. Egli vuole che siamo noi i Suoi partner nella Sua opera sulla terra, anche l’opera che Egli vuole fare in noi. Efesini 2:8-10

    Prendiamo anche l’evangelismo per esempio. Come funziona l’evangelismo?

    Sappiamo che è Dio e solo Dio che salva le persone. Sappiamo che è Dio che ha pianificato la salvezza ancor prima della fondazione del mondo. Dio ha messo assieme il Suo piano, Dio ha scelto Suo Figlio prima della fondazione del mondo per essere Colui che avrebbe adempiuto il piano del Padre, 1 Pietro 1: 20-21; Apocalisse 13: 8.

    Dio ha fatto questo facendo un’alleanza con Suo Figlio ed includendo tutti coloro che Egli ha scelto per essere nel Suo Figlio e fare parte di quell’alleanza Efesini 1: 4.

    Questa la conosciamo come Eterna Alleanza, anche conosciuta come Nuova Alleanza. La attuale e sola parte umana di questa alleanza in effetti è la persona di Gesù Cristo, Gesù l’uomo ma anche Dio.

    Ciò è stato fatto in modo che Dio ha fatto davvero un patto con l’umanità, ma solo attraverso Suo Figlio, come uomo perfetto che ha obbedito perfettamente alla legge di Dio ed è l’unico sacrificio perfetto per rimuovere e perdonare il peccato dell’uomo.

    Pertanto, tutti coloro che Dio ha scelto prima della fondazione del mondo ad essere in Cristo, eletti tra tutte le nazioni e le persone del mondo, questi sono in Cristo ed in una perfetta ed eterna alleanza con Dio. Dio ha pianificato tutto questo ed ha anche completato il Suo piano di redenzione, inoltre Dio applica tutto ciò che Gesù ha fatto attraverso il Suo Santo Spirito.

    È così che rinasciamo per lo Spirito di Dio e come è anche che crediamo. È Dio che fa tutto questo, tuttavia, fa tutto questo il 99% delle volte usando la chiesa per portare e predicare il Vangelo agli eletti che Egli salva, Romani 1:16; Romani 10: 14-17; 1 Corinzi 1:21.

    Dio stesso quindi ha scelto la via, Gesù, Dio ha scelto le persone che ha voluto salvare, Dio ha scelto anche i veicoli per applicare la Sua salvezza, in altre parole, il Suo Spirito, il Vangelo e sì, la chiesa.

    In realtà Dio non avrebbe bisogno della chiesa per fare la Sua opera, ma invece vuole coinvolgere la Sua chiesa nella Sua opera.

    Quindi gran parte del Suo piano di salvezza ha un coinvolgimento umano anche se comunque è Lui che realmente salva. Infatti il grande errore che facciamo noi come persone è di credere che si possa, come si dice, migliorare come si evangelizza, credendo che così facendo sia più facile farlo e che così le persone possano più facilmente essere salvate. Infatti è qui che sbagliamo di grosso! Non si può migliorare il sistema che Dio ci ha consegnato per evangelizzare. Infatti evangelizzare vuole dire predicare il vero ed unico Vangelo ed essere predicato esclusivamente da evangelisti chiamati da Dio e non da qualsiasi credente. Se no a che cosa servirebbero gli evangelisti nella chiesa? Così vediamo che già da qui si sbaglia nella chiesa, mettendo questo fardello sulle spalle di tutti e facendo così sentire in colpa molti credenti quando poi invitabilemnte falliscono nell’intento.

    Inoltre, l’altro errore fondamentale, a parte predicare un falso o incompleto Vangelo che già è l’errore peggiore da fare; comunque, l’altro errore che spesso, oggi quasi sempre viene fatto è cercare di attirare le persone a Cristo con metodi di intrattenimento e pragmatismo umano. Questi sono infatti gli elementi umani che Dio non desidera che noi pratichiamo ma sono troppo spesso gli errori che facciamo.

    Dobbiamo evangelizzare come Dio vuole non come pare bene a noi. Dio vuole usare noi per farlo ma vuole che lo facciamo come desidera Lui.

    Dio ha scelto anche di santificarci allo stesso modo con cui diffonde il Vangelo, attraverso il coinvolgimento e la cooperazione della chiesa. La nostra e quella dei ministri nella chiesa.

    Quindi la nostra santificazione non ha nulla a che fare con il fatto che siamo salvati o no. La nostra salvezza non dipende dalla nostra santificazione, ma la nostra santificazione dipende dalla nostra salvezza. Le persone non salvate non desiderano né tentano di santificarsi.

    Le persone non salvate non desiderano neppure tentano di santificarsi.

    Pertanto è evidente ciò che l’autore del libro di Ebrei intende quando dice questo:

    Hebrews 12:14 Procacciate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà il Signore

    Quando siamo salvati, diventiamo coinvolti e cooperiamo con il processo della nostra santificazione. Questo è ciò che Dio vuole da noi.

    Noi collaboriamo con Dio nella nostra santificazione rinnovando la nostra mente attraverso la costante esposizione della parola di Dio. Questo è davvero l’unico modo in cui ci santifichiamo, non c’è altro modo.

    Sì, la preghiera deve essere coinvolta, e sì, Dio sarà Colui che lo fa in noi, tuttavia lo fa quando noi rinnoviamo la nostra mente che viene fatto attraverso la costante lettura, studio, meditazione e insegnamento della parola di Dio da parte dei chiamati e scelti ministri della chiesa.

    Questo è esattamente ciò che dice Romani 12: 2 ed anche Efesini 4: 11-16.

    Romani 12:2 2 E non vi conformate a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual sia la buona, accettevole e perfetta volontà di Dio.

    Efesini 4:11-16 Ed egli stesso ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti e altri come pastori e dottori, 12 per il perfezionamento dei santi, per l’opera del ministero e per l’edificazione del corpo di Cristo, 13 finché giungiamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, a un uomo perfetto, alla misura della statura della pienezza di Cristo, 14 affinché non siamo più bambini, sballottati e trasportati da ogni vento di dottrina, per la frode degli uomini, per la loro astuzia, mediante gli inganni dell’errore, 15 ma dicendo la verità con amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo. 16 Dal quale tutto il corpo ben connesso e unito insieme, mediante il contributo fornito da ogni giuntura e secondo il vigore di ogni singola parte, produce la crescita del corpo per l’edificazione di se stesso nell’amore.

    Quindi santificazione è ciò che significa indossare Cristo, diventare più simili a Lui, raggiungere ad avere la mente di Cristo e pensare come Dio riguardo a tutte le cose, essere d’accordo con Lui in tutte le cose, respingere il peccato nella nostra vita, questo è anche ciò che è nota come edificazione della chiesa.

    Ogni membro deve essere edificato, in altre parole, arrivare all’unità della fede e della conoscenza di Cristo, per diventare uomini e donne completi, a misura della statura della pienezza di Cristo.

    Guardate nel passo a ciò che dice Paolo, riguardo alla nostra santificazione, una delle principali ragioni per cui Egli vuole santificarci è diventare maturi nella nostra crescita spirituale per non essere più ingannati dalle false dottrine, ed ancora una volta, per crescere in tutte le cose in Cristo.

    Questo tuttavia non può accadere quando i credenti sono immersi in false dottrine. È cosa così grave essere sotto l’insegnamento e l’influenza delle false dottrine, perchè esse ostacolano la nostra santificazione e ci rendono inefficaci.

    Pertanto, diventare santificati significa crescere e maturare spiritualmente oltre a rifiutare il peccato, anche perché il rigetto del peccato e delle vie del mondo dipende molto dalla nostra crescita spirituale, dalla nostra maturità e dal rinnovamento delle nostre menti, dalle menti carnali alle menti spirituali . Essere esposti e ingannati da false dottrine acrobazie e blocchi la nostra crescita spirituale e quindi il processo della nostra santificazione.

    Ciò di cui stiamo parlando qui è che, in effetti, siamo responsabili in grande misura della nostra santificazione. Non possiamo incolpare Dio se non cresciamo spiritualmente, se non cresciamo o se cresciamo poco è colpa nostra, non colpa di Dio. Sarebbe troppo facile aspettarsi che Dio sia responsabile di santificarci senza il nostro coinvolgimento e poi biasimarlo per il motivo per cui tale cosa non sta accadendo.

    In realtà, Dio ci santifica anche a dispetto di noi stessi ed anche quando siamo resistenti e persino riluttanti a farlo. L’eccezione è questa, quando resistiamo a Dio e non cooperiamo al processo di santificazione, Dio ci disciplinerà e il processo sarà più lento e più doloroso per noi.

    Siamo proprio noi che dobbiamo rivestirci di Cristo, dobbiamo essere attivamente coinvolti nel processo di santificazione. Ecco perché Paolo ci dice che siamo noi che dobbiamo rivestirci di Cristo.

    In effetti, l’obiettivo di Paolo era proprio lavorare instancabilmente per aiutare i credenti a diventare come Cristo o a santificarsi:

    Galatians 4:19 Figli miei, che io partorisco di nuovo, finché Cristo sia formato in voi!

    Essere salvati è davvero l’opera di Cristo e la Sua sola. Diventare come Lui invece coinvolge anche l’opera di molti altri, cioè la chiesa ed il singolo credente. È così che Dio sceglie di farlo. La chiesa deve predicare il Vangelo e Dio salverà gli eletti, ma la chiesa deve predicare il Vangelo agli eletti. Dio santificherà, ma la chiesa ed i singoli credenti devono applicarsi attivamente per farlo.

    Nel concludere il capitolo 13 Paolo ci dice di rivestirci di Cristo, in altre parole per santificare noi stessi e per fare in modo che non soddisfacciamo la carne la sua concupiscenza.

    Questa esortazione così come quella che troviamo in Romani 12: 1-2 ed anche in altri luoghi della Scrittura, è quella che io chiamo un’esortazione simbiotica. In altre parole, le cose che vengono esortate sono tutte dipendenti l’una dall’altra quando le pratichiamo. Lasciate che vi spieghi cosa intendo.

    Qui Paolo dice che dovremmo rivestirci di Cristo e non fare in modo che la carne soddisfi le sue concupiscenze. In Romani 12: 1-2 Paolo ci esorta a presentare i nostri corpi come sacrifici viventi, santi e graditi a Dio ed anche a non essere conformi alle vie del mondo ma ad essere trasformati dal rinnovamento della nostra mente. Tutte queste esortazioni o comandamenti sono tutti dipendenti l’una dall’altra, al fine di praticarle con successo ed avere successo nel metterle a frutto.

    Quindi esaminiamo quello che sto dicendo. Paolo ci esorta a:

    Romani 12:1 Vi esorto dunque, fratelli, per le compassioni di Dio, a presentare i vostri corpi, il che è il vostro ragionevole servizio, quale sacrificio vivente, santo e accettevole a Dio.

    Tuttavia, per fare questo in modo efficace, dobbiamo fare ciò che Paolo dice di fare nel verso successivo, in altre parole:

    Romani 12:2 E non vi conformate a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual sia la buona, accettevole e perfetta volontà di Dio.

    Presentare i nostri corpi come sacrifici viventi significa essenzialmente ciò che Paolo sta dicendo in:

    Romani 13:14 14 Ma siate rivestiti del Signor Gesù Cristo e non abbiate cura della carne per soddisfarne le sue concupiscenze.

    Presentare i nostri corpi come sacrifici viventi è fare proprio questo, significa rendere i nostri corpi sottomessi alla volontà di Dio e non dare ai nostri corpi, la carne, il controllo della nostra vita e delle nostre emozioni, in altre parole, non soddisfare la concupiscenza della carne.

    Tuttavia, tutto questo non sarà efficace se non ci rivestiamo del Signore Gesù Cristo, in altre parole, se non ci trasformiamo dal rinnovamento delle nostre menti.

    Se non facciamo un vero e concertato sforzo per rinnovare la mente e quindi essere trasformati nell’immagine di Cristo e raggiungere ad avere la mente di Cristo, sarà molto più difficile non essere conformi alle vie del mondo e tanto più difficile presentare il nostro corpo come un sacrificio vivente, e non soddisfare la concupiscenza della carne e rendere il nostro corpo sottomesso alla volontà di Dio.

    Tuttavia, per veramente conoscere, accettare ed obbedire alla volontà di Dio, ancora una volta dobbiamo essere trasformati dal rinnovamento della mente come dice Romani 12:2.

    Quindi, come vediamo, non possiamo fare una cosa senza fare l’altra. Questo è il motivo per cui quando i credenti non riescono a fare una di queste cose è perché non riescono a fare almeno una di esse. In altre parole, possiamo provare a presentare i nostri corpi come sacrifici viventi, ma se non rinnoviamo le nostre menti e quindi ci trasformiamo facendo così, sarà molto difficile se non impossibile rendere i nostri corpi sottomessi alla volontà di Dio e anche non essere conformi alle vie del mondo, che significa in entrambi i casi non soddisfare i desideri della carne.

    Come possiamo vedere, per santificarci dobbiamo diventare come Cristo, perché se non lo faremo falliremo nel opera di non adempiere alle concupiscenze della carne ed i nostri tentativi di evitare e rifiutare il peccato diventeranno quasi inutili.

    Il desiderio di rifiutare il peccato e di essere trasformati non è abbastanza per avere il successo spirituale in questo sforzo. Dobbiamo trasformarci mediante il rinnovamento delle nostre menti, questo richiede più del desiderio, richiede uno sforzo ed un duro lavoro.

    Lasciate che vi dia un esempio umano. Una persona può desiderare di perdere peso ed entrare in forma fisica. Tuttavia non raggiungeranno l’obiettivo solo desiderando queste cose. Ci sono tante persone che desiderano queste cose ma non le ottengono, perchè?

    Perchè per ottenere i riultati desiderati la persona dovrà aggiustare la propria dieta e dovrà anche frequentare una palestra ed effettivamente andarci ed effettivamente allenarsi. In effetti, possiamo fare tutto questo e ancora non avere successo.

    Prima di tutto, una persona non solo deve essere disciplinata nei suoi aggiustamenti dietetici e attenersi ad essi e non solo dovranno frequentare una palestra e sì, dovranno andare in palestra ed effettivamente allenarsi. Anche nell’allenamento della persona, alla fine dei conti, quella persona dovrà eventualmente intensificare la routine di allenamento se vuole ottenere i risultati che si aspetta.

    Se la persona fa tutto questo, probabilmente otterrà alcuni e forse anche tutti i risultati che vuole. Tuttavia, se la persona ha solo il desiderio e non fa nessuna delle altre cose tutto ciò che avranno è solo un pio desiderio di farlo ma nessun risultato.

    In realtà possono anche avere successo nella loro dieta ed anche perdere peso, ma se hanno un obiettivo specifico anche nel raggiungimento di determinati risultati di fitness, devono fare di più. Anche se vanno in palestra ma si limitano a lavorare solo in minima parte, non raggiungeranno mai tutti i risultati che desiderano. Io dico sempre questo, se uno solleva sempre dieci kili per anni, alla fine smetteranno di ottenere risultati e addirittura molto presto a meno che non aumentano il peso da sollevare nella loro routine di allenamento.

    Una persona potrebbe avere in mente di voler diventare un body builder, tuttavia, se non assumono lo stile di vita di nutrizione e di esercizio fisico e si attengono ad esso non otterranno mai i risultati che vogliono ottenere.

    Un body builder ad esempio ha un regime molto severo di allenamento e dieta e la maggior parte delle persone non può sostenerli perché richiedono molto duro allenamento e molti sacrifici se vogliono raggiungere quei risultati determinati.

    Pensateci per un momento, se richiede molto sacrificio, allenamento e dieta per diventare Mr. Universo, e diciamocelo, molti ci provano ma non sono mai in grado di raggiungere quell’obiettivo, quanto più difficile, quanto più lavoro, quanto più più sacrificio ci vorrà perché un credente diventare simile a Cristo?

    In altre parole, anche nella crescita spirituale o nella santificazione ne ricaviamo ciò che ci mettiamo dentro. Dio sicuramente ricompenserà i nostri sforzi ma non solo i nostri desideri.

    Potremmo desiderare di essere come Gesù, ma non lo saremo se non ci lavoriamo sopra con convinzione e sacrificio. Molti credenti si oppongono a questa interpretazione riguardo alla nostra santificazione, ma sfortunatamente per loro questo è ciò che la Scrittura ci insegna.

    La Scrittura ci esorta a farlo, Dio vuole che noi lavoriamo duramente per ottenere la somiglianza a Cristo che in altre parole è la santificazione.

    Ammettiamolo, essere come Gesù è un ordine estremamente difficile! Essere come Gesù in questa vita ed essere come Lui è sempre e comunque praticamente impossibile. Quindi, la domanda è se è impossibile perché dovremmo continuare a provarci? Perché Dio vuole che lo facciamo! Più ci proviamo, più saremo consumati nello sforzo e alla fine cresceremo e matureremo come credenti. Non saremo mai perfetti come Gesù in questa vita, ma Dio non vuole che questa sia una giustificazione per non farlo per niente o di arrenderci nel farlo!

    Questo è ciò che dice Paolo in:

    Filippesi 3:12-16 Non che io abbia già ottenuto il premio, o sia già arrivato al compimento, ma proseguo per poter afferrare il premio, poiché anch’io sono stato afferrato da Gesù Cristo. 13 Fratelli, non ritengo di avere già ottenuto il premio, ma faccio una cosa: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso le cose che stanno davanti, 14 proseguo il corso verso la mèta, verso il premio della suprema vocazione di Dio in Cristo Gesù. 15 Quanti siamo perfetti, abbiamo dunque questi pensieri; e se voi pensate altrimenti in qualche cosa, Dio vi rivelerà anche questo. 16 Ma al punto in cui siamo arrivati, camminiamo secondo la stessa regola di condotta in pieno accordo

    Qui Paolo non sta parlando di salvezza, non sta dicendo che non abbiamo ancora raggiunto la salvezza, il che sarebbe incoerente ed in contraddizione con il resto di ciò che la Scrittura insegna riguardo alla salvezza.

    Paolo sta parlando di raggiungere la somiglianza nella somiglianza di Cristo, o piuttosto la crescita e maturità spirituale, non la salvezza da nostri sforzi o opere. Paolo dice dopo di cercare di essere trasformato nell’immagine di Cristo, perché questa è la ragione per cui Cristo lo ha afferrato e perchè ha anche afferrato noi.

    Paolo dice che anche lui è ancora lontano dall’essere come Cristo, ma questo lo fa, dimenticando tutte le cose in cui ha fallito nel passato, per raggiunge le cose che Dio gli ha posto dinanzi a lui da fare e di essere. Paolo dice che egli preme protendendosi verso il traguardo, il premio, che è l’alta chiamata di Dio in Cristo Gesù.

    Ancora una volta il premio, l’obiettivo qui non è la salvezza, Cristo la ha ottenuta per noi, Dio ci ha dato la Sua giustizia, ci ha resi giusti mediante la fede nell’opera compiuta da Cristo. Paolo lo aveva già dichiarato apertamente in precedenza; Filippesi 3: 8-9.

    Paolo non può essere in contraddizione con ciò che ha detto prima, in realtà egli sta sostenendo che lui, e noi, siamo salvati dalla fede in Cristo soltanto, ma per diventare come Cristo, ci vuole un grande sforzo da parte nostra. Così ora egli dice che lui e noi dobbiamo premere, protendere verso il premio, cioè la somiglianza a Cristo. Gli sforzi che dobbiamo compiere per diventare come Gesù sono davvero la nostra santificazione o crescita spirituale e maturità, rinunciare alla carnalità e divenire più spirituali.

    Paolo qui usa l’immagine di qualcuno che corre una corsa e si sforza con tutta la forza per vincerla e lo sforzo per raggiungere il traguardo. In altre parole, la nostra vittoria alla fine non è se diventiamo o no perfetti in questa vita, ma se ci sforziamo oppure no a diventare come Cristo con tutto il nostro sforzo, finché Dio ci tiene qui sulla terra.

    Nell’eternità, Dio ci perfezionerà e ci darà un perfetto corpo senza peccato e poi, come dice la parola di Dio, saremo glorificati come lo è anche il nostro Signore.

    La Scrittura ci dice che è Dio che fa questo in noi, quindi se ciò è vero allora, è Dio o noi? Entrambe! Dio lo farà se e quando lo faremo noi altrimenti ci disciplinerà severamente fino a quando non ci conformeremo a Lui e faremo ciò che Egli vuole che facciamo. Tuttavia, Egli vuole che noi ci sforziamo per diventare come Gesù, trasformandoci con il rinnovamento della mente.

    Anche nel passo di Filippesi 3 nel versetto 15 dove dice:

    Filippesi 3:15 Quanti siamo perfetti, abbiamo dunque questi pensieri; e se voi pensate altrimenti in qualche cosa, Dio vi rivelerà anche questo.

    Qui Paolo sta dicendo che, in quelle cose in cui siamo stati santificati e siamo quindi in accordo, dobbiamo essere disposti a pensare ugualmente ma se e quando in qualcosa che altrimenti non saremo d’accordo Dio alla fine lo rivelerà a coloro che non sono d’accordo, finché facciamo ciò che dice Romani 12: 2. Alla fine della storia si torna sempre al rinnovamento della mente.

    In secondo luogo, la quantità di crescita spirituale o santificazione che raggiungeremo sarà conforme ai nostri sforzi. Meno sforzi, meno crescita, più sforzi più crescita. Dio ci aiuterà nei nostri deboli sforzi e nei nostri deboli e tentativi solo se e quando effettivamente pratichiamo sforzi e tentativi.

    È di nuovo imperativo ripetere che la nostra salvezza non è la ricompensa che la Scrittura descrive, la nostra salvezza non dipende dalla quantità di crescita spirituale che realizziamo sulla terra.

    Tuttavia, i nostri premi eterni, non la nostra salvezza, dipendono dalla nostra fedeltà a Dio nella nostra vita sulla terra e da come perseguiamo fedelmente la crescita spirituale, in altre parole la nostra santificazione, 1 Corinzi 3: 10-16.

    Infatti, Dio lo farà davvero in noi, ma Dio non lo farà per noi, questa è la differenza. Dio ci dà il desiderio ma dobbiamo elaborare la nostra salvezza con timore e tremore, quando lo facciamo allora Dio ci dà il potere per crescere Filippesi 2: 12-13.

    Infatti, il fatto stesso che lavoriamo verso la nostra santificazione è in realtà fede in azione, che in realtà è obbedienza a Dio.

    Quando facciamo ciò che Dio dice, Dio ci benedice. Ecco come funziona. Non possiamo santificarci senza il potere di Dio che lo fa in noi, ma Dio non ci darà il potere di farlo se non lo obbediamo e non facciamo lo sforzo nel processo della nostra santificazione, punto!

    Ci viene comandato di rigettare le opere della carne ed indossare il Signore Gesù Cristo mentre viviamo attendendo il giorno del Suo ritorno, Paolo conclude questo capitolo dicendo questo:

    non abbiate cura della carne per soddisfarne le sue concupiscenze.

    Mentre rinnoviamo la nostra mente con e mediante la parola di Dio, Dio ci darà il potere per la trasformazione. Questa trasformazione, come abbiamo visto in altre parti del nostro studio, si chiama santificazione. Questo processo sarà notevolmente ostacolato da diverse cose e diverse forze. Ci sono tre principali ostacoli alla nostra crescita spirituale e la nostra maturità.

    Questi tre sono: il mondo e le sue vie e le sue ideologie, il diavolo ed i suoi demoni e servitori umani e infine ultimo ma assolutamente non meno importante, la nostra carne.

    In effetti, di questi tre in realtà il nostro più grande ostacolo è proprio la nostra carne. Come abbiamo studiato in precedenza, la nostra carne, per noi credenti è il nostro corpo fatto di carne. La parte di noi che non è rinata dallo Spirito, la parte di noi che è ancora allaciata ad Adamo ed alla terra.

    Come abbiamo imparato, la nostra natura peccaminosa viene eliminata quando nasciamo di nuovo, quella natura che Paolo descrive così:

    Ephesians 2:2-3 nei quali già camminaste, seguendo il corso di questo mondo, secondo il principe della potestà dell’aria, dello spirito che al presente opera nei figli della disubbidienza, 3 fra i quali anche noi tutti un tempo vivemmo nelle concupiscenze della nostra carne, adempiendo i desideri della carne e della mente, ed eravamo per natura figli d’ira, come anche gli altri.

    Per la nostra natura peccaminosa eravamo figli dell’ira di Dio, proprio come tutte le altre persone.

    Tuttavia, Paolo non si ferma al terzo versetto, ma continua dicendo questo nel versetto quattro:

    Ephesians 2:4-5 Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il suo grande amore con il quale ci ha amati, 5 anche quando eravamo morti nei falli, ci ha vivificati con Cristo (voi siete salvati per grazia),

    Dio che è ricco di misericordia per il Suo grande amore con il quale ci ha amati, anche quando eravamo spiritualmente morti nella nostra natura peccaminosa, ci ha resi vivi insieme a Cristo e siamo davvero salvati per grazia.

    Quindi la nostra natura peccaminosa, quando siamo stati rigenerati spiritualmente ci è stata tolta di mezzo per sempre.

    Questo è esattamente ciò che Paolo descrive per noi poi in Romani 6 quando dice:

    Romans 6:6 sapendo questo: che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui, perché il corpo del peccato possa essere annullato e affinché noi non serviamo più al peccato.

    Ciò che Paolo sta descrivendo qui è il vecchio uomo, la nostra vecchia natura che era morta nel peccato, questa è stata crocifissa con Cristo ed è veramente morta ora. Questo è anche ciò che Paolo sta dicendo in Efesini 2:1-4.

    Inoltre Paolo dice che il corpo del peccato potrebbe essere annullato e da quel momento in poi non servirebbe più il peccato.

    Qui Paolo sta dicendo che visto che la nostra natura peccaminosa, il nostro vecchio uomo sono morti, tolti di mezzo, questo ora ci aiuta a rendere il nostro corpo mortale che contiene ancora il peccato in esso ma è distrutto nel senso che d’ora in poi il corpo non serve più il peccato che ancora dimora in esso. O almeno non dovrebbe! Ma almeno non è più schiavo del peccato e forzato ad obbedirlo.

    Paolo spiega tutto questo concetto in Romani 7 dove dice questo:

    Romans 7:19-25 Infatti il bene che io voglio, non lo faccio; ma il male che non voglio, quello faccio. 20 Ora, se faccio ciò che non voglio, non sono più io che lo faccio, ma è il peccato che abita in me. 21 Io scopro dunque questa legge: che volendo fare il bene, in me è presente il male. 22 Infatti io mi diletto nella legge di Dio secondo l’uomo interiore, 23 ma vedo un’altra legge nelle mie membra, che combatte contro la legge della mia mente e che mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra. 24 O miserabile uomo che sono! Chi mi libererà da questo corpo di morte? 25 Io rendo grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore. Io stesso dunque con la mente servo la legge di Dio, ma con la carne la legge del peccato.

    Qui Paolo chiarisce tutto questo per noi. Noi pecchiamo ancora, anche se noi, come credenti nati di nuovo, desideriamo servire ed obbedire a Dio, e anche se la nostra natura peccaminosa è stata tolta di mezzo, ora però dobbiamo ancora affrontare il peccato che è presente nei nostri corpi.

    Infatti, anche qui Paolo chiama i nostri corpi, corpi di morte. La morte è in realtà legata ai nostri corpi in cui viviamo a causa del peccato, è per questo che ancora moriamo fisicamente anche quando siamo nati di nuovo.

    Il peccato è ancora presente nella nostra carne, in altre parole il nostro corpo e per questo, poiché il salario del peccato è la morte, i nostri corpi che ancora causano il peccato moriranno. Peccato e morte sono collegati ed inseparabili.

    Questo è il motivo per cui, come credenti nati di nuovo, perdonati da tutti i nostri peccati, non moriamo più spiritualmente, ma moriamo però ancora fisicamente. Ovunque il peccato sia vivo, c’è la morte. Poiché siamo stati perdonati per tutti i nostri peccati e abbiamo ricevuto la vita spirituale e poiché la parte di noi che vive per sempre è la nostra anima, non moriamo più spiritualmente né eternamente.

    I credenti muoiono solo fisicamente e questo è ancora a causa del peccato ancora presente nei loro corpi. Questo è in realtà l’intero contesto della maggior parte di Romani 7 e capitolo 8.

    Paolo chiede alla fine di Romani 7, chi lo avrebbe liberato, e anche noi, da questo corpo di morte? Paolo sta chiedendo come possiamo essere liberati dalla peccaminosità ancora presente nei nostri corpi? Attraverso Gesù Cristo abbiamo la vittoria sul peccato che commettiamo nei nostri corpi mortali, perché Dio ci perdona ancora tutti i nostri peccati e perché comunque anche dopo la morte di questo corpo mortale ci darà un nuovo corpo immortale, senza peccato e glorioso.

    1 Corinthians 15:50-57 Or questo dico, fratelli, che la carne e il sangue non possono ereditare il regno di Dio; similmente la corruzione non eredita l’incorruttibilità. 51 Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo mutati in un momento, 52 in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba; la tromba infatti suonerà, i morti risusciteranno incorruttibili e noi saremo mutati, 53 poiché bisogna che questo corruttibile rivesta l’incorruttibilità e questo mortale rivesta l’immortalità. 54 Così quando questo corruttibile avrà rivestito l’incorruttibilità e questo mortale avrà rivestito l’immortalità, allora sarà adempiuta la parola che fu scritta: «La morte è stata inghiottita nella vittoria». 55 O morte, dov’è il tuo dardo? O inferno, dov’è la tua vittoria? 56 Ora il dardo della morte è il peccato, e la forza del peccato è la legge. 57 Ma ringraziato sia Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo.

    Questa è davvero la nostra vittoria finale, anche se siamo rinati e non sopporteremo la morte spirituale ed eterna, dovremo sopportare la morte fisica o, nel migliore dei casi, la ricreazione fisica e la trasformazione alla venuta di nostro Signore Gesù.

    Come vediamo qui, Paolo spiega che il nostro corpo corrotto e mortale deve subire un cambiamento. In realtà, la ricreazione! La nostra carne peccaminosa e corrotta non può ereditare il paradiso, non può entrare in cielo. Nulla che contiene il peccato e la morte può entrare in cielo. Questo è esattamente il motivo per cui, quando un credente muore, le anime, lo spirito va immediatamente con il Signore. Questa è la parte di noi che è davvero rigenerata e salvata per ora. Tuttavia, il nostro corpo mortale e corrotto deve ancora subire il suo cambiamento o la rigenerazione finale, chiamata glorificazione.

    Questa è la nostra resurrezione, è quello che sarà la nostra salvezza completa. I nostri corpi sono quasi un’immagine speculare o un parallelo di Israele. In altre parole, poiché il regno di Dio non sarà completato fino alla salvezza della nazione ebraica e alla loro riammissione nella Nuova Alleanza, così la nostra salvezza non sarà completamente formata in noi finché i nostri corpi saranno ricreati nell’immagine di Cristo.

    Ciò avverrà solo alla nostra risurrezione e alla trasformazione dei santi viventi alla venuta del Signore, che incidentalmente corrisponderà con la salvezza della nazione di Israele. Quindi, a quel punto l’intero e completo Regno di Dio sarà una realtà.

    La nostra vittoria sul nostro corpo di morte è Gesù Cristo. Come vediamo, Paolo conferma in Romani 8:1 che in effetti non c’è alcuna condanna per coloro che sono in Cristo Gesù. Non c’è nessuna condanna perché?

    Perchè anche se pecchiamo ancora, i nostri peccati sono commessi solo nei nostri corpi, per i quali peccati moriranno, ma alla fine anche i nostri corpi prenderranno parte nella nostra redenzione e saranno anche essi redenti. Questo è davvero l’intero discorso che Paolo fa in Romani 8: 2-11.

    A questo punto, tuttavia, come ho già fatto in passato parlando di questo problema, chiarisco un punto molto importante, in realtà essenziale.

    Solo perché i nostri peccati sono tutti perdonati, solo perché pecciamo solo nei nostri corpi e non nel nostro spirito, non pensiamo neanche lontanamente che possiamo continuare a peccare.

    Non possiamo essere come alcuni degli eretici nei giorni degli Apostoli che hanno insegnato erroneamente che dal momento che il nostro spirito è salvato quindi solo il nostro spirito era la parte buona di noi e la parte che importava, ma che però la nostra carne, i nostri corpi sono malvagi e non sono quindi riscattabili e quindi una persona poteva fare ciò che desiderava con il proprio corpo e vivere in tutti tipi di peccaminosità e dissolutezza.

    Questa è un’eresia ed è davvero qualcosa che nessun apostolo ha mai insegnato. In realtà hanno invece insegnato il contrario, cioè tutti hanno insegnato che anche se siamo stati redenti e perdonati da tutti i nostri peccati, non dovremmo mai più vivere praticandoli.

    Le Scritture del Nuovo Testamento sono ripiene di comandamenti ed esortazioni per credenti di smettere di peccare, e non peccare più. Ci sono così tanti passi che non possiamo nemmeno menzionarli tutti.

    Il fatto è che anche qui, in Romani 13, Paolo sta chiaramente imponendo ai credenti di non peccare più.

    Lasciatemi solo menzionarne due che incapsulano bene questo concetto.

    Romani 6:1-2 Che diremo dunque? Rimarremo nel peccato, affinché abbondi la grazia? 2 Niente affatto! Noi che siamo morti al peccato, come vivremo ancora in esso?

    In realtà l’intero capitolo 6 di Romani parla proprio di questo concetto.

    Il secondo passo che voglio esaminare è:

    Tito 2:11-15 Infatti la grazia salvifica di Dio è apparsa a tutti gli uomini, 12 e ci insegna a rinunziare all’empietà e alle mondane concupiscenze, perché viviamo nella presente età saggiamente, giustamente e piamente, 13 aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del grande Dio e Salvatore nostro, Gesù Cristo, 14 il quale ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e purificare per sé un popolo speciale, zelante nelle buone opere. 15 Insegna queste cose, esorta e riprendi con ogni autorità. Nessuno ti disprezzi.

    Come vediamo qui la grazia di Dio in Cristo ci insegna a negare l’empietà e le lussurie mondane e vivere sobriamente ed in modo divino in questa età. In attesa del ritorno del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo.

    La grazia di Dio non ci insegna che è giusto continuare a peccare e vivere in modo carnale. Non ci insegna a vivere nel modo in cui vivevamo prima di credere, non dobbiamo vivere come i pagani nella vita empia.

    Invece il passo ci mostra come dovremmo vivere mentre attendiamo il ritorno di Cristo. Cristo ha dato se stesso per noi, non perchè noi si possa continuare a peccare ma per redimerci da tutte le iniquità e purificarci a Sé un popolo speciale e zelante nelle buone opere.

    Questo concetto è essenziale per capire che Gesù ci ha riscattati da tutte le iniquità, in altre parole, ci ha liberato dalla colpa del peccato, non per continuare in esso, ma per purificarci dal peccato. Purificarci significa anche, santificarci, vivere in modo distinto e separato dal peccato e vivere per Dio per fare le Sue buone opere. Questo è esattamente ciò che Paolo sta dicendo qui.

    La grazia di Dio in Cristo non ci insegna che possiamo continuare a peccare, invece ci insegna il contrario e chiunque insegna la grazia di Dio deve insegnare questo concetto, questo è ciò che Paolo dice nel versetto 15, queste cose dobbiamo insegnare ed esortare ed anche rimproverare con tutta autorità. Sfortunatamente oggi molti nella chiesa disprezzano quelli che insegnano queste cose.

    Anche ai tempi di Paolo c’erano falsi insegnanti che insegnavano ad usare la grazia di Dio come una scusa per vivere in modo peccaminoso e non lottare per la santità ed una vita retta.

    Giuda e Pietro entrambe menzionano questi falsi insegnanti, ed entrambi usano un linguaggio di condanna molto forte per descrivere questi tali falsi insegnanti.

    Giuda 4 Si sono infatti infiltrati tra di voi certi uomini, che sono stati da tempo designati per questa condanna, empi che mutano la grazia del nostro Dio in immoralità e negano l’unico Padrone Dio e il Signor nostro Gesù Cristo.

    Qui Giuda ci avverte che questi falsi insegnanti si insinuano nella chiesa inconsapevolmente dal resto della chiesa. Questi sono falsi credenti e falsi insegnanti. Sono falsi non genuini, si insinuano nella chiesa ma non appartengono a Cristo. Questi non sono veri fratelli che poi sono scaduti dalla grazia, no! Questi, Giuda dice, furono ordinati, scelti per essere in effetti chi erano e sono, cioè ordinati alla condanna. Giuda ci dice che sono uomini empi che trasformano la grazia di Dio in lincenziosità e dissolutezza.

    La parola in questione significa: · lussurioso e licenzioso.

    Licenziosità significa: ovviamente dare licenza, in questo caso significa licenza di peccare come uno vuole. Queste persone insegnano a non avere restrizioni quando si tratta di peccare. Insegnano che è giusto continuare a peccare e vivere in modo carnale.

    La dissolutezza ha anche grandi connotazioni all’accettazione e alla pratica di uno stile di vita immorale.

    Giuda dice che chiunque insegna queste menzogne è già empio e condannato, questi sono falsi maestri e insegnando questa menzogna in realtà negano l’unico Signore Dio e nostro Signore Gesù Cristo.

    Vedete, quando una persona insegna che la grazia di Dio è una licenza per continuare a peccare, queste persone sono reprobi e in pratica negano il Signore Gesù. Stanno negando la signoria di Cristo.

    Gesù non è solo il nostro salvatore, è il Signore! Come Signore e Dio, Gesù merita la nostra obbedienza e la nostra fedeltà.

    In effetti, sarei negligente se non dicessi che non solo Gesù li merita, ma come Signore Egli richiede la nostra obbedienza. Tuttavia, realizziamo che amiamo il Signore Gesù, perché Egli ci ha amati per primi,

    1 Giovanni 4:10 In questo è l’amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che lui ha amato noi e ha mandato il suo Figlio per essere l’espiazione per i nostri peccati.

    1 Giovanni 4:19 Noi lo amiamo, perché egli ci ha amati per primo.

    Come vediamo, è tutto basato sull’amore. Quando siamo davvero toccati dalla grazia e dall’amore di Dio in Cristo, amiamo Dio e dimostriamo il nostro amore attraverso la nostra obbedienza.

    Gesù e Giovanni hanno chiaramente confermato questo fatto: Giovanni 14: 21-24; 1 Giovanni 5: 1-3.

    Quindi quelli che considerano veramente Gesù, come loro Signore, Lo obbediscono, ma non perché temono il giudizio, ma perché capiscono chi è Gesù, che Egli è davvero il Signore e merita l’ubbidienza, ma tutto questo è compreso attraverso l’amore di Dio in Gesù Cristo. In verità lo amiamo perché ci ha amati Lui per primi. Quando comprendiamo tutto questo, obbediamo a Dio sia per la riverenza per la Sua Signoria, sia per l’amore che abbiamo per Lui perché comprendiamo veramente l’amore e la grazia di Dio verso di noi.

    Pertanto, se e quando siamo toccati dalla grazia di Dio e insegnati dalla grazia di Dio in Cristo, cresciamo nell’amore verso Dio e rifiutiamo il peccato e ci sforziamo di vivere rettamente.

    La grazia di Dio ci insegna ad obbedire a Dio ed a rifiutare il peccato di non continuare a viverlo. Sappiamo che mentre viviamo in questo corpo in cui dimora il peccato e in questo mondo che continua a trascinarci e spingerci a peccare, che purtroppo a volte, troppo spesso, soccombiamo al peccato, tuttavia, non dovremmo e non possiamo usare queste realtà come scuse per rinunciare al peccato e permettere al peccato di governarci.

    La rettitudine e la santità dovrebbero governarci, non il peccato e l’ingiustizia. Il Signore Gesù e la Sua volontà dovrebbero governarci, se davvero Egli è il nostro Signore.

    Persino Pietro, come abbiamo detto prima, afferma la stessa cosa di Giuda riguardo a questo argomento; 2 Pietro 2: 1-20.

    In conclusione quindi, come dice Paolo, mentre attendiamo il giorno del ritorno del Signore, dovremmo abbandonare le opere delle tenebre, dovremmo indossare l’armatura della luce, dovremmo camminare onestamente come figli di luce, non in rivolta ed ubriachezza non nella disputa e nell’allettamento, non nella discordia e nell’invidia, invece dovremmo indossare il Signore Gesù, dovremmo vivere una vita santificata, santa e giusta, dovremmo crescere nell’immagine di Cristo e non provvedere per la carne.

    Come abbiamo già detto, la nostra carne vuole essere nutrita e vuole dominare i nostri desideri e le nostre emozioni. Questo è il peccato all’opera nei nostri corpi, specialmente quello che è stato programmato nella nostra mente dalla nostra natura peccaminosa e dal mondo. Pertanto, non fare provvisione per la carne significa che non dobbiamo nutrire ed alimentare la nostra carne. Dobbiamo mettere a morte la carne. Questo non significa che dovremmo danneggiare i nostri corpi, ma dovremmo infatti prenderci cura dei nostri corpi poiché sono il tempio dello Spirito Santo e dovremmo trattarli come tali,

    1 Corinzi 6:19-20 Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi, il quale voi avete da Dio, e che voi non appartenete a voi stessi? 20 Infatti siete stati comprati a caro prezzo, glorificate dunque Dio nel vostro corpo e nel vostro spirito, che appartengono a Dio.

    Dio non vuole che trascuriamo ed abusiamo i nostri corpi e Dio vuole che ci prendiamo cura di essi.

    Ci sono troppi cosiddetti studiosi biblici e credenti che sfortunatamente non interpretano correttamente la parola di Dio ed amano usare le Scritture fuori dal loro contesto per giustificare le cose che non vogliono fare.

    Uno di questi passi è il seguente:

    1 Timoteo 4:1-9 Or lo Spirito dice espressamente che negli ultimi tempi alcuni apostateranno dalla fede, dando ascolto a spiriti seduttori e a dottrine di demoni, 2 per l’ipocrisia di uomini bugiardi, marchiati nella propria coscienza, 3 i quali vieteranno di maritarsi e imporranno di astenersi da cibi che Dio ha creato, affinché siano presi con rendimento di grazie da coloro che credono e che hanno conosciuto la verità. 4 Infatti tutto ciò che Dio ha creato è buono e nulla è da rigettare, quando è usato con rendimento di grazie, 5 perché è santificato dalla parola di Dio e dalla preghiera. 6 Proponendo queste cose ai fratelli, tu sarai un buon ministro di Gesù Cristo, nutrito nelle parole della fede e della buona dottrina, che hai seguito da vicino. 7 Schiva però le favole profane e da vecchie, ma esercitati nella pietà, 8 perché l’esercizio corporale è utile a poca cosa, ma la pietà è utile ad ogni cosa, avendo la promessa della vita presente e di quella futura. 9 Questa parola è sicura e degna di essere accettata in ogni maniera.

    Molti credenti usano questo passo, specialmente il versetto 8 per giustificare il motivo per cui non si impegnano a ricercare una buona forma fisica e usano questo passo per giustificare la loro mancanza di esercizio fisico per esempio.

    Tuttavia, questo passo non sta dicendo che l’esercizio fisico non è redditizio, perché in realtà sappiamo che è in effetti redditizio mantenersi in salute. Le stesse persone sono quelle che spesso si abusano di eccessiva indulgenza e mangiano eccessivamente.

    Lasciatemi chiarire, l’eccesso di cibo a causa della ghiottoneria è in realtà fare provviste per la carne. Non sta esercitando per stare in salute e in buone condizioni fisiche che stanno facendo provviste per la carne.

    Questi credenti purtroppo lo fanno all’incontrario. Dovremmo invece mangiare gli alimenti giusti e le giuste quantità di cibo e dovremmo rimanere fisicamente attivi e persino allenarci ed essere come buoni amministratori dei corpi che Dio ci ha dato e come abbiamo detto che sono il tempio dello Spirito Santo e quindi dovremmo prenderci cura di essi e non li abusano in alcun modo. Tutto ciò che facciamo per danneggiare il nostro corpo è peccaminoso, tutto!

    Il passo in questione non sta quindi dicendo che l’esercizio fisico non è redditizio, questo non è affatto il contesto del passo.

    Il contesto è, il seguente, Paolo insegna che certe pratiche fisiche ascetiche non rendono una persona più santa e giusta.

    Questo è un grosso problema in molte fazioni e movimenti della cristianità oggi. Molti di questi movimenti insegnano erroneamente, che il processo della nostra santificazione e certe pratiche ascetiche possono aggiungere giustizia e santità alle nostre vite, in realtà questi insegnano che dobbiamo fare tutte queste cose per aggiungere santità e rettitudine alla nostra santità e rettitudine che sono già state imputate. Questa amici miei è salvezza per opere non per grazia e per sola fede.

    Non è il digiuno, ad esempio, per determinate ragioni ed in certe situazioni è utile per la nostra vita spirituale e per la nostra crescita, ma non aggiunge un briciolo di rettitudine e santità alle nostre vite. Niente può aggiungere a ciò che Cristo ha già fatto ed è stato imputato a noi, niente!

    Non siamo più santi e giusti degli altri se digiuniamo continuamente. Il digiuno può aiutarci molto in certe situazioni, ma non aggiunge alcuna rettitudine alla nostra vita, siamo già giusti come Dio vuole perchè siamo in Cristo. Di nuovo, ciò non significa che non dobbiamo vivere rettamente, dobbiamo farlo! Dobbiamo sforzarci di diventare come Gesù, ma non possiamo ancora aggiungere nulla al nostro status in Cristo, siamo già giusti in Cristo.

    Quindi cosa ci insegna questo passo? Ci insegna esattamente che, in altre parole, tutte le pratiche ascetiche che si possono praticare non sono così importanti come avere una vita santa e retta in Cristo.

    Questo è ciò che Paolo stava insegnando qui. Sta dicendo che nei giorni a venire alcuni abbandonerebbero la fede, le vere dottrine apostoliche ed invece insegnerebbero a praticare vere dottrine di demoni.

    Vediamo, che le cose che Paolo menziona qui sono strettamente legate ad alcuni movimenti e religioni. Ai tempi di Paolo egli dovette lottare con i Giudeizzanti, che insegnavano ad astenersi da certi cibi e insegnavano la salvezza per opere.

    Tuttavia, qui Paolo sta facendo riferimento a qualcosa che si sarebbe verificato nei giorni futuri, infatti dice: “negli ultimi tempi”. Questo è un tempo futuro, ed in effetti negli ultimi tempi troviamo che la religione cattolica romana per esempio ha insegnato per 1500 anni che bisogna astenersi da certi cibi, come la carne specialmente in certi giorni di osservanza, come il Venerdì e il Mercoledì e durante certi periodi come la Quaresima, insegnano anche il digiuno ed in molti casi obbligano le persone a osservare queste pratiche lo fanno insegnando che facendo questo una persona è più giusta ed aggiunge santità alla sua vita. Inoltre la stessa religione ha anche proibito al loro clero di sposarsi. Questo è in perfetta armonia con la profezia di Paolo. Tuttavia, la religione romana non è l’unica che insegna queste cose, ad esempio anche la religione avventista del settimo giorno proibisce ai suoi membri di mangiare carne e li costringe a praticare uno stile di vita vegetariano. Ancora una volta questi movimenti religiosi rientrano nella sfera di quelli che Paolo sta descrivendo in questo passo.

    Quindi, quando Paolo dice che l’esercizio fisico è di poco guadagno, ma la pietà è proficua per tutte le cose, avendo la promessa della vita ora e di quella che verrà, non sta parlando di esercizio fisico nel senso che molti credenti interpretano. Paolo non sta dicendo che andando in palestra si guadagna poco, quando si riferisce all’esercizio fisico si riferisce alle pratiche ascetiche, come l’astensione da certi cibi o il non sposarsi per poter essere più santi.

    Anche se, in un certo senso spirituale, anche l’esercizio fisico guadagna meno rispetto al fatto che dovremmo concentrarci sulla nostra vita spirituale anziché quella fisica, tuttavia, questo passo non insegna che andare in palestra o allenarsi fisicamente è da evitare o che non sia importante.

    E’ ovvio che non è tanto importante quanto crescere spiritualmente e non è importante come esercitare la pietà, certo questo è vero ma per molti cristiani questo passo diventa la scusa per non rimanere in buona forma fisica ed anche la giustificazione per esempio di mangiare in eccesso. Ci sono troppi credenti che sono fisicamente obesi e anche se non la pensano così, questo spesso ha proprio a che fare con laloro vita spirituale indisciplinata.

    Perché? Perché non dovremmo permettere che nulla ci controlli tranne lo Spirito Santo. Se e quando abusiamo del nostro corpo con qualsiasi sostanza, che si tratti di cibo, alcol, tabacco, droghe, legali e illegali, tutte queste cose possono diventare e spesso sono già peccato.

    Prendiamo queste poche sostanze ed esaminiamole in modo biblico. Iniziamo con quelle che sono già peccaminose da sole.

    Droghe Illegali: Sappiamo che il fatto stesso che queste siano definite illegali le rende già un peccato quando si usano. Tuttavia, ciò non significa che solo perché qualcosa è legale dal punto di viata umano non può diventare o addirittura già essere peccaminoso. Le droghe illegali sono tutte sostanze che controllano la mente della gente. Spesso causano uno stile di vita peccaminoso, dove solo per ottenerle una persona deve infrangere la legge umana, che, come abbiamo visto precedentemente nello studio di questo capitolo, nella maggior parte dei casi almeno un credente deve obbedire.

    L’intero sistema che esiste e sostiene le droghe illegali è criminale e di natura malvagia. Molte persone finiscono nella morte, vengono uccise a causa dello spaccio di droga, e coinvolgono anche molte persone innocenti. Sappiamo che le cause illegali di spaccio di droga solo osservandole in tempo reale sono una maledizione mortale ed un flagello per molti. Inoltre, tutte le droghe illegali, come abbiamo detto prima, fanno sì che la mente delle persone venga alterata in modo dannoso e negativo.

    Le Scritture ci insegnano che dobbiamo amare il Signore Dio con tutto il nostro essere.

    Matteo 22: 37-40 E Gesù gli disse: «”Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua e con tutta la tua mente”. 38 Questo è il primo e il gran comandamento. 39 E il secondo, simile a questo, è: “Ama il tuo prossimo come te stesso”. 40 Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti».

    Sebbene questo comandamento sia dato a credenti, in questo caso Israele, è però ovviamente applicabile a tutti i credenti; La legge di Dio è data infatti a tutti gli esseri umani viventi da osservare.

    Sappiamo tuttavia che i non credenti non si preoccupano affatto della legge di Dio, vedi:

    Romani 8:7-8 Per questo la mente controllata dalla carne è inimicizia contro Dio, perché non è sottomessa alla legge di Dio e neppure può esserlo. 8 Quindi quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio.

    Come vediamo, ci viene comandato di amare Dio con tutte le nostre emozioni (il cuore) con tutta la nostra anima (spirito e corpo) e tutta la nostra mente.

    Le nostre menti devono essere devote all’amore ed obbedienza a Dio e non essere alterate e rovinate dalle droghe. Lo stesso i nostri corpi. Poiché sappiamo che le droghe devastano anche i nostri corpi, le droghe distruggono la salute fisica di una persona, distruggono la mente di una persona e certamente danneggiano la vita spirituale specialmente se la persona che le usa è un credente.

    Inoltre, le droghe danneggiano anche le relazioni con altre persone, distruggono le famiglie, feriscono molte persone innocenti che non le usano ma che sono in qualche modo collegate direttamente o indirettamente alle conseguenze del consumo di droga e lo spaccio di droga. Questa è quindi una violazione del secondo comandamento menzionato da Gesù; amare il nostro prossimo come noi stessi.

    Le persone che fanno uso di droghe non dimostrano amore a Dio ne amano il loro prossimo perchè non amano neppure se stessi.

    Droghe Legali: le droghe legali sono legali e controllate devono essere controllate con prescrizione medica e controllo medico. Sfortunatamente più spesso di quanto vorremmo, queste droghe vengono abusate ed anche trafficate e vendute sul mercato nero rendendole illegali.

    Quando le droghe legali sono abusate in questo modo diventano illegali. Molti di questi farmaci sono anche mentalmente alteranti e fisicamente dannosi. Anche questi causano esattamente gli stessi problemi e le conseguenze delle droghe illegali. Il mercato nero di questi farmaci, che in questo caso diventano non più controllati ed illegali, è la causa della rovina di molte persone e causa di molti crimini commessi.

    Uno dei maggiori problemi che abbiamo nei nostri paesi ed in particolare sulla frontiera USA meridionale, è in effetti proprio traffico di droga. Le droghe che vengono contrabbandate negli Stati Uniti attraverso il confine tra Stati Uniti e Messico sono entrambe di tipo illegale come eroina, marijuana, cocaina ma anche altri farmaci di grado farmaceutico come Oxycontin e Fentanyl, che vengono vendute di contrabbando perché le persone che le vogliono sono diventate dipendenti in special modo spesso attraverso l’abuso di prescrizione medica.

    Questo contrabbando di stupefacenti sta causando una grande quantità di criminalità e molte vite degli utenti e delle loro famiglie, così come gli anche cittadini del tutto innocenti, vengono rovinati e persino perdono la vita. Questo è un grave problema che stiamo affrontando in questa nazione e purtroppo, molti, troppi dei nostri cosiddetti rappresentanti del governo sono assolutamente ostinati e riluttanti a fare ciò che è necessario per garantire che la nostra frontiera meridionale venga protetta adeguatamente.

    Sfortunatamente questo indica anche che il flusso di denaro causato da queste droghe che arrivano nel nostro paese sta avvantaggiando molte persone in luoghi elevati e di potenza. Non può esserci alcun altra ragione, altrimenti perché non vorrebbero fermare questo flusso di droga che entra nel paese.

    Spendono 6 miliardi di dollari cercando di affrontare la crisi degli oppioidi in questo paese, ben sapendo che alla fine si tratta di denaro sprecato a meno che non fermiamo effettivamente il flusso di queste droghe nel nostro paese all’ interno, indurendo e proteggendo il nostro confine meridionale; il che non sono disposti a fare.

    In questo caso, così come in molti altri casi anche il nostro governo diventa complice dei piani malvagi del diavolo. Come abbiamo detto prima in questo studio, il diavolo ha posto i suoi servi in alti luoghi e il governo è davvero un luogo molto alto.

    La stessa cosa sta accadendo anche riguardo al flagello dell’omicidio in questa nazione chiamato aborto. Ricordiamoci che il ladro (Satana e i suoi servi) viene solo per uccidere, rubare e distruggere, Giovanni 10:10. Chiunque fa questo serve Satana.

    Infatti le droghe e l’aborto uccidono, rubano e distruggono innumerevoli vite e chiunque prende parte a tutto questo, e persino chi chiude un occhio riguardo a queste cose e chi del popolo vota per coloro ed il partito che sostiene tutto questo, stanno servendo il diavolo non Dio.

    1 Giovanni 3:4-10 Chiunque commette il peccato, commette pure una violazione della legge; e il peccato è violazione della legge. 5 E voi sapete che egli è stato manifestato per togliere via i nostri peccati; e in lui non vi è peccato. 6 Chiunque dimora in lui non pecca; chiunque pecca non l’ha visto né l’ha conosciuto. 7 Figlioletti, nessuno vi seduca: chi pratica la giustizia è giusto, come egli è giusto. 8 Chiunque commette il peccato è dal diavolo, perché il diavolo pecca dal principio; per questo è stato manifestato il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo. 9 Chiunque è nato da Dio non commette peccato, perché il seme di Dio dimora in lui e non può peccare perché è nato da Dio. 10 Da questo si riconoscono i figli di Dio e i figli del diavolo: chiunque non pratica la giustizia non è da Dio, e neppure lo è chi non ama il proprio fratello.

    Un’ultima considerazione riguardo all’uso illegale di droghe e l’abuso di droghe legali per prescrizione. Nella Bibbia troviamo, specialmente nel libro dell’Apocalisse, la parola e il termine che è spesso tradotto come stregoneria o magia.

    Apocalisse 9:21 essi non si ravvidero dei loro omicidi né dalle loro magie né dalla loro fornicazione né dai loro furti.

    Il prossimo passo su cui voglio che ci concentriamo è il seguente:

    Apocalisse 21:8 Ma per i codardi, gl’increduli, gl’immondi, gli omicidi, i fornicatori, i maghi, gli idolatri e tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno che arde con fuoco e zolfo, che è la morte seconda».

    In entrambi i passi vediamo che la parola magie e maghi o stregoneria e stregoni è menzionata come pratica peccaminosa che guadagna le pene eterne dell’inferno. Così è peccatore chi pratica questo comportamento ed avrà la sua parte nello stagno di fuoco e zolfo che è la seconda morte, l’inferno eterno.

    Siamo abituati a comprendere il significato di stregoneria o stregoni o di magia e maghi per indicare la stregoneria e coloro che la praticano. In realtà significa anche quello.

    Tuttavia, la parola greca usata per la stregoneria o magia è: Farmàkoon, e Farmàkois.

    Questo è il significato della parola greca: pharmakeus (far-mak-yoos); da pharmakon (una droga, cioè pozione che dona incantesimi); un droghiere (“farmacista”) o un avvelenatore, (per estensione) un mago.

    Pensiamo a tutto questo per un momento. Il libro di Apocalisse è un libro profetico. Dice alla chiesa ciò che avverrà nel mondo fino alla fine dello stesso. Descrive per noi i giorni che precedono la venuta del Signore. Giovanni vede le cose future che accadranno nel mondo e persino nel regno spirituale.

    Egli però comprende ciò che vede nel futuro con la conoscenza che ha in quel momento, incluso il linguaggio che usa per descrivere le cose che vede.

    La parola usata qui come possiamo capire chiaramente è la forma della parola dalla quale otteniamo la parola farmacia e prodotti farmaceutici, in altre parole droghe. Credo senza alcun dubbio il fatto che Giovanni vede e comprende queste come gli abusatori di droghe che verrebbero in futuro, specialmente negli ultimi giorni, i giorni in cui viviamo. Non c’è dubbio che abbiamo un flagello dell’abuso di droghe nel mondo. I tossicodipendenti, gli spacciatori di droga, siano essi quelli che vendono e quelli che usano droghe illegali o legali saranno ritenuti responsabili da Dio per tutto il male e il danno che hanno causato nel mondo. Abuso di sostanze stupefacenti, sostanze che non sono controllate legalmente prese solo come prescritte ma è l’abuso di questi farmaci che crea il peccato, il crimine, la distruzione, la malattia e la morte. L’uso di droghe sta distruggendo la vita di tutti coloro che le usano ed anche molte, molte persone innocenti che devono sopportare le conseguenze di questo peccato.

    Ricordiamo, che queste sono davvero sostanze che in quasi tutti i casi alterano le menti delle persone, inducono le persone a non ragionare nel modo giusto, seducono le persone a diventarne dipendenti, a controllare il loro comportamento rendendo ancora più facile essere controllati da tutte altre pratiche malvagie . In un certo senso è proprio un tipo di stregoneria, di magia.

    Inoltre, queste seducono le persone dal diffidare in Dio mentre si fidano invece delle sostanze.

    Alla fine è uno stratagemma satanico per controllare e distruggere e per molti un gudagno ed un lucro malvagio e distruttivo. Anche le stesse compagnie farmaceutiche, i medici e gli spacciatori illegali che permettono a tutto questo di succedere per guadagno e lucro hanno le mani insangunate e sono davvero degli stregoni dei maghi. L’amore del denaro è davvero la radice di ogni male!

    Facciamo quindi attenzione al significato di questo termine, è in effetti stregoneria e magia, poiché queste droghe stupiscono e stregano, seducono coloro che le usano, queste droghe sono farmaci che alterano la mente e rendono le persone sempre più suscettibili ad essere controllate e manipolate nella loro mente dalla falsità demoniache.

    Quindi, quando le persone ti dicono che le droghe non sono menzionate nella Scrittura o che la parola di Dio non dice nulla su di loro, potete facilmente mostrare loro che la parola di Dio ci dice e ci mette in guardia dei mali e degli abusi di droga.

    Lasciatemi fare una dichiarazione molto importante a questo punto, so che molti di voi a questo punto possono pensare che io creda che tutte le droghe e le medicine siano malvagie o che Dio afferma che lo siano. Non credo che tutte le droghe siano cattive o che Dio sia contrario ai farmaci.

    I farmaci e le medicine sono una benedizione nella maggior parte dei casi, si noti che sto parlando di farmaci che sono salva vita e la produzione di farmaci non illegali o farmaci legali incontrollati. Ogni buona sostanza, tutte, anche il cibo di cui abbiamo bisogno per vivere possono diventare cattive se usate in eccesso ed in modi che producono situazioni malsane per poi diventare peccaminose. Le medicine usate come prescritte possono essere e spesso sono una benedizione di Dio per l’umanità e un modo attraverso il quale Egli ha deciso di portare misericordia e guarigione alle persone.

    Ciò di cui stiamo parlando qui è l’uso improprio, illegale ed abusivo di tali farmaci, la loro eccessiva prescrizione per sporco lucro. Ciò di cui stiamo parlando qui sono anche le droghe che effettivamente influenzano la mente e le emozioni delle persone, anche queste sono sovraprescritte ed abusate dalla gente al punto che queste droghe diventano pericolose, controllano le menti e le emozioni della gente in modo molto negativo e persino peccaminoso.

    Quindi le droghe stupefacenti e illegali sono tutte peccaminose poiché provocano totalmente il controllo della mente e del corpo e delle emozioni delle persone, sono in effetti stregoneria e coloro che le vendono sono stregoni. Guardate al termine stupefacenti, non si può che denotare da quella parola stessa che questi rendono la gente supefatta, proprio come se fossero incantate, sedotte da una magia, la gente diventa come se fosse sotto un incantesimo, una malia, un sortilegio.

    Tabacco: Il tabacco è una di quelle sostanze che è legale nella nostra società. Tuttavia, è legale secondo la legge e la parola di Dio? Mi rendo conto che nei giorni biblici persino il tabacco non veniva mai menzionato e molto probabilmente non era usato.

    Capisco anche che per la maggior parte delle persone l’idea di qualcosa di legale dal punto di vista della legge umana fa pensare che sia quindi giusto anche per un credente indulgere nell’uso del tabacco.

    Purtroppo non è così, il tabacco non è nemmeno come l’alcol, è molto peggio e molto più pericoloso.

    Anche se le persone possono sviluppare un vizio ed una dipendenza dall’uso di alcol e finiscono per essere controllati da esso, è tuttavia una possibilità ma non una certezza.

    Sviluppare una dipendenza dall’uso del tabacco non è solo una possibilità, è un fatto quasi certo. Il tabacco è una droga molto più pericolosa dell’alcol. Anche se non possiamo minimizzare gli effetti negativi dell’abuso di alcol che effettivamente causa ed ha causato la rovina di molte persone e persino la distruzione di vite innocenti, l’uso del tabacco in realtà è molto più minimizzato nella nostra società rispetto all’alcol. Perché? Perché la sua devastazione è meno drammatica dell’abuso di alcol.

    L’abuso di alcol può causare una persona a causare incidenti automobilistici fatali o molto dannosi che coinvolgono molte persone innocenti, compresi i bambini. Questi incidenti sono drammatici ed hanno un forte impatto su come gli altri vedono l’abuso di alcol come una piaga ed in effetti lo può essere.